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Nello sciame riassunto, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Nello sciame riassunto schematico

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

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Rossella.Seremedi
Rossella.Seremedi 🇮🇹

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NELLO SCIAME: VISIONI DEL DIGITALE (Byung-Chul Han)
E’ un filosofo sudcoreano che vive in Germania,  docente a Berlino. In questo libro si interroga su ci che
accade quando una societ, la nostra occidentale, azzera il privato trasformandolo in pubblico uccidendo
privacy ed intimit. Il soggetto capace di annullarsi in una folla che marca per un’azione comune ha ceduto
il passo ad uno SCIAME DIGITALE di individui anonimi ed isolati, che si muovono disordinati ed imprevedibili
come insetti.
1964 Marshall MchLuhan, teorico dei media: “L’elettricit  in mezzo a noi e noi siamo storditi, ciechi, sordi
e muti di fronte alla sua collisione con la tecnica di Gutenberg”. Lo stesso accade oggi con il medium digitale
che modificando la nostra percezione, sensibilit e modo di pensare crea stordimento portando alla crisi
odierna.
SENZA RISPETTO
Rispettare: dal latino respectare, letteralmente distogliere lo sguardo,  uno sguardo distaccato,  un
riguardo.
Spettacolo: dal latino spectare, indica un puntare lo sguardo in cui manca il riguardo distaccato/rispetto. La
distanza  ci che distingue il rispettare dallo spettacolo. Una societ senza rispetto sfocia in una societ del
sensazionalismo. La decadenza della sfera pubblica e la crescente mancanza di rispetto vanno di pari passo.
Oggi non c’ pi7 distanza, ergo non c’( pi) pudore => commistione di pubblico e privato, la comunicazione
digitale favorisce l’esibizione pornografica dell’intimit e della sfera privata decretandone l’abolizione.
L’autore gioca con 2 termini tedeschi: ABSTAND (distanza) e ANSTAND (pudore). Il rispetto  vincolato al
nome. Anonimato e rispetto si escludono a vicenda.
Shitstorm: letteralmente tempesta di merda,  anonima e in ci consiste la sua violenza. Indica il fenomeno
in rete, specie nei blog e sui social, di discussione e critica con l’uso di un linguaggio negativo e violento. E’
una sorta di frastuono comunicativo => il no  sempre pi7 rumoroso del s=.
Per Carl Schmitt il sovrano  colui che  in grado di generare un silenzio assoluto, facendo tacere tutti di
colpo. Ma a seguito della rivoluzione digitale, il sovrano  diventanto colui che dispone delle shitstorms in
rete.
LA SOCIETA’ DELL’INDIGNAZIONE
Smart mobs: raggruppamenti spontanei di individui con un fine sociale e politico di protesta (in ci sta la
differenza con i flash mobs) che sono simili alle ondate di indignazione perch= sono imprevedibili, effimeri e
incontrollabili => non costruiscono un NOI stabile,  qualcosa di temporaneo.
La prima parola dell’Iliade  MENIN (ira) su cui si incentra il canto,  un’ira narrativa che produce
determinate azioni. L’indignazione digitale non  cantabile, non  capace di azione n= di narrazione. Non
viene generato alcun futuro.
NELLO SCIAME
Gustave Le Bon, psicologo delle masse: definisce l’epoca moderna come l’et delle folle nel libro del 1895
“Psicologia delle folle” in cui profetizza un nuovo futuro potere sociale, quello delle folle. Vede la massa
come la manifestazione del nuovo rapporto di potere che sostituir quello dei re => ci porter per Le Bon
alla crisi sF della sovranit ma anche della civilt, massa come distruttrice di civilt.
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NELLO SCIAME: VISIONI DEL DIGITALE (Byung-Chul Han)

E’ un filosofo sudcoreano che vive in Germania, è docente a Berlino. In questo libro si interroga su ciò che accade quando una società, la nostra occidentale, azzera il privato trasformandolo in pubblico uccidendo privacy ed intimità. Il soggetto capace di annullarsi in una folla che marca per un’azione comune ha ceduto il passo ad uno SCIAME DIGITALE di individui anonimi ed isolati, che si muovono disordinati ed imprevedibili come insetti.

1964 Marshall MchLuhan, teorico dei media: “L’elettricità è in mezzo a noi e noi siamo storditi, ciechi, sordi e muti di fronte alla sua collisione con la tecnica di Gutenberg”. Lo stesso accade oggi con il medium digitale che modificando la nostra percezione, sensibilità e modo di pensare crea stordimento portando alla crisi odierna.

SENZA RISPETTO

Rispettare : dal latino respectare, letteralmente distogliere lo sguardo, è uno sguardo distaccato, è un riguardo.

Spettacolo : dal latino spectare, indica un puntare lo sguardo in cui manca il riguardo distaccato/rispetto. La distanza è ciò che distingue il rispettare dallo spettacolo. Una società senza rispetto sfocia in una società del sensazionalismo. La decadenza della sfera pubblica e la crescente mancanza di rispetto vanno di pari passo.

Oggi non c’è più distanza, ergo non c’è più pudore => commistione di pubblico e privato, la comunicazione digitale favorisce l’esibizione pornografica dell’intimità e della sfera privata decretandone l’abolizione. L’autore gioca con 2 termini tedeschi: ABSTAND (distanza) e ANSTAND (pudore). Il rispetto è vincolato al nome. Anonimato e rispetto si escludono a vicenda.

Shitstorm : letteralmente tempesta di merda, è anonima e in ciò consiste la sua violenza. Indica il fenomeno in rete, specie nei blog e sui social, di discussione e critica con l’uso di un linguaggio negativo e violento. E’ una sorta di frastuono comunicativo => il no è sempre più rumoroso del sé.

Per Carl Schmitt il sovrano è colui che è in grado di generare un silenzio assoluto, facendo tacere tutti di colpo. Ma a seguito della rivoluzione digitale, il sovrano è diventanto colui che dispone delle shitstorms in rete.

LA SOCIETA’ DELL’INDIGNAZIONE

Smart mobs : raggruppamenti spontanei di individui con un fine sociale e politico di protesta (in ciò sta la differenza con i flash mobs) che sono simili alle ondate di indignazione perché sono imprevedibili, effimeri e incontrollabili => non costruiscono un NOI stabile, è qualcosa di temporaneo.

La prima parola dell’Iliade è MENIN (ira) su cui si incentra il canto, è un’ira narrativa che produce determinate azioni. L’indignazione digitale non è cantabile, non è capace di azione né di narrazione. Non viene generato alcun futuro.

NELLO SCIAME

Gustave Le Bon , psicologo delle masse: definisce l’epoca moderna come l’età delle folle nel libro del 1895 “Psicologia delle folle” in cui profetizza un nuovo futuro potere sociale, quello delle folle. Vede la massa come la manifestazione del nuovo rapporto di potere che sostituirà quello dei re => ciò porterà per Le Bon alla crisi sì della sovranità ma anche della civiltà, massa come distruttrice di civiltà.

La nuova folla odierna si chiama SCIAME DIGITALE anche se non è propriamente una folla in quanto le manca un’ANIMA essendo composto da individui isolati ( hikikomori : termine giapponese con cui si indicano quei soggetti, di solito adolescenti, che si isolano completamente in casa rifiutando di uscirne, auto-esclusione). Non c’è un noi né un’unica voce coerente. Un assembramento random di persone non è una folla. Agli abitanti digitali manca la spiritualità del riunirsi, manca perciò la capacità di marciare in un’unica direzione comune. Proprio come gli smart mobs, le masse digitali si dissolvono con la stessa rapidità con cui si formano.

Homo elecrtonicus : per McLuhan è l’uom della folla => è l’abitante elettronico del mondo ma al tempo stesso è connesso con tutti gli altri uomini diventando un “Nessuno” come fosse uno spettatore di uno stadio globale.

Homo digitalis : conserva la sua identità privata, è tutt’altro che un “Nessuno”. Tuttavia spesso si mostra in forma anonima, diventando un “Qualcuno anonimo”.

Per Hardt e Negri la globalizzazione porta a 2 forze contrapposte

Impero : gerarchia di potere capitalistica deterritorializzata. Non è una classe dominante che sfrutta la moltitudine, perché oggi ciascuno sfrutta se stesso pur credendosi libero. Nell’Impero quindi nessuno domina: è il sistema capitalistico che sovrasta tutti => oggi si parla di uno sfruttamento senza dominio.

Moltitudine : unione di singoli che interagiscono e che si oppone all’Impero. E’ una classe capace di un agire comune contro lo sfruttamento esercitato dall’Impero. Ne fanno parte tutti quelli che contribuiscono al sistema capitalistico.

DE-MEDIALIZZAZIONE

Il medium digitale è un medium di presenza: le info sono prodotte, inviate e ricevute senza l’intervento di intermediari. Radio: medium con struttura ad anfiteatro, non c’è interazione, unidirezionalità dell’emissione.

Rete: topologia diversa con un centro irradiante che si esprime anche come istanza del potere.

La comunicazione digitale permette di manifestare l’ISTANTANEO momento d’eccitazione in cui ognuno è trasmittente e ricevente al tempo stesso (consumatore e produttore).

Conseguenza: la società odierna si fonda sulla comunicazione de-medializzata in cui ciascuno riceve e produce informazioni. I giornalisti, un tempo una figura privilegiata, sono oggi superflui e anacronistici.

Questa crescente de-medializzazione mette in difficoltà la democrazia rappresentativa in quanto i rappresentanti politici devono ESSERCI: la rappresentazione cede il posto all’ obbligo di presenza e di trasparenza. Ma la trasparenza totale impone alla comunicazione politica una temporalità che rende impossibile una programmazione lenta e a lungo termine: esaurisce tutto subito. Viviamo in una società della trasparenza (Transparenzgesellschaft) in cui questo principio genera una costrizione al conformismo: così come la videosorveglianza continua, la costante osservazione mediatica sui politici induce la sensazione di essere osservati (effetto panottico) pertanto non sono liberi di discutere apertamente temi e posizioni provocatori/impopolari.

Per Butor viviamo una crisi economica ma anche una crisi letteraria dovuta alla crisi dello spirito. Infatti è da diversi anni che non accade quasi nulla di significativo in letteratura, c’è un profluvio di pubblicazioni ma

Atrofia delle mani : per colpa dei medium digitali. L’uomo del futuro non avrà più bisogno delle mani, ma solamente delle dita. L’uomo invece di agire gioca con le dita, vuole solo giocare e godere. L’uomo del futuro non è un homo faber lavoratore ma un giocatore, un homo ludens. L’homo digitalis non agisce.

Parola “digitale” : rimanda al dito (digitus) che conta. La cultura digitale si basa sul dito che conta, oggi nel mondo digitale tutto viene trasformato in qualcosa di contabile per poter essere tradotto nel linguaggio dell’efficienza e della prestazione: i mi piace, gli amici su Facebook, la quantità di tweets....

Oggi il lavoro è immateriale e atemporale : ce lo portiamo ovunque (tempo libero, in vacanza, ma anche nel sonno) poiché i medium digitali portano ad una nuova schiavitù in cui ogni luogo e tempo è trasformato in luogo e tempo di lavoro. Il lavoro è reso mobile, cosicché non possiamo sfuggirgli.

DAL CONTADINO AL CACCIATORE

La mano agisce : così Heidegger definisce l’essenza della mano che è quindi il medium dell’Essere. La macchina da scrivere, usandola si impiegano solo le dita, ci allontana dall’Essere in quanto sottrae all’uomo la dignità essenziale della mano => porta a un’atrofia della mano che causa l’oblio dell’Essere. La mano di Heidegger pensa invece di agire (ogni movimento della mano si poggia sul pensiero) pertanto l’atrofia digitale della mano atrofizzerebbe lo stesso pensare. Il filosofo tedesco identifica il logos con il contadino che coltiva il linguaggio come un campo: deve ascoltarlo e ubbidirgli in quanto la terra non è trasparente, ma è impenetrabile ed estranea all’informazione. A questa “terra” si contrappone il digitale che è trasparente.

L’informazione è cumulativa/additiva, la verità è esclusiva/selettiva. Nell’epoca digitale c’è una massa di informazioni a cui non corrisponde una massa di verità. Oggi non siamo più contadini ma cacciatori d’informazione : vaghiamo per la rete, siamo mobili, al centro ci siamo noi, siamo cacciatori attivi grazie al dispositivo digitale con cui ci fondiamo.

I cacciatori d’informazione pretendono istantaneità (sapere tutto subito) e trasparenza (le istanze del potere le vedono come barriere per l’accesso alle informazioni). Google Glass : occhiali informatici che sostituiscono lance e frecce dei cacciatori paleolitici, non sono uno strumento perché non si prendono in mano, diventano una parte stessa del corpo dell’utente.

Il potere rafforza la comunicazione asimmetrica, il digitale realizza un rapporto simmetrico in cui diventa difficile collocare i rapporti di potere (consumatore è anche produttore).

DAL SOGGETTO AL PROGETTO

Il contadino heideggeriano è un soggetto , termine che significa essere-sottoposto-a. E’ sottoposto al nomos della terra. Oggi si crede di non essere oggetti sottoposti ma progetti di sé stessi. Certamente lo sviluppo del soggetto in progetto c’era già prima del medium digitale, ma quest’ultimo, in quanto medium di progetto , l’ha rafforzato.

Digital turn : il filosofo ceco Flusser auspica una nuova antropologia del digitale in quanto l’uomo è un artista che progetta mondi alternativi. Non siamo più soggetti perché non ci sono più oggetti di cui potremmo essere i soggetti.

Per Flusser il SE’ oggi è semplicemente un punto di snodo di virtualità che si incrociano. Per il filosofo, l’etica telematica della rete corrisponde al “cristianesimo ebraico” con la sua richiesta di amore per il prossimo.

La comunicazione digitale sarebbe una specie di società pentecostale che libera l’uomo dal sé isolato producendo uno spirito empatico. Ritiene che la società dell’informazione sia una “strategia per abolire l’ideologia Ma quanto sostenuto da Flusser non si è avverato: la comunicazione digitale infatti ERODE la società, il No i, aggravando l’isolamento dell’uomo che è dominato dal narcisismo e non dall’amore per il prossimo.

Il progetto nel quale il soggetto si rivela è in realtà una costrizione : più libertà significa più costrizione (otto forma di prestazione, auto-ottimizzazione e auto-sfruttamento). Viviamo in una società della prestazione che porta all’isolamento => il sé come progetto si rivela un proiettile contro se stesso.

IL NOMOS DELLA TERRA

Heidegger è stato l’ultimo grande sostenitore dell’ ordinamento terraneo (la “terra” del contadino” che poggia sulla legge del nomos, congedato definitivamente dal digitale) il quale è formato da muri e confini. Ha un carattere fermo, a differenza del digitale che è flessibile e mobile.

Le categorie dell’ordinamento terreno (pensiero, azione, verità...) sono sostituite da quelle dell’ ordinamento digitale :

 Il pensiero non è una categoria del digitale perché cede il passo ai procedimenti di calcolo

 L’azione viene surclassata dall’operazione automatica in cui non c’è l’indugiare o il titubare

 Con la verità viene posta anche la falsità: una decisione digitale produce sia il vero che il falso

 Si annullano la prossimità e la distanza con la comunicazione digitale

 Si crea una nuova fenomenologia che è libera dal dolore: è una fenomenologia del mi piace

FANTASMI DIGITALI

Per Kafka la lettera era un medium disumano in quanto implicava l’intercettazione da parte di fantasmi durante il tragitto della comunicazione postale. L’umanità, nel tentativo di controllare tale fenomeno, avrebbe inventato la ferrovia e l’automobile, appunto per eliminare l’azione dei fantasmi tra uomo e uomo.

Internet produce nuovi spettri : le cose, un tempo mute, iniziano a parlare senza bisogno di intervento umano. Il mondo digitale è guidato da una mano spettrale. In Heidegger la pietra è l’esempio della “mera cosa” che è antagonista della trasparenza in quanto appartiene all’ordinamento terreno. Oggi le cose perdono sempre più di significato sottomettendosi alle informazioni e nutrendo così i fantasmi digitali.

Ma la comunicazione digitale non solo è spettrale ma anche virale : è contagiosa, basti pensare alla velocità epidemica con cui circola un’informazione. Il segreto, come la pietra, appartiene alla terra => gli spettri sono chiassosi. del sé isolato” => strategia che produce l’eliminazione del sé a vantaggio dell’intersoggettività.

Dark pool : commercio anonimo di prodotti finanziari, sono algoritmi e macchine che comunicano e si fanno guerra tra loro. Queste forme spettrali “sorpassano” l’uomo (come direbbe Kafka). TOR èil nome della rete con cu ci si può muovere in modo totalmente anonimo, è l’abisso della rete che si sottrae ad ogni visibilità. La società della trasparenza ha il suo rovescio: provoca l’aumento delle zone “buie”.

Panottico digitale : tipo di edificio adibito a carcere. La società digitale presenta una struttura appunto panottica formata da cellule isolate l’una dall’altra in cui i detenuti non possono comunicare tra di loro a causa di pareti divisorie. Sono esposti alla solitudine perché possano migliorare. Al posto del big brother c’è il big data : questo protocollare l’intera vita porta alla realizzazione della società della trasparenza.

Gli abitanti del panottico digitale credono di essere liberi ma in realtà c’è auto-sfruttamento che è più efficace dello sfruttamento esercitato da altri perché si accompagna al sentimento illusorio di libertà.

Acxiom : è un’azienda americana di analisi dei big data che gestisce un’enorme banca dati con migliaia di server: sa di più sui cittadini americani di quanto ne sappia l’FBI (ente investigato di polizia federale statunitense). Il suo slogan è “Noi offriamo uno sguardo a 360 sui vostri clienti” => la sua attività non è poi così diversa dai Servizi segreti.

Cookies http : sono una sorta di gettone identificativo usato per poter riconoscere il browser del fruitore. Sono usati solitamente per memorizzare le ricerche di navigazione degli utenti (dati sensibili) ed essendo un tema deliato è disciplinato negli ordinamenti di molti paesi.

Google Glass : data-occhiali che consentono di scattare in automatico una foto ogni 10 secondi. Ma proprio questi trasformano l’occhio umano in una telecamera di sorveglianza in cui il vedere coincide con il sorvegliare. Ognuno è big brother e prigioniero al tempo stesso => questo è il compimento digitale del panottico bethamiano.

PSICOPOLITICA

Biopotere : per Foucalt, a partire dal XVII secolo, il potere assume funzioni d’incitazione, controllo e sorveglianda intervenendo nei processi biologici e nelle leggi (scrupolosa

amministrazione della popolazione). Tuttavia il controllo biopolitico non è in grado di penetrare nella PSCICHE del popolo.

Il panottico digitale è una società della trasparenza in cui al posto del biopotere subentra lo psicopotere : grazie alla sorveglianza digitale, è ora possibile leggere e controllare i pensieri (si introduce nei processi psicologici).

L’analisi dei big data consente di conoscere modelli di comportamento che rendono possibili anche delle previsioni, questa possibilità annuncia l’inizio di una psicopolitica digitale in cui il medium rivela qualcosa di inconscio del fruitore e del suo futuro comportamento. Ciò sviluppa tratti totalitari: ci consegna al controllo della psicopolitica digitale.

Data mining : insieme di tecniche e metodologie volte ad estrarre una quantità notevole di dati al fine di utilizzarli in modo scientifico o industriale. Rende visibili modelli di comportamento collettivi dei quali, come singoli, non siamo mai consci. Rende accessibile l’ inconscio collettivo digitale (psicopotere può controllare quindi dall’interno).