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Quale miracolo greco cap libro storia popolare della scienza
Tipologia: Sintesi del corso
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Il miracolo greco ----- contesto scientifico della scienza razziale Miracolo greco: ritenere che quasi tutto ha avuto inizio dalla grecia, ovvero la filosofia, la scienza, la matematica, la medicina etc.., senza che vi siano state influenze esterne. In realtà la scienza greca si è basata da tradizioni mesopotamiche e egizie, e al processo di produzione scientifica hanno contribuito anche culture antiche indiane e cinesi. Bernal scrive l’ “Atena nera”, in cui mostra le radici africane e asiatiche. Il miracolo greco è incompatibile con la storia popolare, esalta individui geniali (Talete, Pitegora etc..) e anche una sola “razza”, quella caucasica, detta ariana. Le genti di pelle chiara derivano dal Caucaso e da essi si sono originate le lingue indoeuropee. I circoli accademici diedero per scontato che qualsiasi conquista del passato venne fatta dagli ariani, minimizzando i progressi svolti dai popoli asiatici e africani (l’unica giustificazione è che si avevano meno fonti su egizi e sumeri). Al contrario vennero esaltati i greci, come un popolo decisivo per lo sviluppo della civiltà. In realtà da fonti degli stessi greci, sappiamo che loro erano a conoscenza dell’influenza che avevano ricevuto dalla cultura egiziana e dell’asia minore. Erodoto: “Quasi tutte le divinità in Grecia sono arrivate dall’Egitto” Isocrate: “Pitagora una volta tornato dall’Egitto, portò la filosofia in Grecia” Si sa che gli elleni ereditarono la geometria dagli egizi, mentre l’aritmetica e l’astronomia dai fenici. L’idea di miracolo greco si diffuse, con la diffusione della scienza razziale: L’ università di Gottingen da inizio a un'interpretazione della storia basata leggi scientifiche della razza, per le quali solo la razza bianca aveva capacità di creare civiltà avanzate. Essa era un prodotto dell’epoca imperialista, giustificava lo sfruttamento europeo rispetto ai popoli africani e asiatici. Tutte le prove che anche gli africani erano stati costruttori di civiltà venne dichiarato falso (non riconobbero che i resti di una grande civiltà in Zimbabwe fosse di una civiltà nera e neanche che l’alfabeto greco derivi da quello fenicio.) La scienza razziale non era marginale, anche scienziati come Cuvier e Darwin erano convinti sostenitori che l’uomo nero fosse a metà tra la scimmia e l’uomo. Lo scienziato Broca cercò di trovare il metodo oggettivo per sostenere che la razza bianca fosse superiore a quella nera e lo trovò nella dimensione del cervello :<< il cervello è più grande negli uomini che nelle donne, nelle razze superiori rispetto a quelle inferiori>>. Questi sono esempi di come la scienza sia influenzata dai pregiudizi sociali e dei pregiudizi razziali se ne liberò solo con la trasformazione del contesto sociale (ondata di anticolonialismo nel secondo dopoguerra).
cosa fu esattemente la scienza greca? ----- contributo platonico alla scienza I Greci non sono stati gli iniziatori della scienza, ma ne hanno dato un gran contributo, è ovvio che però questo è stati sopravvalutato in quanto con i greci ci giungono maggiori fonti scritte. Vi è uno spartiacque nella storia greca:
dato dal contesto sociale: le colonie ioniche erano importanti zone di commercio, ciò ha portato a vivaci scambi di idee tra persone di etnie e lingue diverse e ha portato alla formazione di un ceto medio (mercanti e artigiani) che hanno rafforzato il popolo rispetto all’aristocazia e quindi hanno portato a maggior democrazia e libertà di idee ed espressione. Anassimene & company furono espressione di una scienza del popolo che prese avvio dalle lotte di classe (plebe vs aristocrazia), il loro modo di pensare è influenzato dalle attività mercantile: la sostanza/materia viene anteposta nel loro pensiero, dando una spiegazione materialista della natura. A Pitagora e la sua scuola in Italia meridionale, viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella matematica, in realtà non si hanno prove e si è scoperto che invenzioni come il teoreme di Pitagora in realtà erano state scoperte dai Babilonesi secoli prima. Per l storia popolare della scienza in realtà Pitagora ha un ruolo controrivoluzionario, in quanto la conoscenza della natura non viene fatta tramite l’osservazione, ma attraverso ragionamenti a priori. La natura venne messa da parte e al centro la matematica, portando a una frattura tra ragione e natura che culminerà prima con Parmenide e infine con Platone, i quali ritengono che la filosofia in nome della ragione, negava il mondo dei sensi. Questa svolta fu conservatrice, avvenne il disprezzo per le attività pratiche e da qui nascerà l’ideale città stato di Platone, basata sulla divisione in classi e che la cultura sia sotto il controllo di un’elitè. L’arresto del pensiero scientifico avvenne con l’affermazione di una società schiavistica, i pochi privilegiati non avevano nessun interesse per favorire il progresso tecnologico aiutando gli schiavi e si dedicavano nel tempo libero alla speculazione astratta. L’elitismo di Platone portò a una concezione scientifica priva di finalità pratiche e nel De Republica “non è l’uomo che fa una cosa, ma l’uomo che la usa ad avere piena conoscenza scientifica” = non si riconosce allo schiavo una scienza superiore. Nella sua ideale città-stato riteneva che si potesse creare sulla base di una nobile menzogna, impostata come unica fonte del sapere: la religione, far credere che le gerarchie sono volute da Dio, giustificazione reazionaria delle classi sociali. Con Platone avviene una matematizzazione della scienza, ma anche la sua morte, il suo metodo parte dal generale al particolare e dall’astratto al concreto, ovvero indipendente dall’esperienza. Questo approccio anti-empirico influenzò l’europa medievale.
La medicina greca e la tradizione ippocratica --- La scienza ufficiale dopo Aristotele Eccezione dell’antiempirismo platonico: Scuola di Cos, centro della tradizione ippocratea, in cui venne fatta la Raccolta ippocratica, scritti scientifici basati sull’osservazione e la sperimentazione, depurati da ogni visione metafisica. Bisogna ridimensionare il peso di Ippocrate, la raccolta iniziò ad essere scritta prima della sua nascita ed è frutto di un’impresa collettiva di molte generazioni, secondo il principio vita brevis est, arte longa. Nella tradizione medica fu importante anche Galeno di Pergamo, faceva pratiche di chirurgia anche sugli animali, ma una volta diventò medico di Marco Aurelio, smise di fare la ricerca su attività empiriche, in quanto non degne del suo nuovo status, per il suo peso inizia a inibire processo scientifico della medicina. Aristotele fu antiempirista più moderato di Platone, diede maggior peso all’osservazione e ai sensi, ma comunque mantenne dal maestro un’approccio della cultura elitario (il suo liceo era per persone delle classe dominanti) e continuò la tradizione socratica contro il materialismo ionico. Diede una concezione teologica e finalistica della natura, ritenendo che in natura ogni cosa avesse uno scopo da raggiungere e che esistesse un architetto. Di fatto antepone il pensiero sulla realtà, non meno idealistico di Paltone. Nel mediorevo venne considerato come il massimo esperto su tutta la filosofia della natura, un arresto del cammino della scienza.
La rivoluzione industriale avvenne in Europa per la debolezza del potere politico, in quanto il feudalesimo decentrò il potere e imperatore, aristocrazia e chiesa erano sempre in conflitto, questò porto alla classe merantile di godere di maggiore libertà. In Arabia e in Cina, il potere accentrato aveva maggior controllo. Questa classe mercantile portò a un maggiore sviluppo delle tecniche (militari e nautiche) e iniziò a gettare le basi del capitalismo = l’espansione dei mercati stimolò la creatività degli artiginai e incentivò metodi empirici, ciò porterà alla rivoluzione scientifica.