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Le Imposte dello Stato, Schemi e mappe concettuali di Economia Politica

Le varie imposte dello stato: - Le imposte in generale - Imposte dirette sul reddito - Imposte dirette sul patrimonio - Imposte indirette - Principi giuridici e amministrativi delle imposte - La ripartizione dell'onere delle imposte - Pressione fiscale - Effetti economici delle imposte -

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

In vendita dal 08/09/2022

DavideDebe95
DavideDebe95 🇮🇹

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L’IMPOSTA IN GENERALE
È il prelievo coattivo di ricchezza effettuato dallo Stato e dagli altri enti pubblici per finanziare le prestazioni di
servizi pubblici indivisibili.
Elementi costitutivi
1) Soggetti attivi: sono dotati del potere di imporre tributi = Stato , Regioni, Comuni, Province che fino al
2001 avevano solo autonomia di spesa , dopo anche di entrata.
Soggetti passivi: i contribuenti (coloro che hanno capacità contributiva)
2) Presupposto: è la situazione di fatto (titolarità di reddito o di patrimonio) da cui per legge discende
l’obbligo di pagare le imposte. L’entità monetaria di base (cosa tassare) è la BASE IMPONIBILE
3) Aliquota: percentuale applicata all’imponibile per calcolare l’imposta
4) Debito di imposta: è l’imposta totale a carico del contribuente in relazione a un dato tributo
5) Fonte dell’imposta: è la ricchezza utilizzata per pagare l’imposta (reddito o patrimonio)
CLASSIFICAZIONE DELLE IMPOSTE
IMPOSTE DIRETTE
Colpiscono le manifestazioni immediate della
capacità contributiva (reddito o patrimonio); sono
riscosse periodicamente mediante ruoli.
Consentono una maggior giustizia tributaria perché:
- Consentono di esentare dal pagamento dei
tributi i soggetti con redditi minimi
- Permettono di aumentare l’aliquota con
l’aumentare del reddito
- Sono uno strumento antinflazionistico
IMPOSTE INDIRETTE
Colpiscono le manifestazioni indirette, cioè quegli
atti (consumi, scambi, trasferimenti) che consentono
di desumere l’esistenza di un reddito o di un
patrimonio)
- Assicurano un notevole gettito tributario e
diminuiscono l’evasione (sono basse e
frequenti e il contribuente non si accorge di
pagarle)
- Possono variare facilmente
- Non scoraggiano gli investimenti produttivi
IMPOSTE REALI
Colpiscono il reddito o il patrimonio senza
considerare le condizioni personali del contribuente,
ma solo il presupposto oggettivo (cioè il CESPITE,
cioè la fonte di guadagno da cui proviene)
Es: terreni, fabbricati
IMPOSTE PERSONALI
Tengono conto delle condizioni economiche e sociali
del soggetto (numero dei familiari, spese mediche,
tipo di lavoro).
Svantaggio: occorrono più controlli e quindi ci sono
alti costi di riscossione
IMPOSTE GENERALI
- Dirette: colpiscono tutti i redditi del
contribuente (IRPEF)
- Indirette: colpiscono tutti i settori produttivi
nella stessa misura
IMPOSTE SPECIALI
- Dirette: colpiscono solo alcuni redditi (es:
IMU su terreni e fabbricati)
- Indirette: colpiscono solo alcuni settori
(accise su alcolici, prodotti petroliferi ecc.)
A seconda di come si applica l’aliquota sulla base imponibile, abbiamo:
- Imposta proporzionale: l’aliquota è costante e non varia al crescere del reddito (es: 10%)
- Imposta progressiva: l’aliquota è crescente cioè aumenta in misura più che proporzionale
all’aumentare dell’imponibile (per scaglioni).
- Imposta regressiva: l’aliquota decresce all’aumentare del reddito.
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Scarica Le Imposte dello Stato e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Economia Politica solo su Docsity!

L’IMPOSTA IN GENERALE

È il prelievo coattivo di ricchezza effettuato dallo Stato e dagli altri enti pubblici per finanziare le prestazioni di servizi pubblici indivisibili. Elementi costitutivi

  1. Soggetti attivi: sono dotati del potere di imporre tributi = Stato , Regioni, Comuni, Province che fino al 2001 avevano solo autonomia di spesa , dopo anche di entrata. Soggetti passivi: i contribuenti (coloro che hanno capacità contributiva)
  2. Presupposto: è la situazione di fatto (titolarità di reddito o di patrimonio) da cui per legge discende l’obbligo di pagare le imposte. L’entità monetaria di base (cosa tassare) è la BASE IMPONIBILE
  3. Aliquota: percentuale applicata all’imponibile per calcolare l’imposta
  4. Debito di imposta: è l’imposta totale a carico del contribuente in relazione a un dato tributo
  5. Fonte dell’imposta: è la ricchezza utilizzata per pagare l’imposta (reddito o patrimonio) CLASSIFICAZIONE DELLE IMPOSTE IMPOSTE DIRETTE Colpiscono le manifestazioni immediate della capacità contributiva (reddito o patrimonio); sono riscosse periodicamente mediante ruoli. Consentono una maggior giustizia tributaria perché:
  • Consentono di esentare dal pagamento dei tributi i soggetti con redditi minimi
  • Permettono di aumentare l’aliquota con l’aumentare del reddito
  • Sono uno strumento antinflazionistico

IMPOSTE INDIRETTE

Colpiscono le manifestazioni indirette, cioè quegli atti (consumi, scambi, trasferimenti) che consentono di desumere l’esistenza di un reddito o di un patrimonio)

  • Assicurano un notevole gettito tributario e diminuiscono l’evasione (sono basse e frequenti e il contribuente non si accorge di pagarle)
  • Possono variare facilmente
  • Non scoraggiano gli investimenti produttivi IMPOSTE REALI Colpiscono il reddito o il patrimonio senza considerare le condizioni personali del contribuente, ma solo il presupposto oggettivo (cioè il CESPITE, cioè la fonte di guadagno da cui proviene) Es: terreni, fabbricati

IMPOSTE PERSONALI

Tengono conto delle condizioni economiche e sociali del soggetto (numero dei familiari, spese mediche, tipo di lavoro). Svantaggio: occorrono più controlli e quindi ci sono alti costi di riscossione IMPOSTE GENERALI

  • Dirette: colpiscono tutti i redditi del contribuente (IRPEF)
  • Indirette: colpiscono tutti i settori produttivi nella stessa misura

IMPOSTE SPECIALI

  • Dirette: colpiscono solo alcuni redditi (es: IMU su terreni e fabbricati)
  • Indirette: colpiscono solo alcuni settori (accise su alcolici, prodotti petroliferi ecc.) A seconda di come si applica l’aliquota sulla base imponibile, abbiamo:
  • Imposta proporzionale: l’aliquota è costante e non varia al crescere del reddito (es: 10%)
  • Imposta progressiva: l’aliquota è crescente cioè aumenta in misura più che proporzionale all’aumentare dell’imponibile (per scaglioni).
  • Imposta regressiva: l’aliquota decresce all’aumentare del reddito.

IMPOSTE DIRETTE SUL REDDITO

Prevalgono rispetto a quelle sul patrimonio perché:

  • Il reddito indica meglio la capacità contributiva, perché è più facile da accertare
  • Colpisce il reddito (cioè una ricchezza che si riforma) tutela la proprietà e il risparmio privato. Tipi di reddito:
  • Di lavoro (dipendente o autonomo)
  • Di impresa (individuale o societaria)
  • Patrimoniale (immobiliare o da capitale) IMPOSTE DIRETTE SUL PATRIMONIO Il prelievo è commisurato al valore del patrimonio del contribuente, considerato come fonte autonoma della capacità contributiva L’imposta può essere: ordinaria: annuale straordinaria: applicata in situazioni eccezionali (calamità, guerre) imposta reale: imposta soggettiva: considera una sola componente della colpisce tutto il patrimonio (beni mobili e immobili) ricchezza Ha aliquote di entità ridotta perché non dove intaccare il patrimonio (dovrebbe essere pagata col reddito) Es: imposta sugli immobili diversi dalla 1° casa
  • Imposta di registro : sui trasferimenti patrimoniali a titolo oneroso
  • Imposta di successione: sui trasferimenti patrimoniali a titolo gratuito IMPOSTE INDIRETTE Colpiscono gli atti che fanno presumere l’esistenza di un reddito o di un patrimonio:
  • Sugli scambi
  • Sui consumi
  • Sui trasferimenti
  • I dazi doganali Sono: elastiche (con l’aumento del reddito nazionale, crescono i consumi e quindi le entrate aumentano) Divisibili: spesso sono pagate all’acquisto e sono una frazione trascurabile del prezzo
  1. Sugli scambi: sono le imposte più importanti. Colpiscono gli scambi di beni o servizi tra produttori , commercianti e consumatori (IVA) vantaggi: hanno una base vastissima e scarsa incidenza sul prezzo : garantiscono , quindi, un gettito elevato e garantiscono che vi sia scarsa evasione svantaggi: trattamento sfavorevole per le merci esportate (infatti, lo Stato prevede un rimborso delle imposte pagate su beni esportati)
  2. Sui consumi:

PRINCIPI GIURIDICI E AMMINISTRATIVI DELLE IMPOSTE

Principi giuridici (costituzionali) che regolano la materia tributaria: art.2 : principio della solidarietà economica e sociale. Lo scopo è il BENE COMUNE art. 3: principio di uguaglianza. A pari capacità contributiva deve corrispondere lo stesso trattamento fiscale art. 23 “ nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge “: riserva di legge. Le imposte possono essere applicate solo in base ad una legge (anche d.lgs e d.l.) art.53 “ tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva ”: principio della capacità contributiva Tutti questi articoli sono stati redatti tenendo conto di due principi elaborati nel 1800:

1. PRINCIPIO DELLA GENERALITA’ DELL’IMPOSTA Tutti coloro che beneficiano di servizi pubblici devono pagare le imposte (quindi anche i cittadini stranieri). Era necessario chiarirlo perché aristocratici e clero non pagavano tributi, ma solo le classi sociali più povere: fu così individuato un servizio pubblico erogato a tutti, la difesa (polizia /esercito). Oggi le esenzioni sono previste per scopi sociali:

  • Temporanee; es nuova casa, nuovo impianto meno inquinante, nuova attività d’impresa in area depressa, impresa di giovani, ecc.
  • Permanenti: per redditi minimi o per gravi situazioni familiari 1. PRINCIPIO DELLA UNIFORMITA’ Il carico tributario totale deve essere ripartito in modo tale che il sacrificio risulti equamente distribuito fra tutti coloro che sono tenuti al pagamento delle imposte (cioè in base alle possibilità economiche) Si applica secondo il criterio della capacità contributiva, cioè la titolarità di redditi o di patrimonio. Per capacità contributiva si intende ciò che resta al contribuente dopo che ha soddisfatto le proprie esigenze primarie e indispensabili : chi ha un reddito basso e lo consuma per le esigenze alimentari, di salute, ecc., non ha capacità contributiva. Principi amministrativi Serve efficienza nelle operazioni di accertamento e riscossione. Adam Smith nel 1776, nell’opera Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle Nazioni , elaborò alcuni principi, che ancora oggi vengono adottati:
  1. Giustizia/equità: tutti i cittadini devono contribuire alle spese pubbliche, in relazione al loro reddito, sotto la protezione dello Stato, in condizioni di uguaglianza
  1. Certezza: le imposte devono essere certe e chiare
  2. Comodità: l’imposta deve essere riscossa nel modo e nel tempo più comodo e semplice per il contribuente
  3. Economicità: le spese per accertamento e riscossione devono essere ridotte al minimo. In Italia abbiamo adottato il sistema dell’ AUTOTASSAZIONE , che consente al contribuente di calcolare e versare l’imposta da solo. È un sistema: agile: gli uffici devono solo controllare poco costoso efficiente: il contribuente versa subito le somme Ci deve essere collaborazione tra fisco e cittadino. LA RIPARTIZIONE DELL’ONERE DELLE IMPOSTE Come ripartire l’onere delle imposte fra i contribuenti? Il CARICO TRIBUTARIO, cioè il valore complessivo del prelievo, deve essere suddiviso in modo da rispettare le esigenze di giustizia sociale. Qualunque soluzione crea conseguenze immediate sul tenore di vita dei diversi gruppi sociali (ne favorisce alcuni a discapito di altri. Principio prevalente: della CAPACITA’ CONTRIBUTIVA, occorre tener conto della ricchezza e del reddito dei contribuenti. Nel 1800 erano stati elaborati i PRINCIPI DEL SACRIFICIO:
  4. Sacrificio uguale (Mill): ciascun contribuente deve pagare l’imposta in modo che il suo sacrificio sia uguale a quello degli altri contribuenti
  5. Sacrificio proporzionale (Stuart): l’imposta deve essere distribuita fra i cittadini in modo che ciascuno sopporti la stessa proporzione di sacrificio
  6. Sacrificio minimo (Edgeworth): le imposte devono essere ripartite fra i contribuenti in modo che sia minimo il sacrifico totale causato dal prelievo delle stesse. Per fare ciò proponeva un’imposta fortemente progressiva, a carico dei redditi più elevati, che però diminuiva la propensione al consumo e al risparmio e non rispettava la giustizia sociale. Più tardi, fine 1800, questi principi vennero rielaborati nella TEORIA DELLA CAPACITA’ CONTRIBUTIVA (Wagner) Le imposte vanno ripartite fra i cittadini tenendo conto della loro capacità/possibilità di pagare, in base al reddito o al patrimonio. Ciò comporta:
  • Esenzione dei redditi minimi: chi deve destinare il suo reddito per soddisfare bisogni elementari, non ha capacità contributiva;
  • Discriminazione qualitativa dei redditi: i redditi di origine diversa devono essere trattati diversamente. I redditi da capitale vanno tassati di più, perché non comportano sforzo e sono garantiti con continuità, mentre quelli da lavoro no: a questi ultimi vanno applicate detrazioni
  • Occorre tener conto delle condizioni personali del contribuente (famiglia, lavoro, salute) L’imposta che racchiude tali elementi è quella PROGRESSIVA. PRESSIONE FISCALE
  1. macroeconomici: riguardano gli effetti sul sistema economico nel suo complesso (reddito nazionale, consumi, risparmi, investimenti, occupazione). sono il risultato di scelte di politica economica
  2. microeconomici: riguardano le reazioni dei singoli operatori all'introduzione o alla variazione di un tributo (evasione, erosione, elisione, elusione, traslazione, ammortamento) Ci sono due reazioni possibili dei contribuenti:
  3. legittime: comportamenti volti a diminuire l'onere dell'imposta, pur osservando la legge
  4. illegittime: atti illeciti per sottrarsi al dovere di pagare i tributi. Conseguenze principali
  5. EVASIONE FISCALE è un comportamento illecito che si realizza quando il contribuente si sottrae in tutto (evasione totale) o in parte (evasione parziale) all'obbligo tributario, ricorrendo a comportamenti dolosi (omessa dichiarazione, occultamento del reddito, simulazione passività fittizie, contrabbando, fuga di capitali all'estero) Provoca gravi danni: disuguaglianze tra cittadini, distorce la concorrenza, alimenta il senso di illegalità, altera la distribuzione del carico tributario fra i cittadini. I più onesti devono pagare di più. È un'infrazione volontaria della legge e, a seconda della gravità e delle circostanze, può essere un reato o un illecito amministrativo. Cause: l'alto livello delle imposte, il rischio di sanzioni basse. In Italia altre cause: scarsa efficienza della spesa pubblica; bassa qualità dei servizi offerti dalla P.A. ; Legislazione prolifica e caotica; sprechi; corruzione; indebiti arricchimenti; scarsa coscienza civica; fenomeno economia sommersa e lavoro nero (evasione IVA 40% evasione IRPEF 20%, anche se negli ultimi anni sta migliorando).
  6. EROSIONE è un comportamento lecito che si verifica quando il tributo non viene pagato, in tutto o in parte, per effetto di norme che riconoscono riduzioni o esenzioni dell'imponibile, per certe categorie di contribuenti, per certi beni, per certe zone del territorio (es: spese mediche, interessi passivi mutui prima casa, possibilità di ripartire il reddito tra i componenti della famiglia nell'impresa familiare) poiché queste agevolazioni sono previste dalla legge, sono chiamate “evasione legale”. Cause: motivi sociali e pressione delle lobby (in questo caso non garantiscono equità sociale: es: interessi su titoli di Stato, obbligazioni, rendite di depositi bancari o postali che hanno aliquote proporzionali pagate come ritenute alla fonte a titolo definitivo e non aliquote progressive.
  7. ELISIONE (eliminazione) quando il contribuente colpito dall'imposta aumenta la propria attività per evitare una riduzione del reddito e può pagare l'imposta. È un comportamento lecito. È una rimozione positiva, perchè si lavora di più per cercare di ricostituire il reddito sottratto dall'imposta. A volte, però, pur aumentando il lavoro, rimanendo uguali capitale e materie prime, non sempre aumenta anche la produzione.
  8. ELUSIONE (schivare) rimozione negativa

quando il contribuente colpito dall'imposta diminuisce la propria attività o consumo per limitare la base imponibile o trova il modo di non pagare con abili accorgimenti giuridico-economici. È un comportamento lecito che può diventare illecito. Casi:riduzione attività lavorativa; fusione di società; spostamento attività produttive all'estero, domiciliazione formale di attività nei paradisi fiscali es: dipendenti che non fanno più straordinario, una società sana che ne acquista una in crisi, membri di una famiglia benestante che costituiscono una società e le intestano i beni immobili o due coniugi che si separano in modo fittizio, per pagare meno tributi rimedi: controllo degli spostamenti di residenza nei paradisi fiscali (di cui esiste una lista nera): le persone si ritengono ancora residenti in Italia, salvo prova contraria (Caso Valentino Rossi).

  1. TRASLAZIONE DELL'IMPOSTA è il processo economico con cui il contribuente riesce a trasferire, tutto o in parte, attraverso l'aumento del prezzo, l'imposta su uno o più soggetti, fino a giungere ad un ultimo soggetto che ne sopporta l'onere effettivo. Contribuente di diritto (percosso): la percussione è il fenomeno per cui un soggetto è chiamato a pagare l'imposta. Contribuente di fatto (inciso): l'incidenza è la diminuzione del reddito a causa del peso dell'imposta effettivamente sopportato dal soggetto. Devono però esistere due condizioni necessarie:
  2. l'imposta deve colpire beni o servizi oggetto di scambio e non reddito o patrimonio;
  3. il prezzo dei beni e servizi può essere aumentato.
  4. AMMORTAMENTO D'IMPOSTA l'imprenditore percosso può trasferire l'onere dell'imposta sui fornitori dei fattori produttivi, mediante una riduzione del prezzo d'acquisto (traslazione all'indietro). Si ha ammortamento quando l'imposta colpisce il reddito di un bene che successivamente venga venduto.