Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Teatro e Tragedia greca, Slide di Greco

powerpoint con punti principali della tragedia greca e eschilo

Tipologia: Slide

2023/2024

Caricato il 02/02/2024

gaia-pia-favale
gaia-pia-favale 🇮🇹

1 documento

1 / 18

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Il Teatro e la tragedia
in grecia
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12

Anteprima parziale del testo

Scarica Teatro e Tragedia greca e più Slide in PDF di Greco solo su Docsity!

Il Teatro e la tragedia

in grecia

Tavola dei contenuti

Dove e quando erano messe in

scena le opere teatrali

L’importanza della partecipazione dei cittadini

Effetti ed animatori della scena Utilizzo del mito nella tragedia

01 02

03 04

luoghi e tempi i partecipanti

aspetti scenici mito e tragedia

Dove e quando

Il teatro come forma artistica è un'invenzione dei Greci, ma le opere

conservate sono principalmente riferibili ad Atene, poiché gli autori

ateniesi le composero per la loro città. Le testimonianze attuali sono

limitate, poiché i testi conservati costituiscono solo una piccola parte

di quelli rappresentati.In origine, le rappresentazioni teatrali

probabilmente avevano luogo nell'agorà, con tribune lignee chiamate

ἵκρια. Dopo il crollo di queste tribune nel V secolo a.C., gli spettacoli

si spostarono alle pendici dell'acropoli per garantire un sostegno più

sicuro ai sedili degli spettatori. Questo luogo acquisì col tempo una

struttura architettonica definita. La condizione essenziale era la

possibilità per il pubblico di osservare lo spettacolo, da cui deriva il

termine greco θέατρον, legato etimologicamente a θεάομαι, che

significa "osservatorio". I θεαταί erano quindi gli "osservatori".

Grandi dionisie

Si tenevano in marzo-aprile, quando la navigazione era aperta e la città ateniese accoglieva stranieri e delegazioni alleate.

Proagone: Prima della festa, i poeti presentavano le opere in anticipo durante il proagone.

Processione di apertura( πομπή ): Iniziava con una solenne processione portando la statua di Dioniso al

tempio, coinvolgendo fanciulle, efebi, stranieri, donne e uomini con offerte.

Riti cittadini: Prima delle competizioni teatrali, si svolgevano riti come l'assegnazione di corone ai cittadini

meritevoli, la sfilata degli orfani di guerra pronti a difendere Atene e la mostra dei tributi degli alleati.

Gare teatrali:

● Agoni ditirambici: 10 cori rappresentanti delle dieci tribù partecipavano. ● Agoni tragici: Tre giorni con tre poeti, ognuno rappresentante una tetralogia in un giorno. ● Agoni comici: In un giorno, cinque commedie di autori diversi venivano messe in scena.

Le Grandi Dionisie ad Atene nel VI secolo a.C. erano festività istituite da Pisistrato in onore di Dioniso, il dio del vino. Si svolgevano nel mese di Elafebolione(marzo-aprile) attirando partecipanti da tutta la Grecia e coinvolgendo varie attività:

La partecipazione cittadina

La festa non solo richiedeva un impegno significativo nella preparazione e nell'esecuzione, coinvolgendo cittadini in varie attività, ma rappresentava anche un momento fondamentale di aggregazione per la comunità. Ogni coro ditirambico comprendeva 50 coreuti, e ogni tragedia richiedeva 12 o 15 di essi. La festa era un'opportunità per la comunità di riunirsi di fronte a se stessi, meteci (stranieri residenti) e alleati.

Prima della festa, erano impegnati nelle preparazioni, inclusa la realizzazione di abiti e maschere. Durante la festa stessa e nei giorni successivi, partecipavano attivamente all'organizzazione dei rituali, alla selezione della giuria e alle rappresentazioni teatrali.

L'importanza delle Grandi Dionisie per la polis è evidente anche dal fatto che nei giorni successivi alla festa veniva indetta un'assemblea nel santuario di Dioniso per fare il resoconto dell'intera organizzazione e degli agoni drammatici, come riportato nelle opere di Demostene

Gli animatori della scena

Nell'allestimento dello spettacolo teatrale, accanto al poeta, rivestono un'importanza fondamentale gli attori e i coreuti, le due componenti essenziali del dramma. L'origine del dramma si può desumere dalle fonti antiche ed è legata al rapporto dialogico tra attore e coro. Il termine greco per definire l'attore,

compare per la prima volta nelle Vespe di Aristofane e può essere interpretato come "colui che risponde" (alle parole degli altri attori o del coro) o "colui che interpreta" (gli eventi sulla scena). Nella tragedia, all'inizio della rappresentazione teatrale, durante l'epoca di Tespi, compare un unico attore (πρωταγωνιστής, da πρῶτος, "primo", ο ἀγωνιστής, "attore"). Con Eschilo, si aggiunge un secondo attore (δευτεραγωνιστής, da δεύτερος, "secondo", ο ἀγωνιστής). Con Sofocle il terzo.

03

TRAGEDIA | | τραγῳδία

"canto per il capro" dove si fa

riferimento al culto dionisiaco, poiché i satiri (coreuti travestiti da capre) facevano parte del corteo del dio. Tuttavia, questa interpretazione è resa complessa dal fatto che in età arcaica e classica, tali figure avevano attributi equini e non caprini.

“il capro” potrebbe

rappresentare il premio per il vincitore degli agoni o essere utilizzato come vittima sacrificale in un rito propiziatorio, particolarmente comune nelle culture agricole.

Τράγος ᾄδω

La Struttura Della Tragedia Aristotele suddivide la struttura delle tragedie in parti recitate e cantate, evidenziando le diverse sezioni presenti nelle tragedie sopravvissute di Eschilo, Sofocle ed Euripide. La successione delle parti è la seguente:

Questa è la parte introduttiva della tragedia. Può essere suddivisa in più scene, fino a un massimo di tre, e fornisce informazioni essenziali sulla trama, come luoghi, personaggi e situazioni. Non tutte le tragedie contengono un prologo;

  1. Parodo:

È il canto d'ingresso del coro, che entra in scena a passo di danza dai corridoi laterali ( πάροδος ) e si posiziona nell'orchestra. Può includere strofe in metri lirici e metri recitativi, come gli anapesti di marcia. Una volta sistemato nell'orchestra, il coro rimane lì fino alla fine del dramma.

Mito nella tragedia

In sostanza, il mito fornisce il terreno su cui si svolgono le vicende tragiche, offrendo personaggi e contesti per le opere teatrali. La tragedia esplora temi universali e morali attingendo alle storie mitiche, creando così un legame profondo con la cultura e la religione della società in cui viene rappresentata.

I personaggi tragici si muovono all'interno del mito, che costituisce il fondamento delle loro storie. Fin dai tempi antichi, la tragedia è stata strettamente legata ai racconti mitici presenti nell'epica. Anche nel IV secolo a.C., quando la poesia drammatica era consolidata, gli studiosi riflettevano sulle differenze tra poesia epica e tragica e sul ruolo di entrambe per la società e il pubblico.

Κάθαρσις

Liberare l'uomo dalle sue impurità ed elevare l'anima dello spettatore

LA NOVITA’ DEL TEATRO GRECO

Nel teatro, la novità consiste nel fatto che gli eroi mitici, interpretati dagli attori, vengono proiettati nel contesto contemporaneo e parlano come persone del V secolo a.C. Invece di rappresentare modelli immutabili di comportamento, diventano oggetto di dibattito, suscitando discussioni tra i personaggi e nel pubblico. La presenza del coro amplifica l'azione, alternandosi agli attori e esprimendo varie reazioni di fronte agli eventi in corso. Il coro commenta, rivela comprensione per i personaggi, esprime gioia o intona lamenti, contribuendo così a arricchire la comprensione delle emozioni e delle dinamiche della storia.

Eschilo

Il primo dei poeti tragici dell'antica Grecia di cui ci siano
pervenute opere per intero, seguito da Sofocle ed Euripide.

Eschilo, nato ad Eleusi, fu un drammaturgo tragico greco. Combatté a Maratona e Salamina contro i Persiani. Vinse agli agoni tragici tra il 467 e il 458 a.C. con tetralogie come quella tebana ed egiziana. Coinvolto in un processo per empietà ad Atene, fu assolto grazie al suo valore a Maratona. Dopo il 458 a.C., si trasferì in Sicilia e morì a Gela in circostanze leggendarie, colpito da una tartaruga lasciata cadere da un'aquila in volo, realizzando una profezia.

Le innovazioni drammaturgiche

Eschilo è riconosciuto per le sue innovazioni nel teatro antico,

introducendo il secondo attore (deuteragonista) che ampliò le

possibilità del dialogo in scena. La sua maestria coreografica,

evidente nelle tragedie come l'Orestea, contribuì a un impatto

più incisivo. Tuttavia, la rigidità nell'uso degli attori, evidente

nel Prometeo incatenato, mostra legami con le forme più

antiche del teatro. Eschilo è associato anche all'introduzione

della σκηνογραφία ( da σκηνή ) la scenografia dipinta,

caratterizzata da rappresentazioni realistiche sul palcoscenico,

indicando un approccio moderno alle produzioni teatrali

dell'epoca.