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Quintiliano: vita e "Institutio oratoria" , Sintesi del corso di Latino

Appunti integrati dal libro "Res et fabula 3" su Quintiliano e la sua opera maggiore "Institutio oratoria"

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 23/04/2017

elena.cappello
elena.cappello 🇮🇹

4.5

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Quintiliano
Provinciale, della terza provincia → Spagna del nord, Spagna Tarragonese
Nato nel 30-40 d.C.
Morto nel 98 ca. → lettere di Plinio il Giovane
all'imperatore Traiano, in una dice che Quintiliano era
morto da poco.
Fu maestro di Tacito e Plinio il Giovane. Studiò a Roma
come avvocato → modello: Cicerone.
Tra il 70 e 90 fu uno dei maestri di retorica più
importanti tanto che Domiziano gli affidò l'istruzione
dei suoi nipoti → fa capire i rapporti tra Q. e imperatore.
Ha gettato le basi della moderna pedagogia.
Il suo modello fu Cicerone non solo per lo stile ma in generale. Sposa il vir bonus dicendi peritus
di Catone.
Vir bonus → nel senso di aggrappato al mos maiorum, eticamente corretto, disposto a
sacrificare il proprio interesse per la cosa pubblica
dicendi peritus → esperto di oratoria
Opera integra: Institutio oratoria, opera della maturità.
Prima scrisse De causis corruptae eloquentiae dove indagava sulle cause della corruzione
dell'eloquenza da un punto di vista etico e politico.
Quintiliano, Cicerone e Catone non ponevano alcun confine tra etica, politica ed oratoria. Il
perfetto oratore era un uomo politico che si occupava dello Stato e che poteva farlo solo se
abbracciava il mos maiorum.
Per Cicerone la formazione dell'oratore doveva essere di 360 gradi e la filosofia era sì importante
ma non era l'unica branca in cui doveva specializzarsi.
Quintiliano era più vicino a Cicerone; per lui il perfetto oratore era colui che riusciva a orientare le
decisioni del senato e che riusciva a indirizzare verso il bene morale il popolo traviato.
Institutio oratoria
Opera in prosa, 12 libri.
Tratta dell'educazione delle nuove classi dirigenti.
È un manuale con intento didascalico-pedagogico per gli oratori.
Il modello è Cicerone ma con un esito diverso. Abbiamo 2 paradossi nell'idea di Quintiliano.
Paradosso n.1: si ispira al vir bonus dicendi peritus ma questo modello non ci può attuare in
questo contesto storico. Se ne accorge? Forse no o forse finge di non accorgersene per non
entrare in contrasto con l'imperatore. Usare il mos maiorum è in contrasto con il regime
autocratico di Domiziano che guarda solo ai suoi interessi.
Paradosso n.2: l'oratore deve indirizzare le decisioni del senato, ma ormai il senato ha perso
il suo valore → mancanza di prospettiva storica, discorso ideale.
Prima provincia: Sicilia,
dopo la prima guerra punica;
Seconda provincia: Sardegna e Corsica
Terza: Spagna, dopo la seconda guerra
punica vinta dai Romani con
Scipione l'Africano a Zama.
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Quintiliano

Provinciale, della terza provincia → Spagna del nord, Spagna Tarragonese Nato nel 30-40 d.C. Morto nel 98 ca. → lettere di Plinio il Giovane all'imperatore Traiano, in una dice che Quintiliano era morto da poco. Fu maestro di Tacito e Plinio il Giovane. Studiò a Roma come avvocato → modello: Cicerone. Tra il 70 e 90 fu uno dei maestri di retorica più importanti tanto che Domiziano gli affidò l'istruzione dei suoi nipoti → fa capire i rapporti tra Q. e imperatore. Ha gettato le basi della moderna pedagogia. Il suo modello fu Cicerone non solo per lo stile ma in generale. Sposa il vir bonus dicendi peritus di Catone.

  • Vir bonus → nel senso di aggrappato al mos maiorum, eticamente corretto, disposto a sacrificare il proprio interesse per la cosa pubblica
  • dicendi peritus → esperto di oratoria Opera integra: Institutio oratoria , opera della maturità. Prima scrisse De causis corruptae eloquentiae dove indagava sulle cause della corruzione dell'eloquenza da un punto di vista etico e politico. Quintiliano, Cicerone e Catone non ponevano alcun confine tra etica, politica ed oratoria. Il perfetto oratore era un uomo politico che si occupava dello Stato e che poteva farlo solo se abbracciava il mos maiorum. Per Cicerone la formazione dell'oratore doveva essere di 360 gradi e la filosofia era sì importante ma non era l'unica branca in cui doveva specializzarsi. Quintiliano era più vicino a Cicerone; per lui il perfetto oratore era colui che riusciva a orientare le decisioni del senato e che riusciva a indirizzare verso il bene morale il popolo traviato. Institutio oratoria Opera in prosa, 12 libri. Tratta dell'educazione delle nuove classi dirigenti. È un manuale con intento didascalico-pedagogico per gli oratori. Il modello è Cicerone ma con un esito diverso. Abbiamo 2 paradossi nell'idea di Quintiliano.
  • Paradosso n.1: si ispira al vir bonus dicendi peritus ma questo modello non ci può attuare in questo contesto storico. Se ne accorge? Forse no o forse finge di non accorgersene per non entrare in contrasto con l'imperatore. Usare il mos maiorum è in contrasto con il regime autocratico di Domiziano che guarda solo ai suoi interessi.
  • Paradosso n.2: l'oratore deve indirizzare le decisioni del senato, ma ormai il senato ha perso il suo valore → mancanza di prospettiva storica, discorso ideale. Prima provincia : Sicilia, dopo la prima guerra punica; Seconda provincia : Sardegna e Corsica Terza : Spagna, dopo la seconda guerra punica vinta dai Romani con Scipione l'Africano a Zama.

L'oratoria ormai è diventata vuota, si rifà a Cicerone ma la parola ormai è fine a se stessa perchè non si può andare contro il pensiero dell'imperatore; perde così la sua pars costruens. Pur amando la filosofia, non interviene quando Domiziano caccia dei filosofi greci da Roma → atteggiamento adulatore che non lo rende pienamente libero. Quintiliano, diversamente da Tacito e Lucano, nasconde il suo essere filorepubblicano dietro un equilibrio e una misura che gli consentono di non esprimere completamente il suo parere. Quando educa gli oratori pone l'accento su questo equilibrio, riconducibile ad autarcheia e metriotes epicurei, ma non ci convince perchè la misura gli permette di adulare il potere e non esporsi completamente. Libri I-II Tratta dell'educazione dell'oratore dalla nascita fino a quando diventa oratore. Tracciano la figura del maestro ideale e sono alla base della pedagogia moderna. Deve forgiare l'uomo politico, deve essere colto ma anche dotato di particolare sensibilità e rettitudine. Deve essere maestro di virtù oltre che di retorica. Non può prescindere dai suoi allievi. Il maestro deve essere consapevole che ogni alunno è una persona con le proprie inclinazioni ed esigenze. Il suo ruolo non è quello di indottrinare l'allievo ma sollecitare la sua intelligenza affinchè il bambino acquisisca una apertura mentale nei confronti di ciò che studia e della realtà che lo circonda. Importante è il rapporto scuola-famiglia. Quintiliano predilige una forma mista di educazione, una collaborazione tra le due parti. Libri III-IX Mette in evidenza ogni singolo momento dell'orazione, le finalità delle orazioni e quale deve essere lo stile dell'oratore. Lo stile dell'oratore non deve rifarsi né all'asianesimo, perchè tutti quelli che lo usano (come Seneca) distolgono l'attenzione dall'orazione facendo concentrare sulla forma, né all'atticismo perchè è sterile, non coinvolge l'ascoltatore. Piuttosto deve essere come quello di Cicerone, che sta nel mezzo. Libro X Funziona come la Poetica di Aristotele nel mondo latino, è il primo libro di critica letteraria. Passa in rassegna gli autori irrinunciabili per la formazione dell'oratore cosicchè questo possa scegliere il suo modello per analogia o per contrasto e conoscere le potenzialità comunicative della parola. Libri XI-XII Ribadisce il suo oratore ideale su modello di Catone e Cicerone, soprattutto nel XII. L'oratore può avere tutte le tecniche ma se non è bonus, cioè se non ha un codice di valori, non può essere un bravo oratore. Manca la dimensione storica perchè in un contesto dove non c'è libertà non c'è spazio per i valori. La crisi dell'eloquenza è dovuta alla crisi di valori. Momenti dell'oratoria:

  • Inventio, trovare il materiale
    • dispositio, fare una scaletta
  • elocutio, prima stesura scritta -memoria, imparare a memoria -actio, pronunciare orazione