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Appunti di letteratura latina su prima età imperiale/ Seneca vita e opere
Tipologia: Appunti
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Prima età imperiale: E’ quella successiva ad Augusto diventato imperatore nel 27 a.C. e morto il 14 d.C. I suoi successori sono cronologicamente Tiberio, Caligola , Claudio e Nerone che appartengono alla dinastia Giulio Claudia. Essa fu un'epoca senza conflitti in cui si evitarono le guerre civili.
La letteratura nell’età giulio-claudia: Culturalmente si sviluppano generi letterari diversi ma pur sempre minori e la fioritura delle produzioni sarà poi sotto Nerone. Ciononostante gli scrittori non saranno mai liberi di scrivere perché le opere verranno controllate dal principe infatti le più apprezzate erano proprio quelle in cui il principe non vi aveva messo mano. Sotto i primi tre imperatori nasce una storiografia di opposizione al principato di matrice filosenatoria con Cremuzio Cordo come maggiore esponente, a cui si contrappone un filone favorevole agli imperatori con Velleio Patercolo. Durante
questo periodo vengono coltivate la favola, la prosa tecnica, la poesia astronomica, la retorica. Sotto Nerone ricevono grande impulso l’organizzazione di spettacoli teatrali e di concorsi poetici, le recitationes (pubbliche letture), si torna ad uno stile asionasimo cioè di stampo ciceroniano, in cui c’è molto pathos, ricco di figure retoriche, e vengono introdotte delle frasi ad effetto dette sententiae ).
Autori principali ed opere: -Seneca
Letteratura minore pre Nerone: Prima di Nerone si parlava solo di una letteratura minore, di cui è bene ricordare Seneca il Vecchio. Detto anche retore era il padre di Seneca. In quel periodo l'oratoria non aveva tanta importanza, se non quella di mostrare le capacità dell'oratore. Si diffonde così la consuetudine delle declamationes ovvero delle orazioni dette ad un pubblico ristretto in cui l’oratore può esibirsi.
CURZIO RUFO
poesia -favola -poesia astronomica
-Fedro -Manilio
prosa -retorica -storiografia -prontuario di exempla -trattatistica
-Seneca Padre -Patercolo-Rufo -Valerio Massimo
-Vitruvio, Celso, Columelia e Apicio
è autore di un poema didascalico in esametri in 5 libri, intitolato Astronomica. Prendendo a modello Lucrezio per la forma espositiva e Ovidio per l’eleganza del verso. Egli descrive la struttura del cosmo, le costellazioni, i segni dello zodiaco e l’influsso dei corpi celesti sui caratteri umani. Il poema è sostenuto dalla dottrina stoica del logos universale, legge che regola l’universo e si manifesta all’uomo nella natura e attraverso la ragione.
Seneca la vita: Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova nel 4 a.C. da una famiglia ricca.Studia a Roma filosofia e retorica e il padre lo avvia all’impiego di avvocato. Quando si trova a Roma ha un rapporto molto ostile con l’imperatore Claudio, tanto che lo esilierà in Corsica con l’accusa di adulterio con Giulia Livilla, sorella di Caligola fra il 41 e il 49. Torna a Roma nel 49 grazie ad Agrippina, che lo vuole come precettore di Nerone. Seneca rimane al fianco di Nerone fino al 62, anno in cui si ritira a vita privata e si dedica all’otium letterario.Si suiciderà nel 65 su ordine dell’imperatore accusato di aver preso parte alla congiura dei Pisoni come viene raccontato da Tacito nelle sue Historiae.
Il pensiero filosofico di Seneca: Seneca aderisce allo stoicismo con molti dei suoi principi, ma i critici definiscono il suo pensiero prettamente eclettico, con qualche riflessione neoplatonica e raramente epicurea. Seneca crede in un sommo bene, una virtù, una felicità, obiettivo del sapiente è proprio il raggiungimento di questo sommo bene che consiste nella condizione di autàrkeia che letteralmente significa dominare le passioni come ad esempio la paura della morte o del dolore, facendo affidamento solo su se stessi. Ma anche il raggiungimento o l’operarsi per un bene comune riguarda la sfera sociale, e dunque il sapiente deve essere a disposizione della società, infatti Seneca si adopera come precettore di Nerone. L'autarkeia presuppone la libertà dalle passioni,dei desideri materiali e dalle paure. Questo a sua volta presume la partecipazione alla vita politica del sapiente se mira a realizzare il bene della comunità ( negotium ), quando non riesci più si ritira all’ otium.
Opere di Seneca: -Dialogi -Tre trattati -Dieci tragedie -Alcune opere minori tra cui una satirica (Apokolyntosis)
DIALOGI (CONSOLATIONES): 10 Trattati filosofici divisi in 12 libri. di cui 3 scritti consolatori e 7 trattazioni autonome di problemi di etica stoica. Non sono veri dialoghi, il titolo allude infatti ad un richiamo delle opere di Platone, sono opere in cui l'autore espone la trattazione di un
argomento filosofico morale rivolgendosi ad un interlocutore che può essere reale o fittizio (il quale interviene di rado ponendo solo qualche domanda) prendendo come modello quello della diatriba cinico storica. Con il termine diatriba si intende l'esposizione di argomenti mediante l'utilizzo di un andamento colloquiale, con proverbi, sentenze, paragoni ed exempla. Le tre consolationes: Si tratta di componimenti in prosa scritti al fine di confortare qualcuno per la perdita di un parente o di una persona cara. 1) CONSOLATIO AD MARCIAM =Marzia, figlia di Cremuzio Cordo, la quale aveva perso il figlio Metilio, in quest'opera Seneca riflette sulla morte la quale non è un vero e proprio male ma può rappresentare il passaggio ad un qualcosa di migliore o la fine delle sofferenze. 2) CONSOLATIO AD HELVIAM MATREM= Dedicata alla madre di Seneca, egli la consola poiché Seneca stesso si trova in esilio in Corsica. Egli spiega che in Corsica si sta dedicando all’otium e di non preoccuparsi in quanto ciò che conta per il sapiente è il raggiungimento del sommo bene il quale può essere raggiunto in ogni luogo. 3) CONSOLATIO AD POLYBIUM= Polibio era un Liberto dell'imperatore Claudio. Seneca elogia il princeps e il suo dedicatario Polibio al fine di ingraziarselo e di ingraziarsi conseguentemente l’imperatore Claudio per poter essere riammesso a Roma. Si tratta dunque di una vera e propria supplica posta all'interno della consolatio.
DIALOGI I dialogi sono tutti scritti in un libro fatta eccezione per il De Ira.
DE IRA Descrizioni e rimedi contro le passioni in particolare l'ira la quale provoca un annebbiamento della mente risultando l'obiettivo posto del sapiente. L’ira può essere tenuta sotto controllo dalla ragione.
DE BREVITATE VITAE Parla del tempo considerato troppo poco da molti. Per Seneca il tempo è abbastanza, ciò che conta è saperlo spendere in maniera opportuna. Sono dunque da evitare le distrazioni come fanno gli occupati ovvero coloro che hanno piccoli impegni di poco conto.
Sono in totale 3, due dei quali legati all’impegno politico di Seneca e alla sua esperienza come consigliere del principe. Il De clementia , dedicato a Nerone,è di carattere politico e ammettendo il principato come necessario e la presenza di un imperatore come guida con le doti del sapiente (autàrkeia). Questo perchè il principato è il potere terreno corrispondente al logos che regge l’universo, e deve necessariamente essere detenuto da un buon sovrano. Quella parola clementia del titolo non si intende solo la clemenza ma la nobiltà d'animo. Il De beneficiis tratta in 7 libri il legame tra benefattore e beneficato, la gratitudine, il bene verso il prossimo. Qualunque individuo può far del bene agli altri quindi in questo senso non c'è distinzione tra classi sociali.
Le Naturales quaestiones sono un trattato di scienze naturali in 7 libri, composto tra il 62 e il 65 e dedicato a Lucilio. Pur essendo un trattato scientifico a lui interessa una riflessione filosofo morale quindi parla dei fenomeni scientifici, come i fenomeni celesti o atmosferici, per non generare paura e farla dominare tramite la conoscenza
L’EPISTOLARIO: L’epistolario a Lucilio, una raccolta di 124 lettere dedicato a esplorare la coscienza individuale alla luce della filosofia. Il destinatario è Lucilio un cavaliere con una carriera promettente sensibile alla letteratura e alla filosofia. Come modello prende le epistole filosofiche indirizzate da Epicuro agli amici o discepoli. La lettera è un mezzo che permette di stabilire una sorta di intimità con il discepolo e di infondergli degli insegnamenti in determinate circostanze. l’epistolario senecano vuole essere uno strumento atto a beneficare i posteri. Il percorso delle lettere di Lucilio non è sistematico ma esistenziale cioè si sviluppa una riflessione sui temi morali già affrontati nelle altre opere. Come ho già detto l'impostazione non è quella dell' epistolario ciceroniano ma di quello epicureo poiché Cicerone dava più importanza a valori tradizionali, il mos maiorum. Le lettere a Lucilio hanno alcuni temi ricorrenti: -la libertà del saggio dai condizionamenti esterni, realizzata da Seneca attraverso il secessus , ovvero l’allontanamento dalla vita pubblica;
portare al dolore che però non è negativo dal momento che esso è una prova per il miglioramento del sapiente che può portare alla salvezza dell'uomo
-la pratica della ricerca filosofica e morale nell’otium; -la filosofia come via verso la sapientia , strumento di lotta contro bramosie e impulsi irrazionali, -la solidarietà e il rispetto per tutti gli uomini, schiavi compresi, dotati di ragione, riflesso del logos universale, non a caso gli schiavi sono anche di valore più alto rispetto agli altri uomini, poichè tutti gli uomini sono schiavi di qualcosa -la fugacità del tempo e la necessità, attraverso la meditatio mortis , di “esercitarsi a morire”.
LO STILE Lo stile è complesso, l’uso di alcune figure rimanda all’influsso dell’asianesimo; la vivacità tradisce l’influenza della diatriba. Lo stile di Seneca è l’antitesi di quello ciceroniano:basato sulla paratassi, frasi brevi, quindi BREVITAS e non sempre collegate da nessi sintattici quindi asimmetrie cioè inconcinnitas, utilizza numeros sententiae, cioè frasi brevi ma che concentrano in esse molte idee, collegate per antitesi e parallelismo; molte figure ritmiche e di ripetizione (anafora, poliptoto). Il suo stile sarà apprezzato dalle generazioni successive quindi da Boccaccio Dante Petrarca.
LE TRAGEDIE: Esse sono nove cothurnatae , ossia tragedie di argomento mitologico greco, e una praetexta , l’Octavia (parla del ripudio e la condanna a morte di Ottavia, moglie di Nerone, nel 62) Modelli delle cothurnatae sono le tragedie greche di Sofocle ed Euripide; temi= conflitto tra passione e ragione, ricerca della libertà interiore, analisi psicologica ed etica della tirannide. Cronologia e modalità di rappresentazione delle tragedie senecane sono due enigmi: non sappiamo infatti se siano state composte quando Seneca era precettore di Nerone (se così fosse, potrebbero avere valore pedagogico, presentando esempi che il giovane non deve imitare) o dopo il secessus;
è probabile che le tragedie siano state concepite per le recitationes invece che per rappresentazioni sceniche, suggerito dalla violazione di alcune convenzioni teatrali (p. es. le molte scene cruente, solitamente evitate nel teatro classico). Il linguaggio poetico delle tragedie si rifà alla poesia augustea, ma anche alla tragedia latina arcaica. Lo stile di Seneca è caratterizzato: sul piano della forma da pathos molto esasperato, ampio uso delle sententiae; sul piano dei contenuti lo sfoggio erudito, ma anche scene macabre.
Apokolokyntosis