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Nello sciame digitale, Sintesi del corso di Sistemi Digitali

Riassunto nello sciame digitale

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 08/07/2022

Lory.90
Lory.90 🇮🇹

4.7

(24)

44 documenti

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Come funziona l’informazione nella società digitale e come trasforma la politica?
I medium elettronici classici, come la radio e la TV ammettono solo comunicazioni
unilaterali, che vanno in un’unica direzione, senza ritorno e lo spettatore è un soggetto
passivo che riceve.
Oggi siamo invece produttori attivi.
Nel medium digitale le informazioni vengono prodotte e divulgate senza più nessuna
mediazione. Non c’è più un’istanza mediatrice, non ci sono più intermediari. Oggi siamo
consumatori e produttori di notizie nello stesso tempo. Media come i blog, Facebook,
Twitter, de-medializzano la comunicazione e aboliscono ogni rappresentante, come i
giornalisti che rischiano di apparire anacronistici.
Con la de-medializzazione viene quindi messo in crisi il principio della rappresentanza, non
solo nel campo dell’informazione ma anche in quello della politica.
Il principio della rappresentanza funziona come un filtro che seleziona e rende possibile
l’esclusività.
Nel giornalismo le informazioni accertate sono frutto di una messa in gioco del giornalista
stesso.
Invece nel medium digitale si assiste a una massificazione e appiattimento culturale: viene
diffuso e ri-diffuso ciò che si trova in rete o ciò che si crea dalle notizie in rete.
In politica c’è un altro fenomeno, frutto della de-medializzzazione, che cambia la dinamica:
il principio della trasparenza.
Il digitale ha reso la trasparenza un diktat e la riservatezza viene messa al muro.
Ma la riservatezza è necessaria nella politica (come è necessaria al singolo e presupposto di
rispetto):
“La riservatezza appartiene necessariamente alla comunicazione politica, ossia strategica.
Se tutto viene reso di pubblico dominio, la politica rimane inevitabilmente con il fiato
corto, si ritrova provvisoria e si esaurisce nella loquacità. La trasparenza totale impone alla
comunicazione politica una temporalità che rende impossibile una programmazione lenta
e a lungo termine. Non è più possibile lasciar maturare le cose: il futuro non è più la
temporalità della trasparenza. La trasparenza è dominata dalla presenza e dal presente.”
La trasparenza, quindi, tende a sviluppare un effetto negativo: genera una potente
costrizione al conformismo, perché difficilmente si rischia qualcosa e quindi le opinioni
divergenti e non convenzionali non vengono esposte o discusse.
Livellamento della comunicazione e ripetizione diventano gli effetti della trasparenza.
Tutti questi aspetti della de-medializzazione hanno messo in difficoltà la democrazia
rappresentativa e i politici sono visti come barriere e ostacoli piuttosto che rappresentanti
del popolo. Han prende ad esempio il Partito Pirata, che in Germania è attivo dal 2006, e
deve il suo successo proprio allo sviluppo dei media, all’identità digitale, alla trasparenza.
Noi, in Italia, possiamo fare lo stesso ragionamento per il M5S.

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Come funziona l’informazione nella società digitale e come trasforma la politica? I medium elettronici classici, come la radio e la TV ammettono solo comunicazioni unilaterali, che vanno in un’unica direzione, senza ritorno e lo spettatore è un soggetto passivo che riceve. Oggi siamo invece produttori attivi. Nel medium digitale le informazioni vengono prodotte e divulgate senza più nessuna mediazione. Non c’è più un’istanza mediatrice, non ci sono più intermediari. Oggi siamo consumatori e produttori di notizie nello stesso tempo. Media come i blog, Facebook, Twitter, de-medializzano la comunicazione e aboliscono ogni rappresentante, come i giornalisti che rischiano di apparire anacronistici. Con la de-medializzazione viene quindi messo in crisi il principio della rappresentanza, non solo nel campo dell’informazione ma anche in quello della politica. Il principio della rappresentanza funziona come un filtro che seleziona e rende possibile l’esclusività. Nel giornalismo le informazioni accertate sono frutto di una messa in gioco del giornalista stesso. Invece nel medium digitale si assiste a una massificazione e appiattimento culturale: viene diffuso e ri-diffuso ciò che si trova in rete o ciò che si crea dalle notizie in rete. In politica c’è un altro fenomeno, frutto della de-medializzzazione, che cambia la dinamica: il principio della trasparenza. Il digitale ha reso la trasparenza un diktat e la riservatezza viene messa al muro. Ma la riservatezza è necessaria nella politica (come è necessaria al singolo e presupposto di rispetto): “La riservatezza appartiene necessariamente alla comunicazione politica, ossia strategica. Se tutto viene reso di pubblico dominio, la politica rimane inevitabilmente con il fiato corto, si ritrova provvisoria e si esaurisce nella loquacità. La trasparenza totale impone alla comunicazione politica una temporalità che rende impossibile una programmazione lenta e a lungo termine. Non è più possibile lasciar maturare le cose: il futuro non è più la temporalità della trasparenza. La trasparenza è dominata dalla presenza e dal presente.” La trasparenza, quindi, tende a sviluppare un effetto negativo: genera una potente costrizione al conformismo, perché difficilmente si rischia qualcosa e quindi le opinioni divergenti e non convenzionali non vengono esposte o discusse. Livellamento della comunicazione e ripetizione diventano gli effetti della trasparenza. Tutti questi aspetti della de-medializzazione hanno messo in difficoltà la democrazia rappresentativa e i politici sono visti come barriere e ostacoli piuttosto che rappresentanti del popolo. Han prende ad esempio il Partito Pirata, che in Germania è attivo dal 2006, e deve il suo successo proprio allo sviluppo dei media, all’identità digitale, alla trasparenza. Noi, in Italia, possiamo fare lo stesso ragionamento per il M5S.