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schemi corso pellegrini, Schemi e mappe concettuali di Filosofia Indiana

schemi per studiare esame professor Pellegrini

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

Caricato il 22/04/2026

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Cos’è l’Induismo?
L’Induismo è una delle religioni più antiche del mondo (oltre 3000 anni). Non ha un fondatore
unico, un solo libro sacro, ed è più un insieme di tradizioni e percorsi spirituali che una
religione con dogmi rigidi.
I Testi Sacri dell’Induismo
A. Scritture Vediche (testi più antichi)
Queste sono le più antiche scritture religiose dell’India, e risalgono circa al 1500 a.C. o prima.
Sono considerate "rivelate" (śruti, cioè ascoltate dai saggi).
I Veda (4 raccolte):
1. Rig Veda – inni agli dèi
2. Yajur Veda – formule per i rituali
3. Sama Veda – melodie per i riti
4. Atharva Veda – incantesimi, medicina, vita quotidiana
Ogni Veda ha anche commentari:
Brahmana – spiegano i rituali
Aranyaka – testi per eremiti e meditazione
Upanishad testi filosofici, parlano di Brahman (il divino universale) e Atman (il
interiore). Le Upanishad sono il cuore spirituale e filosofico dei Veda. Paragonabili alla
“teologia” dell’Induismo.
B. Scritture Post-Vediche più popolari e narrative
Questi testi sono detti smti (cioè “ricordati”, non rivelati). Sono più accessibili al pubblico e
raccontano storie, miti, leggende, insegnamenti morali e spirituali.
Mahabharata – enorme poema epico, contiene la Bhagavad Gita
Ramayana – storia dell’eroe divino Rama
Purana – testi mitologici dedicati a varie divinità (Vishnu, Shiva, Devi, ecc.)
Dharma Shastra – testi di legge e comportamento (es. Manu Smriti)
"vedico" e "post-vedico"
Vedico: tutto ciò che è legato ai Ve d a (riti, inni, sacrifici, deva come Agni, Indra, ecc.). È la
religione antica dei brahmani (sacerdoti).
Post-vedico: include la religiosità più devozionale e personale (Bhakti), i grandi racconti
epici e i culti di Krishna, Shiva, Rama, ecc.
È più vicino all’Induismo moderno.
I Sentieri Spirituali (Yoga)
Ci sono diversi "yoga" (non solo fisico), tutti portano alla liberazione (moksha): la fine del ciclo
di rinascite (samsara).
Karma Yoga – via dell’azione giusta, senza ego
Bhakti Yoga – via della devozione a Dio
Jnana Yoga – via della conoscenza spirituale
Raja Yoga – via della meditazione e autocontrollo
Il concetto di Dio
Brahman – il principio assoluto, eterno, senza forma.
Atman – il Sé interiore, che è in realtà identico a Brahman.
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Scarica schemi corso pellegrini e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Filosofia Indiana solo su Docsity!

Cos’è l’Induismo?

L’ Induismo è una delle religioni più antiche del mondo (oltre 3000 anni). Non ha un fondatore

unico, né un solo libro sacro, ed è più un insieme di tradizioni e percorsi spirituali che una

religione con dogmi rigidi.

I Testi Sacri dell’Induismo

A. Scritture Vediche (testi più antichi)

Queste sono le più antiche scritture religiose dell’India , e risalgono circa al 1500 a.C. o prima.

Sono considerate "rivelate" ( śruti , cioè ascoltate dai saggi).

- I Veda (4 raccolte):

1. Rig Veda – inni agli dèi

2. Yajur Veda – formule per i rituali

3. Sama Veda – melodie per i riti

4. Atharva Veda – incantesimi, medicina, vita quotidiana

Ogni Veda ha anche commentari:

- Brahmana – spiegano i rituali - Aranyaka – testi per eremiti e meditazione - Upanishad – testi filosofici, parlano di Brahman (il divino universale) e Atman (il Sé

interiore). Le Upanishad sono il cuore spirituale e filosofico dei Veda. Paragonabili alla

“teologia” dell’Induismo.

B. Scritture Post-Vediche più popolari e narrative

Questi testi sono detti smṛti (cioè “ricordati”, non rivelati). Sono più accessibili al pubblico e

raccontano storie, miti, leggende, insegnamenti morali e spirituali.

- Mahabharata – enorme poema epico, contiene la **Bhagavad Gita

  • Ramayana** – storia dell’eroe divino **Rama
  • Purana** – testi mitologici dedicati a varie divinità (Vishnu, Shiva, Devi, ecc.) - Dharma Shastra – testi di legge e comportamento (es. Manu Smriti )

"vedico" e "post-vedico"

- Vedico : tutto ciò che è legato ai Veda (riti, inni, sacrifici, deva come Agni, Indra, ecc.). È la

religione antica dei brahmani (sacerdoti).

- Post-vedico : include la religiosità più devozionale e personale (Bhakti), i grandi racconti

epici e i culti di Krishna, Shiva, Rama, ecc.

→ È più vicino all’Induismo moderno.

I Sentieri Spirituali (Yoga)

Ci sono diversi "yoga" (non solo fisico), tutti portano alla liberazione (moksha) : la fine del ciclo

di rinascite (samsara).

- Karma Yoga – via dell’azione giusta, senza ego - Bhakti Yoga – via della devozione a Dio - Jnana Yoga – via della conoscenza spirituale - Raja Yoga – via della meditazione e autocontrollo

Il concetto di Dio

  • Brahman – il principio assoluto, eterno, senza forma.
  • Atman – il Sé interiore, che è in realtà identico a Brahman.
  • Le divinità (come Krishna, Shiva, Devi) sono forme diverse del divino che aiutano gli

esseri umani a connettersi con Brahman.

La Bhagavad Gita nel suo contesto

  • È un testo post-vedico ma con una sintesi profonda dei Veda e delle Upanishad.
  • Si trova nel Mahabharata e insegna Karma Yoga, Bhakti Yoga e Jnana Yoga.
  • È il dialogo spirituale più importante dell’Induismo per moltissimi devoti.

Ci sono molti dei nell’Induismo?

Sì, l’Induismo non ha un’unica divinità , ma un pantheon variegato :

  • Nei Veda si parla di circa 33 devas (divinità), legate a elementi come il fuoco (Agni), il

vento (Vayu), il sole (Surya) ecc.

  • Le divinità principali oggi includono Vishnu, Shiva, Devi (nella sua veste di Shakti),

Lakshmi, Saraswati, Ganesha , ognuna con un proprio culto e tradizioni

  • Tuttavia, queste non sono viste come entità separate: sono tutte manifestazioni di un’unica

realtà ultima , chiamata Brahman

Che differenza c’è tra Bhakti e Yoga?

Yogas (sentieri spirituali)

Nel cuore dell’Induismo, specialmente nella Bhagavad Gita , troviamo tre vie principali

(trimārga) per la liberazione ( moksha ) :

1. Karma Yoga – via dell’ azione disinteressata , fare il proprio dovere senza attaccamento ai

risultati.

2. Jnana Yoga – via della conoscenza , studio e discriminazione tra reale e illusione (maya).

3. Bhakti Yoga – via della devozione e dell’amore verso Dio.

◦ Alcuni aggiungono un quarto sentiero:^ Raja Yoga , focalizzato su meditazione e

controllo della mente

Bhakti vs Yoga (in generale)

  • Bhakti significa devozione. Quando lo associamo allo yoga, diventa una via spirituale: allo

stesso modo in cui lo yoga è un’unione , Bhakti Yoga è l’unione con Dio attraverso

l’amore.

  • Gli altri yoga enfatizzano altri aspetti:

◦ Karma Yoga^ si basa sull’ azione altruistica ;

◦ Jnana Yoga^ sull’ intelletto e la conoscenza interiore ;

◦ Raja Yoga^ nella^ meditazione e il controllo mentale.

  • Ma Bhakti non è altro che uno di questi sentieri – un modo di vivere e di rivolgersi al

divino con cuore e sentimento.

Concetto Significato

Veda Testi sacri antichi, rituali e filosofici

Upanishad

Filosofia spirituale, unione tra Sé (Atman) e divino

(Brahman)

Bhakti Devozione personale verso una divinità

Yoga Sentiero spirituale per raggiungere l’unione con Dio

Bhagavad

Gita

Insegnamento spirituale universale tra Arjuna e Krishna

1. CHE COS’E IL DHARMA

Nel pensiero della civiltà indiana dharma è uno dei concetti più centrali ma difficili da tradurre. Solitamente si traduce con legge, dovere, religione, etica, ordine, ma colgono solo parte del significato. È una categoria fluida e stratificata, attraversa ambiti cosmico – sociale – etico e spirituale. Radice sanscrita dhr indica sostenere – mantenere. Quindi Dharma è ciò che tiene insieme l’universo, il principio che regge – il mondo – gli esseri – la società – interiorità dell’individuo. Sia nel pensiero vedico che post-vedico assume doppia valenza:

  • (^) S anatana dharma - ordine cosmico universale: il modo armonico in cui universo funziona;
  • (^) Svadharma - responsabilità individuale: ogni essere ha una funzione specifica da adempiere in base a età e posizione sociale Doppia valenza rende il dharma un concetto anche dinamico e contestuale: non ne esiste uno unico valido ed uguale per tutti, è da prima riconoscere e poi realizzare sia nel contesto sociale (caste e stadi della vita) sia nella propria spiritualità. Quindi il dharma è un ponte tra l’uomo e il divino: compierlo non è solo fare il proprio dovere ma è collaborare con l’ordine e il flusso cosmico. Si potrebbe quindi anche dire che il dharma è ciò che distingue l’uomo dall’animale: non agisce per istinto ma può - discernere - assumersi responsabilità. Questa responsabilità non è però arbitraria, è orientata verso un fine più alto: la liberazione moksa fuoriuscita dal ciclo del dolore e della rinascita samsara. Questo concetto chiave possiamo svilupparlo in tre ambiti fondamentali:
    1. Nella religione e nella societò, con l’induisco vedico e post vedico
    2. Nella pratica spirituale, con lo yoga e il percorso dell’asceta
    3. Nella filosofia, con i darsana ortodossi e il concetto di uomo come essere orientato dal dharma 2. IL DHARMA COSMICO E SOCIALE, ORDINE DEL MONDO E RUOLO DELL’INDIVIDUO Dharma cosmico, ciò che garantisce la stabilità dell’universo, una legge eterna intrinseca Santana dharma che rappresenta ciò che è giusto (fare, dire, vivere) in relazione alla propria posizione nel mondo. Nel sistema delle caste infatti il dharma diventa anche etica sociale: ogni classe ha doveri specifici ( Svadharma ):
  • (^) Sacerdoti: brahmana. Conservare e trasmettere la conoscenza sacra;
  • (^) Guerrieri: satriya. Proteggere e governare;
  • (^) Mercanti: vaisya. Gestire produzione e scambi;
  • (^) servi: sudra. Servire le tre classi. La famosa scena nella Bhagavadgita (inserita nel Mahabharata ) Krishna ricorda ad Arjuna che uccidere è il suo dovere e che è meglio fare male il proprio dovere piuttosto di un altro bene, perchè seguire il proprio dharma contribuisce all’armonia universale. Dharma è natura e responsabilità al tempo stesso, ciascuno deve conoscere il proprio posto viverlo in modo pieno e poi trascenderlo. Questa concezione ci fa ripensare al concetto di liebrtà occidentale che equivale alla rottura della regola: qua al contrario la vera libertà moksa deriva dal pieno compimento dell’ordine. 3. IL DHARMA E LA NATURA DELL’UOMO NEI SISTEMI FILOSOFICI ORTODOSSI Sei sistemi filosofici ortodossi: darsàna – elaborano in modo profondo il rapporto tra essere umano e dharma , legando etica conoscenza e liberazione. I darsana sono: Samkhya, Yoga, Nyaya, Vaisesika, Purva Mimamsa, Vedanta. La filosofia indiana parte da una visione stratificata dell’essere umano, che non è solo un essere vivente ma anche cosciente (e quindi l’unico in grado di esercitare il dharma) e che è composto su tre livelli:
    • corpo fisico;
    • Corpo sottile/psichico;
    • Anima o sé spirituale.
  • Nella pratica dello yoga e nell’esperienza ascetica assume una dimensione più intima e radicale: è il principio interiore che guida verso la liberazione, legge spirituale che non si impone dall’esterno ma nasce dalla disciplina – consapevolezza – trasformazione di sé. Non è un comando rigido ma una via adattabile che tiene conto del contesto, dell’identità e del momento della vita in cui ci si trova. È dinamico, situato e personale. Può essere letto anche come proposta di equilibrio tra libertà e responsabilità, interiorità e comunità, individuo e cosmo. In definitiva offre una visione sull’uomo non come dominatore del mondo ma come suo collaboratore. Uomo è libero perché non rompe l’ordine del cosmo ma lo comprende e lo incarna. Libertà non sta nel rifiuto dei limiti ma nella loro piena comprensione.

IL CONCETTO DI UOMO NEI d ORTODOSSI

1. NYAYA-VAISESIKA Causa del dolore: ignoranza, piaceri, dolori, desideri Il fine dell uomo: la sconfitta della miseria e dell’infelicità, affrancamento dal dolore e dal corpo che prova piaceri e desideri.

  • (^) Il se: atman. Esistono due se:
    • uno supremo controllore di ogni cosa;
    • uno individuale, a sua volta composto da diversi corpi
  • La mente: formata da un solo atomo, è una sostanza eterna ed esistono tante menti quante sono le anime individuali. La mente è in collegamento continuo con atman.
  • Il corpo: aggregazione di atomi che avvengono grazie all’intercessione di una potenza invisibile ed è composto da terra. Gli altri elementi esistono nel corpo ma hanno rilevanza minore, funzionale e non strutturale 2. SAMKHYA-YOGA L’essere umano sta in posizione intermedia tra le divinità (deva) e i titani (asura). Samkha e yoga sono quasi identici, differiscono per due aspetto però molto rilevanti:
  • samkhya si ha dualismo tra essenza e sostanza. Inoltre studia i 25 tattva secondo movimento discendente. Approccio più intellettuale e conoscitivo;
  • Nello yoga no dualismo e vi è presenza di un essere particolare chiamato Isvara (signore) che è la fonte di ogni conoscenza. Questo invece movimento ascendente. Approccio più legato alla pratica Il corpo: sostanza in samkhya è priva di coscienza, ha fondamento in se stessa e però ha bisogno del purusa per manifestarsi attraverso l’attivazione di prakrti. 3. PURVA-KARMA MIMAMSA Simile alla prima concezione. Questo darsena però vede l’uomo come sacrificatore, darsana molto realista che si basa sulla percezione diretta e sulla realtà del mondo. Il sacrificio oggi consiste nel gettare nel fuoco delle sostanze a certe divinità recitando un mantra con il nome della divinità e la frase “questo non è mio” per significare il fatto che esso perde il possesso trasferendone la proprietà alla divinità. In questo darsana la metà è la liberazione finale, che si raggiunge solo attraverso il compimento dei riti e l’espressione di un forte desiderio. 4. VEDANTA È la metafisica vera e propria., vedanta strettamente legato al rispetto delle upanisad. Bisogno di conoscenza delll’uomo sul mondo che lo circonda e anche su se stesso. Analizza il suo corpo fisico e poi la sua mente e poi il suo sé. La sua intima natura, quindi il purusa universale. Predicazione dell’identità dell’anima individuale con quella universale che si può ottenere solamente tramite la conoscenza. L’uomo infatti non deve conquistare nulla, anzi deve scrostare da se stesso le false sovrapposizioni che si è auto creato. Non troverà qualcosa che non possiede ma semplicemente riconosce ciò che già era.