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La Lingua e la Televisione: Un Flusso Composito, Appunti di Psicologia Del Linguaggio E Della Comunicazione

La lingua e la televisione, analizzando come il testo televisivo è un insieme non omogeneo di immagini, parole e emozioni. Viene discusso il ruolo del giornalista, la nascita e evoluzione della televisione, e gli effetti sulla lingua italiana. Il testo include anche una classificazione delle varietà linguistiche in televisione.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 31/12/2022

ELEVI
ELEVI 🇮🇹

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LA LINGUA DELLA TV
Possiamo considerare la lingua da queste 5 prospettive : !
Livello, (prospettiva o parametro) diacronico = indica il criterio in cui la lingua varia nel tempo.
La lingua scritta e parlata si modifica nel tempo - all’inizio del 900 una trasmissione radio o tv
parlavano in modo diverso. Ci sono quindi elementi che cambiano nel tempo. Analizzarla da un
punto di vista diacronico significa quindi comprendere come è cambiata nel tempo. Ora la
lingua sta andando verso una maggiore disinvoltura. Prima era una lingua modellante, ora non è
sempre cosi. La lingua è organismo fluido, anche l’ortografia stessa. !
Livello diatopico : indica il sistema delle variazioni che la lingua può subire sulla base della
localizzazione !
Livello diafasico : come la lingua cambia rispetto alla situazione comunicativa, in base alla
situazione comunicativa mi esprimo in modo diverso rispetto ad altre situazioni, quindi la scelta
del registro linguistico. !
Livello diastratico : come la lingua cambia sulla base dei fattori socioculturali del parlante. Una
persona sulla base della sua cultura si esprime in un certo modo, un’altra in un altro. !
Livello diamesico : legato a come la lingua cambia rispetto al mezzo fisico impiegato. Es. un
tempo quando si utilizzava il telefono fisso si utilizzava rispondere con “pronto?” Per controllare
se l’altro sentiva, oggi molto di questo frasario si è perso. Con il cellulare so chi mi chiama ecc. !
1 L’ITALIANO DELLA TV (spesso lo chiede) =!
La lingua della televisione viene classificata come una lingua del trasmesso o teletrasmesso,
categoria che riguarda tutti i mezzi che trasmettono a distanza. !
Oltre a trasmettere a distanza (caratteristica anche di altri) trasmette con immagini, voce e
scrittura. A livello linguistico ci interessa la parte scritta e orale.!
Le persone in tv non si vedono, viene definito un macrotesto di flusso cioè è un flusso dove
insieme esistono immagini, parole, emozioni. È un testo magmatico, sento voci vedo delle scritte,
vedo immagini è un insieme composito. !
Ultimamente la tv ha aumentato il legame con la multimedialità. Capita che io posso rivedere la
trasmissione, posso intervenire attraverso link messaggi ecc e chi conduce legge cio che io scrivo
in diretta. !
La conseguenza linguistica è che il testo della tv è un testo composito, un insieme non
omogeneo.!
La lingua della tv oltre al testo pronunciato presenta una piccola parte di testi scritti : es in caso di
tg, i titoli lanciati all’inizio, si pensi anche al serpentone che è possibile consultare. !
Inoltre il testo verbale in tv puo essere scritto frutto di una scelta e intermediazione fra varie figure,
e invece l’enunciato è responsabilità del giornalista. !
La lingua della tv viene studiata rispetto all’italiano contemporaneo e le varietà che possiamo
individuare sono : !
Linguaggio standar : corretto, senza nessuna incrinatura ne verso il basso ne verso l’alto!
Linguaggio standard aulico : verso l’alto !
Linguaggio neostandard : linguaggio con elementi nuovi, che fanno capire che il linguaggio si sta
aggiornando. Es. ci sono dei termini nati sotto la pandemia che rappresentano una nuova
emissione ma ci sono termini della lingua Italiana che sono andati in auge es. assembramento.
Prima era esistente ma nessuno lo usava, ora ha assunto una caratteristica tecnica che ora
rileghiamo a una situazione di pericolo. !
Linguaggio Substandard : linguaggio di parole forti, verso il basso !
Quando nasce l’italiano con la tv nasce come una lingua di formazione da un punto di vista
culturale e di italiani come parlanti - non c’era ancora un’omogeneità da un punto di vista
linguistico. Quindi la tv assunse questo compito importante. !
Nascita della tv: mezzo di comunicazione ora più diuso, storicamente è nato legato al mondo dei
giornali e della radio. Ora questo si è spostato verso il collegamento con il telefono e internet.
Quindi posso vedere un tg dallo smartphone o dal tablet. Ora la tv come apparecchio sta
perdendo un po centralità.!
La tv è un mezzo che ha possibilità comunicative (sopratutto quando è nato) superiori per la
compresenza di testo verbale e iconico.!
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LA LINGUA DELLA TV

Possiamo considerare la lingua da queste 5 prospettive : Livello, (prospettiva o parametro) diacronico = indica il criterio in cui la lingua varia nel tempo. La lingua scritta e parlata si modifica nel tempo - all’inizio del 900 una trasmissione radio o tv parlavano in modo diverso. Ci sono quindi elementi che cambiano nel tempo. Analizzarla da un punto di vista diacronico significa quindi comprendere come è cambiata nel tempo. Ora la lingua sta andando verso una maggiore disinvoltura. Prima era una lingua modellante, ora non è sempre cosi. La lingua è organismo fluido, anche l’ortografia stessa. Livello diatopico : indica il sistema delle variazioni che la lingua può subire sulla base della localizzazione Livello diafasico : come la lingua cambia rispetto alla situazione comunicativa, in base alla situazione comunicativa mi esprimo in modo diverso rispetto ad altre situazioni, quindi la scelta del registro linguistico. Livello diastratico : come la lingua cambia sulla base dei fattori socioculturali del parlante. Una persona sulla base della sua cultura si esprime in un certo modo, un’altra in un altro. Livello diamesico : legato a come la lingua cambia rispetto al mezzo fisico impiegato. Es. un tempo quando si utilizzava il telefono fisso si utilizzava rispondere con “pronto?” Per controllare se l’altro sentiva, oggi molto di questo frasario si è perso. Con il cellulare so chi mi chiama ecc. 1 L’ITALIANO DELLA TV (spesso lo chiede) = La lingua della televisione viene classificata come una lingua del trasmesso o teletrasmesso, categoria che riguarda tutti i mezzi che trasmettono a distanza. Oltre a trasmettere a distanza (caratteristica anche di altri) trasmette con immagini, voce e scrittura. A livello linguistico ci interessa la parte scritta e orale. Le persone in tv non si vedono, viene definito un macrotesto di flusso cioè è un flusso dove insieme esistono immagini, parole, emozioni. È un testo magmatico, sento voci vedo delle scritte, vedo immagini è un insieme composito. Ultimamente la tv ha aumentato il legame con la multimedialità. Capita che io posso rivedere la trasmissione, posso intervenire attraverso link messaggi ecc e chi conduce legge cio che io scrivo in diretta. La conseguenza linguistica è che il testo della tv è un testo composito, un insieme non omogeneo. La lingua della tv oltre al testo pronunciato presenta una piccola parte di testi scritti : es in caso di tg, i titoli lanciati all’inizio, si pensi anche al serpentone che è possibile consultare. Inoltre il testo verbale in tv puo essere scritto frutto di una scelta e intermediazione fra varie figure, e invece l’enunciato è responsabilità del giornalista. La lingua della tv viene studiata rispetto all’italiano contemporaneo e le varietà che possiamo individuare sono : Linguaggio standar : corretto, senza nessuna incrinatura ne verso il basso ne verso l’alto Linguaggio standard aulico : verso l’alto Linguaggio neostandard : linguaggio con elementi nuovi, che fanno capire che il linguaggio si sta aggiornando. Es. ci sono dei termini nati sotto la pandemia che rappresentano una nuova emissione ma ci sono termini della lingua Italiana che sono andati in auge es. assembramento. Prima era esistente ma nessuno lo usava, ora ha assunto una caratteristica tecnica che ora rileghiamo a una situazione di pericolo. Linguaggio Substandard : linguaggio di parole forti, verso il basso Quando nasce l’italiano con la tv nasce come una lingua di formazione da un punto di vista culturale e di italiani come parlanti - non c’era ancora un’omogeneità da un punto di vista linguistico. Quindi la tv assunse questo compito importante. Nascita della tv: mezzo di comunicazione ora più diffuso, storicamente è nato legato al mondo dei giornali e della radio. Ora questo si è spostato verso il collegamento con il telefono e internet. Quindi posso vedere un tg dallo smartphone o dal tablet. Ora la tv come apparecchio sta perdendo un po centralità. La tv è un mezzo che ha possibilità comunicative (sopratutto quando è nato) superiori per la compresenza di testo verbale e iconico.

Si tende oggi a spettacolarizzare l’immagine - siamo nella società dell’immagine, strumento primario di comunicazione. Prima invece nell’antichità lo strumento principale era l’oralità, es. i poemi omerici sono stati trasmetti oralmente e imparati a memoria. Per tanti secoli fino al medioevo si imparavano a memoria, quindi la loro capacità di memoria era differente. Si cerca di puntare ad immagini che hanno una carica emotiva. La tv come strumento di unificazione linguistica nei primi anni - anche chi non aveva studiato poteva imparare parole e dizione corretta. Oggi invece tende piu a rispecchiare il modo di esprimersi dei parlanti. Prima quindi modello, ora specchio. Nella civiltà globale, quella in cui ci troviamo, la tv rappresenta un grande depositario - troviamo una serie di valori che fanno riferimento alla nostra cultura. E quindi esercita oggi la tv un ruolo di banca della memoria. Distinzione fatta da Umberto Eco : Lui ha fatto una distinzione tra paleotelevisione e neotelevisione Paleotelevisione : dal 1954 al 1976 Quando è nata la tv esisteva solo un canale unico. Assume il modello della BBC inglese, l’intento era pedagogico. In particolare vi erano 3 scopi che doveva avere la tv :

  • informare
  • Educare
  • Divertire All’inizio c’era un canale unico poi la Rai diventa tale e si distingue. Costruire proprio l’identità culturale della nazione italiana, dare valori comuni. Formare gli italiani dal punto di vista linguistico. In un primo momento era monopolio di stato, il 2 canale nasce nel ’61 e il terzo nel '69. Nel canale unico c’era un palinsesto settimanale, poi lo distribuisce sulle tre rai facendo si che si compensino senza farsi concorrenza fra loro. Es. Il lunedì film, giovedì quiz, sabato varietà era spettacolo. All’inizio si rivolge alle classi medio alte del centro nord non tanto e solo per la cultura quanto per i costi. Il ripetitore al sud arriva nel ’57, dopo 3 anni. Neotelevisione : dal 1976 A partire dal 76 la tv cambia e entra il privato, con la liberalizzazione inizia una fase nuova nella tv. Iniziata con il gruppo Fininvest, prima nasce canale 5 poi rete4 e poi italia1. Va in onda tutta la giornata. Si passa da una tv di stato, che quindi ha le 3 finalità (informare educare e divertire) , a una tv che ha un proprietario privato e quindi ha un fine commerciale. Assume il modello americano, si propone come un’impresa di fare profitti e abbandona il modello inglese. Fu un effetto dirompente, invasivo. Lo scopo è di divertire il pubblico fidelizzandolo. Le reti sono in concorrenza e vogliono crearsi il suo pubblico. A partire da questa fase la tv propone dei modelli transnazionale - importa modelli americani. Non si pensa più alla patria, alla religione, valori che ritroviamo nella prima fase. In questa fase si parla di una tv generalista, cioè cerca di catturare il pubblico cerca di rivolgersi a tutti, tutto ciò che si passa anche l’informazione e la cultura si tende a trasmetterlo sottoforma di spettacolo - deve essere accattivante. Tv generalista e tv di flusso = serialità = si passa ad una televisione dove c’è una messa in onda quotidiana che crea un appuntamento. Nasce lo scopo di addomesticamento : “io rete mi creo quel pubblico che a quell’ora accende la televisione per vedere il programma.” Es. dopo pranzo cartoni per bambini, mattina soap opera per le casalinghe Si crea un effetto di dipendenza - saper di avere quell’appuntamento che ti da un momento di stacco. Altro aspetto sincretismo = mescolanza - ovvero tra informazione fiction e intrattenimento. Sono sempre più frequenti le forme ibride, si tende sempre a contaminare. Es. chi l’ha visto. Si parla di infotaitment e edutaitment : non c’è più informazione e educazione pura, ma mescolata con l’entratainment Anche la rai si adegua poi e anche li cominciano queste organizzazioni.

LA LINGUA DELL’INFORMAZIONE

L’informazione era uno degli scopi principali della paleotv, a partire dalla neo, abbiamo una dimensione di contaminazione. Non si trovano più trasmissioni con funzioni pure ma tendono a mescolarsi. L’entratainment ha contaminato le altre trasmissioni e quindi è difficile trovare delle linee di separazione evidenti. Quando parliamo di programmi di informazione possiamo dire che ci sono :

  • (^) Programmi di informazioni pura che sono i TG e inchieste
  • (^) Infotaitment
  • (^) Divulgazione scientifico-culturali Altro tratto costante della neotelevisone è l’invadenza della politica nei programmi e la sua riduzione a teatrino e chiacchierata. I generi dell’informazione televisiva : Informazioni - riguarda tg, approfondimento tg, inchieste, talk show informativi Infotainment - trasmissioni miste come talk show o tv delle parole (il talk show dipende da come è organizzato. O è puro e lo ritroviamo nella prima categoria oppure di informazione nella seconda categoria. L’idea del talk show è proporre una questione e discusso in modo familiare conversando), utility tv o tv del dolore (mi manda rai 3, chi l’ha visto) - tipo di tv che si presta molto a servizi di cronaca ma scava nelle emozioni. Divulgazione scientifico-culturale : edutainment - documentari storici, di medicina : elisir, scienze : quark. Schema del libro : vedi disegno : Aspetto in evidenza è il rapporto tra funzione intrattenitiva e informativa e il grado di raffreddamento o riscaldamento della notizia (dipende dal grado di coinvolgimento emotivo che vogliamo dall’altro) più il giornalismo è puro, più deve essere asettico. TV notizia : informazione di inchiesta e approfondimento, notizia raffreddata. Intrattenitiva bassa e informativa alta. TV dibattito : informazione allargata e spettacolarizzata, creare uno spettacolo a partire dall’informazione TV del dolore o del gossip : informazione mercificata, quindi funzione intrattenitiva alta ma informativa bassa. - I TELEGIORNALI : abbiamo un quadro di telegiornali molto ampio, permettono un aggiornamento in tempo reale. Sono frequenti e hanno indici di ascolto molto alti. In generale, si possono riconoscere 3 modelli di tg : Il modello narrativo-oggettivo : rai1 ricostruzione della notizia spiegata e raccontata. Modello esplicativo-interpretativo : rai3 e la7 (Mentana ha condotto in maniera molto personale, commenta sul perché ) Modello di opinione : rai3, tg4. Target : Tg4 di rete 4 - si rivolge a un pubblico non giovane, femminile e orientato a destra La7 - si rivolge più a un pubblico giovane, e rivolto a livello di istruzione superiore Studio aperto di Italia 1 - carattere leggero aperto al varietà. Differenza di Mediaset : rete 4 più per casalinghe, studio aperto più ai ragazzi Il numero di notizie è variabile, min 5 max 8-10. Disposizione : nelle reti rai abbiamo una divisione abbastanza rigida : politica interna, estera, cronaca. Mediaset da spazio alla cronaca e la 7 politica interna. Modalità di trasmissione : modello tradizionale (fogli sul tavolo, quindi l’ha studiato prima) il gobbo elettronico è una specie di display dove ci sono notizie e testo che devono interpretare e recitare. In entrambi i casi va studiato. Con il gobbo si rivolge alla telecamera, con i fogli si deve dare un’occhiata ma anche guardare la telecamera. TG - analisi linguistica A livello diamesico troviamo:
  • la parte scritta nei titoli, didascalie, serpentone e videografica
  • Parlato-scritto nei testi dei lanci e dei servizi. È un linguaggio parlato molto regolare a livello grammaticale, lessico medio formale (es. vi volevo fornire altre due informazioni aggiuntive, anziché vi volevo dire un paio di cose. )
  • Parlato spontaneo il linguaggio che possiamo ritrovare nei servizi nelle interviste alle persone comuni.
  • Parlato dei giornalisti : ormai spesso tratti di regionalismo fonetico, peggioramento dell’aspetto enunciativo, a livello grammaticale mediamente formale e controllato vicino al neostandard. Sintassi strutturata e coesa con prevalenza di paratassi (prevalgono preposizioni coordinate, ipotassi le subordinate. Qui prevale la paratassi perché procedere attraverso “e” “ma” o l’uso della punteggiatura rendono la comunicazione più veloce, più orale), lessico semplice, comprensibile e vicino al linguaggio comune.
  • Un fenomeno a cui stiamo assistendo, c’è una ricerca di complicità con lo spettatore e spettacolarizzazione della notizia. Per creare enfasi nel messaggio, ne è venuto fuori un indebolimento semantico. Se uso sempre determinati nomi, perderanno la loro efficacia. (Se io sento sempre emergenza dopo due anni non mi metto in allarme). Metafore ed espressioni logore. Si inseriscono stereotipi linguistici : come per esempio “ vedere la luce alla fine del tunnel “.
  • Interazione tra parola e immagine A livello diacronico : obbiettivo di coinvolgere il pubblico
  • troviamo l’uso della 1persona plurale
  • Sono aumentate le voci colloquiali, stranierismi (lockdown) spesso ci sono termini mutuati a linguaggio tecnico e formale. Alcuni termini burocratici sono entrati nell’uso. Es dpcm.
  • Cambi nella norma grammaticale
  • Sintassi marcata con frasi scisse e dislocazione a sinistra (es. il presidente è stato a prendere iniziativa, mette in evidenza la persona) - struttura grammaticalmente scorretta tipica del parlato. Schema generale di analisi del linguaggio della tv : Quali sono gli elementi che rendono il linguaggio INFORMALE? A livello morfologico : non usare il congiuntivo ma usare l’indicativo. Es con i verbi di opinione andrebbe usato il congiuntivo. Costrutti ridondanti e anacoluti “a me mi piace “ “il tuo amico L’ho visto ieri - il “lo” è riferito all’amico, lo ripeto due volte”. A livello di sintassi con costrutti marcati “com’è che hai detto?”, dislocazione a desta “non ce lo puo dire questo numero?”, anacoluti “questo ci arriviamo dopo”, cambio la struttura anziché arrivare a qualcosa dico arrivare qualcosa. Oppure frasi sospese A livello lessicale voci colloquiali, elementi dialettali, espressioni generiche “cosa”. Segnali dicorsivi - marcature che non hanno un significato, frasi che ritornano ma sono frasi di trapasso. Quali quelli che lo rendono FORMALE? A livello morfologico : uso coretto del congiuntivo, uso dei pronomi soggetti egli essi ella Sintassi : strutturata con uso di subordinate Lessico preciso e formale, termini aulici stranierismi di lusso. Approfondimento informativo :informazione pura, report : trasmissione per il giornalismo d’inchiesta, ha un linguaggio particolare. Report nasce nel 1997, è storica per il livello di approfondimento e il livello di denuncia. Denuncia fenomeni di corruzione, truffa. Il linguaggio è molto curato, potrebbe essere un parlato scritto con impiego di tecnicismi. Si ospitano intervistati, possono essere esperti quindi linguaggio elevato o gente comune con linguaggio colloquiale. Spezzone sentito a lezione e analisi : italiano preciso e coretto con tecnicismi spiegati ma anche frasi conversevoli “giro sulle autostrade degli altri”, espressione colloquiale ma metafora interessante. Utilizzo di un colloquialismo ma sofisticato. Questo è un parlato scritto. Anche gli intervistati parlano un italiano corretto, si nota la cadenza dialettale. Il conducente uso comune “è un campo minato, prendere buche” Giornalista interna ha utilizzato anche espressioni colloquiali e scherzose

La trasmissione è costruita con un richiamo costante alle immagini, anche da grafica digitale (per ricostruire il passato) o cartoni. Si usano delle figure retoriche sobrie, a volte la metafora a volte l’analogia. Quindi o fare paragoni, o richiamare a. A livello di lessico presenti tecnicismi necessari ma spiegati, sono frequenti i latinismi. La sintassi riguarda periodo non troppo brevi ma nemmeno troppo lunghe, alcuni elementi tipici del parlato ( come frasi scisse o dislocazioni per mettere in evidenza alcuni aspetti ), spesso sono caratterizzati da domande che mirano a catturare l’attenzione “ e adesso? Che succederà? “ Linguaggio di Gianni Minoli : parlato particolare perché la sua trasmissione ha una struttura che privilegia il taglio emozione; la storia spesso viene ingiustamente sentita come lontana. Centralità è data alle immagini. Sintassi caratterizzata da frasi lunghe ma basate su giustapposizione, paratassi, frasi nominali (paura, ansia e angoscia dominavano questo periodo) e parallelismi. Frequente l’uso delle figure retoriche come l’iperbole, esprime qualcosa con il massimo grado.

LA LINGUA DELL’INTRATTENIMENTO

entertainement -> ha la funzione di divertire il pubblico, funzione sociale di evasione. Ultimamente è il più utilizzato, l’intrattenimento ha invaso gli altri settori. A livello storico le prime forme di intrattenimento sono state IL VARIETÀ : come il festival di saremo. A partire dagli anni 70 nascono i programmi CONTENITORE, come domenica in : molto lunghi, riproducevano come un palinsesto della rete. C’era l’aspetto dell’informazione, lo sport, il varietà (ospite es un cantante o un gioco). Nasce poi il TALK SHOW (che abbiamo approfondito nella lingua dell’informazione con aspetto da salotto), i REALITY SHOW (modello grande fratello) nasce con una pretesa documentaria, vedere cosa succede rinchiudendo le persone in una casa che devono convivere forzatamente- inizialmente nato con intento sociologico, poi di intrattenimento. Dagli anni 80 nasce il QUIZ, con Mike Buongiorno, ospiti che competono per vincere un montepremi garantito da uno sponsor. Tv verità, di recente abbiamo format globali. Tratti comuni a tutte le trasmissioni intrattenimento :

- simulazione della diretta; trasmissione registrata ma si fa finta che sia in diretta - Gli spazi attrezzati e apparato produttivo esibito - si vede che è uno studio, che ci sono telecamere ecc. - Conduttore presente che intrattiene il pubblico, e poi ospiti e altri protagonisti - Stili registi di matrice teatrale : alcuni elementi rimanda al teatro - Possono esserci sketch comici - Si cerca di coinvolgere lo spettatore (spero che stiate bene, benvenuti ecc) - Finalità immediata di divertire - Varietà di mezzi espressivi Schema che parla di come è cambiato il rapporto lingua - dialetto negli anni dalla paleotelevisione in poi : (pag68) 1 fase (dal 54 fino al 75) : fase acculturante : es. trasmissione Portobello - il dialetto era escluso, erano ospitati degli elementi regionali (pronuncia particolare in qualche termine), solo negli inserti comici e nel parlato dei concorrenti. 2 fase (fino al 99) : narcisistica - es. domenica in - conduttore utilizza un italiano standard, gli ospiti in studio utilizza un italiano colloquiale con regionalismi, il pubblico in sala anche italiano dialettale 3 fase (dal 00) : fidelizzante - es. reality affari tuoi - scambio di ruoli e personaggi, il concorrente se parla dialetto lo fa non intenzionalmente, il conduttore invece esibisce termini dialettali Progressivamente dunque c’è stato un abbassamento di un linguaggio e un apertura verso i dialetti, tanto da utilizzarlo appositamente. a) Intrattenimento comico : il comico in tv ha sempre subito l’influenza di altri elementi (come il comico in teatro). All’inizio il comico non ha un’autonomia ma compaiono dei siparietti all’interno delle trasmissioni (es Sandra Mondaini e Raimondo vianello facevano scenette all’interno di altre trasmissioni). Dagli anni 70 viene coniata la trasmissione comica, ha una sua autonomia. Per esempio onda libera , trasmissione in cui ha esordito Benigni. Nella terza fase dagli Anni 80 : drive in su italia 1, quelli della notte su rai2, le iene, Zelig. Esercitazione : la signorina snob : si finge occupata per non andare all’appuntamento, cerca di utilizzare citazioni e far vedere che è colta ma le usa in modo non adeguato (rosso pompeiano : rosso tipico delle pitture di Pompei, lei dice pompeiano prima dell’eruzione). La voce con la r moscia, è costruito per il personaggio perchè parlare francese era legato alla raffinatezza. b) Il varietà : inizia con sanremo, o il musichiere, trasmissioni che prevedevano numeri sonori insieme a dei giochi. Trasmissioni popolari, hanno avuto l’impatto più immediato e forte sul pubblico. Di solito la caratteristica era un presentatore accento romanesco e lessico frizzante, e delle vallette con tono più timido e controllato. Nella neotelevisone invece il varietà è legato alla televisione costruita alla figura del conduttore che fa un po tutto. Tipico il caso di Celentano o di Fiorello. Celentano a livello di contenti era abbastanza alto e invece esibiva un parlato abbastanza neutro, Fiorello invece comico intrattenitore linguaggio parodico molto improvvisato. Esercitazione : Fiorello : cadenza romanesca, fa dei giochi di parole “putì caso”, imita le voci es voce del bambino. c) Il contenitore : programma che si distingue per una notevole lunghezza. Palinsesto vario, contiene all’interno vari tipi di programmi. Importante è la presenza del pubblico, il conduttore

- Carosello e calimero : abbiamo una serie di frasi che sono entrati nel linguaggio comune “copione” “ma veramente io..” “È un’ingiustizia però”. C’è dunque lo sketch e un pretesto che viene ripreso dalla pubblicità, lui viene lavato e parte la pubblicità del sapone. - Miralanza : Qui c’è anche la parte musicale, la musica lo slogan - Ferrero : deriva il modo di dire “ma che sono giocondo”? Per indicare una persona che viene coinvolta sempre ecc.. - Selezione mista, varie pubblicità insieme

TV PER RAGAZZI

Fiction, lingua dello sport, lingua della tv dei ragazzi. Fiction : oggi in ambito angloamericano intende qualsiasi opera di tipo narrativo e l’etimologia ci riporta al latino “fingo” = immaginare. Nella lingua italiana “fiction” = “fiction televisiva” indica i prodotti per la tv. È un macrogenere che attinge da altre forme di racconto : il film, la soap, la sitcom. Nella fiction italiana è interessante che vada a rispondere a varie esigenze :

- funzione identitaria : un gruppo sociale si riconosce in un modello ideato dalla fiction es. il mondo degli adolescenti tende a identificarsi con i personaggi messi in scena da Beverly Hills - Funzione mimetico-diegetica : Fiction tende a rappresentare il reale e raccontarlo - Funzione ludica : di evasione, divertimento Da quando la fiction inizia a diffondersi la tv riproduce a livello domestico quel mondo che prima era coperto dallo spettacolo teatrale e dal cinema - diventa un distributore gratuito di testualità. Per vedere un classico si andava a teatro o al cinema, ora con la fiction televisiva questo compito ce l’ha la tv. La fiction (italiana) attraversa 3 fasi per quanto riguarda la realizzazione/acquisizione dei programmi : 1. Fase paleotv : si vive un momento dove c’è una produzione autoctona indigena, prodotti italiani che hanno forma di teleromanzi e sceneggiati. Spesso ricavati da testi letterari. 2. Con la tv commerciale : ingresso massivo di una serialità soprattutto Americana 3. Dagli anni 90 si è deciso di continuare a importare prodotti stranieri ma incentivare produzione nazionale - scelta di politica aziendale, rai e Mediaset, di puntare su prodotti italiani. Quando si è fatta questa scelta, essa ha scaturito un interesse per la produzione locale. (es. per quanto riguarda la creazione di una serie : ha un acquisto ma anche un ritorno economico.) Per quanto riguarda la destinazione, quindi scopo : 1. In una prima fase paleotv, compito della serie legato ad insegnare la letteratura e la lingua nazionale, vengono utilizzati dei classici : serie di bolchi ispirata ai promessi sposi. Già in questa prima fase troviamo l’introduzione del cliffhanger 2. Entra un format nuovo, novela e soap opera - si tende ad utilizzare un linguaggio simile a quello quotidiano e intendo ludico 3. Negli ultimi 20anni è intervenuta una soap-operarizzazione - spinta verso la dimensione orizzontale della trama, serialità ciclica e ricorsiva L’ITALIANO DELLA FICTION : si parla di un linguaggio parlato teletrasmesso : Triangolo di nencioni , triangolo linguistico : nella punta parlato recitato ( linguaggio che si inspira al parlato ma viene scritto in un copione e recitato) , alla base : parlato parlato (quello della conversazione, puo avere delle scorrettezze, puo ospitare dialettismi ) e parlato scritto ( scritto ma ha un tono conversevole colloquiale, ma corretto ) Dallo spettatore -> alla fiction viene riflessione cioè una spinta perchè la fiction tende a riflettere la realtà Dalla fiction -> verso di noi abbiamo una finalità di modellizzazione, la vediamo come modello, mi va a condizionare il modo di fare, l’abbigliametno, il linguaggio. È un parlato recitato, la introduce lui : esemplato su quello spontaneo viene trascritto nel copione per poi essere riparlato nella recitazione Altra teoria è quella di Masini : nella fiction la tv si rivela uno specchio a due raggi, da una parte assorbe dalla realtà quindi c’è una spinta imitativa ma dall’altra propone anche modelli di comportamento quindi puo proporre modelli. Si crea quindi tra testo e fruitore un circuito imitativa, rispecchiamento rimodellante - da una parte modellante perchè propone modelli ma siccome attinge dalla realtà la ripropone. È un riflesso dinamico, lavorato. L’italiano della fiction ha occultato la valenza educativa sotto l’apparenza ludica con esiti più incisivi sulla diffusione dell’italiano. L’effetto sulla massa è più forte se ludico. Ad ogni trasmissione si associa una diversa tipologia di parlato differente sulla base del genere.

Nell’ambito dei tecnicismi sono presenti i forestierismi ( termini stranieri ). In quasi tutti gli sport, ad eccezione del ciclismo dove prevale il francese, prevale l’inglese. Gli eventi sportivi sono riservati alle tv a pagamento, importante è lo stile del conduttore. Negli ultimi tempi spesso abbiamo due voci. Linguaggio : Di solito c’è il rispetto della norma ma che espressioni parlate. Stile brillante anche creativo. Infosportainemnt : contaminano l’aspetto dell’intrattenimento all’evento sportivo. Es. 90esimo minuto. Biscardi fu importante, ha dato un impronta alla trasmissione molto parlata impostazione da talk ma con un parlato improvvisato. Linguaggio della tv per ragazzi : è cambiato nel tempo, prima c’era una demarcazione per gli adulti dopo il carosello, e quelli prima veniva definita “oasi protetta” quindi fino a carosello si poteva vedere. Ora nella neotv, dopo il 75, la tv dei ragazzi ha posto diverse trasmissioni in varie fasce orarie. Oggi con il digitale e la tv satellitare sono stati creati gli spazi monotematici : Disney Channel ecc. Oggi abbiamo anche una contaminazione tra prodotti per adulti e bambini : da una parte gli adulti che apprezzano prodotti per bambini e per famiglie, viceversa spesso troviamo bambini che vedono film per adulti o perché sono autonomi o perchè c’è questa tendenza. In una prima fase della tv italiana, non c’è un prodotto organizzato per i bambini, puo essere visto da loro solo dal punto di vista del contenuto. Inizia la produzione dei bambini quando nascono dei programmi che collaborano con università : es. melevisione - hanno dato vita a programmi pensati proprio per loro. I programmi per ragazzi :

- sit com giovanili : quelli dell’intervallo - Programmi contenitore : stesso format per gli adulti, che ospita più programmi si è riprodotto anche per i ragazzi es. melevisione : scenografia bosco incantato attingevano alla lingua parlata e si utilizzava una lingua specialistica a volte. Art attack : statua parlate che diventava il centro - Tg per ragazzi : si è andati in due direzioni : divulgare notizie pere renderle fruibili per i bambini. Altra idea creare un tg fatto da giornalisti bambini. - Serie animate : winx Linguaggio : vicino alla lingua normativa : lingua spigliata si ma mettendo l’intento didattico Ora si fa un uso lessicale abbastanza ampio e legato alla letteratura d’infanzia. Dobbiamo tener conto di vari elementi : connessione che anche i bambini condividono tra tv videogioco e web, anche loro possono vedere cartoni sul tablet, pc ecc. c’è anche la post televisione tv che si usufruisce sui canali online - circolo virtuoso tra cio che i bambini vedono e riproducono.