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INFORMATICA GIURIDICA I PARTE, Sintesi del corso di Informatica Giuridica

riassunto del compendio di informarica giuridica

Tipologia: Sintesi del corso

2013/2014

Caricato il 16/06/2014

mava86
mava86 🇮🇹

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PARTE PRIMA – INFORMATICA GIURIDICA
CAP. 1 L'INFORMATICA GIURIDICA
ORIGINI E NASCITA DEL CONCETTO DI INFORMATICA GIURIDICA
L'informatica giuridica è una disciplina nuova, nata negli anni 70, dai progressi della tecnologia,
avente ad oggetto i rapporti tra informatica e diritto.
Nel 1948, Norbert Wiener pubblicava l'opera La ciberneticain cui, per la prima volta, si
parlava dell’uso degli elaboratori nel mondo giuridico.
Giurimetria
Questa opera influenzò probabilmente un articolo pubblicato l’anno successivo (1949) da Lee
Loevinger, in cui per la prima volta si parlava di “giurimetria”, cioè dell’uso degli elaboratori nel
diritto.
Verso la metà degli anni 60, Hans Baade pubblica un volume collettivo dal titolo “Jurimetrics
con il quale una prima sistemazione teorica della giurimetria; in questo volume individuò le 3
finalità della giurimetria:
1) applicare modelli logici a norme giuridiche statuite secondo i criteri tradizionali;
2) applicare l’elaboratore all’attività giuridica;
3) giungere alla previsione delle future sentenze del giudice.
Con il passare del tempo, questa tripartizione perse attualità e la realizzazione delle tre finalità
venne abbandonata.
Giuscibernetica
In Italia Losano propose di abbandonare l’originaria tripartizione della giurimetria e di suddividere
l’intera materia (cd. giuscibernetica), in diversi settori (o approcci) corrispondenti ai 4 modi
distinti di accostarsi ai rapporti tra diritto e cibernetica:
1) l’approccio del diritto come sottosistema di quello sociale (approccio della filosofia
sociale);
2) l’approccio del diritto come un settore separato dal resto della società;
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PARTE PRIMA – INFORMATICA GIURIDICA

CAP. 1 L'INFORMATICA GIURIDICA

ORIGINI E NASCITA DEL CONCETTO DI INFORMATICA GIURIDICA

L'informatica giuridica è una disciplina nuova, nata negli anni 70, dai progressi della tecnologia, avente ad oggetto i rapporti tra informatica e diritto.

Nel 1948, Norbert Wiener pubblicava l'opera La cibernetica in cui, per la prima volta, si parlava dell’ uso degli elaboratori nel mondo giuridico.

Giurimetria

Questa opera influenzò probabilmente un articolo pubblicato l’anno successivo ( 1949 ) da Lee Loevinger , in cui per la prima volta si parlava di “ giurimetria ”, cioè dell’ uso degli elaboratori nel diritto.

Verso la metà degli anni 60 , Hans Baade pubblica un volume collettivo dal titolo “ Jurimetrics con il quale dà una prima sistemazione teorica della giurimetria; in questo volume individuò le 3 finalità della giurimetria :

1) applicare modelli logici a norme giuridiche statuite secondo i criteri tradizionali;

2) applicare l’elaboratore all’attività giuridica;

3) giungere alla previsione delle future sentenze del giudice.

Con il passare del tempo, questa tripartizione perse attualità e la realizzazione delle tre finalità venne abbandonata.

Giuscibernetica

In Italia Losano propose di abbandonare l’originaria tripartizione della giurimetria e di suddividere l’intera materia (cd. giuscibernetica) , in diversi settori (o approcci) corrispondenti ai 4 modi distinti di accostarsi ai rapporti tra diritto e cibernetica:

1) l’approccio del diritto come sottosistema di quello sociale (approccio della filosofia sociale) ;

  1. l’approccio del diritto come un settore separato dal resto della società ;

Gli studi compiuti in questi due settori, muovendosi in un ambito prettamente teorico, costituiranno la c.d. “ modellistica ”, tenderanno, cioè, a costruire “ modelli formalizzati ”.

3) l’approccio dell’applicazione della logica e di altre tecniche di formalizzazione al diritto , al fine di giungere a un concreto uso dell’elaboratore (approccio tipico della giurimetria come delineata da Loevinger);

  1. l’approccio riguardante l’uso dell’elaboratore, cioè l’apprendimento delle tecniche necessarie per poterlo usare nel settore giuridico.

Il 3° e il 4° settore, muovendosi in un ambito pratico, daranno origine alla “ informatica giuridica ”.

Tra la modellistica e l’informatica giuridica esisteva una connessione :

  • la modellistica: forniva una prima proposta di formalizzazione,
  • l’informatica: offriva le tecniche per utilizzarla praticamente.

Informatica giuridica

L’espressione “informatica giuridica”, derivata dal termine informatique (coniato in Francia nel 1962 da Philippe Dreyfus ), ha raccolto ormai larghi consensi, finendo con l’essere comunemente accettata; alcuni autori (Frosini), però, hanno criticato tale espressione perchè essa:

a) designa un settore specifico (quello giuridico) della scienza e tecnica dell’informazione, che comprende un campo di indagini e di manipolazioni ormai reso vastissimo dallo sviluppo dell’informatica, ma non designa un modello nuovo di procedimento operativo giuridico: cioè quello che si è cercato di definire come " diritto artificiale ", e che consiste in un trattamento tecnicizzato, ossia oggettuale ed automatico, dei dati giuridici;

b) si presta malamente all’uso linguistico, non potendosi adoperare in forma aggettivale con la consueta flessibilità,.

Per tali ragioni fu proposto un nuovo termine: “ giuritecnica ” (forma contratta di “ tecnologia giuridica ”) per indicare la << produzione di metodologie operative nel campo del diritto risultanti dall’applicazione di procedimenti e di strumenti tecnologici >>..

L'INFORMATICA GIURIDICA E IL DIRITTO DELL'INFORMATICA

Due parti complementari : il rapporto tra informatica e diritto è duplice:

1) informatica del diritto (o informatica giuridica in senso stretto) : “ è il diritto a essere oggetto

  • velocità operativa (= tempo che intercorre tra il momento in cui l’utente pone la domanda e il momento in cui riceve la risposta).

2) i.g. di gestione: cd. automazione d’ufficio o burotica****. Quanto alla gestione degli uffici, oggi, grazie ai supporti informatici e telematici è possibile ricevere e trasmettere comunicazioni di qualsiasi tipo, leggere e scrivere testi, formare, organizzare e aggiornare archivi e registri, esigere e ricevere pagamenti.

3) i.g. decisionale: si fonda esclusivamente sull’applicazione al diritto dei principi della Intelligenza Artificiale (IA) e dei sistemi esperti.

Un settore particolarmente interessante dell’informatica giuridica decisionale è quello dell’informatica giudiziaria: affida al computer la soluzione di questioni giuridiche vere e proprie, che portano alla decisione della causa, per effetto dell’inserimento nella memoria elettronica degli estremi in cui esse si sostanziano, tradotti nel linguaggio formale e logico della macchina.

CAP. 2 LA RICERCA DI DOCUMENTI GIURIDICI

LA LOGICA DI BOOLE

Gli operatori logici booleani sono fondamentali per qualsiasi ricerca documentaria di carattere informatico. Essi sono: and, or, not.

Mentre:

  • una radiolina, un videoregistratore = apparecchi elettronici "analogici": i segnali elettrici variano e cambiano valore di continuo;
  • un computer = apparecchio elettronico "digitale": i segnali elettrici possono assumere 2 soli valori:

0 (zero) = non c'è tensione

1 (uno) = c'è tensione.

Il sistema binario = sistema di numerazione basato su cifre a 2 soli valori (cifre binarie o bit).

Microprocessore = un circuito che lavora su numeri binari, rappresentati da segnali elettrici che viaggiano in gruppi di fili (normalmente 8, 16, 32, 64).

Un byte = gruppo di 8 bit.

Le memorie = dispositivi elettronici in grado di immagazzinare una certa quantità di numeri (sempre sotto forma di gruppi di bit). Una memoria è costituita da un dato numero di caselle o celle o locazioni numerate da 0. Ogni cella può contenere un byte (es. un numero a 64 bit occupa 8 celle).

Il microprocessore (CPU) è collegato alla memoria per mezzo di 2 gruppi di fili (o bus):

  • attraverso il bus degli indirizzi (address bus ): la CPU indica alla memoria il numero della cella desiderata, cioè l'indirizzo della cella che vuole leggere o sulla quale vuole scrivere un' informazione;

- OR esclusivo: una sola delle condizioni richieste e manchi l'altra (XOR)

NOT (-): c'è sempre un solo ingresso ed una sola uscita. Se alla porta d'ingresso c'è una data condizione, il risultato all'uscita è costituito dalla condizione opposta.

Oltre ai suddetti circuiti esistono anche altri:

NAND = è l'opposto dell'AND,

NOR = è l'opposto dell'OR.

Gli operatori logici booleani= il meccanismo attraverso il quale la mente forma e verifica tutti i concetti.

LE BANCHE DATI E CRITERI DISTINTIVI RISPETTO AGLI ARCHIVI

TRADIZIONALI

Le suddette tecniche trovano applicazione anche nelle banche dati di carattere informatico = sistemi automatici di raccolta, conservazione, elaborazione e ricerca di dati di qualsiasi natura.

Le banche di dati si distinguono dagli archivi cartacei, per cinque ragioni, ciascuna delle quali dà luogo ad un principio fondamentale di libertà per l'individuo:

1) In un archivio tradizionale:

  • il ricercatore deve conoscere necessariamente il dato corrispondente al tipo prescelto dall’organizzatore dell’archivio per l’ordinamento dello stesso ;
  • c’è una sola chiave di accesso all’informazione.

In una banca dati (o archivio elettronico):

  • il ricercatore è libero di scegliere il dato su cui imperniare la ricerca , in quanto il computer riesce a rintracciare i documenti contenenti quel dato ovunque siano stati collocati e in qualsiasi punto del documento quel dato si trovi ( principio della libertà di scelta del dato e di

casualità della ricerca);

  • “qualsiasi dato” che il ricercatore sappia o immagini o supponga contenuto nel documento è una chiave di accesso autonomo al documento stesso.

2) In un archivio tradizionale:

  • il ricercatore non può indirizzare la ricerca a un livello più specifico di quanto non consenta l’ultima delle sottoripartizioni o classificazioni più capillari predisposte dall’organizzatore dell’archivio stesso;

In una banca dati (o archivio elettronico):

  • il ricercatore può sempre, mediante la libera combinazione di più dati posti in AND, OR, NOT, far collimare la selezione automatica a qualsiasi livello e ottenere dal computer una risposta adeguata alla particolarità o varietà dei suoi interessi ( principio della libera combinazione dei dati di ricerca ).

3) In un archivio tradizionale: il ricercatore per fare una ricerca indirizzata deve utilizzare:

  • il dato corrispondente al tipo prescelto per l’ordinamento dell’archivio e
  • tutti i caratteri che costituiscono quel dato (in particolare, quelli iniziali) ;

In un archivio elettronico: il ricercatore per fare una ricerca indirizzata può utilizzare qualsiasi tipo di dato e anche quelli dei quali, per ignoranza o dimenticanza, non sia in grado di indicare una parte dei caratteri che li costituiscono , ancorché trattasi della parte iniziale o maggiore di essi, essendogli sufficiente sostituire tutti i caratteri del dato non indicati con un segno convenzionale espressivo dell’incognita X ( principio del mascheramento dei dati ).

4) In un archivio tradizionale: una ricerca indirizzata di semplice orientamento può eseguirsi solo in ordine all’unico dato prescelto dall’archivista per ordinare l’archivio ;

In un archivio elettronico: una ricerca indirizzata di semplice orientamento può eseguirsi per qualsiasi tipo di dato , cioè il ricercatore può limitarsi a indicare solo il tipo di dato cui esso

a) archivi vasti;

b) dal 1981 la diffusione del servizio di informazione è aperto a tutti i cittadini (DPR. 322/1981; dal 1973, invece, a tutti gli uffici giudiziari);

c) Italgiure Find: sistema di ricerca elaborato da un gruppo di magistrati della Cassazione con la collaborazione di alcuni tecnici informatici.

2) banche dati on line (aggiornate in tempo reale) e off line (su DVD) di carattere commerciale. 2 tipi:

a) archivi legislativi: contenenti tutta la legislazione vigente in Italia;

b) archivi di dottrina e giurisprudenza : partono, in generale, dal 1981 e contengono tutte le massime pubblicate sui ripertori; le chiavi di ricerca sono molteplici e in parte coincidenti con Italgiure Find. La ricerca per unità lessicale è limitata perchè l'elaboratore mostrerà solo i documenti che presentano esattamente la chiave richiesta. Questo limite può essere superato con la tecnica del mascheramento dati.

La ricerca può essere effettuata con il metodo più efficace per full text che consente l'uso degli operatori logici di tipo algebrico (and, or, not):

  • giurisprudenza: per riferimento legislativo, per ente giudicante, per voci, per anni di repertorio;
  • dottrina: per autore, per anni di repertorio.

LE PRINCIPALI FONTI DI INFORMAZIONE GIURIDICA

Tradizionale tripartizione delle informazioni giuridiche:

1) legislazione (comunitaria, statale, regionale, locale, di enti istituzionali ed autorità pubbliche): è pubblicata su gazzette, bollettini ed altri supporti cartacei. Oggi le tecnologie di rete consentono di avere il giorno stesso della pubblicazione la normativa comunitaria e statale, e talvolta anche quella regionale.

2) giurisprudenza (delle Corti Europee, delle Corti superiori nazioanli, dei Tribunali...): oggi

  • è in corso un processo di informatizzazione delle cancellerie grazie al quale sarà possibile consultare in rete i provvedimenti giudiziari;
  • la Corte di Cassazione, la Corte Costituzionale.. rendono pubblici i propri provvedimenti (massime) dopo pochi giorni dalla decisione.

3) dottrina (monografie, articoli di riviste, commenti giurisprudenziali...).

IL SISTEMA DI RICERCA ITALGIURE FIND

  • Utilizza il programma Easy find.
  • Qualsiasi dato (o chiave) contenuto nel documento (numerico, alfabetico o alfa-numerico) può essere utilizzato per la ricerca del documento stesso perchè per ogni tipo di dato è previsto uno specifico indice entro il quale l'elaboratore può effettuare la ricerca ( sistema full text ).

Canale di ricerca = un insieme di chiavi dello stesso tipo.

In un archivio possono essere compresi 1/più canali.

Una chiave di un documento può appartenere ad 1/più canali.

1/+ chiavi possono contribuire a reperire il documento.

  • E' possibile combinare liberamente i dati e gli operatori logici Booleani, mascherare i dati.
  • Per le interrogazioni è possibile collegarsi al sito internet del sistema italgiureweb all'indirizzo: www.italgiure.giustizia.it

LA RICERCA DEI DOCUMENTI GIURIDICI IN INTERNET

Con la diffusione delle reti telematiche, in particolare internet:

1) L'accesso all'informazione avviene in modo diffuso, cioè l'utente si trova di fronte a una notevole quantità di dati disordinati che spaziano da un polo all'altro del globo terrestre.

2) Prevale un ragionamento associativo (rispetto a quello deduttivo).

3) Alla visione di banche dati centralizzate si va affiancando la visione più ampia di una informazione distribuita , cioè dislocata in più punti della rete.

I vantaggi delle banche dati centralizzate:

  • informazioni strutturate,
  • sistemi di reperimento omogenei e più sofisticati,
  • un'unica stringa di ricerca;
  • i motori di ricerca da consultare.

Il metamotore invierà contemporaneamente la query ai vari motori selezionati.

b) I metadata = <> , cioè i materiali pubblicati in internet sono arricchiti con una descrizione.

Particolarmente efficace è il linguaggio XML.

CAP. 3 INTELLIGENZA ARTIFICIALE E APPLICAZIONI GIURIDICHE

L'ALGORITMO E LA LEGGE

Il software = lo sviluppo esecutivo, espresso in un linguaggio comprensibile anche alla macchina, di una o più idee fondamentali sotto forma di regole la cui applicazione, porta ad una soluzione sicuramente esatta di un dato problema.

L'algoritmo (dal nome del matematico arabo, padre dell'algebra, Al- Khuwarizmi) = l'insieme delle regole che compongono il software.

Dottrina (Borruso) Il software è lo sviluppo di un algoritmo --> il computer è una macchina algoritmica universale, cioè il computer, munito di adeguato software, può svolgere qualsiasi attività.

L'algoritmo ha, al pari della logica, un valore universale: si possono tradurre in algoritmo sia le operazioni matematiche che qualsiasi attività dell'uomo.

Solo l'attività razionale dell'uomo è algoritmizzabile, cioè può essere affidata al computer con compiti sostitutivi : oggi però accanto a una razionalità <> perfettamente calabile nella struttura dell'algoritmo, esiste una razionalità <> di cui la ns mente non riesce a definire un algoritmo.

I SISTEMI ESPERTI LEGALI

La legge, nella maggior parte dei casi, non costituisce un algoritmo: la legge presenta le stesse difficoltà d'interpretazione di un qualsiasi discorso (es. sottintesi).

Per dare ordini ad un computer sono necessari la parola, il linguaggio: il software, infatti, è un testo scritto da immettere nel computer.

Il programma

  • (come la legge) è fatto di linguaggio;

STRUMENTI E FASI DI SVILUPPO DEI SISTEMI ESPERTI LEGALI

Gli strumenti per la costruzione di sistemi esperti:

TOOLKIT (ambienti di sviluppo) SHELL (gusci) = programmi dedicati esclusivamente alla presentazione ed esplicazione di altri programmi di Intelligenza artificiale più complessi****.

Toolkit: rendono disponibili all'utente

  • metodi di rappresentazione della conoscenza,
  • meccanismi inferenziali (ragionamento logico),
  • interfacce con l'utente
  • supporti tecnici di sviluppo

tutti integrati tra loro in ordine alla risoluzione di problemi.

Shell: hanno una struttura più rigida dei Toolkit, ma sono di impiego più semplice e permettono anche all'utente poco esperto di familiarizzare con le tecniche di costruzione dei sistemi esperti.

Le fasi essenziali del ciclo di vita (o di sviluppo) di un sistema esperto:

  1. la scelta del dominio tra un elenco di domini alternativi;

  2. la costruzione del prototipo del sistema che si intende realizzare;

  3. la formalizzazione: è il momento centrale nello sviluppo di un sistema esperto in quanto costituisce un modo per fissare la comprensione del problema;

  4. L'implementazione : fasi principali:

  • revisione del prototipo,
  • sviluppo dell'architettura del sistema,
  • acquisizione della conoscenza essenziale,
  • eventuale messa a punto di software supplementare,
  • integrazione e verifica interna.
  1. la valutazione del sistema: una volta costruito, il sistema viene proposto a utenti qualificati, esaminado poi le loro reazioni.

CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI ESPERTI LEGALI

I sistemi esperti giuridici possono essere classificati in riferimento:

a) all'oggetto (la conoscenza): può essere un momento dell'attività giuridica (es. il momento di produzione legislativa, di ricerca dei precedenti...);

b) al metodo (la rappresentazione): consente di definire il livello di profondità nella rappresentazione :

  • individuare e chiarire la struttura delle informazioni (= i legami logici che le legano)
  • o definire un vero e proprio modello concettuale del dominio, entro cui organizzare le informazioni.

c) agli obiettivi (l'utilizzo reale): utilizzo che può essere previsto per i sistemi esperti giuridici, considerato che la loro collocazione sarebbe sempre di supporto e mai sostitutiva dell'attività del giurista.

Si può distinguere tra:

  • sistemi esperti di consulenza o di aiuto alla decisone: trattano solo conoscenza rielaborata;
  • sistemi per il reperimento intelligente: possono gestire anche informazioni strutturate in una base di dati, utilizzando una minima parte di conoscenza formale prevalentemente funzionale al reperimento delle informazioni stesse.

LA FORMALIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO GIURIDICO

La costruzione di un sistema basato sulla conoscenza presuppone una formalizzazione del dominio del problema da affrontare, cioè dell'ambito nel quale il sistema deve operare; la formalizzazione presuppone la costruzione di un modello , cioè:

  • la delimitazione dei contenuti che il dominio comprende;
  • l'individuazione delle strutture caratteristiche di quei contenuti;
  • la scelta del formalismo nel quale rappresentare quel modello.

I principali modelli sviluppati dalla filosofia e dalla teoria del diritto, cui si possono collegare le applicazioni dell'intelligenza artificiale in campo giuridico:

L'intelligenza artificiale al riguardo, sarebbe di grandissimo aiuto perchè ottimizzerebbe le seguenti operazioni altrimenti gravosissime:

  • la compilazione di un dizionario giuridico (thesaurus) contenente: tutte le parole usate dal legislatore in tutto l'ordinamento e l'indicazione, per ciascuna di esse, di tutti gli articoli di legge in cui è usata; tutte le parole usate dal legislatore sinonime, affini o di <<genere-specie>>.
  • l' individuazione delle leggi desuete: cioè non applicate in sede giudiziaria negli ultimi 30 anni;
  • l' individuazione delle norme che hanno provocato interpretazioni divergenti.
  1. una più efficace gestione delle informazioni: con la rete
  • è cambiato il concetto di sistema informativo: da una dimensione locale ad una globale
  • si è allargato il significato di informazione: da documento ad una soggettiva concatenazione di concetti (grazie agli ipertesti)

Con la rete la tecnologia dell'informazione incontra problemi diversi: il problema principale, infatti, non è la raccolta-organizzazione delle fonti, ma l'accesso mirato a quelle rilevanti poichè l'informazione a disposizione è troppa, confusa, non attendibile, disordinata, non strutturata.

In tale contesto, l'intelligenza artificiale si colloca nella cd. "estrazione di conoscenza": tecnica capace di filtrare, navigando nella rete, solo le informazioni pertinenti ad un dato settore di interesse (ad es. solo le informazioni finanziarie). Gli strumenti si basano su 2 tipici paradigmi di IA:

  • i nuclei concettuali (conceptual cluster): gli elementi della materia di interesse vengono descritti mediante tutte le possibili espressioni e forme linguistiche (es. società, capitali, azioni....), segnalando anche le caratteristiche che ci si aspetta dai dati che si cercano (es. in notizie di carattere finanziario ricorreranno i nomi di società quotate in borsa, gli organismi finanziari...).
  • i parser del linguaggio naturale: si filtrano (parsing) le stringhe di parole in modo da rintracciare all'interno le <>.

Data mining

Una tecnica più raffinata di IA è il data mining ( minin g: è l'attività del minatore, cioè lo scavo, l'estrazione di materiali preziosi da materiali di scarto). Nel data mining il materiale prezioso da

rintracciare è la conoscenza , cioè informazioni nuove e originali su determinati fenomeni, estratte da grandi quantità di dati.

Rispetto al risultato di analisi statistiche, la conoscenza scoperta con il data mining è qualcosa di più perchè la conoscenza dovrebbe evidenziare

  • la frequenza di certi fenomeni,
  • i modi in cui vengono a concatenarsi circostanze o fattori ( association rules ).

Data una grande quantità di dati, basta individuare combinazioni di dati o attribuzioni di valori che si ripetono con continuità, per stabilire dipendenze o connessioni (es. dai dati sulle vendite di un prodotto è possibile individuare le classi di consumatori...).

La metodologia del data mining in campo giuridico può anche essere applicata per:

  • individuare indirizzi giurisprudenziali su temi specifici. Il data mining consente di monitorare il mantenimento o l'evoluzione degli indirizzi giurisprudenziali e, di conseguenza, delle teorie giuridiche sottostanti. La più tipica applicazione in questo settore riguarda l'interpretazione giurisprudenziale di concetti giuridici

a) vaghi (negligenza, stato di necessità, legittima difesa, ecc.)

b) dipendenti dall'evoluzione storico-sociale (il comune senso del pudore, l'ordine pubblico, la tutela dalla privacy);

  • verificare l’aderenza di provvedimenti a linee guida. Occorre verificare se nella emissione di decisioni (amministrativo, procedurale...) sono stati seguiti criteri guida espressi altrove (cioè definiti non all'interno del processo decisionale, ma all'esterno). Poichè una delle caratteristiche principali del data mining è quella di esplicitare relazioni intercorrenti fra i vari fattori presi in considerazione nel formarsi della decisione, occorre verificare se tale concatenazione di fattori è coerente con le direttive previste dalle linee guida.

PROBLEMATICHE DELL'INTELLIGENZA GIURIDICA ARTIFICIALE

Le 3 ragioni fondamentali che limitano un pieno sviluppo dei sistemi informatico-giuridici intelligenti:

  • la non facile identificazione dell’esperto giuridico: cioè non si sa abbastanza sull’esperto