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Una sintesi completa del libro di G. Ziccardi, Informatica giuridica, Parte II, e si concentra sul concetto di software e sulla sua classificazione. Vengono inoltre analizzate le licenze del software e le caratteristiche del documento digitale, con particolare attenzione alla posta elettronica. Il testo è utile per gli studenti di informatica giuridica e per chiunque voglia approfondire il tema del software e della sua tutela giuridica.
Tipologia: Sintesi del corso
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Il software Concetto e definizione di software In informatica il software costituisce l'insieme delle procedure e delle istruzioni in un sistema di elaborazione dati. Il concetto di software è equiparato a quello della programmazione e quindi ad una terminologia informatica e strettamente collegata al mondo dei computer. Nel nostro sistema giuridico il software è stato introdotto come opera dell’ingegno con apposita legge … quella sul diritto d’autore. (L. n° 633 del 22.04.1941, pubblicata sulla G.U. del 16.07.1941 , aggiornata, da ultimo, con le modifiche apportate dalla L. n. 208 del 28 dicembre 2015, dal D.Lgs. n. 8 del 15 gennaio 2016). Il software è un programma che serve a far partire un programma o a far manovrare dall’utente un computer mediante i parametri che egli stesso gestisce. Abbiamo dunque una sostanziale introduzione, a livello giuridico, della tutela del software. Essa da noi rientra nell’ambito del diritto d’autore mentre negli altri paesi (Inghilterra, America) rientra nella fattispecie della proprietà intellettuale perche’ più collegata a ciò che riguarda l’utilizzo del computer e quindi a sistemi informatici e industriali, mentre da noi è stato equiparato alla musica, alla letteratura e quindi alle classiche opere d’ingegno. Classificazione dei software In buona sostanza il software viene declinato in tre caratteristiche poiché ci consente di utilizzare il computer per molteplici finalità. Il software operativo: attiva e configura il pc una volta accesso e consente di dare le impostazioni iniziali alla macchina per poter accendersi, lavorare e gestire le risorse; il software di programmazione : viene utilizzato per la programmazione di un determinato programma e per elaborare ulteriori programmi ed è utilizzato dagli sviluppatori per cercare di arrivare ad una nuova formulazione del programma stesso; La programmazione procedurale Secondo il modello tradizionale, il calcolatore è un «utile idiota», il fedele esecutore di un algoritmo concepito dall’uomo, ed espresso in un programma informatico. Esso riceve in input il programma che esprime l’algoritmo, accompagnato dai relativi dati, esegue l’elaborazione, consegna i risultati e resta in attesa di un nuovo input. La programmazione ad oggetti Oggi chi si accinge a sviluppare un programma informatico, non è più il pioniere che, giunto in una terra disabitata, provvede da solo alle proprie necessità. Ormai il mondo dell’ è in ambiente densamente popolato, dove coesistono numerosi prodotti software, in grado di rispondere a gran parte delle esigenze. Lo sviluppo di un sistema software consiste pertanto nella creazione di un ambiente nel quale i diversi oggetti possano interagire. Lo stesso utente del sistema, una volta che abbia inserito i propri dati può essere Il software applicativo : include i programmi che vengono utilizzati dagli utenti per compiere tutte le attività che permettono di elaborare i testi, eseguire calcoli, archiviare i dati, fare presentazioni in power point ecc.; essi sono diversi perchè possono essere editor di testo fogli exel, axis point, data base di axis utilizzate dagli utenti per più attività. Le licenze del software Una licenza è un insieme di regole che governano le attività concesse all'utente di un software Quando si parla di licenze ci si riferisce all’insieme di regole che governano le attività connesse all’utilizzo del software, regole in base alle quali viene gestita la possibilità dell’utente di utilizzare o manipolare il software; ad es. una licenza può dare il permesso all’utente di copiare il software, altre no; a seconda di ciò che viene svolto dalla società che produce i software l’utente può essere consentito all’utente di eseguire backup e l’estrapolazione di copie di files. Essendo un insieme di regole è un insieme di articoli che regolano i rapporti tra chi è titolare del diritto d’autore e l’utente che deve ottemperare nelle regole stabilite nella licenza, pena azione giudiziaria per mancato rispetto dell’accordo. Di regola tutti i software sono accompagnati da licenza; solo in particolari casi non c’è uno strumento che stabilisce quali siano le attività lecite e quelle non lecite. rappresentato da un oggetto del sistema, ai cui attributi sono associati valori corrispondenti ai dati dell’utente.
Il documento digitale Per documento digitale o elettronico si intende un dato informatico redatto e conservato in una serie di bit che ha l’attitudine di trasferire, anche in un breve lasso di tempo, conoscenze, atti o fatti rilevanti in via digitale. Elemento caratteristico del documento informatico è la sua immaterialità, in quanto i dati o i fatti in esso rappresentati, a differenza dei segni o dei simboli generalmente impressi su un supporto cartaceo, come la fotografia o la scrittura, non sono direttamente percepibili dall’uomo se non attraverso l’intermediazione di un calcolatore elettronico e quindi sono resi intelligibili solo attraverso gli organi periferici del computer (monitor o stampante). Il legislatore del 1942, pur facendo riferimento al documento in molte norme, non ne ha delineato in generale il concetto, “dandolo quasi per presupposto” e limitandosi a regolarne, negli artt.2699 e segg. c.c., solo l’efficacia probatoria, tuttavia da quelle norme si è tratto il convincimento della preferenza data dalla legge ad una nozione di documento collegata alla precostituzione di una prova scritta, che offre maggiori garanzie di certezza e stabilità dei rapporti giuridici rispetto alla prova per testi sulla quale la stessa Relazione Ministeriale al codice civile nutriva delle “legittime diffidenze”. Così come occorre distinguere dal documento l’attività di documentazione, vale a dire quell’attività che deve essere necessariamente compiuta dall’uomo al fine di ottenere il documento, che ha solo funzione strumentale di quell’attività, allo stesso modo anche il documento informatico è in grado di svolgere un ruolo di attività rappresentativa di un fatto o di una dichiarazione, in quanto capace di trattenerne il contenuto, indipendentemente dal suo supporto materiale, in tal senso può dirsi che il segno digitale è separabile ed indipendente dal suo supporto materiale. Attività di documentazione I risultati conseguiti dalla dottrina nella precisazione del concetto di documento, che non necessariamente deve essere collegato ad un atto scritto, unitamente all’enorme diffusione degli strumenti informatici, hanno fatto emergere l’esigenza di sostituire i documenti cartacei con documenti informatici, in modo da facilitare l’utilizzo - nell’archiviazione, nel reperimento e nel trasferimento - delle informazioni. Evoluzione della normativa Si dà esplicitamente una definizione del documento informatico per la prima volta nel 1993, quando il legislatore, con legge n.547 del 23 dicembre 1993, inserisce l’art.491 bis nel codice penale in cui al fine di contrastare il fenomeno della criminalità e di estendere l’incriminazione del falso documentale al documento informatico, quest’ultimo veniva individuato genericamente come un supporto contenente dati: “…per documento informatico si intende qualunque supporto informatico contenente dati o informazioni aventi efficacia probatoria o programmi specificamente destinati ad elaborarli”. 491 bis c.p. Paternità del documento digitale Un problema rilevante riguarda la certezza della provenienza dei documenti informatici, stante l’impossibilità di utilizzare, ai fini della loro imputabilità, il tradizionale mezzo costituito dalla sottoscrizione autografa nonché la necessità di stabilire metodologie che consentano la prova della manifestazione della volontà per via telematica, anche con riferimento alla determinazione del momento in cui si realizza la fase dell’invio delle dichiarazioni di volontà e della loro conoscenza. Art. 23 - bis CAD Il valore giuridico dei duplicati e delle copie informatiche è stabilito dall’art.23-bis CAD: mentre i duplicati informatici hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti (comma 1), trattandosi di documenti che possono considerarsi originali, proprio perché non è possibile tecnicamente distinguere l’originale dal suo duplicato, le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformità alle vigenti regole tecniche di cui all’articolo 71, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformità all’originale, in tutti le sue componenti, è attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato o se la conformità non è espressamente disconosciuta (comma 2). In ogni caso è prescritto l’obbligo della conservazione dell’originale informatico. Le firme elettroniche, genericamente, consistono in dati digitali che consentono, connessi ad altri dati elettronici, l’identificazione dell’autore.La lett.q) dell’art.1 CAD individua la firma elettronica come “l’insieme dei dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione ”. I documenti elettronici con firma elettronica Ecco perché ai sensi dell’art.21 c.1 del CAD “Il documento informatico, cui è apposta una firma elettronica, sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità.”
In presenza di tali caratteristiche, il legislatore, all’art.21, c.2, CAD, riconosce al documento informatico, con firma elettronica qualificata o digitale, valore di piena prova ai sensi dell’art.2702 c.c e ha previsto che “L’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria”, con la conseguenza che il titolare della firma elettronica “avanzata” può reagire ad un suo utilizzo abusivo provando di non aver utilizzato il dispositivo di firma. Caratteristiche del documento digitale “Riproducibilità” - “Simulazione” - “Flessibilità” - “Trasmissibilità” - “Interattività” Ulteriori problematiche del documento digitale Plagio del documento, Vetustà dei formati di archiviazione digitale, Rischio di una sorta di analfabetismo di ritorno La posta elettronica Cenni e funzioni La posta elettronica è lo strumento di Internet maggiormente conosciuto e utilizzato a livello mondiale. È definito come quel sistema informatico che permette una comunicazione asincrona uno-a-uno o uno-a-molti. Per comunicazione asincrona si intende quel servizio che non richiede l’interattività simultanea fra i processi coinvolti su host della Rete (posta elettronica, Www1, Ftp2), mentre per comunicazione sincrona si fa generalmente riferimento a quei servizi che richiedono l’interattività fra tali processi. L’indirizzo e-mail può contenere qualsiasi carattere alfabetico e numerico (escluse le accentate) e alcuni simboli come underscore (_) e il punto (.). L’accesso alla casella di posta elettronica è normalmente controllato da una password o da altre forme di autenticazione. Per usare il servizio di posta elettronica occorre avere a disposizione: un mail user agent per editare e inviare i messaggi, un server per la trasmissione della posta, un server per leggere la propria casella di posta elettronica. Di seguito si specificano le intestazioni principali definite direttamente dall’utente: • Subject: (Oggetto:) dovrebbe contenere una breve descrizione dell’oggetto del messaggio.È considerata buona educazione utilizzare questo campo per aiutare il destinatario a comprendere il contenuto del messaggio. • From: (Da:): indirizzo e-mail del mittente. • To: (A:): indirizzi e-mail del destinatari. • Cc: (Carbon Copy, Copia Carbone:): indirizzi e-mail dei destinatari in copia conoscenza. Principali intestazioni Anche se oggi, come si è detto, la posta elettronica è molto evoluta, non è detto che qualunque e-mail giunga a destinazione. Il recapito può essere impedito per svariati motivi (errore di battitura del mittente, server Smtp inaccessibile, ecc.).Per cercare di ovviare al problema, il mittente può anche richiedere una conferma di consegna o di lettura dei messaggi inviati, ma il destinatario è normalmente in grado di decidere se vuole inviare o non tale conferma. E anche qualora questa conferma venisse inviata, ciò non vuol dire che il destinatario abbia compreso appieno il contenuto della lettera. Le tipologie di Client Per quanto concerne le tipologie di programmi di posta elettronica, si possono suddividere i tanti programmi in gruppi a seconda del tipo di interfaccia che utilizzano. Prima di tutto vi sono quelli grafici (come Microsoft Outlook, Forté Agent, Incredimail, Eudora ecc.), poi quelli di tipo testuale puro (come Mutt, Denshin go, Gnus), quelli consultabili solo tramite Web oppure web-based (come Gmail, Yahoo!).Uno dei più antichi programmi di posta elettronica è Citadel, diventato famoso fra gli anni Ottanta e Novanta per la letture delle piattaforme di Bulletin Board System (Bbs). Le mailing list La mailing-list (dall’inglese letteralmente, lista per corrispondenza; traducibile in italiano con lista di diffusione22) è un sistema organizzato per la partecipazione di più persone preventivamente e volontariamente registrate e unite da un interesse comune o da un particolare argomento, in una discussione tramite e-mail. Per evitare che un utente si trovi iscritto a molteplici liste, senza la sua autorizzazione (perché taluno inserisce continue richieste di iscrizione con l’account e-mail di talaltro), di solito ogni domanda di iscrizione viene verificata. Per fare questo, si invia all’indirizzo di posta una ulteriore richiesta per confermare la volontà di essere iscritti alla lista. La rimozione di un indirizzo da una mailinglist è normalmente libera e automatica. La Rete è metaforicamente una pubblica piazza dove chiunque può dire la sua. Purtroppo anche in Rete vi sono soggetti privi di scrupoli che divulgano informazioni e appelli del tutto falsi e fraudolenti. Gli utenti ingenui, al ricevimento via e-mail di queste dicerie, li diffondono a loro volta ad amici e colleghi, credendo di contribuire così alla “buona causa”. Bufale e catene di Sant’Antonio
RSS e Social network RSS e aggregatori di notizie con la nascita, la diffusione e la popolarità dei blog sorgeva per gli utenti la necessità di consultare velocemente le notizie postate sui vari blog. Anziché aprire ogni volta i siti per leggerne le ultime notizie, si è utilizzato un modo per portare, viceversa, le notizie sul computer dell’utente. Feed reader Il feed reader, in tal modo, importa dai siti preferiti, a intervalli regolari, liste di collegamenti ipertestuali e brevi flash, visualizzandoli direttamente sulla scrivania del proprio pc attraverso delle finestrelle simili a quelle utilizzate dai programmi per la messaggistica immediata. Il mondo delle reti sociali è in costante evoluzione. I social network sono “piazze virtuali”, cioè dei luoghi in cui, via Internet, ci si ritrova condividendo con altri fotografie, filmati, pensieri, indirizzi, amici e tanto altro. Inoltre, i social sono lo strumento di condivisione per eccellenza e rappresentano straordinarie forme di comunicazione, anche se comportano dei rischi per la sfera personale degli individui coinvolti. Queste comunità online, amplificano i rischi legati a un utilizzo improprio o fraudolento dei dati personali degli utenti, esponendoli a danni alla reputazione, a furti di identità, a veri e propri abusi. Non esistono più, infatti, barriere tra la vita digitale e quella reale: quello che succede on-line sempre più spesso ha impatto fuori da Internet, nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. I social network Una rete sociale è un insieme di individui o organizzazioni che prendono il nome di “nodi”, legati tra loro per rapporti di amicizia, parentela, comuni interessi sociali o finanziari.La crescita di nuovi servizi e delle tecnologie è da attribuirsi anche alla sviluppo delle comunicazioni elettroniche.I social network contraddistinguono la nuova epoca della Rete, quella del web 2.0. Alle radici dei social network La condivisione di idee tra Facebook e Twitter Negli ultimi 10 anni i social network hanno avuto una crescita esponenziale: Facebook è la rete sociale per eccellenza e vanta quasi 1,3 miliardi di utenti, dei quali 829 milioni utilizzano Facebook su base giornaliera.Facebook è il social in cui gli utenti condividono la propria vita privata, con foto, video e commenti. È un “luogo” di svago dove conversazione è spesso “leggera” e in cui si ricercano vecchi e nuovi amici. Caratteristiche social network Come sostengono le ricercatrici americane Danah Boyd e Nicole Ellison le caratteristiche principali dei social network sono le seguenti:
File sharing – violazione del diritto d’autore Da quando Internet è nata, la diffusione e lo scambio dei file sono stati i veri traini dello sviluppo di tutta la rete delle reti. Gli utenti utilizzano Internet per trovare notizie, comunicare con gli altri, lavorare, studiare e, soprattutto, scaricare file di ogni genere: dai software più articolati a semplici file di testo, passando per canzoni in formato digitale I problemi del file sharing I problemi che questo nuovo sistema di comunicazione pone a tutti i suoi frequentatori sono numerosi: virus, violazioni del diritto d’autore, commissione di altri tipi di reati informatici, free riding (il “prendere senza dare”), autenticità e integrità di ciò che si preleva, la violazione dei diritto alla privatezza, ecc. Tutti queste problematiche hanno trasformato negli ultimi anni l’anima e lo spirito del file-sharing. Il modello è stato corrotto per colpa di molti che hanno violato le regole. Ma questo non vuol dire che il modello sia sbagliato, o che lo spirito di condivisione realizzato mediante questi strumenti sia stato obnubilato, cancellato, ghettizzato. Napster Napster era un piccolo software che installato nel proprio Pc, consentiva l’accesso a un database condiviso tra tutti i suoi utilizzatori. In questo database venivano inseriti tutti i brani posseduti da chi era collegato in quel momento. Attraverso una semplice interfaccia l’utente inseriva il titolo del brano ricercato e inviava la richiesta nel database. Il risultato della ricerca individuava i diversi utenti collegati in quel momento (host) che possedevano il file richiesto. Violazione del diritto d’autore Gli autori e i titolari di diritti d’autore su una qualunque opera dell’ingegno hanno una serie di diritti patrimoniali (diritto di riproduzione, di comunicazione al pubblico e di distribuzione) che impediscono a terzi di disporre dell’opera in maniera autonoma. Salvo esplicite dichiarazioni contrarie, dunque, i titolari di diritti d’autore possono decidere le “sorti” dell’opera in maniera del tutto indipendente. Qualunque attività di soggetti non autorizzati su un’opera protetta è vietata, legittimando il titolare a esercitare azioni giudiziarie per impedire immediatamente contegni altrui lesivi dei propri diritti d’autore.
Google I proventi di Google derivano essenzialmente dalle pubblicità, mediante il meccanismo degli AdWords. Agli utenti che compiano una ricerca in internet utilizzando il motore di ricerca Google, o che effettuino una ricerca all’interno della piattaforma fornita da Google, come YouTube, sono fornite due liste di risultati. La formazione del Web 2.0 è stata resa possibile dalla disponibilità di piattaforme per la condivisione di contenuti, nelle quali l’utente può liberamente trasferire i propri contenuti, come tracce musicali, testi ecc., rendendoli accessibili al pubblico. La pubblicazione dei contenuti è operazione facile, rapida e gratuita, alla portata degli utenti più inesperti La ricerca delle informazioni giuridiche in Internet Il sistema informativo centralizzato Come osserva John Bing, l’informazione giuridica su internet è caratterizzata dalla frammentazione: non solo l’informazione giuridica è fornita da enti diversi e suddivisa in molti siti, ma molti di questi non seguono gli standard comuni per quanto riguarda la presentazione dei documenti, il loro aggiornamento, le tecniche di ricerca. L’accesso a risorse giuridiche distribuite L’antitesi alla soluzione di Bing, consiste nel fornire uno o più punti di accesso a risorse giuridiche condivise. Tali risorse, risiederanno normalmente sui sistemi informativi delle autorità che le hanno prodotte, sistemi che saranno accessibili solo in rete. Nel corso degli ultimi anni è emersa una sintesi che consente di conservare i benefici di entrambi gli indirizzi precedenti. La sintesi è basata sulla produzione e gestione dei documenti giuridici secondo standard condivisi. Pertanto, l’aspetto unificatore non consiste più nella creazione di un unico database, o un’uniforme attività editoriale, ma piuttosto nell’adozione di uno standard comune.
Consiste nel generare una chiave composta il più possibile da lettere,numeri,e simboli disposti in modo casuale e di una lunghezza almeno pari alla lunghezza del testo da criptare. Macchine a rotori Nella prima metà del ventesimo secolo entrarono in voga,per criptare,tali macchine,il cui rappresentante più celebre è costituito da Enigma Data Encryption Standard Sistema dottato dagli tati Uniti per tutte le agenzie federali, fatta eccezione per quelle che richiedevano un livello più alto di sicurezza. Il D.E.S.è un cifrario composto che prevede 16 cifrature successive. Altri sistemi di cifratura Altri sistemi di cifratura sono: RSA- PGP - IDEA - MD La crittografia a Chiave pubblica Il problema principale che affliggeva tutti i metodi di crittografia con sisteva nello scambio della chiave,vale a dire nel prendere accordi con il destinatario del messaggio su quale codice usare. PGP Programma in grado di generare una coppia di chiavi, in congiunzione biunivoca tra loro, e di rendere pubblica l’una, trattenendo a se l’altra. Crittografia a chiave asimmetrica Nell’ordinamento italiano, il Legislatore ha optato per la crittografia a chiave asimmetrica. Essa esplica la propria funzione in relazione ad una coppia di chiavi,complementari o correlate,di cui una è privata e l’altra pubblica. La Funzione di HASH L’hash code presenta due caratteristiche:
Nel definire DigitPA, pare opportuno non prescindere dall’iter normativo che ha condotto alla sua costituzione, a partire dall’AIPA l’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, istituita con il D.lgs. 39/1993, art.443, il quale prevedeva che essa operasse con autonomia tecnica-funzionale e con indipendenza di giudizio, al pari delle altre Authoriti presenti nel nostro ordinamento Nel tempo l’Autorità vedeva crescere la propria indipendenza attraverso l’art.52 della legge n.675 del 1996,(attualmente sostituita dal D.lgs.196/2003,cd.“TestoUnicoPrivacy”) ove si esplicitava chiaramente il distacco dell’Autorità dalla Presidenza del Consiglio dei ministri,rafforzando la sua autonomia e indipendenza ed assumendo le caratteristiche di un vero e proprio organo indipendente. L’iter legislativo prima accennato ha dunque condotto l’organo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per l’attuazione delle politiche del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie. Il suo obiettivo primario diventa quello di dare supporto alla pubblica amministrazione nell’utilizzo dell’informatica per una migliore qualità dei servizi e contenere i costi. TAG E GEOLOCALIZZAZIONE Tag e Geolocalizzazione Da sempre la tecnologia e l’innovazione hanno avuto la capacità di innescare processi di cambiamento culturale, di pensiero e di abitudini che si ripercuotono inevitabilmente nella vita sociale e professionale degli individui. Già l’avvento di internet aveva modificato abitudini economiche e dinamiche sociali superando distanze e vincoli organizzativi e strutturali. Check in digitale con un TAG
La logica di utilizzare “etichette” per identificare porzioni di informazioni si è velocemente affermata sul web anche al di fuori dei linguaggi di programmazione. I tags sono utilizzati da un gran numero di utenti come strumenti per annotare, classificare e organizzare risorse sul web. Folkoomy una parola del Web 2. La diffusione di sistemi di tagging sia nell’ambito della realizzazione di siti web,che nel loro utilizzo quotidiano da parte degli utenti ha portato alla diffusione del concetto di folksonomy. Iltermine folksonomy è un neologismo composto da folks (gente) e taxonomy(tassonomia) Dal social tag al Geotag Nell’ambito dei social network,il tag assume un significato leggermente diverso: “taggare”significa dare un nome ad un volto presente all’interno di una foto o di un video. Quando tagghiamo una foto creiamo un collegamento tra questa ed il profilo dell’interessato. La Tecnologia GPS e Geolocalizzazione La localizzazione geografica spia inesorabilmente la posizione dell’utente. Attraverso la geolocalizzazione è possibile mettere in relazione una certa informazione con un punto specifico della superficie terrestre. La geolocalizzazione sfrutta l’applicazione di tecnologie in grado di determinare,con un sempre più tra scurabile margine di approssimazione, l’ubicazione nello spazio di un oggettoo di una persona, attraverso un sistema di posizionamento satellitare o mediante la rete cellulare. La Gestione della Geolocalizzazione Ad oggi, il sistema GPS è ritenuto uno degli strumenti più affidabili per la localizzazione outdoor poiché è in grado di determinare non solo la posizione di un dispositivo connesso alla rete satellitare dedicata,creata da numerosi satelliti geostazionari che orbitano intorno alla terra, ma anche la velocità e l’orario con qualsiasi condizione metereologica. Foursquare Foursquare è un’applicazione gratuita, Cross-Platform , ovvero disponibile per le principali piattaforme mobile quali iOS,WindowsPhone,Android, basata sulla condivisione con altri utenti della propria posizione. Essa consente, alle persone,di sfruttare al meglio il luogo dove si trovano. Geolocalizzazionetra Privacy e Web 2. Il concetto di localizzazione assume una portata differente a seconda delle finalità perseguite, pertanto, tali servizi hanno un campo di applicazione abbastanza vasto, che abbraccia le applicazioni destinate alla navigazione su strada, alla gestione delle emergenze ed alla sicurezza degli individui, delle cose o degli
animali, ma anche quelle relative all’intrattenimento, alla comunicazione sociale e da quella di natura commerciale. APP PER DISPOSITIVI MOBILI Cosa sono le App “App”è un termine che dal 2008 ad oggi è entrato prepotentemente a far parte del linguaggio quotidiano di ognuno di noi o, perlomeno, di chiunque sia in possesso di uno dispositivo mobile-tanto che, nel 2010, è stato eletto “Word of the year”dalla “American Dialect Society”. Storia ed Evoluzione di Mercato Come è stato già detto precedentemente, le “app” cominciano ad entrare nella vita di ogni giorno a partire da dal 10 luglio 2008, data in cui Apple lancia il suo AppStore con 500 app disponibili. Solo nel fine settimana successivo al lancio, ovvero il 17 luglio dello stesso anno, il numero di app scaricate raggiunge quota 10 milioni arrivando a fine anno con un bilancio di 10.000 app disponibilie oltre 500 milioni di download. Tipologie di Applicazioni Dagli albori ad oggi il numero delle applicazioni per dispositivi mobili ha avuto un trend di crescita continua: dalle 500 app disponibili al lancio dell'AppStore di Apple si è arrivati a quota 1.500. applicazioni nel GooglePlayStore (inizialmente Google aveva a disposizione solo 50 app). Le applicazioni coprono varie aree di interesse e possono essere raggruppate secondo diverse tipologie: possono essere distinte in base al prezzo, alla categoria di appartenenza, alla tecnologia applicata, etc. App economy In soli 7 anni la appindustry è cresciuta vertiginosamente senza dare segni di volersi arrestare anche grazie alla s sempre maggioree crescente diffusione di di spositivi mobili nel mercato e nella vita di tutti. Arrivata a quota 87 miliardi di dollari negli Stati Uniti (conuna crescita annuale del 27%),gli analisti del settore proiettano una crescita oltre i 150 miliardi di dollari per il 2017. Il B2B ed il B2C Non vi è dubbio che le App rientrano nella definizione di “servizi della società dell’informazione”ovvero qualsiasi servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di servizi. Con la conseguenza che per le APP troverà applica zio nella normativa sul commercio elettronico che richiede l’obbligo di rendere informazioni generali e pre- contrattuali così come previsto dalla Direttiva 2000/31/CE 7, recepita dal nostro ordinamento con il D.lgs70/2003. B2B + B2C Molti mercati, tuttavia, possono includeres ia B2B che B2C. L'industria della editoria è un buone esempio. Gli autori si rivolgono agli editori per vendere i propri manoscritti (B2B) i quali, successivamente, vendono il prodotto alle varie librerie, sia online che nei negozi a dettaglio (B2B); queste ultime, poi, vendono all'utente finale consumatore(B2C). Licenza d’Uso App In stallando una applicazione su un dispositivo mobile i avrà a disposizione il software desiderato e potrà essere usato quando e quanto si desidera.Ma quella applicazione che viene scaricata è davvero di proprietà dell'utente? Viene davvero acquistata una applicazione oppure viene acquistato solo un contenuto? Licenza d’Uso Apple <<I Prodotti Mac AppStore e i Prodotti AppStore (insiemei“ProdottiAppStore”) messi a disposizione tramite MacAppStore e AppStore (insieme gli“AppStores”) Le sono concessi in licenza e non Le sono venduti.La licenza per ciascun Prodotto App Storeche Lei ha acquistato tramite AppStore so ha associato al Suo Account è soggetta alla previa accettazione del presente Contratto di Licenza dell’Applicazione per Utente Finale (“Licenza Standard”),e Lei accetta che le condizioni della presente Licenza Standard si applicheranno a ciascuno dei Prodotti App Store da Lei ottenuti in licenza tramite AppStores [...]>> Licenza Google <<Google Play offre un servizio di licenze che ti consente di applicare norme di licenza per le applicazioni che pubblichi tramite GooglePlay. Con il servizio di licenze, le tue applicazioni possono interrogare GooglePlay in fase di esecuzione per ottenere il loro stato di licenza relativo all'utente corrente, quindi consentire o non consentire un ulteriore utilizzo…>> Tutela Giuridica Nel nostro ordinamento è stata introdotta una tutela specifica per i programmi per elaboratori a seguito del recepimento della direttiva comunitaria 250/91/CEE, che si è esplicitata negli articolo 64 - bis e seguenti della
B. Termini e condizioni iTunesStore; C. Termini e condizioni MacAppStore, AppStoreeiBooksStore; D. Termini e condizioni AppleMusic Apple e Sviluppatori Il contratto sottoscritto tra Apple e gli sviluppatori viene definito “Apple Developer Program License Agreement” ed è reperibile esclusivamente in inglese nonché fornito direttamente agli sviluppatori che si iscrivono al predetto programma e utilizzano il software di Apple. Google Play Annunciato il 28agosto del 2008, e rilasciato il 20 ottobre successivo, Android Market era il punto di riferimento per il download delle applicazioni compatibili con il nascente sistema operativo lanciato da Google, Android. Nel marzo 2009 le applicazioni presenti erano solamente 2.300, ma nel giro di due anni la cifra si sarebbe centuplicata, raggiungendo le 200.000 unità nel maggio2011. Google ed utenti Per poter utilizzare una applicazione mobile su un dispositivo Android è necessario innanzitutto possedere un account Google, accettare i termini di servizio GooglePlaye, ovviamente, possedere un dispositivo con sistema operativo Android così come richiamato all'art.1dei Termini di Servizio di GooglePlay,nel quale vengono richiamati e inclusi anche i Termini di Servizio Google. Google e Sviluppatori Il contratto di distribuzione per gli sviluppatori GooglePlay prevede che Google mostrerà i prodotti, permetterà il download e l'acquisto solo ed esclusivamente per conto dello sviluppatore, e mai per proprio conto, specificando che essere uno Sviluppatore che non gode di buona reputazione oppure una persona o entità a cui è stato vietato l'utilizzo del software Android ai sensi delle leggi statunitensi o di altri paesi comporterà la risoluzione automatica del contratto. Windows Phone Il Windows Phone Store è stato lanciato insieme a Windows Phone il 21 ottobre del 2010 nella maggior parte dei paesi. Ès tato dichiarato che il 4 ottobre, due settimane prima del lancio, il software per lo sviluppo delle applicazioni era stato già scaricato da oltre mezzo milione di utenti e ad una settimana dal lancio, il Marketplace (chiamato successivamente Windows Phone Store) contava già oltre 5000 applicazioni scaricabili. Microsoft ed utenti Il contratto applicato da Microsoft non riguarda solo gli utenti che utilizzano il sistema operativo mobile Windows, bensì ricomprende tutti quei quegli ecosistemi che permettono lo streaming o il download di determinati contenuti digitali quali <<servizi Xbox, inclusi XboxLive, SmartGlass, GamesforWindows-Live, XboxVideo, XboxMusic e WindowsPhoneStore/Marketplace (tra cui gli store con il marchio di un partner di Windows Phone collegati al presente Contratto) e il software o i servizi che consentono di visualizzare o utilizzare oppure di eseguire lo streaming o il download di un determinato contenuto digitale, quale musica, video, giochi, applicazioni e altro contenuto che Microsoft rende occasionalmente disponibile>>. Microsoft e Sviluppatori Il contratto utilizzato per disciplinare i rapporti tra Microsoft e gli sviluppatori di app inizia con il classico articolo dedicato ai termini utilizzati nel contratto, con a seguire la precisazione che per poter inviare allo Store una app sarà necessario aprire un account tramite il Centro per sviluppatori.
Internet Gli inizi degli studi che diedero origine ad Internet risalgono ad alcune ricerche avviate negli anni’60, dalle quali emerse l‟idea di un collegamento di calcolatori in rete. Fino a quei tempi i calcolatori, pochi ed estremamente costosi, erano collega-ti mediante cavi a terminali privi di capacità autonoma di elaborazione, ed ai terminali collegati ad un calcolatore gli utenti potevano accedere solamente a quel calcolatore. Protocolli TCP-IP Negli anni’70 furono definiti i protocolli fondamentali di Internet, chiamati TCP ed IP:
Gli standard Uno standard è un insieme di regole e di convenzioni che hanno lo scopo di rappresentare una base di riferimento od un modello codificato per la realizzazione di tecnologie tra loro compatibili; uno standard di Internet è una specificazione stabile, ben compresa, tecnicamente competente, che gode di un sostegno pubblico significativo e che è utile in alcune o in tutte le parti di Internet. «Normativa» convenzionale Accanto alla “normatività” convenzionale degli standard (gli standard non sono norme in senso proprio, poiché la loro efficacia si basa sull’interesse individuale ad adottare comportamenti coerenti con i comportamenti altrui), la comunità di Internet ha prodotto anche norme in senso stretto, regole sociali: si tratta di credenze condivise che certi modelli di comportamento debbano essere seguiti da ogni singolo membro della comunità Nome di Dominio A partire dagli anni‟80 si sentì l‟esigenza di usare un diverso sistema di riferimento, che usasse identificatori più facilmente memorizzabili e tali da richiamare la funzione svolta mediante un certo sito o l‟identità del suo titolare: nacquero così i nomi di dominio (domain name). Altri standard Oltre a TCP ed IP, esistono numerosi protocolli di Internet, destinati a fornire funzioni ulteriori: Il Web Le prime applicazioni importanti di Internet furono: collegamento a calcolatori remoti ed accesso a file remoti (calcolatori e file situati su calcolatori materialmente collocati in porzioni dello spazio lontane dal luogo di accesso dell’utente), e servizio di posta elettronica. Un salto di qualità fu realizzato con la creazione del World-Wide Web (WWW, la ragnatela globale). protocollo TELENET, Protocollo FTP , Protocollo SMTP Il governo di internet Fino agli anni ‟80 Internet si configurava come un’iniziativa statunitense, prevalentemente sotto il controllo pubblico. Tutta-via, già nella seconda metà di questi anni, aveva avuto inizio la creazione di reti in altri Paesi. A partire dagli anni ‟90, Internet fu aperta agli operatori commerciali, che svilupparono proprie reti. Il governo di internet Fino agli anni ‟80 Internet si configurava come un’iniziativa statunitense, prevalentemente sotto il controllo pubblico.Tuttavia, già nella seconda metà di questi anni, aveva avuto inizio la creazione di reti in altri Paesi. A partire dagli anni ‟90, Internet fu aperta agli operatori commerciali, che svilupparono proprie reti. INTERNET OF THINGS IoT Con il termine Internet of Things (IoT) si fa riferimento ad infrastrutture nelle quali innumerevoli sensori sono progettati per registrare, processare, immagazzinare dati localmente o interagendo tra loro sia nel medio raggio, medianteediante l'utilizzo'utilizzo di tecnologieecnologie a radioadio frequenzarequenza (add es.. m l di t a r f (a es RFID, bluetooth etc.), sia tramite una rete di comunicazione elettronica. Il Web Se fino a pochi anni fa parlare di prodotti connessi e di IoT era difficile, oggi si verifica quella che possiamo definire un connubio perfetto. I costi dell’hardware sono scesi e anche le dimensioni si sono ridotte permettendo di poterter posizionareosizionare sensorisori ancheche all’internol’interno di prodottiodotti di po p sen an al di pr molto piccoli. Web 3. Ma l’avvento dello IoT fa capire che ormai ci troviamo di fronte già al web 3.0 e quindi alla possibilità del dialogo con le cose grazie alla Rete. Come è noto l’aspetto della comunicazione fra uomini e macchine e tra macchine era giàà statoato approfonditoofondito da un nototo studioso,udioso, Norbertorbert gi st appr da un no st N Wiener, che aveva creato una nuova scienza denominata “cibernetica” il cui obiettivo é proprio quello dello “studio scientifico del controllo e della comunicazione nell’animale (uomo) e nella macchina”. Problemi di Privacy Ma tutti i dati rilevati attraverso l’IoT che fine fanno? Se ne raccolgono tantissimi ogni giorno, da quante persone entrano in un centro commerciale, al numero di fermi macchina di una catena di montaggio, da qual è il numero di luci spente o accese in un grande edificio a quanti allarmi sono attivi in una rete di sorveglianza. Ma avere tantissimi dati non necessariamente significa riuscire ad analizzarne le tendenze. Occorre poterli interpretare e anche facilmente, senza dispendio di risorse. E’ naturale, quindi, che in questo quadro evolutivo non sempre ideale l’Autorità di fronte allo sviluppo dell’IoT ha deciso di assumere un atteggiamento rigoroso avviando una pubblica consultazione in data 26
La robotica è un settore disciplinare che ha per oggetto lo studio e la realizzazione di robot, e le loro applicazioni pratiche nelle attività di produzione industriale e di ricerca scientifica e tecnologica. La robotica si è sviluppata secondo tre filoni principali: lo sviluppo della tecnologia costruttiva, lo sviluppo della capacità di ragionamento, l'integrazione con l'ambiente operativo. Entrambi i termini, robot e robotica (robotics in inglese), hanno origini letterarie (rispettivamente: K. Čapek, R.U.R., 1920; I. Asimov, Liar!, «Astounding sciencefiction», May 1941, p p. 43 - 55). Esiste peraltro, da molti secoli, un ulteriore termine, automa (dal lat. automatus, gr. autómatos «che si muove da sé»), ancora in uso in ambienti letterari e scientifici ma ormai desueto nel settore della robotica I primi robot possono essere considerati macchine dotate di una certa autonomia e aventi capacità di manipolazione, cioè in grado di muovere nello spazio pezzi o utensili assimilabili a corpi rigidi, sulla base di istruzioni memorizzate e/o fornite di volta in volta. Si noti che un’istruzione può anche essere realizzata con sistemi puramente meccanici usando, per es., un profilo, che deve essere seguito da una camma. Robot industriali Appartengono a questa categoria i robot usati nelle industrie manifatturiere, quasi sempre adibiti a sostituire il lavoro umano. Essi operano in un ambiente di lavoro “strutturato” nel senso che le funzioni da svolgere sono definite a priori e che gli oggetti, in esso contenuti, occupano posizioni note al sistema di governo o individuabili a mezzo del sistema dei sensori. L’affermazione industriale dei robot è strettamente legata agli aumenti dei costi della mano d’opera, con i conseguenti fenomeni di abbandono di certe produzioni e di migrazione di altre in località lontane e più economiche. L’introduzione della robotica in fabbrica, con la relativa riduzione dei costi di produzione, ha consentito di mantenere, nei Paesi maggiormente sviluppati, attività industriali altrimenti destinate all’abbandono o alla migrazione, così come ha avuto l’effetto di mutare in meglio la qualificazione degli addetti alla produzione. In ambito industriale, si sono affermate diverse strutture produttive che fanno uso di robot. Esse vanno da strutture assai complesse, che comprendono interi reparti produttivi, come quello preposto alla costruzione delle carrozzerie delle auto (il reparto lamatura, nel quale si è affermato, ed è tuttora in uso, il Robogate di ideazione italiana), a strutture meno imponenti ma assai sofisticate, destinate a operazioni specifiche dette celle di lavorazione. Robot di Servizio Con questo termine generico si indica il robot non manifatturiero; si va dal robot destinato a operazioni di sicurezza o di esplorazione spaziale a oggetti sofisticati destinati al gioco. Si tratta del segmento più numeroso: circa 6 milioni di robot funzionanti, a fronte, come detto, di circa un milione operanti nell’industria manifatturiera. Robotica Medica A partire dagli anni Novanta, in medicina si è assistito a un consistente aumento della presenza di robot in ambienti ospedalieri, talvolta in sostituzione di personale qualificato (come medici e infermieri), ma spesso con funzioni di ausilio, per svolgere compiti di routine e di precisione in certi e ben definiti casi. Robotica di aiuto ai disabili è il settore della robotica medica che ha iniziato a svilupparsi prima di tutti gli altri (fin dagli anni Settanta), e si è lentamente evoluto nel corso del tempo. Oggi, comprende una vasta gamma di dispositivi, che vanno dagli arti artificiali ai robot per terapia di riabilitazione o di sostegno, fino alla fornitura di assistenza personale in ospedali e residenze. Robotica Spaziale In ambito spaziale, una delle definizioni più diffuse di robot, secondo la quale si tratta di un apparato in grado di svolgere compiti che in sua assenza avrebbe comunque potuto compiere un uomo, non è sempre applicabile; basti pensare alle missioni nelle quali non è prevista, né è prevedibile, la presenza umana. Anche nelle missioni con presenza umana esistono, tuttavia, compiti che difficilmente potrebbero essere svolti da esseri umani. Robot Umanoidi Si tratta dei robot che riproducono le caratteristiche umane, specie per quel che riguarda la deambulazione. I primi bipedi costruiti erano macchine assai elementari, per le quali l’unica sofisticazione derivava dalla necessità di mantenere in equilibrio stabile qualcosa di somigliante a un doppio pendolo posto in posizione verticale. Tra i principali robot umanoidi che già sono stati realizzati si ricordano: 1) HRP 2) JUSTIN 3) SIMON 4) CB2 5) PR2 6) ARM 7) ROMEO 8) iCUB Problemi etici e giuridici
L’introduzione della robotica creerà inevitabilmente non pochi problemi dal punto di vista sia etico che giuridico poiché normative eccessivamente rigide potrebbero soffocare l'innovazione, ma la mancanza di chiarezza giuridica lascerebbe tutti gli operatori nel buio. Sistema normativo efficace il sistema normativo più efficace deve combinare più strumenti: norme giuridiche, norme e standard tecnici, codici di condotta e best practices. In questo modo sarà possibile garantire la certezza, la flessibilità, la precisione ed anche l'interpretazione più corretta di fronte a determinati dubbi. Educazione e consapevolezza sociale Esiste, quindi, un problema di educazione sociale e consapevolezza sociale, che non serve solo ad indirizzare il comportamento umano nella direzione corretta, ma anche a mantenere alta l’attenzione sui pericoli che non sono intrinseci ad una tecnologia in sé ma che possono derivare dai suoi utilizzi impropri o effetti inattesi. Ci sono alcuni temi ricorrenti sui quali vale la pena soffermarsi. Aspetti giuridico - normativi Gli aspetti giuridico-normativi dovranno essere trattati in maniera approfondita, disciplinando le interazioni fra umani e umanoidi sia nella sfera privata che in quella pubblica. Sarà necessario analizzare e risolvere diverse problematiche: 1. di chi è la responsabilità in caso di danni o di infortuni causati da robot? 2. Come proteggere la privacy degli individui? 3. Come rendere disponibile ed accessibile a tutti l’intelligenza e la capacità sviluppata da robot al servizio dell’uomo? 4. Che tipologia di assicurazione prevedere per i robot? Cloud e Robotica Il cloud computing, quindi, diventerà uno strumento fondamentale nel campo della robotica, rappresenterà la “memoria” dei robot risolvendo uno dei problemi più spinosi del settore e cioè quello della capacità di immagazzinamento dei dati di un umanoide. Robotica Etica Altro fondamentale aspetto della robotica più di carattere etico che giuridico riguarda la più fondamentale delle questioni ed è quella relativa al fatto che una macchina in grado di pensare e di decidere debba o non debba essere trattata come un mero oggetto. Il confine tra scienza ed etica qui diventa molto sottile. Pensare può essere sinonimo di computare, cioè di trovare soluzioni algoritmiche basate su metodi probabilistici o deterministici (vedi paragrafo successivo) a un determinato problema, come accade nel caso del computer che gioca a scacchi. L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Intelligenza Artificiale Strettamente connessa alla robotica è naturalmente l’intelligenza artificiale, senza la quale sarebbe difficile concepire un umanoide. L’aspirazione all’intelligenza artificiale è vecchia quanto la capacità dell’uomo di riflettere su sè stesso, sul mondo che lo circonda e sul suo modo di percepirlo e di modificarlo. Sin da quando ha avuto mezzi tecnici sufficienti, l’uomo si è dedicato alla costruzione di macchine e meccanismi capaci di simulare un comportamento intelligente. Intelligenza naturale Per comprendere i fondamenti dell’intelligenza artificiale è necessario chiarire la nozione d'intelligenza naturale che comprende elementi diversi e di varia complessità. Con quest'ultima locuzione, infatti, deve intendersi quel potenziale innato, di cui è dotato ogni essere umano, necessario per formulare valutazioni giuste, per profittare dell’esperienza e risolvere adeguatamente problemi. Obiettivi intelligenza artificiale Ad ogni modo è possibile affermare che gli obiettivi dell’intelligenza artificiale sono essenzialmente due: