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riassunto del compendio di informarica giuridica
Tipologia: Sintesi del corso
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L'informatica giuridica è una disciplina nuova, nata negli anni 70, dai progressi della tecnologia, avente ad oggetto i rapporti tra informatica e diritto.
Nel 1948, Norbert Wiener pubblicava l'opera “ La cibernetica ” in cui, per la prima volta, si parlava dell’ uso degli elaboratori nel mondo giuridico.
Giurimetria
Questa opera influenzò probabilmente un articolo pubblicato l’anno successivo ( 1949 ) da Lee Loevinger , in cui per la prima volta si parlava di “ giurimetria ”, cioè dell’ uso degli elaboratori nel diritto.
Verso la metà degli anni 60 , Hans Baade pubblica un volume collettivo dal titolo “ Jurimetrics ” con il quale dà una prima sistemazione teorica della giurimetria; in questo volume individuò le 3 finalità della giurimetria :
1) applicare modelli logici a norme giuridiche statuite secondo i criteri tradizionali;
2) applicare l’elaboratore all’attività giuridica;
3) giungere alla previsione delle future sentenze del giudice.
Con il passare del tempo, questa tripartizione perse attualità e la realizzazione delle tre finalità venne abbandonata.
Giuscibernetica
In Italia Losano propose di abbandonare l’originaria tripartizione della giurimetria e di suddividere l’intera materia (cd. giuscibernetica) , in diversi settori (o approcci) corrispondenti ai 4 modi distinti di accostarsi ai rapporti tra diritto e cibernetica:
1) l’approccio del diritto come sottosistema di quello sociale (approccio della filosofia sociale) ;
Gli studi compiuti in questi due settori, muovendosi in un ambito prettamente teorico, costituiranno la c.d. “ modellistica ”, tenderanno, cioè, a costruire “ modelli formalizzati ”.
3) l’approccio dell’applicazione della logica e di altre tecniche di formalizzazione al diritto , al fine di giungere a un concreto uso dell’elaboratore (approccio tipico della giurimetria come delineata da Loevinger);
Il 3° e il 4° settore, muovendosi in un ambito pratico, daranno origine alla “ informatica giuridica ”.
Tra la modellistica e l’informatica giuridica esisteva una connessione :
Informatica giuridica
L’espressione “informatica giuridica”, derivata dal termine informatique (coniato in Francia nel 1962 da Philippe Dreyfus ), ha raccolto ormai larghi consensi, finendo con l’essere comunemente accettata; alcuni autori (Frosini), però, hanno criticato tale espressione perchè essa:
a) designa un settore specifico (quello giuridico) della scienza e tecnica dell’informazione, che comprende un campo di indagini e di manipolazioni ormai reso vastissimo dallo sviluppo dell’informatica, ma non designa un modello nuovo di procedimento operativo giuridico: cioè quello che si è cercato di definire come " diritto artificiale ", e che consiste in un trattamento tecnicizzato, ossia oggettuale ed automatico, dei dati giuridici;
b) si presta malamente all’uso linguistico, non potendosi adoperare in forma aggettivale con la consueta flessibilità,.
Per tali ragioni fu proposto un nuovo termine: “ giuritecnica ” (forma contratta di “ tecnologia giuridica ”) per indicare la << produzione di metodologie operative nel campo del diritto risultanti dall’applicazione di procedimenti e di strumenti tecnologici >>..
Due parti complementari : il rapporto tra informatica e diritto è duplice:
1) informatica del diritto (o informatica giuridica in senso stretto) : “ è il diritto a essere oggetto
2) i.g. di gestione: cd. automazione d’ufficio o burotica****. Quanto alla gestione degli uffici, oggi, grazie ai supporti informatici e telematici è possibile ricevere e trasmettere comunicazioni di qualsiasi tipo, leggere e scrivere testi, formare, organizzare e aggiornare archivi e registri, esigere e ricevere pagamenti.
3) i.g. decisionale: si fonda esclusivamente sull’applicazione al diritto dei principi della Intelligenza Artificiale (IA) e dei sistemi esperti.
Un settore particolarmente interessante dell’informatica giuridica decisionale è quello dell’informatica giudiziaria: affida al computer la soluzione di questioni giuridiche vere e proprie, che portano alla decisione della causa, per effetto dell’inserimento nella memoria elettronica degli estremi in cui esse si sostanziano, tradotti nel linguaggio formale e logico della macchina.
Gli operatori logici booleani sono fondamentali per qualsiasi ricerca documentaria di carattere informatico. Essi sono: and, or, not.
Mentre:
0 (zero) = non c'è tensione
1 (uno) = c'è tensione.
Il sistema binario = sistema di numerazione basato su cifre a 2 soli valori (cifre binarie o bit).
Microprocessore = un circuito che lavora su numeri binari, rappresentati da segnali elettrici che viaggiano in gruppi di fili (normalmente 8, 16, 32, 64).
Un byte = gruppo di 8 bit.
Le memorie = dispositivi elettronici in grado di immagazzinare una certa quantità di numeri (sempre sotto forma di gruppi di bit). Una memoria è costituita da un dato numero di caselle o celle o locazioni numerate da 0. Ogni cella può contenere un byte (es. un numero a 64 bit occupa 8 celle).
Il microprocessore (CPU) è collegato alla memoria per mezzo di 2 gruppi di fili (o bus):
- OR esclusivo: una sola delle condizioni richieste e manchi l'altra (XOR)
NOT (-): c'è sempre un solo ingresso ed una sola uscita. Se alla porta d'ingresso c'è una data condizione, il risultato all'uscita è costituito dalla condizione opposta.
Oltre ai suddetti circuiti esistono anche altri:
NAND = è l'opposto dell'AND,
NOR = è l'opposto dell'OR.
Gli operatori logici booleani= il meccanismo attraverso il quale la mente forma e verifica tutti i concetti.
Le suddette tecniche trovano applicazione anche nelle banche dati di carattere informatico = sistemi automatici di raccolta, conservazione, elaborazione e ricerca di dati di qualsiasi natura.
Le banche di dati si distinguono dagli archivi cartacei, per cinque ragioni, ciascuna delle quali dà luogo ad un principio fondamentale di libertà per l'individuo:
1) In un archivio tradizionale:
In una banca dati (o archivio elettronico):
casualità della ricerca);
2) In un archivio tradizionale:
In una banca dati (o archivio elettronico):
3) In un archivio tradizionale: il ricercatore per fare una ricerca indirizzata deve utilizzare:
In un archivio elettronico: il ricercatore per fare una ricerca indirizzata può utilizzare qualsiasi tipo di dato e anche quelli dei quali, per ignoranza o dimenticanza, non sia in grado di indicare una parte dei caratteri che li costituiscono , ancorché trattasi della parte iniziale o maggiore di essi, essendogli sufficiente sostituire tutti i caratteri del dato non indicati con un segno convenzionale espressivo dell’incognita X ( principio del mascheramento dei dati ).
4) In un archivio tradizionale: una ricerca indirizzata di semplice orientamento può eseguirsi solo in ordine all’unico dato prescelto dall’archivista per ordinare l’archivio ;
In un archivio elettronico: una ricerca indirizzata di semplice orientamento può eseguirsi per qualsiasi tipo di dato , cioè il ricercatore può limitarsi a indicare solo il tipo di dato cui esso
a) archivi vasti;
b) dal 1981 la diffusione del servizio di informazione è aperto a tutti i cittadini (DPR. 322/1981; dal 1973, invece, a tutti gli uffici giudiziari);
c) Italgiure Find: sistema di ricerca elaborato da un gruppo di magistrati della Cassazione con la collaborazione di alcuni tecnici informatici.
2) banche dati on line (aggiornate in tempo reale) e off line (su DVD) di carattere commerciale. 2 tipi:
a) archivi legislativi: contenenti tutta la legislazione vigente in Italia;
b) archivi di dottrina e giurisprudenza : partono, in generale, dal 1981 e contengono tutte le massime pubblicate sui ripertori; le chiavi di ricerca sono molteplici e in parte coincidenti con Italgiure Find. La ricerca per unità lessicale è limitata perchè l'elaboratore mostrerà solo i documenti che presentano esattamente la chiave richiesta. Questo limite può essere superato con la tecnica del mascheramento dati.
La ricerca può essere effettuata con il metodo più efficace per full text che consente l'uso degli operatori logici di tipo algebrico (and, or, not):
Tradizionale tripartizione delle informazioni giuridiche:
1) legislazione (comunitaria, statale, regionale, locale, di enti istituzionali ed autorità pubbliche): è pubblicata su gazzette, bollettini ed altri supporti cartacei. Oggi le tecnologie di rete consentono di avere il giorno stesso della pubblicazione la normativa comunitaria e statale, e talvolta anche quella regionale.
2) giurisprudenza (delle Corti Europee, delle Corti superiori nazioanli, dei Tribunali...): oggi
3) dottrina (monografie, articoli di riviste, commenti giurisprudenziali...).
Canale di ricerca = un insieme di chiavi dello stesso tipo.
In un archivio possono essere compresi 1/più canali.
Una chiave di un documento può appartenere ad 1/più canali.
1/+ chiavi possono contribuire a reperire il documento.
Con la diffusione delle reti telematiche, in particolare internet:
1) L'accesso all'informazione avviene in modo diffuso, cioè l'utente si trova di fronte a una notevole quantità di dati disordinati che spaziano da un polo all'altro del globo terrestre.
2) Prevale un ragionamento associativo (rispetto a quello deduttivo).
3) Alla visione di banche dati centralizzate si va affiancando la visione più ampia di una informazione distribuita , cioè dislocata in più punti della rete.
I vantaggi delle banche dati centralizzate:
Il metamotore invierà contemporaneamente la query ai vari motori selezionati.
b) I metadata = <
Particolarmente efficace è il linguaggio XML.
Il software = lo sviluppo esecutivo, espresso in un linguaggio comprensibile anche alla macchina, di una o più idee fondamentali sotto forma di regole la cui applicazione, porta ad una soluzione sicuramente esatta di un dato problema.
L'algoritmo (dal nome del matematico arabo, padre dell'algebra, Al- Khuwarizmi) = l'insieme delle regole che compongono il software.
Dottrina (Borruso) Il software è lo sviluppo di un algoritmo --> il computer è una macchina algoritmica universale, cioè il computer, munito di adeguato software, può svolgere qualsiasi attività.
L'algoritmo ha, al pari della logica, un valore universale: si possono tradurre in algoritmo sia le operazioni matematiche che qualsiasi attività dell'uomo.
Solo l'attività razionale dell'uomo è algoritmizzabile, cioè può essere affidata al computer con compiti sostitutivi : oggi però accanto a una razionalità <
La legge, nella maggior parte dei casi, non costituisce un algoritmo: la legge presenta le stesse difficoltà d'interpretazione di un qualsiasi discorso (es. sottintesi).
Per dare ordini ad un computer sono necessari la parola, il linguaggio: il software, infatti, è un testo scritto da immettere nel computer.
Il programma
Gli strumenti per la costruzione di sistemi esperti:
TOOLKIT (ambienti di sviluppo) SHELL (gusci) = programmi dedicati esclusivamente alla presentazione ed esplicazione di altri programmi di Intelligenza artificiale più complessi****.
Toolkit: rendono disponibili all'utente
tutti integrati tra loro in ordine alla risoluzione di problemi.
Shell: hanno una struttura più rigida dei Toolkit, ma sono di impiego più semplice e permettono anche all'utente poco esperto di familiarizzare con le tecniche di costruzione dei sistemi esperti.
Le fasi essenziali del ciclo di vita (o di sviluppo) di un sistema esperto:
la scelta del dominio tra un elenco di domini alternativi;
la costruzione del prototipo del sistema che si intende realizzare;
la formalizzazione: è il momento centrale nello sviluppo di un sistema esperto in quanto costituisce un modo per fissare la comprensione del problema;
L'implementazione : fasi principali:
I sistemi esperti giuridici possono essere classificati in riferimento:
a) all'oggetto (la conoscenza): può essere un momento dell'attività giuridica (es. il momento di produzione legislativa, di ricerca dei precedenti...);
b) al metodo (la rappresentazione): consente di definire il livello di profondità nella rappresentazione :
c) agli obiettivi (l'utilizzo reale): utilizzo che può essere previsto per i sistemi esperti giuridici, considerato che la loro collocazione sarebbe sempre di supporto e mai sostitutiva dell'attività del giurista.
Si può distinguere tra:
La costruzione di un sistema basato sulla conoscenza presuppone una formalizzazione del dominio del problema da affrontare, cioè dell'ambito nel quale il sistema deve operare; la formalizzazione presuppone la costruzione di un modello , cioè:
I principali modelli sviluppati dalla filosofia e dalla teoria del diritto, cui si possono collegare le applicazioni dell'intelligenza artificiale in campo giuridico:
L'intelligenza artificiale al riguardo, sarebbe di grandissimo aiuto perchè ottimizzerebbe le seguenti operazioni altrimenti gravosissime:
Con la rete la tecnologia dell'informazione incontra problemi diversi: il problema principale, infatti, non è la raccolta-organizzazione delle fonti, ma l'accesso mirato a quelle rilevanti poichè l'informazione a disposizione è troppa, confusa, non attendibile, disordinata, non strutturata.
In tale contesto, l'intelligenza artificiale si colloca nella cd. "estrazione di conoscenza": tecnica capace di filtrare, navigando nella rete, solo le informazioni pertinenti ad un dato settore di interesse (ad es. solo le informazioni finanziarie). Gli strumenti si basano su 2 tipici paradigmi di IA:
Data mining
Una tecnica più raffinata di IA è il data mining ( minin g: è l'attività del minatore, cioè lo scavo, l'estrazione di materiali preziosi da materiali di scarto). Nel data mining il materiale prezioso da
rintracciare è la conoscenza , cioè informazioni nuove e originali su determinati fenomeni, estratte da grandi quantità di dati.
Rispetto al risultato di analisi statistiche, la conoscenza scoperta con il data mining è qualcosa di più perchè la conoscenza dovrebbe evidenziare
Data una grande quantità di dati, basta individuare combinazioni di dati o attribuzioni di valori che si ripetono con continuità, per stabilire dipendenze o connessioni (es. dai dati sulle vendite di un prodotto è possibile individuare le classi di consumatori...).
La metodologia del data mining in campo giuridico può anche essere applicata per:
a) vaghi (negligenza, stato di necessità, legittima difesa, ecc.)
b) dipendenti dall'evoluzione storico-sociale (il comune senso del pudore, l'ordine pubblico, la tutela dalla privacy);
Le 3 ragioni fondamentali che limitano un pieno sviluppo dei sistemi informatico-giuridici intelligenti: