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Riassunto molto sintetico di Piretti, L., Lezioni di Indologia. Bologna: Pàtron editore, 1999, solo Parte II, pp. 105–159.
Tipologia: Sintesi del corso
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Lezioni di Indologia, Piretti PARTE SECONDA La Letteratura del Trivarga I tre scopi Idea che la vita dellʼuomo (brahmano) sia scandita dal percorso attraverso quattro stadi ( ashrama : brahmacārin, gṛhasta, vānaprastha e saṃnyāsin), citati nel Mahabharata, connessa a questʼidea vi è a concezione che anche gli scopi della vita dellʼuomo siano quattro ( purushartha ): dharma (moralità, legge), artha (raggiungimento dei mezzi necessari alla vita), kama (godimento di tali mezzi), moksha (liberazione). Tutti gli aspetti della vita sono finalizzati al moksha. Le quattro caste : brahmano, ksatriya, vaisya, sudra. Artha e kama riguardano il soddisfacimento dei bisogni materiali dellʼuomo, per regolare il godimento della vita e il cammino verso la meta spirituale (moksha) sono necessarie delle norme morali (dharma). Poichè moksha è al di fuori del percorso della vita (raggiungimento dopo la morte), il Trivarga si limita ai tre scopi o sentieri (varga) che riguardano la vita. Brahmacarin o studente (dharma, no artha, no kama) Capofamiglia + riproduzione (dharma, artha e kama) Asceta (dharma, artha, no kama) moksha Anacoreta (dharma, no artha, no kama) moksha La letteratura del Trivarga espone in trattati i varga singolarmente, mettendo in risalto lʼimportanza di quello protagonista. Durante tutti gli stadi della vita e in tutte le categorie sociali il Dharma è al primo posto in ordine di importanza. Esso è la norma, ciò che sorregge lʼazione e lʼuniverso, guida morale, ma indica anche il dovere del singolo (es: guerriero). Artha significa andare a prendere, utile, profitto, beni, conseguimento dei mezzi di sussistenza, è come lʼattuazione dellʼazione prescritta dal dharma, come la politica e la legge, lʼartha è strumento del dharma. Artha è anche accumulo di beni e ricchezze (la povertà è un peccato con connotazioni religiose, significa che hai compiuto azioni a sfavore degli dei). “La ricchezza accresce i meriti dellʼuomo” Mbh, è funzionale alla pienezza della vita spirituale ma anche a kama. Esigenze di un equilibrio fra i tre varga. Non si può perseguire artha violando dharma. Kama è appagamento, desiderio, amore, piacere, godimento, passione, dio dellʼamore. Trattati su Legge, Politica e Erotica compongono la letteratura del trivarga La Letteratura del Dharma Codici di legge, aspetto meramente giuridico del dharma che invece
comprende “tutti gli aspetti dellʼazione umana” individuale, sociale, etica, religiosa, privata e pubblica. Letteratura del dharma, dalla fine del periodo vedici VI-V secolo a.C. fino al XVIII secolo d.C., prendiamo in considerazione le opere che rientrano consapevolmente nella tradizione del Trivarga. Dharmasutra VI-III sec a.C., composizioni in prosa aforistiche antiche, legame con le Samhita dei Veda, religione e diritto. Gautamiya dharmasutra, Baudhayaniya dharmasutra, Vasistha dharmasutra etc. Dharmasastra (tra il 200 a.C. e il 1000 d.C.), più recenti, forse derivanti dai dharmasutra, parlano di costumi, condotta, pratiche e punizioni + capitolo iniziale di tipo cosmogonico (sul mito sull'origine e la formazione dell'Universo), si pone come testo dʼispirazione divina. Possono essere chiamati anche smirti cioè tradizione umana, intesa come opere ausiliari che continuano una tradizione. Tra questi -> Vaisnava dharmasastra (III - II a.C.), Il Codice di Manu (II a.C. - II d.C.), Yajnavalkya smirti (II-III d.C.), Narada smirti (IV - VI d.C.), etc Dharma - Nibandha (XI - XV d.C.) Il Codice di Manu o Manavadharmasastra o Manusmirti, II sec a.C. - II sec d.C., testo più autorevole dellʼIndia antica. Nei Rigveda Manu è citato come “padre” degli uomini, intermediario fra uomini e dei, protettore, progenitore della razza umana, legislatore, antico saggio, colui che ha procurato il fuoco allʼuomo (cioè gli ha insegnato a sopravvivere), antichissimo re semidivino che ricevette direttamente da Brahman le leggi per il genere umano. Attribuito alla scuola dei Manava. Sono 12 libri : LIBRO 1: introduzione cosmogonica in stile purāṇico, creazione dellʼuomo etc, divisione in caste e i loro compiti. LIBRO 2: doveri di un brahmacārin (primo āśrama). I doveri prescritti vanno compiuti senza aspettarsi alcuna ricompensa. LʼIndia come luogo dove vige la sacra regola, Aryavarta, mentre fuori è il paese dei barbari. Riti dellʼinfanzia a seconda della casta, iniziazione. Il brahmacārin deve studiare i Veda. Importanza del sacrificio come terza nascita. LIBRO 3: gli 8 tipi di matrimonio* e i doveri di un gṛhasta (secondo āśrama) LIBRO 4: norme di vita e mezzi di sussistenza per un brahmano (purezza, impurità, tabù, cibi, vestiti), per guadagnarsi da vivere -> sacrifici, insegnare la scrittura, fare lʼelemosina. Il contato con lʼimpurità e contagioso. LIBRO 5: le possibili colpe del brahmano, cibi puri e impuri; riti di purificazione, doveri delle donne (purezza, impurità, tabù), gli uomini possono avere più mogli, le donne no. LIBRO 6: il ritiro nella foresta, doveri di vānaprastha e saṃnyāsin (terzo e quarto āśrama), mortificazione della carne, rinuncia alla materia. LIBRO 7: doveri del sovrano (rājadharma), norme politiche, doveri della casta militare. LIBRI 8-9: diritto civile e penale; reati e pene (veri libri di diritto), doveri di marito e moglie, le donne hanno natura perversa, vanno controllate, sono la perfidia in persona, genitori, figli maschi, giochi e scommesse, secondi matrimoni e poligamia maschile. LIBRO 10: giustificazione delle caste e mescolanza delle caste. Le prime tre
Lʼartha viene considerato come la scienza politica ed è prevalentemente indirizzato alla seconda casta dei guerrieri (ksatriya), soprattutto al re, mentre la letteratura sul dharma era prevalentemente rivolta ai brahmani. Di fatto la seconda casta possiede il potere reale, basato sulla forza, potere impuro per i brahmani (rivalità). Il dharma del sovrano coincide con il suo artha. Lʼ Arthashastra di Kautiliya è il più antico scritto sullʼartha che ci è pervenuto, nonché il più autorevole e importante esempio del pensiero politico dellʼIndia antica. Attribuito a Kautiliya, ministro di Chandragupta, fondatore della dinastia dei Maurya, il trattato dovrebbe risalire circa al IV sec a.C., ma il trattato non fa riferimento a fatti storici, per cui incertezza sulla datazione e anche sullʼautore, ad oggi si pensa che lʼattuale redazione del testo risalga piuttosto al II - IV sec d.C. LIBRO 1: sommario; i 3 varga; figura del sovrano, lʼeducazione e lʼistruzione del principe in tutte le scienze (economia, politica, anche i Veda); organizzazione statale (ministri, spie) LIBRO 2: amministrazione dello Stato, tasse, terre, etc LIBRI 3-4: diritto civile e penale, repressione degli elementi nocivi allo stato (‘purificazione delle spineʼ) LIBRO 5: misure segrete contro ministri infedeli + misure da prendere per consolidare il regno LIBRI 6-7: le parti costitutive dello Stato (compongono nellʼinsieme un mandala), sette elementi costitutivi; politica estera (teoria e pratica); le sei procedure della politica (pace, guerra, marcia, attesa, richieste dʼappoggio, doppio gioco), alleanze LIBRO 8: i difetti dello Stato LIBRO 9: la preparazione in vista della guerra e delle spedizioni militari LIBRO 10: esecuzione della campagna militare LIBRO 11: controllo e castigo segreto dei funzionari dello Stato che diventano elementi di dissenso LIBRO 12: compito dellʼambasciatore, accorgimenti segreti per vincere Stati più forti, uso di spie e sicari, distruzione delle provvisioni LIBRO 13: conquista di città fortificate, inganni LIBRO 14: pozioni ed incantesimi per indebolire il nemico o proteggersi LIBRO 15: sommario e conclusione + lʼasserzione che lʼautore è Kautiliya. Nel trattato viene illustrata la figura del sovrano ideale, al quale tutta lʼopera è rivolta, lo considera uno dei sette elementi dello stato. È importante che un sovrano sia di alta nascita e che regni a lungo, che il potere sai centralizzato nelle sue mani anche se egli ha bisogno di ministri e consiglieri. La natura dellʼuomo è infida e il potere corrompe quindi essere sempre vigili per tradimenti, congiure etc, non dare troppo potere a singoli ufficiali, il re dovrebbe avere diretto controllo del tesoro e dellʼesercito. 4 armi: elefanti, cavalieri, carri e fanteria. Secondo Kautiliya nei rapporti fra dharma e artha prevale artha. Lʼautorità legislativa è normalmente dei brahmani (dharma), ma Kautiliya conferisce al re poteri anche in ambito di legge.
{. La Letteratura del Kama Sullʼerotica. Sembra coincidere oltre che con il desiderio sessuale e romantico anche con il desiderio “cosmico” o cosmogonico, cioè il momento che ha scatenato la creazione del mondo. Legame con la religione nonostante riguarda lʼaspetto più secolare della vita. Nella cultura indiana non è inconsueto lʼuso del linguaggio erotico per indicare il rapporto di amore con la divinità, simbolismo tantrico, corrente devota a Krishna, corrente devozionale della bhakti. Lʼaspetto più interessante è che in india kama è visto come terzo varga, oggetto di una scienza, collocato quindi in un terreno di importanza al fine della liberazione. La conoscenza della trattatista (shastra) erotica è considerato bagaglio fondamentale di artisti, drammaturghi e poeti + prostitute. Parte delle Upanishad in cui si parla della procreazione (insegnamento a Svetaketu). Secondo la tradizione, esposta allʼinizio del Kamasutra, Prajapati, creatore del genere umano annuncia in un volume unico gigantesco le norme per il conseguimento della vita, successivamente abbreviate e divise dai singoli autori. Il Kamasutra nasce per riassumere in maniera ridotta tutta la materia del kama in un piccolo libro. Vatsyāyana, autore del Kamasutra (III - V sec d.C.) ha quindi raccolto, organizzato e reinterpretato contenuti già presenti nella scuola del kama. Sette sezioni. PARTE 1: sommario; origine mitica dell'opera; esposizione del trivarga; descrizione del nāgaraka (il cittadino dandy, il giovane elegante a cui è diretto il trattato) e dei suoi amici; classi di donne atte al rapporto sessuale con il nāgaraka; le 64 scienze complementari che il nagaraka ma anche la cortigiana devono conoscere per sedurre (saper danzare, cantare, conoscere opere teatrali, recitare passi dei libri). La cortigiana non deve innamorarsi. PARTE 2: l'unione sessuale, varietà di gesti, istruzioni PARTE 3: corteggiamento e matrimonio PARTE 4: il comportamento delle mogli (una o più) PARTE 5: le mogli altrui (come conquistare la donna altrui; come custodire al propria; come riconoscere la donna disponibile; compiti della mezzana; uomini che hanno successo con le donne) PARTE 6: le cortigiane PARTE 7: pozioni magiche e tonici, pratiche particolari Anche le donne, e soprattutto le cortigiane, possono studiare questo shastra. Egli inoltre intende allargare il campo azione del Kama ai modi di vivere e pensare, alla cultura e alle conoscenze psicologiche.