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Lezioni - analisi del libro Cognizione del dolore di Gadda (Bertoni), Appunti di Letteratura Italiana

appunti presi a lezione di letteratura italiana contemporanea con Bertoni. analisi del libro Cognizione del dolore di Gadda.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 01/02/2024

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syria-fiorgentili 🇮🇹

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PARTE PRIMA
CAPITOLO 1
Le prime pagine del romanzo sono essenziali. Da evidenziare il fatto che il romanzo di Gadda è
formato con una STRUTTURA CIRCOLARE= va dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio. La SINTASSI
utilizzata da Gadda è molto complessa e si capisce dal fatto che le frasi sono molto lunghe, non c’è
il punto fino a quasi la fine della pagina.
Il romanzo è ambientato nel 1925 e il 1933, deduciamo quindi essere un ROMANZO STORICO.
Capiamo anche essere ambientato nel MARADAGAL, descritto sin da subito come un paese povero.
È inoltre un LUOGO IMMAGINARIO, Gadda utilizza quindi il sottogenere del FANTASTICO.
I proprietari terrieri di questo luogo avevano facoltà di aderire o meno alle ASSOCIAZIONI
PROVINCIALI DI VIGILANZA PER LA NOTTE, termine che Gadda dice anche in SPAGNOLO, questo
dettaglio ci ricorda un’ambientazione nei paesi del sud-America, oltre al fatto che intrecciando
l’italiano con altre lingue ci fa capire che Gadda utilizza un linguaggio con grandissima vastità, di
provenienze disparate (più avanti vedremo anche l’inserimento di termini dal linguaggio arcaico,
toscano ecc) **
Andando avanti nella lettura notiamo che Gadda inserisce termini dell’ECONOMIA; quindi, non si
sottrae al grande motore della nostra epoca. Mette in rilievo un problema sociale ed economico, il
peso delle tasse per chi ha un’attività.
Utilizza il verbo FRUTTARE in chiave polisemica per intendere sia il significato di produrre frutti ma
anche come metafora economica, utilizza per intendere far fruttare il proprio capitale (=doppia
valenza). Questo ci fa capire che Gadda è un NARRATORE METAFORICO, utilizza la lingua in una
forma plurale, nella sua complessità, stratifica i registri, le parole, utilizza l’italiano nel pieno delle
sue potenzialità espressive **
CERERE E PALE assenziendo: forma latina, dall’ablativo assoluto. Cerere e Pale sono due Dei del
raccolto, dalla mitologia classica romana. In questo modo si forma un contrasto tra il concetto della
mitologia e quello dell’economia.
Cambia poi il PUNTO DI VISTA fin ora espresso. Fino al punto la storia sembra essere narrata da un
osservatore esterno ed oggettivo, da qui il narratore si fa carico del punto di vista popolare (= dei
proprietari terrieri che ritengono l’anno bisestile un anno sfortunato, elencando i danni che
potrebbero capitare). Gadda si immedesima anche nella botanica, infatti, spiega la malattia che ha
colpito una misera pianta, capiamo che si è impietosito per questa sorte perché antepone
l’aggettivo al sostantivo.
L’UTILIZZO DEI DUE PUNTI È UNA TECNICA MOLTO UTILIZZATA DA GADDA. È UNA TECNICA CHE
PROCEDE PER ACCUMULO, TECNICA DI DIGRESSIONE utilizzata come spiegazione (usata anche da
Manzoni nei Promessi Sposi).
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PARTE PRIMA

CAPITOLO 1

Le prime pagine del romanzo sono essenziali. Da evidenziare il fatto che il romanzo di Gadda è formato con una STRUTTURA CIRCOLARE= va dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio. La SINTASSI utilizzata da Gadda è molto complessa e si capisce dal fatto che le frasi sono molto lunghe, non c’è il punto fino a quasi la fine della pagina. Il romanzo è ambientato nel 1925 e il 1933, deduciamo quindi essere un ROMANZO STORICO. Capiamo anche essere ambientato nel MARADAGAL, descritto sin da subito come un paese povero. È inoltre un LUOGO IMMAGINARIO, Gadda utilizza quindi il sottogenere del FANTASTICO. I proprietari terrieri di questo luogo avevano facoltà di aderire o meno alle ASSOCIAZIONI PROVINCIALI DI VIGILANZA PER LA NOTTE, termine che Gadda dice anche in SPAGNOLO, questo dettaglio ci ricorda un’ambientazione nei paesi del sud-America, oltre al fatto che intrecciando l’italiano con altre lingue ci fa capire che Gadda utilizza un linguaggio con grandissima vastità, di provenienze disparate (più avanti vedremo anche l’inserimento di termini dal linguaggio arcaico, toscano ecc) ** Andando avanti nella lettura notiamo che Gadda inserisce termini dell’ECONOMIA; quindi, non si sottrae al grande motore della nostra epoca. Mette in rilievo un problema sociale ed economico, il peso delle tasse per chi ha un’attività. Utilizza il verbo FRUTTARE in chiave polisemica per intendere sia il significato di produrre frutti ma anche come metafora economica, utilizza per intendere far fruttare il proprio capitale (=doppia valenza). Questo ci fa capire che Gadda è un NARRATORE METAFORICO , utilizza la lingua in una forma plurale, nella sua complessità, stratifica i registri, le parole, utilizza l’italiano nel pieno delle sue potenzialità espressive ** CERERE E PALE assenziendo: forma latina, dall’ablativo assoluto. Cerere e Pale sono due Dei del raccolto, dalla mitologia classica romana. In questo modo si forma un contrasto tra il concetto della mitologia e quello dell’economia. Cambia poi il PUNTO DI VISTA fin ora espresso. Fino al punto la storia sembra essere narrata da un osservatore esterno ed oggettivo, da qui il narratore si fa carico del punto di vista popolare (= dei proprietari terrieri che ritengono l’anno bisestile un anno sfortunato, elencando i danni che potrebbero capitare). Gadda si immedesima anche nella botanica, infatti, spiega la malattia che ha colpito una misera pianta, capiamo che si è impietosito per questa sorte perché antepone l’aggettivo al sostantivo. L’UTILIZZO DEI DUE PUNTI È UNA TECNICA MOLTO UTILIZZATA DA GADDA. È UNA TECNICA CHE PROCEDE PER ACCUMULO, TECNICA DI DIGRESSIONE utilizzata come spiegazione (usata anche da Manzoni nei Promessi Sposi).

Questo luogo ricorda la BRIANZA ed è un parallelismo con i tempi storici dei lettori di metà 900 e a pagina 14 infatti viene nominata la BRIANZA come parallelismo per spiegare il clima di questi due paesi. Gadda ci spiega che il Maradagal era uscito nel 1924 da una guerra con il Paradagal e che entrambe le regioni credono di aver VINTO questa guerra ma entrambe stanno attraversando un periodo di povertà in quanto reduci di guerra. Infatti, vi erano molti MUTILATI  venivano arruolati come vigilanti notturni = vigili dei Nistituos de vigilancia para la noche. Viene presentato qui un vigilante notturno CICLISTA che doveva sorvegliare una zona lunga 2km ma aveva una GAMBA RIGIDA che lui fece passare come gamba rigida di guerra ma Gadda in quanto narratore onnisciente ci spiega che l’origine del suo male in maniera accurata e con termini medici è un’altra. Nella trama della storia si affermano degli SCANDALI in merito a questo vigilante: il suo nome reale non era il medesimo che aveva affermato (non Pedro ma Gaetano) ed era anche inoltre SORDO. Queste voci Gadda dice che si sparsero per il paese e inizia a descrivere dei personaggi secondari della vicenda: la lavandaia Peppa, Beppina la pescivendola, Pina … facendoci capire il valore della collettività per questo paesino e il fatto che le voci girano. In generale questo dà un effetto di REALISMO, dire i pettegolezzi, l’attualità. A un certo punto inizia anche a raccontare di strani avvenimenti che avvennero nel paese (fulmini, apparizioni di fantasmi) e l’idea che la collettività se ne fa a riguardo. PAGINA 40 Da qui si inizia a parlare effettivamente della figura di Gonzalo Pirobutirro e della madre. Viene presentata la figura del MEDICO che viene PARODIZZATO e viene presentato come distratto e che si dimentica le cose. Gadda in queste pagine prende il punto di vista del dottore, un uomo di paese che parla frettolosamente, commette sbagli a livello grammaticale ( potersi esimere ) e non si fa la barba da “dieci giorni”, quindi viene presentato anche come un uomo trascurato. QUI SI NOTA COME GADDA CAMBI DI FREQUENTE TONO LINGUISTICO  si collega al concetto del GOMITOLO AGGROVIGLIATO IN QUANTO FLUSSO DI PENSIERI. Sempre in questo passo notiamo l’attenzione di Gadda nell’essere uno scrittore REALISTA, viene infatti espressa precisamente la data e l’ora di questo avvenimento. Andando avanti vediamo delle DIGRESSIONI, il fatto che Gadda impersonifichi il punto di vista del dottore, l’uso di dialetti (in particolare qui io ci dico buongiorno è un’affermazione lombarda. Vediamo poi come lo scrittore esprima un DIALOGO INTERIORE attraverso l’uso di punti esclamativi, il non mettere le virgole, la rappresentazione quindi del gomitolo aggrovigliato che diventa anche un REALISMO CINEMATOGRAFICO  in questi anni il cinema e il romanzo si fondono e si influenzano. C’è qui una TECNICA DI MONTAGGIO in cui si allontana e avvicina il punto di vista, anche attraverso un CAMBIO DEL TEMPO NARRATIVO che sfocia in un vero e proprio realismo cinematografico (ripose – prese – uscì). In seguito, viene presentata la figura di Pirobutirro con un climax ( figlio appartato = aggettivo non necessariamente con valenza negativa – lontano da tutti = si coglie l’anormalità di questa sua

 questa è la prima volta nel romanzo che viene dato un segnale psicologico – esistenziale della condizione di REDUCE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. Andando avanti, Peppa, la lavandaia negava le accuse di iracondia di Gonzalo nei confronti della madre. C’è quindi una negazione che viene espresso da Gadda come una DENEGAZIONE, termine preso dalla psicoanalisi che esprime il processo di rimozione della nostra mente di ciò che ritiene essere doloroso. Di Gonzalo si dice poi esser AVIDO di cibo e di vino e CRUDELE  per esprimere questo concetto viene descritta una scena di quando ad ragazzino uccideva brutalmente delle lucertole: usa vari AVVERBI (perfidamente – ferocemente) e c’è un CLIMAX (bacchettava – inseguiva – sollevarli e farli volare). La PAZZA FRUSTA che utilizza per inseguire le lucertole è una PERSONIFICAZIONE, e c’è un’anticipazione dell’epiteto sul sostantivo  la forma della pazzia che diventa preponderante. Alla fine della frase l’uso dei punti esclamativi è una TECNICA ESCALAMATIVA di coinvolgimento del lettore (pensate! Pensate! Volate!). Meccanismo di osmosi tra la psicologia feroce di Gonzalo e l’interiorità del narratore, il personaggio invade\ prevalse l’autore (quando descrive il fatto che buttava giù dal balcone un gatto per vedere se sopravvive come gli era stato detto da un dottore – gatto che alla fine muore). viene poi detto che Gonzalo è AVARO  AVARIZIA. Oltre a parlarne Dante con i sette peccati capitali se ne parla anche nel Decameron di Boccaccio. Si rimanda qui alla sfera del sacro e della Chiesa perché Boccaccio racconta di un prete che diceva bugie e abbassava il sacro come qui Gadda. A pagina 45 vediamo un elenco di nomi  TECNICA DELL’ELENCAZIONE – FORMA DI ENUMERAZIONE CAOTICA molto utilizzata nel ‘900 e che esprime CAOS. C’è un ANACOLUTO in una frase in cui Gadda inizia la frase con un soggetto e finisce con un altro  è una forma di oralità, si esprime il punto di vista del personaggio. Viene poi descritta l’ARIA\ IL CLIMA  a Lukones c’è un’aria sottile che stimola l’appetito a differenza di chi viene da Pastrufazio  PARALLELISMO DELLA BRIANZA E DI MILANO\ la pianura padana. “intossicato d’urbanità e d’urbanesimo” è una FORMA PARANOMASTICA = quasi una paranomasia quindi la figura retorica che esprime due parole composte in maniera quasi uguale. Nel significante possiamo analizzare il fatto che l’urbanità sono anche i modi del comportamento degli individui oltre che ciò che riguarda il vivere in città. L’urbanesimo è invece un fenomeno sociologico, cioè l’immigrazione dalle campagne e dai piccoli centri alle grandi città. “raziocinante piattitudine” è una metafora in cui raziocinante è una proprietà dell’umano, essere razionale mentre la piattitudine riguarda la geografia di un territorio. Viene poi fatto un parallelismo tra il fatto che il clima del Lukones sia SERENO a differenza dell’animo di Gonzalo. Viene poi fatta una DICOTOMIA tra l’apollineo e il dionisiaco e si fa uso di un LINGUAGGIO POETICO  GADDA FA UN CONTINUO INTRECCIO TRA IL LIRICO E IL …

Alcuni dicono che il clima favorevole non è la verità e che Gonzalo comunque non ha grazie al clima uno stile di alimentazione sano ed equilibrato essendo avido di cibo mangia comunque tanto. Il medico a pagina 46 ci dice che Gonzalo rimugia troppo sui suoi “malanni” chiuso in se stesso (essendo solo) e per questo anche datati e che questi pensieri gli “attossicavano l’anima”  fa una metafora e dice “come una spazzatura irrancidita”  proprietà del cibo. La gente del paese faceva circolare varie voci e avere varie opinioni a riguardo di Gonzalo (che vengono paragonate a delle FAVOLE qui) e soprattutto della sua avidità di cibo e di vino. A differenza, infatti, degli altri del suo paese, spesso astemi o vegetariani lui faceva scaturire DISGUSTO. Le dicerie raccontano che Gonzalo stava per morire dopo aver mangiato QUALCOSA e le persone avevano voci diverse, quella più descritta da Gadda in queste pagine è quella che Gonzalo mangiò un ARAGOSTA e si concentra minuziosamente nella descrizione dell’atto del mangiare voracemente  descritto come un animale (attraverso avverbi: bramosamente, ferocemente ; un cannibale (dimensioni di un neonato umano) in una visione quasi splatter. Viene chiamato due volte in queste pagine il SIN VERGUENZA che in spagnolo vuol dire vergogna e nel dialetto toscano è un atteggiamento poco educato. Si dice che MACIULLAVA e poi MOLARE  come se fosse una macchina distruttiva. A pagina 51 c’è un richiamo alla chiesa, all’anima e alla LUCE. CAPITOLO 2 Nella prima pagina c’è un liricismo che richiama il mondo della BOTANICA  INTEGRABILE FILE SUGLI ALBERI A pagina 57 c’è un’anticipazione perché viene richiamato spesso il concetto della VITA E DELLA PAURA della donna nei confronti del figlio che viene qui descritto tramite il racconto di un secondo personaggio: Battistina, e viene detta la paura della donna ad avere il figlio che gira per casa e dice che le fissa i gioielli. Il dottore spiega questa rabbia dicendo che è solo passeggera, paragonandola al VENTO che viene fa un casino e poi va via senza crear danni e poi lo giustifica dicendo che è perché è sempre stato solo\ è un misantropo. Gonzalo non vuole che la madre indossi gioielli. CAPITOLO 3 il medico Felipe e Gonzalo vanno in camera x la visita. capiamo che i due hanno un rapporto personale perché il medico gli fa domande e Gonzalo “ elenca ”  l’uso di questo verbo fa intendere un’elencazione disordinata , la perdita di valore caratteristica dei nostri tempi, come se le sue sofferenze fossero degli oggetti da elencare. Gadda usa una frase grammaticalmente sbagliata x esprimere al meglio il punto di vista del medico, come se stesse pensando lui in quel momento.

straordinario di eroismo, sentito come l’appendice finale delle guerre di indipendenza italiane in cui abbiamo annesso Trento e Trieste e unificato l’italia  Garibaldi quindi viene visto come un fantasma ambientato in Sudamerica. Gadda è solito non lasciare le metafore irrelate, la riprende anche in seguito. Infatti, riprende la visione di Garibaldi che esce fuori dalla cornice. il richiamo dei termini cornice e finestra esprime una relazione tra il dentro e il fuori e tra il presente e il passato. la VISITA :

  1. viene narrata con una visione cinematografica in movimento con una tecnica del fantastico a tratti horror.
  2. viene descritta sotto un’ottica parodica , perchè si mettono in posizioni strane = viene meno la prossemica = la giusta distanza dei corpi. gli fa ripete più volte il 33 poi lo fa mettere con il viso tra le ginocchia = una posizione innaturale e quasi mostruosa. viene descritto come un oltraggio non motivato.
  3. “il malato si ricomponeva” = la visita è stata una forma di decomposizione e scomposizione del corpo (rimanda ad un’autopsia, un oltraggio) alla fine della visita il dottore gli dice di non aver riscontrato nulla. Gonzalo è da una parte un malato cronico , ma dall’altro ha somatizzato il suo dolore e questa è una caratteristica contemporanea, il suo è un malessere che ad oggi viene curato con gli psicofarmaci. Gonzalo è un malato ossessivo, psichiatricoripete sempre le sue sofferenze. Felipe non riscontra nulla in particolare e gli consiglia solamente di bere acqua tiepida con sciolti dei dadi= sedativo. Gonzalo ha un male psicologico  LE MAL PHYSIQUE = IL MALE VISIBILE. Gonzalo assume un’espressione di angoscia e sofferenza, capisce che c’è qualcos’altro sotto. Il medico pensa che Gonzalo abbia una NUOVA CRISI DI SFIDUCIA NELLA VITA ma forse anche per il fatto che l’anno prima aveva avuto una disfunzione gastrica. Il medico gli propone allora per il giorno dopo una gita in macchina con le sue due figlie di cui la Pepa avrebbe guidato essendo molto brava, gli chiede anche se volesse delle lezioni da lei. Gonzalo passava le sue giornate a leggere e scrivere. Gonzalo rifiuta inventandosi delle scuse. Arriva poi nella casa un giovane ragazzo che avrebbe dovuto prendere lezioni di francese dalla madre di Gonzalo, ma egli (affianco al medico) gli inizia a urlare malamente di andarsene e anche il medico ne rimane spaventato. Poi Gonzalo inizia a urlare e delirare come in preda ad un’allucinazione inizia a insultare la madre e il ragazzo. Alla fine, però rinviene da questo delirio, vergognandosi pieno di angoscia. PAGINA 81 (estremamente polisemica= molteplicità di sensi) parlando della madre si collega a temi del tempo e dell’invecchiamento. Gonzalo fa una MONOLOGO DI TENSIONE TRAGICA SHAKSPERIANA  inizia dicendo di di quanto veda sua madre invecchiata e malata. Gonzalo inizia il suo discorso dicendo di esser stato un

BIMBO anche lui  dire bimbo richiama la sfera psicoanalitica ma anche del fanciullino di Pascoli. Inoltre, questa affermazione ricorda la Madeleine in un romanzo di Proust in cui si utilizza questo termine per identificare un oggetto quotidiano, un gesto, un colore, sapore che ci fa rinvenire alla nostra memoria un ricordo del passato. Nel narrare notiamo che Gadda utilizza L’IMPERFETTO NARRATIVO per dire di un’azione che si è svolta nel passato ma ha una sua interattività nel presente e poi usa il PASSATO REMOTO per dire di un’azione che si è conclusa e per sottolinearlo  il fatto che la sua ira di poco prima sia esaurita. I PUNTINI DI SOSPENSIONE che Gadda utilizzata prima dei discorsi HANNO UNA FUNZIONE ESPRESSIVA. Li usò Cèline nel 1937 nel suo romanzo “Morte a credito”  vanno di pari passo. Nello stesso anno, infatti, Gadda inizia a pubblicare delle parti della Cognizione del dolore. Sono come un dialogo che noi facciamo a noi stessi, un dialogo interiore in cui facciamo delle pause. Gonzalo poi esprimendo il suo COMPLESSO DI COLPA racconta il suo SOGNO  sognò sua madre morta (anticipazione). Gonzalo ritiene che i sogni siano “dimenticare, risolversi”, momenti in cui può vedere la realtà in un modo più libero rispetto alla rigidità delle cose = citando Hegel. Ripete spesso termini uguali:

  • forza = soggetto= qualità razionale  identifica la carica metaforica del linguaggio
  • bugie = termine polisemico  bugia come metafora di portatrice di candela.
  • Paura\timore= caratteristiche di Gonzalo  Pietà e rimorso si trasformano in terrore e odio (variante del timore). Il senso di colpo che viene trasformato in odio.
  • Eternità
  • NeroVerità, colpa e pietà= parole polisemiche. Quando si dice FILO si sta parlando della SCRITTURA e del fatto che essa unisca anche parole molto distanti tra loro. La scrittura per Gadda è uno STRUMENTO DI INDAGINE. La realtà è ciò in cui siamo calati ma ne abbiamo una consapevolezza solo parziale e viene influenzata dalla nostra capacità di capire. La letteratura in questo serve come STRUMENTO DI CATARSI E PURIFICAZIONE per lo scrittore e il lettore, che comprende ogni volta che legge qualcosa di nuovo e ha una percezione differente della realtà. È uno strumento di stratificazione nelle conoscenze umane per quanto lungo, faticoso e sempre parziale. SOGNO: Gonzalo vede una figura tenebrosa= la madre morta che è venuta da lui direttamente dalla tomba. Si ripete in questa narrazione il NERO= lutto. Ritornando alla realtà, la madre è malata e Gonzalo non sa come aiutarla= incapacità\ impossibilità di decidere. Gonzalo non sa cosa dire= principio esistenzialistico dell’indicibilità. La madre infatti non si vuole far curare, non va dal medico. Chiama la madre LA MAMMA = formula affettiva. RIPETIZIONE DEL MA COME CONTRADDIZIONE Inizia poi a parlare dei PRONOMI PERSONALI e di come l’IO sia il peggiore di tutti (anticipazione del 900). Si capisce che Gadda pensa molto. Fa una citazione a Cartesio (penso dunque sono). Gadda dice di essere MALATO NEL PENSIERO (e lo sta affermando nel periodo del fascismo).

Si parla di RICOGNIZIONE e in questo passo è una ricognizione del luogo (nel resto del romanzo è centrale la ricognizione della morte). In questo passo è la ricognizione SULLA notte da un lato e dall’altro DELLA notte  qualcuno sta compiendo una ricognizione e la notte stessa sta compiendo la ricognizione su sé stessa. È una notte animata e agitata, che a sua volta compie un’azione a scopo di cognizione e coscienza. SI INIZIANO POI AD AVVERTIRE DEI RUMORI provenire da una villa. I due vigilanti della villa di Trabatta odono un colpo secco che si protrae dalla casa verso il colle. Qualcuno sta entrando in una villa e tutti gli elementi del paesaggio in questa descrizione partecipano a questo finale  c’è un’umanizzazione degli elementi atmosferici e botanici = romanticismo che rimanda a Manzoni. I due guardiani si chiedono chi fosse entrato dalla porta-finestra della casa dei Pirobutirro. Poi parlano del fatto che la madre si rinchiudesse nella camera e si barricasse dentro mettendo vari oggetti per bloccare l’entrata  atteggiamento contraddittorio vivendo in una villa di campagna dispersa (perdita della causa-effetto) = viene definito bazar. Nonostante lei dica infatti di non avere paura a vivere da sola si barrica in casa, quindi, sembra alludere al fatto che abbia paura del figlio. La madre lo faceva ogni sera = liturgia, cerimonia. In questo pezzo c’è una ripetizione dell’ANGOSCIA, DELLA PAURA. (Ripetizione del nessuno, nulla attraverso il chiasmo) l’enumerazione caotica e l’accumulazione sistematica è stata un’attività tipica del ‘ (capitalismo e la creazione di molti più oggetti rispetto a quanti ne abbiamo bisogno).  L’invasione della casa da parte dei due PEONES = i difensori e sorveglianti che vengono presentati come i ladri\ invasori  c’è un capovolgimento di funzione e destinazione dei personaggi  una serie di slittamento di senso, di meccanismi di straniamento nei confronti del lettore (molto più dei soliti gialli)  Gadda usa uno spiazzamento sistematico nelle ultime pagine del suo romanzo. SCRITTURA:

  • FUTURISTA: attenta ai dettagli
  • FENEMONOLOGICA: Gadda scrive ciò che si produce man mano che viene prodotta (metafora del gomitolo per cui la scrittura è una tecnica di scioglimento), la scrittura tende al caos e all’evidenza fenomenologica. È come una scrittura che viene scritta sulla pagina senza sapere come sarà, come i discorsi orali. La Peppa fa una testimonianza di una partenza di Gonzalo e che la madre gli disse “Addio… non essere inquieto”. Il vero colpo di scena non è trovare lo stato della vittima o l’assassinio ma è nel fatto che Don Gonzalo esca di scena dal capitolo 4 quindi si crea suspence\ spiazzamento\straniamento ( *“treno che rotolona sulla torbiera” è una metafora e metonimia perché parla del treno e non di don gonzalo. È una metafora della partenza, del distacco  crea un effetto di straniamento perché la torbiera è del nord delle isole britanniche e non in Brianza. Anticipa una verità, cioè, che Gonzalo non c’era in casa. Il treno che rotola nella notte richiama Proust e il fischio del treno in lontananza) Nel descrivere tutte le persone presenti ad assistere (poiché nella casa accorsero varie persone del villaggio) Gadda si riferisce a loro come degli Oranghi curiosi  passaggio da una dimensione lirica ad un’animalizzazione del mondo.

Si prosegue poi con l’entrata delle persone nella stanza della madre. Descritto con realismo e un gioco di luci alla Caravaggio. Si scopre finalmente la madre dal drappo che le copriva il volto e si vede il suo volto con gli occhi sbarrati dritti a guardare il nulla. Grumi di sangue sparsi sul viso e sui capelli. Si prosegue poi a descrivere la scena molto analiticamente, in uno stile splatter, si descrive la guancia tumefatta, la pelle lacerata. Capiamo quindi che la donna è stata colpita in faccia. La donna era ancora viva, respirava. Accorre il medico  Gadda si mette al suo punto di vista e ci descrive la situazione scientificamente\ tecnicamente. Gadda si lascia anche trasportare e dà dei giudizi da narratore (alla Manzoni) dicendo “povera indifesa”  il narratore onnisciente trae questa conclusione. Prosegue poi una serie di concatenazioni di spiegazioni messe grammaticalmente in modo scorretto in cui si descrivono la serie di atti che svolge il medico nel corpo della donna (scrittura fenomenologica). Nel toccare il corpo i contadini hanno una grande delicatezza (davanti alla morte). In questa narrazione sono coinvolti tutti i sensi (tattile quando i contadini la toccano, olfatto dicendo che la sala aveva l’odore dei medicinali usati. La donna aveva le tempie ferite oltre che il viso quindi i contadini credettero che qualcuno le aveva preso il volto e lo avesse battuto contro lo spigolo del comodino appuntito. La guancia destra era tumefatta – spaventosamente.  per spaventarla o perché voleva ucciderla dice Gadda. Ripetizione della parola tumefatto e uso della parola INTURPITO (pratica dantesca di inventarsi le parole). *nelle ultime pagine si riprende il concetto dell’IO questa volta espresso come un concetto vuoto. Il romanzo termine con la madre di Don Gonzalo che non muore, non è stata dichiarata morta ma che probabilmente sarebbe stata salvata. Non viene inoltre specificato chi ha compiuto quest’atto. È un’opera aperta (caratteristica del 900 – non è un’opera inconclusa) ed è a libera interpretazione. (Gadda inizialmente voleva mettere come titolo del romanzo Matricidio) APPENDICE  così chiamata dall’edizione del ‘ L’EDITORE CHIEDE VENIA DEL RECUPERO CHIAMANDO IN CAUSA L’AUTORE AUTUNNO A conclusione del romanzo è stata scritta da Gadda prima del romanzo. C’è un rimando a Leopardi, Pascoli, Carducci, l’estetica futurista e quella modernista del 900. Si parla di:

  • morte e rinascita  della vita, della natura in rapporto alla vita con l’elemento negativo della VIOLENZA sulla natura e della vecchiaia.
  • ciclicità della natura e dell’umanità su una scena naturale dove c’è anche la dimensione popolare e festiva. Richiama il dì di festa di Leopardi
  • spiegazione finale del romanzo