














Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
riassunto con appunti integrati
Tipologia: Appunti
1 / 22
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!















Le lingue
che hanno la funzione di predicare. Il parlante in quanto tale ha una responsabilità comunicativa in quanto sfrutta la lingua per “salvarsi la faccia”.
➙ nessun messaggio è sprovvisto di tale funzione;
Linguistica: disciplina che mira alla descrizione e alla spiegazione dei fenomeni linguistici ➙ studiando il linguaggio si analizzano fenomeni non osservativi (che non si vedono) Il linguaggio non viene considerato come un comportamento perfettamente spontaneo e naturale, ma come un oggetto esterno — passibile d’indagine — per il quale la linguistica:
della teoria che si adotta. Comportamento linguistico : viene definito reale per la sua natura in quanto caratterizzato da una serie di fenomeni di disturbo che costituiscono un problema contraddistinto da una certa tensione.
Ci sono due dimensioni della comunicazione: le diverse modalità di comunicazione non verbale in generale (veicolata da significanti diversi dai suoni linguistici) e la comunicazione degli animali. Linguaggio: facoltà di associare diversi ordini di entità a diversi:
- Contenuti mentali : non possono manifestarsi ad altri — contenuto; - Realtà sensoriali : che li rendono comunicabili — espressione (significato-significante). Proprietà fondamentale: carattere congenito o innato ➙ non è il risultato di un apprendimento, ma nasce con l’organismo stesso dunque registrato nel patrimonio genetico dell’individuo. Il linguaggio - non può essere né appreso né dimenticato — al contrario dei singoli codici con cui il linguaggio si concretizza - Si manifesta sotto forma di associazione tra significato e significante — indifferente rispetto a quale specifico significante verrà scelto per attualizzarlo
varietà di limitazioni. Codifica : operazione di formazione di un messaggio da parte di un ricevente ➙ assegna ad un dato significato il significante appropriato. Decodifica : interpretazione di un messaggio da parte di un ricevente ➙ identifica il significato a partire dal significante. Le lingue sono codici : ➙ Sistemi di segni o corrispondenze tra significato e significante — che trasmettono informazioni tra emittente e ricevente — mediante produzione e diffusione di messaggi; ➙ Oggetti complessi in cui un significante sta per un significato. Proprietà : il significato può essere convogliato da realtà fisiche che non gli somigliano affatto (completamente difformi).
- Le forme più interessanti con cui si manifesta la capacità umana di costruire codici di natura anche più complessa è rappresentata dai codici secondari (come i codici alfabetici delle lingue verbali) che hanno come contenuto l’espressione di un altro codice. - Codice articolato : può essere scomposto in elementi ricorrenti ed ammette combinazioni diverse degli elementi che lo compongono ➙ alcuni hanno anche la proprietà della posizionalità — il significato non è convogliato solo dai singoli componenti come tali, ma anche dalla posizione che ciascuno di essi occupa nella successione. CATEGORIE DEI CODICI:
➙ ammettendo messaggi in cui la sequenza iniziale viene interrotta per avviarne una secondaria ➙ terminata la secondaria riprenderà quella principale — sospensione che verrà definita STAND-BY : strettamente collegato con l’articolazione e l’organizzazione della sintassi.
vantaggio di poter essere interpretati da chiunque favorendone la decodifica;
- Richiedono che l’utente abbia appreso il codice acquisendo la capacità di associare uno specifico contenuto ad un’espressione tra loro eterogenei; - Sono meno maneggevoli ma più efficienti, e permettono di dare espressione ad un’infinità di contenuti. - La sinonimia dei codici — molteplicità di significanti per lo stesso significato:
‣ Codici DISCRETI : il carattere discreto è legato alla loro arbitrarietà, in quanto una lingua analogica è in parte iconica ➙ nelle lingue verbali il significante è costituito dalla gamma di suoni che l’apparato fonatorio è in grado di produrre e che quello uditivo è in grado di percepire:
- Nel quale si distinguono forma e sostanza dell’espressione - Ciò vale anche per il significato (contenuto): - Sostanza: totalità dei significati pensabili; - Forma. Modo in cui la sostanza viene formata.
Ogni codice ha una SPECIALIZZAZIONE FUNZIONALE che serve per esprimere porzioni specifiche di contenuto ➙ gamma dei codici umani , che per essere utilizzati non richiedono alto strumento che il corpo — senza necessità di ricorrere ad elementi esterni ( codici autonomi ):
Le lingue verbali diventano codici narrativi, in quanto possiedono la capacità di narrazione. Narrativa e citazione hanno effetti anche sul livello fonologico ➙ la parte citata ha sempre un’intonazione diversa. Gli enunciati acquistano significato in base allo specifico contesto in cui sono inseriti, al di fuori del quale non avranno senso, tale contestualità può essere:
- Interna: manifestata negli enunciati che acquistano un significato solo se inseriti in un tessuto di altri enunciati, dunque il loro funzionamento è dato dal contesto linguistico in cui sono inseriti; - Esterna: manifestata in alcuni enunciati che per acquisire un significato devono far riferimento ad una situazione linguistica del mondo esterno, relazionandosi ad esso in due modi diversi: ➙ lo designano o lo evocano come quadro necessario per assegnare un senso all’enunciato Traslitterazione ➙ operazione di trasferimento di un enunciato da un metodo di scrittura ad un altro. Nelle lingue verbali ciò accade anche tra categorie, da cui acquistano flessibilità di uso, permettendo alle lingue di adattarsi ad ogni situazione, nel caso si stabilizzassero nell’uso si avrà un’espansione del significato ➙ il vocabolario arricchisce di nuovi significati le parole già esistenti. Le lingue verbali non sono immutabili, in quanto variano in base a: - Tempo ➙ Diacronia — il cui opposto è la Sincronia: singolo stato dell’evoluzione di una lingua nel quale essa è immaginata come se fosse ferma; - Spazio ➙ Diatopia; - Situazione comunicativa e/o mezzo usato. CLASSI LINGUISTICHE ➙ in cui sono inserite lingue aventi caratteristiche comuni, distinguendosi in: - Famiglie : formate da lingue che derivano geneticamente da una stessa lingua madre, con cui presentano tratti comuni, così come li presentano tra loro; - Tipi : classi di lingue che presentano affinità strutturali. La tipologia linguistica ritiene che sotto la diversità apparentemente inesauribile delle lingue, vi sia un numero relativamente ristretto di meccanismi, tra i quali le lingue stesse devono scegliere. Quindi esplora quanti e quali strategia esistono per soddisfare una determinata funzione, in base al principio che le strategie tra le quali le lingue possono scegliere sono relativamente poche e tendono a combinarsi tra loro in modo ordinato.
Le lingue naturali hanno un’espressione fonico-acustica prodotta da un’apparato fonatorio e ricevuta da un’apparato uditivo, capacità definita FONAZIONE :
➡ Le vocali sono sonore, prodotte dall’aria che esce senza incontrare alcun diaframma completamente chiuso, ➡ Le consonanti sono prodotte dall’aria che si fa strada attraverso un diaframma quasi o completamente chiuso, e possono essere sorde o sonore. Sia le vocali che le consonanti possono essere brevi o lunghe in base al contesto in cui vengono utilizzate.
- Suoni approssimanti : intermedi tra vocali e consonanti.
I foni sono oggetto di studio della fonetica, che va a ramificarsi in fonetica: ‣ Articolatoria : modo in cui i suoni sono prodotti; ‣ Acustica : modo in cui i suoni si propagano nell’aria; ‣ Uditiva : modo in cui i suoni vengono percepiti dall’apparato uditivo. Le vocali sono prodotte grazie alla vibrazione delle corde vocali, da un flusso d’aria che fuoriesce senza incontrare chiusure o costrizioni notevoli in alcun punto del tubo fonatorio. Le vocali possono essere classificate in base a tre criteri:
- Apertura – chiusura. Tale criterio si riferisce all’altezza del vertice della lingua rispetto al palato, in base alla quale il passaggio dell’aria è più o meno ampio. Si distinguono così: vocali aperte ( basse ), quando la lingua è alla distanza massima dal palato; chiuse ( alte ), quando la lingua è più vicina possibile al palato; semichiuse ( medio-alte ) e semiaperte ( medio-basse ), quando la lingua è in posizione intermedia. - Anteriorità – posteriorità. Tale criterio è incentrato sul punto del palato verso il quale il vertice della lingue si protende, ovvero la posizione (avanzata, centrale o arretrata) in cui il passaggio dell’aria è più angusto. Si hanno così: vocali anteriori , quando il vertice della lingua è proteso verso la parte anteriore del palato; vocali posteriori , quando la lingua è protesa verso la parte posteriore del palato; vocali centrali (o medie) quando il vertice della lingua è mediocremente proteso verso il centro e la lingua è pressoché distesa. - Arrotondamento e non arrotondamento : si riferisce alla conformazione delle labbra. Se le labbra si protendono in avanti avremo le vocali arrotondate , se le labbra sono distese avremo quelle non arrotondate Talune articolazioni sono prodotte dal passaggio dell’aria attraverso il naso; in questo caso si parla di suoni nasali, mentre quelli non nasali sono detti orali. Alcune lingue, accanto alla serie di vocali orali, hanno un’intera serie di vocali nasali. Le consonanti sono prodotte da un flusso d’aria che fuoriesce da un tratto fonatorio completamente chiuso oppure fortemente ristretto. Sono classificate secondo: il modo di articolazione ; il luogo di articolazione ; il comportamento delle corde vocali durante la loro produzione. Il modo di articolazione si riferisce al tipo di chiusura che viene opposto al passaggio dell’aria, per cui le consonanti sono: - Occlusive se la chiusura è totale: p , t , k ; - Fricative (o spiranti ) se la chiusura è parziale e l’aria fuoriesce con un suono frusciante: f , v , x ; - Vibranti se la chiusura è ottenuta mediante la vibrazione di un articolatore mobile; vibrazione della punta della lingua contro gli alveoli la r ; - Laterali se la chiusura parziale è ottenuta premendo l’asse longitudinale della lingua contro gli alveoli o il palato in modo da lasciar passare l’aria ai suoi lati: l ; - Affricate se sono ottenuta in due momenti strettamente contigui, il primo occlusivo e il secondo fricativo; - Nasali se il passaggio dell’aria avviene attraverso la cavità nasale grazie all’abbassamento del velo palatino. Es. m , n il luogo dove opera la chiusura porta ad avere altre consonanti: - Labiali per chiusura momentanea delle labbra; p , b ; - Labiodentali per chiusura dei denti superiori con il labbro inferiore; f , v ; - Dentali per chiusura della punta della lingua sul retro dei denti superiori o sugli alveoli; t , d ; - Le articolazioni prodotte dalla lingua, classificate in base al punto della lingua che opera la chiusura; - Uvulari articolate dall’uvula (ugola): d ; - Glottidali in cui la chiusura è determinata dalla glottide. Es. l’arabo. Alfabeti fonetici ➙ Sistemi di trascrizione artificiali composti da una mistura di lettere e di ulteriori segni di dettaglio, che indicano tratti particolari della pronuncia. Sono fatti in modo che a ciascun segno corrisponda un’articolazione fonica precisa — Alfabeto Fonetico Internazionale IPA.
La morfologia si occupa della struttura interna delle parola e della varietà di forme che essa può assumere. Le modificazioni che può assumere la parola avvengono quando sono sottoposte a processi fonologici, ovvero:
Scomponendo le parole si possono ottenere i cosi detti morfemi, unità minima dotata di significato.
scomporre in segmenti la catena sintagmatica, può avvenire anche attraverso la comparazione a coppie. In un primo momento si considerano i morfemi come un’entità lineare, ma ora bisogna considerarla come entità astratta, come nel caso della terza persona singolare dell’indicativo presente di essere, infatti la parola non si scompone in morfemi ma in entità lineari detti morfi. Le parole saranno costituite da un solo morfo, che sarà costituito da elementi fonologici, mentre i morfemi, costituiti da significati. Esistono 2 classi di morfemi: ❖ Morfemi lessicali : cioè che esprimono un significato lessicale e sono a classe aperta, cioè che possono essere aggiunti illimitatamente nuovi elementi. ❖ Morfemi grammaticali : cioè che esprimono un significato grammaticale e sono a classe chiusa, non è possibile aggiungere altri elementi. L’italiano è composto da entrambi creando un’organizzazione fonologica concatenativa cioè a catena. Distinzione tra i morfi: ✤ Morfi liberi:^ che possono comparire da soli e costituire una parola:^ es.articoli/particelle ✤ Morfi legati:^ morfo che necessita di legarsi ad un altro per formare una parola^ es.uom-ini
vengono legati — possono comparire in posizioni diverse rispetto alla radice e formare nuove parole:
flessione. Possono essere catalogati in base a 2 criteri: la natura e la posizione rispetto alla radice. In base alla natura è possibile distinguere tra processi di aggiunta, alternanza e modulazione: A. Aggiunta : di materiale morfologico a quello della radice; B. Modulazione : modifica di elementi soprasegmentali su una stessa base segmentale. C. Alternanza : modifica di una parte del materiale vocalico o consonantico della base
processo di Sandhi va a operare e modificare i segmenti fonologici ai due lati dei confini.
Una parola è un elemento, un unità effettiva delle lingue verbali, che il parlante deve percepire come tale e deve rispondere a determinate condizioni: I. Condizione di pausibilità : prima o\e dopo della parola è possibile una pausa; II. Condizione di non-interrompibilità : un elemento può interporsi tra 2 elementi ma non come intruso; III. Condizione di mobilità : l’ordine di due elementi dati può essere modificato nella catena sintagmatica; IV. Condizione di isolabilità : gli elementi da soli possono costruire un enunciato;
Le modificazioni morfologiche hanno una funzione essenziale nell’enunciato perché offrono un vasto repertorio di segnali di collegamento tra gli elementi: tradizionalmente chiamati accordo e reggenza.
pacchetto di B che sono UGUALI a quelle di A. L’elemento che proietta i propri morfemi è il controllore , quello che li recepisce invece è il controllato. L’accordo non è presente in egual misura in tutte le lingue, ad esempio il caso dell’inglese che lo utilizza poco. Esistono 3 diversi accordi:
1. Accordo MORFOLOGICO : come nel caso di “la folla si è dispersa” in cui la folla , proietta sul verbo i propri morfemi; 2. Accordo SEMANTICO : “sono arrivati una folla di ragazzi” , in cui il verbo è al plurale perché si accorda con il significato plurale del termine stesso; 3. Accordo con la REALTÀ : quando un elemento dell’enunciato rinvia non a un altro elemento dell’enunciato ma a un qualche oggetto del mondo extralinguistico. Ad es. se arriva un tram e dico a una persona che sta con me “prendiamo questo”, questo si accorda col nome dell’oggetto.
quelle di A.
- Reggenza^ libera : in cui il controllore occorre anche in mancanza della parola controllata es. in italiano si può dire “io sono sensibile” senza che “sensibile” sia seguito da nulla - Reggenza^ obbligatoria : in cui l’elemento che controlla non può ricorrere se non è accompagnato dal controllore es. la parola complessa “fare a meno” non può occorrere senza un controllato di+nome. Classificazione morfologica delle lingue ‣ Isolanti : se isolano parole rispetto ad altre e che quindi non offrono segnali morfologici. Qui la parola è formata da un solo morfo lessicale e quindi appare come una parola che non ha una struttura interna e parola e morfo coincidono fra loro e sono liberi. Es. il vietnamita, cinese; ‣ Agglutinanti : agglutinano i morfi alla radice, e le parole sono composte da più morfi, e ogni parola composta da un solo morfema. Es. il turco; ‣ Flessive : le parole sono costituite da morfi liberi, e un solo morfo può codificare un pacchetto morfemico. Es. lingue indo-europee; ‣ Introflessi : la flessione avviene nella parte centrale della parola. Es. arabo\ebraico; ‣ Incorporanti : la parola viene incorporata nel verbo e non ha alcuna autonomia es. mano-mettere\ man- tenere.
La sintassi, dal greco “syntàsso” studia il modo in cui le parole si combinano tra loro, dando luogo a unità di livello superiore di vario tipo. La sintassi non è esclusiva dell’uomo, la differenza principale di sintassi sta nel grado, infatti, l’uomo ha una sintassi più complessa rispetto all’animale. La principale funzione della sintassi consiste nel permettere una maggiore velocità nella trasmissione dei segnali, facilitando la comunicazione. Oltre ad essere uno dei principali canali di codifica della pragmatica della lingue, permette anche di indicare connessione tra eventi che altrimenti resterebbero inespresse. Il sintagma è un costituente formato da parole dominate da uno stesso nodo. Un esempio di sintagma dove gli elementi sono distanti l’uno dall’altro sono i verbi sintagmatici es. pharasal verbi inglesi. Quando invece non sono immediatamente successivi il sintagma sarà discontinuo es. vado subito via, la parola subito si interpone tra le parole che formano il sintagma vado via. Riuscire ad identificare un sintagma non è sempre semplice, in molte lingue, infatti, come anche il latino non hanno in comune lo stesso morfo o morfema, quindi risulta difficile identificarlo, ma attraverso la dipendenza si può, la dipendenza può essere unilaterale se include un costituente dominante da cui l’altro dipende, o bilaterale che non include nessun costituente dominante. Possiamo anche attuare dei test per verificare se una sequenza di parole costituisce o meno un sintagma: test della spostabilità, della coordinabilità. Il sintagma è costituito da una testa, che indica l’elemento dominante che può stare a destra (regressivo) o sinistra(progressivo) a seconda delle lingue, ed è obbligatoria perché da sola può costituire un sintagma. Es.
Le frasi sono sintagmi, a loro volta e sono costituiti da altri sintagmi di minori di diversa natura e estensione. La frase è considerata come indipendente perché non è compresa da costruzioni grammaticali in una forma di linguistica maggiore. La tradizione di studi di lingua inglese riconosce un’entità sintattica tra il sintagma e la frase, ovvero, la clausola, cioè un raggruppamento di parole che risponde a 3 criteri:
ma che è attaccato alla frase. Queste due funzioni sono inestricabilmente legate. Buongiorno, c’è luca? Con questa domanda non voglio solo sapere se c’è luca o meno, ma voglio anche mettermi in contatto con lui. Oltre ad avere le principali funzioni la clausola, deve risponder a diversi criteri: ✴ Posizione gerarchica : Se una clausola si trova in una posizione principale, può essere utilizzata da sola, se invece è subordinata, no. ✴ Modalità : Dove le clausole sono divise in 2 categorie: quelle che danno (clausole dichiarative) e quelle che chiedono (appelli) ✴ Polarità : Possono presentarsi in forma asserita o negata. ✴ Marcatezza : Possono essere marcate o non, cioè quelle in cui non sono mai state messe in rilievo. Tuo fratello ha preso la macchina, la macchina l’ha presa tuo fratello
Distinzione tra i diversi tipi di clausole: ➡ SEMPLICE: elemento costruttivo degli enunciati ➙ composta da:
‣ RELATIVE: Fa parte di una costruzione costituita da un pronome e una clausola incassata , questo modifica il sintagma nominale aggiungendo informazioni al riguardo.Le clausole relative si possono dividere in :Attributive cioè che attribuiscono una determinata qualità a tutti gli individui del sintagma nominale, che opera come punto di attacco; E Restrittive cioè che ristringono una determinata proprietà solo a una parte degli individui del sintagma nominale operante come punto di attacco; ‣ INTERROGATIVE : hanno la funzione di richiedere un’informazione o una prestazione, sono inoltre marcate dal profilo di intonazione, dall’ordine degli elementi, da morfi, parole sintagmi e speciali strutture sintagmatiche:
- Domande si/no ➙ prefigurano risposte si/no e sono domande popolari o totali; - Domande k ➙ prefigurano risposte libere ed incorporano una presupposizione (parziali). ‣ RELATIVE : fa parte di una costruzione costituita da un sintagma nominale operante come punto d’attacco e una clausola incassata che modifica il sintagma nominale aggiungendo un’informazione a riguardo:
La grammatica è l’insieme delle opzioni obbligatorie di carattere oppositore e limitate tra cui occorre scegliere, e si suddivide in:
- Isolate : applicabili solo ad alcune forme di una classe. Categoria delle PERSONE ➡ Deiettica : risorsa in cui le lingue segnalano 2 partecipanti dell’enunciazione ➙ emittente io e ricevente tu - La^ prima^ e la^ seconda^ persona designano persone vere e proprie, e sono universali linguistici - La^ terza^ persona rappresenta un’entità non necessariamente presente. Persona generica ➙ usata questa forma per la seconda persona singolare e per una forma specifica della terza persona singolare. Riferimento personale ➙ Sotto forma di possessivi. Infatti la funzione non è marcare il possesso ma indicare la relazione tra le persone, cioè SN. In alcune lingue si utilizzano il riferimento personale in due forme: aggettivi e pronomi; in altre rimane indifferenziata. I pronomi personali possono essere sia singolari che plurali: io, tu - noi, voi. Il noi ha uno status particolare, in quanto non è il plurale di io (in quanto il parlante è uno solo), perciò significa io+qualcun altro , il voi rappresenta il plurale di tu , perché i riceventi possono essere più di uno. In alcune lingue si distingue il plurale: - Inclusivo ➙ parlante + ricevente - Esclusivo ➙ parlante + terze parti Categoria di POSSESSO Riguarda la relazione tra possessore e posseduto, dove il possessore controlla il posseduto e i due sono fisicamente contigui. Possesso inalienabile, non può essere sciolto (parentela, parti del corpo etcc) e alienabile.
E’una categoria applicata per lo più a nomi e ai nominali, in base alle quali sono ripartite alle classi maschile o femminile o neutro , proprietà intermedia, inanimata solo nel caso delle lingue che lo permettono. Il genere può essere coperto o scoperto e proiettarsi in diversa misura nel pacchetto morfermico dei costituenti che formano SN. Le lingue si distribuiscono in diversi tipi:
Il numero è una categoria che nella sua forma più semplice, si manifesta nell’opposizione morfologica tra singolare e plurale: casa=case. È una risorsa per indicare la quantità in senso numerale (cardinale) ad esempio ho una casa= ho due case. Il numero si collega ai quantificatori che si distinguono in più categorie:
‣ Diverse lingue hanno il^ dualeuna^ forma di valore quantitativa, riferita oggetti che si presentano in coppia. il caso dell'arabo, greco, esempio le braccia le mani gli occhi. ‣ Poche lingue hanno un^ triale , relativo entità che si presentano tre a tre e a volte paucale che significa qualche. DEFINITEZZA: La definitezza è una categoria grammaticale importante che opera sui nominali. il parlante si può muovere tra due estremi: IL definito si riferisce a un individuo identificato, e l'indefinito a un individuo non specificabile. A seconda delle lingue la definitezza può essere espressa 3 in modi:
CASO: È una categoria tipica dei nominali e serve nel marcare alcune funzioni grammaticali dei nomi dell'enunciato. nel loro nucleo possono limitarsi ad avere un’opposizione tra nominativo e accusativo diventando dei casi cardinali. per quanto riguarda i sistemi di caso le lingue si dividono in due tipi le lingue nominativo-accusative in cui il caso del soggetto quale che sia il tipo del verbo transitivo\intransitivo. le lingue ergativo-assolutive in cui il caso del soggetto cambia a seconda che il verbo sia transitivo intransitivo. ASPETTO: È una categoria operante sui verbi. Possiamo costruire una scala ideale dell’aspetto. Ogni evento è rappresentato da tre frasi: un inizio (I) uno sviluppo (S) e un termine (T). Su ogni fase dell'evento possono essere compiute alcune operazioni:
- (^) Co-occorrenza : dove l'evento viene presentato nella sua globalità senza l'esclusione delle fasi. - (^) Cancellazione o neutralizzazione dove viene cancellata una o più fasi. - (^) Focalizzazione dove si enfatizza uno più fasi. - (^) Iterazione dove vengono ripetute uno o più fasi. TEMPO: E’ codificato soprattutto dai verbi. La localizzazione del tempo si misura quando l'emittente produce l'enunciato: Quello che ha luogo prima è il passato , quello che avrà luogo dopo è il futuro , e quello che ha luogo nello stesso momento è il presente. Quindi l'organizzazione temporale delle lingue chiama in causa sia il punto dell'enunciazione che il punto dell’evento. L'evidenzalità è una categoria che indica il contenuto proposizionale di un enunciato risale a un'esperienza diretta visiva, uditiva del parlante oppure a fondi indirette. MODALITÀ E MODO: Le manifestazioni dell'atteggiamento del parlante verso quel che dice o gli eventi a cui si riferisce. Dal punto di vista linguistico la modalità è stata colta sotto il profilo filosofico e logico la distinzione fondamentale è quella tra un modo dedicato per gli enunciati sottoponibile a giudizio di verità ovvero le asserzioni , e uno non ( non asserzioni ). Questi due rami possono essere scomposti ulteriormente in comandi domande, possibilità ecc, le modalità si codificano in modi del verbo: Il modo dedicato per le asserzioni è l'indicativo, che non serve solo per asserire ma presenta l'evento come vero senza dir nulla dell'atteggiamento del parlante, mentre invece per i non assertivi si articola in diversi modi ma i più importante è l’imperativo. Le domande sono modali. Le restanti modalità si organizzano e possono essere ricondotte a una forma unica basata su tre assi: certezza possibilità e augurio. Ciascuno di questi assi è raffigurato come una scala che ha uno estremo la forma positiva e all'altro quella negativa. MODI: Alcune modalità si presentano sotto forma di modi. La corrispondenza tra modalità e modi non è 1 a uno e non è sistematica. le lingue che hanno i modi hanno una funzione semantica , e anche un ruolo importante nella sintassi. troviamo una sorta di scambio di funzione tra tempo in modo nelle lingue, che opera sia in un senso, (il modo marca il tempo), sia nell'altro (il tempo marca il modo), è il caso del futuro e futuro anteriore. è spesso usato per i comandi. VERBO: Il verbo può presentarsi in più forme come quella attiva e quella passiva, questa detto diatesi. Ma c'è anche una terza forma detta “ medio ” tipica del greco. ma anche in italiano francese spagnolo. La funzione passiva serve a dare codifica una tipica struttura di azione nella quale un’entità di basso grado di
OGGETTO ➙ è un costituente dipendente da un verbo transitivo, il ruolo dell’oggetto è molto più basso rispetto a quello del soggetto sul grado di controllo di svolgimento di un evento. In alcuni casi l'azione espressa dal verbo crea l'oggetto, in altri casi si applica a un oggetto già esistente, l'oggetto creato dall'azione del verbo detto fattivo. Es. ho costruito il tavolo L' oggetto interno è caratterizzato dal fatto di estrarre dal verbo un argomento ovvio o inevitabile e di codificarlo esplicitamente. Es.Ho pianto lacrime amare Il doppio oggetto presente in molte, soprattutto in latino. Es. al verbo insegnare. In latino“docere”
Nella grammatica tradizionale il soggetto si distingue in:
- Grammaticale : si accorda col verbo; - Psicologico : ciò di cui l’enunciato parla e ciò che l’emittente ha in mente; - Logico : colui che compie l’azione.
Il soggetto psicologico successivamente viene indicato con il termine TEMA designando la parte di clausola che codifica ciò di cui si sta parlando. Tutto il resto dell’enunciato viene invece definito REMA , ovvero quello che si dice a proposito del tema. Dato ciò, la clausola è dunque un’entità bipartita, composta da una struttura tematica “Tema+Rema”. Nella catena lineare della clausola si sovrappongono tre diversi strati strutturali che si appiattiscono l’uno sull’altro, struttura:
1. Sintagmatica ➙ sintassi 2. Funzionale ➙ grammaticale 3. Tematica Per segnalare/focalizzare tema e rema vengono utilizzati dispositivi chiamati risorse di focalizzazione , classificati secondo:
questo problema diverse lingue hanno sviluppato due serie parallele di pronomi: atoni e tonici. II. Spostamento di un elemento rematico nel tema o viceversa; III. Modifica della struttura tematica. Risorse di focalizzazione sintattiche ➙ movimenti di un costituente dalla posizione non-marcata ad un’altra marcata
- Topicalizzazione ➙ spostamento del costituente focalizzato all’estrema sinistra, lasciando vuoto il suo posto originale; - Inversione ➙ dispositivo che serve a focalizzare specificamente il soggetto in alcune lingue;
- Frase scissa ➙ rendere tematica una parte del Rema, scindendo la clausola in due parti e trasportandone una a sinistra; - (^) Dislocazione ➙ spostare a sinistra o a destra un costituente della clausola, sostituendola con un clitico coreferente — Pausa: segnali fonologici della dislocazione __* (^) La relativa indipendenza della struttura tematica da quella sintagmatica si presenta anche in un altro dispositivo, in cui il tema, prima di comparire, si annuncia mediante un segnale preparatorio ➙ l’elemento sottolineato è un SN, noto come tema sospeso , distinto dal tema normale in quanto esso ha una connessione sintattica con il resto della clausola, mentre il tema sospeso è un costituente assoluto, inoltre si distinguono in: - Quelli che vengono richiamati da riprese anaforiche; - Pre-temi, che segnalano l’ambito di conoscenze a cui può appartenere il tema, e che non sono riprese.
In ogni atto di enunciazione si compiono due distinte operazioni: ➙ Prima si richiama la base di informazione che si suppone condivisa ➙ Poi si aggiunge qualche elemento che non ne fa ancora parte Scambio comunicativo ➙ continua oscillazione tra informazioni già acquisite e condivise, e quelle che vanno ad integrare la base comune. ➙ Per il ricevente l’enunciato è quindi diviso in due porzioni:
- Lo scambio enunciativo si svolge secondo un ciclo ricorsivo di accrescimento graduale dell’informazione, composto da: 1. DATO: Evocazione di un’informazione già condivisa, adoperata come punto di partenza; 2. NUOVO: aggiunta di un’informazione non ancora conosciuta e condivisa; 3. Degradazione a Dato del precedente Nuovo; 4. Riavvio dell’intero ciclo fino al termine dell’enunciazione. L’opposizione tra Tema e Rema non coincide sempre con quella tra Dato e Nuovo - Tema-Rema ➙ riguarda la scelta dell’argomento - determinata dall’emittente - Dato_nuovo ➙ riguarda la distinzione tra informazione nota e nuova - incentrata sul ricevente ➡ (^) L’enunciato contiene segnali che indicano sia qual’è il Tema che viene proposto, sia qual’è lo statuto delle informazioni proposte ➡ (^) L e domande mirano a confermare se un determinato costituente è Dato o Nuovo, o ad accettare che esso sia davvero il Tema dell’enunciazione ➡ (^) Alcuni tipi di subordinata sono specializzati per indicare che un’informazione è Dato ➡ (^) I verbi fattivi segnalano che l’evento codificato dalla completava sia Dato
Nell’uso concreto del linguaggio il comportamento linguistico si manifesta sotto forma di:
sia costituito ma non riconducibile a clausole, possiede:
COESIONE ➙ fenomeno in cui le parti del testo sono collegate tra loro mediante appositi dispositivi ‣ Qualunque elemento che serve ad assicurare coesione è^ coesivo ‣ Un’enunciato che presenta coesione viene definito^ coeso ‣ Il fenomeno coesivo può rinviare ad un punto di attacco definito^ foricità , che porta a distinguere due classi di coesivi:
COERENZA ➙ Cioè che abbia una certa continuità tematica. un enunciato è coerente se nel riceverlo siamo in grado di attivare un pacchetto di informazioni immagazzinate e condivise, cioè una parte della nostra enciclopedia che consideriamo pertinente. ‣ Frame : traccia che l’esperienza passata accumulata nella nostra memoria ci permette di collegare le frasi tra di loro per riempire lacune e dare senso a ciò che riceviamo, ci sono due categorie di frame:
Lessico ➙ insieme di parole esteso e mutevole di una lingua, in quanto esse cambiano nel tempo, acquistano nuove parole ( neologismi ) e ne perdono altre, mentre i significati cambiano in continuazione, espandendosi, riducendosi o alternandosi. È composto da diverse parole di diversa natura, che possono essere ripartite in classi. Ciascuna delle classi è possibile ripartirle in sottoclassi, in cui possiamo trovare sottoclassi migliori che rappresentano le classi e altre ai margini. Le classi di parole possono essere distinte in base a diversi criteri:
- Morfologici e Sintattici ➙ in cui una classe di parole raccoglie gli elementi che hanno aspetti morfologici in comune; - Semantici ➙ in cui ogni parola può combinarsi con determinate parole ricreando una compatibilità sintattica anche in base al significato;
Proprietà
Forza disegnativa ➙ capacità di disegnare un’oggetto o un’entità
struttura; Forza argomentale ➙ inizio di una trasmissione
Processo di nominalizzazione ➙ fornisce al parlante mezzi per disegnare referenti quando non sono disponibili nel lessico, ovvero alla funzione di creare nomi. le clausole completive sono delle nominali azioni che non creano nuove entrate nel lessico. VERBI Proprietà ➙ portare predicazione. ma questo non possono farlo tutti i verbi, come nel caso dei verbi che non porta predicazione ma collega soggetto e predicato (copulativi).
- Dal punto di vista^ sintattico^ distinguiamo tra i verbi transitivi intransitivi. una sottoclasse dei verbi intransitivi è formato da avverbi inaccusativi, che hanno il soggetto posposto nelle clausole non marcate, ammettono un ne coreferente col soggetto, e il loro participio passato è coreferente col soggetto. - Dal punto di vista^ semantico , si distinguono in due classi ciascuna articolata in sottoclassi:^ verbi lessicali , ovvero che sono pienamente verbi; i verbi leggeri , che pur essendo superficialmente verbi non ne presentano tutti i tratti. I verbi lessicali hanno pieno valore intenzionale e rappresentano il nucleo della predicazione, si dividono a loro volta in altre classi semantiche. Mentre i verbi leggeri, ovvero tutti quelli NON lessicali, anche loro sono suddivisi in sottoclassi:
segnalando una dimensione aspettuale. in molti casi si tratta di verbi di movimento. Sto mangiando. Stare+ gerundio
mettersi a, finire di, cominciare a..
fornire al SN il suo pacchetto morfemico: prendere la curva, fare attenzione, fare pena
un'informazione grammaticale che esso non può codificare da solo. Essere o avere
Essere, sembrare, parere ecc.. Non tutte le lingue hanno un sistema di classi uguali. però è possibile costruire una scala di possibilità teoriche dove all'estremo una lingua in cui la sua classe di parole ha delle marche formali e che quindi appartiene rigidamente a una determinata classe; oppure una lingua priva di Marche in cui un lessema può appartenere a più classi. I lessemi di una lingua sono costituiti in parte da parole singole in parte e da gruppi di parole organizzate secondo formati di parola , cioè schemi predefiniti. Le parole possono anche essere costituite da più elementi ed è possibile attraverso il processo d i trasposizione cioè un'operazione che trasferisce un elemento linguistico una classe di parole diversa da quella originaria.
➡ La funzione principale di ogni lingua consiste nel codificare trasmettere significati; ➡ L'associazione tra significante e significato serve ad associare l'espressione al contenuto per renderlo manifesto; ➡ Le risorse para-linguistiche servono a convogliare significati(intonazione, suoni) I significati delle parole sono di diverso tipo: una importante distinzione quella tra significato strutturale significato lessicale. I significati dipendono in parte dall’ambiente sintagmatico per il fenomeno della co-composizione : ho aperto la bocca(aprire fisicamente); ho aperto la porta(movimento braccio); ho aperto la seduta(senso metaforico); possiamo vedere che il verbo aprire, cambia in base all’ambiente. Concezioni generali di significato Semantica referenzialista ➙ Aristotele introdusse alcune considerazioni sul significato che hanno avuto un tale influsso da costituire per secoli la base di un indirizzo referenzialista, dà per scontato che il significato delle parole sono costituite da referenti. Secondo Aristotele, nel linguaggio entrano in gioco tre ordini di entità: le cose, le immagini mentali delle cose e le parole foniche con cui denominiamo le immagini mentali. Le cose e le immagini sono uguali per tutti è naturale e necessario; le parole foniche e immagini mentali è arbitrario — Es. gatto (it), chat (franc), cat(ingl). Rappresentazione mentale ➙ Il secondo orientamento, originariamente elaborato da John Locke, propone una correzione dell’atteggiamento referenzialista. Locke distingue i significati delle parole in due grandi categorie:
- Semplici: propri delle parole che si riferiscono a percezioni sensoriali immediate (duro, liscio, caldo, freddo) , oppure a enti puramente razionali, che non possono essere percepiti direttamente ma che si concepiscono con la mente (triangolo, numero) ; - Complessi: propri delle parole che non si riferiscono a percezioni immediate ma a combinazioni di esse (parricidio, incesto, trionfo). Per l’analisi del significato è possibile distinguere due mezzi, dimostrando che le parole non hanno tutte lo stesso significato, ma che le classi di parole significano in modo diverso, e sono: