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concetti principali ed esaustivi di programmazione
Tipologia: Appunti
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La programmazione e controllo ci permette di entrare nel dettaglio dell’azienda che agisce nei confronti di un ambiente di riferimento. L’azienda è il compresso di beni e persone organizzate dell’imprenditore che si avvale di manager per il raggiungimento di determinati obiettivi e scopi. Gli obiettivi prefissati non possono essere disgiunti dall’ambiente circostante. Lo scopo principale è soddisfare le richieste di un soggetto al di fuori dell’azienda che è il cliente, ma non solo. LA PROGRAMMAZIONE – > qualsiasi impresa programma, in breve periodo di un anno. È possibile programmare gli effetti di un avvenimento o della gestione di un’azienda : Quando interagisce in un ambiente stabile (non turbolento) Quando si conoscono tutte le caratteristiche quando è ripetitiva ci sono elementi sia esterni (dinamici) che interni L’attività di programmazione oggi è un’attività complessa, è difficile fare previsioni che siano attendibili, ad es. nel periodo del covid 19 è stato impossibile programmare. Però anche in caso di incertezze o turbolenze si programma sulla base di dati storici (dell’anno prima). LA CONTABILITA’ La contabilità si divide in GENERALE e ANALITICA (entrambi analizzano il reddito di esercizio). La contabilità generale fornisce informazioni di carattere generale e globale sull’azienda. È una rilevazione obbligatoria per legge che richiede massima precisione offrendo informazioni chiare, corrette e veritiere ai terzi. L’obiettivo principale della c. generale è quello di fornire i dati per il bilancio, per cui la rilevazione avviene con il metodo della Partita Doppia che consente la rilevazione sotto un duplice aspetto, cioè finanziario ed economico. Uno dei suoi limiti è che si può consultare il bilancio ad anno inoltrato in quanto la sua approvazione avviene a maggio-giugno dell’anno successivo, perché per avere informazioni certe e precise si richiede tempo. Per programmare si usa la contabilità analitica (o direzionale perché viene utilizzata dai manager per prendere decisioni) è un insieme di scritture extracontabili , questa non è obbligatoria ma si basa su regole alimentate dell’azienda. Fare contabilità analitica è costoso perché si richiede più personale , ma fornisce info utili per prendere decisioni strategiche. Agisce sul breve tempo ed è imprecisa perché spesso fa previsioni. È uno strumento in grado di fornire dati utili per la determinazione del budget e il perseguimento degli obbiettivi. Colui che si occupa della contabilità analitica è il controller che effettua il controllo di gestione raccogliendo tutti i dati e le informazioni in modo affidabile. LA PIANIFICAZIONE (lungo periodo, 3 anni) è il processo attraverso il quale si definiscono gli obiettivi di medio-lungo periodo, le azioni e gli strumenti per raggiungerli. Lo scopo della pianificazione è quello di permettere all’azienda di fruttare al meglio le sue potenzialità, per raggiungere obiettivi.
Il controllo di gestione è sinonimo di controllo dei risultati e si concentra sulla performance finale, è un contro interno e vi sono diversi tipi: il controllo strategico: controllo della validità di un strategia come la revisione periodica delle scelte di business controllo operativo: controllo su specifiche operazioni di gestione nel brevissimo periodo controllo organizzativo: sistema con cui l’azienda cerca di influenzare il comportamento degli individui L’azienda deve tener conto di 3 mercati a cui far riferimento:
Sono dati necessari per gestire la contabilità analitica. E’ il valore del consumo che un azienda genera. Dal un punto di vista tecnologico è il consumo dei fattori produttivi in vista di uno scopo utile, mentre dal punto di vista monetario è il valore attribuito ai consumi di fattori produttivi. Il costo si può dividere in costo d’acquisto (proveniente da scambio e sono costi più oggettivi) e costo di produzione (è il consumo dei fattori produttivi per una determinata operazione).
Centri di costo ausiliari: che prestano servizi ai centri principali Centri di costo comuni: che effettuano prestazioni a favore dei centri principali, sia di quelli ausiliari Centri di costo operativo Centro di ricavo Centri di reddito Centro di investimento Dopo aver individuato i diversi centri di costo, le varie voci del conto devono essere imputate nel reparto corretto. COSTI DIRETTI -> sono direttamente imputabili al centro di responsabilità es.costo del lavoro,materie prime,mezzi e attrezzature utilizzate ecc. Gravano sul budget. COSTI INDIRETTI -> non sono attribuiti ad uno specifico progetto ma sono relativi al funzionamento dell’intera struttura (energia elettrica di un hotel). RIBALTAMENTO DEI COSTI -> è un procedimento di trasferimento dei costi dai centri (fittizi,comuni o ausiliari) ai centri produttivi. Ovviamente si fa questo perché i centri produttivi hanno una relazione funzionale con i prodotti, perché si occupano delle produzioni e in essi è possibile misurare input ed output prodotti. Non sono però ribaltabili quei costi dei centri che non si ha intenzione di riferire al prodotto e quei costi che non sono riferibili al prodotto senza dover passare per i centri finali (es. costo indiretto della direzione vendite). Oppure: partiamo dal concetto di allocazione dei costi che è un metodo utilizzato da un azienda per addebitare le voci di costo presenti in un budget a ciascun centro di costo specifico che li ha direttamente o indirettamente generate tramite degli indicatori statistici. Il ribaltamento è uno dei metodi principali di allocazione: la voce di costo viene addebitata secondo una tariffa pianificata sul centro di costo interessato. Se si volesse ad es. allocare la voce di costo ‘’consulenza’’ lo si potrebbe fare in funzione della tariffa oraria dei consulenti. CASH FLOW -> è il flusso di cassa, è un parametro importante che condiziona il fallimento o il successo aziendale. Esso non deve essere confuso con l’utile d’esercizio, ovvero l’ammontare delle risorse finanziarie nette , prodotto dall’impresa in un anno. (entrate-uscite)
E’ un documento che contiene le previsioni fatte da un azienda in anno. È un documento contabile
che è lo strumento di programmazione globale che controlla tutte le previsioni dell’azienda riguardanti l’anno. È composto dal budget di carattere economico, patrimoniale e finanziario. Budget economico -> deriva dal consolidamento dei costi e ricavi programmati in sede di formulazione dei singoli budget. L’iter di formazione del budget economico è una struttura ‘’in forma scalare’’. Lo stesso viene poi contemporaneamente suddiviso per famiglie di prodotti o linee di prodotti, per distinzione tra costi fissi e costi variabili. Budget finanziario -> esamina la qualità dei mezzi finanziari individuati, il loro costo e il tempo per renderli disponibili. Il processo di formazione di questo budget finanziario si sviluppa mediante: la redazione di un budget delle fonti e degli impieghi (è un rendiconto finanziario preventivo) considera quindi sia gli investimenti (impieghi)che le risorse finanziarie (fonti), redazione di un budget di cassa (o tesoriera) che accerta/assicura la fattibilità finanziaria dei programmi ed è uno strumento di controllo per la previsione dei flussi monetari delle entrate(ricavi d esercizio) e delle uscite (costi d esercizio). Budget patrimoniale -> la determinazione del budget patrimoniale è semplice perché i suoi valori si ottengono dalla differenza tra i valori presenti nello stato patrimoniale iniziale e i valori inseriti nel budget finanziario delle fonti e degli impieghi. È uno stato patrimoniale preventivo riferito alla data di chiusura dell’esercizio successivo.
aziendali. Tra questi troviamo: Budget commerciale : è il primo budget ad essere formulato nell’ambito dell’iter di programmazione. Consente di prevedere l’evoluzione delle vendite e del mercato e le eventuali strategie da intraprendere. Le caratteristiche principali sono:
Configurazione di costo un’aggregazione di costi che, in modo diretto o indiretto, possono riferirsi ad un certo oggetto. Esistono molteplici configurazioni di costo: il costo primo, il costo industriale, il costo complessivo, quello economico-tecnico. Nel determinare il costo di un particolare oggetto si deve in primo luogo stabilire se si considerano tutti i fattori produttivi impiegati dell’azienda nello svolgimento della propria attività, oppure solo alcuni di essi. In altre parole si deve decidere se ragionare in termini di configurazioni complessive di costo o parziali di costo. Costo primo chiamato anche configurazione BASIC, è dato dal costo della materia prima più costo della manodopera diretta. La materia prima è un bene che viene acquistata per essere successivamente lavorata, è un costo variabile ed è un costo diretto. La manodopera diretta è relativa a tutto quel personale che opera direttamente alla trasformazione della materia prima, anch’esso un costo BASIC. Il costo della manodopera può essere un costo fisso se riguarda dei dipendenti che non hanno la flessibilità, cioè sono addetti a fare sempre e solo quella cosa, invece può diventare un costo variabile, se il dipendente svolge diverse funzioni. il costo industriale è il costo primo a cui si vanno ad aggiungere altri costi indiretti che rientrano nella fabbricazione del prodotto, è quella parte di costo che riguardano lo stabilimento di produzione. Nell’area di produzione troviamo il costo di macchinari, impianti, ecc. è un costo che appartiene all’esercizio come quota di ammortamento. (Le quote di ammortamento possono essere costi diretti o indiretti). Quindi il costo industriale è dato dalla manodopera indiretta e qualsiasi quota di costo indiretto riferito alla sfera della produzione. Il costo complessivo è formato da costo di fabbricazione e industriale più quote di costi commerciali, amministrativi, tributari ecc., cioè tutti gli altri costi che l’azienda sostiene e che non riguardano l’aria della produzione budget scorrevole : budget che viene rivisto in corso d’anno, quando ci si rende conto che alcune previsioni fatte si sono rivelate sbagliate, anche per forze di causa maggiore (covid 19) sovvenzione incrociata: fenomeno che avviene quando molti costi indiretti sono imputati a prodotti in modo grossolano per cui si fanno apparire redditizi prodotti che non lo sono ed economici prodotti che in realtà sono profittevoli. Break event point : quando costi e ricavi vengono messi in relazione anche con il volume