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Riassunto di Indologia 6cfu - Induismo, Sintesi del corso di Storia dell'India

Riassunto molto sintetico di Boccali, G. - Pieruccini, C., Induismo. Milano: Electa, 2008.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

In vendita dal 21/09/2021

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L’Induismo
Boccali, G. - Pieruccini, C.
Ed. Milano, Electa, 2008.
L’induismo non ha molti dei requisiti che gli occidentali usano per definire una religione tale: no fondatore, no
gerarchia ecclesiastica, no comportamento quotidiano, no ortodossia / credo preciso.
[Perfino i più antichi testi sacri sono per lo più anonimi e soggetti a un incessante lavoro di interpretazione e commento.]
L’induismo si basa su pochissimi obblighi formali (ortoprassi o retto agire), la vita nella sua interezza è concepita
come una successione significativa di momenti sacri, scanditi da rituali.
Si può essere un autentico hindu pregando come Dio supremo Shiva, oppure rivolgendosi a Vishnu, ma anche
essendo ateo. Usi e costumi variano a seconda delle singole culture e credenze.
Il nome induismo (e hindu) ha origine musulmana ??? (dal fiume Indo) e serviva ad indicare coloro che non erano
buddisti e non si erano convertiti all’islam. Era quindi una denominazione al negativo, che si è riempita di significato
col tempo, adottata poi dai dominatori inglesi e plasmata in senso cristiano.
Gli hindu chiamano la loro religione “sanatana dharma” (l’eterno dharma, cioè la norma eterna) che comprende la
legge religiosa, il diritto sia pubblico che privato e la legge naturale, cioè l’ordine socio-cosmico. L’intuizione
sottostante è che un unico ordine profondo pervade e sostiene l’intera realtà, divina, umana e cosmica. Quest’ordine
è sostanziato da quattro principi fondamentali: verità, nonviolenza, generosità, signoria su se stessi.
La società indiana non ha subito forti cesure o sconvolgimenti dal 1200 a. C. a oggi, quest’assenza di interruzioni +
assenza di gerarchia e ortodossia definita ha fatto sì che l’induismo si componga di una varietà stupefacente di
aspetti regionali o locali diversi, che nel loro insieme formano la totalità di questa religione.
Stratificazione e varietà che convivono con elementi unificatori.
Origine ed evoluzione
Subcontinente Indiano
Ciò che viene definito Induismo è considerato una caratteristica dell’India, perciò chi nasce in questo paese e non
professa una religione in contrasto (buddismo o cristianesimo) è considerato hindu. È un fatto di nascita più che di
credo. Secondo la dottrina classica solo l’India, o meglio il “paese dei Bharata” (i discendenti di un mitico eroe), è la
terra dove sussistono il katman (cioè l’azione che genera un risultato), il ciclo delle esistenze (samsara), e la
possibilità di ottenere la liberazione (moksha).
I confini dell’India sono tuttavia molto recenti (stato politico nasce nel 1947), quindi parliamo di Subcontinente
Indiano, oppure Asia Meridionale, che comprende anche i moderni Pakistan, Afghanistan, Nepal e Bangladesh.
Grandiosa varietà geografica (catene montuose più alte del mondo Karakorum e Himalaya, piangura indo-gangetica,
deserti, etc).
I contatti fra Europa e India si intensificano a partire dal XVI secolo, dopo lo sbarco di Vasco da Gama. Da allora
fonte di spezie e di pietre preziose. Prima veniva considerata una terra ai confini del mondo, piena di mostri.
Civiltà dell’Indo
Prima grande civiltà sorta sul suolo indiano, 2500 – 1800 a.C., Civiltà Vallinda. Scavi di Mohenjo Daro, sistemi di
fognature, bagni a scopi rituali, culti di divinità femminili, rappresentazione di precursori delle divinità induiste come
Shiva, posizioni yogiche, altari del fuoco per sacrifici forse. Scrittura non ancora decifrata. p13
Arya
Significa “nobile”, da arya deriva anche ariano. Civiltà Arya: le genti di lingua indoeuropea note attraverso i loro testi
sacri, i Veda. Religione vedica diversa dall’Induismo, ma la letteratura degli Arya si può considerare come l’inizio
della storia letteraria sia dell’India che dell’Induismo. Centralità del Dio del fuoco Agni, ignis per i latini, che diventa
marginale nell’Induismo. La religione Veda evolve in un estremo ritualismo (sacrifici, caste, brahmanesimo).
Si ritiene che i Veda siano stati composti fra il X e il VII secolo a. C, ma datazioni molto imprecise. Alcuni pensano
che siano arrivati in India dai passi del nord-ovest tra il 1500 e il 1200 a.C. sottomettendo gli abitanti di stirpe
dravidica, fra i quali si ipotesizza gli ultimi eredi della decaduta civiltà dell’Indo. Altri dicono che gli Arya siano in India dal
3000 a.C. o che non siano mai “arrivati”, bensì si tratti di una trasformazione della stessa popolazione già presente in India. p15
Brahmanesimo
Termine che deriva dalla casta sacerdotale dei brahmani, che si sono auto-collocati in cima alla società, avendo
dato tantissima importanza al sacrificio (il massimo sacrificio è quello del cavallo) ed essendo gli unici a poterlo
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L’Induismo ★

Boccali, G. - Pieruccini, C.

Ed. Milano, Electa, 2008.

L’induismo non ha molti dei requisiti che gli occidentali usano per definire una religione tale: no fondatore, no gerarchia ecclesiastica, no comportamento quotidiano, no ortodossia / credo preciso. [Perfino i più antichi testi sacri sono per lo più anonimi e soggetti a un incessante lavoro di interpretazione e commento.] L’induismo si basa su pochissimi obblighi formali (ortoprassi o retto agire), la vita nella sua interezza è concepita come una successione significativa di momenti sacri, scanditi da rituali. Si può essere un autentico hindu pregando come Dio supremo Shiva, oppure rivolgendosi a Vishnu, ma anche essendo ateo. Usi e costumi variano a seconda delle singole culture e credenze. Il nome induismo (e hindu) ha origine musulmana ??? (dal fiume Indo) e serviva ad indicare coloro che non erano buddisti e non si erano convertiti all’islam. Era quindi una denominazione al negativo, che si è riempita di significato col tempo, adottata poi dai dominatori inglesi e plasmata in senso cristiano. Gli hindu chiamano la loro religione “ sanatana dharma ” (l’eterno dharma, cioè la norma eterna) che comprende la legge religiosa, il diritto sia pubblico che privato e la legge naturale, cioè l’ordine socio-cosmico. L’intuizione sottostante è che un unico ordine profondo pervade e sostiene l’intera realtà, divina, umana e cosmica. Quest’ordine è sostanziato da quattro principi fondamentali : verità, nonviolenza, generosità, signoria su se stessi. La società indiana non ha subito forti cesure o sconvolgimenti dal 1200 a. C. a oggi, quest’assenza di interruzioni + assenza di gerarchia e ortodossia definita ha fatto sì che l’induismo si componga di una varietà stupefacente di aspetti regionali o locali diversi, che nel loro insieme formano la totalità di questa religione. Stratificazione e varietà che convivono con elementi unificatori.

Origine ed evoluzione

Subcontinente Indiano

Ciò che viene definito Induismo è considerato una caratteristica dell’India, perciò chi nasce in questo paese e non professa una religione in contrasto (buddismo o cristianesimo) è considerato hindu. È un fatto di nascita più che di credo. Secondo la dottrina classica solo l’India, o meglio il “paese dei Bharata” (i discendenti di un mitico eroe), è la terra dove sussistono il katman (cioè l’azione che genera un risultato), il ciclo delle esistenze (samsara), e la possibilità di ottenere la liberazione (moksha). I confini dell’India sono tuttavia molto recenti (stato politico nasce nel 1947), quindi parliamo di Subcontinente Indiano, oppure Asia Meridionale, che comprende anche i moderni Pakistan, Afghanistan, Nepal e Bangladesh. Grandiosa varietà geografica (catene montuose più alte del mondo Karakorum e Himalaya, piangura indo-gangetica, deserti, etc). I contatti fra Europa e India si intensificano a partire dal XVI secolo, dopo lo sbarco di Vasco da Gama. Da allora fonte di spezie e di pietre preziose. Prima veniva considerata una terra ai confini del mondo, piena di mostri.

Civiltà dell’Indo

Prima grande civiltà sorta sul suolo indiano, 2500 – 1800 a.C., Civiltà Vallinda. Scavi di Mohenjo Daro, sistemi di fognature, bagni a scopi rituali, culti di divinità femminili, rappresentazione di precursori delle divinità induiste come Shiva, posizioni yogiche , altari del fuoco per sacrifici forse. Scrittura non ancora decifrata. p

Arya

Significa “nobile”, da arya deriva anche ariano. Civiltà Arya : le genti di lingua indoeuropea note attraverso i loro testi sacri, i Veda. Religione vedica diversa dall’Induismo, ma la letteratura degli Arya si può considerare come l’inizio della storia letteraria sia dell’India che dell’Induismo. Centralità del Dio del fuoco Agni, ignis per i latini, che diventa marginale nell’Induismo. La religione Veda evolve in un estremo ritualismo (sacrifici, caste, brahmanesimo). Si ritiene che i Veda siano stati composti fra il X e il VII secolo a. C, ma datazioni molto imprecise. Alcuni pensano che siano arrivati in India dai passi del nord-ovest tra il 1500 e il 1200 a.C. sottomettendo gli abitanti di stirpe dravidica , fra i quali si ipotesizza gli ultimi eredi della decaduta civiltà dell’Indo. Altri dicono che gli Arya siano in India dal 3000 a.C. o che non siano mai “arrivati”, bensì si tratti di una trasformazione della stessa popolazione già presente in India. p

Brahmanesimo

Termine che deriva dalla casta sacerdotale dei brahmani , che si sono auto-collocati in cima alla società, avendo dato tantissima importanza al sacrificio (il massimo sacrificio è quello del cavallo) ed essendo gli unici a poterlo

praticare, sono anche depositari di complesse tecniche di recitazione dei testi Veda (memoria). Seguono i testi vedici (detti anche brahmana) e ne praticano i riti (il sacrificio è ciò garantisce l’ordine delle cose). Testi in sanscrito. Primo libro dei Ramayana, vicenda dei due asceti, un guerriero e un brahmano, il guerriero vuole raggiungere lo stato ascetico del brahmano (supremazia dei brahmani) ma non ci riesce, dunque lo attacca nel suo ashram (eremo) dove il sacerdote vive per praticare sacrifici e studiare i veda in armonia con animali e natura (simil guernica). p18-

La svolta spirituale, le tendenze ascetiche

Ultime fasi della letteratura vedica. Fra il VIII e il III sec a.C. vengono redatte le Upanishad , perde importanza il sacrificio e la devozione agli Dei, identità fra brahman e atman, solo la conoscenza di questa identità (conseguita tramite jnana yoga, bhakti yoga della devozione, karma yoga dell’azione) permette la liberazione (moksha) / tre vie di liberazione individuali. Nascita di Buddhismo e Jainismo. Nuove tendenze spirituali ascetiche pessimistiche, tutto è dolore quindi rinuncia all’azione, rischio di svalutazione della dimensione materiale (meditazione, yoga, mortificazione della carne, digiuno).

Buddhismo e Jainismo (Intorno al 500 a.C.) contro il predominio dell’autorità brahmanica

Siddharta Gautama fonderà il buddismo in India che poi scomparirà dall’India intorno al XII sec d.C., la via mediana, le quattro nobili verità. Stupa , monumento classico del buddhismo, nasce come monumento funebre per il Buddha, pianta a forma di diagramma cosmico, il più importante / meglio conservato in India fu realizzato da Ashoka (III secolo a.C. imperatore buddhista), cupola con quattro entrate, nell’arte buddhista il buddha viene raffigurato con sembianze animali e mai antropomorfe. p Jainismo fondato da Vardhamana Mahavira (classe dei guerrieri anche lui) detto il Jina o vincitore, che è solo il più recente di una lunga serie di jina (+23 creatori del guado ), nonviolenza e rigore ascetico (evitare che il peso della materia si attacchi all’anima, nudità). p I Jina oggi si dividono in Shvetambara (i vestiti di bianco, nel Nord, Gujarat, La collina di Satrunjaya, luogo di pellegrinaggi i cui templi furono distrutti dai musulmani nel IX-X sec e ricostruiti a partire dal XV secolo, oggi ospita più di 800 edifici sacri p25) e i Digambara (i vestiti di cielo, nel Sud). Buddhismo e Jainismo condividono la figura dell’asceta, shramana , che rinuncia ai beni terreni (no caste). Bhagavadgita (II sec a.C.) e la dottrina dell’azione. All’interno del Brahmanesimo ci sono tentativi di coinciliare la via ascetica con la vita terrena, capofamiglia e anacoreta, dottrina degli ashrama o stadi della vita (solo per maschi arya).

Le grandi divinità

Nel mondo Hindu l’universo è diviso fra la terra, il mondo intermedio (l’atmosfera dove si trovano le ninfe celesti, volto di cavalli, che premiano gli asceti delle loro astinenze, messaggio erotico tipico dell’induismo, sensualità, p27 guerriere volanti) e il cielo. Nel corso del I millennio d.C. vengono abbandonate le divinità vediche per lasciar spazion al Pantheon Hindu narrato nei grandi poemi Ramayana e Mahabharata, e nei testi Purana. I fedeli poi eleggono un dio supremo piuttosto che un altro, l’essenza divina viene intesa come la personificazione del Brahman, pertanto “l’una vale l’altra” (?), hanno anche svariati nomi secondo i miti presi in considerazione. Gli Dei sono mediatori fra concretezza e trascendenza. Fra il IV e il V sec (periodo classico indiano), con gli imperatori Gupta , l’Induismo si avvia a soppiantare il buddhismo e a diventare la religione dominante. Tempio di Vishnu Dashavatara, periodo Gupta, 500 d.C., bhakti yoga, la via della salvezza non è attraverso la conoscenza ma attraverso la devozione alla divinità p28-29 (in questo caso Vishnu è rappresentata come la divinità buona, che libera il re che era stato trasformato in elefante dal mostro serpente). Si stabilisce l’ideologia di un rapporto sempre più intimo e personale con il dio, la devozione si configura come il mezzo di salvezza più accessibile al popolo, nella Bhagavadgita (II secolo a.C.) la bhakti è posta al culmine dell’esperienza religiosa. Nel Sud, lingua tamil, dravidica (non sanscrito, lingua indoeuropea), sviluppa la letteratura negli ultimi secoli prima di Cristo e diventa la terra della bhakti per eccellenza, poesia devozionale. Poeti devoti a Vishnu chiamati “i dodici alvar ” (gli immersi di Dio) parlano dell’amore per la divinità, altri poeti devoti a Shiva, etc... Nel 600 circa, dinastia Pallava nel sud dell’India, esordi dell’arte templare, sculture di piccoli templi “ratha” o carri p33. Tendenza al sincretismo religioso contribuisce a comporre le discordanze di culti e concezioni di provenienze diverse. Matrice vedica dà vita al brahmanesimo e in opposizione alle tendenze ascetiche, il tutto è stato assorbito e fatto proprio dalle tradizioni brahmaniche (processo di sanscritizzazione) e poi dall’induismo. Culto degli uomini morti in un atto eroico commemorati su stele scolpite (in tre parti secondo la suddivisione hindu del mondo, da leggere dal basso verso l’alto, nel mezzo le ninfe accompagnano l’eroe in cielo, la morte in battaglia è considerata un atto

sacrificale p35) queste steli esistono anche le donne che si sacrificano sulla pira funebre dello sposo.

Gandhi , movimento per l’indipendenza indiana, lotta attiva per cacciare i britannici in termini di dovere religioso. L’induismo viene usato per fondare l’identità di un paese frammentato, nasce una corrente nazionalista -> concetto di hindutva (induità): l’India come terra santa contaminata da musulmani, colonizzatori, cristiani e comunisti. Tagore , premio Nobel per la letteratura 1913, non violenza, induismo, incontro fra occidente e india nella sua poesia, le sue composizioni sono l’inno dell’India e del Bengala (stato indiano), fonda un università, p57. A New Delhi, capitale, tempio di Vishnu, edificio sacro hindu ma moderno. I templi oggi non sono più eretti dai sovrani ma dai grandi magnati (famiglia industriale dei Birla), tempio inaugurato con Mahatma Gandhi nel 1938, libero accesso a tutte le caste, p58-59.

L’Induismo oggi

In India, 82% della popolazione è induista, nel mondo circa 900 milioni. Essere hindu significa aver ricevuto un educazione fondata su certi principi, miti, nozioni, sanatana dharma , quindi norme di comportamento, ortoprassi e “retto agire”. Matrimoni combinati, visite ai templi, riti, divisione castale, nell’incontro-scontro con l’Occidente cambiano il loro posto nella società, le vecchie norme di purezza vengono attuale in maniere più blande, prima si doveva evitare la contaminazione ad ogni costo (non si viaggia fuori dall’India etc), oggi ovviamente non più. Il più grande tempio hindu fuori dall’India è a Londra, organizzazione BAPS, il tempio costruito nel 1995 fu fatto fedelmente alla tradizione, pietra lavorata in India (p61).

I Testi

I Veda

Considerati sacri da tutti gli hindu, elaborati tra XV e V sec a.C. circa, tramandati in forma orale, la tradizione sostiene che siano “non umani”, eterni, trasmessi agli uomini da mitici veggenti rishi , sono considerati “ rivelazione ”. Parte più antica costituita dalle 4 raccolte o Samhita : Rigveda (veda delle strofe), Samaveda (veda dei canti), Yajurveda (veda delle formule), queste prime tre sono considerate come la “triplice scienza sacerdotale”, la quarta raccolta Atharvaveda contiene incantesimi di magia bianca e nera. Oltre a questa parte sono state aggiunte altre opere: i Brahmana (testi dei sacerdoti), gli Aranyaka (testi della foresta) e infine le Upanishad o Vedanta (dottrine esoteriche, segrete, scuola shramanica). Rigveda, pochissime divinità femminili, Vac, voce o parola, importanza della parola, p63. Gli inni dei Rigveda sono considerati il nucleo più sacro dell’eterna verità. Si pensa sia stato composto intorno al II millennio a.C., le famiglie dei primi uditori li raccolgono e li narrano. Venivano recitati da sacerdoti e rivolti al pantheon vedico. Enigmaticità. Preghiera al Sole, Gayatri o Savitri, personificata in una dea p64. Sezione X più recente, speculazioni sulla genesi. Le Upanishad concludono i Veda, il termine significa equivalenza (fra microcosmo e macrocosmo). Quattordici testi composti fra VIII e III sec a.C., numerose e contraddittorie dottrine, filosofia vedanta. Traduzione persiana del 1600 e dal persiano al latino nel 1800.

Dharma, Artha e Kama

I tre scopi della vita terrena secondo la tradizione brahmanica sono religione e giustizia ( dharma ), profitto ( artha ), soddisfazione del desiderio ( kama ). Dharma è il più importante, concerne prevalentemente i sacerdoti, ma tutti. Artha concerne i sovrani. Kama concerne le prostitute. Letteratura del Trivarga , cioè dedicata ai tre scopi. Il Codice di Manu sul Dharma (primi secoli d.C.). Manu è una sorta di patriarca del genere umano, dottrina degli stadi della vita (ashrama), importanza del capofamiglia. Arthashastra di Kautilya (III sec d.C.), ministro del re Chandragupta Maurya, trattato politico destinato al re. Kamasutra , rivolto anche alle donne, in particolare alle prostitute, oltre alla scienza dell’amore propone la conoscenza di 64 arti ( kala ) come danza, giochi, musica, pittura, poesia, architettura, modi per essere attraenti etc... tutte sono dsa intendersi come finalizzate alla seduzione. Le prostitute sono devadasi , sacre, schiave del dio, sposate alla divinità, praticano le danze p67.

Ramayana

Sia libro di storia che primo poema d’arte della letteratura sanscrita. Datazione fra il V sec a.C. e il III sec d.C. Narra il “percorso di Rama”, principe ereditario di Ayodhya. Una delle moglie del padre, per facilitare l’ascesa al trono del figlio Bharata convince il marito a farle una promessa che obbliga Rama a un lungo esilio nella foresta, durante il quale la sua amata sposa Sita viene rapita dal demone Ravana p69 e portata a Lanka, finalmente (con l’aiuto del fratello Lakshmana e del dio delle scimmie e un esercito di scimmie p70-71) riuscirà a liberarla e a prendersi il trono. È attribuito a un poeta leggendario che avrebbe dettato il testo restando in immobilità ascetica. Si suppone vi siano state delle aggiunte successive poiché nel nucleo più antico Rama era un eroe umano mentre in altre parti si sostiene fosse l’avatara, o incarnazione, di Vishnu, quindi divino. Rama è blu...

Mahabharata (IV sec a.C. e IV sec d.C., Krishna Vyasa, il compilatore)

“Ciò che qui c’è, lo si può trovare anche altrove; ma ciò che qui non si trova, non esiste in nessun luogo”. È il grande poema dei discendenti di Bharata. La tradizione lo definisce testo di storia, di grandissimo valore, storia intesa come mitologia da interpretare, sovrannaturale e realtà non sono divise, un complesso di valori e conoscenze immenso. La storia principale narra della lotta rivale per il trono di due famiglie di cugini: i Pandava (Arjuna) e i Kaurava, grande battaglia finale, durante il poema si espongono dottrine, si narrano miti e leggende (Bhagavadgita). Il combattimento fra Arjuna e Karna, Arjuna è il figlio del dio guerriero e Krishna è il suo auriga. Nella battaglia finale Arjuna uccide Karna per poi scoprire che era il suo fratellastro p73. La Bhagavadgita sull’agire: “non sia il frutto delle tue azioni motivo del tuo agire...” Testo sacro di 18 canti, significa “il canto del Signore/Beato” Krishna svela ad Arjuna il segreto dell’universo. Il guerriero è tenuto a combattere perché questo è il suo compito, non per una finalità personale, inoltre a morire è il suo corpo e il corpo dell’avversario, che già di suo è perituro, non l’anima. Offrire al Dio il frutto della propria azione. Bhakti yoga, karman yoga, jnana yoga. Kirshna si mostra nella sua forma suprema dando ad Arjuna un occhio divino per vederlo, “Signore del tutto la cui forma è il tutto”, “nel corpo del dio degli dei, l’universo intero con tutte le sue parti”. Meraviglioso e terribile p75. Viene redatta una specie di riassunto delle Upanishad dedicato alla spiegazione del Brahman , o l’Assoluto impersonale, che è l’unica sostanza reale, infinito, e costituisce la causa e il fine dell’universo. Il Brahmasutra , o sutra (aforismi) del brahman, viene scritto nei primi secoli dopo Cristo da Badarayana, contiene la credenza fondamentale che l’unica realtà è il Brahman , tutto è Brahman , e con esso coincide anche l’ Atman , la coscienza indeterminata e assoluta.

La forma del testo indiano

Tradizione orale preferita dalla cultura indiana rispetto a quella scritta -> sutra , aforismi in prosa coincisi, sono fra i motivi principali della forma che le opere filosofiche-religiose assumono in India. All’origine c’è un testo radice formato da sutra sintetici e spesso volutamente enigmatici e incompleti, esso è sostanzialmente un promemoria degli argomenti che il guru , o maestro, deve trattare nel suo diretto insegnamento ai discepoli, linee guida per la sua lezione. La forma dei sutra fa sì che il loro significato senza la spiegazione rimanga incomprensibile. Esistono dei commenti dei sutra che sono poi stati raccolti e insieme formano l’opera ( sutra + spiegazione).

I Purana

I Veda sono riservati ai maschi delle classi sociali più alte, mentre i Purana sono rivolti anche alle donne e agli uomini di classi inferiori. Attribuiti a Vyasa, il compilatore, iniziato circa nel IV-V sec d.C., lunghissimo tempo di redazione. Contengono tutto ciò che riguarda la vita religiosa degli hindu, esaltano varie divinità, i maggiori sono 18 fra cui il più importante è il Bhagavata Purana dedicato a Krishna (Vishnu), p79 illustrazione del manoscritto. Nel Markandeya Purana, testo indipendente Devi Mahatmya (V-VII) dedicato all’esaltazione della Dea suprema (Durga), riferimento per coloro che identificano l’Essere supremo in una divinità femminile. Questa Dea sarebbe stata creata dall’energia degli dei incolleriti per sconfiggere il demone Bufalo, ha sedici braccia, così da poter ricevere un’arma da ognuno degli dei, essa è la somma potenza p81.

Poesia devozionale Tamil

Gli alvar , poeti santi devoti a Vishnu che scrivono in lingua tamil nel sud dell’India. VII-VIII, Nammalvar (il nostro alvar) riceve tradizionalmente direttamente dalla divinità il suo “sacro discorso” anche detto Dravidaveda (Veda del sud), medita da bambino per anni sotto a un albero p83. Nyanar, poeti santi shivaiti del sud.

Gitagovinda

Un poeta della corte del Bengala, Jayadeva (fine XII sec) canta dell’amore fra Krishna, manifestazione di Vishnu, e la pastorella Radha. È sia la storia d’amore per eccellenza, erotismo, gelosia, desiderio, lasciarsi e ritrovarsi, ma è anche la storia della separazione fra l’anima umana e Dio. Santi-poeti medievali Kabir (il tessitore di Varanasi) e Mirabai (principessa rajasthana) XIV – XV sec, Ramcharitmanas, di Tulsidas, parla di Rama. Su questo libro si basano le Ramlila, ossia le rappresentazioni teatrali pubbliche della storia di Rama (a Varanasi) che hanno luogo durante le feste per commemorarlo, celebrazioni hindu p87.

Vishnu

Figura divina più importante e venerata nelle sue diverse forme e manifestazioni, “colui che tutto pervade”. Mantiene l’ordine del mondo, il dharma. La sua sposa è Lakshmi. I suoi oggetti sono la buccina (suono prima della guerra ma anche risveglio interiore), il disco (chakra) arma, e il fiore di loto (benevolenza) p105. Tempo ciclico hindu, alla fine di una vita del dio Brahma, vi è un periodo di chaos. Vishnu dorme su Ananta p serpente cosmico Ananta (infinito), simbolo cosmico della fase anteriore ad ogni nascita. Brahma rinasce dal fiore di loto p107. Caratteristica pelle blu (reincarnazione tartaruga p109). Dottrina degli avatara , cioè delle discese / manifestazioni del dio nel mondo (Krishna, Rama). Quando nel mondo si verifica un declino della giustizia, Vishnu si manifesta per ristabilire il bene. Si parla delle dieci discese di Vishnu, le più importanti sono Krishna e Rama (Buddha, pesce, tartaruga, cinghiale, avatara futuro Kalkin). Primissime manifestazioni dell’arte hindu nel periodo gupta, V secolo, gruppo di templi in grotta, rilievi, raffigurazione di Vishnu cinghiale p110-111. Avatara uomo-leone per sconfiggere il demone che né uomo né dio né animale né arma potevano uccidere p112. Tre passi, tre mondi p113.

Krishna

Lo scuro. Considerato avatara di Vishnu ma venerato come dio supremo da alcuni. Nel Mahabharata, cugino dei Pandava, insegnamento ad Arjuna, Bhagavadgita. Suonatore di flauto. Profezia per quale avrebbe ucciso suo zio Kamsa, per cui viene allontanato da piccolissimo perché altrimenti per non morire Kamsa l‘avrebbe ucciso come aveva già fatto con i suoi fratelli. Krishna finirà per ucciderlo comunque. Vesti gialle, pelle blu p115. Serpente minaccia il benessere della società, inquinando con il veleno le acque del fiume, lo sconfigge, p116-117. Cresce con i mandriani, amato dalle donne, una in particolare è la sua prediletta, Radha, storia d’amore, gelosia, separazioni, ma anche relazione fra animo umana (Radha) e il Dio (libro Gitagovinda) p118. Krishna è una specie di playboy, dispettoso sin da bambino, scherza e gioca con le donne (“gioco di Dio”). Episodio in cui ruba le vesti alle donne che si lavano. Significato simbolico: il dio vede le anime umane spoglie, cioè come esse sono intimamente p119.

Rama

Avatara di Vishnu, il nome Ram è usato oggi per significare Dio. Divinizzazione di un eroe regale umano. Sovrano virtuoso, è l’esemplare del re perfetto, incarna il dharma e si preoccupa del suo mantenimento. Sita, sua sola moglie.

Shiva

Paradossale: ascesi e sensualità. Scultura nella civiltà dell’Indo che rimanda a Shiva, sembra avere origini molto antiche, il suo predecessore vedico è Rudra l’urlatore. Figura un po’ inquietante, la morte, pieno di contrasti, castità + grande yogin, ascetico, ma anche fascinoso amante, seduce le mogli degli eremiti, pietra dalla forma fallica (linga). Asceta e erotismo non sono tuttavia due concetti opposti nella cultura hindu, anzi. La sua sposa è Parvati , figli Ganesha e Skanda, emblema del padre perfetto, gli è cara la città di Varanasi. Cinque potenze che nell’iconografia corrispondono a cinque volti. Iconografia degli shivaiti del Kashmir che lo venerano come dio supremo: elementi vishnuiti (il loto) che stanno a significare che egli riassume Vishnu in sé p122. Ha delle forme diverse, Virabhadra: forma terribile nata dalla sua stessa collera, dai capelli s’innalzano fiamme p123. I suoi tre volti mostrano che il divino comprende in sé tutti gli opposti, terribile, fascinoso, e il volto al centro è lo la sua forma di spirito supremo in meditazione p125. Il suo simbolo è il linga , pietra di forma fallica rappresentata come uscente dalla vulva di Parvati, simboleggia la potenza / l’energia di Shiva, ma immagine di un erotismo non consumato, per accumulare l’energia nell’asceta. Sacra città di Varanasi sulle rive del Gange, prediletta da Shiva, esiste il culto del linga come simbolo del dio p127. I dodici linga di luce, considerati emanazioni autoprodotte del dio, è una mappa interiore, non geografica, che riporta questi dodici linga nei templi in cui si trovano. Periodo dinastia Chola, in Tamil. Shiva viene rappresentato, e celebrato, in una danza che segna il ritmo del tempo (ciclo di creazione, vita e dissoluzione). La sua danza della beatitudine guida inesorabilmente verso la morte, ma allo stesso tempo verso la promessa di una nuova esistenza e di una possibile liberazione p131. Ganesha , figlio di Shiva, Dio con testa di elefante (Shiva gliel’aveva mozzata), è un dio benevolo che rimuove tutti gli impedimenti, come portafortuna, patrono degli scrittori. La tradizione vuole che sia stato lui a mettere per iscritto il Mahabharata, sotto dettatura del veggente Vyasa, usando la sua zanna. Divinità protettrice e di buon ausilio, si dipinge sui muri delle case p133. Svastika simbolo di buonaugurio in india. Skanda , figlio di Shiva, dio della guerra, giovane e fascinoso, nasce per salvare il mondo da un demone, viene concepito da Parvati e Shiva ma poi depositato nel ventre della dea Ganga, fiume Gange, e accudito dalle sei stelle delle Pleiadi, viene per questa ragione raffigurato con 6 teste. Viene identificato con il dio Murugan, venerato nel sud

dell’India, dove si trovavano popolazioni dravidiche con credenze diverse dall’hindu, che vengono assimilate dall’induismo.

La Dea suprema

Le divinità femminili erano presenti già nella civiltà vallinda, ma erano poi divenute figure marginali nella letteratura vedica. Dal V sec circa, con il Devi Mahatmya nei Purana, venerazione della Dea come divinità suprema. Può essere chiamata semplicemente Devi (Dea) o identificata con Durga, Parvati o Lakshmi (spose di dei), Kali. È sia di materna generosità che di spietata ferocia in veste di guerriera. Incarna le grandi forze cosmiche: shakti (potenza suprema), prakriti (la natura da cui il mondo si evolve) e la maya (la grande illusione che vela all’uomo la realtà autentica delle cose). Gli dei rendono omaggio alla dea p139. Durga è una divinità femminile combattente, creata dall’energia di tutti gli dei insieme per sconfiggere il demone bufalo (p141). È una dea indipendente, senza sposo, la sua bellezza ammalia i suoi nemici ma lei non si dona a nessuno. Dea della guerra, spada. Le divinità femminili sono solitamente l’energia ( shakti ) di un dio maschio, non lei.

Kali e le dee terribili

Kali , la nera, è terrificante nell’aspetto e nel comportamento, è l’espressione delle forze più oscure e crudeli presenti nel mondo, ornata di teschi, col seno pendente, è l’immagine dell’orrore e della morte, la negazione di ogni piacere e bellezza. Secondo la mitologia è nata dalla collera di Durga (narrato nel Devi Mahatmya, p143), in altre fonti è una dea benevola che si tramuta quando è in ira. È comunque sempre selvaggia e distruttiva, è spesso venerata nei culti tantrici. Considerata protettrice dell’universo. Le dee terribili rappresentano il necessario aspetto complementare della dea concepita come benevola e generosa, nella loro venerazione di offrono sacrifici di sangue e carne p144. Le sette madri (matrika), controparti delle divinità maschili, terrificanti ladre di bambine, madri adottive di Skanda ( teste), sono associate con le malattie dei bambini, bevitrici di sangue p145.

Spose divine

Concezione che il divino sia da intendere nella completezza e bipolarità della coppia. Gli dei hanno spesso molteplici spose. Lakshmi , sposa di Vishnu. Parvati, sposa di Shiva. Radha, sposa di Krishna. Sarasvati, sposa di Brahma... Sita, unica sposa di Rama, prigioniera del demone Ravana, viene liberata e prova la sua castità a Rama con la prova del fuoco (Agni) p148. Shiva e Parvati, requisiti fondamentali della sposa hindu, discrezione, pudore, ospitalità p149. Tranne l’Indo i fiumi indiani hanno nomi femminili e sono venerati come dee (Ganga, dea del Gange, considerato fiume cosmico che scende direttamente dal cielo. Il mito della discesa del Gange è raffigurato su un enorme rilievo, un re riceve come grazia di Shiva il fiume per purificare (o mito di Arjuna) p152-153.

Divinità locali e popolari

Divinità di villaggio, femminili, madri ambivalenti, simboliche, dea del vaiolo p155. Arancione colore del sacro. Albero di pipal sacro. Virtù importantissima l’ospitalità.

Concezioni e dottrine

Upanishad, identità di brahman e atman. Il principio che permane immutabile, Brahman è essenza della realtà, sé universale, Atman è il sé, l’anima individuale. Il brahman viene rappresentato iconograficamente con il hamsa, grande oca selvatica bianca (p159), il bianco è purezza. Dio impersonale, il Bhagavad (grande Signore, della Bhagavadgita, supremo Sé) viene traslato in figure divine personali (Brahma, Shiva, Vishnu) di più facile comprensione. Il Brahman appare come una concezione di Dio svincolata da tempo, spazio, causalità, esso è l’unica realtà esistente, l’Assoluto, privo di qualità che permettano di conoscerlo o comprenderlo, è difficile pensarlo o aver fede in un concetto così astratto. Alla base dell’Induismo non vi è una credenza in un Dio, bensì il concetto di Dharma (sanatana dharma). Unica legge che governa e sostiene l’universo, ordine socio-cosmico, la sua essenza è costituita da quattro principi: la verità (sat), la non violenza (ahimsa), la generosità e infine la signoria su se stessi (sia dominio di sé e delle passioni, che equità, bontà, compassione). Riguarda anche il dovere individuale, e castale. Varna o jati, sono le quattro caste ereditarie.

uniscono), canali che veicolano l’energia, organi particolari. Chakra come fiori di loto di colori diversi e dedicati a cose diverse, es: chakra del cuore p187.

Simboli e animali

Raffigurazione degli Dei : immagini concrete, statue, stampe da mettere in casa, iconografie consacrate tradizionali rispettate al dettaglio (es: shiva con la mano in segno om, il tridente e il serpente, vishnu blu, brahma con quattro teste). Rappresentazioni antropomorfe o aniconiche (astratte, es: linga per shiva). Letteratura tradizionale con dettami iconografici codificati regolano i significati di posture, gesti, oggetti, gioielli, abiti, come un linguaggio. Centro di scultura e architettura templare Mamallapuram (nato fra VII e VIII sec d.C. con la dinastia Pallava) esiste tutt’ora, scuola d’arte p189, le statue erano dipinte.

Animali divini

La vacca sacra (e bovini), si aggirano indisturbate nelle città, poiché fornisce prodotti puri (la vacca che realizza i desideri), accudimento del vitello, produzione di latte e burro usati in rituali vedici dai brahmani. Ciascuna divinità possiede il suo animale caratteristico che incarna una sua qualità essenziale: Shiva e il toro Nandin, Vishnu e l’uccello Garuda (odia i serpenti), Brahma e l’oca bianca, Skanda e il pavone, Ganesha (elefante) e il topolino, Durga con tigri o leoni... p Il serpente è considerato divino in sé: naga (cobra) p194, divinità che prima erano demoni, legati al sottosuolo e all’acqua, fertilità (pietre naga) p195. Nel tantrismo Kundalini è il serpente femminile simbolo dell’energia che l’adepto deve svegliare e far risalire dai chakra. Shiva nella sua forma spaventosa diviene serpente.

Piante sacre

Il loto , la più importante delle piante, incarnata dalla dea Lakshmi, segno di buon auspicio, fortuna. Fascino poiché percorre e unifica tutti gli elementi, terra, acqua, aria e sole (fuoco). Evoca la creazione (da un fiore di loto nasce Brahma per ricreare il mondo). Slancio verso l’alto, trascendenza, purezza. Ficus religiosa, albero della bodhi del buddha. Ellora, Maharashtra, tempio, guardiani all’ingresso, Lakshmi con gli elefanti su un lago di fiori di loto, p197.

Diagrammi sacri

Yantra , supporto per la meditazione, strumento di controllo delle attività psichiche, raffigurati per rappresentare il corpo divino graficamente (quadrato) e quindi la struttura dell’universo, ne esistono tantissimi per divinità, vi si scrivono dei mantra, soprattutto usati nel tantrismo, polo masc e fem. Segni distintivi e di appartenenza a classe sociale e religione, come il “cordone sacro” dei maschi iniziati delle prime tre caste, donne per simbolizzare status coniugale collana, vedova etc., polvere rossa sui capelli per fertilità. Segni di devozione da tracciare sulla fronte (tripundra per shiva). Vestiti solitamente non cuciti, si usano drappi di stoffa, dhoti per gli uomini e sari per le donne.

Tradizioni e filosofie

I sei darshana (visioni “ortodosse”) brahmanici: mimamsa, nyaya, vaiseshika, samkhya, yoga, vedanta. Momento in cui hanno un assetto organico 500-800 d.C. circa dopo lungo periodo. Scuole filosofiche. Il Samkhya , purusha (spirito, pura conoscenza, anima, consapevole ma passiva) e prakriti (materia, natura, priva di conoscenza ma attiva). La prakriti si dispiega, come un rotolo di papiro, manifestazione della realtà. La ballerina che non sa di essere guardata. Nel purusha è la liberazione dal samsara. Lo Yoga (soggiogamento, al cessazione dei rivolgimenti della mente), testo Yogasutra di Patanjali, aquietamento della citta (facoltà sensibili dell’uomo legate alla materia, prakriti) per arrivare alla liberazione. Otto membra (restrizioni, discipline, posture, regolazione del respiro, ritrazione dei sensi dalla realtà esterna, concentrazione, meditazione, assorbimento o en-stasi. Estasi: stare fuori. Enstasi: stare dentro. Hatha yoga o yoga dello sforzo. Controllo del soffio vitale.

Vedanta (fede vishnuita)

Shankara (788-820) Grandissimo pensatore dell’India antica, brahmano, fonda un ordine monastico, elabora la dottrina dela non-dualità, per lui tutto è maya, ad essere reale è solo il Sé, atman, che coincide con il brahman.

Religione di Vishnu , corrente in Tamil, valorizzano la polarità femminile della divinità, cioè la sua shakti (Lakshmi, sposa del dio, madre dell’universo- Ramanuja Per il Vedanta l’unica realtà è Dio, sia che sia nascosta dal maya (Shankara), sia che sia manifesta nella molteplicità. Correnti che ravvisano in un dio l’unica realtà: shivaisti e vishnuiti (unione delle due divinità in Harihara p215) Chaitanya venera Krishna e il suo amore per Radha (la sua shakti), divulgò il culto di Krishna, fu considerato anche lui avatara di Vishnu e altre cose. Tempio di Jagannatha (Vishnu-Krishna), Orissa p220, dipinto su stoffa p221. Culto di Rama, grazie alle opere di Ramanuja. Religione di Shiva , culto articolato in diverse sette ascetiche, una di queste sette estremiste è fondata da Lakulisha, conoscenza p225. Altra setta nel sud, aspetti devozionali tipici del Tamil Thanjavur, tempio a Shiva in Tamil p227. Tempio di Arunachaleshvara, Tiruvannamalai, Tamil Nadu p228-229. La religione della Dea / Devi prende il nome di shaktismo, fusione di varie tradizioni. Durga, l’inaccessibile, creata per sconfiggere il demone bufalo, oggi la si identifica con varie divinità femminili, oscure e non. (Kolkata, Calcutta). Grande guerriera, ma anche madre. Lakshmi, Parvati, Sarasvati, Kali. Tantrismo , affiora dopo il 1000 d.C. Sessualità, trasgressione, forme estreme. Conoscenza, rito (iniziazione), yoga e condotta.

Neo-induismo

Ram Mohan Roy (1772-1833) -> Riforma dell’Induismo, contro il sistema castale e a protezione delle donne (contro il suicidio delle vedove e i matrimoni infantili). Usanza dell’immolarsi delle vedove sulla pira del marito, pratica vietata a metà 1800 p235. Ramakrishna, maestro hindu, fine 1800, messaggio che tutte le religioni sono valide per arrivare alla meta suprema (“quante sono le fedi, tante sono le vie”). Tutte le religioni conducono ad un aspetto dell’Assoluto. Rifiuta le regole più strette dell’hinduismo come il non toccare i fuori casta, detti appunto gli intoccabili poiché considerati impuri. Vivekananda, seguace di Ramakrishna, seconda metà del 1800. Questioni sociali, lotta alla povertà, contro le caste poiché secondo lui il divino dimora in ciascuno di noi, istruzione e cure sanitarie. Memoriale a Tamil Nadu per la sua visita al tempio della Dea Parvati, 1970, p239. Aurobindo, era stato nazionalista violento poi convertito all’induismo, costruzione di Auroville (città ideale dedicata agli insegnamenti di Aurobindo), principi ecologici, armonia, etica, spiritualità, verso l’autosufficienza.

Gandhi

Mahatma, grande anima. Lo sviluppo spirituale dell’individuo è più importante del raggiungimento della salvezza. Sat, verità, e non violenza, ahimsa. Dottrina del satyagraha, non solo politica, è ricerca della verità (Dio) nella non violenza, disobbedire a leggi disumane, senza reagire con violenza o sottrarsi alle punizioni. Tolleranza.

Contemporaneità e internazionalismo

Osho, forme di meditazione attiva basate anche su principi delle psicoterapie occidentali, criticato per il suo sincretismo. Crea comunità in USA. Nel presente no valore alla divisione in caste. Fascino per l’India in Occidente inizia tra il 1700 e il 1800 con Hegel, Schopenhauer, Nietzsche, Jung. Divulgazione dell’esoterismo per mano della Società Teosofica americana. Allen Ginsberg, Beat Generation. Movimenti Hare Krishna, tradizione di Chaitanya, amore per Krishna, fondato nel 1966, internazionale (Harihara, Krishna, amore per Radha, Rama), rigido ascetismo fra cui vegetarianesimo. Beatles e guru Maharishi (George Lennon diventa seguace del’Hare Krishna). Movimenti militanti e fondamentalismi : RSS organizzazione paramilitare volontaria, nazionalista e tradizionalista, l’assassino che uccise Gandhi era un RSS nel 1948.

Ministri del culto e religiosi

Brahmani , prima casta varna. Nati dalla bocca del gigante primordiale, parte più nobile, Rigveda. Potere spirituale. Mentre kshatriya – potere politico. No gerarchia ecclesiastica, ma sacerdoti, asceti, guru considerati avatara della divinità, miracolosi, come santi. Ordini ascetici (fondati solitamente da guru), dottrina degli ashrama è solo uno dei modi di raggiungere la liberazione. Vivono in eremi, ashram, o monasteri, math, oppure sono pellegrini. Ashram: eremo, comunistà monastica, luogo di ritiro religioso. Rinuncianti o sadhu, i buoni. Dipende dall’ordine: aspetto povero e incolto, rasati, oppure selvaggi, o ancora aspetto vistoso per gli shivaiti, asceti naga, nudi, ocra-rosso-arancio è un colore sacro spesso usato dall’asceta errante shivaita, il bianco dei vishnuiti. Chilum con hashish o marijuana prima della preghiera.

Il Tempio

Molto spesso, accesso proibito ai non hindu. Fatti per essere ammirati dall’esterno. Luogo di dimora della divinità. Forme precise consacrate dalla tradizione. Nella cella sopraelevata (rekha deul, vimana) c’è l’immagine del Dio o della Dea cui il tempio è dedicato. Piccola stanza cubica disadorna e buia con un’unica porta di faccia alla quale vi è l’immagine sacra. All’esterno, sovrastruttura torreggiante (shikhara). Portico che introduce la cella, e a volte padiglione (mandapa), una sala colonnata adatta alla sosta dei fedeli, anche senza pareti. Di solito attorno all’area quadrangolare del tempio ci sono delle mura (recinto sacro). Attorno alla cella, percorso di circumambulazione. Ogni sala è di elevazione superiore alla precedente fino alla cella. Il tempio ha valenze simboliche, nella sua totalità esso è l’immagine dell’universo e perciò di Dio. La shikhara è la vetta, la “cima della montagna”, riproduzione del Monte Meru al centro de mondo, pilastro cosmico e dimora degli Dei, i motivi decorativi sono astratti poiché siamo nel regno delle non-forme, fino al punto supremo dove la vetta si dissolve nel Brahman. La cella è piccola e tenebrosa, come una grotta nel cuore della montagna, che fa riferimento al mito della nascita di tutto l’esistente (uovo cosmico, embrione d’oro). Shikhara tipico dell’Orissa a forma di pannocchia. In cima c’è una pietra tonda che ricorda un frutto apprezzato dalla medicina tradizionale, e un vaso per l’acqua. Tempio Lingaraja (p309) La porta è importantissima poiché deve isolare e proteggere il sacro ed elevare spiritualmente chi entra. A volte c’è un frontone triangolare. I templi più antichi rimasti sono in pietra e risalgono al IV-V sec d.C., vertice creativo intorno al 1000. Due stili: nagara, cittadino (shikhara curvilinea), e dravida, meridionale (shikhara piramidale a gradoni). Templi scavati come le grotte di Ellora. Sempre a Ellora, ricavato dalla roccia della montagna, sorge il tempio monolitico più maestoso dell’India, a Shiva (Kailasa-natha, signore del Kailasa, montagna di Shiva), seconda metà del 700 (p313). Città tempio nel sud (Tamil Nadu), dimensioni enormi del tempio tanto da diventare una città nella città. Mura intorno, ingressi ai punti cardinali con porte monumentali. Secoli di accrescimento in cui le cinte murarie si moltiplicano, + sale dalle cento o dalle mille colonne, etc La divinità è accompagnata dalla sua dea, nella cella, verso la quale il devoto deve farsi strada, il più vasto è il tempio di Vishnu Ranganatha, 7 cinte concentriche, 63 ettari, costruzione iniziata con il regno dei Chola. Sala dalle mille colonne nel tempio di Minakshi + vasca, 1600 p318. Il divino è parte della quotidianità, negozi nel tempio, tutto è sacro. .