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Micro e macro giurisprudenza, Dispense di Diritto

Micro e macro giurisprudenza

Tipologia: Dispense

2015/2016

Caricato il 21/10/2016

piero.sangiovanni
piero.sangiovanni 🇮🇹

4.6

(14)

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I CONTI DELLA CONTABILITA NAZIONALE
SETTORE PRIVATO : Consumo famiglie C
Investimenti Imprese I
SETTORE PUBBLICO : Spesa in valore aggiunto G ( opere pubbliche, stipendi statali)
Tassazione (drenando risorse) T
Trasferimenti Tr (finalità ridistributive che non richiedono contropartita
Es sussidi di disoccupazione)
RESTO DEL MONDO : Esportazioni E (beni italiani venduti all’estero)
Importazioni I (beni esteri acquistati in Italia)
Trasferimenti netti Tre (trasferimenti da famiglie all’estero a famiglie
Italiane senza richiesta di contropartita)
PIL : Insieme della produttività di un determinato paese (beni prodotti all’interno di un paese
indipendentemente dalla nazionalità del produttore) equivale al reddito nazionale e alla spesa di una
economia PIL =R=P=S Infatti la produzione complessiva viene acquistata da qualcuno, pertanto i
beni acquistati coincide con i beni prodotti quindi con la spesa. Tutto ciò che è stato prodotto e
venduto ha generato un reddito che dovrà essere ridistribuito tra i fattori che hanno concorso alla
produzione.
La si può analizzare come: Somma di tutti gli acquisti finali (metodo della spesa)
Somma de valore aggiunto prodotto di tutte le imprese (metodo del
Valore aggiunto)
Somma dei redditi percepiti da tutti i fattori produttivi (metodo del
Reddito)
PNL : Prodotto nazionale lordo è la somma di tutta la produzione ottenuta con fattori produttivi
nazionali indipendentemente dal luogo di produzione.
PIN. Si ottiene sottraendo dal PIL gli ammortamenti che rappresentano la sostituzione di beni
deteriorati e mantengono inalterate le capacità produttive.
REDDITO DISPONIBILE : reddito totale + trasferimenti – tasse Y = PIL + Tr – T
I CONTI DELLA CONTABILITA NAZIONALE
I conti della contabilità nazionale sono di 3 tipi e per 3 diverse tipologie di operatore
SETTORE PRIVATO (famiglie e imprese)
Primo conto: della produzione e delle spese. Indica come viene acquistato il prodotto
complessivo
Y = C +I
Gli acquisti per le famiglie si chiamano consumo, gli acquisti per le imprese si chiamano
investimento.
Secondo conto: dell’utilizzo del reddito : indica cosa fanno famiglie ed imprese con il reddito
disponibile (consumano e risparmiano)
Y = C + S
Terzo conto : degli investimenti (si desume sempre dal confronto degli altri due tratta gli
investimenti ed i risparmi)
Y = C +I = C + S => I = S
Dove c’è un elevato risparmio c’è anche un elevato investimento perché le famiglie risparmiando
comprano titoli delle imprese che servono per finanziare gli investimenti delle stesse.
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I CONTI DELLA CONTABILITA’ NAZIONALE

SETTORE PRIVATO : Consumo famiglie C Investimenti Imprese I

SETTORE PUBBLICO : Spesa in valore aggiunto G ( opere pubbliche, stipendi statali) Tassazione (drenando risorse) T Trasferimenti Tr (finalità ridistributive che non richiedono contropartita Es sussidi di disoccupazione)

RESTO DEL MONDO : Esportazioni E (beni italiani venduti all’estero) Importazioni I (beni esteri acquistati in Italia) Trasferimenti netti Tre (trasferimenti da famiglie all’estero a famiglie Italiane senza richiesta di contropartita)

PIL : Insieme della produttività di un determinato paese (beni prodotti all’interno di un paese indipendentemente dalla nazionalità del produttore) equivale al reddito nazionale e alla spesa di una economia PIL =R=P=S Infatti la produzione complessiva viene acquistata da qualcuno, pertanto i beni acquistati coincide con i beni prodotti quindi con la spesa. Tutto ciò che è stato prodotto e venduto ha generato un reddito che dovrà essere ridistribuito tra i fattori che hanno concorso alla produzione. La si può analizzare come: Somma di tutti gli acquisti finali (metodo della spesa) Somma de valore aggiunto prodotto di tutte le imprese (metodo del Valore aggiunto) Somma dei redditi percepiti da tutti i fattori produttivi (metodo del Reddito)

PNL : Prodotto nazionale lordo è la somma di tutta la produzione ottenuta con fattori produttivi nazionali indipendentemente dal luogo di produzione. PIN. Si ottiene sottraendo dal PIL gli ammortamenti che rappresentano la sostituzione di beni deteriorati e mantengono inalterate le capacità produttive. REDDITO DISPONIBILE : reddito totale + trasferimenti – tasse Y = PIL + Tr – T

I CONTI DELLA CONTABILITA’ NAZIONALE

I conti della contabilità nazionale sono di 3 tipi e per 3 diverse tipologie di operatore SETTORE PRIVATO (famiglie e imprese)

Primo conto: della produzione e delle spese. Indica come viene acquistato il prodotto complessivo Y = C +I Gli acquisti per le famiglie si chiamano consumo, gli acquisti per le imprese si chiamano investimento. Secondo conto: dell’utilizzo del reddito : indica cosa fanno famiglie ed imprese con il reddito disponibile (consumano e risparmiano) Y = C + S Terzo conto : degli investimenti (si desume sempre dal confronto degli altri due tratta gli investimenti ed i risparmi) Y = C +I = C + S => I = S Dove c’è un elevato risparmio c’è anche un elevato investimento perché le famiglie risparmiando comprano titoli delle imprese che servono per finanziare gli investimenti delle stesse.

SETTORE PUBBLICO

Primo conto : Y = C +I + G Secondo conto : Y – T + Tr = C + S Y = C + S + T – Tr Terzo conto : C + G + I = C + S + T – Tr I = S – ( G + T – Tr) deficit pubblico In presenza di deficit pubblico gli investimenti risultano decrementati. Assumono solo una parte di risparmi perché il deficit pubblico viene coperto mediante l’emissione d titoli. Le famiglie non acquisteranno solo titoli privati ma anche titoli pubblici finanziando così il deficit pubblico. Il deficit pubblico assorbe risparmio destinato alle imprese.

ESTERO

Primo conto : Y + M (importazioni) = C + I + G + E Y = C + I + G + E – M Secondo conto : Y – T + Tr + Tre = C + S Y = C + S + T – Tr – Tre Terzo conto. C + I + G + E – M = C + S+ T – Tr – Tre I = S – ( G + T – Tr ) – ( E – M + Tre) Il surplus estero va a diminuire il risparmio perché una parte d risparmio va in titoli esteri.

EQUILIBRIO PRIVATO (mercato di famiglie e imprese) Il settore privato è in equilibrio quando domanda = offerta. La domanda è rappresentata dal PIL e l’offerta da consumo e investimento. Quindi: Y = C + I Il consumo è composto da due elementi: uno autonomo e uno dipendente dal reddito C = Co + Cy (Co è il consumo autonomo, c è la propensione al consumo dipendente dal reddito) La propensione marginale al consumo dimostra quanto aumenta il consumo quando il reddito aumenta di 1 unità. Co = Dc/Dy oscilla tra 0 e 1. Se è 0 il reddito non influisce sul consumo, se è 1 l’intero reddito viene consumato. Il risparmio è la quota di reddito che non viene consumata S = Y – C (C = cy) Y – C y Raccolgo la y Y (1- c) = Ys ( 1- c è la propensione marginale al risparmio che possiamo chiamare s è la propensione marginale al risparmio e misura quanto aumenta il risparmio quanto il reddito aumenta di 1 unità) s = DS/DY = 1-c oscilla fra 0 e 1comportandosi in modo inverso a c. Se è 0 il reddito viene solo consumato e è 1 il reddito è solo risparmiato

Investimenti : Gli investimenti sono definiti I 0 I Domanda aggregata: D = I + C = I0+ C0 + Cy L’equilibrio si ottiene quando domanda ed offerta aggregata si eguagliano Y = I0 + C0 + cY Y – Cy = I0 + C0 Y (1-C) = C0+I Y = I0+IC0/1-C Y* = A/1-c è il reddito di equilibrio Se aumenta la propensione al consumo il denominatore diminuisce perciò il reddito aumenta.

Settore pubblico Il settore pubblico interviene con: spesa in valore aggiunto => domanda per consumo ed investimenti incide direttamente come componente autonoma del reddito Tassazione netta => prelievo dello stato alle famiglie meno trasferimenti (sussidi). Incide direttamente sul reddito in quanto riduce reddito disponibile e consumo. Domanda del settore pubblico D = Io + Go + Co + Cy Y = D Y = Io + Go +Co + Cy Y- Cy = Io+ Go+ Co Y (1-c) = Io+Go+Co Y* = Io+Go+Io/(1-c) Y* = A/1-c

consumata porti l’aumento della produzione delle imprese. Si tratta di una progressione geometrica la cui somma totale di ragione c è data proprio da 1/1-c (il moltiplicatore)

LA CURVA IS

Rappresenta le combinazioni di reddito e tasso di interesse che pongono in equilibrio il mercato reale (mercato dei beni) Consumo => dipende positivamente dal reddito e negativamente dalla tassazione. C = Co – Cto + Cy Investimento => dipende negativamente dal tasso di interesse perché all’aumentare del tasso di interesse diventa più costoso il denaro e quindi meno profittevole per le imprese impiegarlo in investimenti I = Io – vi (correlazione negativa al tasso di interesse) Spesa pubblica = componente esogena indipendente dal reddito Go EQUILIBRIO Y = C + I + G Y = Co - cT + Cy + Go + Io – vi Y- cy = Co- cT + Io –vi +Go Y (1-c) = A/1-C – vi/1-c Reddito e tasso di interesse sono negativamente correlati S = I è l’equilibrio. La curva IS sono le combinazioni di reddito e tasso di interesse che garantiscono l’equilibrio sul mercato reale. Tasso di interesse e reddito sono negativamente correlati, la curva è negativamente inclinata e ha andamento decrescente. Se aumenta il tasso di interesse diminuisce il reddito perché diminuiscono gli investimenti. Variazioni di tasso di interesse provocano spostamenti lungo la curva. Variazioni esogene provocano spostamenti della curva. Se la componente autonoma aumenta (per esempio per una politica fiscale espansiva) o si riducono le tasse ci sarà uno spostamento della curva in alto a destra.

CURVA LM

Rappresenta le combinazioni reddito tasso di interesse che pongono in equilibrio il mercato monetario e quello dei titoli

DOMANDA DI MONETA La domanda di moneta si può avere per scopo transattivi (acquisto) o precauzionale (acquisto futuro) che dipende positivamente dal reddito, o per scopo speculativo per avere tassi di interesse più elevati da cui dipende negativamente MD = laY – lbi

OFFERTA DI MONETA

E’ sostanzialmente determinata dalla emissione di moneta da parte della banca centrale. MS = Mo/P

L’equilibrio sarà dato quando l’offerta di moneta è uguale alla domanda di moneta. Mo/P = laY-lb*i

Reddito e tasso di interesse sono positivamente correlati. Se aumenta il reddito aumenta anche il tasso di interesse. Il reddito aumenta, quindi aumenta la domanda di moneta a scopo transattivi si verifica così un eccesso di domanda di moneta (le persone vogliono detenere moneta che non c’è) per avere liquidità vendono titoli pertanto i prezzi dei titoli si abbassano ed aumentano i tassi di interesse. LM rappresenta tutte le combinazioni di reddito e tasso di interesse che sono in equilibrio sul mercato monetario. La curva LM è crescente e positivamente inclinata perché all’aumentare del reddito aumenta il tasso di interesse. Variazioni del reddito apportano spostamenti lungo la curva. Modifiche di variabili esogene porteranno a spostamenti della curva ad esempio le politiche monetarie.

Se vi è una politica espansiva (aumenta l’offerta di moneta) la curva di sposta in basso a destra. Se ci sono politiche monetarie restrittive la curva si sposta in alto a sinistra (l’offerta di moneta è minore pertanto le famiglie vendono titoli provocando un eccesso di offerta di titoli, si abbasseranno i prezzi degli stessi e si alzeranno i tassi di interesse.

MODELLO IS LM

Il modello IS LM serve per determinare l’equilibrio macroeconomico confrontando il mercato reale con il mercato monetario. Trovando il reddito ed il tasso di interesse che consentono di porre in equilibrio simultaneamente entrambi i mercati. Per il corollario alla legge di Walras che enuncia che se in un mercato di n. imprese n-1 mercati sono in equilibrio sarà in equilibrio anche l’ultimo possiamo dire che quando troveremo l’equilibrio tra il mercato monetario e quello reale, sarà in equilibrio anche quello dei titoli. Il punto di equilibrio sarà analiticamente la soluzione delle due equazioni delle rette. Graficamente sarà dato dal punto di intersezione delle due curve

POLITICA FISCALE ESPANSIVA

Aumento di spesa pubblica o diminuzione delle tasse

Punto di vista logico L’aumento della spesa pubblica (o diminuzione delle tasse) fa aumentare il reddito per effetto del moltiplicatore. Se aumenta il reddito aumenta la domanda di moneta per scopi transazionali. Per avere più moneta i consumatori vendono titoli i cui prezzi calano per un eccesso di offerta ed i tassi di interesse salgono riportando in equilibrio il mercato monetario. A causa di ciò si riducono gli investimenti (effetto spiazzamento) quindi il reddito prima aumenta e poi diminuisce.

Politica monetaria espansiva Immissione di maggior moneta sul mercato

L’espansione monetaria (più moneta sul mercato) provoca un eccesso di offerta di moneta, pertanto i consumatori venderanno moneta per acquistare titoli, i prezzo dei titoli a causa di un eccesso di domanda si alzeranno provocando un abbassamento dei tassi di interesse, aumenteranno perciò gli investimenti e quindi il reddito.

EFFETTO DELLA VARIAZIONE DEI PREZZI

L’aumento dei prezzi fa si che sia ridotta l’offerta reale di moneta (inflazione) perché con la stessa quantità di moneta compero meno.

DOMANDA ED OFFERTA AGGREGATA

Per domanda aggregata si intende l’insieme dei prodotti domandati a vario titolo (che compongono il PIL) dagli individui e dalle istituzioni interessati allo sviluppo del mercato La funzione della domanda aggregata dipende negativamente dal tasso di interesse e positivamente dalla spesa pubblica, negativamente dalle tasse e dal prezzo, dalle esportazioni nette e dalle importazioni.

famiglie non consumano peggiorando ulteriormente la situazione) e quindi creando altra disoccupazione. E’ quindi il prezzo elevato a decidere la quantità del bene prodotto ed i lavoratori impiegati.

Disoccupazione da inflazione repressa: eccesso di domanda su tutti i mercati tipica di una economia pianificata in cui tutti i prezzi sono rigidamente definiti più bassi di quelli di equilibrio (scarsità di prodotti)

INFLAZIONE

E’ la variazione dei prezzi in percentuale in un dato periodo. Per confrontarla si usano i prezzi di un determinato paniere. Se si dice che l’inflazione è scesa non significa che sono scesi i prezzi, ma che sono aumentati in misura minore rispetto alla rilevazione del periodo precedente.

Cause dell’inflazione:

Inflazione da eccesso di domanda : Si verifica quando la domanda supera la capacità di offerta del sistema. Avviene quando la capacità produttiva delle imprese è limitata oppure quando si è verificata la piena occupazione. La scarsità di prodotto genera un aumento di prezzo per calmierare la domanda.

Inflazione finanziaria e creditizia : si verifica quando la spesa pubblica è in deficit in quanto vi è un aumento dei prezzi causata dall’aumento di titoli emessi. L’aumento di titoli causa un eccesso di offerta quindi abbassamento dei tassi di interesse con conseguente aumento di richiesta di credito, aumentando il livello dei prestiti si spinge automaticamente il livello del consumo che spinge in alto i prezzi.

Inflazione da riduzione di offerta. Tipica dell’aumento dei costi delle materie prime o dei salari indicizzati (scala mobile), per cui l’aumento dei prezzi comportava un aumento dei salari quindi un aumento del costo del lavoro che conseguentemente faceva ulteriormente aumentare i prezzi e così via producendo una spirale inflazionistica.

Inflazione da profitti. Si verifica nei casi di concentrazione della produzione di un unico proprietario (monopolio). I prezzi si alzano perché le imprese monopolistiche decidono di volere un profitto maggiore rispetto alla concorrenza perfetta.

Inflazione importata : si verifica quando l’aumento è legato ad un prodotto importato (es il petrolio). E’ un fenomeno difficile da controllare.

Tipi di inflazione

Deflazione. Inflazione negativa che si sposa con la recessione Inflazione strisciante: inflazione moderata non superiore al 2-3% Inflazione moderata: crescita minore del 10% Inflazione galoppante: tassi a 2 o 3 cifre Iperinflazione: tassi nell’ordine del 300%

Costi dell’inflazione

Prevista => gli operatori se l’aspettavano Imprevista => per fenomeni vari non è prevista Nella prevista si può avere una reazione immediata degli operatori oppure una riduzione ritardata.

Se gli operatori reagiscono immediatamente esisteranno dei costi di gestione delle liquidità (devono modificare la loro liquidità) .Costi di ristampa dei listini (per informare la clientela del nuovo prezzo). Nel caso ci sia reazione ritardata vi sarà un costo connesso con l’innovazione finanziaria (vengono creati strumenti finanziari atipici, ad esempio i conti pronto termine), e costi del fiscal drag cioè drenaggio fiscale nel caso in cui il reddito reale rimane fermo la tassazione viene ad incidere sul reddito.

Nel caso sia imprevista si vengono a creare dei guadagni per qualcuno e delle perdite per altri. Ad esempio una ridistribuzione dai creditori ai debitori in quanto il credito diminuisce o generazionale dagli anziani ai giovani.

Curva di Philips

Mette in correlazione disoccupazione ed inflazione e stabilisce che vi sia una correlazione negativa. Una politica economica espansiva produce maggiore occupazione ma causa anche un aumento dei prezzi quindi inflazione. Un alto tasso di occupazione spinge in alto i salari monetari i quali spingono ad aumentare la domanda di beni che porta ad alzare i prezzi e quindi inflazione. Il decisore di politica economica dovrà decidere se vuole eliminare disoccupazione dovrà accettare un livello di inflazione più alta, se vuole diminuire l’inflazione dovrà accettare l’aumentare della disoccupazione. Maggiore sarà la disoccupazione e maggiore sarà la spinta dei prezzi dei salari verso il basso. In presenza di politiche espansive ci si aspetteranno aumenti di prezzo. Gli operatori quindi richiederanno degli aumenti di salario,ciò produrrà disoccupazione che nel lungo periodo diventerà strutturale

ECONOMIA INTERNAZIONALE

La bilancia dei pagamenti è quel documento che registra tutte le transazioni con l’estero e si compone di due parti: PARTITE CORRENTI => importazioni, esportazioni e trasferimenti. MOVIMENTI DI CAPITALI => transazioni finanziarie internazionali

Registrazioni : vengono registrate con segno positivo le transazioni che portano denaro all’interno del paese (esportazioni, trasferimenti in (denaro che un immigrante manda alla sua famiglia) acquisti da parte dell’estero di titoli nazionali) Vengono registrate con segno negativo le transazioni che portano denaro fuori dal paese (importazioni, trasferimenti out, acquisto di titoli esteri)

Formalizziamo: BP = PC +MK => BP = E-M + TNdE +MK

Tasso di cambio; rappresenta il valore di una moneta in termini di un’altra. Si parla di apprezzamento (rivalutazione) del tasso di cambio quando il valore di una moneta nazionale rispetto a quella estera aumenta. In caso contrario è detto deprezzamento della moneta.

Regime di cambio : rappresenta l’insieme delle regole che definiscono il ruolo delle banche centrali sul mercato dei cambi. In presenza di cambi rigidi viene stabilito un tasso di cambio che la banca centrale si impegna a difendere (immettendo moneta). In presenza di cambi flessibili la Banca Centrale sarà osservatore del mercato dei cambi.

Tasso di cambio reale : è il rapporto dei prezzi tra due paesi nella stessa unità di cambio (tutto in euro o tutto in dollari)

Nei limiti la banca centrale interviene vendendo riserve e drenando liquidità nazionale (toglie moneta). Quindi la curva ritorna nella posizione iniziale e annulla la politica monetaria espansiva. In presenza di cambi fissi le politiche monetarie sono inefficaci

MACRO

IL MERCATO

Nel mercato vi sono forze contrastanti tra loro: domanda e offerta. DOMANDA. È la richiesta effettuata sul mercato dai consumatori. E’ una funzione decrescente e dipende negativamente dal prezzo (più aumenta il prezzo più cala la domanda di prodotti) OFFERTA : E’ la disponibilità del produttore a cedere un bene ad un determinato prezzo. In caso di concorrenza perfetta e di rendimenti di scala decrescenti essa aumenta all’aumentare del prezzo (è collegata positivamente al prezzo)

Nel punto B la quantità è più bassa ed il prezzo più alto. Se varia il prezzo o la quantità avremo spostamenti lungo la curva (variabili endogene) Se ci sono delle variazioni delle variabili esogene (reddito, prezzo di altri beni ) ci saranno spostamenti della curva. All’aumentare del reddito , dei beni sostituti o al diminuire dei beni complementari (cioè quando si verifica una condizione di maggior ricchezza) la curva si sposta verso l’alto. Se diminuisce il reddito, il valore dei beni sostituti o aumenta il valore dei beni complementari, la curva si sposta in basso.

L’offerta : L’impresa produce beni utilizzando questi fattori produttivi: capitale, lavoro, terra. Ipotizziamo che l’unica variabile sia il lavoro, la cui produttività marginale è positiva e decrescente (per un’ora lavorata in più la quantità di prodotto aumenta, ma aumenta meno per il fattore stanchezza. Esempio prezzo prodotto = 4 salario orario =

Ore lavorate n. prodotti Valore prodotto Salario orario Conviene o non

1 20 80 30 Conviene

2 10 40 30 Conviene

3 3 12 30 Non conviene

Se il prezzo prodotto aumenta a 30 accade che:

Ore lavorate n. prodotti Valore prodotto Salario orario Conviene o non

1 20 600 30 Conviene

2 10 300 30 Conviene

3 3 90 90 conviene

E’ dimostrato che all’aumentare del prezzo l’imprenditore aumenterà la produzione in quanto diventa più conveniente. Egli aumenterà la produzione finché il valore della produzione sarà superiore del salario. La curva di offerta è quindi crescente e dipende positivamente dal prezzo.

se variano le variabili endogene ci saranno spostamenti lungo la curva, se ci sono cambiamenti di variabili esogene (costo dei fattori capitale e lavoro) vi sarà uno spostamento della curva. Se c’è un aumento di salario vi sarà una riduzione delle quantità prodotte a parità di prezzo quindi la curva si sposterà il alto a sinistra. Al contrario con il diminuire del salario aumenteranno le quantità prodotte per lo stesso prezzo e la curva si sposterà in basso a destra. Il punto di equilibrio tra domanda e offerta si trova all’intersezione delle due curve Se si verificano degli shock di domanda o di offerta avremmo gli spostamenti delle curve con altresì il punto di equilibrio.

L’ELASTICITA’ DELLA DOMANDA

Misura la reattività della quantità domandata alla variazione percentuale del prezzo Rappresenta l’inclinazione della curva di domanda La domanda è rigida quando ci sono pochi sostituti per un determinato bene (esempio la benzina) quindi la quantità consumata diminuisce poco all’aumentare del prezzo. La curva è verticale e parallela all’asse delle Y se la domanda è perfettamente rigida. Se è relativamente rigida è una curva molto inclinata (cambiamenti di prezzo danno variazioni minime nella quantità) La domanda è elastica quando il bene ha molti sostituti per cui a piccole variazioni di prezzo di avranno grandi cambiamenti di quantità. La domanda perfettamente elastica è orizzontale e parallela all’asse delle X. La domanda relativamente elastica ha una bassa pendenza perché un cambiamento relativamente piccolo nel prezzo porta ad un cambiamento notevole nella quantità.

IL SURPLUS

Il surplus del consumatore è dato dalla somma che un consumatore sarebbe disposto a pagare per un certo bene meno la somma che effettivamente lui paga. Cresce con la riduzione dei prezzi. Il surplus del produttore è dato dalla differenza tra la somma incassata (prezzo minimo) ed il costo effettivo di produzione. Cresce con il crescere del prezzo

TEORIA DEL CONSUMANTORE

La teoria del consumatore spiega l’andamento della curva di domanda. Si basa su due concetti fondamentali. Il concetto di utilità : è la misura del benessere dato dal consumo di beni. La funzione di utilità collega il grado di benessere con il consumo. L’individuo vuole massimizzare il suo grado di benessere, quindi l’utilità. Il vincolo di bilancio : è l’insieme di risorse che l’individuo può utilizzae per consumare e cercare di massimizzare la sua utilità Utilità totale = è l’utilità conseguente ad un dato consumo (un paniere di beni) secondo la funzione di utilità. Utilità marginale = È l’incremento di utilità totale prodotta dal consumo di un ulteriore unità di bene. La si ipotizza positiva e decrescente. Umg =ΔU/ΔQr = variazione di utilità/variazione di quantità Utilità media = è il rapporto tra utilità totale e quantità consumata del bene U/Qx. Quando l’utilità marginale è inferiore all’utilità media fa si che quest’ultima sia decrescente (esempio del voto degli esami). Se l’utilità marginale è maggiore dell’utilità media quest’ultima sarà crescente.

Curve di indifferenza

L’utilità che l’individuo ne ricava è il rapporto tra l’ozio ed il consumo. Si potranno costruire delle curve di indifferenza con indicati come beni l’ozio e il consumo.(SMS = rapporto tra variazione di consumo con variazione di ozio o rapporto tra le due utilità marginali) Il punto di ottimo si avrà con la tangenza del vincolo di bilancio dove la pendenza della retta è data dal salario reale. La retta si interrompe per T=0 in quanto non è possibile andare oltre il tempo fruibile.

TEORIA DELL’IMPRESA IN CONCORRENZA PERFETTA

L’impresa per produrre beni deve utilizzare fattori produttivi che sono capitale e lavoro. L’impresa tende a massimizzare il proprio profitto cioè la differenza tra ricavi totali e costi totali (RT-CT) Funzione di produzione: regola mediante la quale le imprese combinando i fattori produttivi nel modo più efficace possibile producono un bene destinato al mercato Q = F (K, L). Aumentando capitale e lavoro aumenta la quantità prodotta. I fattori produttivi hanno produttività marginale decrescente. Produttività marginale : incremento della produttività totale dato da un ulteriore unità di fattore produttivo. Es. produttività marginale del lavoro è l’incremento di produzione dato da un ulteriore ora di lavoro Pmgl = DQ/DL Produttività media : rapporto tra produttività totale e lavoro impiegato PM=Q/L

Rendimenti di scala :è l’apporto di tutti i fattori produttivi, cioè come agiscono insieme. Crescenti : all’aumento proporzionale dei fattori corrisponde un aumento più che proporzionale della quantità prodotta DL/L = DK/K < DQ/Q sono detti economie di scala. Costanti : all’aumento proporzionale dei fattori corrisponde un aumento proporzionale del prodotto DL/L =DK/K = DQ/Q Decrescenti : all’aumento proporzionale dei fattori produttivi corrisponde un aumento meno che proporzionale della produttività DL/L = DK/K >DQ/Q sono detti diseconomie di scala.

Concorrenza perfetta = è la condizione di un mercato ideale in “vitro” che presuppone:

  • molteplicità di consumatori (nessuno impone un prezzo)
  • molteplicità di consumatori
  • omogeneità dei beni (beni percepiti in maniera equivalente)
  • perfetta informazione
  • assenza di barriere in entrata ed in uscita (chiunque può entrare ed uscire dal mercato senza costi aggiuntivi.

La concorrenza perfetta è incompatibile con rendimenti di scala crescenti perché spingerebbe le imprese ad aumentare il profitto quindi ad una diminuzione dei venditori con una degenerazione nel monopolio.

Massimizzazione del profitto: è lo scopo dell’impresa e si definisce nella differenza tra i ricavi e i costi X = RT-CT = RT –(Wl + rK) X = profitto Wl = costo del lavoro rK = costo del capitale

Costi fissi : costi iniziali sostenuti prima di avviare la produzione (macchinari, capannoni, terra) non sono suscettibili a variazioni in base ad aumenti della quantità. Costi variabili : costi sostenuti durante la produzione (lavoro, materie prime) incidono sui costi marginali Costi totali : somma di costi variabili + costi fissi Costi marginali : indica l’aumento dei costi totali indotto dalla variazione unitaria di un bene prodotto. I costi variabili incidono sui costi marginali. Cmg = DCT/DQ. L’andamento dei costi marginali dipende dai rendimenti di scala e dalle produttività marginali dei fattori produttivi.

Quantità Lavoro totale Salario Costo marginale 1 5 10 50

2 15 10 100 3 30 10 150 4 50 10 200

Pmg decrescente Cmg crescente Costo medio : rapporto tra costo totale e quantità prodotto. Incidono sia i costi fissi che i costi variabili CM = CT/Q Finché il costo marginale è al di sotto del costo medio quest’ultimo è decrescente, quando il costo marginale è al di sopra del costo medio, quest’ultimo sarà crescente. Il punto di minimo del costo medio si ha quando interseca il costo marginale.

MASSIMAZIONE NEL BREVE PERIODO

Per breve periodo intendiamo il periodo in cui possa variare solo un fattore produttivo (in questo caso il lavoro). Il valore del costo variabile è dato dal prodotto del salario per il lavoro impiegato

L’inclinazione della funzione di produzione è positiva ma decrescente ed è data dalla produttività marginale del lavoro che è positiva e decrescente (la curva diventa mano mano sempre più piatta). Se si aumenta il capitale la funzione transla verso l’alto. Massimizzazione: all’impresa conviene assumere manodopera e quindi ampliare il fattore produttivo solo fin tanto che la produttività marginale (espressa in valore) è maggiore del salario corrisposto. Pmg in valore = VPmg = PPmg è la produttività marginale moltiplicata per il prezzo. La condizione di massimo sarà quando Pmg e salario sono uguali. VPmg = PPmg = W Pmg = W/P (Salario reale)

Nel punto A la produttività marginale incontra il salario reale. A sinistra di quel punto la produttività marginale è minore del salario e risulterà conveniente assumere nuovi lavoratori. A destra di quel punto la Pmg è minore del salario reale quindi risulta conveniente ridurre la quantità di lavoro. L’aumento del salario contrae il n. di lavoratori e la quantità totale prodotta (riduzione di domanda di lavoro) Una volta trovato sulla curva del costo di lavoro la quantità di lavoro ottimale andremo a trovare sulla curva di produzione la corrispondente quantità di prodotto ottimale

Q* è la quantità ottimale prodotta dall’impresa.

MASSIMAZIONE NEL LUNGO PERIODO

Lungo periodo = tutti i fattori produttivi possono cambiare (lavoro e capitale) L’impresa massimizza il profitto che è dato dalla differenza tra ricavi totali e costi totali X = RT-CT

Ricavo totale = è il prodotto tra prezzo e quantità, essendo il prezzo dato il ricavo è funzione della quantità prodotta RT = PQ Ricavo medio = rapporto tra ricavi e quantità quindi è uguale al prezzo RM = RT/P = PQ/Q = Q Ricavo marginale = e la variazione del ricavo totale indotta da una ulteriore unità prodotta Rmg = DRT/DQ. Il ricavo marginale è sempre costante ed è uguale al prezzo Rmg=RM=P.

Massimizzazione:

In un mercato in concorrenza di beni e fattori produttivi i prezzi si eguagliano simultaneamente e si equilibrano tra loro. Ciò comporta l’uguaglianza tra domanda e offerta e tra costo di produzione e costo di vendita di ciascun bene. Se vi sono scostamenti in qualche mercato necessariamente si verificherà uno shock opposto in un altro mercato per riportare in equilibrio tutti i mercati. La somma degli scostamenti di tutti i mercati deve sempre essere uguale a 0 Corollario alla legge di Warlras se in un sistema dato di n. mercati n-1 sono in equilibrio anche l’ultimo è in equilibrio.

Teoria paretiana Uno stato del mondo A si può considerare socialmente superiore ad uno stato B se tutti gli individui di A stanno meglio che in B Uno stato del mondo B si può considerare socialmente più desiderabile rispetto ad uno stato A se almeno un individuo sta meglio in B mentre tutti gli altri non hanno peggiorato le loro condizioni. Si ha ottimo paretiano quando non è possibile migliorare la condizione di un individuo senza peggiorare le condizioni degli altri

IL MONOPOLIO

Che cos’è il monopolio? Un impresa unica produttrice di un bene Stabilisce il prezzo quindi è price maker e allo stesso tempo decide quale quantità di bene produrre. Cause del monopolio:

  • barriere all’entrata (licenze, brevetti, licenze rilasciate dalle autorità, protezioni stabilite dalla legge
  • asimmetria informativa, non far circolare le informazioni delle tecniche produttive
  • controllo di fattori produttivi indispensabili (tipo petrolio)

Monopolio legale = concessione pubblica data dallo stato Monopolio naturale = barriere all’entrata date dai costi all’ingresso. Costi medi decrescenti rendono la concorrenza impossibile Equilibrio

Il punto minimo di CM (costo medio) è l’intersezione con Cmg (costo marginale) Rmg < di RM perché il prezzo = RM è decrescente. Il mercato quindi RM (Curva di domanda) fa il prezzo che è l’incontro di QM con RM Il ricavo marginale è minore del ricavo medio perché la curva di domanda è decrescente. La quantità ottimale è data dal punto di incontro tra il ricavo marginale ed il costo marginale. M Per trovare il prezzo dovrò trovare il punto di incontro tra la curva di domanda e la quantità ottimale QM La quantità QM dà origine ad un costo medio che si trova sul punto di incontro con la curva dei costi medi CM. Il profitto del monopolista è dato dal ricavo meno i costi. Quindi area data dalla quantità scambiata per il valore dato del prezzo. Il costo medio Q* (PM – CM) = profitto

Il monopolista produce meno rispetto a quello di imprese in concorrenza e ad un prezzo più alto con vantaggio per il monopolista e danno per il consumatore. Una parte dell’extraprofitto non rimane a nessuno e si perde. Per Pareto non ci potremmo spostare nel mercato della concorrenza perché si verrebbe a creare una situazione di peggioramento per il monopolista

CONFRONTO CON L’IMPRESA IN CONCORRENZA PERFETTA

Nei mercati concorrenziali il prezzo è uguale a ricavo medio che è uguale al ricavo marginale, nel monopolio il prezzo è uguale a ricavo medio ma è maggiore del ricavo marginale. Nei mercati concorrenziali il prezzo è uguale al costo marginale mentre nel mercato monopolistico è maggiore del costo marginale.

IL MONOPOLIO NATURALE

Ci sono casi in cui la concorrenza perfetta è impossibile cioè in presenza di costi medi e marginali decrescenti determinati da economie di scala crescenti. Si tratta di un fallimento del mercato. Chi tentasse di produrre al livello in cui il prezzo è uguale a costo marginale massimizzerebbe la propria perdita. Quindi è possibile solo il monopolio (monopolio naturale) E’ la situazione delle aziende di pubblici servizi. Negli anni 60 lo stato è intervenuto gestendo direttamente i pubblici servizi e cercando di coprire le perdite attraverso la tassazione. Negli anni 80 c’è stata la privatizzazione dei monopoli naturali e lo stato è intervenuto al fine di quasi costringere ad operare in un regime di quasi concorrenza cioè ad un livello di produzione in cui il prezzo eguaglia il costo medio in modo da azzerare gli extraprofitti.

L’ OLIGOPOLIO

Cos’è? Forma di mercato non concorrenziale. La produzione è concentrata in poche imprese grandi dove ruotano imprese più piccole. Possono imitare il monopolio (accordo tra imprese) o simulare la concorrenza ( non accordandosi tra loro) Barriere all’entrata collegate con i costi. Cartello = accordo tra imprese oligopolistiche tenendo bassa l’offerta per dividersi l’extraprofitto. Dipende dalla coesione tra le imprese e da quanto sono forti le barriere di ingresso. Gli accordi di cartello sono legalmente vietati anche se spesso sono taciti. Oligopolio collusivo = cartello. Le imprese collaborano e simulano un comportamento monopolista. Oligopolio concorrenziale = le imprese non si accordano e si crea una situazione simile alla concorrenza perfetta. Oligopolio con impresa dominante = grande impresa con intorno piccole imprese che sono obbligate a seguirla o in determinati casi cercano di farle concorrenza dipende dalle strategie adottate.

Il prezzo: il prezzo è dato dai costi di produzione più una base di ricarico (mark-up) CT+m P = Wl + m (wL)/ = w/p* (1+m) Il prezzo reagisce positivamente al lavoro e al mark-up. In un sistema oligopolista la domanda dipende dal comportamento delle altre imprese. Po = prezzo indicato dal mark-up.Per prezzi maggiori a Po la curva è più elastica. Per prezzi minori di Po le imprese avranno nell’immediato un forte aumento della domanda, ma poi anche le altre imprese si allineeranno.

IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO

E’ una teoria dei giochi. Si ipotizza di essere davanti a due persone arrestate che vengono messe in due stanze separate, sono accusate entrambe di aver commesso un delitto e non hanno la possibilità di comunicare tra loro. Chance 1 uno confessa e l’altro non confessa. Se uno solo confessa uscirà subito e l’altro avrà una condanna elevata Se A confessa avrà una utilità 80 e B una utilità 10 (viceversa se B confessa) Se entrambi confessano avranno una condanna minima (utilità 30)

B

NON CONFESSA CONFESSA