
LUCREZIO
▶LA VITA
• Non sappiamo quasi nulla di Tito Lucrezio Caro, probabilmente egli visse appartato, lontano dalla scena
pubblica. La testimonianza più importante sulla sua vita è quella di San Girolamo, che nel Chronicon
scrive che Lucrezio è divenuto folle per un filtro d'amore e si è suicidato.
⤷Le notizie relative alla follia e al suicidio sono controverse: esse potrebbero essere una leggenda
denigratoria nata in ambito cristiano poiché il poeta si era impegnato per dimostrare la mortalità
dell'anima e l'inesistenza di una vita oltre la morte.
• Alcuni studiosi offrono una lettura dell'opera viziata dal pregiudizio della pazzia del poeta: essi hanno
individuato nel poema tracce di una malattia mentale con alternanza di fasi di euforia e di depressione di
cui il poeta avrebbe sofferto: sintomi nevrotici.
⤷Questo tipo di indagine appare metodologicamente scorretta in quanto atto una lettura pregiudiziale:
infatti risulterebbe troppo facile trovare in opere di poesia sintomi di squilibri psichici.
▶IL POEMA FILOSOFICO
• Lucrezio scrive la prima opera filosofica che ci sia pervenuta in latino: il De rerum natura, un poema in
sei libri che ha per oggetto l'esposizione della filosofia Epicurea.
⤷Egli tenta di diffondere a Roma la dottrina epicurea, facendola uscire dai circoli ristretti e fornendone
una
versione non banalizzata.
• A Roma inizialmente l'epicureismo si diffonde soprattutto tra la plebe, poiché la classe dirigente romana
era diffidente nei confronti di una filosofia che predicava il disimpegno della vita pubblica, e di
conseguenza gli scritti epicurei in latino sono di scarso valore letterario e contenutistico, in quanto essi
avevano una finalità divulgativa e si rivolgevano ai ceti meno colti.
⤷All'epoca di Cicerone la dottrina epicurea però attrae anche l'aristocrazia: l’insegnamento si basava
sulla lettura di testi in greco fatti giungere in Italia in gran numero.
L'epicureismo a Roma aveva quindi due volti quello “plebeo” e quello delle “volgarizzazioni”.
• L'opera di Lucrezio è una serrata battaglia contro la religione tradizionale ei culti irrazionali:
conduce una battaglia serrata in nome della ragione e della libertà interiore.
⤷La religio romana (fenomeno prettamente politico: dalla buona relazione con gli dei e attraverso il
compimento dei riti sacrificali dipendevano il successo individuale e la prosperità della comunità) era
prettamente rituale e formalista ed era basata su pratiche esteriori che non fornivano ai singoli un
conforto alle pene del vivere, non indicava una via di salvezza e non dava risposta agli interrogativi etici;
a queste esigenze rispondevano culti misterici.
▶LA SCELTA DELLA POESIA
• Il De rerum natura è un poema epico didascalico in esametri: è definito epico perché composto in
esametri, e didascalico in quanto il suo soggetto è l’esposizione della filosofia epicurea.
⤷Il titolo del poema è la traduzione latina del greco Perì physeos (sulla natura) e richiama quello di
numerose opere di filosofi greci e dello scritto più importante di Epicuro che costituì la fonte principale
del poeta latino anche se tuttavia non era un poema ma un trattato in prosa.
• Lucrezio sceglie la forma poetica per rendere gradevoli e accessibili contenuti impegnativi: in una
dichiarazione di poetica si presenta ispirato e stimolato dalle muse ad esplorare strade mai tentate da altri
e preannuncia la gloria che deriverà dal suo poema sia dai contenuti sia dalla forma, capace di illuminare
argomenti difficili grazie alla chiarezza della disposizione e al fascino della poesia.
⤷Dice di voler esporre in versi la dottrina epicurea così come i medici dovendo somministrare ai bambini
una medicina cospargono di miele l’orlo della tazza.