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Menandro e la commedia nuova, Sintesi del corso di Latino

La figura di Menandro, autore della commedia nuova, e le caratteristiche di questo genere teatrale. Si analizzano le differenze rispetto alla commedia antica e di mezzo, la scomparsa della politica e l'interesse per la vita quotidiana. Si descrivono le opere di Menandro, con particolare attenzione a 'Il Misantropo', e la sua vita personale. Infine, si esaminano i monostichoi e l'impronta filosofica delle commedie.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

In vendita dal 03/06/2022

elisacadorin
elisacadorin 🇮🇹

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MENANDRO
Dalla commedia arcaia alla commedia nèa
a. La commedia antica ha forte impianto politico, determinato dalla democrazia ateniese
b. La commedia di mezzo risente della crisi di Atene dopo la guerra del Peloponneso, non vengono
parodizzate opere tragiche ed epiche, viene abolito il coro e le maschere subiscono una forte
trasformazione (diventa tipizzata)
c. La commedia nuova non si interessa alla mitologia e il coro viene definitivamente eliminato, i
temi sono di vita quotidiana, in cui la politica viene messa da parte per lasciare il posto alla
dimensione privata
Menandro è l'unico autore di cui ci sono pervenute opere della
commedia nuova (nèa)
Sparisce il
legame tra pubblico e polis
che però aveva caratterizzato la
commedia del V secolo AC
Sparisce anche la vivacità del
dibattito politico
e l'attualità non trova più posto
nella scena comica
Cambia il contesto culturale, infatti la commedia nuova mira già alla
cultura ellenistica e privilegia la storia dell'individuo invece che quella
della polis
L'
eroe comico
di Aristofane, che è protagonista di straordinarie imprese, lascia
spazio all'
uomo qualunque
di Menandro, che compie gli atti minimi e normali
del suo vivere quotidiano
Dunque, i personaggi di Menandro sono persone comuni che agiscono
nella loro dimensione privata, quella della famiglia e del mondo dei
rapporti affettivi
Ambientazione quotidiana con gente positiva
Avviene un fatto che muta la tranquillità di tutti i giorni, ma un altro evento
inatteso rimette tutto in ordine
Il lieto fine non dipende dalle capacità del protagonista ma dal riconoscimento
conclusivo che congiunge famiglie o innamorati quando la situazione sembra
in punto di rottura
È la
sorte
dunque che controlla e domina l'andamento della vicenda,
e l'uomo menandreo non è altro che un oggetto nelle sue mani
La vita dell'autore
Nasce ad Atene da una famiglia nobile attorno al 342/431 AC
Vive nel periodo di lotte interne (una guarnigione di soldati macedoni presidiano la città) che
portano poi alla morte di Alessandro Magno nel 323 AC
In questa situazione l'uomo non è più cittadino e gli rimane solo la dimensione privata
e personale, con la consapevolezza che è la Sorte a governare le vicende umane. In una
situazione di stabilità invece, Atene è una grande potenza e i suoi cittadini hanno la
consapevolezza di essere il padrone della propria sorte
È un uomo dai gusti raffinati, che non vuole allontanarsi da Atene anche se lo invitarono ad
Alessandria d'Egitto
Ha una storia sentimentale con una cortigiana
Si pensa sia morto annegato, attorno al 290 DC
Esordisce come commediografo nel 321 con una commedia andata perduta
Da quel momento rappresenta dalle 105 alle 109 commedie e lo scarso numero di
vittorie, dunque 8, attestate ci porta a credere che gli Ateniesi preferissero altri
commediografi, come ad esempio Filèmone
Molto tramandati sono i monostichoi (Sentenze monostiche), ovvero raccolte di
componimenti di un solo verso, in tutto 850, di tipo sentenzioso
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MENANDRO

Dalla commedia arcaia alla commedia nèa a. La commedia antica ha forte impianto politico, determinato dalla democrazia ateniese b. La commedia di mezzo risente della crisi di Atene dopo la guerra del Peloponneso, non vengono parodizzate opere tragiche ed epiche, viene abolito il coro e le maschere subiscono una forte trasformazione (diventa tipizzata) c. La commedia nuova non si interessa alla mitologia e il coro viene definitivamente eliminato, i temi sono di vita quotidiana, in cui la politica viene messa da parte per lasciare il posto alla dimensione privata

  • Menandro è l'unico autore di cui ci sono pervenute opere della commedia nuova ( nèa )
    • Sparisce il^ legame tra pubblico e^ polis^ che però aveva caratterizzato la commedia del V secolo AC
    • Sparisce anche la vivacità del dibattito politico e l'attualità non trova più posto nella scena comica - Cambia il contesto culturale, infatti la commedia nuova mira già alla cultura ellenistica e privilegia la storia dell'individuo invece che quella della polis
    • L'eroe comico^ di Aristofane, che è protagonista di straordinarie imprese, lascia spazio all'uomo qualunque di Menandro, che compie gli atti minimi e normali del suo vivere quotidiano - Dunque, i personaggi di Menandro sono persone comuni che agiscono nella loro dimensione privata, quella della famiglia e del mondo dei rapporti affettivi - Ambientazione quotidiana con gente positiva
    • Avviene un fatto che muta la tranquillità di tutti i giorni, ma un altro^ evento inatteso rimette tutto in ordine
    • Il lieto fine non dipende dalle^ capacità del protagonista ma dal riconoscimento conclusivo che congiunge famiglie o innamorati quando la situazione sembra in punto di rottura - È la^ sorte^ dunque che controlla e domina l'andamento della vicenda, e l'uomo menandreo non è altro che un oggetto nelle sue mani La vita dell'autore
  • Nasce ad Atene da una famiglia nobile attorno al 342/431 AC
  • Vive nel periodo di lotte interne (una guarnigione di soldati macedoni presidiano la città) che portano poi alla morte di Alessandro Magno nel 323 AC
  • In questa situazione l'uomo non è più cittadino e gli rimane solo la dimensione privata e personale, con la consapevolezza che è la Sorte a governare le vicende umane. In una situazione di stabilità invece, Atene è una grande potenza e i suoi cittadini hanno la consapevolezza di essere il padrone della propria sorte
  • È un uomo dai gusti raffinati, che non vuole allontanarsi da Atene anche se lo invitarono ad Alessandria d'Egitto
  • Ha una storia sentimentale con una cortigiana
  • Si pensa sia morto annegato, attorno al 290 DC
  • Esordisce come commediografo nel 321 con una commedia andata perduta
  • Da quel momento rappresenta dalle 105 alle 109 commedie e lo scarso numero di vittorie, dunque 8, attestate ci porta a credere che gli Ateniesi preferissero altri commediografi, come ad esempio Filèmone Molto tramandati sono i monostichoi (Sentenze monostiche), ovvero raccolte di componimenti di un solo verso, in tutto 850, di tipo sentenzioso
  • Conosciamo dunque circa dieci commedie di cui cinque più o meno complete, caratterizzate dall'avere un'impronta filosofica con lo scopo di osservare i vizi e i difetti dell'uomo Le commedie pervenute
  1. Il Misantropo ( Duskolos ), un uomo intrattabile e bisbetico, 316 AC
  • Affronta il difetto dell'intrattabilità: la misantropia del protagonista lo costringe alla ricerca di una solitudine volontaria e al rifiuto di qualsiasi rapporto umano, tranne quello con la figlia
  • Il carattere di Cnemone non è totalmente negativo perché la scelta di crescere lontano da un mondo animato dal male e dalla brama di denaro, ha fatto sì che sua figlia crescesse pura e gentile
  • È l'unica commedia di Menandro che ci è pervenuta pressochè intera (969 versi)
  • Fa parte delle commedie giovanili
  • Trama: il vecchio Cnemone (probabilmente ispirato a Timone di Atene e al Filocleone aristofaneo) vive con la sua unica figlia Sìmiche, dopo la moglie lo abbandona assieme al figlio di primo letto Gorgia. La sua solitudine è minacciata da un giovane cittadino Sòstrato, che si è innamorato della figlia e vuole sposarla. Nulla fa avvicinare il giovane al padre, tranne quando a Simiche cadono un'anfora e una zappa dentro un pozzo e Cnemone vi precipita al suo interno per recperarle. Rischia di annegare ma Gorgia e Sostrato lo salvano. Gorgia sposa la sorella di Sostrato e così fa lui con Sìmiche. Al matrimonio partecipa anche Cnemone dove lo attende un tranello del servo e del cuoco che si vendicano per la sua antipatia
  • Misantropo 153-175; 442- 489 : il prologo risente dell'influenza di Euripide perché è informativo ed espositivo
  • Diviso in tre parti
  1. Il dio Pan illustra gli antefatit e il luogo della vicenda, dove è presente un tempio delle ninfe
  2. Pirra, il servo di Sostrato, viene preso a sassate da Cnemone
  3. Cnemone pronuncia un breve prologo dicendo che vorrebbe essere come Perseo per percorrere le superfici attraverso l'aria e come Medusa per pietrificare chi lo guarda
  • Scena del senex iratus, il vecchio incollerito che odia il mondo, che desidera isolarsi totalmente (simile agli Acarnesi) e che è ossessionato dall'autosufficienza, seguendo il prototipo di filosofo cinico, che è anche il suo limite e ciò che Menandro condanna
  • La solidarietà tra gli uomini esiste ed è necessaria
  • Misantropo 620-^690 : è il fatto più importante della commedia, l'evento scatenante
  • Cnemone cade nel pozzo e il fatto viene raccontato dal punto di vista del cuoco Siccone (che si era offeso quando aveva chiesto in prestito una pentola al vecchio e che quindi vorrebbe lasciarlo lì) e da quello di Sostrato, fatto chiamare da una serva
  • Misantropo 691- 747 : anche questo è un momento fondamentale della storia, il punto di svolta
  • Cnemone, a seguito della sua caduta, capisce che esiste la solidarietà tra gli uomini, dunque il personaggio detta una sorta di testamento: affida a Gorgia i suoi bene
  • Trama: n servo, Davo, trova lo scudo del padrone, Cleostrato, e quando torna a casa ne annuncia la morte. In realtà però il suo padrone non è morto, ma è stato fatto prigionieri e il suo scudo è andato perso nella confusione della battaglia. Cleostrato ha uno zio avido che vuole sposare la sorella del presunto defunto perché arricchita anche lei delle ricchezze del fratello. La giovane però è promessa a un altro uomo. Quando torna il protagonista le cose si sistemano - Il prologo è ritardato e serve a correggere il quadro della situazione precedentemente trattata - Lo scopo dell'arte menandrea non è quello di produrre un effetto sorpresa ma di informare il pubblico così che questo sappia le relazioni tra i pesronaggi - Il ruolo dello schiavo Davo è importante perché, essendo il tramite tra Cleostrato e la sorella, cerca di eclissare le attenzioni dello zio - Secondo Menandro, essere schiavi o ricchi non coincide con il valore e la dignità morale della persona, dunque esce supera le distinzioni tra schiavo e libero, tra cittadino e non 1. È una svolta epocale all'interno della cultura e della civiltà greca I temi fondamentali a. Cosmopolitismo e valori universali
  • La prospettiva diventa cosmopolita, dunque prodotta dalla consapevolezza dell'unicità della natura umana che sorpassa i confini geografici: si passa dalla commedia politica a quella etica e umana fatta da Menandro
  • Esse^ sono^ prive^ di^ riferimenti^ politici,^ intesi^ come^ aggressione^ diretta dell'autore a una persona o a una situazione precisa b. Famiglia
  • Rispetto alla prospettiva della polis, con menandro si entra in quella famigliare, quindi la dimensione privata intesa non come ghenos , ma come mondo della cooperazione sociale e della sicurezza affettiva
  • I membri della famiglia non hanno sempre legami di sangue c. Amicizia e amore
  • Sono l'estensione naturale dei vincoli familiari perché la disponibilità affettiva e la solidarietà sono gli elementi che la regolano, retti dall'amore, che è conoscenza e stima dell'altro d. Ragione e. Sorte