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ppt speranza e illusione
Tipologia: Slide
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(speranza di una maternità e una vita felice e l’illusione di non essere riuscita ad ottenere ciò che voleva) Edna O’Brien nasce in Irlanda, nella contea di Claire, il 15 dicembre 1930. La passione di scrivere si manifesta in Edna fin da piccolissima. È il maestro della National School - l'unica scuola del paese - che incoraggia e asseconda la passione di Edna O'Brien fino all'età di dodici anni, quando viene mandata a studiare al collegio religioso di Merci, a Loughrea. Lì vi rimane quattro anni: quei luoghi saranno in seguito fonte di ispirazione per il suo primo romanzo "Ragazze di Campagna". Nel 1948 comincia a scrivere dei piccoli pezzi descrittivi per dei giornali locali ed è incoraggiata a continuare da un editore dell'allora celebre rivista "The Bell". Se da un lato i tre romanzi ottennero un grande successo di pubblico e di critica, soprattutto in Inghilterra, dall'altro, in Irlanda, furono addirittura messi al bando. Il libro ‘tante piccole sedie rosse’ è stato scritto dall’autrice per raccontare della guerra dei Balcani,del genocidio e dei crimini contro l’umanità. Le Tante piccole sedie rosse sono le 643 sedie rosse delle 11. poste al centro di Sarajevo nel 2012 per commemorare i bambini uccisi dai cecchini e dalle bombe. Nel libro di Edna O’Brien viene trattato il confine tra speranza e l’illusione. Durante una notte d’inverno uno straniero di nome Vladimir arriva nella piccola cittadina di Cloonoila, in Irlanda. Si presenta a tutti come un guaritore, proponendo cure a base di erbe e massaggi. Il suo fascino rapisce le donne di tutto il paese, una in particolare: Fidelma McBride. Questa donna vive una vita semplice, con suo marito Jack, in una normale casa, senza figli. Per anni è riuscita ad appagare questo desiderio di maternità, svolgendo sempre la stessa routine, fin quando, questo misterioso guaritore, fa resuscitare in lei la speranza di diventare madre. Riuscirà ad ottenere il bambino tanto atteso, ma l’illusione di questa gravidanza tanto attesa scomparirà. Fidelma verrà costretta ad abortire da degli ‘amici’ di Vladimir, per vendicarsi di aver perso tutto per colpa sua, proteggendolo in varie circostanze. La vicenda si svolge su uno scenario che raffigura la guerra di Sarajevo. Fidelma scoprirà a seguito della cattura di Vladimir, che si tratta di un boia Bosniaco, un uomo che ha compiuto atroci violenze contro l’umanità. La speranza di Fidelma di vivere una vita felice con il suo bambino tanto atteso scompare e si ritroverà a Londra, senza un soldo per pagarsi la stanza, lavorando come donna delle pulizie e in un secondo momento in un canile. Vivrà in una metropoli dipinta dalla O’Brien come un rifugio per i sopravvissuti: rifugiati, immigrati e vittime di violenza, con una vita distrutta. “Quel giorno, o forse un altro, lei gli raccontò quanto desiderasse un figlio e quanto quel desiderio si intensificasse col tempo, tanto che immaginava di tenerlo in braccio, di sentirne le prime urla sconsolate.” Fidelma ha sempre nutrito la speranza di un bambino, si era illusa di poterlo avere con sé, crescerlo, tanto che l’ha spinta a tradire suo marito per inseguire questa sua speranza. Tutto ciò si è rivelato solo un’illusione dato che la protagonista finirà per vivere una vita totalmente diversa da come se la immaginava. “Dopo il matrimonio era rimasta in cinta due volte (…) ma tutte e due le volte aveva perso il bambino e, convinta che la colpa fosse sua, aveva sofferto in silenzio.”
La speranza di avere un bambino le ha stravolto la vita, sarà proprio per questo motivo che la sua vita cambierà del tutto. Come spiegato nel libro, la sua routine con Jack verrà spezzata. La sua esistenza viene segnata da questo forte desiderio. Sembra quasi che il destino l’abbia voluta accontentare, nel momento in cui è rimasta appunto incinta, ma si è trattata solo di un’illusione dato che è stata costretta all’aborto. Ad aggravare il malessere di Fidelma oltre alla perdita del bambino, è stato il fatto che il padre fosse un boia durante il periodo di guerra a Sarajevo.
Poiché la speranza di Fidelma di avere un figlio era scomparsa, alla protagonista non è rimasto altro che un’illusione di ciò che sarebbe potuta essere la sua vita condivisa con un figlio. Ci sono alcune reazioni che si possono scatenare in una donna a seguito della perdita del proprio figlio, che sono: I disturbi psichici: -gli attacchi di panico (studia dal libro) -la fobia di riavere un figlio (studia disturbo fobico dal libro) -il disturbo ossessivo compulsivo verso qualcosa o verso qualcuno (ad esempio l’ossessione verso un bambino in particolare e la compulsione di doverlo vedere ogni giorno e di dovergli parlare ogni giorno) I disturbi dell’umore: -la depressione (studia dal libro)
(la speranza degli immigrati di entrare in Italia per cercare condizioni di vita migliori e crearsi un futuro, molto spesso questa diventa solo un’illusione per queste persone perché sono costrette a tornare in patria.) Un immigrato è colui che scappa dal proprio paese di origine con la speranza di trovare condizioni di vita migliori. Questa è la principale speranza di queste persone. L’Italia è diventata, sebbene in misura minore rispetto ad altri paesi europei, un paese che accoglie immigrati. Con la legge 40/1998 e con il successivo decreto legislativo 286/1998, si inizia a considerare il fenomeno dell’immigrazione come un evento ordinario e non più come un evento eccezionale. Tale legge stabilisce: