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Tragedia greca antica, Appunti di Greco

Appunti sulla tragedia greca; origini, struttura, attori, contenuti, tradizioni e riassunti sulle opere dei 3 maggiori tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide + spunti per collegamenti con educazione civica

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 26/10/2022

gabrielecuratolo666
gabrielecuratolo666 🇮🇹

4.5

(2)

9 documenti

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Tragedi
La tragedia per i greci era come Wagner per i tedeschi (lo amavano, si sentivano
rappresentati, sentono cantare le loro origine)
I cittadini ateniesi ricevono un indennizzo perché per loro perdere un giorno di lavoro era
grave, veniva dato loro il theorikon da theaomai, fondo statale usato come donazione di
denaro ai cittadini per assistere a spettacoli pubblici.
Secondo Aristotele la tragedia si origina dal ditirambo, un canto corale in onore di Dioniso.
La lingua di base è attico, i cori sono in dorico. La tragedia è un fenomeno ateniese, si
imparava dal punto di vista morale (valori etici e morali, come ci si comporta, storia) infatti è
un momento di educazione (anche per questo lo stato infatti dava il theorikon)
Più poeti mettevano in scena le loro tragedie, c’erano delle vere e proprie gare in occasioni
delle celebrazioni religiose in onore di Dioniso: Grande Dionisie, Dionisie urbane,
Lenee, Panatee.
La struttura della tragedia è complessa, secondo alcuni interpreti Stesicoro ha composto un
dramma base con due personaggi, si pensa che la tragedia origini da lì.
Prologo
parodo
episodi (vari tipi di dialoghi/monologhi: rhesis, rhesis angellike, sticomitia, kommos)
stasimi
esodo
Oltre alla tragedia, c’è il dramma satiresco, cioè una parodia del mito e aveva funzione
distensiva, cioè rilassa il pubblico dopo la trilogia di tragedie, fa divertirre.
Terza opera scenica è la commedia(fondamentalmente Aristofane), ha un legame molto
stretto con Dioniso, le cosiddette falloforie (processioni in onore di Dioniso nelle quali si
trasportavano enormi falli lignei)
La tragedia è strettamente legata alla città e ai suoi riti tre giorni di giochi/gare “agoni”,
ogni giorno veniva messa in scena una tetralogia (tre tragedie e un dramma satiresco di uno
stesso autore), in seguito agoni comici.
Secondo Aristotele la tragedia produce la catarsi purificazione dei sentimenti di pietà e
paura.
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Tragedi

La tragedia per i greci era come Wagner per i tedeschi (lo amavano, si sentivano rappresentati, sentono cantare le loro origine) I cittadini ateniesi ricevono un indennizzo perché per loro perdere un giorno di lavoro era grave, veniva dato loro il theorikon ⇒ da theaomai, fondo statale usato come donazione di denaro ai cittadini per assistere a spettacoli pubblici. Secondo Aristotele la tragedia si origina dal ditirambo , un canto corale in onore di Dioniso. La lingua di base è attico, i cori sono in dorico. La tragedia è un fenomeno ateniese, si imparava dal punto di vista morale (valori etici e morali, come ci si comporta, storia) infatti è un momento di educazione (anche per questo lo stato infatti dava il theorikon) Più poeti mettevano in scena le loro tragedie, c’erano delle vere e proprie gare in occasioni delle celebrazioni religiose in onore di Dioniso: Grande Dionisie, Dionisie urbane, Lenee, Panatee. La struttura della tragedia è complessa, secondo alcuni interpreti Stesicoro ha composto un dramma base con due personaggi, si pensa che la tragedia origini da lì. ● Prologo ● parodo ● episodi (vari tipi di dialoghi/monologhi: rhesis, rhesis angellike, sticomitia, kommos) ● stasimi ● esodo Oltre alla tragedia, c’è il dramma satiresco , cioè una parodia del mito e aveva funzione distensiva, cioè rilassa il pubblico dopo la trilogia di tragedie, fa divertirre. Terza opera scenica è la commedia (fondamentalmente Aristofane), ha un legame molto stretto con Dioniso, le cosiddette falloforie (processioni in onore di Dioniso nelle quali si trasportavano enormi falli lignei) La tragedia è strettamente legata alla città e ai suoi riti ⇒ tre giorni di giochi/gare “ agoni ”, ogni giorno veniva messa in scena una tetralogia (tre tragedie e un dramma satiresco di uno stesso autore), in seguito agoni comici. Secondo Aristotele la tragedia produce la catarsi ⇒ purificazione dei sentimenti di pietà e paura.

L’arconte eponimo selezionava i poeti che partecipavano, faceva delle liste dei poeti e dei coreghi → cittadini ricchi che fanno liturgia : tributo che i cittadini benestanti e ricchi pagavano per la messa in scena delle tragedie (anche per il corego) Omero è considerato l’iniziatore della tragedia perché fornisce il materiale, è tutto materiale mitologico. Il mito epico si trasforma in mito tragico (in realtà nell’epos omerico i personaggi presentano tratti distintivi dei drammi: senso di precarietà dell’esistenza, patimento della grandezza ecc..). La novità del teatro è che gli eroi epici sono proiettati nella contemporaneità, diventano oggetto di dibattito per sé e per gli altri. Il tragediografo è libero di rielaborare la tradizione ma senza stravolgere i fatti che dettano l’identità del personaggio. La vicenda epica si carica così sulla scena di significati nuovi, espressione del dibattito contemporaneo e della formazione del pubblico: il concetto di violenza e di eccesso connesso con il mondo femminile, l'apprendimento della saggezza e della moderazione, il significato della sofferenza e il problema della responsabilità e della colpa. I personaggi e le vicende del mito sono dunque piegati all'esigenza dello spettacolo come momento di dibattito e di educazione della polis. Gli attori avevano attrezzature, maschere che servivano per amplificare la voce, macchine teatrali (per emulare i rumori, simulare il volo (mhxane, deus ex machina ). La musica è andata persa, è rimasto solo qualcosa di Euripide. L’attore è hypokrites (ipocrita in italiano, sfumatura negativa) colui che parla/recita/si

nasconde. L’attore principale è il protagonista, di minore importanza il δευτεραγωνιστής

(lo aggiunge Eschilo), e il τριταγωνιστής (lo aggiunge Sofocle).

I bambini in tragedia non parlano mai, sono muti. Se il coro interloquisce con il personaggio, parla il corifeo (lett. uomo di punta) che era il boss del coro. La donna ovviamente non era inclusa e non recitava, gli uomini si travestivano da esse. L’esecuzione è in attico in trimetri giambici, il coro in dorico. La morte non è maio inscenata, viene usato un messaggero per comunicarla. ESCHILO (titanico → in contrasto con gli dei) Temi importanti: celebrazione del potere divino incarnato da Zeus, riflessione sul rapporto tra colpa e pena, ricerca di un metro di valutazione della giustizia assoluta. Colpa incatenata: ubris, ate (accecamento e anche disgrazia) Interazione tra umano e sanzione giudiziaria: Themis è la giustizia naturale, che sta a monte di ogni relazione ed è inconfutabile. Dike è la giustizia elaborata in seguito a una disputa. Pathei mathos ⇒ conoscenza attraverso il dolore; le azioni fanno soffrire. Innovazione drammaturgica: deuteragonista che si affianco al protagonista, potenziamento del coro. Altro tema importante è quello del libero arbitrio. Lo stile della tragedia eschilea è arcaico: spesso manca prologo (Persiani), poco peripezie e trama semplice, pochi personaggi, importanza dell coro 7 contro Tebe Tematiche: caratteri arcaici (trama semplice con una sola peripezia), mare e navigazione (il re è il timoniere), descrizione degli scudi (tradizione epica) fa parte del ciclo tebano, appartiene alla trilogia legata (tre tragedie che fanno una saga)

Struttura a dittico: Parte iniziale incentrata su un personaggio, parte finale su un altro personaggio e/o le conseguenze delle azioni (es. Aiace, Antigone, Elettra, Trachinie) Importanza dei rapporti all’interno del genos (soprattutto sorella-fratello) Novità : Sofocle rivoluzionò la tragedia inserendo il terzo attore (triteragonista), aumentando il numero dei coreuti da dodici a quindici e approfondendo con sensibilità precoce rispetto ai tempi la disamina psicologica dei personaggi. Inoltre la dinamica psicologica profondamente scandagliata fa di Sofocle un autore intelligente e modernissimo. Sofocle mostra la fragilità della condizione umana. Ossimoro grandezza/fragilità dei personaggi Sofoclei: rivoluzione della visione dell’eroe Antigone Tema del doppio ⇒ L'incesto di cui si è reso inconsapevole interprete Edipo raddoppia le identità. Nessuno dei membri della stirpe è solo se stesso, perché destinato ad essere almeno doppio. La presenza del numero due ritorna ossessivamente nell'Antigone di Sofocle a partire dal prologo per arrivare a investire la struttura dell'intera tragedia, definita a dittico. Antigone è il personaggio Sofocleo per eccellenza, ha sentimenti al di sopra del comune, la sua ostinazione è quasi disumana. Aiace Tema del kleos ⇒ onore dopo la morte (Aiace si uccide per ottenerlo) Shame society ⇒ non si è grandi per un proprio valore personale ma per come ci vedono gli altri. Si fonda su arete, time e kleos. Aiace si macchia di aidos per aver ucciso un gregge di pecore credendo che fossero greci in un momento di follia. Time perduta ⇒ Con il suo gesto folle Aiace non ha più dignità, la sua stima è andata perduta e perciò decide di uccidersi per prendere l’onore Hybris ⇒ Aiace si macchia di ubris perché sfida Atena e lei lo punisce. Edipo re La figura di Edipo ⇒ Edipo non è un eroe, un semidio, non riceve poteri in dono dalle divinità: è un uomo. Incarna la fragilità umana e la sete di conoscenza, che va oltre ogni impedimento. L’eroe sofocleo è spesso un emarginato, senza patria. Edipo è un atopos (il senso di essere ovunque straniero). Edipo è uomo-limen, confine tra primordialità e πόλις. Consapevolezza di Edipo⇒ Metabolè e rovesciamento della sorte Tema del vedere ⇒ Edipo vede ma non vedo la realtà, mentre Tiresia è cieco ma vede la realtà Tema dell’identità.

Euripide (umano) Distruttore tragedia, se Sofocle è divino Euripide è umano. I suoi contemporanei e i posteri avevano l'idea che Euripide fosse scortese, solitario, drammatico e misogino. Per dare un inquadramento storico, si può affermare che la vita e lo sviluppo culturale e poetico di Euripide si inseriscono nel periodo di massimo splendore dello stato ateniese e della successiva fase di sfaldamento e di crisi. I prologhi di Euripide sono finalizzati non solo al chiarimento dei fatti, ma bensì anche al chiarimento degli esiti della vicenda incentrando l’attenzione del pubblico sul come l’autore ha scelto di interpretare il problema tragico attraverso le voci e le ragioni dei personaggi. Le tragedie euripidee sono di dimensione esclusivamente dialettica e retorica che dipinge il rifacimento alla realtà e al reale. è per questo che gli dei sono relegati al ruolo di personaggi secondari e privi di influenza sugli eventi. Il prologo è espositivo, chiarisce sia gli antefatti, sia gli esiti della vicenda; La divinità non risolve la situazione; Il testo è incentrato su monologhi che raccontano gli eventi. Il linguaggio ha un andamento colloquiale; Elena TEMI CORO: Il coro in Euripide ha un ruolo marginale: è lo sfondo sul quale si riflettono le azioni dei singoli e perde il significato drammatico, vengono poste al centro le ragioni e l’umanità dei protagonisti, ciò avviene poichè in Euripide cresceva la pessimistica consapevolezza della solitudine dell’uomo e dell’impossibilità di modificare la realtà. DEUS EX MACHINA: gli dei sono relegati ad un ruolo di personaggi secondari e privi di influenza sugli eventi. La discesa ex machina della divinità che conclude numerose tragedie euripidee ricompone l’ordine o introduce un aition:la causa di quanto accaduto. Per salvare Teonoe intervengono i due Dioscuri, fratelli di Elena, come degli dei ex machina. Le parole pronunciate dai fratelli sottolineano come la decisione della giovane di tacere riguardo Menelao coincida con il volere divino. Infine Castore e Polluce predicono il destino di Menelao ed Elena, rendendo il mito eziologico. EIDOLON E TEMA DEL DOPPIO: differenza tra realtà e apparenza (ἀλήθεια e δόξα). L’autore evidenzia l’invadenza dell’apparenza nella realtà e appunto il pericolo che vengano scambiate. La categoria del doppio non si presenta soltanto come tema, ma permea anche la struttura della tragedia: sono presenti due prologhi, due ingressi del coro, due riconoscimenti (Menelao e vecchio servo), due incontri con Elena( Menelao e Teucro), due racconti di araldi, due sovrani(Proteo e Teoclimeno) e la contrapposizione di due mondi: quello magico ed esotico dell’Egitto e quello lontano e tragico di Troia. Elena inizialmente non si trova a Troia, ma in Egitto trasportata da Ermes per ordine di Era, mentre Paride si è recato a Troia con un εἴδωλον della sua persona (εἴδωλον=spettro, figura). εἴδωλον deriva dalla radice id-. AMBIENTAZIONE IN EGITTO Solitamente tutte le tragedie greche erano ambientate in Grecia. Euripide abbandona questa idea e ambienta la tragedia in Egitto. Oltre ad essere il luogo straniero, lo sono anche i personaggi e l'Egitto è un luogo in cui i greci non possono metter piede senza morire.

IL RAPPORTO INTERETNICO GRECO-BARBARO

Giasone rappresenta la società greca. Contrappone alla passione amorosa di Medea una mentalità utilitaristica: è egoista, sacrificando anche il suo rapporto con la moglie. Medea rappresenta una civiltà più arretrata di quella greca. XENIA E SOLITUDINE 1a ρῆσις Medea descrivesuo status di donna barbara, sradicata dalla propria famiglia e dalla propria terra, ripudiata e condannata all'esilio. Per seguire Giasone ha abbandonato il padre e ha ucciso il fratello Apsirto, disseminandone le membra. Altrasofferenza per lei è l'incomprensione della società. DONNA E SOCIETà GRECA Medea ha interiorizzato le regole e i valori greci. Misoginia greca, lei dice che le donne "incapaci per natura di fare del bene, ma espertissime in ogni specie di male" e condanna l'esistenza femminile, sottomessa agli uomini. Coro si indentifica nelle parole perché la loro condizione è la stessa. IL MESSAGGIO X Medea le donne sono le più infelici e lei stessa più sventurata ancora in quanto esiliata dalla propria terra e da Corinto. Con Medea, l'autore rivolge la propria riflessione critica sulla condizione subalterna della donna nella famiglia e nella società ateniese del V secolo a.C. Medea presenta caratteristiche opposte (è sia vittima sia assassina, ragiona con lucidità ed è travolta da un violento desiderio di vendetta, è madre ma anche infanticida): in questo modo l'autore non si schiera a difesa del punto di vista femminile ma mette in discussione le certezze tradizionali. Ippolito

  1. riferimenti alla città di Atene
  2. protagonisti privi di valenze eroiche (vd. Agamennone, in Elena)
  3. lunghi prologhi che illustrano i dettagli meno noti
  4. equivoci risolti dall’apparizione di un deus ex machina (vd. Elena)
  5. agoni discorsi contrapposti
  6. posizione della donna nella società (vd. Medea)
  7. valorizzazione dei legami familiari
  8. interiorità dei personaggi (vd. Elena) EDUCAZIONE CIVICA Spunti per Medea Art. 3 Tutti gli individui hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge senza nessun tipo di distinzione. E’ compito della repubblica rimuovere ogni tipo di ostacolo che limita la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, il completo sviluppo dell’individuo e la sua partecipazione alla vita politica, economica e sociale del Paese. Questo è uno dei diritti fondamentali dell’uomo della nostra costituzione. L’uguaglianza è formale (ovvero di fronte alla legge): davanti la legge i diritti di tutti sono uguali. L’art. 3 indica quali sono le differenze che non incidono sull’uguaglianza: es. sesso, religione, razza, lingua. La seconda parte dell’articolo afferma che la repubblica deve garantire l’uguaglianza sostanziale e effettiva. Secondo questo principio non siamo tutti uguali ma abbiamo tutti gli stessi diritti. Frequentare persone diverse arricchisce la nostra conoscenza del mondo. La diversità è una

caratteristica essenziale senza la quale la democrazia si trasformerebbe in regime. Art. 37 La donna lavoratrice ha stessi diritti e retribuzioni di un lavoratore uomo. Le condizioni lavorative devono consentire di adempiere al ruolo di madre. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica garantisce ai minori con norme speciali il diritto alla parità della retribuzione. Obiettivo di questo articolo è di tutelare le lavoratrici (anche madri) e i minori che lavorano. Legge n.903 del 1977 stabilisce che è vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore… Dagli anni 90 si è sviluppata una politica che cerca di garantire uguaglianza lavorativa sostanziale e effettiva fra donne e uomini, ostacolata da pregiudizi, discriminazione e sfruttamento. La legge vieta il lavoro dei bambini (0-15) e consente quello degli adolescenti (15-18): il minore deve essere idoneo all’attività lavorativa mediante esame medico; al minore deve essere garantita la frequenza alle attività formative fino ai 18. Questo articolo riserva speciali diritti a soggetti svantaggiati. Alle madri: da un lato effetto della trad. cattolica, dall’altro deriva dal fatto che la nascita di un bambino e l’allattamento sono a carico della madre → Stato garantisce di mantenere il posto di lavoro e x alcuni mesi lo stipendio. La parte rivolta ai minore ha come scopo quella di impedire lo sfruttamento. Agenda 2030 obiettivo 5 Fatti e cifre

  1. ⅔ dei Paesi in via di Sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria;
  2. 1990, in Asia meridionale, 74 bambine andavano alla scuola primaria. 2012, tassi d’iscrizione uguali per ragazzi e ragazze;
  3. In Africa, Oceania e Asia Occ. le ragzze hanno ancora difficoltà nell’accesso di scuola primaria e secondaria;
  4. In Nord Africa, le donne hanno meno di ⅕ dei posti di lavoro retribuiti in settori non agricoli.La proporzione di donne che hanno lavori retribuiti non nel settore primario è aumentato dal 35% (1990) al 41% (2015).
  5. In 46 paesi, le donne hanno oltre il 30% dei seggi parlamentari nazionali in almeno una Camera. Traguardi
  6. Porre fine a ogni tipo discriminazione nei confronti di donne e ragazze;
  7. Eliminare violenza verso donne e bambine, sia nella sfera privata che pubblica (es. Traffico di donne e sfruttamento sessuale);
  8. Eliminare fenomeni come. matrimonio combinato, spose bambine e mutilazioni genitali femminili;
  9. Riconoscere e valorizzare il lavoro domestico non retribuito, fornendo servizio pubblico, infrastrutture, politiche di protezione sociale ecc. ;
  10. Garantire la partecipazione femminile ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico, pubblico;
  11. Garantire accesso universale alla salute sessuale, riproduttiva;
  12. Dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche, alla titolarità,ai servizi finanziari, eredità, risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali; Rafforzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per promuovere l’emancipazione della donna;
  13. Adottare una politica sana per la promozione della parità di genere a tutti i livelli.

crimine;

  1. Promuovere e applicare leggi non discriminatorie e politiche di sviluppo sostenibile