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La evoluzione artistica di raffaello, dalla sua prima opera commissionata da maddalena degli oddi a perugino, alla sua occupazione dello spazio e volumetria nuova. Il testo include informazioni su opere come 'assunzione di perugino', 'tavola per la cappella di besso della rovere', 'ritratto di elisabetta gonzaga' e 'madonna tempi'. Viene inoltre discusso il viaggio di raffaello a firenze e l'influenza di artisti come leonardo e michelangelo.
Tipologia: Sintesi del corso
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Raffaello nella bottega di Perugino dimostra di evolversi ed evolvere la sua maniera verso quella che sarà definita maniera moderna. SX_ PALA ODDI, ASSUNZIONE. Pre 1504 Chiamata così perché è stata commissionata nel 1502 da Maddalena degli Oddi, una nobildonna perugina. In realtà era destinata per la propria cappella della chiesa di san Francesco a Perugia. Oggi si trova nella pinacoteca vaticana perché in realtà nel fino al 1797 è a Perugia, ma poi Napoleone la porta in Francia dove inizia a essere restaurata. Però i francesi staccano la tavola e la incollano su tela, dunque nel 1815 questa sarà una delle opere che torneranno grazie a Canova però ovviamente non torna a Perugia, ma a Roma. DX_ ASSUNZIONE DI PERUGINO, CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA A FIRENZE. 1504- Espressioni un po’ trattenute, dolce grazia di Vasari. Tuttavia alcune differenze sono: persone a semicerchio, visi trattenuti ma più espressivi del solito... Modelli ancora arcaici, Madonna al centro della mandorla (medioevale, Bizantino) Occupazione dello spazio ripresa dagli Apostoli in basso. Divisione della tavola in due parti dove addirittura c'è una nuvoletta e sopra la nuvoletta c'è Cristo che incorona la vergine. DX_ PINTURICCHIO, TAVOLA PER LA CAPPELLA DI BESSO DELLA ROVERE, SANTA MARIA DEL POPOLO, ROMA, 1484- Opera precoce dell’artista. L'iconografia è uguale pressappoco a quella soprattutto nella parte bassa della tavola della pala Oddi però il sarcofago è messo in maniera quasi piatta, sembra una cosa soltanto leggermente scorciata in prospettiva, invece la novità di Raffaello è di dare questo spigolo del sarcofago e metterlo lì al centro della scena di fronte allo spettatore. Raffaello sta dunque muovendosi verso un’occupazione più razionale dello spazio, conquista di una volumetria e di uno spazio nuovo Lettera di raccomandazione con cui Raffaello viene presentato a Firenze per il gonfaloniere Pier Soderini scritta da Giovanna da Montefeltro.
Raffaello non fu un pittore statico, ma viaggiò molto e fece quando era a Firenze anche dei soggiorni lampo nella sua terra natia, soprattutto ad Urbino dove lavorerà a dei ritratti. SX_ RITRATTO DI ELISABETTA GONZAGA, 1503, UFFIZI Il ritratto è frontale, e l’opera intorno alla fine del 1700 fu trasferita da Urbino agli Uffizi e soltanto nel novecento venne attribuita a Raffaello, perché in verità inizialmente fu attribuita a Mantegna e a un certo punto anche a Giovanni Bellini. DX_ LORENZO COSTA, RITRATTO DX_ RAFFAELLO, RITRATTO DI GIOVANE COMPONO (forse Francesco della Rovere), UFFIZI Il ritratto passa per Palermo, dove molte opere rimasero segregate per paura che Napoleone durante le sue campagne portasse con sé questi lavori. Durante gli anni palermitani, viene a essere accostato pensando che fosse facesse parte della stessa opera con questa MADDALENA_ SX autografa di Perugino. Faccia tipicamente Perugina. DX_ RITRATTO DI AGNOLO DONI, GALLERIA PALATINA Agnolo Doni era quel committente che aveva commissionato il Tondo Doni. Mani sulla balaustra, panneggio, si capisce come la pittura fiamminga sia passata e ormai faccia parte costantemente della pittura italiana. DX_ DISEGNO, RAFFAELO, MUSEO DI LIL, FRANCIA Affinità per labbra, impostazione di volto ruotato, taglio di occhi pressoché identico. Non c'è ancora quella grandiosità che vediamo nel ritratto di Agnolo Doni, dove si vede un certo gusto naturalistico del paesaggio e anche una nuova monumentalità diversa che non è sicuramente presente nel ritratto di giovane con pomo. In tutte queste opere in sostanza ancora non c'è quella grandezza fiorentina, non c'è ancora il confronto con la monumentalità scultoria di Michelangelo nè tantomeno quella capacità di indagare la psicologia tipica di Leonardo. SX_ MADONNA TEMPI, 1508, RAFFAELLO
Ormi la pittura fiamminga si è fusa con la pittura italiana DX_ RITRATTO DI GIOVANE, NATIONAL GALLERY, LONDRA, 1474 DX_ RITRATTO DI FRANCESCO DELLE OPERE, 1494, 50 CM Perugino reinterpreta la pittura fiamminga con un paesaggio a metà tra Leonardo e i fiamminghi che si sposa perfettamente con quei paesaggi di Perugino dove tutto è tranquillo, tutto è azzurro, tutto è sereno. Il riferimento ai fiamminghi e nel mezzo busto, nella mano che si poggia sul parapetto, ma soprattutto nei capelli vaporosi. Pienezza volumetrica con questa figura solida con questo braccio che si appoggia su un tavolo ma nello stesso tempo con la resa naturalistica di alcuni particolari. come DEPOSIZIONE E TRASPORTO DI CRISTO AL SEPOLCRO = DEPOSIZIONE BAGLIONI, PERUGIA PER LA CHIESA DI SAN FRANCESCO AL PRATO, 1507 OGGI ROMA, GALLERIA BORGHESE perché nel 1608 Papa Paolo V Borghese compra l’opera e la porta a Roma. Commissionata da Atalanta Baglioni, nobildonna, in memoria del figlio Il dipinto ovviamente vuole alludere all'uccisione di Grifonetto. Raffaello è completamente staccato dalla maniera di Perugino, espressività, Madonna svenuta e non con espressione trattenuta. Cfr. Tondo Doni di Michelangelo DX_ DEPOSIZIONE DI PERUGINO Madonna impassibile, espressione trattenuta DISEGNI PER LA DEPOSIZIONE BAGLIONI Fanno capire l’evoluzione artistica di Raffaello