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Riassunto Il mosaico del mondo - Giacomo Corna Pellegrini, Sintesi del corso di Geografia

Riassunto del libro di Giacomo Corna Pellegrini "Il mosaico del mondo", esame di geografia culturale

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 01/01/2016

bernard.katia1
bernard.katia1 🇮🇹

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IL MOSAICO DEL MONDO – Riassunto prima parte (pp. 1-262)
I. AMERICA SETTENTRIONALE
20 secolo → crescita economica, politica e militare di USA e Canada in diverse
fasi di sviluppo dopo la crisi economica del 1929. Nel secolo precedente,
processo di moderna territorializzazione negli USA da Est verso Ovest: enormi
risorse agricole e minerarie (rivoluzione industriale).
Fine 19 – inizio 20 secolo → flussi migratori europei. La 1° G.M. rafforzò la
supremazia statunitense rispetto al resto del mondo, presenza economica nel
Sud America, acquisizione dell'Alaska e protettorato sulle Hawaii, occupazione
delle Filippine.
Espansione dei commerci internazionali, allargamento del mercato interno
(carbone, petrolio), affermarsi dell'automobile, con conseguente cambiamento
dell'urbanistica delle città.
1929 → crisi economica, Roosevelt adotta la politica del New Deal per uscirne:
lo stato interviene fortemente investendo nei lavori pubblici e con ogni
possibile stimolo ai consumi.
1940-45 → boom economico, ripresa economica post-bellica impone e offre
aiuti economici, tecnologie avanzate e “american way of life” ovunque. USA:
leader del blocco occidentale.
Società → WASP (White, Anglo-Saxon, Protestant) + società multietnica
(africana, latino-americana, asiatica). Canada: autonomia formale ma
condizionamento politico ed economico dagli USA, condivisione dei caratteri
principali della “american way of life”.
CANADA
- Grande Nord → Reti tecnologiche altamente sofisticate hanno impresso nuove,
moderne modalità del vivere. Petrolio, risorse minerarie, sviluppo economico,
turismo, esigenze di difesa militare. Nuovi modelli culturali: ai nativi se ne sono
aggiunti altri.
1993: ridefinizione confini della regione a Nord-Est della Baia di Hudson, 1999:
autonomia del popolo Inuit quasi completa in tutti i settori della vita civile salvo
la politica estera e la difesa.
- Quebec francofono → area culturale autonoma, lingua francese e religione
cattolica. Inizio '800: speranza di un Nord America unito in una cultura latina,
progetto di collegare la Louisiana francese al Quebec, ma la cultura e la
tecnologia anglosassone hanno prevalso. Orgoglio franco-cattolico: desiderio di
distinguersi da una maggioranza anglosassone ritenuta più potente ma
culturalmente meno raffinata. Alto livello di vita e organizzazione sociale,
pesante clima continentale. I canadesi sono considerati gente efficiente come
gli statunitensi, ma senza le tentazioni di superpotenza. Canada: uno dei paesi
economicamente più forti del mondo ma senza preclusioni ideologiche.
- Canada anglosassone → aree con caratteri culturali omogenei ma diverse
attività economiche prevalenti: industriali (città dei Grandi Laghi, costa Ovest),
agricole (grandi pianure). Livello di vita tra i più elevati del mondo, forte
orgoglio nazionale, impegno civile. La “canadian way of life” è simile a quella
americana, più legata ai valori della tradizione, minori problemi di natura
etnica.
STATI UNITI D'AMERICA
4 caratteri principali che si differenziano fortemente nelle diverse regioni degli
Stati Uniti: individualismo, importanza della mobilità e del cambiamento,
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IL MOSAICO DEL MONDO – Riassunto prima parte (pp. 1-262) I. AMERICA SETTENTRIONALE 20 secolo → crescita economica, politica e militare di USA e Canada in diverse fasi di sviluppo dopo la crisi economica del 1929. Nel secolo precedente, processo di moderna territorializzazione negli USA da Est verso Ovest: enormi risorse agricole e minerarie (rivoluzione industriale). Fine 19 – inizio 20 secolo → flussi migratori europei. La 1° G.M. rafforzò la supremazia statunitense rispetto al resto del mondo, presenza economica nel Sud America, acquisizione dell'Alaska e protettorato sulle Hawaii, occupazione delle Filippine. Espansione dei commerci internazionali, allargamento del mercato interno (carbone, petrolio), affermarsi dell'automobile, con conseguente cambiamento dell'urbanistica delle città. 1929 → crisi economica, Roosevelt adotta la politica del New Deal per uscirne: lo stato interviene fortemente investendo nei lavori pubblici e con ogni possibile stimolo ai consumi. 1940-45 → boom economico, ripresa economica post-bellica impone e offre aiuti economici, tecnologie avanzate e “american way of life” ovunque. USA: leader del blocco occidentale. Società → WASP (White, Anglo-Saxon, Protestant) + società multietnica (africana, latino-americana, asiatica). Canada: autonomia formale ma condizionamento politico ed economico dagli USA, condivisione dei caratteri principali della “american way of life”. CANADA

- Grande Nord → Reti tecnologiche altamente sofisticate hanno impresso nuove, moderne modalità del vivere. Petrolio, risorse minerarie, sviluppo economico, turismo, esigenze di difesa militare. Nuovi modelli culturali: ai nativi se ne sono aggiunti altri. 1993: ridefinizione confini della regione a Nord-Est della Baia di Hudson, 1999: autonomia del popolo Inuit quasi completa in tutti i settori della vita civile salvo la politica estera e la difesa. - Quebec francofono → area culturale autonoma, lingua francese e religione cattolica. Inizio '800: speranza di un Nord America unito in una cultura latina, progetto di collegare la Louisiana francese al Quebec, ma la cultura e la tecnologia anglosassone hanno prevalso. Orgoglio franco-cattolico: desiderio di distinguersi da una maggioranza anglosassone ritenuta più potente ma culturalmente meno raffinata. Alto livello di vita e organizzazione sociale, pesante clima continentale. I canadesi sono considerati gente efficiente come gli statunitensi, ma senza le tentazioni di superpotenza. Canada: uno dei paesi economicamente più forti del mondo ma senza preclusioni ideologiche. - Canada anglosassone → aree con caratteri culturali omogenei ma diverse attività economiche prevalenti: industriali (città dei Grandi Laghi, costa Ovest), agricole (grandi pianure). Livello di vita tra i più elevati del mondo, forte orgoglio nazionale, impegno civile. La “canadian way of life” è simile a quella americana, più legata ai valori della tradizione, minori problemi di natura etnica. STATI UNITI D'AMERICA 4 caratteri principali che si differenziano fortemente nelle diverse regioni degli Stati Uniti: individualismo, importanza della mobilità e del cambiamento,

visione meccanicistica del mondo, perfezionismo.

- New England → Stati di prima colonizzazione europea: raffinatezza di costumi nei ceti più abbienti, non ci sono grandi differenze rispetto agli altri Stati. Elevato livello di vita, rispetto per la natura, valore per la cultura e le sue espressioni. - New York → area culturale a sé stante, caratteri estremi di americanità. Città cosmopolita, aperta a chiunque e non elitaria, luogo di aggregazione sociale ed etnica. Skyline: simbolo del successo economico americano, che però nasconde anche forme di povertà, degrado e polarizzazione sociale. Filosofia: guadagnare ricchezza e potere.

  • Pennsylvania, Amish → area culturale autonoma e diversa da quella nella quale è collocata. Amish: gruppo etnico-religioso emigrato dall'Europa centrale a inizio '800, che ha rifiutato il progresso tecnico della Rivoluzione Industriale. La vita della comunità si intreccia continuamente con l'odierna “american way of life”, essendo il contesto in cui essa è inserita. - Il profondo Sud → La schiavitù negra ha causato una netta separazione dalla comunità bianca che dura ancora oggi (dopo un secolo e mezzo), nonostante la totale parità dei diritti. Alto livello di vita, città con vaste periferie, foreste con clima umido, caldissimo d'estate e soggetto a tornados nei mesi autunnali. Filosofia della vita: ricchezza, diversa tra business dinamici o meno, competizione. La gente del Sud ha un'eredità di costumi sociali un po' obsoleti. - La Florida → area culturale variegata in cui prevale il carattere turistico, con il business che ne consegue. Boom nel secondo dopoguerra, espansione urbana. Anni '70: emigrazione da Cuba, fortissima presenza etnica latina. - Le grandi pianure → area culturale omogenea che va dagli Appalachi alle Montagne Rocciose, differenze tra la vita in città e quella nei centri più piccoli. L'omogeneità è dovuta dal periodo in cui l'intero territorio è stato colonizzato, conquistato e modernizzato dai flussi umani degli Stati dell'Est. Allevamento, agricoltura, industria, vita urbana, mobilità automobilistica, presenza di mass media e telecomunicazioni: area che più di tutte rappresenta la modalità media dell'american way of life. Nei centri minori, presso le classi ricche, si usa appartenere ad un club per differenziarsi dalla classe media, così come l'appartenenza religiosa favorisce il senso di partecipazione ad un gruppo sociale riconoscibile. Molti non hanno fissa dimora. - Sud Dakota → 1890: massacro degli Sioux sancì la definitiva sconfitta degli Indiani contro i coloni e l'esercito USA, che ne difendeva la marcia verso il Far West. Progressiva integrazione con il mondo dei non originari Americani, i nativi mantengono tuttavia una loro identità, preferendo vivere separati e facendo lavori semplici. 2000 anni fa gli Indiani cominciarono a spostarsi verso Ovest, 500 anni dopo vennero introdotti arco e frecce, i cavalli furono portati dagli Spagnoli nel 1600-700 nel continente. Autentico radunarsi di gruppi di Indiani per celebrare feste antiche. - Nevada → area culturale autonoma e diversificata dalle circostanti, a causa del gioco d'azzardo (Las Vegas, Reno), considerato uno status symbol. - California → ospita quasi un quinto degli Americani, territorio dove far fortuna e vivere bene, aree culturali diverse, fortemente interconnesse: San Francisco, aree agricole nell'interno (vigne, culture, boschi di sequoia), Los Angeles, San Diego. Regione d'immigrazione: dagli altri Stati, Messico, Asia Orientale. Il multiculturalismo pone molti problemi, tra cui ghettizzazioni. - Hawaii → geograficamente a metà strada tra America e Asia, area culturale in cui le culture del Pacifico si sono incontrate e parzialmente fuse. Forte presenza

corruzione e con incertezza di diritti. Da Nord si guarda con preoccupazione al Messico, da Sud con ammirazione.

- Foreste del Chiapas → prototipo di emarginazione etnica, legato alla purezza di una discendenza senza meticciati con i conquistatori spagnoli. La guerriglia zapatista rivendica diritti di parità per la gente, ma in passato l'autosegregazione è stata una scelta di conservazione interna. COSTARICA Paesaggio costituito da selve tropicali, coste caraibiche paludose, coste oceaniche asciutte, altipiani e vulcani. L'area culturale omogenea e radicata in piccole proprietà terriere, livello medio di vita. Diffusi insediamenti umani costituiti da piccoli agricoltori e qualche industria. Esercito assente, dignità per tutti, istruzione, religiosità, alto livello democratico del Paese. PANAMA Gli USA promossero l'indipendenza politica della regione dalla Colombia ( agosto 1914) a causa della gestione del Canale. E' uno dei Paesi delle bandiere- ombra navali e uno dei più tolleranti paradisi fiscali. Forte presenza degli USA, a Panama convivono commerci internazionali e una popolazione contadina: 2 mondi separati ma sovrapposti. CARAIBI - Cuba → ha subito autoritarismi e dittature di ogni tipo, Fidel e Che Guevara mito per parte della generazione giovanile europea degli anni '60-'70. Piccolo Paese che osa sfidare gli USA, embargo economico che dura dal 1962. Mancanza di lavoro, capitali e mercati (salvo il turismo). Povertà della vita, buon livello di alcuni servizi sociali (sanità, istruzione). I Cubani si ritengono tra i più acculturati dell'America Latina, in Florida hanno dato vita a molte imprese economiche. - Portorico → protettorato USA (Commonwealth) il cui apparato economico ne rispecchia la tecnica, i capitali e l'efficienza. Livelli di vita elevati, impensabili nella restante area caraibica (reddito pro capite superiore di 10 volte alla media), area culturale ibrida. - Isole Vergini → metà UK, metà USA. Elementi di origine africana ed europea, fu a lungo colonia danese per poi essere ceduta a poco alle potenze maggiori. Turismo sviluppato. - Santo Domingo → vita povera ma turismo crescente che risolleva un'economia un tempo misera e placa le lotte politiche interne. Legame con antiche e gloriose tradizioni europee. I confini ad Ovest (verso Haiti) sono strettamente sorvegliati. Area culturale con due volti: turistico e agricolo. - Martinica → impronta francese (TOM, come Guadalupa che però è economicamente più arretrata e selvaggia), voglia europea di progresso e modernità maggiore di quella delle altre Piccole Antille. Densità territoriale e traffico elevato. - Santa Lucía e Barbados → politicamente indipendenti ma unite dalla matrice coloniale britannica (lingua, costumi sociali). Etnia africana prevalente, il turismo è la principale fonte di ricchezza ma nelle campagne la miseria è ancora diffusa (protesta dei rasta). Area culturale afro-anglo-caraibica. - Trinidad → mosaico etnico-culturale dovuto alle occupazioni coloniali (spagnola poi inglese), tratta degli schiavi dall'Africa, immigrazioni dei coloni dall'India, Cina e mondo arabo. Ogni gruppo etnico resta distinto dagli altri, pacifiche convivenze multiculturali. Patriottismo unitario. Benessere maggiore

di quello di molte altre isole caraibiche soprattutto grazie alle attività industriali (petrolio), ma anche turismo. Punti di riferimento: Inghilterra, Olanda, USA.

- Curaçao → carattere olandese di queste isole d'élite con abili commercianti (Aruba, Bonaire). GUYANE - Suriname e Guyana → da quando Guyana olandese (Suriname) e inglese, passate dalla colonia alla dittatura militare e diventate indipendenti, non vi sono molte distinzioni. Lingue ufficiali diverse e sistemi amministrativi derivati dai rispettivi stati coloni, popolazione tra le più varie: bianchi, africani, cinesi, indiani asiatici confluiti per lavorare nelle piantagioni degli Europei, pur mantenendo comunità distinte, molti legami etnici con il mondo caraibico. - Guyana francese → (TOM) i Francesi hanno qui ricostruito un'area culturale simile a quella da cui provenivano, con una forte presenza di popolazione d'origine africana. VENEZUELA - Caracas e il Nord → diversità tra le diverse regioni, evidenziata dai fenomeni migratori, Caracas punto di riferimento dei fuggitivi di tutto il Paese. Diversissimi livelli di vita, risorse agricole, minerarie e industriali, mercati di sbocco esterni. Area culturale unitaria ma netta divisione tra poveri e ricchi. Nuovo modello di sviluppo appare quello nordamericano. - Orinoco e Amazzonia → impianti siderurgici, grandi miniere e centrali elettriche nel bacino dell'Orinoco e nella Gran Sabana, terre di frontiera ancora da conquistare alla umanizzazione moderna. Area culturale diversa e misteriosa: Indios più primitivi di tutto il continente, ogni gruppo è un'area culturale a sé stante ma c'è tuttavia una certa somiglianza tra le comunità della foresta, non solo rispetto a questa zona (Borneo, Nuova Guinea). COLOMBIA - La Colombia caraibica → uno dei punti di forza durante i 3 secoli di colonia spagnola, per la tutela militare degli interessi nel Mar dei Caraibi, presenza di giacimenti auriferi. - Bogotá → passato glorioso ma presente in confronto continuo tra ricchezza e povertà, crescita demografica, narcotraffico e violenza estremista. - Popayán e la Cordigliera → singolare area culturale con caratteri rupestri, terremoti frequenti. ECUADOR Area culturale abbastanza omogenea, famiglie di rango distinte dalla popolazione creola e dalla base etnica india. Lungo passato coloniale. Dall'esterno la linea dell'Equatore era l'elemento più importante del Paese, ora prevale lo stereotipo turistico delle Galápagos, che appartengono al Paese ma non hanno nulla in comune con esso. PERU' - Huaraz e Chavin → Sierra Nevada, sovrapposizione delle civiltà precolombiane, contadini. - Lima e la costa → grandi città abitate da folle di contadini che hanno lasciato la campagna. I Peruviani hanno stentato ad accogliere la modernizzazione, solo una piccola parte del Paese ha ritmi nuovi. Insicurezza, violenza urbana,

ARGENTINA

- Buenos Aires → area culturale unitaria ma con espressioni abbastanza diverse, la capitale è località centrale del Cono Sud. Caratteri di unità culturale: senso dei grandi spazi ancora da umanizzare, cibo a base di carne, lingua spagnola e religione cattolica. Diversità con i potenti Brasile, Cile e con i vicini minori Paraguay, Uruguay e Bolivia. Ricchi e poveri, gli ultimi solitamente immigrati da Paesi vicini. L'esercito è punto di forza per assicurare stabilità sociale, molte risorse naturali portano l'Argentina ad essere un potenziale gigante. - L'Argentina andina → regione arida o semiarida, scarsi insediamenti umani, colture agricole e allevamenti nelle regioni della pampa. Circoscritte zone più favorite da precipitazioni presentano risorse minerarie, gli europei sono qui emigrati per lavoro. Omogeneità etnica, assenza di popolazione autoctona, prevalenza della cultura iberica e gruppi d'origine italiana o tedesca. Le aree culturali hanno caratteri comuni nella quotidianità della vita, fuori dalle città si ha una sensazione di isolamento, atmosfera di frontiera, terra aspra e difficile. - La Patagonia argentina → regione che va dalle pampas fino allo Stretto di Magellano, estrema aridità, basse temperature, soprattutto nella Terra del Fuoco, dove però ci sono insediamenti umani e giacimenti petroliferi. Area culturale inquadrata in modelli di vita moderni, pensiero americano, comando delle grandi compagnie petrolifere: miglioramento della vita rispetto al passato, non ci si sente più ai confini del mondo, anche grazie alle tecnologie per comunicare. ANTARTIDE Tra i suoi ghiacci è scritta la storia del pianeta Terra. Area stabilmente umanizzata sulle coste, basi scientifiche che appartengono a Paesi diversi, simili nel modello degli insediamenti e nel ritmo di vita. Linguaggio scientifico e internazionale, maggioranza di uomini, attivismo nell'estate australe. CILE - La Patagonia cilena → regione di ghiacciai e fiordi con insediamenti importanti. Prima del Canale di Panama, lo Stretto di Magellano era l'unica via di passaggio marittimo tra Atlantico e Pacifico. Ora la presenza ha ragioni economiche (petrolio) e strategico-militari. Per anni c'è stata una dittatura al Nord, popolato da coloni di prevalente origine germanica: carattere centro- europeo della regione, mescolato a quello della colonizzazione iberica. Presenza di Indios, emarginati. - Il Cile settentrionale → caldo e arido (deserto di Atacama). Miniere di rame, pesca, agricoltura. Terra di confine lontana dalle località centrali di Santiago e Lima, contiguità con realtà politica boliviana e peruviana. Area culturale isolata e difficilmente connessa con il resto del mondo, su cui veglia l'esercito, l'unico che ha capacità di connessione con l'esterno. - Santiago del Cile → il Cile implode in Santiago, città più europea di tutta l'America Latina, popolazione e tradizioni centro-europee. Clima temperato, colture agricole intensive, risorse minerarie. Area culturale complessa e ricca di sfumature, tra le più moderne del continente. Ovunque sono possibili le transizioni da una classe sociale ad un altra. - Isola di Pasqua → terra dei moais, sosta della linea aerea Santiago-Tahiti, poche migliaia di abitanti stabili non più in isolamento. Influenza del Cile (cui l'isola appartiene), turismo possibile ma non di massa: nelle stagioni in cui declina torna ad esprimersi una vita della comunità locale.

III. OCEANIA

20 secolo → enormi cambiamenti, un tempo solo interconnessa dai traffici marittimi, ora anche dai trasporti aerei e dalle telecomunicazioni via satellite. Le ragioni stesse del muoversi nell'area sono mutate, a inizio secolo motivazioni economiche (caccia alle balene) e religiose (evangelizzazione cristiana delle popolazioni autoctone). Nuova Zelanda e Australia: corse all'oro nella seconda metà del 19 secolo, conseguente immigrazione dai Paesi europei. Commerci con America Settentrionale e Asia Orientale, importanza strategica di una loro presenza nelle diverse aree (2° G.M. basi militari). Dopoguerra: grandi risorse e sviluppo economico (AU e NZ), negli arcipelaghi minori del Pacifico processo di decolonizzazione e indipendenza, anche economica, emigrazione verso altri mercati del lavoro. SAMOA OCCIDENTALI Indipendenti, divise dalle Samoa americane. Area culturale unitaria, clima equatoriale, diverso livello di evoluzione tecnologica, isolamento come condizione esistenziale incombente su ogni aspetto della vita. Coltura del cocco, piante tropicali. Ritmi di vita lenti e ripetitivi, in ogni villaggio ci sono diverse confessioni cristiane, abitanti orgogliosi delle loro tradizioni, etnia tra le più intatte del Pacifico. Nelle zone marginali la vita è più difficile. ISOLE DELLA SOCIETA' (POLINESIA) TOM Francesi, isole di origine vulcanico-corallina nell'areale del Pacifico Sud: Tahiti, Isole Marchesi, Isole Tuamotu, Gambier, Mooréa, Bora Bora. Meticciato culturale franco-polinesiano, due aree culturali: côté plage (capitale e grandi alberghi), côté montagne (bidonville, immigrati dagli atolli minori). Turismo florido, situazione sociale instabile, sommosse popolari, sostegno economico considerevole dalla Francia. ISOLE COOK Piccole ed isolate, poca popolazione, scarsissime risorse economiche. Indipendenza nel 1965, fine Protettorato NZ. Modello britannico delle istituzioni civili e politiche, padroni di queste isole dalla scoperta di James Cook. Area culturale di tradizione inglese con popolazione polinesiana, concorrenza di grandi Paesi per avere un punto d'appoggio in questa regione dell'Oceano Pacifico: Giappone, USA, Russia, Australia, Francia. MICRONESIA Varie Repubbliche (Isole Marshall, Palau, Stati federati della Micronesia). Area culturale unitaria: collocazione geografica e climatica, somiglianza dei generi di vita, abiti e comportamento ereditati dai missionari cristiani dell'800, caccia alle balene. Presenza coloniale più pesante durante la 2° G.M. per la valenza strategico-militare: Giappone, USA, Germania, GB si sono alternati nel possesso dei vari territori, nel dopoguerra gli USA ebbero il Protettorato per mandato nell'ONU e continuarono a sorreggere economicamente i territori (più: esperimenti atomici e lancio missili). I caratteri della vita moderna sono giunti almeno nelle isole maggiori, motorizzazione terrestre e acquatica, molti territori disabitati, emigrazione dagli atolli minori verso le isole più importanti. GUAM Controllo strategico di una importante parte del mondo, grande base militare

IV. ASIA ORIENTALE

Inizio 20 secolo → crescita economica e militare del Giappone, punto più basso della crisi di potenza della Cina, la Repubblica prende il posto dell'Impero. Tra le due guerre: rafforzamento del tessuto industriale e urbano giapponese, imprese espansionistiche (invasione della Cina nel 1937) 1941: attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbour (HI) 1945: la sconfitta giapponese riaprì gli spazi politici alla Cina, poi occupati dalle brigate rivoluzionarie comuniste appoggiate dall'Unione Sovietica. Prima metà 20 secolo → Asia del Sud-Est sotto la guida di potenze coloniali europee, Thailandia indipendente ma subalterna alle economie occidentali. Movimenti di indipendenza politica nel dopoguerra, processo lungo e cruento di decolonizzazione. Anni '50: regimi autoritari tranne Giappone e Malaysia e regimi collettivisti di ispirazione marxista (Cina, Corea del Nord), contrapposizione tra comunismo e occidente, fasi acute di contrasto nella Guerra di Corea e del Vietnam. Sviluppo economico e modernizzazione sociale di Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Singapore, forte crescita urbana e migrazione incontrollata dalle campagne alle città. In Cina nella Rivoluzione Culturale (1966-76) il governo proponeva il ritorno alle campagne, in Cambogia era imposto con la forza (1975). Deng Xiao Ping dopo Mao Tse Tung realizza una nuova politica economica, riprendendo i rapporti col mondo occidentale, liberalizza i mercati interni e ristabilisce libertà economiche individuali. Paesi del Sud-Est → anni '70, ripresa del movimento islamico. Fine 20 secolo → modernizzazione, impulsi finanziari occidentali per fronteggiare il collettivismo. Successo nell'economia internazionale dei Paesi storicamente “confuciani”, impegno lavorativo massacrante. Prospettiva futura di una leadership economica mondiale. Possibilità di salari e condizioni di vita migliori. La Cina ha dovuto porsi sulla stessa strada della modernizzazione e liberalizzazione. CINA

- Cina Han → la più antica, ininterrotta comunità storica tra tutte le aree culturali del mondo. Modelli di vita sempre mantenuti intatti, primo popolo di agricoltori stabili insediati in un territorio (ovest del Fiume Giallo). Struttura gerarchica molto rigida, città centri di mercato per l'intera regione, abilità mercantile. Struttura sociale dicotoma (classi superiori e resto della popolazione), uguale distinzione di compiti all'interno della famiglia. Superiore considerazione di sé rispetto agli altri popoli (Cina = toponimo che indica un territorio centrale). Due volti dell'industrialismo europeo moderno (capitalistico e marxista), nella Cina nazionalista di Chang Kai Shek e in quella comunista di Mao Tse Tung. Contrasto tra Taiwan e Cina continentale. - Sinkiang → l'intera popolazione è “minoranza” di etnia mongola e religione islamica. Caratteri culturali del mondo agricolo-pastorale, scoperta delle risorse minerarie, difesa del confine con contingenti militari, poligono atomico di Lap Nor, turismo occidentale. - Tibet → Paese a stretto regime teocratico, le gerarchie religiose governavano ogni aspetto della vita sociale e privata. Occupazione cinese dal 1951 → posizione strategica per i possibili attacchi stranieri alle pianure cinesi. Ostilità tra Cina e India, povera vita contadina. - Hong Kong → colonialismo inglese, componente umana e finanziaria tra le più cosmopolite. Dal 1997 politicamente cinese con statuto di autonomia, funzione di porto franco internazionale. Area culturalmente omogenea e speciale, porto d'ingresso nel grande mercato cinese continentale. Regole amministrative

britanniche, funzioni commerciali di raccordo tra Cina e mondo, abitanti cinesi. Anni '70: modello di sviluppo economico per le Zone economiche speciali della Cina continentale, pur restando sotto il sistema politico comunista. Uno dei 4 maggiori mercati finanziari del mondo e centro commerciale più grande dell'Asia. MONGOLIA 1996: primo Presidente non comunista dopo 80 anni di regime. Problema: uscire dall'immobilismo economico, giacimenti di petrolio, clima rigidissimo. TAIWAN (Isola Formosa) Fuggendo dalla Cina di Mao, dopo essere stato sconfitto dalle forze armate, Chang Kai Shek si rifugiò qui. Potenzialità agricole e minerarie considerate dagli occidentali. Uno dei 4 NIC asiatici (New Industrialized Countries) grazie al supporto della tecnologia e della finanza occidentale e giapponese), dapprima prodotti a tecnologia semplice, poi le tecniche produttive si sono raffinate. Filosofia della vita è raggiungere il successo economico entro una competizione internazionale. COREA DEL SUD 1945 → area culturale unitaria della Corea: stessa etnia, religione buddista, sudditanza dalla Cina, colonizzazione giapponese dall'inizio del 20 secolo. Dopo la 2 G.M. il Paese fu spartito al 38° parallelo tra i Sovietici (Nord) e gli Americani (Sud). Guerra di Corea tra le due fazioni (1949-53). Aree culturali molto distinte tra loro, al Sud zone urbane e mode occidentali, corruzione e strapotere puniti, solidarietà sociale, moderazione salariale, grande efficienza, sviluppo economico del Paese (tra i primi Paesi industriali del mondo). Determinanti sono stati gli investimenti americani e la tecnologia giapponese, evoluzione sociale che ha portato ad una civiltà autonoma. COREA DEL NORD L'ultimo collettivismo più radicale e stalinista, partito unico, esercito, culto della personalità, burocrazia inefficiente e popolazione demotivata. GIAPPONE

- Arcipelago modernizzato → civiltà forte derivata da quella cinese ma autonoma dall'11 secolo, società rigidamente gerarchica e militare ma con l'industrialismo a fine '800 ha aperto i porti ai commerci internazionali e alla modernizzazione occidentale, tecnologia di altissimo livello e forte orgoglio di gruppo. Area culturale prospera che estende i confini fin dove giungono i suoi prodotti. - Nara e la tradizione → Fondata nel 710 d.C., Nara era l'antica capitale del Giappone poi trasferita a Kyoto, lontana da vicende politiche e impulsi di modernizzazione. Il parco dei templi è una delle poche aree culturali del paese dove si respira l'atmosfera del mondo nipponico che visse fino all'epoca della modernizzazione. Antiche cerimonie religiose, area culturale “fossilizzata”. SINGAPORE Espressione più completa del capitalismo confuciano, società strettamente gerarchizzata e liberismo economico, no risorse naturali ma forza nella collocazione geografica, centrale a tutto il Sud-Est Asiatico. Per 200 anni gli Inglesi hanno controllato l'Asia Orientale per poi andarsene nel 1959, città

l'indipendenza dalla Malaysia nel 1966, collaborazione totale dei due Stati. Crescente turismo, recenti successi economici raggiunti con l'impulso del gruppo cinese da parte dei Malaysiani. BRUNEI Sultanato dove governa l'uomo più ricco del mondo. Il petrolio ha stravolto una parte del paesaggio equatoriale e l'ha brutalmente urbanizzato. FILIPPINE Grande arcipelago con varie culture e stili di vita:

  1. urbano di città (Manila)
  2. risaie, pesca marittima e interna
  3. gruppi primitivi nelle zone montuose
  4. minoranze islamiche Il gruppo più numeroso è la popolazione urbano-rurale che vive in piccoli aggregati ma non è estranea alle città, di etnia e cultura omogenea, lingua filippina (dominazione spagnola) e inglese (colonizzazione americana), religione cattolica. Forte e influente minoranza cinese, più dinamica nei commerci, che ha trasferito i costumi ai Filippini. Competitività assente e ritardo nella modernizzazione del Paese. Classe dirigente alla ricerca di privilegi, prevaricazioni e corruzioni, pesante autoritarismo. INDONESIA

- Giava → no area culturale indonesiana prima del 1945, molti caratteri in comune tra le isole: durissimo dominio coloniale olandese, clima equatoriale monsonico, religione islamica (eccezioni: Bali, induista, e Timor orientale, cristiana perché colonia portoghese), ogni isola aveva il suo Sultano. Unità culturale vera e propria dopo l'indipendenza politica, dittatura del partito unico. Anni '60: imprigionati e massacrati 2 milioni di cinesi, detestati per la loro abilità nel commercio. Situazione politica, economica e sociale in mano all'esercito, entrarci a far parte è desiderio di molti giovani, perché simbolo di sicurezza economica e potere. Il governo tentò l'emigrazione quasi forzata verso Sumatra, Borneo, Celebes perché i villaggi e i campi erano molto affollati. Ad ogni miglioramento nella distribuzione della popolazione e nella produzione del reddito ha corrisposto un aumento demografico. Anni '60: mobilità territoriale rendeva raggiungibile la città, scoperta di giacimenti petroliferi e altri minerali. L'integralismo islamico non ha ancora attecchito, stabilità politica garantita dai militari, normalizzazione dei rapporti internazionali, graduale sviluppo industriale, buon afflusso turistico dai Paesi ricchi, lento cammino verso la modernizzazione. - Bali → prevalente religione induista (nel resto del Paese islamica), le donne vestono i sarong, origine contadina (riso). La filosofia della vita ha trovato nella religione la fiducia nell'aldilà. Il turismo ha importato la modernizzazione di molti consumi, ma poche produzioni, diversificate da quelle agricole tradizionali. Resilienza nei confronti di questo processo di mutamento. - Dani della Nuova Guinea → i Dani vivono tra le montagne che percorrono da Est a Ovest l'isola della Nuova Guinea, divisa politicamente tra Papuasia e Irian indonesiano, guardie indonesiane presidiano la frontiera in più punti. I Dani continuano a vivere secondo i loro antichi costumi, senza progredire. L'intrusione più pericolosa per la salvaguardia delle tradizioni locali è quella del governo che vuole unificare politicamente e culturalmente tutte le popolazioni, i turisti sono invece una piccola difesa a quella modernizzazione forzata dei loro

costumi. V. ASIA MERIDIONALE 19 secolo → l'Inghilterra dominava il subcontinente indiano senza lasciare spazio ad iniziative politiche locali, segno culturale e dominanza economica degli inglesi. Realtà etniche e sociali diverse venivano amalgamate, modernizzazione riconducibile alle iniziative britanniche, modelli di comportamento efficaci venivano trasmessi. Fino alla fine della 2° G.M l'Asia meridionale fu dominata dall'Inghilterra come potenza coloniale. Movimenti di ribellione (non-violenza di Gandhi) ma periodo di sviluppo e modernizzazione (opere pubbliche, strade, ferrovie), lingua ufficiale inglese, regole amministrative e giuridiche britanniche: creazione di una grande area culturale, permanevano tuttavia i regni dei locali Maragià, religioni, etnie e lingue diverse. Mosaico fittissimo di aree culturali diverse entro lo schema della “english, colonial way of life”. Al termine della dominazione (fine 2° G.M), gli inglesi si proposero come partner economici e culturali privilegiati all'interno del Commonwealth britannico. Lotta per l'indipendenza di Mahatma Gandhi attraverso la resistenza non violenta all'occupazione straniera, elemento unificatore. L'India non era stata investita frontalmente dalla guerra ma la ripercussione si ebbe ovunque per la crisi dei commerci, la mobilitazione di truppe e l'internamento di prigionieri dell'Asse. 1947: divisione tra India induista e Pakistan islamico, flusso di rifugiati dei rispettivi credi. Meno drammatico il venir meno degli inglesi in Bhutan, Nepal e Tibet, a causa della loro minore importanza economica. Rapporti precari tra Cina e India riguardo al Tibet. Seconda metà 20 secolo → l'allontanamento degli inglesi lasciò senza impulso l'economia dei rispettivi Paesi di nuova indipendenza, crescita demografica strepitosa, l'Asia meridionale era ascritta al Terzo Mondo per il suo stato di arretratezza economica (specialmente il Bangladesh, Himalaya, India occidentale e Pakistan) ma aveva anche grandi iniziative di sviluppo economico: industria siderurgica e atomica in India. Modernizzazione dei settori più evoluti e marginalizzazione delle classi povere. Politica di equidistanza tra i blocchi occidentale e sovietico perseguita dal presidente indiano Nehru. Triplicazione della popolazione (“baby boom”), vittoria sulla mortalità a cui però corrispose in maniera inadeguata uno sviluppo dell'economia e uno sfruttamento più razionale delle risorse naturali. Divaricazione sociale tra settori della modernizzazione e quelli della vita di villaggio, lento avanzamento di una classe media influenzata dalle tecniche moderne e dalla cultura occidentale. Strutture sociali tradizionali anche se cancellate ufficialmente dalle leggi: le caste dell'India induista, le solidarietà familiari (quasi rapporto mafioso), le regole religiose con le gerarchie. Forte influenza degli avvenimenti del vicino Medio Oriente e degli sviluppi economici di alcuni Paesi dell'Asia Orientale, con impatti positivi. SRI LANKA (Isola di Ceylon) Sovrapposizioni culturali difficilmente integrabili: i lavoratori indiani Tamil (induisti) giunti nel Nord per coltivare tè e piante della gomma reclamano un'indipendenza rispetto ai cingalesi (buddisti). Il Paese rimane socialmente inquieto ed economicamente instabile, povertà diffusa, abilità nel commercio e negli affari, con risultati notevoli. BANGLADESH

Stato, brogli elettorali, appropriazioni indebite di denaro pubblico, malversazioni, violenze. Stenta a riconoscersi un'identità nazionale, secondo alcune teorie qui avrebbe avuto origine la razza ariana. VI. ASIA CENTRO-OCCIDENTALE E AFRICA DEL NORD 20 secolo → evoluzione del territorio mediorientale e nordafricano, due fenomeni principali: abbandono della sovranità o dell'influenza coloniale europea, valorizzazione delle risorse petrolifere. Presenza inglese in tutto il MO, importante via di transito strategica dopo l'apertura del Canale di Suez (2 metà 19 secolo), interessi nell'Estremo Oriente e in India. Africa nord occidentale: Francia. Sponda libica: Italia. 2 G.M: nuova sensibilità ai fenomeni della modernizzazione economica e indipendenza politica, processo di decolonizzazione. Autonomia di Persia, Iraq, Siria, Giordania e Arabia, a lungo sotto l'Impero Ottomano. Definizione di confini precisi tra i nuovi Stati del territorio. 1991: indipendenza delle Repubbliche asiatiche ex sovietiche, dopo il crollo dell'URSS. Nuovo assetto politico definito, ma instabile: conflitto tra Palestinesi e Israeliani a Israele (costituito dall'ONU nel 1948), contrasto tra Iran e Iraq (sunniti e sciiti) per la conquista dei territori confinanti, ricchi di petrolio, invasione del Kuwait da parte dell'Iraq, Guerra del Golfo (1990). Difficoltà nel conciliare regimi con carattere autoritario. Anni '70: politica solidale di rialzo dei prezzi petroliferi, crisi mondiale che si ripercosse in tutti i settori dell'economia internazionale. Carattere fortemente religioso comune a tutti gli Stati, che caratterizza le regole di comportamento sociale e talvolta politico (religione islamica come modello base). Petrolio, processo di industrializzazione, razionalizzazione dell'agricoltura, sviluppo dei consumi hanno trasformato radicalmente il modo di vivere, simile a quello occidentale-americano. Gerarchia sociale e politica di tipo familiare-ereditario, donne subordinate agli uomini, strutture e politiche di autoritarismo illuminato. Nei Paesi islamici senza petrolio o con poche risorse naturali e crescente popolazione, qualità della vita molto bassa ed emigrazione nei Paesi europei. AFGHANISTAN Talebani, dal 1995, fanatismo integralista di una tradizione islamica antica. Invasione sovietica, lotta tra fazioni. Campi profughi in Pakistan per ospitare i rifugiati che non accettano queste regole. OMAN Popolazione lungo le coste o vicino alle rare oasi interne. Petrolio come ricchezza fondamentale, anni '70: processo di modernizzazione avviato dallo Sceicco, contrasto tra modello di vita tradizionale (prevalente) e moderno. Autoritarismo illuminato della classe dirigente, instabilità sociale e culturale che potrebbe condurre verso il progresso o verso il fondamentalismo. YEMEN Anni '70-'80: potere di un partito d'ispirazione sovietica nello Yemen del Sud. Anni '90: riunificazione, governo ispirato alla religione islamica, dopo la guerra civile. Diffusa povertà, alta natalità e mortalità infantile. Zone semiaride, agricoltura stentata, turismo ostacolato dalla scarsità di infrastrutture e ospitalità. Venuto meno l'appoggio di URSS ed Etiopia (analoga fede politica). Condizioni di vita tra le peggiori nel MO.

EMIRATI ARABI UNITI

Paese più aperto e tollerante tra tutti gli Stati del Golfo, punto d'incontro, dialogo e commercio per MO, Asia meridionale. Nascita di un ricco stato sovrano grazie al petrolio, 7 Emirati. Modernizzazione in atto dal 1971. Cultura islamica, apertura verso la tecnica e l'economia dei Paesi più industrializzati, immigrazione di forza-lavoro dal subcontinente asiatico e dalle Filippine (molti più stranieri che locali). Due aree culturali distinte, ma in osmosi:

  1. cittadini islamici, gerarchizzazione sociale subordinata agli Sceicchi, modernizzazione, consumismo ispirato dai Paesi industrializzati.
  2. comunità di lavoratori immigrati con situazione precaria ma positiva. QATAR Indipendente dal 1971, gli Inglesi lo lasciarono alla sovranità dello Sceicco, modernizzazione del Paese, stabilità sociale e politica tramite regime autoritario, la politica estera segue le linee generali degli altri Paesi del Golfo. Petrolio, giacimenti di gas naturale, industria petrolchimica e siderurgica. Contestazione con il Bahrein per un'isola tra i due Stati. BAHREIN Il più piccolo tra gli Stati del Golfo ed il più aperto agli stranieri, atmosfera cosmopolita. Primo Paese arabo ad estrarre petrolio nel 1932. Classe dirigente e infrastrutture tra le più evolute del Golfo, molte attività economiche, posizione centrale dal punto di vista commerciale e finanziario. Regime autoritario ma illuminato e tollerante nei confronti dei comportamenti non islamici degli stranieri. Tradizione commerciale con i Paesi vicini ed europei, rapporti con l'Iran e con l'EO. ARABIA SAUDITA Il più grande e ricco tra i Paesi arabi, tradizionale e rigido nell'osservanza delle regole dell'Islam. Produttore di petrolio più forte nel mondo, alleanza con USA, intreccio di interessi e modelli di vita arabo-islamici e nordamericani. Aree culturali parzialmente diversificate, in base all'isolamento o connessione con città maggiori, stile di vita ancestrale con pastorizia e colture o modernità delle città e dei campi petroliferi. Si sa poco del mondo, pericoloso mostrarsi desiderosi di conoscerlo. KUWAIT Tentativo di annessione da parte dell'Iran (1990), USA ristabilirono la situazione politica ed economica precedente il conflitto. Gestione dei petrodollari nelle mani di una ristretta élite, carattere familiare o oligarchia ristretta. Emiro e famiglia al comando, assistenza pubblica (sanità, istruzione, previdenza) alla popolazione locale e posto ben remunerato agli immigrati (Pakistan, India, Palestina). IRAN Anni '70: regime assolutista dello Scià, orientato alla modernizzazione rapida del Paese, sostituito dalla dittatura degli ayatollah islamici (sciiti). Modernità come infedeltà alle leggi religiose, che sono quelle dello Stato (regime teocratico). Forte economia (petrolio, risorse minerarie) ma arretratezza, potenza economico-politica di buon livello, preoccupazione dei vicini per possibili prevaricazioni. Anni '80: lotta con Iraq per il possesso di alcuni territori mesopotamici. Area culturale con modelli di vita antitetici.

del Paese, i Kurdi non vollero applicare questi principi. Società patriarcale, musulmana, maschilista, il territorio montuoso in cui vivono ha un forte valore strategico. Orgogliosa area culturale con caratteri premoderni, pochi diritti civili, progresso economico-tecnico visto come perdita di valori, forti riserve di petrolio in quest'area. LIBANO Guerra (1975-89) che ha opposto le diverse fazioni, finita tramite l'imposizione di una pax siriana e un controllo di fatto sul Paese. Vocazione di “località centrale” del MO, popolo dai molti contatti, grande cultura e potenza economica. Anche dopo l'indipendenza nel 1943 i Francesi rimasero qui fino al 1975, poi fondamentalisti islamici presero il potere con la forza. Basi militari degli Hezbollah iraniani al confine con Israele. Area culturale dai caratteri cosmopoliti, influenze arabo-islamiche e franco-cristiane (maronite). SIRIA Tradizione di antiche civiltà, povertà odierna a causa dell'assenza di petrolio. Agricoltura, commercio locale. Società divisa secondo diverse etnie e confessioni islamiche, da decenni una di esse governa. Forte organizzazione militare che influì sulle vicende del Libano. Rapporti ambigui con l'Iran, dittatura e contrapposizione verso Israele che ha occupato le alture siriane del Golan. ISRAELE Presenza del popolo ebraico non accettata dagli Arabi palestinesi dopo la scelta dell'ONU nel 1947. Prevista teoricamente la convivenza dei due gruppi etnico- religiosi, ma impossibile. Guerra continua dei Palestinesi, dura repressione israeliana. Si è sviluppato un modello di vita “israeliano”, legato ad una comunità etnico-religiosa più varia in cui prevale la componente europea e americana che ha impresso un carattere modernizzato e occidentale al Paese. Tecnologia ed efficientismo sostenuti da finanziamenti americani, sviluppo economico, organizzazione laica della vita ma presenza religiosa in ogni aspetto della società che è fortemente ideologizzata (anche con atteggiamenti di fondamentalismo religioso). GIORDANIA Regno inventato dagli inglesi come “cuscinetto” tra i vicini quando negli anni '40 reclamarono l'indipendenza. 1948: profughi palestinesi ad Amman, repressione nel “settembre nero” del 1970. Solidale alleanza con i Palestinesi in seguito, turismo e relativo benessere. Situazione comunque instabile finché non sarà pace in Israele. Area culturale in movimento perpetuo. EGITTO Il più popolato e acculturato degli Stati arabi, ampie sacche di povertà. Nazionalizzazione del Canale di Suez, governo di uomini forti con dura disciplina all'interno e mantenimento di una posizione di equilibrio rispetto alle grandi potenze. Importante funzione di mediazione nel conflitto arabo- palestinese. Opposizione fondamentalista a metà degli anni '80. Petrolio fonte di ricchezza, profonda influenza francese ed inglese che ha mantenuto i contatti con l'economia e la cultura europea, società stratificata, cultura islamica dominante.

LIBIA

Tre diverse facce: colonia italiana, dopoguerra con Re Idris, Gheddafi dagli anni '70. Diffusa edilizia di stile “fascista” ed elementi culturali italiani. L'antica tradizione sopravvive nelle campagne. La Libia moderna ha cambiato volto grazie al petrolio e alla dittatura, repressione ed estremismo antioccidentale. Crescita del benessere e della forza militare, principale classe politica del Paese. TUNISIA Regime di caute libertà civili, ispirato dallo sviluppo del turismo internazionale che è fonte principale della ricchezza (no petrolio). Area culturale con caratteristiche arabo-islamiche che importa costumi e abitudini dall'Europa, quindi orientati alla modernizzazione. ALGERIA

- Algeria mediterranea → Petrolio e gas naturale nel Sahara, agricoltura e allevamento sulla costa in strutture economiche moderne e “francesizzate”. Indipendenza nel 1962, unificazione culturale dell'intero Paese, modernizzazione delle oasi. Città costiere porti del petrolio, gas e merci, sviluppo industriale notevole. Diffusione del fondamentalismo islamico (cui l'esercito si è opposto) ha bloccato il turismo e processi di trasformazione sociale in atto. Incertezza sul futuro politico, atti di terrorismo, società spaccata tra modernizzazione e integralismo politico-religioso. Simbiosi tra cultura algerina e francese, rapporti tesi con i vicini Paesi arabi e islamici per i confini e politiche interne. - Hassi Messaoud, città pioniera → città petrolifera nel Sahara, speciale area culturale. Pionierismo postindustriale motivato dalla scoperta di grandi risorse economiche in territori disertati dagli uomini per le condizioni naturali estreme, o per ragioni strategiche o scientifiche. Motivazioni legate agli interessi di popolazioni e Paesi industrialmente avanzati, insediamenti che riproducono molti dei caratteri delle regioni e le città di provenienza dei loro abitanti. Francia decise lo sfruttamento e la costruzione di una città-satellite, simile ad una città francese in una posizione decentrata. Incontro tra la popolazione dell'oasi con i tecnici petroliferi. MAROCCO Assenza di petrolio, società molto gerarchizzata e autoritaria. Popolazione crescente che emigra perché non trova spazio al suo espandersi, nonostante opere pubbliche di ammodernamento dell'economia. Area culturale di tradizione islamica, religiosa e politica, elementi di modernizzazione importati dal turismo internazionale, iniziative economiche straniere e delle esperienze europee stanno modificando la società e i suoi villaggi. Orgoglio per la propria religione e per le proprie diversità culturali rispetto all'Occidente. VII. AFRICA CENTRALE E MERIDIONALE 20 secolo → sconvolgimenti politici, economici e sociali nell'Africa subsahariana, nella prima metà le potenze europee erano padrone: Inghilterra, Francia, Belgio, Italia. Situazione stabile fino alla 2° G.M., lento processo di ammodernamento delle economie locali, parziale acculturamento occidentalistico, sfruttamento economico delle risorse locali (minerarie, allevamenti, agricolture di piantagione) in cui molti africani erano implicati come lavoratori subordinati. Due economie: