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Analisi di Bilancio e Gestione Aziendale: Esercizi Svolti, Slide di Programmazione e controllo

Programmazione e controllo. Slide e casi studio per poter superare egregia,emte l'esame

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Esercizi:
Il margine di contribuzione e le relazioni
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Esercizi:

Il margine di contribuzione e le relazioni

reddito-volume

Esercizio 3. 1

Doyle Candy S.r.l. è un’azienda commerciale che distribuisce caramelle all’ingrosso. L’azienda ha come clienti drogherie, piccoli supermercati e negozi (di genere vario) situati in una grande area metropolitana.

Negli ultimi anni si è registrata una modesta sebbene costante crescita dei ricavi e un aumento dei prezzi di vendita delle caramelle. L’azienda sta formulando i propri programmi per il prossimo esercizio. Di seguito sono presentati i dati utilizzati per programmare il risultato netto dell’esercizio in corso (€ 264.960 dopo le imposte).

Prezzo medio di vendita di una confezione € 9. Costi variabili (medi) Costo d’acquisto di una confezione € 4. Costo di vendita di una confezione € 0. Costo variabile unitario medio € 5. Costi fissi (annuali) Costi commerciali € 384. Costi amministrativi e generali € 672. Totale costi fissi € 1.056. Volume di vendite annuale previsto 390.000 scatole Aliquota fiscale di imposta sul reddito 40%

Soluzione esercizio 3. 1

Domanda 1 : Qual è il punto di pareggio di Doyle Candy S.r.l. (in termini di confezioni di

caramelle) per l’esercizio in corso?

Il volume di pareggio è pari a:

BEP (volume) = CF /Margine unitario di contribuzione =

= €1.056.000 / (€ 9,60 - €5,76) =

= €1.056.000 / € 3,84 = 275.000 scatole

Soluzione esercizio 3. 1

Domanda 2: Quale prezzo di vendita per confezione deve Doyle Candy S.r.l. applicare per

coprire l’aumento del 15% dei costi variabili di acquisto (caramelle) mantenendo invariato

l’attuale margine di contribuzione percentuale?

Margine di contribuzione % attuale = mdc unitario/p = € 3,84/€ 9,60 = 40%.

In generale, indicando con MCP il margine percentuale di contribuzione, con CVU il costo

variabile unitario di produzione e con PV il prezzo di vendita si ha:

MCP = ( PVCVU) / PV

dunque:

PV = CVU / ( 1 − MCP)

Con un incremento del 15% dei costi variabili di produzione (da 4,8 a 5,52) si ha un costo

variabile complessivo di € 6,48 (4,8*1,15 + 0,96) e quindi:

PV = € 6.48 / (1− 0,40) = € 6.48 / 0,60 = € 10,

Soluzione esercizio 3. 1

Domanda 4 : Quale volume di ricavi (in €) dovrebbe raggiungere Doyle Candy S.r.l. nel prossimo

esercizio per conseguire un utile netto dopo le imposte pari a quello previsto per l’esercizio in

corso, se il prezzo di vendita delle caramelle rimanesse di € 9,6 per confezione e i costi variabili

di acquisto aumentassero del 15%?

Indicando con X le quantità vendute e con CF i costi fissi si ha:

Reddito ante imposte = (PV - CVU) * X - CF.

Nel nostro caso:

441.600 = (€9,60 – 6,48) * X – 1.056.

€3,12 * X = € 1.497.

X = 480.000 scatole

Ricavi = 480.000 * € 9.60 = € 4.608.

Si osservi che fintantoché l’aliquota d’imposta sul reddito rimane costante il suo valore è

inessenziale per rispondere alla domanda.

Esercizio 3. 2

Roberto Vecchi ha avviato nel 2009 una pizzeria.

A questo scopo ha preso in affitto un immobile per € 1.292/mese, ha assunto due persone che lavorano a tempo pieno nel locale e dei studenti universitari (impegnati mediamente 20 ore/settimana ciascuno) per la consegna delle pizze.

È stato inoltre reclutato – a un costo di circa € 900/mese – un contabile per la tenuta dei libri e la dichiarazione dei redditi.

Le attrezzature della pizzeria e gli scooter per le consegne sono stati acquistati in contanti.

Roberto Vecchi ha inoltre constatato che i costi delle utenze e delle forniture rimangono sostanzialmente costanti nel tempo.

Il volume di attività è cresciuto tra il 2009 e il 2011, sicchè gli utili sono più che raddoppiati rispetto a quelli del 2009.

Roberto Vecchi non comprende, però, perché il reddito sia cresciuto più rapidamente del volume.

Viene riportato qui di seguito un CE di previsione – preparato dal contabile – relativo all’esercizio 2012:

Esercizio 3. 2 (segue)

Domande

  1. Per raggiungere il punto di pareggio economico quante pizze “medie” devono essere vendute?
  2. Per raggiungere il punto di pareggio in termini finanziari, quante pizze “medie” devono essere vendute?
  3. Se Roberto Vecchi prelevasse € 14.400 a uso personale, quanto cassa rimarrebbe di quella generata dallo svolgimento delle attività che hanno prodotto l’utile del 2012?
  4. Roberto Vecchi vorrebbe conseguire un utile netto dopo le imposte di € 60.000. quale volume si deve raggiungere, in numero di pizze vendute, per ottenere il reddito netto auspicato?
  5. Spiegare brevemente a Roberto Vecchi perché gli utili sono aumentati più rapidamente dei ricavi.
  6. Spiegare brevemente a Roberto Vecchi perché la cassa generata nel 2012 è superiore al reddito.

N. medio di pizze vendute = R totali / prezzo medio

di vendita = € 308.000/€ 8,5 = 36.

cvu = CV totali / n. medio pizze vendute = €

Soluzione esercizio 3. 2

Domanda 1 : Per raggiungere il punto di pareggio economico quante pizze “medie” devono

essere vendute?

Assumendo che il costo del venduto sia il solo elemento di costo variabile si ha:

Volume di pareggio = Costi fissi / margine unitario di contribuzione =

= (€241.360 - € 92.400) / (€ 8,50 - € 2,55) =

= €148.960 / € 5,95 = 25.035 pizze

Soluzione esercizio 3. 2

Domanda 3 : Se Roberto Vecchi prelevasse € 14.400 a uso personale, quanto cassa rimarrebbe

di quella generata dallo svolgimento delle attività che hanno prodotto l’utile del 2012?

Il flusso di cassa derivante dallo svolgimento delle attività (denominato flusso di cassa della

gestione corrente) è pari al reddito netto + gli ammortamenti + eventuali altri costi non

finanziari +/- la variazione del capitale circolante.

In questo caso non ci sono informazioni sui crediti, sulle rimanenze e sul debito verso fornitori

(la pizzeria incassa i ricavi per contante; le rimanenze di magazzino e il debito verso fornitori

appaiono trascurabili) sicché l’ammortamento è la sola rettifica da fare per passare dal reddito

al flusso di cassa.

Tale flusso è dunque pari a €46.648 + €24.000 = €70.648, valore che consente a Roberto

Vecchi un prelievo €14.400 a uso personale rimanendo una cassa di €56.248 (€70.648 - €

14.400).

Soluzione esercizio 3. 2

Domanda 4: Roberto Vecchi vorrebbe conseguire un utile netto dopo le imposte di € 60.000.

quale volume si deve raggiungere, in numero di pizze vendute, per ottenere il reddito netto

auspicato?

Il modo più semplice di affrontare il problema è considerare l’obiettivo di reddito ante imposte

come un costo fisso.

Poiché l’obiettivo di reddito netto è €60.000, allora il reddito ante imposte è €60.000/70% =

€85.713.

Aggiungendo questo importo a €148.960 di costi fissi si ha un totale di €234.673.

Il volume richiesto di pizze è pertanto €234.673 / €5,95 = 39.441 pizze.

Soluzione esercizio 3. 2

Domanda 6 : Spiegare brevemente a Roberto Vecchi perché la cassa generata nel 2012 è

superiore al reddito.

Il flusso di cassa della gestione corrente eccede di €24.000 il reddito poiché l’ammortamento

(un costo che riduce il reddito) è un costo non finanziario, che non produce cioè alcun esborso.

Esercizio 3. 3

San Giacomo Salumi S.r.l. produce e vende 4.000 q di mortadella all’anno utilizzando un impianto avente una capacità produttiva pari a 30 q/giorno per una media di 220 giorni all’anno.

Il prezzo di vendita del prodotto è di € 5/kg, i costi variabili sono € 3/kg, mentre i costi fissi ammontano a € 750.000.

Al fine di sfruttare meglio la capacità produttiva disponibile e considerata l’impossibilità di espandere la vendita di mortadella, viene esaminata la possibilità di produrre anche wurstel.

Il prezzo di vendita del prodotto sarebbe di € 3,5/kg, mentre i suoi costi variabili unitari € 2,5/kg.

Eseguendo alcuni adattamenti per costi fissi aggiuntivi di € 300.000/anno, la nuova produzione di wurstel potrebbe essere realizzata con la medesima produttività oraria ( q/giorno) sino al pieno sfruttamento della capacità produttiva.

Qualora invece la produzione dovesse superare la capacità produttiva istallata, sarebbe necessario il ricorso a lavoro straordinario e ciò causerebbe un incremento dei costi variabili unitari, per la sola produzione eccedente, di € 0,25/kg.

La direzione ritiene, inoltre, che per evitare conflittualità con la forza lavoro, l’impegno eccedente la capacità produttiva ordinaria non potrebbe superare il 10% dell’orario previsto dal contratto.

Il potenziale mercato raggiungibile dall’impresa con i wurstel (mercato in crescita) è già oggi pari a 5.000 q/anno.

Soluzione esercizio 3. 3

Dati di input:

Capacità produttiva giornaliera = 30 q/giorno

Giorni lavorativi in un anno = 220

Q/anno di mortadella venduti = 4.

Potenziale di mercato dei wurstel = 5.000 q/anno

Incremento potenzialità max impianto con straordinario = 10%

Costi fissi totali = € 750.

Mortadella:

Prezzo unitario di vendita = € 5,00/Kg

Costo variabile unitario = € 3,00/Kg

Wurstel:

Prezzo unitario di vendita = € 3,50/Kg

Costo variabile unitario = € 2,50/Kg

Incremento costo variabile unitario wurstel sopra 2.600 q = € 0,25/Kg

Costi fissi incrementali annui per la produzione dei wurstel = € 300.

Capacità produttiva max (30*220= 6.600 q/anno)

  • Capacità produttiva utilizzata (4.000 q)

Soluzione esercizio 3. 3 (segue)

Domanda 1 : Calcolare l’utile aziendale in assenza di wurstel

MdC unitario mortadella = (€/kg) 2,

MdC totale = (2 * 4.000 * 100) = € 800.

Profitto = mdc * volume di vendita – CF 

Utile con sola mortadella = € (800.000 – 750.000) = € 50.