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Il file contiene l'elenco, comprensivo di descrizione, delle 15 Azioni previste dal Progetto BEPS pubblicato dall'OCSE
Tipologia: Appunti
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6. Le 15 azioni
8 ) Rapporto Finale BEPS Action Plan (2015). 6.1. Introduzione Il Piano di Azione illustra 15 azioni ritenute fondamentali per raggiungere concretamente le finalità del Progetto BEPS, (cfr. Figura 1). Le azioni da 2 a 14 sono articolate su tre pilastri: I. dare coerenza ai regimi fiscali nazionali in materia di attività trans-nazionali; II. rafforzare i requisiti sostanziali alla base degli standard internazionali vigenti, perseguendo un riallineamento della tassazione (e dei regimi impositivi) con la localizzazione sostanziale delle attività produttive e la creazione del valore; III. aumentare la trasparenza, lo scambio di informazioni e migliorare le condizioni di certezza del diritto sia per il mondo delle imprese che per i governi. Due ulteriori azioni a carattere trasversale completano la strategia e, idealmente, rappresentano la base su cui poggiano i tre pilastri: si tratta della prima azione in tema di economia digitale e dell'ultima (15) sull'impiego di uno strumento convenzionale di tipo multilaterale. 6.2. Azioni Trasversali Azione 1 - Economia digitale La relazione riguardante l'Azione 1 si conclude con l'affermazione che l'economia digitale non può essere circoscritta e separata dal resto dell'economia, in quanto essa rappresenta in misura sempre maggiore l'economia stessa. L'attuale sistema di regole e procedure fiscali, a livello nazionale e internazionale, spesso non risulta capace di intercettare in modo soddisfacente, e dunque di sottoporre interamente a tassazione, i redditi prodotti dalle grandi multinazionali operanti nel settore. Pertanto, mettere a punto un'idonea disciplina fiscale riguardante l'economia digitale costituisce un tema di grande rilevanza che, peraltro, presenta profili di notevole complessità. Le caratteristiche dell'economia digitale richiedono di fatto la messa in campo di un approccio più generale, che investa i presupposti stessi dell'imposizione e la sua ripartizione fra le diverse giurisdizioni: ad oggi esistono infatti svariate possibilità di riduzione del carico fiscale, di erosione della base imponibile e di trasferimento dei profitti nei Paesi a fiscalità più bassa, il cui impatto viene amplificato dall'elevato grado di dematerializzazione che connota le cd. digital enterprises. In particolare, è necessario prendere in considerazione - data la notevole divergenza tra il luogo in cui avviene la vendita di beni e servizi digitali e quello della tassazione del relativo reddito - forme di tassazione che prescindano dalla presenza di una taxable presence , di norma identificata con una stabile organizzazione, nel territorio degli Stati nei cui mercati le multinazionali digitali sono attive. Una possibilità consiste nell'utilizzare come riferimento concetti quali la "presenza digitale significativa" di una determinata impresa nell'ambito dell'economia del territorio di uno Stato diverso da quello di residenza o la "stabile organizzazione virtuale", utilizzando ai fini del riscontro della sussistenza dei requisiti ritenuti qualificanti una serie di parametri ulteriori o divergenti rispetto a quelli tradizionali, nonché il concetto di "nesso" con il territorio. Un possibile cambiamento riguarda anche l'eventualità di suddividere i profitti di un gruppo fra i Paesi tenendo conto dei molteplici fattori che contribuiscono a determinare la ricchezza. La problematica coinvolge e si intreccia con una serie di temi che sono oggetto di altre azioni, come p.es. la definizione di stabile organizzazione, il fenomeno del trasfer pricing e le regole sulle controllate estere.
Figura 1. Il pacchetto BEPS
Azione 15 - Strumento multilaterale(^9 ) Questa azione si prefigge di sviluppare uno strumento multilaterale per modificare gli accordi bilaterali, con l'obiettivo di velocizzare e facilitare la realizzazione delle misure messe a punto per affrontare i fenomeni elusivi. È infatti necessario prefigurare metodologie che permettano di adeguare i regimi fiscali tempestivamente in risposta alla rapida evoluzione che caratterizza l'economia globale. Il rapporto evidenzia che, per quanto l'ambito non fosse quello della tassazione, esistono comunque vari precedenti, nell'ambito del diritto internazionale, di modifiche di trattati bilaterali attraverso strumenti multilaterali.
9 ) Action 15 – Developing a Multilateral Instrument to Modify Bilateral Tax Treaties (pdf). 6.3. Primo Pilastro Azione 2. Hybrid Mismatch Arrangements(^10 ) Neutralizzare gli effetti dei c.d. hybrid mismatch arrangements , intesi come strumenti e strategie che mirano a sfruttare le asimmetrie tra i diversi ordinamenti nazionali al fine di determinare situazioni di vantaggio indebito. Si tratta p.es. di "doppie non-imposizioni", deduzioni plurime in relazione alla medesima spesa, deduzione in un Paese di imposte mai corrisposte altrove, differimento a lungo termine del pagamento delle imposte dovute. Azione 3. Regole su Società Controllate Estere(^11 ) Definire regole chiare in materia di normativa sulle controllate estere (Controlled Foreign Company - CFC Rules) , a partire dalla definizione delle stesse e dei loro requisiti. Le raccomandazioni formulate dall'Ocse sono finalizzate a evitare lo spostamento fittizio di redditi significativi verso società controllate estere residenti in Paesi a fiscalità privilegiata. In particolare, si tratta di definire con estrema precisione il concetto di controllo e la data alla quale devono sussistere i requisiti oggetto della relativa verifica. Azione 4. Transazioni finanziarie infragruppo(^12 ) Limitare l'erosione della base imponibile derivante dalla deduzione di interessi e di altri costi relativi a finanziamenti effettuati all'interno dei gruppi multinazionali, introducendo delle soglie percentuali che non si possono superare, ai fini dell'utilizzabilità dei benefici fiscali derivanti dalla presenza di indebitamento. Azione 5. Pratiche fiscali dannose (^13 ) Il Progetto BEPS prevede una ristrutturazione del lavoro sulle pratiche fiscali dannose, incrementando la trasparenza e portando in evidenza la sostanza delle operazioni, nonché utilizzando metodologie condivise nello stabilire standard minimi da rispettare per poter usufruire di regimi di favore. Si prevede a tal fine uno scambio obbligatorio di informazioni tra Paesi in merito alle decisioni riguardanti i regimi agevolati in vigore e le procedure ad essi correlate.
creazione di un master file al quale potranno accedere le Amministrazioni dei principali Paesi, di un local file per ogni Paese e di un rapporto Country by Country ; quest'ultimo è inteso come uno strumento attraverso il quale le multinazionali sono tenute a fornire annualmente, separatamente per ogni giurisdizione - con riferimento ai Paesi nei quali esse operano - informazioni sui redditi, sulle tasse pagate e su altri specifici indicatori predefiniti. Azione14. Risoluzione delle controversie(^21 ) L'azione ha lo scopo di rendere più efficaci i meccanismi di risoluzione delle controversie, anche in considerazione del fatto che le modifiche introdotte dal Progetto BEPS potrebbero essere suscettibili di determinare elementi di incertezza nel breve periodo, con possibili ricadute in termini di aumento del contenzioso, p.es. in tema di doppie imposizioni. È stato stabilito uno standard in base al quale i Paesi si impegnano a cercare di risolvere le controversie in un lasso di tempo medio di 24 mesi. Sono state anche identificate 11 best practices alle quali fare riferimento.