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Riassunto dell'intero programma di 6 CFU di metodologie e didattica delle attività motorie. La materia indicata da docsity è scienze motorie solo perchè non dava possibilità di mettere il nome reale della materia.
Tipologia: Sintesi del corso
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METODOLOGIA E DIDATTICA DELLE ATTIVITà MOTORIE In cosa consistevano le pratiche dell’uomo primitivo? Queste pratiche sono una serie di gesti e movimenti corporei, funzionali alla riproduzione sociale, come la caccia e la difesa, inquadrate in una cornice magico-religiosa e questo differenzia dall’animale. Erano anche spesso fatte in una dimensione di festa e di iniziazione C’erano diverse civiltà sia nomadi che stabilizzate. Oggi , nelle società post-industriali, la pratica motoria è affidata alla sfera del privato ed è laicizzata , una volta ci si costruiva gli strumenti per la caccia, oggi abbiamo i nativi digitali che nascono già in un contesto dove la digitalizzazione fa parte della cultura. Oggi spetta alle singole famiglie fare in modo che si pratichi sport o meno. Non sono più ritualizzate a parte le olimpiadi che richiamano la sfera religiosa di un tempo. I movimenti agli albori erano: La caccia come prima forma di espressione della cultura e serviva per sopravvivere e procacciarsi il cibo, si creavano anche le proprie armi. La lotta e il conflitto nella dimensione ludica dell’esistenza come riti di iniziazione, ma anche come difesa sia verso gli animali sia verso altri ominidi. La guerra come forma specializzata di risoluzione dei conflitti sociali. Nella società attuale non ce ne sarebbe più bisogno La danza come ritmo strutturante degli spazi e dei tempi individuali e sociali e ad oggi ancora molto presente. Vi erano varie rappresentazioni di danze attorno al fuoco anche per festeggiare una caccia prosperosa. Era espressione di emozioni, un veicolo espressivo molto rilevante Il gioco e la gara come funzioni creatrici di cultura, attraverso questi si manifestava la cultura nelle prime società arcaiche. Australopithecus Afarensis –a/ 3.500. Homo Sapiens –a/ 50. In questi due ominidi erano già presenti queste dimensioni. Nell’homo sapiens erano più strutturate e aveva il giavellotto per cacciare elemento anticipatorio dell’attuale giavellotto che oggi è presente come sport alle olimpiadi. L’homo sapiens inoltre coltivava. I popoli del Vicino Oriente Antico
Gli Egizi : hanno influenzato molto la nostra cultura. Nelle varie culture la dimensione del corpo e quella dello sport sono due dimensioni a sé; invece, oggi il pensiero comune è che siano insieme. Loro avevano una grossa cura del corpo soprattutto della cosmesi (anche dopo la morte) e svalutazione attività fisica perché secondo loro era una cosa che facevano gli schiavi. Gli Ebrei : la cultura presenta una forte valorizzazione del corpo ma hanno anche loro una forte svalutazione dello sport. Si nota che nello scambio con la cultura greca ci sono molti cambiamenti di punti di vista. Gli ebrei erano nomadi e facevano molte guerre, per loro la forza fisica era data da Dio al fine di liberarsi del nemico e liberare il popolo dalla schiavitù per arrivare alla terra promessa. Nella cultura ebraica si pregava affinché Dio desse la forza. Nel Cantico dei Cantici della Bibbia si fa molto riferimento alla cura del corpo , vi è un passo in cui si esalta il corpo femminile in maniera poetica. Nessuna cultura è lineare, alle volte si svaluta lo sport in altri momenti si esalta. Dall’antica Grecia alle origini del cristianesimo Iliade : celebrati i giochi funebri in onore di Patroclo le gare erano: La corsa con le bighe; Il pugilato; La lotta; La corsa; Il combattimento con le armi; Il lancio del disco; Il tiro con l’arco; Il lancio del giavellotto. Il lancio del giavellotto non fu fatto, venne incoronato direttamente Agamennone come riconoscimento della persona più brava nel lancio del giavellotto. A livello educativo è importantissimo il riconoscimento dell’avversario Odissea : i giochi dei feaci in onore di Ulisse Cosa si intende per Ginnastica greca = arte di compiere movimenti corporei in situazione di nudità e di educare il corpo ad una gestualità socialmente rilevante (concetto del bello, Polis , attività di formazione ed educazione anima, ...). Mito di Giacinto : Giacinto era un giovane fanciullo, Apollo il dio del sole, Zeffiro vento di ponente che soffia da ovest. Apollo invaghito di giacinto che era molto avvenente. Amavano fare gare di lancio del disco. Apollo non era l’unico che si era infatuato ma anche Zeffiro. Per gelosia il vento di
Epistemologia : Parte gnoseologia (che si occupa del problema della conoscenza) che permette di definire quali sono i confini entro i quali la disciplina si deve muovere qual è il metodo e i pilastri che la muovono In che ambito si muove la disciplina? ll termine ‘scienze motorie’ ha un’origine recente e si riferisce alla trasformazione degli Istituti Superiori di Educazione Fisica in apposite facoltà o corsi di laurea. In questo passaggio si è parallelamente assistito ad un ampliamento del campo di indagine di questa disciplina. L’istituzione dei corsi di laurea in scienze motorie ha implicato la nascita di una nuova disciplina che non aveva più come esclusivo ambito di riferimento l’educazione motoria. Termini: SCIENZE CORPOREE Termine troppo vasto ed eccessivamente generico. Il corpo è sempre presente anche quando si è seduti e ci dovrebbero entrare anche altre materie. Sarebbe stato opportuno precisare come la corporeità di cui si occupa questa disciplina non sia una corporeità qualunque, ma una corporeità tipicamente umana (Refrigeri). SCIENZE DELLA CORPOREITÀ UMANA Ci sono tante scienze che, con modalità differenti, hanno come fulcro l’uomo e che potrebbero entrare a far parte di questa nuova disciplina. Il problema è che non c’è specificità. SCIENZE MOTORIE Comporta una restrizione e una specificazione del campo di indagine. Anche qua c’è una pluralità di scienze che potrebbe entrare a far parte di questa materia perché si occupano del moto e del movimento inteso come uno stato contrario alla quiete. SCIENZE DEL MOVIMENTO UMANO Un passo avanti si dà dall’aggiunta del termine “umano”. In questo modo si otterrebbe un campo di indagine più specifico che pone come centro di riferimento l’uomo e le sue facoltà di movimento. Però è ancora potenzialmente generatrice di ambiguità perché ci sono dei movimenti riflessi ad esempio che non si è interessati a studiare. SCIENZE DELLA MOTRICITÀ UMANA La sostituzione del termine “movimento” inteso come spostamento di un corpo da una posizione ad un’altra con il termine “motricità” ovvero capacità di compiere movimenti muscolari. Il linguaggio è una forma di motricità perché uso i muscoli della lingua etc. quindi si dovrebbe sempre distinguere di cosa stiamo parlando.
Differenza motricità e psicomotricità nessuna anzi il termine psicomotricità e ridondante. SCIENZE DELLO SPORT Senza dubbio questa operazione ci permetterebbe di delimitare un campo di indagine ancor più specifico e definito. Termine troppo delimitato e troppo specifico. Miglior termine SCIENZE DELLE ATTIVITà LUDICO MOTORIA E SPORTIVA, PREVENTIVA E COMPENSATIVA, MOTORIA ADATTATA Si possono identificare in questo termine almeno tre ambiti di indagine che concorrono alla sua definizione: Le scienze dell’attività ludico-motoria e sportiva (modello sportivo e pedagogico); Le scienze dell’attività motoria preventiva e compensativa (modello medico); Le scienze dell’attività motoria adattata (modello medico, pedagogico e sportivo). Come si fa ad individuare l’epistemologia delle “scienze motorie”? Bisogna definire l’ambito d’indagine (l’attività motorie sportive), qualsiasi problema relativo alle attività motorie sportive è pertinente alle scienze motorie. Da qui si vede l’interdisciplinarietà e la transdisciplinarietà della materia. Secondo Popper le discipline esistono solo dal punto di vista burocratico ma il sapere è unico. Il problema sulla frammentazione dell’epistemologia delle scienze motorie in questo modo non esiste più. Qualsiasi atto necessita di una motricità, anche un atto comunicativo. La motricità umana è l’unico modo che si ha per comunicare Io sono il mio corpo oltre ad avere un corpo. Husserl , padre fenomenologia, che si basa sulla ricerca della verità diceva che non si può dubitare però della propria esperienza vissuta. Edit Stein discepola di Husserl. Persona come microcosmo , l’essere umano è unità, materiale, organismo vivente, essere animato, persona spirituale. Non si può neanche pensare ad un essere vivente completamente immobile a meno che non sia pietrificato. Wojtyla l’uomo è persona e ne siamo convinti perché l’uomo compie atti. Società attuale la mancanza di movimento ha portato a patologie. Ora lo sport e il movimento sono diventati una necessità sportiva. L’obesità è il quarto rischio di morte. Genitori lasciano i bambini davanti alla tv pensando che siano sicuri, ma sono cattivissime abitudini e per questi motivi non educando al movimento saranno adulti a rischio.
Diritto all’esperienz a diretta Diritto di liberare la fantasia e la creatività Diritto ad uno spazio a misura di bambino (Montessori prima fautrice) Diritto all’aria aperta e al contatto con la natura Diritto alla multilateralità degli stimoli (corpo, terra, acqua, oggetti, …) Diritto a spazi autoregolamentati (le regole servono) Diritto a sbagliare CARTA DEI DIRITTI DEL BAMBINO STILATA DALL’UNESCO Diritto di fare dello sport Diritto di fare dello sport per il piacere di giocare Diritto di beneficiare di un ambiente sano Diritto di essere trattato con dignità e rispetto Diritto di essere allenato e circondato da persone competenti Diritto di partecipare a degli allenamenti e delle competizioni adatte alle loro capacità ( zona di sviluppo prossimale) Diritto di misurarsi con dei giovani che hanno le stesse probabilità di successo Diritto di fare dello sport per la salute, in tutta sicurezza e senza doping Diritto di avere del tempo per riposare Diritto di essere o non essere un campione PERSONA FISICAMENTE EDUCATA colui che ha appreso le abilità necessarie per partecipare ad una ampia varietà di attività fisiche; è fisicamente in forma; partecipa regolarmente ad attività fisiche; conosce le implicazioni ed i benefici legati all’impegno nelle attività fisiche e valorizza l’attività fisica e il suo contributo per uno stile di vita attivo (AAHPERD, 1992)
Elementi base del movimento umano: posizione anatomica posizione di riferimento dal quale si riferiscono tutte le posizioni e direzioni e le stazioni del corpo umano. La persona è in stazione eretta, piedi leggermente divaricati, arti superiori vicini al tronco, palmi delle mani rivolti in avanti. Distale distante, prossimale vicino, esterno esterno, mediale interno 3 assi longitudinale, trasversale, sagitale Trasversale linea longitudinale che va da acromion ad acromion permette di distinguere dentro fuori, destra e sinistra Longitudinale attraverso tutto il corpo longitudinalmente dal vertex ai piedi discrimina l’alto dal basso Sagittale va dal processo xifoideo che è al centro dello sterno fino alle vertebre costali che sono direttamente posteriori. Linea immaginaria che passa per questi punti. Distingue movimenti rispetto avanti e dietro L’intersezione di due assi da origine ai piani. Sono 3 i piani: sagittale, frontale, trasversale. Su questi piani avvengono dei movimenti Piano frontale definito dall’intersezione dell’asse longitudinale con l’asse trasversale e permette di suddividere il solido umano in due parti asimmetriche, quella anteriore e quella posteriore. Piano sagittale intersezione asse sagittale con l’asse longitudinale e consente di dividere il solido umano in due parti simmetriche, quella destra e quella sinistra. Piano trasversale intersezione asse trasversale con l’asse sagittale e suddivide il solido umano in due parti asimmetriche, superiore e inferiore. Movimenti in relazione ad assi e piani: Piano sagittale i movimenti che avvengono sul piano sagittale si sviluppano attorno all’asse trasversale (es: capovolta )
siamo arrivati in posizione eretta anche se facciamo fatica a mantenerla per lungo tempo perché è una posizione antigravitazionale. Negli animali che camminano a quattro zampe non ci sono alterazioni della colonna vertebrale. Terminologia relativa al movimento: flessione passaggio da un atteggiamento lungo ad un atteggiamento breve estensione da atteggiamento breve a lungo piegamento si ha quando la catena cinetica è chiusa torsione riferita al capo o al busto, rotazione intorno all’asse longitudinale inclinazione spostamento che si vede sul piano frontale e va in direzione laterale spinta movimento di elevazione fatto in maniera veloce dal basso verso l’alto circonduzione di solito si riferisce al capo e al passaggio nelle 4 posizione abduzione –> portare fuori ovvero allontanamento degli arti adduzione avvicinamento delle gambe elevare e abbassare uno dal basso verso l’alto e l'altro viceversa fatta in maniera lenta catena cinetica i muscoli non sono isolati tra loro. Catena cinetica chiusa si ha quando gli arti distali ovvero mani e piedi sono a contatto con una superficie come il terreno si dice chiusa perché si è un tutt’uno con l’attrezzo o il pavimento in questo caso si ha un piegamento. Il piegamento sulle braccia si ha quando mani e piedi sono a terra quindi catena cinetica chiusa. Catena cinetica aperta es carico del manubrio da in piedi. Flessione del braccio dell’avambraccio sul braccio. Da un atteggiamento lungo ad un atteggiamento breve. Riflessi motori del neonato e del lattante: Riflessi neonatali primi mesi di vita del bambino, sono una risposta immediata al cambiamento quando si passa dal mondo protetto alla vita esterna ricca di stimoli. È un compito adattivo e sono fondamentali per la sopravvivenza del bambino. Alcuni con il tempo spariranno altri verranno rimpiazzati da altri. Si devono estinguere tra i 6 e i 12 mesi per dare posto a dei gesti motori consapevoli. Riflessi primari Riflesso glabellare
Riflesso Palmo-mentoniero Riflesso Di Moro presenti in tutti ad eccezione della trisomia 21. si manifesta con una reazione di soprassalto con un’improvvisa apertura delle braccia nel momento in cui ci sono rumori improvvisi o viene appoggiato in maniera brusca in posizione supina. Scompare entro 3 mesi d vita. Riflesso di prensione palmare se si mette il dito nella mano del bambino il bambino stringe. È preparatorio alla prensione volontaria e sparisce intorno ai 2-3 mesi dalla nascita. Riflesso Tonico asimmetrico verticale Riflesso Suzione non ha movimenti consapevoli ma ha la necessità di nutrirsi. Si sollecita quando la cute del viso viene sollecitata da una parte del petto e si pensa che abbia lo scopo di facilitare la bocca del neonato al capezzolo. Istinto primordiale che si attiva a prescindere della figura. Riflesso Spinale di Galant riflesso colonna vertebrale incurvamento omo laterale del tronco quando avviene la stimolazione paravertebrale nella regione dorso lombare, serve per comprendere se vi sono paralisi a livello cerebrale. Riflesso Tonico labirintico teso al mantenimento della verticale del capo in relazione alle varie direzioni del tronco. Un bambino in posizione prona tira in su il capo. Il controllo è utile nel passaggio alla posizione seduta. Riflesso Tonico simmetrico cervicale riflesso tonico del collo bambino in posizione supina e se il capo viene ruotato a destro il bambino stende l’arto destro e flette l’altro. Questa è condizione necessaria per passare a competenze più elevate come la posizione a carponi. Tale riflesso mantiene anche fermo il bambino e porta al campo visivo il braccio per la coordinazione occhio mano. Riflesso Di marcia automatica sta a determinare lo schema motorio del camminare. Il bambino tenuto sotto le ascelle e mantenuto con i piedi appoggiati ad una posizione piana fa il movimento di camminare. Il processo di sviluppo del comportamento motorio Le dinamiche ecologiche nello sviluppo del comportamento motorio avviene seguendo un circuito. Il soggetto avverte qualcosa in entrata, lo interiorizza ed esegue il movimento, può essere aperto o chiuso. Movimento e percezione avvengono contemporaneamente. Vi è differenza tra sensoriale e percettivo. Noi attraverso i sensi catturiamo informazioni che provengono dall’ ambiente esterno ma i sensi sono nella periferia del nostro corpo. La percezione avviene a livello corticale, dove c’è la consapevolezza, è un processo più complesso. Percezione è un atto corticale, atto sensoriale è un atto periferico. Nello studio del comportamento motorio acquista estrema importanza lo studio dell’interazione tra soggetto, il compito che deve compiere e l’ambiente.
schemi motori di base requisiti di base con cui si costruirà l’abilità motoria e necessitano di essere affinati nel tempo, sono dinamici, si collocano nello spazio e nel tempo es: strisciare camminare, stare in piedi, correre, saltare, prendere, lanciare, arrampicarsi. Es: Gesto motorio del correre diventerà abilità motoria della corsa. Per arrivare alle fasi sensibili di sviluppo degli schemi posturali di base si va dai 2 ai 6 anni vengono arricchiti di continuo e diventeranno le abilità motorie. Competenza motoria è il risultato dell’interazione strutturata tra abilità, conoscenze ed atteggiamenti affettivi utili al proprio adattamento all’ambiente. Processo cognitivo che l’individuo mette in atto per risolvere un problema motorio e scegliere l’abilità motoria più idonea. Le capacità motorie si dividono in capacità condizionali e coordinative anche se si intersecano tra loro. Capacità condizionali : sono rapidità, forza e resistenza. Dipendono dai sistemi energetici e quindi dalla capacità di produrre energia di grandi sistemi e apparati come l’apparato respiratorio e muscolo scheletrico. Es: rapidità come slalom di corsa rapida veloce, un esempio possono essere i 100m della corsa o una schiacciata veloce nella pallavolo. Resistenza fa riferimento alle capacità di tipo aerobico ovvero la capacità di resistere alla fatica e quindi di utilizzare la propria energia utilizzando l’ossigeno. Esempio: maratona Forza es: getto del peso, richiede elevato grado di capacità del muscolo di creare tensione muscolare per spostare dei pesi, lanciare o altro. Flessibilità capacità intermedia tra capacità coordinative e condizionali , viene sollecitata per di più negli adulti. È legata alla flessibilità cioè alle proprietà di tipo elastico del sistema mio fasciale. Capacità coordinative classificazione di Bloom Combinazione e accoppiamento Combinazione (si riescono a mettere due sequenze insieme, si combinano due abilità) cioè mettere assieme in serie o in parallelo dei movimenti ovvero in successione come nel salto in lungo. Accoppiamento (nello stesso momento si compiono due movimenti) cioè in parallelo quando si esegue un’abduzione delle braccia e un salto ovvero due movimenti insieme. Possono essere anche insieme. Ritmizzazione capacità di riprodurre movimenti del proprio corpo con un ritmo esterno ma anche un ritmo nella propria immaginazione. Es: nella corsa ad ostacoli 1, 2, 3 e stacco. Principali elementi per sviluppare la ritmizzazione riprodurre con i movimenti un ritmo esterno, riprodurre con piccoli attrezzi un ritmo esterno (ginnastica artistica), riprodurre abilità sportive seguendo un ritmo esterno, accordare il proprio ritmo con quello del compagno, accordare il proprio ritmo con un gruppo, alternare diversi movimenti con lo stesso ritmo, alternare movimenti diversi con ritmi diversi. Equilibrio capacità della persona di mantenere una posizione, ovvero mantenere il corpo in una condizione di stabilità o di ripristinarla dopo un movimento. È di 3 tipi, statico, dinamico e di volo. Es: Statico ginnastica artistica verticale. L’abilità motoria della verticale è un gesto che so
compiere e sottostà la capacità di equilibrio. Dinamico es: scii discesa con salto. Volo si può vedere nei tuffi. Principali elementi per sviluppare l’equilibrio ridurre o cambiare la posizione di appoggio, controllare il corpo dopo il movimento (1,2,3 stella), eseguire movimenti in fase di volo, eseguire traslocazioni sopraelevate, effettuare rotazioni (girare su sé stessi poi camminare dritti), limitare le informazioni visive (bendarsi). Orientamento spaziotemporale capacità di determinare e variare la posizione del proprio corpo e i movimenti in rapporto all’ambiente circostante, ai compagni e all’attrezzo che può essere in movimento, esso si riferisce ad una dimensione di spazio e tempo. Es: basket, capire dove sono nel campo e da dove sta provenendo la palla, qua si richiede la capacità di orientamento nello spazio. Nel tempo è questione di calcolare per esempio nella pallavolo quando l’alzatrice alza la palla la schiacciatrice deve arrivare in tempo per colpire la palla. Differenziazione cinestesica capacità di realizzare e regolare un movimento preciso ed economico in rapporto a parametri spaziotemporali notevoli. Es basket saper modulare la contrazione dei movimenti in maniera precisa ed economica, tiro con l’arco ovvero precisione nel tiro e saper dosare la forza muscolare. Reazione motoria capacità di rispondere ad uno stimolo esterno in maniera precisa nel più breve tempo possibile con un movimento del proprio corpo. È semplice quando la risposta è conosciuta e nota e complessa quando la risposta non è conosciuta. Es: reazione semplice starter con la pistola. Reazione complessa quando si ha una finta nel basket e si deve reagire Trasformazione e adattamento capacità di cambiare completamente un movimento programmato o di modificarlo. Es: schiacciare a pallavolo. Voglio schiacciare quindi ho il programma motorio in testa però trovo un muro davanti se trasformo il movimento vuol dire che lo cambio se lo voglio adattare modifico il tiro mantenendo la stessa tipologia del movimento. Si sviluppa chiedendo continuamente di variare il movimento durante l’allenamento. Definizione abilità motoria può essere espresso in due modi, può essere un compito motorio tipo saltare un ostacolo ovvero gesti motori compiuti che vengono affinati con la tecnica e automatizzati dall’individuo. L’altro modo è distinguere le caratteristiche di due persone più abile e meno abile. Capacità motorie e coordinative secondo Blume: Capacità di accoppiamento e combinazione capacità di direzione e controllo Capacità di differenziazione capacità di direzione e controllo Capacità di equilibrio capacità di direzione e controllo e di adattamento Capacità di orientamento capacità di direzione e controllo e di adattamento Capacità di ritmo capacità di direzione e controllo e di adattamento Capacità di reazione capacità di adattamento Capacità di trasformazione capacità di adattamento Tutte queste portano alla capacità di apprendimento. Non si possono isolare le capacità motorie, sono strutturalmente legate tra loro e alle capacità condizionali.
Coloro che: Massima sicurezza di raggiungere l’obiettivo prefissato Si compiono azioni con il minimo dispendio di energia Il tempo di movimento richiesto è minimo rispetto all’impegno richiesto per compiere quell’abilità motoria Definizione sviluppo motorio è la capacità di assimilare in modo cumulativo cioè sommando un’esperienza dopo l’altra, nel tempo, le capacità, le abilità e le competenze motorie consolidando un repertorio sempre più ricco che è disponibile per esigenze funzionali sempre più raffinate e complesse. Lo sviluppo motorio è dato dall’intersezione di molteplici fattori, tra cui lo sviluppo del comportamento motorio, il contesto ambientale, i sistemi ecologici, il contesto biologico, l’eredità e la maturazione (stato finale sviluppo somatico) Lo sviluppo motorio dipende principalmente da 3 fattori : o aspetti biologici o aspetti fisiologici o aspetti psicologici tutti questi fattori vanno ad interagire tra loro per far fronte alle richieste ambientali e permettono il raggiungimento della maturazione e lo sviluppo di un comportamento motorio adeguato alle risposte ambientali e per eseguire performance adeguate crescita processo che va dalla vita embrionale fino alla fine dell’accrescimento somatico Auxologia scienza che studia la crescita dell’organismo, intesa come interazione tra accrescimento e sviluppo, fino al raggiungimento della maturazione. Accrescimento aumento delle dimensioni somatiche del corpo o degli organi , è un processo continuo nel tempo nel quali è possibile riconoscere delle fasi caratterizzate da una certa variabilità individuale, la cui durata dipende sia dai processi di maturazione biologica che da sollecitazioni ambientali. Sviluppo differenziazione in senso morfologico e funzionale, ha un aspetto qualitativo Maturazione situazione fisiologica tipica dell’adulto Fasce cronologiche le distinzioni non sono nette perché ciascun individuo è soggetto a variabilità. Periodo neonatale 10 - 150 giorni di vita Prima infanzia 160 giorni – 2 anni Seconda infanzia 2 – 6 anni Terza infanzia 6 – 10/12 anni
Pubertà 10/12 – 15/17 anni (esplosione delle caratteristiche sessuali secondarie) Adolescenza fino a 21 anni per le femmine, fino a 25 anni per i maschi. Quando si parla di adolescenza entrano in essere aspetti psicosociali, l’adolescenza al momento si sta protraendo sempre più avanti nel tempo per questioni socioeconomici dati da aumento scolarizzazione, non sono autonomi, non c’è l’indipendenza economica. Quali fattori incidono sullo sviluppo motorio? Genetici (legati al patrimonio ereditario di ognuno di noi) e Ambientali (dati da alimentazione, condizioni socioeconomiche, condizioni psicologiche e l’attività motoria). Benefici attività motoria la pratica regolare di una corretta attività motoria ha dei risvolti positivi in un’ottica di prevenzione delle malattie e di riduzione dei fattori di rischio correlati.
fondamentale per la vita. Questa precoce e rapida crescita rende lo sviluppo neurologico molto suscettibile a fattori estrinseci come la scarsa nutrizione o la mancanza di stimoli adeguati che possono provocare deficit che non potranno più essere recuperati in futuro. Lo sviluppo dell’apparato riproduttivo Modello di crescita sigmoideo, ma molto lenta. va ad incidere sullo sviluppo delle capacità condizionali. All’inizio nella fase embrionale siamo tutti asessuati, si sviluppa dopo. Questo apparato ha delle funzioni peculiari strettamente legate al sesso. Attraverso la differenziazione sessuale e la conseguente secrezione di importanti ormoni e ghiandole sessuali , influisce direttamente sulla sintesi proteica dei tessuti, quindi, va incidere sulla forza e sulle capacità condizionali. Gli organi riproduttivi hanno una crescita molto lenta seguita da uno scatto puberale. Le femmine hanno uno scatto puberale più precoce con il menarca. Sostenere lo sviluppo al nido dai 6 mesi ai 3 anni di vita 3 mesi : in braccio dell’adulto il bambino riesce a tenere la testa dritta e da prono si solleva sugli avambracci Lo sviluppo motorio dei lattanti (3 ai 12 mesi): il rapporto con l’educatore al nido è di 1/6. riesce a giocare con le mani con i giochi e li porta alla bocca. Da supino solleva braccia e spalle quando si esercita una lieve trazione. Riesce a star seduto se aiutato. Cos’è che manca nella didattica quando si parla di bambini così piccoli? Il linguaggio verbale. Non possiamo spiegargli i movimenti. Si deve creare un contesto accattivante. 4/6 mesi : sta seduto da solo, rotola quindi lo schema motorio del rotolare , afferra a 4 dita. Si iniziano ad instaurare le relazioni sociali. 6/ 8 mesi : sta seduto da solo, afferra due oggetti per mano, si solleva fino a sedersi, comincia ad utilizzare il pollice. 8/10 mesi : sta seduto con sicurezza , si regge in piedi con l’aiuto di altri , si muove a carponi , sostenuto solleva un piede e lo appoggia a terra, affetta un oggetto coordinando spalle gomito polso quindi coordinazione oculo manuale oculo manuale polso , afferra un oggetto in opposizione. 10/12 mesi: cammina se tenuto per mano o appoggiandosi, si alza in piedi tenendosi ai mobili, comincia a stare in piedi da solo. Dai 12 mesi in poi comincia a camminare da solo e ad acquisire più sicurezza. Cosa deve avere un buon insegnante di attività motorie? conoscere bene la disciplina , le strategie migliori per insegnarla , deve sapere come strutturare la pratica con annesse riflessioni iniziali, lungo la pratica e alla fine.
Didattica generale , è un sapere autonomo che ha origini lontane invece la didattica disciplinare è la didattica delle singole discipline che hanno proprio linguaggio. Come si insegnano le attività motorie? Processo di insegnamento: si può esprimere attraverso 3 quesiti: Gli obiettiv i ovvero Dove andare? Cosa l’allievo deve saper farea fine ciclo I mezzi ovvero Come ci si arriva? Le modalità che deve usare Valutazione e osservazione ovvero Siamo arrivati? Capire se si è arrivati, la valutazione va fatta anche all’inizio come diagnosi in senso formativo per capire il livello base degli allievi. Processi decisionali dell’insegnamento 3 fasi : Prima fase preattiva bisogna fare l’analisi della situazione e si devono prendere decisioni in base ad obiettivi , attività,mezzi e metodi Durante fase interattiva in cui bisogna condurre la lezione , si devono prendere decisioni in base a come presentarsi e come porsi agli allievi Dopo fase valutativa si devono prendere decisioni sulla base di forme e tempi del controllo ovvero sarebbe meglio rimanere all’esterno e non partecipare al gioco, valutare gli obiettivi raggiunti e in caso migliorare o cambiare proposta Classificazione degli stili che può adottare l’insegnante : stile direttivo (deduttivo) molto improntato sulle direttive esplicite ma crea dipendenza dall’insegnante. Massima rilevanza al ruolo dell’insegnante con il massimo controllo. Può determinare però basso coinvolgimento dell’allievo, può essere demotivato e può avere una bassa consapevolezza dei risultati raggiunti. Non c’è coinvolgimento con il gruppo e con l’insegnante stile non direttivo (induttivo) si base sull’ assunzione da parte degli allievi di molti aspetti della funzione del docente. Gli alunni scopriranno autonomamente le conoscenze. L’insegnante è un mediatore. Si sviluppano l’autonomia, la creatività, la spontaneità e il problem solving. Necessita però di tempi più lunghi e ci può essere difficoltà nel controllo della classe e del gruppo. Non c’è uno stile migliore, ma bisogna sapersi modulare in base alle esigenze didattiche. Pedagogia del successo: