CAPITOLO I
Per una storia del diritto medievale nel XXI secolo.
1. FIRENZE 1952
Il 24 settembre del 1952 si riunirono a Firenze i professori del diritto romano e
dell’antichità provenienti da diversi paesi d’Europa. I professori erano membri di una
società scienti ca che si era formata in Belgio nel 1941-42 divenendo il principale
organismo internazionale che raccoglieva i giuristi e gli specialisti di diritti antichi.
Quella società esiste ancora oggi ed è conosciuta come SIHDA. L’argomento cruciale
del 1952 fu : l’esigenza di rilanciar gli studi di diritto romano.
Quel diritto che nell’Ottocento aveva acquisito grande prestigio per poi entrare in crisi
proprio nella patria del diritto romano ossia la Germania, a causa della politica del
nazismo la quale si accanì contro il diritto romano in favore di un diritto comunitario
germanico. Alcuni dei romanisti tedeschi di conseguenza guardarono con simpatia la
dottrina nazista cercando di adattare il diritto romano alla politica, altri promuovevano
il collegamento con l’alleata Italia che dall’esaltazione retorica della romanità aveva
tratto incentivo agli studi romanistici.
Tedeschi e Italiani insieme a colleghi di altre nazioni avevano cominciato a ritrovarsi
insieme nei congressi dell’immediato dopoguerra, con l’esigenza di recuperare l’unità
internazionale delle scienze. Fra le cose sembrava indispensabile recuperare dal
passato anche una visione del medioevo e recuperare l’esperienza di ricerca della
storia del diritto romano e medievale. La Società per la storia dei diritti dell’antichità
(SIHDA) aveva inserito nel programma del convegno nel 1952 una relazione sullo stato
attuale degli studi e degli strumenti relativi al destino del diritto romano dopo la caduta
dell’impero. Il compito di svolgere la relazione fu a4dato ad uno dei più rappresentativi
professori tedeschi, Erich Genzmer, il quale presentò ai congressisti un quadro della
situazione degli studi di diritto medievale, disegnato per rispondere alla richiesta che gli
era stata posta dai colleghi romanisti. Dopo una carrellata molto sommaria degli studi
compiuti nei principali paesi d’Europa, Genzemr riconosceva infatti che essi erano cosi
sparsi e frammentari da scoraggiare i non specialisti e da crear problemi anche a chi lo
fosse. Lo studioso diede una soluzione intesa a conciliare la tradizione storiogra ca con
il rinnovamento. Egli propose infatti di rinnovare con una nuova edizione ampliata e
approfondita, il modello indiscusso di tutte le storie del diritto romano nel Medioevo: La
Storia di Friederich Carl von Savigny.
2. RITORNARE A SAVIGNY E ALLE ORIGINI DELLA SCUOLA STORICA.
Il rinnovamento degli studi che Genzmer proponeva agli storici del diritto del
dopoguerra era un ritorno alle origini con la Geschichte di Savigny.
Alle origini della scuola storica troviamo Gustav Hugo il quale sottolineando la rilevanza
della consuetudine e delle manifestazioni spontanee del diritto stesso respinse con
decisione la pretesa di costringere sotto forma di legge il diritto nella sua totalità, a suo
avviso necessaria era un analisi della tradizione che doveva fondarsi su solide basi
storiche. Il vero fondatore della Scuola storica fu però Savigny, il quale nel 1803
pubblico un libro sul diritto del possesso mettendo a fuoco le radici classiche del
possesso del diritto romano fondato sulla volontà di possedere, dando un primo
modello di questo nuovo approccio storico alle fonti.