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Leonardo sciascia tesina, Guide, Progetti e Ricerche di Lingue e letterature classiche

tesina maturità

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2015/2016

Caricato il 07/09/2016

Eugenio.0
Eugenio.0 🇮🇹

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Masarykova univerzita
Filozofická fakulta
Ústav románských jazyků a literatur
Bakalářská diplomová práce
2010 Kamila Kovářová
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Scarica Leonardo sciascia tesina e più Guide, Progetti e Ricerche in PDF di Lingue e letterature classiche solo su Docsity!

Masarykova univerzita

Filozofická fakulta

Ústav románských jazyků a literatur

Bakalářská diplomová práce

2010 Kamila Kovářová

Masarykova univerzita

Filozofická fakulta

Ústav románských jazyků a literatur

Italský jazyk a literatura

Kamila Kovářová

Giustizia tradita

in due romanzi polizieschi di Leonardo Sciascia

Bakalářská diplomová práce

Vedoucí práce: Mgr. Zuzana Šebelová, Ph.D.

Chtěla bych poděkovat paní Mgr. Zuzaně Šebelové, Ph.D. za pomoc a rady při psaní této bakalářské práce.

Indice:

  • INTRODUZIONE...................................................................................................................................................
    1. LA VITA E LE OPERE DI LEONARDO SCIASCIA
    • 1.1 IL PROFILO DELLA PERSONA DI LEONARDO SCIASCIA...........................................................................
  • 2 IL GIALLO
    • 2.1 LA DEFINIZIONE......................................................................................................................................
  • 3 IL GIALLO CLASSICO
    • 3.1 LA DEFINIZIONE....................................................................................................................................
    • 3.2 LA STRUTTURA DEL GIALLO CLASSICO.................................................................................................
    • 3.3 L'AMBIENTE..........................................................................................................................................
    • 3.4 I PERSONAGGI.......................................................................................................................................
    • 3.5 LA TECNICA NARRATIVA.......................................................................................................................
    • 3.6 LA LINGUA............................................................................................................................................
    • 3.7 IL RITMO DELLA NARRAZIONE..............................................................................................................
  • 4 LE REGOLE PER SCRIVERE UN GIALLO.........................................................................................
  • 5 I TEMI E I MOTIVI NEI GIALLI DI LEONARDO SCIASCIA
    • 5.1 LA MAFIA, LA SICILIA E LO STATO......................................................................................................
  • 6 IL GIORNO DELLA CIVETTA................................................................................................................
    • 6.1 LA TRAMA............................................................................................................................................
    • 6.2 L'AMBIENTE..........................................................................................................................................
    • 6.3 IL TEMPO..............................................................................................................................................
    • 6.4 I PERSONAGGI
      • 6.4.1 Il personaggio principale...............................................................................................................
      • 6.4.2 Gli altri personaggi........................................................................................................................
    • 6.5 LA STRUTTURA.....................................................................................................................................
    • 6.6 IL NARRATORE......................................................................................................................................
    • 6.7 LA LINGUA............................................................................................................................................
  • 7 UNA STORIA SEMPLICE.........................................................................................................................
    • 7.1 LA TRAMA............................................................................................................................................
    • 7.2 L'AMBIENTE..........................................................................................................................................
    • 7.3 IL TEMPO..............................................................................................................................................
    • 7.4 I PERSONAGGI.......................................................................................................................................
      • 7.4.1 Il Personaggio principale...............................................................................................................
      • 7.4.2 Gli altri personaggi........................................................................................................................
    • 7.5 LA STRUTTURA.....................................................................................................................................
    • 7.6 IL NARRATORE......................................................................................................................................
    • 7.7 LA LINGUA............................................................................................................................................
  • 8 IL GIALLO DI LEONARDO SCIASCIA................................................................................................
    • 8.1 LA FORMA DEL GIALLO SCIASCIANO....................................................................................................
  • 9 IL CONFRONTO TRA LE DUE OPERE.................................................................................................
  • CONCLUSIONE...................................................................................................................................................

Leonardo Sciascia nasce l’8 gennaio 1921 a Racalmuto, provincia di Agrigento, in Sicilia, da un impiegato Pasquale Sciascia e da una casalinga Genoveffa Martorelli. La storia famigliare dello scrittore Leonardo Sciascia ha le sue radici in Sicilia, suo paese natale, nella zolfara, che era tanto diffusa in Sicilia e dove hanno lavorato suoi antenati. Della sua famiglia Sciascia dice: “Le nonne, casalinghe. Il nonno paterno cominciò da ragazzo, orfano, a lavorare nella zolfara, poi andò a scuola da un prete, divenne capomastro e poi impiegato. Il nonno materno era guardia municipale”.^4 L’infanzia e l’adolescenza trascorre tra Racalmuto e Caltanissetta studiando all’Istituto Magistrale. Nel capoluogo di Caltanisetta vivrà gli anni più indimenticabili della sua vita, le prime esperienze, le prime scoperte culturali. Nel 1941 riceve il diploma magistrale per poi nel 1949 cominciare ad insegnare nella scuola elementare di Racalmuto fino all’1957. Nell’anno 1943 lavora negli uffici per l’ammasso obbligatorio del grano a Racalmuto dove è in contatto con il mondo contadino. Nel 1944 sposa Maria Andronico, insegnante nella scuola elementare di Racalmuto, con la quale avrà 2 figlie. Nel anno 1956 viene distaccato in un ufficio scolastico di Caltanissetta. Leonardo Sciascia è stato un narratore, saggista e publicista, la sua ricca produzione lo conferma. La sua carriera come scrittore comincia nel 1950 con le prime opere Cronache scolastiche, Favole della dittatura e La Sicilia, il suo cuore. Il suo modello nella letteratura è stato Vitaliano Brancati che l’ha guidato alla lettura degli autori francesi. Brancati insegnava all’Istituto Magistrale a Caltanissetta nello stesso tempo in cui ci ha studiato Sciascia. Sciascia si è interessato anche agli autori americani in specie a Dos Passos, Caldwell e Steinbeck. Come saggista e narratore dedica molta attenzione alla sua terra nativa il che conferma la pubblicazione di Le parrocchie di Ragalpetra , una sintesi autobiografica dell’esperienza scolastica, pubblicazione che esce nel 1956 e che presenta Sciascia come narratore. Due anni dopo esce la raccolta Gli zii di Sicilia che include tre racconti: La zia d’America, La morte di Stalin, Il quarantotto. Alla raccolta si aggiunge, nella ristampa del 1960, un quarto racconto , L’antimonio , in cui possiamo trovare riferimento al mondo spagnolo che secondo Sciascia ha profonda affinità con quello siciliano. (^4) AMBROISE, Claude, Invito alla lettura di Leonardo Sciascia, Milano, Mursia, 1974, p. 13.

Nel 1961 esce Il giorno della civetta, romanzo che attrae molta attenzione del pubblico nazionale e con il quale Sciascia entra nella coscienza della cultura italiana. In questo romanzo Sciascia inaugura la technica del giallo , che poi sempre più perfeziona. Sempre nello stesso schema, schema del romanzo poliziesco, escono gradatamente i romanzi A ciascuno il suo (1966), Il contesto (1971), Todo modo (1974), I pugnalatori (1976). Uno dei migliori pezzi della narrativa di Sciascia Il consiglio d’Egitto esce nel anno 1963_._ Allontanatosi dal campo della narrativa per avvicinarsi a quello di saggistica, nel 1978 Sciascia pubblica L’affaire Moro occupandosi del rapimento di Aldo Moro^5. Nella raccolta di saggi La corda pazza (1970) spiega la propria idea di sicilitudine^6_._ Nel 1953 vince il Premio Pirandello che gli è assegnato per il suo saggio Pirandello e il pirandellismo. Per concludere il quadro della vita artistica di Sciascia bisogna ricordare i testi teatrali, che includono L'onorevole (1965), Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. , (1976) e I mafiosi (1976). Leonardo Sciascia è stato anche politico italiano. Nel 1975 alle elezioni comunali di Palermo si candida come indipendente e viene eletto ma ben presto si dimette dalla carica per poi nel 1979 apparire come candidato al Parlamento europeo e alla Camera dei deputati. Fino al 1983 si occupa dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento di Aldo Moro. Come giornalista si presenta in numerosi giornali e riviste italiane, per esempio L’Ora, il quotidiano palermitano, Il Corriere della Sera e La Stampa. Dagli scritti pubblicati su riviste e giornali esce la raccolta Cruciverba (1983). Gli ultimi anni di Leonardo Sciascia sono stigmatizzati dalla malatia che lo costringe a numerosi trasferimenti a Milano in ospedale. Negli ultimi anni della sua vita escono i brevi racconti gialli Porte aperte (1987), Il cavaliere e la morte (1988) e Una storia semplice (esce il giorno stesso della sua morte). Leonardo Sciascia muore a Palermo il 20 Novembre 1989 e viene sepolto a Racalmuto, suo paese natale. Nel 1993 a Milano sorge l’associazione degli Amici di Leonardo Sciascia^7 come omaggio a questo grande scrittore. (^5) Aldo Moro (1916 – 1978) politico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Christiana, rapito nel marzo 1978 e ucciso 55 giorni dopo dalle mani delle Brigate Rosse. (^6) Sicilitudine – insieme dei caratteri attribuiti all’uomo di Sicilia, cioè ad uno siciliano. (^7) http://www.amicisciascia.it

Il giallo è un genere della narrativa popolare, nato verso la metà dell’Ottocento e sviluppatosi nel Novecento grazie ai cambiamenti sociali durante la rivoluzione industriale. La sostanza di un giallo è la descrizione di un crimine, dei personaggi coinvolti e dell’indagine che dovrebbe rivelare il colpevole. In Italia il termine giallo viene derivato dal colore delle copertine della prima edizione de I Libri Gialli scelto dall’editore Mondadori^10 nel 1929 quando è uscito il primo romanzo di Van Dine^11 La strana morte del signor Benson. I rappresentatori più significativi del giallo italiano in quell’epoca sono Augusto De Angelis, Ezio D’Errico. Dal 1929 al 1940 secondo il Minculpop^12 l’editoria italiana deve riservare almeno 20% dello spazio di ogni collana alle opere di autori italiani.^13 Nel 1941 il Regime Fascista impone il sequestro di tutti i gialli sul mercato e la abolizione dell’attività editoriale della collana in quanto antieducativa e di bassa qualità. La situazione migliora nel dopoguerra quando escono i romanzi di Carlo Fruttero e Franco Lucentini^14. Il giallo si è diffuso non soltanto nella letteratura ma anche nei “mass media”, all’inizio nei fumetti, alla radio, al cinema e poi alla televisione. Il genere giallo si può dividere in diversi sottogeneri, il che permette di distinguere delle categorie: il poliziesco (in particolare il giallo classico ), la letteratura di spionaggio , il noir^15 , il triller^16. Bisogna ricordare che i confini spesso non sono precisamente definiti. Si distinguono diversi tipi del giallo: giallo d’azione^17 , giallo-enigma^18 , giallo di suspense^19. I filoni principali del romanzo poliziesco sono:  Il poliziesco classico di stile inglese – nato nel 1841, l’anno quando è uscito il racconto di Edgar Allan Poe^20 intitolato I delitti del Rue Morgue che rappresenta il (^10) Mondadori Arnoldo (1889 – 1971) un editore italiano, fondatore della casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. (^11) S. S. Van Dine pseudonimo di Willard Huntingtom Wright (1887 – 1939) uno scrittore statunitense, autore di gialli. (^12) Minculpop – il Ministero della Cultura Popolare il compito del quale era il controllo e la organizzazione della propaganda del fascismo. (^13) PETRONIO, Giuseppe, Il giallo degli anni trenta, Edizioni Lint Trieste, 1988, p. 25_._ (^14) Carlo Fruttero, Franco Lucentini – i due scrittori italiani che hanno collaborato soprattutto nel campo del genere di giallo. Il giallo più conosciuto di questi due scrittori è La donna della domenica , uscito nel 1972. (^15) Il noir – romanzo nero, nato negli Stati Uniti nella prima metà del 1800. (^16) Il triller – (dall’inglese to thrill) il genere più diffuso negli Stati Uniti che in Europa. (^17) Giallo d'azione – un romanzo d'avventura che include delle peripetie, i pericoli, i rischi dalla parte del protagonista. (^18) Giallo-enigma detto anche giallo di indagine o deduttivo - stabilito attorno ad un enigma (un delitto). Il protagonista principale, l'investigatore, deve scoprire il movente e il colpevole di questo delitto attraverso l’indagine svolta da lui. (^19) Giallo di suspense – un racconto breve pieno di colpi di scena, della tensione. Il suo fascino consiste dell'ambietazione suggestiva. (^20) Edgar Allan Poe (1809 – 1849) uno scrittore e poeta statunitense , inventore del racconto poliziesco e giallo psicologico.

modello del romanzo enigma. Tale romanzo consiste nell’iniziale equilibrio rotto dal crimine, l’indagine finalizzata con la scoperta del colpevole e il ristabilimento dell’ordine.  Il poliziesco di scuola americana – nato nel 1868, l’anno quando è uscito il romanzo di Wilkie Collins^21 intitolato La pietra Lunare che rappresenta il modello del romanzo di suspense. Romanzo di questo genere si regge soprattutto sulla suspense e sulla prevalenza dell’azione e dell’intreccio sensazionale. L’autore di tale romanzo concentra il suo interesse più sull’intreccio sensazionale che sull’indagine. 3 Il giallo classico^22

3.1 La definizione

Con il termine giallo classico , romanzo poliziesco classico , si intende una storia, un intreccio, concentrati su un mistero che man mano vengono risolti da qualcuno attraverso l’indagine logica. Il giallo classico appartiene alla letteratura di consumo.

3.2 La struttura del giallo classico

Nella maggior parte dei casi il giallo classico si basa su un omicidio commesso quasi sempre nella parte iniziale del racconto. L’autore di un omicidio, (di un delitto, ma può essere anche un furto, un rapimento, la scomparsa di una persona o di un oggetto) non è noto quasi fino alla fine della storia. Allora qui sorge la prima domanda – Chi l’ha fatto, per poi passare alla seconda domanda – Come è stato fatto. L’ultima cosa da rivelare è - Perché l’ha fatto. (^21) Wilkie Collins (1824 – 1889) uno scrittore inglese, autore della letteratura fantastica e i romanzi di giallo, uno dei padri fondatori del romanzo di suspense. (^22) Informazioni tratte da http://www.sherlockmagazine.it/rubriche/1915/ , http://www.valsesiascuole.it/smsgattinara/ricerca/romanzo2/Giallo.htm#_top .

possibile creare l’atmosfera adatta per la esecuzione di un delitto. La descrizione di un luogo prevede che qualcosa inaspettato sta per accadere allora prevede un colpo di scena.

3.4 I personaggi

Il giallo include un numero limitato di personaggi fissi: la vittima, l’investigatore, i sospettati tra i quali si nasconde il colpevole. I personaggi vanno descitti in modo semplice e schematico perché l’attenzione del lettore dovrebbe essere conquistata dal meccanismo dell’intreccio. Di solito dei personaggi sappiamo poco: nome, cognome, status sociale, relazioni interpersonali; mentre la psicologia e il motivo del comportamento dei personaggi sono scoperti durante l’indagine. La regola sostanziale di un giallo dice che ogni personaggio può e deve essere sospetabile, e il colpevole deve essere il meno sospetabile. Il personaggio principale, l’investigatore, quasi sempre è una persona indimenticabile essendo un’uomo insolito, l’uomo che ha successo che è geniale, straintelletuale, capace di sapere quello che agli altri sfugge. In un giallo classico la polizia può essere alla parte del protagonista ma può negare il lavoro del investigatore.

3.5 La tecnica narrativa

Tutto il racconto dovrebbe comprendere dei colpi di scena, delle cause impreviste, dei finali di sorpresa per mantenere l’attenzione del lettore fino alla fine del racconto. Il lettore deve sentire che fa parte del racconto, del gioco della deduzione e del ragionamento, ed è necessario che il racconto dentro lui provocchi la paura, il coraggio, l’amore, la volontà di potere, l’istinto di vita e di morte.

3.6 La lingua

Il linguaggio di un giallo non è difficile anzi è semplice e diretto. Nelle parti dove l’investigatore rivela l’enigma usa linguaggio specifico, per esempio quello poliziesco, mafioso. Nelle fasi dell’azione si usano i punti esclamativi e le frasi sono brevi. La discussione fra l’investigatore e il suo collega serve per concedere gli indizi.

3.7 Il ritmo della narrazione

Il ritmo della narrazione viene determiato da momenti coinvolgenti, scene emozionanti in cui prevalgono riflessioni, dialoghi della interrogazione, osservazioni e colpi di scena. Il corso del gialo classico si potrebbe illustrare su una linea fissa: delitto – indagine – rivelazione. 4 Le regole per scrivere un giallo Raymond Chandler^24 , uno scrittore statunitense, ha creato le dieci regole che dovrebbe rispettare un romanzo giallo. Il decalogo è seguente^25 :

  1. Il romanzo giallo deve essere motivato in maniera credibile sia come situazione originale, sia come conclusione.
  2. Il giallo deve essere tecnicamente esatto per quanto riguarda i metodi del crimine e dell’indagine.
  3. Il romanzo poliziesco deve essere realistico per quanto riguarda personaggi, ambiente e atmosfera. Deve trattare di persone vere in un mondo vero.
  4. Il romanzo giallo deve avere un autentico valore come storia, a parte l’elemento poliziesco.
  5. Il romanzo poliziesco deve avere una semplicità di struttura fondamentale, sufficiente a rendere facili le speigazioni quando è il momento.
  6. Il mistero insito nel romanzo polizesco deve eludere un lettore ragionevolmente intelligente.
  7. La soluzione, una volta rivelata, deve apparire inevitabile.
  8. Il romanzo poliziesco non deve cercare di fare tutto in una volta. Se è una storia misteriosa in un clima mentale freddo, non può essere contemporaneamente una storia di violente avventure o di amore appassionato. (^24) Raymond Thornton Chander (1888 – 1956) – scrittore statunitense, autore di romanzi giallo-polizieschi. (^25) Informazioni tratte da: http://www.romanzieri.com/2009/11/30/le-dieci-regole-di-raymond-chandler/.

“Il romanzo poliziesco è un gioco intellettuale; anzi uno sport addirittura. Per scrivere romanzi del genere ci sono leggi molto precise: non scritte, forse, ma non per questo meno rigorose, e ogni scrittore poliziesco, rispettabile e che si rispetti, le deve seguire.”^31 5 I temi e i motivi nei gialli di Leonardo Sciascia 32 Leonardo Sciascia nei suoi romanzi polizieschi racconta quasi sempre un’identica storia: il conflitto tra l’ïndividuo e le forze negative del potere che cercano di distruggere uno che sta cercando e rivelando la verità. Tale protagonista, Sciascia lo localizza in Sicilia, in un ambiente che conosce molto bene, dove domina la mafia, dove si mescolano gli istituti giuridici, i privilegi e la immunità totale degli uomini altolocati. Allora il tema principale nei suoi gialli è la mafia, lo Stato e la Sicilia. Il suo atteggiamento verso la Sicilia, Sciascia lo cita ne Il giorno della civetta: “La Sicilia... Donna anche lei: misteriosa, implacabile, vendicativa; e bellissima...”^33 Sulla mafia Sciascia aveva iniziato a scrivere già nel 1957 quando ha recensito i volumi di Renato Candida^34 , dove ha trovato l’ispirazione per il protagonista principale de Il giorno della civetta , capitano Bellodi, e dove possiamo trovare la definizione della mafia: “…una associazione per delinquere, con fini di illecito arricchimento per i propri associati, e che si pone come elemento di mediazione tra la proprietà e il lavoro; mediazione, si capisce, parassitaria e imposta con mezzi di violenza.”^35 Nel tempo quando Sciascia aveva scritto un romanzo sul problema della mafia (1961, Il giorno della civetta ) è stato il primo a scrivere un romanzo del genere. Nel 1965, in un dibattito al Circolo Culturale Palermitano, Leonardo Sciascia dichiarava: "Indubbiamente la mafia è un problema nostro: Io ne ho fatto un’esemplificazione narrativa: fino a quel momento sulla mafia esistevano degli studi, studi molto (^31) Dall’introduzione all’articolo di S. S. Van Dine pubblicato nel 1928 sul The American Magazine. Nel 1976 tradotto in Italia da Thomas Narcejac – (1908-1998) autore francese delle opere polizesche e sul poliziesco. (^32) AMBROISE, Claude, Invito alla lettura di Leonardo Sciascia, Milano, Mursia, 1974. (^33) SCIASCIA, Leonardo , Il giorno della civetta , Torino, Einaudi, 1961, p. 115. (^34) CANDIDA, Renato – un comandante dei carabinieri ad Agrigento, autore di un libro sulla mafia precorritore dei tempi, l’amico di Leonardo Sciascia. La persona di Renato Candida è divenuta l’ispirazione per il personaggio del capitano Bellodi. (^35) AMBROISE, Claude, Invito alla lettura di Leonardo Sciascia, Milano, Mursia, 1974, p. 99.

interessanti, classici addirittura; esisteva una commedia di un autore siciliano che era un’apologia della mafia, e nessuno che aveva messo l’accento su questo problema in un’opera narrativa di largo consumo. Io l’ho fatto." 36 Con la commedia Sciascia intende la commedia I mafiosi della Vicaria^37 di cui Sciascia ha scritto un rifacimento intitolato I mafiosi ( 1976).

5.1 La Mafia, la Sicilia e lo Stato

Il termine mafia viene utilizzato per una organizzazione criminale, come abbiamo già citato nel capitolo precedente, che ha origine nella Sicilia occidentale. Allora parlando della mafia siciliana si intende Cosa Nostra con la sede a Palermo. Tra le attività della mafia spetta traffico di droga, traffico di alcol, contrabbando di sigarette e altre merci, traffico d’armi e negli ultimi anni traffico di rifiuto (anche quello pericoloso), contraffazione, furti e apalti. Cosa Nostra è considerata una delle più potenti mafie in Europa. Le sue radici provengono dal periodo quando Sicilia era dominata dagli Arabi e poi dai Francesi. Per proteggere i propri beni i siciliani hanno cominciato a formare dei gruppi armati. Gruppi di tale carattere sorgevano anche nell’Ottocento per proteggere i beni dei latifondisti davanti alla ribellione dei contadini.^38 L’isola di Sicilia era lontano dal governo risiedente a Roma, allora la mafia ha potuto operare tranquillamente. Il fatto che l’Italia meridionale era sempre indietro rispetto all’Italia settentrionale e centrale ha contribuito alla crescita dell’organizzazione criminale. La mafia ha vissuto gli anni più duri della sua storia con l’appaire di Cesare Mori 39 i provvedimenti del quale hanno causato che molti mafiosi siciliani erano dovuti emigrare negli Stati Uniti dove hanno fondato la Cosa Nostra Americana. Con il tempo la mafia cresceva e si faceva sempre più potente e invisibile soprattutto nel campo di politica. Dopo la seconda guerra mondiale la Sicilia ha ottenuto lo Statuto di Autonomia Regionale e al potere è venuta la Democrazia Cristiana (DC), il più grande partito italiano che ha vinto le elezioni nel 1948. Anche se il potere del Partito Comunista Italiano (PCI) cresceva la DC ha creato la egemonia sul campo politico fino agli anni Novanta del secolo XX. (^36) AMBROISE, Claude, Invito alla lettura di Leonardo Sciascia, Milano, Mursia, 1974, p. 97. (^37) I mafiosi della Vicaria - un’opera teatrale dialettale scritta nel 1863 da Giuseppe Rizzotto e Gaetano Mosca. (^38) Un'analisi complessa sulla mafia, includendo anche la storia, si può leggere nella tesi di laurea “La mafia oppure una cosa inesistente” dello ex studente Jasmin Čardžic, https://is.muni.cz/auth/th/74309/ff_b/scan.pdf. (^39) Cesare Primo Mori (1871 – 1942) - un prefetto e politico italiano chiamato anche Prefetto di Ferro per i duri provvedimenti contro la mafia siciliana effetuatti dal 1925 al 1928. Nel 1929 è divenuto senatore del Regno.

misure legislative mai prese in sonsiderazione, tanto meno usate. Il romanzo è ispirato dall’omicidio di Accursio Miraglia^48 ucciso dalla mafia nel 1947. Già dal titolo, Il giorno della civetta, si può ricavare che con la espressione “civetta” si intende la mafia, un’apparizione che di giorno dorme e opera di notte, di nascosto, con gli occhi grandi e presenti dappertutto. In questo romanzo la mafia domina e occupa il posto principale - è venuto il giorno della “civetta”. Leonardo Sciascia ha scritto questo racconto nell’estate del 1960, quando il Governo italiano si disinteressava del fenomeno della mafia, anzi lo negava. “…l’insinuazione, che le sinistre venivano facendo sui loro giornali, che membri del Parlamento, o addirittura del governo, avessero il sia pur minimo rapporto con elementi della cosiddetta mafia: la quale, ad opinione del governo, non esisteva se non nella fantasia dei socialcomunisti.”^49 La prima edizione era anticipata sulla rivista Mondo Nuovo del 9 ottobre 1960 e conteneva una “nota” che dichiarava la verità sottintesa alla finzione del romanzo scritta in una libertà non piena. Sciascia ha impiegato circa un anno per fare questo romanzo più corto ed evitare possibili intolleranze di chi si potesse ritenere coinvolto. Egli dice: “Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invence che scherzare, si vul fare sul serio. Gli Stati Uniti d’America possono avere, nella narrativa e nei films, generali imbecilli, giudici corrotti e poliziotti farabutti. Anche l’Inghilterra, la Francia (almeno fino ad oggi), la Svezia e cosí via. L’Italia non ne ha mai avuti, non ne ha, non ne avrà mai. Cosí è.”^50

6.1 La trama

Il libro comincia con l’omicidio di un uomo che sta per salire sul pullman per Palermo. L’uomo si chiama Salvatore Colasberna, titolare di una piccola società edilizia intitolata Santa Fara. Quando arrivano i carabinieri l’autobus è vuoto, rimangono soltanto l’autista e il bigliettaio. Nessuno vuole parlare, nessuno sa chi era l’uomo ucciso anche se tutti si conoscono di vista, viaggiando ogni giorno assieme in città. Il venditore di panelle, che si (^48) MIRAGLIA, Accursio (1896 – 1947) un sindacalista e comunista italiano, ucciso da Cosa Nostra. (^49) SCIASCIA, Leonardo , Il giorno della civetta , Torino, Einaudi, 1961, p. 110. (^50) SCIASCIA, Leonardo , Il giorno della civetta , Torino, Einaudi, 1961, p. 119 – Nota.

trovava nell’autobus al momento del delitto, è scomparso ma viene trovato da un carabiniere all’ingresso della scuola dove, come ogni giorno scolastico, vende i suoi prodotti. Il carabiniere lo accompagna dal maresciallo. Ma il venditore di panelle resta zitto, non vuole parlare. Allora il panellaro è interrogato e poi ricorda che, all’angolo tra via Cavour e piazza Garibaldi, verso le sei di mattina, ha visto due lampi di fuoco. Nel paese arriva il capitano Bellodi a cui sono assegnate le indagini. Il capitano dei carabinieri inizia ad indagare e scopre che si tratta di un delitto di mafia: la impresa Santa Fara non aveva accettato la protezione^51 della cosca^52 locale. Nel frattempo in un bar di Roma, una persona dal campo di politica parla con un’altra persona del suo partito e insiste di far trasferire Bellodi per non creare più problemi, individuando l’omicidio di Salvatore Colasberna come omicidio mafioso. Dal testo si capisce che tutte e due le persone provengono dal partito Democrazia Cristiana. Il capitano Bellodi decide di interrogare un confidente, Calogero Dibella detto Parrinieddu. Il capitano capisce che il confidente dice delle bugie ma riesce a sapere il nome di Rosario Pizzuco e di Ciccio La Rosa. L’omicidio di Salvatore Colasberna viene attribuito ad un certo Diego Marchica detto Zicchinetta, un noto sicario. Il nome il capitano lo apprende dalla moglie di Paolo Nicolosi, un potatore scomparso nello stesso giorno quando era avvenuto il delitto e indubbiamente ucciso per aver riconosciuto l’assassino di Salvatore Colasberna. Nel registro investigativo il capitano Bellodi legge che Marchica è un noto sicario che era stato processato e condannato tante volte, ma ogni volta inutilmente. Poco dopo Parrineddu è assassinato e il capitano Bellodi riceve la lettera, scritta da Parrinieddu prima di morire, dalla quale risulta che Marchica, Pizzuco e don Mariano Arena, l’uomo politico di gran potere, sono stati fermati e portati in questura, ma con l’interrogatorio non si risolverà niente. I giornali srivono molto di questo caso e pubblicano delle foto di don Mariano in compagnia con Mancuso, una persona che probabilmente sostiene don Mariano. Nel Parlamento si svolge un dibattito dove sono presenti anche due mafiosi di cui non si sa il nome, alcuni onorevoli e anche il capitano Bellodi. Durante il dibattito viene negata la esistenza della mafia, anzi un sottosegretario dice che la mafia esiste solamente “nella fantasia dei socialcomunisti”. (^51) Protezione – le aziende che operano nel territorio di una cosca devono accettare la protezione che non è naturalmente gratuita. (^52) Cosca – un gruppo chiuso, subordinato a un vertice dotato di potere assoluto.