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il testo inizia con la panoramica dei tre principali approcci teorici della psicologia dello sviluppo del linguaggio, seguono le fasi dello sviluppo del linguaggio
Tipologia: Appunti
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Uno degli aspetti fondamentali dell’attività cognitiva umana è la capacità di usare le parole sia nei processi di produzione e comprensione del linguaggio per scopi comunicativi, sia nei processi di categorizzazione mediante i quali organizziamo il nostro mondo esperienziale. LESSICO MENTALE È un costrutto che si riferisce all’insieme delle parole che ogni individuo possiede nel proprio vocabolario interno. Serve all’elaborazione recettiva ed espressiva del linguaggio. Sono incluse le info relative ad ogni parola: pronuncia, significato, classe grammaticale, contesto. L’accesso lessicale riguarda modalità e operazioni con cui le rappresentazioni mentali sono recuperate dal lessico per diversi usi e scopi. Costruzione del Significato: I Vincoli Cognitivi Secondo alcuni autori il bambino nascerebbe con dei vicoli cognitivi, un insieme di principi che lo guidano nel processo di apprendimento. Sono 4: 1) Principio della Mutua Esclusività è caratterizzato da una economia del vocabolario in cui non sono presenti i sinonimi o altri termini equivalenti. Il bambino è limitato nell’interpretare le parole. 2) Principio di Attribuzione Rapida di Significato riguarda le parole nuove che sono attribuite a oggetti nuovi, di cui il bambino non possiede il nome. 3) Vincolo dell’Oggetto Integro prevede che un nome sia associato ad un oggetto nella sua interezza. 4) Vincolo Tassonomico il bambino assegna un nome appena appreso ad una intera categoria. Gli studiosi ritengono che i vincoli agiscono fino all’età di 4 anni, ma non sono concordi che siano disponibili tutti fin dall’inizio. Fast Mapping Altri autori ritengono che la presenza innata dei vincoli nella mente del bambino sia alla base del Fast Mapping processo mediante il quale i bambini possono acquisire parole nuove sulla base di pochissime info e di limitate esposizioni. È possibile intravedere un percorso della conoscenza lessicale caratterizzato dal graduale ampliamento del vocabolario e una variabilità nei tempi di acquisizione. In questo contesto avrebbe 2 fasi:
Fast Mappingil bambino stabilisce un legame iniziale tra parola e referente, in questa fase ha solo una conoscenza parziale del significato della parola. Slow Mappingla rappresentazione della parola iniziale si completa con l’esperienza, arrivando a somigliare al linguaggio adulto. L’acquisizione di nuove parole mediante il Fast Mapping è fragile e può essere facilmente perduta, solo se le parole sono reiterate con una certa frequenza l’acquisizione lessicale diventa stabile e le proprietà semantiche e grammaticali della parola saranno scoperte dal bambino. Processo di Apprendimento Sociale Nell’interazione con il bambino, i genitori assumono un ruolo di informatori, in particolare l’acquisizione dei simboli linguistici sarebbero il risultato della speciale modalità di interazione sociale che si stabilisce tra l’adulto e il bambino. SVILUPPO DEL VOCABOLARIO È il percorso di acquisizione delle prime parole. È un percorso lungo e complesso: sono presenti momenti critici di cambiamento condivisi dalla maggior parte dei bambini, tuttavia presenta una flessibilità che varia da bambino a bambino. Babbling e Prime Parole Vi sono diverse ipotesi che interpretative che cercano di spiegare la relazione tra la Lallazione e le Prime Parole, due spiccano in modo particolare: 1) Teoria Motoria è basata sulla componente immatura dell’apparato motorio di cui la Lallazione costituisce un output (teoria motoria dello sviluppo preverbale). 2) Ipotesi del Filtro Articolatorio pone l’attenzione sull’ input offerto dall’ambiente in cui la Lallazione ha luogo. Ciò che differenzia le Prime Parole dalla Lallazione è che quest’ultime non hanno un referente preciso, può tuttavia essere utilizzata come intenzione comunicativa se accompagnata dal gesto e da altri indici come: intonazione, sguardo, postura, ripetizioni dei vocalizzi (interazione con l’adulto). Inoltre è di particolare rilievo la capacità coordinare i vocalizzi con lo sguardo materno, in quanto la loro frequenza a 12 mesi predice lo sviluppo linguistico a 20 mesi. Continuità/Discontinuità nel
delle evidenze della capacità dei bambini di comprendere e interpretare i fenomeni psicologici. Già a 2 anni riescono a differenziare le emozioni, sanno che il desiderio guida le azioni, pertanto sono in grado di predire l’azione sulla base del desiderio, comprendono la relazione tra desiderio e emozioni. Alcuni studi evidenziano che il bambino: A 20 mesi è fornito di parole come “felice”, “triste”, “spaventato”. A 28 mesi è in grado di collegare gli stati interiori con il comportamento della persona. Altri studiosi ritengono che comprendere la mente e parlarne sono processi strettamente collegati, perché il pensiero psicologico richiede una esplicitazione linguistica: Fedelman sostiene che nei primi anni di vita del bambino non esistono gli stati mentali, ma solo espressioni degli atteggiamenti mentali del bambino nei confronti delle cose del mondo, di questo il bambino non è consapevole. Il modello di Fedelman prevede due passaggi: Il bambino acquisisce il lessico necessario per poter esprimere atteggiamenti mentali verso la realtà. Converte i propri atteggiamenti mentali in oggetti di pensiero. Tomasello sostiene che il cambiamento nel pensiero psicologico infantile consiste nell’evoluzione del concetto di persona: con l’acquisizione del linguaggio il bambino comprende che le persone hanno stati mentali diversi dal proprio, questa consapevolezza prende forma nelle situazioni di attenzione condivisa.