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Esercizi e Quiz di Contabilità Analitica: Appunti di Programmazione e Controllo, Appunti di Programmazione e controllo

appunti di programmazione e controllo

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 17/06/2012

mandrake
mandrake 🇮🇹

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1) Il sistema di programmazione e controllo:La pianificazione è il disegno del futuro desiderato e delle modalità atte a determinarlo. Il
controllo guida i manager verso il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti. Il controllo si articola nella componente di processo
(riguarda l'attività manageriale nelle varie fasi del controllo di gestione), nella componente strutturale ( articolazione in sub-sistemi che
formano l'oggetto del monitoraggio). Lo scopo del Sistema di Controllo è che l'azienda risulti Efficace : quando si ottimizzano i risultati
riguardanti l'output ed Efficiente : quando l'azienda utilizza in modo economico le risorse a proprio disposizione. Tuttavia i valori di
efficienza ed efficacia vengono messi a confronto con quelli definiti a priori nella Programmazione strategica che insieme al controllo
costituiscono il sistema di pianificazione (definisce obiettivi da raggiungere e le modalità opportune per farlo) e controllo.
2) Contabilità Analitica:Per effettuare il controllo di gestione utilizziamo la Contabilità Analitica che è l'analisi disaggregata degli
elementi del reddito (Costi). Le varie modalità di disaggregazione ( per prodotto, per progetto, per processo) individuano aree di
risultati in cui misurare l'efficienza e l'efficacia. Ha lo scopo di rielaborare i dati di costi e ricavi per l'attività decisionale e di controllo,
ed è destinato al Management.
3) Analisi dei costi, classificazione:I costi di produzione sono l'espressione monetaria della quantità di risorse impiegate nello
svolgimento di un'attività produttiva. I costi possono essere classificati per:
Natura: basata sulle caratteristiche fisico-economiche dei fattori produttivi impiegati nel processo di gestione
Area di Gestione: si riferisce alle varie aree del Conto Economico
Modalità di imputazione ai loro oggetti: Costi Diretti (imputati direttamente al prodotto) e Costi indiretti (imputati mediante una
ripartizione soggettiva in proporzione ad una grandezza assunta come base di imputazione)
Comportamento: CV (variano al variare del Volume), CF (non variano al variare del Volume) e C misti ( sia variabili che fissi)
Programmazione: CF (vincolati e discrezionali) e C parametrici
Controllabilità: Controllabili e non.
4) Configurazioni di costo: Nel determinare il costo di prodotto sorge il problema di imputare dei costi che oggettivamente non sono
riferibili ad esso stesso quindi è necessario nell'imputazione dei costi , Configurare il costo stesso in modo da individuare un criterio
soggettivo per la ripartizione dei costi comuni
Costo Primo = Mat. Dirette + Mod + Altri costi diretti
Costo Industriale = Costo primo + Altri costi indiretti di fabbricazione
Costo di Trasformazione = Costo Industriale – Mat. Dirette
Costo Pieno= Costo Industriale + Quota costi generali amministrativi + oneri finanziari
5) Metodologie per la determinazione dei costi di prodotto : Esistono 3 metodologie :
Metodo semplificato: Imputa il costo delle singole voci ai prodotti senza la mediazione di oggetti intermedi. Presupposto di base : I
prodotti assorbono risorse e ad essi vanno imputati i costi di tali risorse
Metodo Per Centri di Costo: si imputano le voci di costo dei prodotti attraverso i centri di costo ( sottoinsiemi aziendali corrispondenti
alle varie unità organizzative della struttura aziendale) Presupposto di Base: I prodotti vengono realizzati attraverso l'opera dei centri e a
quest'ultimi vanno imputati i costi.
Metodo dell' ABC -Activity based costing : si analizza l'attività aziendale per attività che sono l'insieme delle operazioni svolte nelle
aziende utilizzando specifiche risorse per produrre determinati risultati a favore dei clienti esterni ed interni. Presupposto di base: I
prodotti vengono realizzati attraverso le attività. Le risorse vengono quindi impiegate a tali attività e il costo imputato ad esse. In un
secondo momento si ripartiscono tali costi ai prodotti. Tutte e tre le metodologie devono rispettare Il principio causale ( un costo va
attribuito al suo oggetto individuando e misurando la causa che ne ha provocato il sostenimento) altrimenti può verificarsi il fenomeno
della Sovvenzione Incrociata , un prodotto può sembrare redditizio quando non lo è.
6) Le basi di riparto: Sono strumenti contabili che ci aiutano nella ripartizione dei costi indiretti. Si determinano in base ai Driver. La
base di riparto è data dal rapporto tra il costo indiretto da ripartire e il driver. Possiamo avere una base di riparto a valore ossia in termini
monetari, viene individuata una % del valore della base che rappresenta il ricarico per la ripartizione del costo indiretto o quantitativa
ossia in termini non monetari e consente di trovare un coefficiente di ricarico in unità monetaria
7) La contabilità per centri di responsabilità: Si suddividono gli obiettivi dell'attività aziendale in sub-obiettivi di regola classificati in
centri di costo, centri di ricavo, centri di profitto.I costi vengono suddivisi in costi speciali oggettivamente attribuibili ad uno specifico
oggetto in modo esclusivo e totale e in costi comuni riferiti a più oggetti e quindi a più centri, vengono imputati attraverso le basi di
ripartizione soggettive.
8) L'analisi per Margini : Attraverso tale analisi si ricavano i margini che sono grandezze economiche derivanti dalla correlazione tra
costi e ricavi.
-Margine di contribuzione lorda = Ricavi di vendita – costi variabili e rappresenta la capacità di un certo prodotto di contribuire alla
copertura dei CF. MC >0 condizione favorevole alla produzione, MC<0 la vendita del prodotto contribuisce a perdite aziendali.
-Margine Semi-lordo di Contribuzione = contributo del prodotto alla copertura dei CF comuni a tutte le produzioni.
- Utile o Lordo industriale: risultato economico con cui un prodotto contribuisce alla copertura dei costi non industriali relativi al
processo produttivo.
9) Analisi del BEP: Mette in relazione i Costi e i ricavi con il volume.{ Px= a+ bx }.Oltre ad evidenziare il volume che ci permette di
avere RT= CT, il bep riflette non solo sul volume ma anche sulle altro macro variabili che influenzano il risultato economico atteso. Si
può chiarire quanto occorra agire su tali macro-variabili ma non informa sulle modalità per farlo. Se considerassimo un azienda multi-
prodotto l'analisi del bep varia (bep a valore). Prima di tutto essendo una produzione diversificata bisogna trovare l'unità di misura
comune che può essere ponderale, di input o monetaria. Considerando quest'ultima, il Ricavo di pareggio (non più il volume) sarà dato
da R= a+kR, dove k = incidenza media dei costi variabili sui ricavi, (1-k) è il margine di contribuzione mediamente conseguibile da
un'unità monetaria di fatturato.
10) Analisi strutturale e leva operativa: Per introdurre la Leva operativa bisogna innanzitutto definire il Rischio Operativo. Il rischio
operativo riguarda l'eventualità che il risultato della gestione caratteristica sia compromessa da una struttura economica squilibrata. Per
struttura economica si intende la composizione dei costi dal punto di vista della loro rigidità rispetto ai volumi. La leva operativa
consente di analizzare tale rischio correlato alla struttura dei costi. Esprime il differente impatto che le variazioni dei ricavi e dei costi
variabili esercitano sul reddito.
L.O. Dinamica = Δ % Reddito Operativo/ Δ % ricavi
L.O. Statica = MC / Reddito Operativo totale
11) Analisi differenziale e il calcolo di convenienza economica: consiste nel confronto tra costi e ricavi relativi a corsi alternativi di
azione al fine di definire il risultato differenziale scaturente da una decisione presa rispetto alla situazione di partenza. Nell'analisi
differenziale si svolge il confronto tra Vantaggi economici evidenziando i Ricavi emergenti e i costi cessanti e Svantaggi economici
evidenziando i Ricavi cessanti e i Costi emergenti. L'analisi differenziale quindi rileva i vantaggi e gli svantaggi di una scelta, è uno
strumento di supporto quindi alle decisioni aziendali.
12) Il budget aziendale: Il concetto di budget è visto come bilancio preventivo ma bisogna chiarire che il bilancio preventivo è solo il
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  1. Il sistema di programmazione e controllo :La pianificazione è il disegno del futuro desiderato e delle modalità atte a determinarlo. Il controllo guida i manager verso il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti. Il controllo si articola nella componente di processo (riguarda l'attività manageriale nelle varie fasi del controllo di gestione), nella componente strutturale ( articolazione in sub-sistemi che formano l'oggetto del monitoraggio). Lo scopo del Sistema di Controllo è che l'azienda risulti Efficace : quando si ottimizzano i risultati riguardanti l'output ed Efficiente : quando l'azienda utilizza in modo economico le risorse a proprio disposizione. Tuttavia i valori di efficienza ed efficacia vengono messi a confronto con quelli definiti a priori nella Programmazione strategica che insieme al controllo costituiscono il sistema di pianificazione (definisce obiettivi da raggiungere e le modalità opportune per farlo) e controllo.
  2. Contabilità Analitica :Per effettuare il controllo di gestione utilizziamo la Contabilità Analitica che è l'analisi disaggregata degli elementi del reddito (Costi). Le varie modalità di disaggregazione ( per prodotto, per progetto, per processo) individuano aree di risultati in cui misurare l'efficienza e l'efficacia. Ha lo scopo di rielaborare i dati di costi e ricavi per l'attività decisionale e di controllo, ed è destinato al Management.
  3. Analisi dei costi, classificazione :I costi di produzione sono l'espressione monetaria della quantità di risorse impiegate nello svolgimento di un'attività produttiva. I costi possono essere classificati per: Natura: basata sulle caratteristiche fisico-economiche dei fattori produttivi impiegati nel processo di gestione Area di Gestione: si riferisce alle varie aree del Conto Economico Modalità di imputazione ai loro oggetti: Costi Diretti (imputati direttamente al prodotto) e Costi indiretti (imputati mediante una ripartizione soggettiva in proporzione ad una grandezza assunta come base di imputazione) Comportamento: CV (variano al variare del Volume), CF (non variano al variare del Volume) e C misti ( sia variabili che fissi) Programmazione: CF (vincolati e discrezionali) e C parametrici Controllabilità: Controllabili e non.
  4. Configurazioni di costo : Nel determinare il costo di prodotto sorge il problema di imputare dei costi che oggettivamente non sono riferibili ad esso stesso quindi è necessario nell'imputazione dei costi , Configurare il costo stesso in modo da individuare un criterio soggettivo per la ripartizione dei costi comuni Costo Primo = Mat. Dirette + Mod + Altri costi diretti Costo Industriale = Costo primo + Altri costi indiretti di fabbricazione Costo di Trasformazione = Costo Industriale – Mat. Dirette Costo Pieno= Costo Industriale + Quota costi generali amministrativi + oneri finanziari 5) Metodologie per la determinazione dei costi di prodotto : Esistono 3 metodologie : Metodo semplificato: Imputa il costo delle singole voci ai prodotti senza la mediazione di oggetti intermedi. Presupposto di base : I prodotti assorbono risorse e ad essi vanno imputati i costi di tali risorse Metodo Per Centri di Costo: si imputano le voci di costo dei prodotti attraverso i centri di costo ( sottoinsiemi aziendali corrispondenti alle varie unità organizzative della struttura aziendale) Presupposto di Base: I prodotti vengono realizzati attraverso l'opera dei centri e a quest'ultimi vanno imputati i costi. Metodo dell' ABC -Activity based costing : si analizza l'attività aziendale per attività che sono l'insieme delle operazioni svolte nelle aziende utilizzando specifiche risorse per produrre determinati risultati a favore dei clienti esterni ed interni. Presupposto di base: I prodotti vengono realizzati attraverso le attività. Le risorse vengono quindi impiegate a tali attività e il costo imputato ad esse. In un secondo momento si ripartiscono tali costi ai prodotti. Tutte e tre le metodologie devono rispettare Il principio causale ( un costo va attribuito al suo oggetto individuando e misurando la causa che ne ha provocato il sostenimento) altrimenti può verificarsi il fenomeno della Sovvenzione Incrociata , un prodotto può sembrare redditizio quando non lo è. 6) Le basi di riparto: Sono strumenti contabili che ci aiutano nella ripartizione dei costi indiretti. Si determinano in base ai Driver. La base di riparto è data dal rapporto tra il costo indiretto da ripartire e il driver. Possiamo avere una base di riparto a valore ossia in termini monetari, viene individuata una % del valore della base che rappresenta il ricarico per la ripartizione del costo indiretto o quantitativa ossia in termini non monetari e consente di trovare un coefficiente di ricarico in unità monetaria 7) La contabilità per centri di responsabilità: Si suddividono gli obiettivi dell'attività aziendale in sub-obiettivi di regola classificati in centri di costo, centri di ricavo, centri di profitto.I costi vengono suddivisi in costi speciali oggettivamente attribuibili ad uno specifico oggetto in modo esclusivo e totale e in costi comuni riferiti a più oggetti e quindi a più centri, vengono imputati attraverso le basi di ripartizione soggettive. 8) L'analisi per Margini : Attraverso tale analisi si ricavano i margini che sono grandezze economiche derivanti dalla correlazione tra costi e ricavi. -Margine di contribuzione lorda = Ricavi di vendita – costi variabili e rappresenta la capacità di un certo prodotto di contribuire alla copertura dei CF. MC >0 condizione favorevole alla produzione, MC<0 la vendita del prodotto contribuisce a perdite aziendali. -Margine Semi-lordo di Contribuzione = contributo del prodotto alla copertura dei CF comuni a tutte le produzioni.
  • Utile o Lordo industriale: risultato economico con cui un prodotto contribuisce alla copertura dei costi non industriali relativi al processo produttivo. 9) Analisi del BEP: Mette in relazione i Costi e i ricavi con il volume.{ Px= a+ bx }.Oltre ad evidenziare il volume che ci permette di avere RT= CT, il bep riflette non solo sul volume ma anche sulle altro macro variabili che influenzano il risultato economico atteso. Si può chiarire quanto occorra agire su tali macro-variabili ma non informa sulle modalità per farlo. Se considerassimo un azienda multi- prodotto l'analisi del bep varia (bep a valore). Prima di tutto essendo una produzione diversificata bisogna trovare l'unità di misura comune che può essere ponderale, di input o monetaria. Considerando quest'ultima, il Ricavo di pareggio (non più il volume) sarà dato da R= a+kR, dove k = incidenza media dei costi variabili sui ricavi, (1-k) è il margine di contribuzione mediamente conseguibile da un'unità monetaria di fatturato. 10) Analisi strutturale e leva operativa: Per introdurre la Leva operativa bisogna innanzitutto definire il Rischio Operativo. Il rischio operativo riguarda l'eventualità che il risultato della gestione caratteristica sia compromessa da una struttura economica squilibrata. Per struttura economica si intende la composizione dei costi dal punto di vista della loro rigidità rispetto ai volumi. La leva operativa consente di analizzare tale rischio correlato alla struttura dei costi. Esprime il differente impatto che le variazioni dei ricavi e dei costi variabili esercitano sul reddito. L.O. Dinamica = Δ % Reddito Operativo/ Δ % ricavi L.O. Statica = MC / Reddito Operativo totale 11) Analisi differenziale e il calcolo di convenienza economica: consiste nel confronto tra costi e ricavi relativi a corsi alternativi di azione al fine di definire il risultato differenziale scaturente da una decisione presa rispetto alla situazione di partenza. Nell'analisi differenziale si svolge il confronto tra Vantaggi economici evidenziando i Ricavi emergenti e i costi cessanti e Svantaggi economici evidenziando i Ricavi cessanti e i Costi emergenti. L'analisi differenziale quindi rileva i vantaggi e gli svantaggi di una scelta, è uno strumento di supporto quindi alle decisioni aziendali. 12) Il budget aziendale: Il concetto di budget è visto come bilancio preventivo ma bisogna chiarire che il bilancio preventivo è solo il

passo finale della redazione del budget. E' un programma di gestione al fine di attuare i piani strategici, si può definirlo come un programma di gestione aziendale che guida e responsabilizza i manager verso gli obiettivi prestabiliti. Il budget ci aiuta a capire come le scelte impatteranno sul risultato economico e sul patrimonio, motiva i manager verso gli obiettivi prestabiliti. I requisiti fondamentale del budget sono : Globale: abbraccia la gestione nella sua totalità Articolato: suddiviso per attività per processi, per clienti Tempificato: aiuta a capire in anticipo i problemi evitando rischi Flessibile: per contingenza di mercato può essere rivisto 13) I l budget commerciale: si divide in budget delle vendite e budget dei costi commerciali. Il primo determina il fatturato previsto e le quantità fisiche di produzione da collocare sul mercato. I traguardi di vendita non devono essere fissati né con eccesso di ottimismo né con troppa prudenza. Per determinare i ricavi occorre valorizzare le quantità fisiche e fissare il P unitario. Kreislauf: La decisione del prezzo coinvolge un elevato numero di variabili e a sua volta dipende dalla quantità venduta poiché il costo unitario include i costi fissi la cui incidenza diminuisce al crescere del volume; il volume dipende dalla politica dei prezzi; a prezzi più bassi corrisponde maggiore quantità venduta ; ma la politica dei prezzi dipende a sua volta dalla conoscenza dei costi , ma i costi dipendono dal volume, senza la conoscenza del quale non posso ripartirli, ne consegue che i P dipendono dai costi e viceversa. Il secondo riguarda i costi sostenuti per la commercializzazione dei prodotti. Le modalità di programmazione di tali costi differiscono in Costi Tecnici : vengono programmati in base al volume di vendita e ai ricavi prestabiliti e in Costi Discrezionali programmati in base alle scelte della direzione. Il budget commerciale va articolato per periodi e le informazioni necessarie per redigerlo sono numerose e richiedono requisiti qualitativi importanti visto che il Budget delle vendite è il punto di partenza di tutto il processo di Budgeting. 14) Il budget della produzione: Le Principali variabili qualificanti del budget della produzione sono volumi di output da ottenere,tempi di ottenimento di tali output e fabbisogni di risorse occorrenti. Per redigere il budget della produzione è necessario formulare il budget delle scorte, dei volumi di produzione programmati, dei costi generali di fabbricazione e dei costi della produzione. -Il budget delle scorte: si attua la politica delle scorte dato che il budget delle vendite non fornisce informazioni sulla quantità da produrre. Tuttavia tale politica delle scorte è legata a fattori come a capienza dei locali e i costi di stoccaggiol’obsolescenza dei prodotti ,l’esigenza di non immobilizzare troppi capitali -Il budget dei volumi di produzione programmati: confronto tra volume di vendita programmato e budget delle scorte.

  • Il budget dei costi generali di fabbricazione: individua l'ammontare del costo relativo a costi generali di fabbricazione. Tali costi sono di natura eterogenea e possono essere suddivisi in Fissi- Variabili e Semi-variabili.
  • Il budget dei costi della produzione:serve per redigere il budget dei costi delle risorse da impiegare per la produzione. Si effettua quindi il budget degli acquisti di materie ( standard unitario*volume produzione) e si calcola Volume di vendita programmato + RF-RI, e il budget del personale (n° totale ore necessarie per realizzare i programmi). 15) Il budget delle funzioni generali: è relativo ai costi comuni alle varie attività aziendali. Sono costi svincolati dai volumi di produzione poiché non esistono standard precisi che indichino l'importo da sostenere. Il costo da sostenere è affidato al giudizio personale e soggettivo dei manager e richiede lunghe negoziazioni tra di essi. Tale budget può formarsi secondo 2 logiche: Budget incrementale: basato sull'esperienza passata ,i costi vengono programmati partendo dallo stanziamento dell'anno precedente. Non mette in risalto quindi i costi di attività inutili. Zero base budget: Rimette ogni anno in discussione l’attività da svolgere nei centri di costo discrezionali. Caratteri significanti dello zero base budget sono: Analisi incrementale ossia individuare pacchetti di attività che si devono in ogni caso svolgere senza condizionamenti dal passato e Scelta del livello di attività con cui si comparano le varie attività, si formula una graduatoria e si sceglie quale attività accettare e quale no. Tale budget anche se più complesso di quello incrementale “costringe” a giustificare le attività e i relativi costi e a correlare in termini quantitativi input ad output 16) Il budget degli investimenti: Riguarda le aree funzionali dell'azienda .Per questo tipo di budget vengono stimate le conseguenze dei programmi operativi in termini finanziari. I programmi possono generare investimenti in capitale fisso e capitale circolante. Gli investimenti vengono classificati in: -I di sostituzione: finalizzato a sostituire beni strumentali obsoleti -I di razionalizzazione: hanno lo scopo di ridurre gli standard fisici e migliorare il grado di efficienza interna. -I di espansione: tesi ad aumentare la capacità produttiva dell'azienda. -I strategici: mirano allo sviluppo futuro dell'azienda. La scelta degli investimenti dipende da valutazioni tecniche che spettano alla funzione aziendale che utilizzerà l'investimento e valutazioni economiche-finanziarie per verificare l'opportunità dell'investimento comparandolo con altri investimenti. 17) I master Budget: Il punto di arrivo del processo di budgeting sono i Master budget che si ottengono dal consolidamento di vari programmi settoriali. Sono Budget economico ( C.E. Prospettico), budget finanziario (rendiconto finanziario prospettico) e il budget patrimoniale ( S.P. Prospettico). 18) Il budget economico: riepilogo di costi e ricavi già programmati formulando budget specifici. Assume la forma di un conto economico preventivo la cui forma varia al variare delle esigenze di informazioni. Ad esempio la forma scalare Consente di individuare la redditività globale della gestione apprezzare la redditività delle singole linee dei prodotti individuando i margini di contribuzione e i risultati divisi per aree di gestione. 19) Il budget finanziario: verifica la fattibilità dei programmi operativi sotto al profilo finanziario. E' suddiviso nel budget delle fonti e degli impieghi (considera gli investimenti di capitale e tutti i finanziamenti o fonti su cui l'impresa può contare nel periodo considerato) e budget di cassa ( riguarda i flussi monetari e verifica la fattibilità dei programmi di gestione) 20) Il budget patrimoniale: include valori riferiti al momento finale del periodo di riferimento. Viene redatto secondo il criterio finanziario in riferimento agli impieghi e alle fonti di breve e lungo periodo. Tale documento correla le fonti con gli impieghi, da esso si ricavano valori per calcolare gli indici di redditività ROI = Reddito operativo/Capitale investito. ROE= Reddito operativo/capitale proprio. 21) Analisi degli scostamenti: Dopo la redazione del budget si procede nel mettere a confronto i risultati effettivi con quelli attesi e si determinano eventuali scostamenti. L'analisi degli scostamenti si controlla in 4 fasi:
  1. Confronto tra valori globali, 2. Scomposizione negli scostamenti parziali, 3. Individuazione delle cause, 4. Definizione di provvedimenti correttivi. L'analisi si propone di correggere eventuali disfunzioni tempestivamente in modo da poter raggiungere gli obiettivi prestabiliti, riguarda sia aspetti economici che finanziari. Gli oggetti principale dell'analisi sono i CF, CV e Ricavi. Ha lo scopo di individuare le cause gestionali delle disfunzioni, si accerta delle responsabilità e si rende consapevoli i manager di tali rilevazioni affinchè possano intervenire. 22) Il reporting : è l'insieme delle informazioni di vario tipo che vengono opportunamente selezionate e presentate al management sotto forma di reports affinchè si possano effettuare le più opportune valutazioni, analisi e scelte. E' finalizzato alla valutazione dell'operato dei manager e all'informare il management sull'andamento della gestione. L' efficacia del reporting può essere tecnica , semantica e