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Lingua italiana e televisione, Appunti di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

Sono appunti presi a lezione in riferimento al libro "Lingua italiana e televisione"

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 10/05/2022

elisa-laurenzi
elisa-laurenzi 🇮🇹

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LIBRO: LINGUA ITALIANA E TELEVISIONE LIBRO 2
La lingua della televisione rientra nella categoria del trasmesso, una varietà che i linguis4 hanno
individuato sull’asse della diamesia, ovvero a7raverso un mezzo, dove ai 2 poli troviamo lo scri7o
ed il parlato, e che indica la modalità di comunicazione dei mezzi che trasme7ono a distanza con la
voce (es: telefono, radio, ecc…) e con la scri7ura (es: sms, e-mail, e così via).
Dei da4 sugli ul4mi 10 anni dicono che, in Italia i media hanno aumentato la loro diffusione,
mentre la televisione ha diminuito. Ma comunque possiamo dire che, l’epoca che s4amo vivendo,
si cara7erizza come un’epoca in cui i diversi media si sovrappongono ed interagiscono tra di loro,
nella cosidde7a convergenza media4ca.
InfaJ, vediamo l’interazione tra il telefono ed internet, che cara7erizza le modalità comunica4ve
del mezzo televisivo e la sua lingua, ma sopra7u7o si evidenzia una fruizione televisiva sempre più
personalizzata (on demand) e sempre più a7raverso internet, sopra7u7o tra i più giovani.
Poi, vediamo l’interazione anche tra la radio e i giornali, entrambe legate molto alla tv.
Però rispe7o a ques4 2 media, la tv ha un elemento che le conferisce potenzialità comunica4ve
maggiori, ovvero: la competenza del codice verbale, la parola e del codice iconico, l’immagine (la
quale prevale di più in tv rispe7o alla parola).
Inoltre, una delle linee evolu4ve che hanno cara7erizzato la nostra televisione riguarda la
crescente tendenza ad enfa4zzare l’immagine, con la cosidde7a spe7acolarizzazione.
Infine, riguardo ai diversi parametri di differenziazione della lingua contemporanea, agiscono in
base al genere, al 4po di programma, all’argomento che viene tra7ato e così via.
Oltre alla diamesia, troviamo altri parametri:
- Della diafasia, variazione della lingua che dipende dalla situazione comunica4va (a7raverso
il parlare);
- Della diastra(a, variazione della lingua legata ai fa7ori sociali e culturali, (a7raverso uno
strato);
- Della diatopia, variazione della lingua legata ai fa7ori geografici, (a7raverso un luogo).
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Uno degli studi linguis4ci faJ sulla tv, è quello sui cara7eri in rapporto all’italiano contemporaneo
e il suo complesso di varietà, dallo standard aulico e dal neostandard, norma innova4va e
largamente diffusa, al substandard, varietà al di so7o dello standard, ai linguaggi se7oriali,
all’italiano, ai dialeJ e così via.
LA TESTUALITA’ TELEVISIVA—> il testo verbale trasmesso in tv è il risultato del rapporto sinergico
tra autori/regis4/produ7ori/editori e condu7ori/presentatori/a7ori, in relazione alla sua
impostazione, alla finalità e al target di spe7atori a cui si rivolge.
Poi, nei tes? dialogici, interviene l’interazione tra le diverse voci presen4 nella trasmissione.
Nella fase di scri7ura del testo si lega la sua a7ualizzazione nell’enunciazione, fase in cui il testo
viene de7o trasmesso.
Negli ul4mi tempi, poi, la testualità della neotelevisone si è aggiunta la componente mul4mediale,
con l’inserzione del programma, da parte del condu7ore/presentatore, di rinvii e collegamen4 a
media diversi: internet, con i messaggi, e-mail e il blog, e telefono, con telefonate ed sms.
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LIBRO: LINGUA ITALIANA E TELEVISIONE LIBRO 2

La lingua della televisione rientra nella categoria del trasmesso , una varietà che i linguis 4 hanno individuato sull’asse della diamesia, ovvero a 7 raverso un mezzo, dove ai 2 poli troviamo lo scri 7 o ed il parlato, e che indica la modalità di comunicazione dei mezzi che trasme 7 ono a distanza con la voce (es: telefono, radio, ecc…) e con la scri 7 ura (es: sms, e-mail, e così via). Dei da 4 sugli ul 4 mi 10 anni dicono che, in Italia i media hanno aumentato la loro diffusione, mentre la televisione ha diminuito. Ma comunque possiamo dire che, l’epoca che s 4 amo vivendo, si cara 7 erizza come un’epoca in cui i diversi media si sovrappongono ed interagiscono tra di loro, nella cosidde 7 a convergenza media 4 ca. InfaJ, vediamo l’interazione tra il telefono ed internet, che cara 7 erizza le modalità comunica 4 ve del mezzo televisivo e la sua lingua, ma sopra 7 u 7 o si evidenzia una fruizione televisiva sempre più personalizzata (on demand) e sempre più a 7 raverso internet, sopra 7 u 7 o tra i più giovani. Poi, vediamo l’interazione anche tra la radio e i giornali, entrambe legate molto alla tv. Però rispe 7 o a ques 4 2 media, la tv ha un elemento che le conferisce potenzialità comunica 4 ve maggiori, ovvero: la competenza del codice verbale, la parola e del codice iconico, l’immagine (la quale prevale di più in tv rispe 7 o alla parola). Inoltre, una delle linee evolu 4 ve che hanno cara 7 erizzato la nostra televisione riguarda la crescente tendenza ad enfa 4 zzare l’immagine, con la cosidde 7 a spe 7 acolarizzazione. Infine, riguardo ai diversi parametri di differenziazione della lingua contemporanea, agiscono in base al genere, al 4 po di programma, all’argomento che viene tra 7 ato e così via. Oltre alla diamesia, troviamo altri parametri:

  • Della diafasia , variazione della lingua che dipende dalla situazione comunica 4 va (a 7 raverso il parlare);
  • Della diastra(a , variazione della lingua legata ai fa 7 ori sociali e culturali, (a 7 raverso uno strato);
  • Della diatopia , variazione della lingua legata ai fa 7 ori geografici, (a 7 raverso un luogo).

Uno degli studi linguis 4 ci faJ sulla tv, è quello sui cara 7 eri in rapporto all’italiano contemporaneo e il suo complesso di varietà, dallo standard aulico e dal neostandard , norma innova 4 va e largamente diffusa, al substandard, varietà al di so 7 o dello standard, ai linguaggi se 7 oriali, all’italiano, ai dialeJ e così via. LA TESTUALITA’ TELEVISIVA —> il testo verbale trasmesso in tv è il risultato del rapporto sinergico tra autori/regis 4 /produ 7 ori/editori e condu 7 ori/presentatori/a 7 ori, in relazione alla sua impostazione, alla finalità e al target di spe 7 atori a cui si rivolge. Poi, nei tes? dialogici , interviene l’interazione tra le diverse voci presen 4 nella trasmissione. Nella fase di scri 7 ura del testo si lega la sua a 7 ualizzazione nell’enunciazione, fase in cui il testo viene de 7 o trasmesso. Negli ul 4 mi tempi, poi, la testualità della neotelevisone si è aggiunta la componente mul 4 mediale, con l’inserzione del programma, da parte del condu 7 ore/presentatore, di rinvii e collegamen 4 a media diversi: internet, con i messaggi, e-mail e il blog, e telefono, con telefonate ed sms.

Accanto al testo enunciato, la televisione presenta nel video spesso tes 4 scriJ, si tra 7 a di tes 4 in sovrimpressione, ad esempio nei telegiornali, di scri 7 e diverse in programmi sopra 7 u 7 o informa 4 vi, ma anche di tes 4 predispos 4 per i non uden 4. Storia linguis?ca della tv La storia linguis 4 ca del medium audiovisivo e del suo impa 7 o socio comunica 4 vo, si può unificare nella formula: l’italiano televisivo tra iden 4 tà e iden 4 ficazione. L’italiano televisivo nasce come lingua di acculturazione e di formazione iden 4 taria da parte della tv di Stato che si ispirava agli uten 4 pedagogici della televisione europea e della BBC in par 4 colare. Il periodo che si presenta ad una storicizzazione è quello della televisione terrestre, nel 1976, segnato dal passaggio dal monopolio RAI alla liberalizzazione dell’emi 7 enza che apriva ai priva 4 , rivoluzionando la vita sociale, culturale e linguis 4 ca del mezzo. USA VS UE Nella società statunitense—> la televisione non poteva avere un cara 7 ere commerciale, mentre in Europa—> (A metà 900) prevaleva il cara 7 ere pubblico del medium audiovisivo, des 4 nato a rafforzare e divulgare le singole appartenenze iden 4 tarie. Quindi in breve, possiamo dire che: la televisione delle origini , costruiva l’iden 4 tà culturale, morale e linguis 4 ca della comunità nazionale, mentre la televisione di oggi , si limita ad imporre modelli di iden 4 ficazione ada 7 abili trasversalmente a varie so 7 o-comunità sociali (donne, giovani, anziani, ecc…) di cara 7 ere trans-nazionale. Contava anche il modo di trasme 7 ere: nella fase del monopolio di Stato (1954-60) dominava il palinsesto seJmanale, con 1 unico canale, dove ogni serata era dedicata ad un genere di trasmissione (il lunedì i film, il giovedì i quiz, il sabato il varietà). Fino ad arrivare all’introduzione del 2° canale nel 1961 e poi anche del 3° canale nel 1979, dove la programmazione venne distribuita in modo complementare tra le 3 re 4. Nella civiltà globale, il conce 7 o di iden(tà si ridefinisce come—> iden?ficazione. La televisione assume così, alimentando la dimensione simbolica di risorse iden 4 tarie quali la religione, nazionalità e lingua, e proie 7 andola sul piano globale, il ruolo di banca della memoria. La televisione agisce anche:

  • Sulla memoria dei telespe 7 atori, che registra even 4 di portata epocale, che diventano tracce di un vissuto individuale e colleJvo;
  • Sul vissuto linguis 4 co dei telespe 7 atori, come canale di apprendimento dell’italiano, dove vediamo l’impa 7 o più immediato che fu quello dei clichè fraseologici, come ad es: “Ma cosa mi dici mai?” Di Topo Gigio oppure “Dadaumpa” delle sorelle Kessler, che si stru 7 uravano nella competenza idioma 4 ca degli italiani. Dalla radiodiffusione alla televisione La programmazione televisiva delle origini ebbe dapprima un auditorio limitato alle classi medio- alte e colte della popolazione urbana e al centro-nord del paese e solo nel 1957 il Sud fu raggiunto dai ripe 4 tori nazionali. Quindi la Radio e la televisione, che nel 1961 coprivano l’intero territorio nazionale, si rivelarono dei mezzi u 4 li x un’unificazione linguis 4 ca che poi, pian piano divenne un’innovazione del lessico italiano.

Con la mol 4 plicazione di programmi, cambiava anche la natura del medium: si passava da una televisione che des 4 nava trasmissioni ad un pubblico prefigurato, alla tv generalista, che per raggiungere un pubblico indifferenziato spe 7 acolarizzava i generi più seri, come l’informazione e la divulgazione culturale e scien 4 fica. Nel nuovo di trasme 7 ere della tv è quindi la—> SERIALITA’, cioè la messa in onda quo 4 diana e ad un ora fissa. Per questo le fic 4 on, i quiz, le rubriche di approfondimento assumevano un andamento ciclico, con lo scopo di addomes 4 care e fidelizzare il pubblico. Quindi ci fu una contaminazione tra informazione, fic 4 on ed intra 7 enimento, infaJ vediamo ad esempio: l’infotainment , contaminazione tra informazione ed intra 7 enimento o l’edutainment, contaminazione tra educazione ed intra 7 enimento, i quali si alternano nella formula Elisir su RAI 3. L’a 7 uale fruizione personalizzata della tv via cavo ha movimentato il panorama del consumo media 4 co, provocando la convergenza e quindi l’ibridazione tra i media e una comunicazione sempre più vicina tra l’emi 7 ente ed il ricevente: infaJ nei si 4 web delle trasmissioni è possibile proseguire o scegliere la versione on-line al di fuori dei tempi preordina 4 dal palinsesto, quindi si possono vedere dei programmi già anda 4 in onda in tv, una pra 4 ca di fruizione molto u 4 lizzata dai giovani. Televisione ed Italofonia L’azione unificante svolta dalle trasmissioni televisive ai fini dell’italofonia, ovvero dell’uso abituale ed aJvo della lingua parlata, quindi ai fini dell’asse 7 o dell’italiano contemporaneo e delle sue dinamiche d’uso. In questa prospeJva, l’italiano televisivo risulta dalla combinazione tra le intenzioni comunica 4 ve dell’ EMITTENTE e le precondizioni psicosociali ed antropologiche del pubblico RICEVENTE che determinano i rinnovamen 4 del sistema linguis 4 co. Il pubblico televisivo si trova difronte ad un italiano distribuito su vari registri in base ai generi di trasmissione ed alle per 4 nen 4 situazioni comunica 4 ve, x una ricezione più consapevole e riceJva. Nella prima fase, il medium televisivo domes 4 co ha influito molto sull’acquisizione della pronuncia e sulla conoscenza passiva dell’italiano, ma non sull’apprendimento della lingua. Poi, negli anni ’80 gli spe 7 atori diventano coprotagonis 4 delle trasmissioni, intervengono nei quiz e nei varietà con scambi telefonici, condividendo linguaggio e s 4 le comunica 4 vo, con conseguente sdoganamento delle pronunce regionali e abbassamento dei registri lessicali e della tenuta morfosintaJca. Rispe 7 o all’italiano del periodo del monopolio radiotelevisivo pubblico, controllato e monocolore, l’italiano del sistema misto, pubblico e privato, si configura come una lingua fluida, condizionata dalla varietà di programmi e dal flusso con 4 nuo del trasmesso, che perciò facilita i telespe 7 atori a rispecchiarsi in essi e ad imitarli. I generi dell’informazione televisiva. Schema—> I programmi televisivi possono essere di 3 4 pi:

**1. Informa?on;

  1. Infotainment;**
  2. Entertainment.

INFORMATION (tv no?zia) La sezione dei programmi d’informazione, comprende: I telegiornali, con i loro approfondimen 4 , ed altri programmi schie 7 amente informa 4 vi, dedicate alle hard news, le quali si contrappongono alle so 2 news, ovvero programmi sposta 4 verso l’informazione-intra 7 enimento, i quali sono:

  • Approfondimen 4 di informazione (es: “Qui radio Londra”);
  • Rotocalchi e le Inchieste (come ad es: Report);
  • Confron 4 guida 4 da una giornalista condu 7 ore;
  • Talk show di approfondimento, i quali sono senza pubblico, ma sono presen 4 degli esper 4 ed il linguaggio quindi rimane più puro. L’assenza di pubblico ha una parte importante nell’orientamento linguis 4 co di un programma, rappresenta infaJ uno dei parametri che cara 7 erizzano questa sezione e la dis 4 nguono dai programmi sposta 4 verso l’infotainment , chiamata tv dibaJto-u 4 lity tv, fino ad arrivare all’infomo?on/ entertainment , ovvero la tv del dolore e del gossip. I telegiornali Ormai, oggi i telegiornali sono ospita 4 da molte re 4 (Italia 1, Rete 4, Rai 2 e LA7 e così via) ed essi sono un 4 po di trasmissione che hanno indici di ascoltatori molto al 4 (tra i più al 4 ) e non perdono mai gli ascol 4 , oggi si possono vedere ovunque, ad esempio quando sono a lavoro oppure posso ascoltarlo in macchina dalla radio. Si possono classificare i tg in 3 modelli:
  1. Tg Narra?vo-oggeUvo , quindi tende al racconto, come es: TG 1;
  2. Tg Esplica?vo- interpreta?vo , il quale ha creato un altro modo di fare tg, come ad es: TG 3 e TG LA7, che danno rilievo agli spazi redazionali e alle figure giornalis 4 che ed inoltre, lasciano maggiore spazio ad esper 4 che commentano, rispe 7 o ad altri tg, mentre danno ai servizi uno spazio più rido 7 o rispe 7 o al TG oggeJvo, come ad es: TG 1.
  3. Tg Di Opinione , verso il quale sono orienta 4 sia il TG 4 che il TG LA7, che si dis 4 nguono nel panorama telegiornalis 4 co italiano x la forte personalizzazione nell’edizione serale dei rispeJvi condu 7 ori-dire 7 ori, i quali tendono ad una conduzione di 4 po americano, assumendo il ruolo di anchormen. Riguardo al—> Target :
  • Tg 4 di Fede—> ha un pubblico non giovanile, più femminile ed orientato a destra;
  • Studio Aperto (su Italia 1)—> ha un pubblico più giovanile e disimpegnato, infaJ ha un cara 7 ere più leggero e aperto all’a 7 ualità;
  • LA7–> ha un pubblico giovane e di media età, ed inoltre, offre un elevato livello di istruzione. Poi, nei tg:

Riguardo alla sintassi del periodo—> è ben stru 7 urata e coesa, prevalgono frasi brevi, 4 pico del lancio di no 4 zia che funge da 4 tolo riassun 4 vo, seguita da frasi semplici che danno le informazioni principali. Mediaset (ed anche TG2)—> u 4 lizza un approccio colloquiale, meno ingrossato e più personale, quindi è più informale, infaJ, si avvicina molto al parlato spontaneo, anche con l’Unione tra commento personale e le no 4 zie. Riguardo al lessico dei tg—> è mediamente semplice, comprensibile, vicino al linguaggio comune della media dei telespe 7 atori, ed inoltre, si tende ad evitare l’uso di parole difficili e tecnicismi. L’uso di un registro informale e colloquiale viene u 4 lizzato per dare più vivacità ed espressività e x creare complicità con i telespe 7 atori. Quindi nei nostri telegiornali c’è sempre più ricerca di complicità e di spe 7 acolarizzazione. Un altro aspe 7 o lessicale che riguarda sopra 7 u 7 o la cronaca è l’uso di parole for 4 ed espressive, come ad es: “agghiacciante, atroce, carneficina, e così via”. Negli ul 4 mi 30 anni, molte cose sono mutate nella storia dei telegiornali, a par 4 re dalla concorrenza tra le testate iniziata con la tv commerciale, e dal cambiamento nelle modalità di ascolto dei programmi televisivi da parte del pubblico, più distra 7 o. Da ciò infaJ, deriva la tendenza a coinvolgere sempre di più il pubblico. Dalla fine degli anni ’90 il linguaggio dei telegiornalis 4 tende a me 7 ersi dalla parte della gente, sopra 7 u 7 o nella scelta delle parole ed anche sull’u 4 lizzo del noi, es: vediamo, sen 4 amo e così via, che coinvolge i telespe 7 atori. Sono aumenta 4 anche gli stranierismi , aJnen 4 sopra 7 u 7 o ai se 7 ori dell’economia, informa 4 ca, sport, spe 7 acolo. Ma comunque c’è una con 4 nuità di un lessico formale, che troviamo sopra 7 u 7 o nella cronaca. I giornalis 4 del tg di norma rispe 7 ano gli standard tradizionali, quindi u 4 lizzano delle forme 4 piche del parlato ed il congiun 4 vo. All’inizio della vita del telegiornale, il condu 7 ore aveva ampio spazio, infaJ spesso a lui era affidata la le 7 ura di intere no 4 zie, senza servizio. Successivamente è quasi sempre solo una figura che lancia i servizi, è una figura collante, che ha poche ba 7 ute. Inoltre, anche la stru 7 ura del servizio si modifica: con il passare del tempo i, si tende a costruire servizi di poli 4 ca interna, on interviste o interven 4 di poli 4 ci. Gli approfondimen? informa?vi I programmi di approfondimento informa 4 vo sono: gli approfondimen 4 dei TG, le inchieste ed i rotocalchi, i talk show informa 4 vi senza pubblico ed altri che rientrano nel programma contenitore di informazione. Riguardo gli approfondimen 4 dei TG, essi spaziano dai se 7 ori più tecnici come la medicina, fino ad arrivare ad argomen 4 più leggere come quelli della moda o dello spe 7 acolo. Ed u 4 lizzano una lingua chiara e comprensibile. Approfondimen 4 o speciali dei TG —>sono defini 4 programmi come Terra su TG5 o Speciale TG1, i quali comprendono le rubriche, le inchieste ed i media events. Essi sono dei programmi giornalis 4 ci ed informa 4 vi che, ul 4 mamente sono ridoJ e lasciano spazio a programmi più d’intra 7 enimento.

Esempi di programmi di inchiesta sono anche : “Report” o “TV7”. REPORT su RAI 3–> è nato nel 1997 ed è un esempio di video-giornalismo, gli argomen 4 che tra 7 a sono: l’alimentazione, l’ambiente, la salute, l’economia e così via. Riguardo alla sua stru 7 ura, maggiore spazio lo occupano servizi dei giornalis 4 , commen 4 e raccorda 4 dalla voce della condu 7 rice, la quale esercita un ruolo centrale nella trasmissione e nel rapporto con i telespe 7 atori, ed inoltre, alla voce dei giornalis 4 si intersecano le voci degli intervista 4. Il parlato-scri 7 o dei giornalis 4 è curato e controllato, quello della condu 7 rice è colloquiale e sobrio. Mentre, alcuni argomen 4 portano all’uso di tecnicismi, sopra 7 u 7 o da parte degli esper 4 (quindi c’è l’u 4 lizzo di una morfologia formale ed anche di un lessico formale). Molto importan 4 , in questo programma, sono le immagini in relazione con il testo verbale, quindi si ha una rappresentazione anche visiva dei documen 4 di cui si parla, sia per dimostrare ciò che viene dichiarato, sia per rafforzare la sensazione nel telespe 7 atore e portarlo ad un’osservazione cri 4 ca. Dall’altra parte troviamo TV 7–> che è diverso da Report, che presenta tes 4 scriJ controlla 4 e senza improvvisazione, esso è stru 7 urato con più servizi ed inchieste, è condo 7 o da un giornalista in studio, che di solito dialoga con ospi 4 esper 4 dell’argomento tra 7 ato, inoltre, esso è in dire 7 a e con tes 4 solo parzialmente prepara 4. La stru 7 ura è variabile, infaJ può anche non esserci il condu 7 ore in studio, ma solo una successione di servizi. Il parlato degli invia 4 è preparato e le 7 o, mentre quello del condu 7 ore è chiaro, semplice, ma in parte improvvisato. Il dialogo tra il condu 7 ore ed esper 4 avviene in modo ordinato e pacato, senza sovrapposizioni di turni, inoltre, sono presen 4 sia tecnicismi che espressioni più semplici. Anche qui le immagini sono un aspe 7 o centrale dell’informazione e della sua rappresentazione visiva, quindi c’è un rapporto sinergico tra la parola e l’immagine, funzionale dal punto di vista informa 4 vo, ma spesso ciò porta a spostarsi dall’asse comunica 4 vo verso la spe 7 acolarizzazione, sopra 7 u 7 o con argomen 4 di grande impa 7 o visivo come ad es: le calamità naturali. Poi, c’è il programma Terra su Canale 5–> esso ha delle cara 7 eris 4 che formali, tra 7 a argomen 4 di a 7 ualità, inchieste sco 7 a 4 , u 4 lizza immagini for 4 che possono anche scioccare, ma rappresentano lo specchio del mondo e dei faJ che accadono ed inoltre, ci sono interviste a personaggi e alla gente comune. Il condu 7 ore è sobrio ed il suo parlato è controllato, chiaro e lento, spesso anche colloquiale. Il parlato controllato e serio è anche quello ad esempio di: Presa direZa su Rai 3 e di Omnibus su LA 7, i quali ospitano par 4 più informa 4 ve ed altre di dibaJto in cui i giornalis 4 dialogano con esper 4 e poli 4 ci, con un parlato serio-semplice, corre 7 o e più o meno formale (diafasico), ma con meno oralità, quindi meno diamesico. Poi, in un’altra situazione linguis 4 ca, arriviamo a programmi dove singole figure di giornalis 4 od opinion makers espongono le loro riflessioni su faJ ed aspeJ della realtà a 7 uale, come ad es: “Qui radio Londra” su RAI 1 di Giuliano Ferrara, dove l’opinionista fa degli interven 4 di pochi minu 4 su un argomento di poli 4 ca, con un taglio cri 4 co e persuasivo. Il registro è molto personale, con un parlato colto che si mescola con un tono più colloquiale e di confidenza. Sono frequen 4 gli stranierismi come fair play, neologismi, come mafiosità ed anche parole di moda, come straordinario.

Il condu 7 ore ha un a 7 eggiamento proprio di una conduzione da “salo 7 o”, cerca di creare empa 4 a con gli ospi 4 , di fare un discorso con loro ed inoltre, cerca di unire le persone comuni con persone più rilevan 4 ed esper 4 di cer 4 se 7 ori, come i poli 4 ci. Gli argomen 4 che vengono tra 7 a 4 riguardano temi poli 4 ci, cultura ed a 7 ualità, ci sono ospi 4 ed il pubblico in studio, che interviene poco. Nel programma sono presen 4 delle immagini che scorrono sulle pare 4 per enfa 4 zzare di più i temi tra 7 a 4. Riguardo al linguaggio, è in generale formale e sono presen 4 anche stranierismi, mentre il condu 7 ore u 4 lizza una lingua meno formale, più colloquiale, infaJ u 4 lizza dei termini come: “sviolinate”, “discotecaro”, “sbolognare”. TV del dolore (INFOMOTION) Poi, spostandoci sempre di più verso l’intra 7 enimento, troviamo dei programmi di servizio (u 4 lity tv) con componente informa 4 va, che rientrano nella cosidde 7 a tv del dolore, nell’ambito della tv verità, dove ci sono programmi che tra 7 ano di faJ eclatan 4 , episodi di cronaca sco 7 an 4 o scomparse di persone, vanno verso una spe 7 acolarizzazione e forte emo 4 vità, come ad esempio i programmi: “Chi l’ha visto?” Su Rai 3, “Mi manda RAI 3”, “Quarto grado” su Rete 4 Chi l’ha visto? —> è in onda dal 1989 e dal 2004 è condo 7 o da Federica Sciarelli. In questo programma si parla di denuncia e la ricerca di persone scomparse, queste no 4 zie sono accompagnate da musiche che smuovono l’emo 4 vità. Le voci dei presen 4 , della condu 7 rice, dei giornalis 4 autori dei servizi e delle interviste, ed anche quelle dei paren 4 degli scomparsi, sono improntate verso la spe 7 acolarizzazione del dolore. Nel parlato della condu 7 rice e di alcuni giornalis 4 , ricorrono gli aggeJvi come: incredibile, sconvolgente, davvero importante e così via, per creare ancora più enfasi ed emo 4 vità. Quarto grado —> condo 7 o da Salvo SoJle, è una trasmissione che presenta toni for 4 ed enfa 4 ci, va nel privato delle viJme, dei colpevoli e dei loro paren 4. Qui il condu 7 ore, come anche alcuni giornalis 4 nei servizi, u 4 lizza toni ed espressioni retorici e pate 4 ci (come “è la fine di un incubo”, “buio che abbiamo provato a squarciare”). Poi, c’è un dialogo con domande emo 4 ve e retoriche, tra il condu 7 ore e L’intervistato. Inoltre, sono presen 4 delle scri 7 e in sovrimpressione per scandire e ribadire ai telespe 7 atori l’efferatezza, la crudeltà e la follia di certe azioni e faJ. Andando sempre più verso l’intra 7 enimento, troviamo altri programmi con contenu 4 rela 4 vi alla componente informa 4 va. Tra cui programmi di a 7 ualità, di taglio leggero come: “I faJ vostri” su Rai 2 di Giancarlo Magalli, “L’arena” su RAI 1 di Massimo GileJ, “La vita in dire 7 a” su RAI 1 di Mara Venier. L’Arena —> è quasi un programma contenitore, dove il condu 7 ore dialoga con gli ospi 4 , che possono essere esper 4 , giornalis 4 o protagonis 4 del mondo dello spe 7 acolo, su temi di a 7 ualità, con un acceso confronto dove partecipa in collegamento anche Vi 7 orio Sgarbi. I registri linguis 4 ci sono informali, come fosse una “chiacchierata televisiva”. Riguardo ai talk show, che si possono definire come incontri-interviste, di intra 7 enimento culturale, come “Che tempo che fa” su Rai 3 oppure “le invasioni barbariche” su LA 7. Che tempo che fa —> di Fabio Fazio, dove avviene come una chiacchierata ed anche spostato su un versante comico-sa 4 rico con la presenza di Luciana LiJzze 7 o.

Il programma mostra ai telespe 7 atori un dialogo che avviene tra il condu 7 ore ed una personalità della cultura, dello spe 7 acolo o della poli 4 co, improntato su temi seri ed in genere con un linguaggio colto, infaJ è rivolto ad un target di persone non giovani, con il livello di istruzione medio-alto. Il condu 7 ore intervista l’ospite sollecitando il suo pensiero e la sua opinione, che commenta con un tono pacato e serio, ma è presente anche un tono più colloquiale, sopra 7 u 7 o con ospi 4 più vicini al condu 7 ore, quindi avviene un dialogo più confidenziale. Le invasioni barbariche —> di Daria Bignardi, nel programma vengono ospita 4 personaggi conosciu 4 nei se 7 ori della cultura, della poli 4 ca, dello spe 7 acolo, e la condu 7 rice mira a sollecitare dichiarazioni anche for 4 , che comunque si svolgono con semplicità e naturalezza. Negli ul 4 mi anni alla stru 7 ura sono sta 4 aggiun 4 degli elemen 4 : le rubriche di opinioni, di commen 4 e di interven 4 comici. Riguardo all’aspe 7 o linguis 4 co, il linguaggio degli ospi 4 è controllato, ma comunque informale, mentre la condu 7 rice ha un linguaggio spigliato e piacevole. L’ul 4 ma 4 pologia di programmi tra informazione ed intra 7 enimento, è rappresentata dai programmi sa 4 rici come: “Striscia la No 4 zia” e “le Iene”, che veicolano contenu 4 informa 4 vi diversi ed espos 4 anche in modo diverso. “Striscia la no?zia” —> su Canale 5, ideato da Antonio Ricci nel 1988, come telegiornale sa 4 rico popolare che smaschera truffe e tarocchi televisivi in TV. Il parlato dei condu 7 ori è molto basato sull’improvvisazione ed anche, sull’u 4 lizzo del diale 7 o. Mentre quello dei servizi, si basa su un testo scri 7 o coeso e corre 7 o, con una forte espressività colloquiale ed anche giochi di parole che rifle 7 ono il taglio ironico e leggero. Riguardo alla trasmissione: “ Le Iene ”, si presenta come un no 4 ziario sa 4 rico con tono irriverente e trasgressivo, ed inoltre, in esso è molto accentuata la componente comica. I servizi si basano su temi come la denuncia di abusi e truffe o di messa in ridicolo di poli 4 ci e vip, quindi sono come dei collage che alternano il parlato-scri 7 o dell’autore fuori campo e la spontaneità colloquiale. Varietà della divulgazione scien?fica-culturale Qui ci troviamo nell’ambito di un’informazione rela 4 va ad ambien 4 diversi della cultura e della conoscenza del mondo, i cui contenu 4 vengono divulga 4 al largo pubblico, da uno dei media più efficace per l’interazione tra parole ed immagini, ovvero la televisione , la quale dagli anni ’80 ha assunto un ruolo centrale nel trasme 7 ere conoscenze di modalità divulga 4 va, appunto modificando l’approccio pedagogico. Ma comunque, con l’avvento della tv commerciale ed il passaggio dalla paleo alla neo-televisione ha modificato la componente educa 4 va del mezzo televisivo, contaminandolo con l’intra 7 enimento. È nato così—> L’ EDUTAINMENT La finalità intra 7 eni 4 va ha modificato la stru 7 ura dei programmi culturali, rendendoli più movimenta 4 ed accogliendo la parola del pubblico, accanto a quella dei condu 7 ori e degli esper 4 , quindi da questo momen 4 lo pubblico interviene aJvamente. La funzione di illustrazione divulga 4 va dei programmi di divulgazione televisiva, si associa alla funzione narra 4 va, che da ai programmi di edutainment l’impronta e la stru 7 ura di una narrazione, di una good story da seguire con fiducia e coinvolgimento. Inoltre, qui è importante l’u 4 lizzo di una lingua chiara ed efficace.

“Passaggio a Nord-Ovest”, i quali sono modelli cura 4 ed a 7 en 4 per la divulgazione scien 4 fico- culturale televisiva, la cui impostazione è didascalica, seria ed anche, appassionante. Un taglio differente, ma sempre improntato ad una divulgazione illustra 4 va di contenu 4 da parte del condu 7 ore-esperto e di esper 4 diversi, è il programma di Philippe Daverio dedicato all’arte, “ Passepartout ”. Il condu 7 ore ha un parlato personale ed efficace, senza segni di spontaneità, mentre è meno stru 7 urato quando si trova proprio nei luoghi o quando deve illustrare un testo a 7 raverso immagini o ges 4 , con un’italiano corre 7 o, ma con la presenza di esitazioni e segnali discorsivi. Mentre, un programma più improntato verso la spe 7 acolarizzazione è: “ Missione natura ” su LA7, il quale alterna filma 4 con voci fuori campo, con un’italiano standard didascalico e sostenuto al parlato del condu 7 ore-esperto Vincenzo Venu 4 , che va alla ricerca di animali rari, illustra 4 in maniera tecnica e con l’aiuto di immagini illustra 4 ve. Il condu 7 ore ha uno s 4 le chiaro ed espressivo, quasi confidenziale, ma comunque preciso. Mentre, la voce fuori campo dei filma 4 è sostenuta e didascalica, ed un po' retorica. Poi, ci sono programmi che comprendono una maggiore varietà di voci rispe 7 o a quelle del condu 7 ore, narratore ed esper 4 , come ad esempio: “Cose dell’altro Geo” e “Donnavventura”. “ Cose dell’altro Geo”—> su RAI 3, da spazio a più temi e componen 4 : il parlato del condu 7 ore, ci sono ospi 4 fissi in studio, ospi 4 occasionali, filma 4 -documentari, con voci fuori campo, tes 4 monianze-interviste registrate di esper 4 e telefonate. Si varia da un parlato-scri 7 o più didascalico e stru 7 urato, ad un parlato più informale. “ Donnavventura ”—> su RETE 4, ha un taglio moderno e spigliato, rivolto ad un pubblico giovane e prevalentemente femminile, inoltre, il suo s 4 le narra 4 vo unisce il documentario e il reality di viaggio, mostrando vere e proprie spedizioni compiute dalle giovani protagoniste delle puntate. Il parlato è molto pulito, sobrio e corre 7 o, ed anche con alcuni tecnicismi come: percorso adrenalinico oppure anche, un anglicismo come: personal show. S?li comunica?vi e lingua per la divulgazione Ci sono delle figure emblema 4 che e dotate di forte potere modellante nella divulgazione televisiva da alcuni decenni, tra cui il già citato: Piero Angela e Giovanni Minoli. Lo s 4 le di conduzione di Piero Angela si avvale di strumen 4 comunica 4 vi e retorici diversi, aJ a veicolare i contenu 4 con chiarezza ed efficacia. Le sue trasmissioni, come anche quelle del figlio, sono improntate sul parlato serio-semplice sia di lui, che nella voce narrante dei filma 4 e nel parlato degli esper 4. Sia lui che il figlio seguono una linea comunica 4 va didascalica, più seria nel primo, mentre è più vivace ed espressiva nel secondo, i quali spiegano temi e conceJ con l’uso anche delle immagini. Frequen 4 sono le metafore e le analogie, inoltre, sono usa 4 anche la 4 nismi ed interroga 4 ve. Mentre, Giovanni Minoli , ha una voce sicura e forte, nel suo parlato fa ricorso alle metafore, alle ripe 4 zioni ed all’elencazione, x un maggiore impa 7 o emo 4 vo. Un esempio di trasmissione, so 7 o il profilo linguis 4 co è infine: “Forum” e “Tribunale di Forum”, prima condoJ da Rita dalla chiesa, mentre ora dalla giornalista Barbara Palombelli. Lo spazio maggiore viene dato alla coppia dei contenden 4 e al pubblico in sala, mentre è molto limitato quello della condu 7 rice. La lingua è molto informale, quindi il parlato è spontaneo e trascurato, la parte formale è rappresentata dal giudice con l’u 4 lizzo di un italiano standard.

Spesso si sovrappongono le conversazioni dei 2 contenden 4 , che diventano delle vere e proprie risse verbali. L’INTRATTENIMENTO CON MACRO-GENERE Oltre ad informare, la tv ado 7 a anche la funzione di intra 7 enimento, ovvero intra 7 enere lo spe 7 atore, che sta guardando, quindi ha la funzione sociale di viver 4 re il pubblico. I suoi traJ cos 4 tu 4 vi sono:

  • Tempi di produzione che simulano la dire 7 a;
  • Spazi a 7 rezza 4 e apparato produJvo esibito;
  • Protagonis 4 differen 4 , dai professionis 4 al pubblico casuale, con il condu 7 ore che va alla ricerca di un conta 7 o con lo spe 7 atore;
  • S 4 li regis 4 co-este 4 ci di matrice teatrale;
  • Esibizioni comiche, musicali e giochi;
  • Modalità realis 4 che di coinvolgimento dello spe 7 atore;
  • Finalità di diver 4 re, a 7 raverso vari mezzi espressivi. Inoltre, in base a ques 4 fa 7 ori, ci rientrano anche le spe 7 acolarizzazioni della vita quo 4 diana, sia so 7 o forma di conversazione/dibaJto, qui parliamo talk show, sia a 7 raverso l’osservazione dire 7 a in tempo reale, parliamo di reality show (Es: GF). Generi e s 4 li tra paleo e neo-televisione I generi ed i forma 4 dell’intra 7 enimento hanno risen 4 to di più rispe 7 o agli altri macrogeneri, sopra 7 u 7 o riguardo i modi di produzione e di fruizione tra la radio e la televisione. Un esempio è: “Il fes 4 val della canzone italiana di Sanremo” (oggi “Fes 4 val di Sanremo”), che rappresenta un ada 7 amento al nuovo mezzo di una forma collaudata in radio. Poi, dagli anni ’ grazie ai progressi tecnologici, il mezzo televisivo si aggiorna e passa a nuovi modelli. Il Varietà—> Sin dall’epoca della paleotelevisione si è aperto a rimodellamen 4 , infaJ, si inizia con manifestazioni canore (es: Fes 4 val di Sanremo), con misto di giochi, la Lo 7 eria di Capodanno e varietà. Parodia sulla tecnologia—> di Fiorello, lui qui fa un monologo contro la tecnologia di adesso e preferisce quella del passato, qui il linguaggio è diale 7 ale, informale, molto libero, con accento romanesco (“‘mo ‘mo spe 7 a”). Inoltre, u 4 lizza la gestualità, che è molto importante, ripete anche il suono che fanno alcuni strumen 4 tecnologici (“biibip”). È molto sceneggiato, ovvero diviso in scene 7 e, riproduce anche il linguaggio del bambino, è una comicità che riproduce gli a 7 eggiamen 4 comuni. Poi, negli anni ’70 –> furono crea 4 dei programmi contenitori: nei quali troviamo più 4 pologie di spe 7 acolo, ovvero su 1 solo spe 7 acolo, ci sono più par 4 che riguardano il gioco, una parte la cucina e così via, si passa da una sezione all’altra. Un esempio di questo programmi può essere: “ Domenica In” su RAI 1 del 1976, che incorpora il gioco, abbinato allo sport ed ai telefilm. Poi, con il primo talk show “Bontà loro”, su RAI 1, di Maurizio Costanzo si inaugura la cosidde 7 a tv delle parole. Mentre, riguardo al reality show si iden 4 fica “Portobello” di Enzo Tortora, un contenitore presentato come un merca 4 no del venerdì, dove erano presen 4 sfoghi e stranezze del pubblico, raccol 4 dal condu 7 ore con un aJtudine aperta e complice.

1° fase —> La 1° fase del genere comico, viene segnata con i varietà pelotelevisivi, dove lo scopo è quello di far rilassare lo spe 7 atore. Qui ritroviamo ad es : un programma di Studio Uno , con Sandra Mondai e Raimondo Vianello oppure Franca Valeria, con la Signorina Snob-> dove racconta una barzelle 7 a e lei interpreta appunto una signora snob e chic, la quale parla al telefono con una persona (amica), il linguaggio che troviamo è parodiato, lei u 4 lizza la r moscia per creare raffinatezza. Inoltre, quando l’amica le chiede se è libera, lei dice sempre di no e si inventa scuse, per farle capire che è una donna impegnata, poi, per far vedere la sua raffinatezza usa frasi fa 7 e e ba 7 ute; 2° fase —> alla fine degli anni ’60, la comicità ha una cara 7 eris 4 ca autonoma, che rompe i moduli della comicità tradizionale. Come ad es : “ Quelli della domenica ”, dove debu 7 a Paolo Villaggio. Poi, negli anni ‘70 il passaggio dalla paleo alla neo-televisione, accomunava i gus 4 e gli interessi del pubblico che prima erano differenzia 4 , infaJ, vediamo nascere programmi come ad es: “ Onda libera ”, con l’esordio di Roberto Benigni; 3° fase —> Dagli anni ’80, con “Drive in”, su Italia 1, vediamo il primo importante show di Mediaset che diventerà un cult, il quale da inizio alla 3° fase del comico. Qui vediamo l’alternarsi di siparieJ comici, con Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo. Poi, la Rai reagisce con altri programmi di grande successo, come ad es: “Quelli della no 7 e” oppure “Il Cacao meravigliao”, il quale ammiccava a un noto caffè, parodiando la pubblicità. Troviamo anche, altri programmi come: “le Iene”, “Zelig Circus”, condo 7 o da Claudio Bisio, il quale ha un parlato molto sciolto e solo parzialmente pianificato, con al suo fianco una figura femminile. Poi, c’è anche: “Mai dire Grande Fratello”, con l’esordio della Giallappa’s Band, il quale nasce nel 2000 su Italia 1 poi su Canale 5, in concomitanza con l’edizione italiana del “Grande Fratello”, di cui intende smascherare le ipocrisie, le meschinità ed anche, gli errori linguis 4 ci. Poi, nel 2004 il programma diventò “Mai dire Grande fratello e figli”, estendendo la sa 4 ra si reality del momento, mentre nel 2006, modificando la scenografia con l’accoglienza del pubblico in studio, che segnalava il passaggio al talk show. L’italiano leggero del varietà In questo periodo, vediamo che si parte dall’italiano sciolto colloquiale di show pomeridiani o serali, per poi passare ad un’italiano più vivace dei talk show, fino ad arrivare all’italiano trascurato dei programmi di emotainment e dei reality. Il varietà Rai si inaugurava con grandi manifestazioni canore come “Il Fes 4 val di Sanremo” e con programmi mis 4 di gioco e varietà, come “il Musichiere” del 1957, che ebbe un immediato impa 7 o linguis 4 co. In seguito, si divulgarono l’italiano con accento romanesco e lessico frizzante del presentatore ed inoltre, le marco-interviste dei concorren 4 an 4 cipavano il parlato spontaneo ed acceso della gente comune, che divenne poi un elemento stru 7 urale della neo-televisione. Qui, prese un posto importante il programma “Studio Uno”, uno show televisivo. Poi, con “ one man show ”—>si poteva rintracciare la variante neo-televisiva dello spe 7 acolo di varietà, il quale era costruito sulla figura del condu 7 ore che informa tu 7 a la linea narra 4 va del programma, come ad es. i condu 7 ori: Fiorello e Adriano Celentano. Con alcuni programmi come: “Stasera pago io” o “stasera pago io 2”—> Fiorello fondeva gli schemi del varietà classico in un linguaggio a 7 uale, unendo la tradizione dell’intra 7 enimento popolare con

un monologo di ispirazione teatrale (come quello che abbiamo visto in aula, sulla tecnologia sul “Il più grande spe 7 acolo dopo il weekend”), lui ha un parlato molto fluido, naturale, dove si mescolano copione ed improvvisazione. Poi, c’è lo show del sabato, che prima si chiamava “ Canzonissima ”, poi in 4 tolato “ FantasIco ”—> il quale fu affidato a Pippo Baudo, un professionista della parola. Nel corso degli anni, “Il FesIval di Sanremo” è diventato un punto di incontro tra fedeltà alla tradizione e rinnovamento, infaJ, dagli anni ’90 la manifestazione canora è stata trasformata in un media event che riesce a smuovere il paese e diventa come un arche 4 po della comunicazione di massa. IL CONTENITORE Il programma contenitore può essere considerato come il so 7 ogenere cara 7 erizzante della neo- televisione, dove all’interno presenta elemen 4 di diversi so 7 ogeneri, i quali si incontrano e formano 1 unico spazio di rappresentazione ges 4 to dal condu 7 ore, che in conta 7 o con l’audience, punta sull’ammiccamento e sulla convivialità amichevole, quindi il contenitore è come se fosse una forte di palinsesto in miniatura. Successivamente, per arrivare ad nuove fasce di pubblico, il programma è stato esteso ai giorni feriali e alle fasce orarie diverse da quelle pomeridiane. Il linguaggio—> si configura come una 4 pologia di italiano teletrasmesso, dove nello scambio dialogico con gli ospi 4 in studio si riscontra un italiano controllato ed anche, informale. Mentre, nei sketch tra il condu 7 ore ed i comici, il parlato è più recitato e nei giochi telefonici il parlato è ricco di segnali discorsivi. Si insisterà di più sul parlato di alcuni condu 7 ori: Mara Venier e Pippo Baudo, con “Domenica In” e Maurizio Costanzo con “Buona Domenica”. La formula del contenitore, come abbiamo già visto, è stata ado 7 ata per la prima volta il 3 o 7 obre del 1976 con la trasmissione “ Domenica In su Rai 1–> il 4 tolo con la preposizione in allude alla sillaba iniziale insieme, infaJ lo spe 7 acolo è dato sopra 7 u 7 o dalla condivisione delle forme del parlare. Nelle ul 4 me edizioni si è accentuata la frammentazione del programma in spezzoni ben dis 4 n 4 , ges 44 dai presentatori. Oggi è condo 7 o da Mara Venier, che u 4 lizza molto il Code Switching, ovvero passa dall’italiano al diale 7 o, usa a volte termini in Romanesco, mentre a volte emerge il suo diale 7 o di origine, cioè quello Veneziano. Mentre, il parlato di Baudo oscillava tra un registro più formale a quello meno informale. Poi, questo programma, ha avuto il contenitore fes 4 vo di Canale 5: “ Buona Domenica ”—> condo 7 o da Maurizio Costanzo, il quale fece il suo esordio. Successivamente, la conduzione passò per vari personaggi fino alla nuova serie, in 4 tolata “ Domenica 5” presentata da Barbara D’Urso nel 2009-2010 e nel 2011 da Federica Panicucci e Claudio Brachino, che danno più peso a cronaca e all’informazione. Il parlato di Buona Domenica , è molto semplice con la presenza anche del diale 7 o, sopra 7 u 7 o romanesco ed è frequente il ricordo al Code switching, sia da parte degli ospi 4 che dei condu 7 ori.

Dopo il programma pilota “Portobello”, si diffonde un modo di fare televisione, fondato sulla rappresentazione della realtà, in cui viene spe 7 acolarizzata la vita privata della gente comune. Ne derivano 2 4 pologie di programmi:

  1. Real tv o tv verità , in cui si fa credere di rappresentare in modo auten 4 co la realtà quo 4 diana a 7 raverso video amatoriali, come ad es: “Paperissima”, o la candid camera;
  2. I reality based show, in cui la rappresentazione della vita reale è simulata alle finalità ed ai ritmi della trasmissione, per coinvolgere e fidelizzare. Le prime forme di reality, riguardarono:
  • (^) i daIng show, dove si me 7 ono in a 7 o meccanismi di innamoramento pilotato, con documentazione in dire 7 a, delle varie fasi di incontro e frequentazione dei protagonis 4 ;
  • (^) L’emotainment , ovvero l’unione tra l’emo 4 onal e l’entertainment, il quale punta a spe 7 acolarizzare momen 4 di turbamento, come la ricucitura di rappor 4 sen 4 mentali. I primi esempi sono: “Carràmba che sorpresa!” Di Raffaella Carrà oppure i vari programmi di Maria De Filippi. Nelle trasmissioni della TV verità—> il linguaggio dei partecipan 4 presenta cadenze regionali e parlano un italiano dell’uso standard. Poi, troviamo un altro esempio auten 4 co, ovvero: “ Il Grande Fratello ”—> il quale è una specie di docusoap, poiché le telecamere documentano minuto per minuto la convivenza di ragazzi e ragazze rinchiusi in una grande casa. Viene ritenuto come un vero e proprio esperimento media 4 co, in cui coesistono la TV tradizionale, pay tv, Web e telefonia. Il parlato qui è molto spontaneo, mentre è più rappresenta 4 vo quello delle condu 7 rici, prima Daria Bignardi, poi Barbara D’Urso e sopra 7 u 7 o, quello di Alessia Marcuzzi. Lo s 4 le si man 4 ene tra un uso più colloquiale ed un uso medio, ma comunque informale. Inoltre, il linguaggio è molto giovanile. Questo reality, sembra stabilizzarsi nella forma dello psychodrama reality show, che ha scardinato l’intero sistema dei generi televisivi, in quanto le dinamiche relazionali diventano insieme sperimentazione e spe 7 acolo con modalità di soap opera. Poi, vediamo anche un altro programma: “L’isola dei famosi” su RAI 2, dal 2003, che era condo 7 o da Simona Venturi, la quale aveva un parlato neostandard, fa uso di segnali discorsivi, come: ecco, allora, ma e così via. Il parlato dei personaggi è molto povero, con cadute regionali. Il parlato curato dei game show Il so 7 ogenere dei giochi si ar 4 cola in diverse 4 pologie:
  • Giochi basa 4 su abilità cogni 4 ve e sulla fortuna;
  • Giochi basa 4 su abilità fisico-manuali;
  • “ “ Su capacità relazionali. Il classico quiz a premi è quello basato sulle competenze culturali e sulla fortuna, come ad es. il programma: “Lascia o raddoppia?”. Successivamente, da un’impostazione più seria, si è passa 4 ai quiz leggeri , come “Rischiatu 7 o” dedicato alla cultura, sport o musica leggera.

Fino ad arrivare ai quiz monotema?ci , come ad es: “Per un pugno di libri”, oppure “Chi vuol essere milionario”. Poi, ci sono anche i programmi di divulgazione scien 4 fica, come ad es: “ Ciao Darwin ”, dove il concorrente, is 4 gato dal condu 7 ore, deve affrontare diverse sfide, anche nell’acqua oppure deve contaJ ravvicina 4 con reJli ed inseJ. Il parlato di Bonolis è molto spigliato, ed il filone principale è quello di commentare le prove di resistenza dei concorren 4. Mentre, il parlato dei concorren 4 passa tra l’italiano regionale e popolare. Inoltre, nel programma sono inseri 4 anche siparieJ tra il due 7 o Lauren 4 -Bonolis. Come si vede quindi, il programma oscilla tra un linguaggio più aulico e acculturato del condu 7 ore, ad un linguaggio substandard dei concorren 4. Ul 4 mamente, al tradizionale gioco con premi in denaro si è sos 4 tuito il talent show o il concorso di bellezza, in cui la posta in palio è l’ingresso nel mondo dello spe 7 acolo, come ad es: “Miss Italia”. IL QUIZ IL quiz come ad es: “Lascia o raddoppia” (che abbiamo già visto), del 1955-59, fu il primo quiz della televisione italiana ed anche il primo programma di intra 7 enimento che ha avuto un ruolo importante nella diffusione dell’italiano e nel processo di avvicinamento tra scri 7 o e parlato. Inoltre, grazie ad esso si affiancarono anche altri 2 programmi: “Campanile” e “Telematch”. Qui, si lascia più spazio al condu 7 ore per interagire con il condu 7 ore che comincia a raccontarsi. Il condu 7 ore fu Mike Buongiorno, il quale u 4 lizza un parlato semi-spontaneo ed anche, informale standard. Poi, con l’evoluzione del genere di trasmissione, i primi concorren 4 sembrano an 4 cipare il parlare di sé, dei talk show e della TV verità. QUIZ LINGUISTICI Ai quiz culturali seguirono i quiz linguis 4 ci, come ad es: “ Chissà chi lo sa ?”, un gioco a squadre della paleo-televisione per Ragazzi, dove classi scolas 4 che di tu 7 a Italia si sfidavano su quesi 4 di gramma 4 ca. Un altro programma è anche: “ L’eredità ”, dove il concorrente deve indovinare la parola misteriosa che si lega alle 5 parole date come indizio. Ogni volta che il concorrente seleziona l’indizio sbagliato, il montepremi viene GhiglioJnato, ovvero dimezzato. IL GAME SHOW Come ad es: “Affari tuoi”, dove il concorrente deve all’inizio scegliere un pacco, che può contenere o meno dei soldi, poi proseguire aprendo tuJ gli altri davan 4 a lui. Il programma è legato allo s 4 le comunica 4 vo dei condu 7 ori, da Flavio Insinna a Paolo Bonolis, quindi si spazia da un linguaggio più aulico ad uno più regionale, ma in generale si ha un parlato colloquiale. Il lessico presenta diversi registri, da aulicismi (come: socchiudi, voce flautata) al registro più spor 4 vo. Questo linguaggio mul 4 plo della trasmissione sembra porsi come un tenta 4 vo di innovazione ed anche, come un elemento cara 7 erizzante dell’intra 7 enimento. LA PUBBLICITÀ