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Lo sciame digitale: analisi critica e implicazioni sociali, Sintesi del corso di Sistemi Digitali

Riassunto del libro Nello Sciame di Byung-chul Han

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 09/05/2022

federica.chiapparelli
federica.chiapparelli 🇮🇹

4.2

(30)

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Nello Sciame
Senza Rispetto: Parlare con una persona e guardarla in faccia, implica che questa
venga rispettata. Viceversa, distogliere lo sguardo equivale a mancare di rispetto.
Oggi viviamo in un’epoca dove il contatto visivo non conta più, e dove l’uomo pone
la sua intimità al pubblico con i social.
Nessuno è più distante e non c’è più distinzione fa spazio pubblico e privato.
Tornando al rispetto, prima dei social, o eri rispettato, o eri anonimo. Oggi questo
concetto non esiste più, e da qui nascono le shitstorm, ovvero una situazione
spiacevole dove uno ‘’sciame di individui’’ attacca un obiettivo.
Questo è semplice oggi giorno, non c’è rispetto perché non ci si guarda in faccia e si
resta nell’anonimato.
Anche il potere politico perde valore quando tante persone in massa possono far
sentire la propria opinione.
Secondo Schmitt il sovrano ha il potere di zittire tutti, ma oggi questo sovrano non
esiste più. Sovrano è chi può generare shitstorm.
La società dell’indignazione: le shitstorm non ammettono dialogo, servono solo a
fare rumore. Non produce niente e non conclude niente.
Nello sciame: Gustave Le bon definisce l’epoca moderna come l’età del folle, ovvero
il passaggio all’anarchia.
La voce del popolo ha il predominio, e con il senno di poi questa sostituirà anche i
politici e i sovrani.
La nuova folla si chiama Sciame digitale
Folla: ha un’anima, e unisce persone con gli stessi scopi. Sviluppa un ‘’noi’’ e ha una
voce. S’impegnano per ottenere qualcosa. Non si dissolve facilmente
Sciame digitale: nessuno scopo precise, non si uniscono ma tanti individui separati
fanno la stessa cosa. Un assembramento casuale. Agiscono a cazzo e senza una
ragione. Si dissolve subito.
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Nello Sciame

Senza Rispetto: Parlare con una persona e guardarla in faccia, implica che questa venga rispettata. Viceversa, distogliere lo sguardo equivale a mancare di rispetto. Oggi viviamo in un’epoca dove il contatto visivo non conta più, e dove l’uomo pone la sua intimità al pubblico con i social. Nessuno è più distante e non c’è più distinzione fa spazio pubblico e privato. Tornando al rispetto, prima dei social, o eri rispettato, o eri anonimo. Oggi questo concetto non esiste più, e da qui nascono le shitstorm, ovvero una situazione spiacevole dove uno ‘’sciame di individui’’ attacca un obiettivo. Questo è semplice oggi giorno, non c’è rispetto perché non ci si guarda in faccia e si resta nell’anonimato. Anche il potere politico perde valore quando tante persone in massa possono far sentire la propria opinione. Secondo Schmitt il sovrano ha il potere di zittire tutti, ma oggi questo sovrano non esiste più. Sovrano è chi può generare shitstorm. La società dell’indignazione: le shitstorm non ammettono dialogo, servono solo a fare rumore. Non produce niente e non conclude niente. Nello sciame: Gustave Le bon definisce l’epoca moderna come l’età del folle, ovvero il passaggio all’anarchia. La voce del popolo ha il predominio, e con il senno di poi questa sostituirà anche i politici e i sovrani. La nuova folla si chiama Sciame digitale Folla: ha un’anima, e unisce persone con gli stessi scopi. Sviluppa un ‘’noi’’ e ha una voce. S’impegnano per ottenere qualcosa. Non si dissolve facilmente Sciame digitale: nessuno scopo precise, non si uniscono ma tanti individui separati fanno la stessa cosa. Un assembramento casuale. Agiscono a cazzo e senza una ragione. Si dissolve subito.

McLuhan dice che l’omo electronicus è l’uomo della folla, un uomo da stadio, lì con tutti, ma da solo. L’uomo digitale, che mantiene segreta la sua identità, non è un ‘’nessuno’’ ma qualcuno, poiché la privatezza totale non esiste a causa dei social. I media elettronici radunano gli uomini, quelli digitali li isolano. Viene descritto come un impero di molti, ma nessuno domina, in pieno stile comunismo (lo dice davvero eh). De-Medializazzione: il medium digitale è basato sulla presenza, e agisce immediatamente. Ogni azione viene effettuata all’istante senza intermediari. E oggi tutti sono produttori e fruitori, e ognuno di noi può fare quello che vuole, anche produrre informazioni. E qui sorge il problema delle fake news sparate a raffica da chiunque. Un tempo era la politica a occuparsi di informare, bene i tempi sono cambiati. Hans l’intelligente: un cavallo che si credeva saper fare i conti perché guardava quanto la gente si gasava per lui. In realtà muoveva gli zoccoli finchè non sentiva il pubblico esultare e poi smetteva. La comunicazione verbale, senza la presenza è assai limitata. A causa della comunicazione digitale evitiamo sempre più il contatto con i nostri simili. E qui nasce la figura dell’Altro. Banalmente, quando io e te parliamo in webcam, io parlo con te, ma tu sei un computer, e quindi tu sei l’Altro. Di conseguenza io ti posso spostare, ingrandire o fare altro proprio perché tu non sei propriamente tu, ma un’immagine a schermo Fuga nell’immagine : Le immagini rappresentano una realtà migliore di quella vera. Sindrome di Parigi della gente che va a Parigi e se l’aspettava meglio. Le belle immagini danneggiano la realtà, perché alzano l’aspettativa. E qui paragona le foto alla finestra sul cortile, con il paragone della realtà tranquilla della finestra alla camera, alla cruda verità.

Nei social di oggi non c’è la negatività, abbiamo il mi piace, ma non c’è un modo diretto per esprimere qualcosa di negativo. Nessuna esperienza è possibile con la sola positività, il dolore e la negatività sono necessari. Fantasmi Digitali: Con i nuovi mezzi, Kafka, dice che l’uomo comunica sempre meno con gli altri. Quando mandi una lettera, non sei tu a parlare, ma delle lettere, di conseguenza c’è meno contatto. E così infatti internet produce delle cose, chiamate spettri, ovvero cose che prima non parlavano. La comunicazione avviene per via sempre meno umana, e con fantasmi s’intende i computer ecc. Le informazioni anche sono vittima di questo mondo spettrale e virale, poiché si diffondono subito e quindi sono incontrollabili e intoccabili, come fantasmi. Affaticamento Informativo: l’affaticamento informativo è un disturbo causato dal ricevere troppe informazioni e l’eccesso di informazioni porta all’atrofia del pensiero. Crisi della rappresentazione: Barthes dice che la fotografia vive per la rappresentazione, invece la fotografia digitale scinde completamente dal reale. L’iper-realtà non rappresenta nulla, essa presenta. Dal cittadino al consumatore: QUBE Flusser immagina un futuro dove inscenare una democrazia diretta, dove i politici sono sostituiti da degli esperti e con un semplice tasto si vota il candidato. Non sarebbe più politica, ma shopping, voti quello che ti piace come compri quello che ti piace, con immediatezza e leggerezza. È prevedibile che internet sostituirà i seggi elettorali. Protocollare l’intera vita: Oggi non c’è fiducia online, il fatto che ogni dato sia online fa perdere significato alla fiducia e esiste solo il controllo. Ogni mio click è registrato da qualche parte, invece del grande fratello c’è il big data che immagazzina tutto. Di conseguenza non si è più liberi, c’è l’illusione di esserlo, ma ogni passo falso può essere la nostra fine. Le grandi aziende usano le nostre info per fare soldi e con i Google Glass saremo sempre tenuti sott’occhio.