Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Poesia: Armonia e Illusione, Appunti di Lingua Italiana

La natura della poesia, dalla sua origine come inventione e interpretazione della realtà, alla sua caratteristica cura per le parole e i suoni, fino alle sue capacità di alleggerire i drammi e fornire forme di conoscenza. La poesia è una forma di illusione che va oltre il reale, e una attività cognitiva che mette in atto tutte le facoltà umane. La metrica è la componente determinante, e la poesia è un piacere sonoro che attinge a forme di linguaggio preverbale. La poesia e il gioco condividono una relazione stretta, poiché sono fondate su atteggiamenti affini e la poesia è una funzione ludica.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 07/04/2021

Lilia32
Lilia32 🇮🇹

4.4

(41)

13 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LEGGERE POESIA
PRIMA PARTE
Poesia CAP. 1 Parola posta in musica
La poesia è anzitutto invenzione: è un’interpretazione della realtà manifestata in immagini
espresse con parole armonizzate tra loro. La poesia è un mondo detto attraverso il linguaggio.
Nel trasporre (= trasferire) in forme comunicabili il mondo interiore o quello esterno, il poeta, il
musicista, l’artista trasfigurano la loro esperienza “contaminandola” con le loro emozioni.
Trasferiscono in arte il loro complesso mondo. La poesia usa il linguaggio. Comunica con una
parola scelta in funzione simbolica, realistica, metaforica, allegorica, analogica, sinestetica. Il
linguaggio della poesia si caratterizza per la cura con cui le parole sono scelte o per il loro suono o
per le immagini che evocano. Anche Ungaretti scrive che la sua poesia nasce dal profondo ed è
un’illuminazione. Luzi e Ungaretti, come ogni poeta, sottolineano anche come la poesia sia
caratterizzata dalla vita. La poesia è piena della nostra quotidianità. La poesia è fatta di realtà, ma è
anche un modo di guardare il mondo con uno sguardo duplice. Perciò la poesia induce e stimola a
vedere ciò che non è apparente, ciò che solo il poeta riesce a vedere nell’ordinarietà della vita di
tutti i giorni. Per questo il poeta è stato detto nei secoli passati vate.
Egli, infatti, rivela con il linguaggio qualcosa che altrimenti rimarrebbe misterioso o latente.
Proprio perché interpreta la vita, la poesia non è una forma d’arte a essa estranea.
Come scriveva Foscolo, le invenzioni poetiche durano quanto l’umanità. Finché esiste l’umanità vi
sarà il desiderio di poesia. Con i suoi mezzi la poesia ci rivela qualcosa di noi. La poesia in genere
racchiude inquietanti interrogativi sull’uomo, sulla sua crudeltà, ma anche sui suoi valori. La morte
di una persona amata, la tragedia della guerra, ma anche l’amore personalmente vissuto o la
nostalgia dell’amata/o da personalissime esperienze di vita divengono nella parola poetica
universali. Il poeta nelle sue “parole poste in musica” manifesta le emozioni più intime. Il pathos he
avvertiamo leggendo una poesia ci rende partecipi, ci fa sentire la nostra stessa esperienza in modo
più fortemente emotivo. Non è un caso che il più vivo sentimento, l’esperienza amorosa, spinga
spesso a scrivere versi o a cercare in versi altrui un modo di dire, con migliori parole di quelle che
ci appartengono, quei sentimenti che sentiamo molto intensi. Il poeta portoghese Pessoa pensa la
poesia come un trasferimento di emozioni dal poeta al lettore. Il poeta mette in versi un dolore che
non è esattamente il suo. Questo rimane in lui finché non riesce a superarlo; quel dolore è compreso
dal lettore, ma non per ciò che è davvero, solo per ciò che è trasferito nelle parole. La poesia ha un
effetto di alleggerimento, di alleviamento dei drammi che toccano l’esistenza. La poesia è anche
forma di illusione, va al di del reale, è una forma di conoscenza. In essa il poeta rappresenta il
mondo come è stato da lui compreso o intuito o interpretato. Nell’antichità la poesia costituiva
l’enciclopedia del sapere. Da molti secoli non si pensa più così. Allora la poesia è forse una delle
principali attività cognitive, perché mette in atto tutte le facoltà umane: intellettive, immaginative,
memoriali, sensitive, emotive. Dalla poesia impariamo a leggere oltre le righe qualsiasi altro testo, a
non rimanere in superficie. La poesia si limita a dire e talora è assai oscura. Ma non è mai senza
senso. La sua ricchezza aiuta a distanziarsi da possibili valutazioni precostituite.
La componente determinante della poesia è la metrica. La poesia è parola posta in musica
poiché è fatta di ritmi, alternanze di accenti, ripetizioni di suoni, allitterazioni, anafore, rime, ecc. Il
piacere della poesia è anche un piacere sonoro. La poesia attinge a forme di linguaggio preverbale
che dà gioia. I bambini provano infatti un grande piacere nel pronunciare parole in rima anche senza
senso: certe conte, filastrocche non sono altro che ripetizioni di suoni. La forza alternativa della
poesia è data anche da questo suonare dentro di noi, che è particolarmente memorabile.
La poesia è poi costituita da immagini. Il linguaggio poetico si distingue infatti da quello solito,
oltre che per essere regolato dalla ascoltare il “fanciullino” che è dentro di noi. Il poeta può farci
vedere il mondo sotto altre forme. Dà una dimensione fantastica all’esistente. La poesia arricchisce
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica La Poesia: Armonia e Illusione e più Appunti in PDF di Lingua Italiana solo su Docsity!

LEGGERE POESIA

PRIMA PARTE

Poesia CAP. 1 Parola posta in musica La poesia è anzitutto invenzione: è un’interpretazione della realtà manifestata in immagini espresse con parole armonizzate tra loro. La poesia è un mondo detto attraverso il linguaggio. Nel trasporre (= trasferire) in forme comunicabili il mondo interiore o quello esterno, il poeta, il musicista, l’artista trasfigurano la loro esperienza “contaminandola” con le loro emozioni. Trasferiscono in arte il loro complesso mondo. La poesia usa il linguaggio. Comunica con una parola scelta in funzione simbolica, realistica, metaforica, allegorica, analogica, sinestetica. Il linguaggio della poesia si caratterizza per la cura con cui le parole sono scelte o per il loro suono o per le immagini che evocano. Anche Ungaretti scrive che la sua poesia nasce dal profondo ed è un’illuminazione. Luzi e Ungaretti, come ogni poeta, sottolineano anche come la poesia sia caratterizzata dalla vita. La poesia è piena della nostra quotidianità. La poesia è fatta di realtà, ma è anche un modo di guardare il mondo con uno sguardo duplice. Perciò la poesia induce e stimola a vedere ciò che non è apparente, ciò che solo il poeta riesce a vedere nell’ordinarietà della vita di tutti i giorni. Per questo il poeta è stato detto nei secoli passati vate. Egli, infatti, rivela con il linguaggio qualcosa che altrimenti rimarrebbe misterioso o latente. Proprio perché interpreta la vita, la poesia non è una forma d’arte a essa estranea. Come scriveva Foscolo, le invenzioni poetiche durano quanto l’umanità. Finché esiste l’umanità vi sarà il desiderio di poesia. Con i suoi mezzi la poesia ci rivela qualcosa di noi. La poesia in genere racchiude inquietanti interrogativi sull’uomo, sulla sua crudeltà, ma anche sui suoi valori. La morte di una persona amata, la tragedia della guerra, ma anche l’amore personalmente vissuto o la nostalgia dell’amata/o da personalissime esperienze di vita divengono nella parola poetica universali. Il poeta nelle sue “parole poste in musica” manifesta le emozioni più intime. Il pathos he avvertiamo leggendo una poesia ci rende partecipi, ci fa sentire la nostra stessa esperienza in modo più fortemente emotivo. Non è un caso che il più vivo sentimento, l’esperienza amorosa, spinga spesso a scrivere versi o a cercare in versi altrui un modo di dire, con migliori parole di quelle che ci appartengono, quei sentimenti che sentiamo molto intensi. Il poeta portoghese Pessoa pensa la poesia come un trasferimento di emozioni dal poeta al lettore. Il poeta mette in versi un dolore che non è esattamente il suo. Questo rimane in lui finché non riesce a superarlo; quel dolore è compreso dal lettore, ma non per ciò che è davvero, solo per ciò che è trasferito nelle parole. La poesia ha un effetto di alleggerimento, di alleviamento dei drammi che toccano l’esistenza. La poesia è anche forma di illusione, va al di là del reale, è una forma di conoscenza. In essa il poeta rappresenta il mondo come è stato da lui compreso o intuito o interpretato. Nell’antichità la poesia costituiva l’enciclopedia del sapere. Da molti secoli non si pensa più così. Allora la poesia è forse una delle principali attività cognitive, perché mette in atto tutte le facoltà umane: intellettive, immaginative, memoriali, sensitive, emotive. Dalla poesia impariamo a leggere oltre le righe qualsiasi altro testo, a non rimanere in superficie. La poesia si limita a dire e talora è assai oscura. Ma non è mai senza senso. La sua ricchezza aiuta a distanziarsi da possibili valutazioni precostituite. La componente determinante della poesia è la metrica.  La poesia è parola posta in musica poiché è fatta di ritmi, alternanze di accenti, ripetizioni di suoni, allitterazioni, anafore, rime, ecc. Il piacere della poesia è anche un piacere sonoro. La poesia attinge a forme di linguaggio preverbale che dà gioia. I bambini provano infatti un grande piacere nel pronunciare parole in rima anche senza senso: certe conte, filastrocche non sono altro che ripetizioni di suoni. La forza alternativa della poesia è data anche da questo suonare dentro di noi, che è particolarmente memorabile. La poesia è poi costituita da immagini. Il linguaggio poetico si distingue infatti da quello solito, oltre che per essere regolato dalla ascoltare il “fanciullino” che è dentro di noi. Il poeta può farci vedere il mondo sotto altre forme. Dà una dimensione fantastica all’esistente. La poesia arricchisce

di bellezze ed emozioni la vita. Ogni poesia dice la verità sotto forme simboliche. Gioco, fantasia, canto, bellezza, segno grafico e vocale: queste le componenti della poesia. Come ogni artista, anche il poeta dà forma alla realtà e ambisce sempre a creare una bellezza. È un mondo messo in ordine dalla parola. Il poeta trasgredisce dunque alle regole del linguaggio e della realtà a vari livelli. La struttura metrica del testo poetico è una forma di violenza alla lingua organizzata nell’ambito di alcune convenzioni per renderla più armonica, più bella e accattivante. Ed è la voce che trasmette questa emozione. La voce è importantissima in poesia, perché questa è suono, ritmo, armonia. Si può leggere poesia in silenzio, ma solo leggerla ad alta voce è un’esperienza totale, perché si realizzano i silenzi, le tonalità, le accelerazioni, i legami, i suoni acuti e i gravi, ecc. In questo modo la poesia acquisisce la sua corporalità che è data proprio dalla realizzazione vocale. La poesia infatti è, anzitutto, attività gratuita , disinteressata, non finalizzata a una produzione di valore e condivide questo carattere con il gioco. Gioco e poesia sono in stretta relazione perché sono fondati su atteggiamenti affini: la poesia è una funzione ludica, è nata nel gioco e come gioco. Si scrive per una motivazione interiore. La poesia, come ogni arte, è davvero qualcosa di eccezionale per l’umanità perché fa intravedere oltre i limiti del linguaggio. Il carattere ludico della creazione poetica è evidente. La metafora, ad esempio, è come un teatro che fa apparire molte cose in una parola. Il gioco ha bisogno di regole; se cade nel disordine, il bambino spesso lo rifiuta, non vuole continuarlo. Anche la poesia richiama a principi che sono regolati dalla metrica e da criteri estetici. La poesia, come il gioco, è attività creativa. Nel gioco il bambino crea il suo mondo. Anzi va oltre proprio come la poesia che guarda oltre. Per gioco il bambino simula il reale, il poeta finge e crea un mondo fittizio ma non meno “vero”. La poesia diventa così veicolo di saggezza senza alterare la sua natura ludica. La poesia gioca a dire cose che manifestano la verità. Anche il gioco è un’attività che nasconde qualcosa di misterioso. La poesia a volte gioca con il linguaggio, i suoni, le immagini, i pensieri e ci attrae per comunicarci verità anche difficili. CAP. 2 Una finestra sul cuore e sul mondo La coincidenza di senso e fantasia permette di andare oltre il reale, verso il mondo dell’anima. Molti sono gli aspetti che uniscono il mondo dei bambini alla poesia. Anzitutto questa ha un fondamento ludico, la stessa impronta giocosa che caratterizza ogni attività infantile. Freud afferma che l’occupazione preferita e più intensa del bambino è il gioco. Forse si può dire che il bambino impegnato nel gioco si comporta come un poeta in quanto costruisce un suo mondo o dà a suo piacere un nuovo assetto alle cose del mondo. Anche il poeta fa quello che fa il bambino giocando: crea un mondo di fantasia, che prende molto sul serio; che cioè carica di forti importi d’affetto pur distinguendolo nettamente dalla realtà. È un’invenzione molto seria e ricca di sviluppi per il futuro. La poesia apre al futuro, perché dà voce alle risorse racchiuse nell’immaginario di ciascun individuo da cui possono nascere l’invenzione e la creatività. Tra futuro, poesia e infanzia c’è un forte legame. L’esperienza della poesia è nella formazione della persona essenziale. Il bisogno della parola poetica se non trova risposte adeguate porta la società a un impoverimento culturale. Per questo è necessario che fin dai primi anni di scuola il bambino venga a contatto con espressioni della poesia italiana anche alte. Anche se si trovano poesie per bambini molto belle, esse parlano il linguaggio dell’infanzia. Il bambino invece è curioso del mondo vero degli adulti. L’importante è rendere gradevole la prima esperienza di lettura, far in modo che la scuola non dissuada il lettore. La lettura della poesia dà la possibilità di divenire patrimonio personale. Ungaretti indicava come la parola non esercita il suo effetto solo nella scrittura, ma anche nella lettura e suscita uno stato dell’anima. L’attività metaforica, che per natura i bambini svolgono nel gioco, è all’origine dell’espressione poetica. La poesia è in effetti bisogno ed espressione istintivi e primari. Se si considera la freschezza immaginativa che appartengono all’infanzia, non stupisce la straordinaria capacità inventiva dei bambini nel gioco delle rime persino nella scrittura poetica. Filastrocche, conte e ninnenanne sono tra le prime forme di comunicazione poetica che si rivolgono ai bambini. I bambini della scuola primaria possono

l’autore è famoso o se è un compagno di classe. Terminata la lettura il rotolo viene messo nella scatola dei tesori che contiene quelle parole che fanno sognare, rilassare. L’obiettivo è far amare la poesia e la letteratura. CAP. 4 Un po’ di metrica La parola poetica ha una sonorità particolare. I bambini mancano degli strumenti e delle competenze per produrre vera poesia. Anche per questo occorre educarli ad avvertire la differenza fra testo poetico e altri testi versificati. I bambini hanno una sensibilità particolare nel sentire e nel godere il ritmo di una poesia. Forse nella ripetizione dei suoni avvertono il gusto di quel balbettio che ha caratterizzato le loro prime espressioni linguistiche, il loro primo parlare. Non sono solo le rime e i ritmi ad affascinare, ma già i singoli suoni. Per educare alla prosodia, il successivo passo consisterà nel far avvertire una sonorità più complessa: quella delle rime.  Imparare a conoscere le rime colorandole è un modo semplice e gradevole. Si assegna a ogni rima un colore diverso. Potremo chiamare ogni rima individuata con i nomi dei colori usati (le rime rosse, le rime gialle, ecc.) oppure potremo già insegnare ai bambini delle ultime classi a chiamarle con delle letterine maiuscole (per gli endecasillabi) AA, BB, ecc. oppure minuscole (per i versi più brevi) aa, bb, ecc. In queste attività saranno molto più utili le poesie per bambini e filastrocche per la loro sonorità e perché scandite da suoni netti piuttosto che i testi poetici alti. Chiediamo ai bambini di colorare le sillabe uguali. Bisogna che la poesia suoni, o rimi o abbia delle allitterazioni, altrimenti non è poesia. Chiediamo ai bambini di dividere i versi in sillabe. Per insegnare a conteggiare i versi converrà andare cauti. Non è facile nemmeno per chi è esperto perché vi sono talvolta accorpamenti di vocali. Infatti quando due o più vocali sono vicine, valgono come una sillaba sola poiché hanno continuità. Al conteggio dei versi possiamo dedicare specifici esercizi che saranno di maggior successo se applicati sulle filastrocche. Per la prosodia italiana è essenziale la caduta dell’accento. Il settenario e il novenario, come l’endecasillabo, hanno una maggiore varietà nell’accentazione. Sarà importante far notare che a volte la musicalità avviene a più livelli: con rime interne, assonanze e consonanze. Tutto questo forma la sonorità della poesia. CAP. 5 Migliorare il lessico con la poesia Un problema che assilla i docenti di italiano è la povertà lessicale degli alunni, in particolare quelli di ceto medio-basso. La preoccupazione relativa alle competenze lessicali dei bambini è sottolineata soprattutto dai docenti della scuola secondaria di primo grado, perché a un bambino della primaria non si chiede ancora ricchezza lessicale. La lettura di poesia d’autore fin dalla scuola primaria si è rivelata invece un mezzo gradevole e proficuo. È importantissimo per la formazione di una personalità piena che la scuola fornisca agli allievi gli strumenti per crescere con il linguaggio. Lasciare libera la spontaneità non è produttivo ma limitante: anche essa va educata e nutrita. I bambini non si mostrano spaventati dalle parole che non conoscono, anzi sono incuriositi e amano esplorare il linguaggio e le sue potenzialità (interesse per la parola inusuale). Scoprire parole nuove è un gioco e, se l’insegnante è disponibile a favorire la comprensione di nuovi termini, il bambino apprende con facilità. La lettura e l’analisi di una poesia, quindi, anche con alunni della scuola primaria, è un’esperienza stimolante e arricchente, che permette ai bambini di valorizzare l’espressione emotiva del proprio vissuto, di utilizzare la lingua in modo creativo e di ampliare il proprio bagaglio lessicale. La facile memorizzazione delle rime sarà un naturale e piacevole supporto alla costruzione di un vocabolario personale dell’alunno. (vedi es Manuela Cravero classe V Cuneo pag. 84-86)