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tesina di italiano per esame di maturità
Tipologia: Tesine di Maturità
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Leonardo Sciascia è nato a Racalmuto (Agrigento) nel 1921, fu maestro elementare fino al 1957 per dedicarsi, poi, interamente alla letteratura, pubblicando articoli e saggi sulle più prestigiose riviste culturali. Attento osservatore e studioso dei problemi e dei costumi della Sicilia sui quali sono incentrati i suoi romanzi più riusciti, ha indagato soprattutto il tema della mafia che, pur avendo profonde radici nella sua terra è, secondo lui, un male che ormai colpisce l'intera società italiana. I suoi scritti, molti numerosi, riguardano anche argomenti di critica letteraria e di indagine sociale e politica, come il dossier L'affaire Moro del 1979, in cui avanza una sua ipotesi sull'assassinio dell'onorevole Aldo Moro. Sciascia dedica gli ultimi anni di vita alla saggistica storico-letteraria e allo studio del fenomeno mafioso, come nell'occasione del maxi-processo palermitano a Cosa Nostra del 1986. Lo scrittore si spegne a Palermo nel novembre del 1989.
Le idee e le tematiche:
Sciascia non si allontana mai da una letteratura impegnata e il suo stile è sempre molto essenziale, quasi lapidario, specialmente quando riferisce argomenti della realtà.Il suo argomento più sentito è la Sicilia con le sue piaghe secolari e i tanti problemi di cui egli vive appassionatamente le tensioni e di cui cerca le origini. La mafia, l'omertà, la miseria, la politica della Sicilia sono argomenti consueti nelle opere di Sciascia. La scelta per alcuni suoi romanzi della struttura del giallo e dell’inchiesta gli ha permesso di sollecitare l’interesse del grande pubblico su temi civilmente impegnati, attraverso i meccanismi della suspence e dell’intrigo poliziesco. La conclusione dei suoi libri è spesso amara e pessimistica, ma forse, proprio per questo, la sua volontà di denuncia risulta più efficace. Ciò che caratterizza tutta l'attività di Sciascia è una constante tensione morale e civile, una volontà di cercare la verità attraverso la vita politica e sociale italiana.
Il giorno della civetta:
Il giorno della civetta è il romanzo più famoso di Leonardo Sciascia terminato nel 1960 e pubblicato nel 1961,il titolo del romanzo fa riferimento al fatto che la mafia una volta agiva in segreto, era un animale notturno come la civetta, mentre oggi ha raggiunto ormai un potere talmente grande da poter agire alla luce del giorno: da qui il titolo Il giorno della civetta. Il racconto trae spunto dall'omicidio di Accursio Miraglia,avvenuto a Sciacca nel gennaio del 1947 ad opera della mafia di Cosa Nostra. Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità ed arrestare i colpevoli. All’apparenza Il giorno della civetta si presenta come un romanzo giallo: ci sono un omicidio e una sparizione da risolvere e un capitano dei carabinieri che, tra vari ostacoli, cerca di scoprire la verità e risolvere il caso. Tuttavia Il giorno della civetta non è solo un romanzo giallo, ma è anche soprattutto un romanzo di denuncia. Sciascia attraverso questo romanzo si schiera infatti contro:
Contro il sistema mafioso e l’omertà si schiera il capitano Bellodi , protagonista de Il giorno della civetta simbolo di tutti quegli uomini che nel corso degli anni combatteranno la mafia, spesso mettendo in gioco e perdendo le loro stesse vite. Il romanzo di Sciascia assume inoltre un’importanza particolare se pensiamo al periodo in cui è stato scritto. Dobbiamo infatti tener conto del fatto che, se oggi la mafia è un problema conosciuto e combattuto, non era così all’inizio degli anni Sessanta, quando anzi nemmeno il governo ammetteva l’esistenza della mafia e poche o nessuna azione veniva compiuta contro questo fenomeno. Con Il giorno della civetta per la prima volta un’opera letteraria affronta questo tema, denunciando apertamente la mafia e svelando i meccanismi di questa organizzazione criminale e le complicità che la rendono possibile. Attraverso questo romanzo per la prima volta tutti gli italiani sono messi davanti allo strapotere della mafia in Sicilia. Per questo suo carattere di denuncia Il giorno della civetta può anche essere definito come un romanzo impegnato.
L’omicidio dell’imprenditore edile Salvatore Colasberna avviene all’alba, sulla piazza, del paese, sotto gli occhi dei passeggeri che affollano l’autobus in partenza: ma nessuno dichiara di aver visto o udito nulla. I potenziali testimoni diventano insensibili come statue, non appena sentono risuonare gli spari, e alla vista dei carabinieri si allontanano facendo finta di nulla. Gli inquirenti devono così scontrarsi con il più totale silenzio (la tipica omertà ) che circonda i delitti di mafia. L’episodio mostra bene la coesistenza, nelle opere di Sciascia, di due dimensioni:
Il linguaggio si presenta privo di enfasi, anzi volutamente cronachistico e perciò volto ai particolari apparentemente insignificanti (il grido del venditore di frittelle; il bigliettaio che bestemmia ecc.) Lo stile scarno non è privo però di studio formale, come dimostrano le similitudini e le metafore,oppure il chiasmo quando la piazza fu vuota, vuoto era anche l’autobus. Nel linguaggio compare anche una coloritura dialettale indizio dell’ambientazione siciliana della vicenda.