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Esercitazioni di matematica generale
Tipologia: Prove d'esame
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Comportamento organizzativo Cos’è? Il modo con il quale interagiamo, ci inseriamo nel gruppo… poichè lavoriamo in ambiti operativi insieme ad altre persone con competenze spesso diverse dalle nostre. La trasformazione tecnologica ci farà sempre di più fare gli umani. Ci saranno lavori che non esistono e non conosciamo grazie all’intelligenza artificiale. Le risorse umane, i processi di valutazione delle persone, saranno tecnologiche. Il comportamento umano è dato da 4 elementi: -ambiente (dove cresci\dove agisci) -individuo (atteggiamenti\valori..) -comportamento (espressioni verbali e non verbali) -conseguenze Questo è il modello base. La personalità è la caratteristica psicologica non quella fisica, anche se influisce. Personalità: dualismo tra genetica e socializzazione (processo in cui l’individuo impara ed acquisisce valori, atteggiamenti, opinioni…) L’impatto della personalità cambia a seconda delle situazioni: -situazioni forti: molto strutturate che non consentono di far emergere la personalità es: carcere, militari.. -situazioni deboli: poche regole, ambienti destrutturati, gli individui possono manifestare di più la loro personalità. Apprendimento e socializzazione sono elementi basilari nella comprensione di come siamo noi e di come sono gli altri. Apprendimento è diverso dal cambiamento. L’apprendimento avviene nel momento in cui ha un cambiamento solitamente, ma quest’ultimo non lo assicura. Modello classico di apprendimento: stimolo originario, risposta di riflesso, nuovo stimolo (condizionato), risposta di riflesso. Modello strutturale dell’apprendimento: stimolo, risposta, conseguenza che influenza il comportamento (che magari si ripete). Ci sono degli ambienti che richiedono persone simili, le organizzazioni tendono a diventare più omogenee. Chi ha inventato l’organizzazione ne stabilisce la cultura e le norme. I tratti della personalità sono costrutti psicologici che indicano una tendenza abituale o una disposizione a mostrare un certo tipo di condotta costante in diverse situazioni. La tendenza abituale è stabile e ripetitiva, duratura, quindi diventa caratteristica. Big five: test di personalità. 5 fattori principali che caratterizzano la personalità: nevroticismo, estroversione, apertura, amabilità, coscienziosità.
Vive un’esperienza lavorativa perchè gli consente di fare cose che ama e che è molto bravo a fare. Percepisce l’autorità organizzativa come irrazionale, la tollera fino a un certo punto perchè lui si percepisce bravo nel suo. Crede che le sue capacità non sono tutte utilizzate, efficiente capace e lamentone. Ricerca il riconoscimento di altri professionisti se sono capaci (al di fuori della sua organizzazione). Non è ne altruista ne integrato, si concentra sugli obiettivi personali il loro ideale sarebbe lavorare in autonomia con a partita iva. Sono pi numerosi rispetto alle istituzionalizzati, soprattutto in organizzazioni che fanno cose particolari, non standard. -indifferenti Lavora per stipendio, basta che lavora. Non sono i compagni di viaggio migliori, ma sono persone che con nel tempo che passa diventa così. È un soggetto che lavora per quello che serve, non di più. Ricercano la soddisfazione ma mediamente al di fuori. Non si immergono e fanno il dovuto. Non sviluppano commitment organizzativo, cioè il legame con l’organizzazione. La core self evaluation è come gli individui vedono loro stessi. Più conosciamo di noi, più l’autostima cresce come la stabilità emotiva e la sicurezza di se. Diventa un predittore della soddisfazione sul lavoro e commitment organizzativo. Perchè le persone si comportano in un certo modo, bisogna capire le persone solo se capiamo come siamo noi. Le prime impressioni sono importanti, il non verbale è fondamentale per noi. Non possiamo dare per scontato niente in un organizzazione, bisogna approfondire. Dobbiamo chiederci il perchè le persone fanno determinate cose. Abbiamo standard di comportamento e valutazione che non sono sempre quelli. Bisogna essere equilibrati nell’approccio e valutare bene. Il comportamento può essere legato a più cose, i motivi possono essere multipli. Bisogna tenere conto il fatto che le persone sono diverse da noi, possono avere differenze individuali come culturali etc… Nel valutare e considerare, bisogna tenere conto dei comportamenti passati. Mediamente le persone si comportano allo stesso modo, è standardizzata non automatica. Ci si può aspettare da una persona una cosa che già ha fatto. Dobbiamo riconoscere le differenze di personalità. È importante dare dei compiti in base alle caratteristiche individuali ad esempio alcuni possono avere maggiore autonomia e personalità.
-eventi temporali es: fine settimana abbiamo stati d’animo più positivi e durante la settimana come il lunedì meno perchè la viviamo in un altro modo. Le emozioni sul lavoro emergono dalle interazioni interpersonali nei contesti di lavoro, dal sostegno, dalla mutua comprensione e possono determinare opzioni diverse nelle scelte e nelle dinamiche organizzative. Al contrario il lavoro emotivo è il modo in cui i ruoli e i task organizzativi contengono e controllano gli schemi emotivi. Attraverso i sistemi di ricerca, selezione, socializzazione e valutazione del personale, le organizzazioni costruiscono e sviluppano una realtà sociale in cui i sentimenti diventano la base per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. Dunque le emozioni sul lavoro non vanno confuse con il lavoro emotivo. Intelligenza emotiva Il nuovo criterio -Le regole del lavoro sono cambiate -Gli individui all’interno delle organizzazioni non vengono valutati solo in base a quanto siano -intelligenti, preparati ed esperti. -Questi elementi vengono ormai dati per scontato -Viene preso in considerazione anche il modo con il quale si comportano verso loro stessi e one trattano gli altri. -In questo contesto diventano fondamentali le qualità personali, come l’empatia, l’iniziativa, la capacità di adattarsi e di essere persuasivi, ovvero tutte quelle capacità ‘esportabili’ da un contesto all’altro. -Tutte queste capacità ‘esportabili’ rientrano all’interno del concetto di intelligenza emotiva (IE) L’intelligenza emotiva (IE) è una forma di intelligenza legata alla capacità di provare emozioni non razionali e di usarle in modo consapevole. È la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi e di gestire positivamente le emozioni, tanto interiormente, quanto nelle nostre relazioni. Intelligenza motiva+competenze tecniche=competenza emotiva (capacità appresa, basata sull’intelligenza emotiva, che risulta in una prestazione professionale eccellente e è composta da:
-influenza (capacità di adottare strumenti di persuasione efficaci) -comunicazione (capacità di ascoltare ed inviare messaggi convincenti ed entrare in sintonia con chiunque) -leadership (ispirare e guidare individui e gruppi) -gestione dei conflitti (capacità di mediare, negoziare, e risolvere i conflitti) Fai carriera se hai il consenso di chi hai attorno. La percezione Percezione: quello che da una cosa mi porto via, non è detto che sia vera. Elaboriamo quel rumore, tocco e la facciamo diventare percezione. La percezione è un processo psicologico di creazione di un’immagine interna del mondo esterno ed è l’idea che ci facciamo delle situazioni che osserviamo. Si tratta di un processo cognitivo attraverso il quale gli individui raccolgono e organizzano le informazioni riguardo alle persone, agli oggetti, e agli eventi. Un processo di interpretazione delle informazioni forniteci dai nostri sensi in modo da dare un significato all’ambiente circostante. L’interpretazione che ne risulta è la verità del perceiver. Se persone diverse osservano uno stesso ambiente, la percezione di questo può variare ampiamente da persona a persona. La realtà non è la verità. Modello base della percezione Perceiver, in una situazione con evento\oggetto crea reazioni interne fino a un comportamento manifesto. Perceiver -la relazione tra percezione e apprendimento è biunivoca: il modo di percepire è qualcosa che noi apprendiamo e ciò che apprendiamo influenza la nostra percezione -l’elemento base del processo percettivo è la selezione, che viene guidata dalle nostre caratteristiche personali, dagli attributi dell’oggetto e dalle situazioni in cui avviene la percezione -questi modelli sono chiamati schemi cognitivi -mentre si è esposti alle informazioni dell’ambiente, si tende a raggruppare certi stimoli in schemi che diano significato al tutto, piuttosto che a parti frammentate -il modo con cui esse sono raggruppate dipende dagli schemi personali di riferimento. Esempio: nella lettura le singole lettere vengono ignorate in favore della parola intera. Effetti legati all’evento\oggetto Alcune delle caratteristiche degli eventi e degli oggetti possono avere effetti su come essi vengono percepiti: -dimensione -intensità -contrasto -movimento e novità -ambiguità -caratteristiche delle altre persone Le dimensioni producono degli effetti: è più probabile notare oggetti di grandi dimensioni piuttosto che di piccole. Un altro fatto è l’intensità dello stimolo:suoni particolarmente forti si sentono facilmente così come si notano subito oggetti chiari e brillanti. Anche l’ambiguità ha un impatto sulla percezione poichè gli eventi ambigui o incompleti si prestano maggiormente a interpretazioni personali e sono spesso fonte di disagio. Effetti situazionali In condizioni diverse gli stessi stimoli possono facilmente portare a percezioni differenti… Esempio: Immaginate di vedere all'interno di una cucina una persona con un coltello in mano Ora immaginate la stessa persona tenere il coltello in mano durante una manifestazione pubblica Il coltello in cucina non si nota, lo si nota certamente nella manifestazione pubblica e inoltre ciò che si può prevedere che accada nelle due situazioni è nettamente differente. La percezione gioca un ruolo enorme sull’accuratezza delle nostre conclusioni e giudizi riguardo agli altri.
Esempio: se vediamo una persona rubare, è più probabile che la considereremo disonesta invece che bisognosa Giudizio sul proprio comportamento Quando esprimiamo giudizi su noi stessi, tendiamo ad essere influenzati da biases di self - serving, una tendenza cioè a percepirsi comunque in maniera favorevole, attribuendo generalmente a noi stesso il merito del successo e attribuendo la colpa dell'insuccesso a fattori esterni. Facciamo attenzione a... Focalizzarsi sugli atteggiamenti specifici Concentrarsi su aspetti specifici (ad esempio, atteggiamento verso retribuzione o lavoro di gruppo) piuttosto che generali. Questo approccio facilita interventi mirati su comunicazione interna, formazione, sistemi retributivi e valutazione. Gli atteggiamenti generali, influenzati dall'affettività individuale, sono meno gestibili. Esprimere giudizi migliori sugli atteggiamenti Per valutare gli atteggiamenti degli altri in modo più accurato, è importante essere cauti e non generalizzare. Nei colloqui individuali, evitare giudizi generici, come "ha un buon atteggiamento", e preferire un'analisi approfondita basata su dati concreti. Focalizzarsi sugli atteggiamenti specifici Concentrarsi su aspetti specifici (ad esempio, atteggiamento verso retribuzione o lavoro di gruppo) piuttosto che generali. Questo approccio facilita interventi mirati su comunicazione interna, formazione, sistemi retributivi e valutazione. Gli atteggiamenti generali, influenzati dall'affettività individuale, sono meno gestibili. Capire come funzionano gli atteggiamenti Atteggiamenti negativi possono portare a turnover o riduzione dell’impegno. Tuttavia, soddisfazione e produttività non sono sempre correlate ed è quindi essenziale comprendere la complessità di queste relazioni. Notare la profondità del comportamento Gli atteggiamenti riflettono sentimenti profondi e duraturi, spesso legati all’autostima. È fondamentale non banalizzarli o sminuirli, poiché sono cruciali per il benessere psicologico. Accettare la tendenza a giustificarsi Aiutare le persone a sentirsi coerenti riducendo la dissonanza cognitiva e chiarire le aspettative in modo preciso, accettando i loro atteggiamenti purché non impattino negativamente sulla performance o su quella. Valutare periodicamente gli atteggiamenti Monitorare regolarmente atteggiamenti e soddisfazione, coinvolgendo i collaboratori nella raccolta e analisi dei dati, è utile. Tuttavia, è fondamentale agire concretamente sui risultati per evitare che queste iniziative siano percepite come inutili. Non dare per scontato la realtà altrui La percezione degli eventi varia da persona a persona; Confermare i fatti e trovare definizioni consensuali dei problemi aiuta a migliorare la comprensione, evitando però modelli errati. Ricordare le tendenze di giudizio più comuni Evitare errori come stereotipi o effetti alone, promuovendo formazioni per ottenere valutazioni oggettive. La tendenza a percepire noi stessi in termini positivi è naturale, ma deve essere considerata anche l'interpretazione delle opinioni e azioni altrui. Combattete l’orrore fondamentale d’attribuzione Prima di attribuire comportamenti a caratteristiche personali, analizzare cause ambientali o situazionali. Questo è cruciale per evitare ingiustizie nelle valutazioni o nelle decisioni su incarichi e promozioni.
Teorie dei processi Teorie dei processi x Skinner, Luthas e Bandura Le Teorie dei rinforzi si basano sull'assunto che il comportamento che produce conseguenze positive tende ad essere ripetuto, mentre quello che produce conseguenze negative tende ad essere interrotto Per questo motivo è possibile influenzare i comportamenti attraverso un corretto schema di incentivazione - disincentivazione L'incentivazione di comportamenti desiderati è attuabile con i rinforzi positivi e negativi, mentre la disincentivazione di comportamenti indesiderati si attua con la punizione e l’estinzione: Rinforzo -positivo: introduce uno stimolo positivo dopo un comportamento desiderato -negativo: rimuove uno stimolo negativo dopo un comportamento desiderato Punizione -positiva: introduce uno stimo negativo per scoraggiare comportamento (es. richiamo ufficiale) -negativa: rimuove uno stimolo positivo per scoraggiare un comportamento (es. revoca di un premio di produzione) Estinzione Teorie recenti Teorie recenti x membership (appartenenza all’organizzazione) Più la memberhip è elevata, più su lavora meglio. Esempi (appartenenza all’organizzazione): Iniziative aziendali Creazione di team building regolari o attività aziendali come eventi sportivi, feste, o incontri informali per rafforzare il senso di comunità Esempio pratico: una giornata aziendale in cui le persone collaborano per una causa sociale, come il volontariato Integrazione di nuovi collaboratori Programmi di onboarding che includono l'affiancamento di mentor o team di accoglienza Esempio pratico: un nuovo assunto viene introdotto attraverso un sistema di buddy, dove un collega esperto lo aiuta a inserirsi nel team
Teorie recenti x Involvement Coinvolgimento nei processi L'Involvement si basa sull'autocontrollo e sull'autogestione, sulla predisposizione di un lavoro sfidante e interessante che possa essere intrinsecamente motivante. Il coinvolgimento emotivo e cognitivo nel lavoro aumenta la motivazione, la produttività e la soddisfazione perché gli individui sentono che l'organizzazione appartiene anche a loro. I Collaboratori sono più motivati quando percepiscono il loro lavoro come significativo e hanno opportunità di partecipare attivamente alle decisioni aziendali. Chiarezza degli obiettivi, feedback costruttivi e riconoscimento del contributo individuale sono elementi chiave per rafforzare il coinvolgimento. Un elevato livello di involvement riduce il turnover e il rischio di burnout, promuovendo un ambiente di lavoro positivo e collaborativo. Le aziende che investono nel coinvolgimento creano un senso di appartenenza e allineano gli obiettivi individuali a quelli organizzativi, favorendo il successo comune. Esempi (Appartenenza all’organizzazione): Partecipazione alle decisioni Creare forum o riunioni regolari dove i Collaboratori possono condividere idee e proporre soluzioni Esempio pratico: coinvolgere i Collaboratori nella scelta di nuove tecnologie o modalità di lavoro da implementare Progetti stimolanti Assegnare compiti significativi e stimolanti, che abbiano un impatto concreto sull'azienda. Esempio pratico: un Collaboratore viene incaricato di guidare un progetto che ha il potenziale di migliorare l'efficienza organizzativa Teorie recenti x Commitment Volontà di "spendersi" per l’organizzazione. Il commitment si riferisce al legame emotivo, psicologico e comportamentale che un individuo sviluppa nei confronti della propria organizzazione. È legato al desiderio di rimanere nell'organizzazione e contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi di sistema. Collaboratori con un alto livello di commitment sono motivati a contribuire al successo dell'azienda e sono meno inclini a lasciare il proprio posto di lavoro Il Commitment può essere suddiviso in tre dimensioni: -Commitment affettivo Legame emotivo e identificazione con i valori dell'organizzazione -Commitment normativo Senso di obbligo morale verso l'organizzazione. -Commitment di continuità Percezione dei costi associati al lasciare l’organizzazione Commitment affettivo:
Tecniche pratiche di motivazione Tecniche pratiche di motivazione x Scelte di Job Design La ricerca sulla motivazione si concentra sempre più su approcci che collegano le teorie motivazionali ai cambiamenti della struttura del lavoro Gli studi sulla progettazione del lavoro suggeriscono che il modo di organizzare gli aspetti di una mansione può incrementare o diminuire l'impegno Il modello delle caratteristiche del lavoro (Job Characteristicts Model, JCM), elaborato da J. Richard Hackman e Greg Oldham, sostiene che è possibile descrivere qualunque lavoro nei termini di cinque dimensioni fondamentali Dimensioni del modello JCM, come dovrebbe essere fatto un mansionario
Queste modalità prevedono che I Collaboratori lavorino uno specifico numero di ore la settimana ma, entro certi limiti, possono variare le modalità ed il proprio orario di lavoro Tecniche pratiche di motivazione x Coinvolgimento dei Collaboratori Il coinvolgimento è un processo partecipativo che usa gli input dei. collaboratori per incrementarne il commitment ai fini del successo di un'organizzazione Le due principali forme di coinvolgimento sono il management partecipativo e la partecipazione rappresentativa: Il management partecipativo è un processo in cui i Collaboratori condividono con i loro immediati superiori una parte significativa del potere decisionale La partecipazione rappresentativa è il sistema in cui i Collaboratori partecipano al processo decisionale dell'organizzazione venendo rappresentati da alcuni di essi. Tecniche pratiche di motivazione x Ricompensare i Collaboratori Esistono molti modi di retribuire i Collaboratori e il processo di determinazione iniziale dei livelli salariali prevede di bilanciare equità interna - l'importanza del lavoro per l'organizzazione - ed equità esterna - la competitività salariale dell'organizzazione alle aziende dello stesso settore Il miglior sistema remunerativo è quello che riconosce il valore del lavoro (equità interna), dimostrandosi anche concorrenziale nel mercato del lavoro. Molte organizzazioni hanno abbandonato la modalità di ricompensare i Collaboratori soltanto in base all’anzianità di servizio: Piani basati sulla produttività, retribuzioni basata sul merito, bonus, partecipazione agli utili e gainsharing sono tutte forme di piani di retribuzione variabile, nei quali una parte della remunerazione del si basa sulla prestazione individuale e organizzativa Nel corso del tempo, la retribuzione di chi raggiunge scarse prestazioni ristagna, mentre i Collaboratori con prestazioni di alto livello godono di incrementi retribuitivi direttamente proporzionali al proprio contributo effettivo Altre tecniche pratiche di motivazione Teamwork: