Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Compiti e attività nella prima udienza del processo giudiziario, Appunti di Diritto

Nell'ambito della prima udienza di trattazione, il giudice svolge compiti di fondamentale importanza per verificare la regolare costituzione del contraddittorio e provvedere alla sanatoria dei vizi. Questa fase rappresenta uno snodo fondamentale per far giungere il processo nella sua fase istruttoria o decisoria. In dettaglio le attività svolte dal giudice nella prima udienza di trattazione, tra cui la verifica della regolarità del contraddittorio, l'emissione di provvedimenti per sanare i vizi, l'indicazione delle questioni rilevabili d'ufficio e la rilevanza di incompetenza per materia, valore o territorio inderogabile.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 23/06/2020

cristinaziliotto
cristinaziliotto 🇮🇹

5

(6)

100 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Lezione 12.1 IL PROCESSO DI COGNIZIONE (1-5)
slide 12.1 (n. 1-5)
La prima udienza di trattazione
L’art.183 disciplina la prima udienza di trattazione, che è il cuore del processo di
cognizione in primo grado. Nell’ambito dell’udienza di trattazione possono essere
distinte 3 tipi di attività riservate 1) al giudice, 2) all’attore o 2) a entrambe le parti.
1) Il giudice all’udienza di trattazione svolge due attività fondamentali: a) emette tutti i
provvedimenti diretti a verificare la regolare costituzione del contraddittorio e sanare i
relativi vizi (per es., art.164, 291, 182, 102, …); b) indica alle parti le questioni rilevabili
di ufficio di cui ritiene opportuna la trattazione, per evitare le cc. dd. sentenze a sorpresa
(o della terza via), nulle ex art.101 c.p.c
Fase del processo chiamata fase della trattazione della causa = si intende tutta quella parte del giudizio,
che ha un duplice scopo 1) da un lato l'individuazione precisa del thema decidendum (= cioè
l'individuazione di quelle che sono le domande dell'attore ed, eventualmente, del convenuto e dei fatti, su
cui le domande stesse si fondano); 2) dall'altro lato l'individuazione del thema probandum (= cioè di
quali sono le prove, che vengono richieste e che, se vengono ammesse, danno luogo ad una successiva
fase = cioè alla fase istruttoria in senso stretto.
Nell'ambito della trattazione della causa, il cuore del processo di cognizione in primo grado è costituito
dalla prima udienza di trattazione, disciplinata dall'art. 183. La prima udienza di trattazione costituisce lo
snodo fondamentale, attraverso il quale si giunge alla individuazione 1) del thema decidendum e 2) del
thema probandum. Per capire l'importanza della prima udienza di trattazione è necessario fare un
parallelo con il processo del lavoro. Nel processo del lavoro l'attore deposita il ricorso; il giudice fissa
l'udienza, che non viene chiamata udienza di trattazione, ma viene chiamata udienza di discussione = la
differenza è che, nell'ambito del processo del lavoro, ci dovrebbe essere una concentrazione di tutte le
attività nell'udienza di discussione (= cioè all'udienza di discussione il giudice non autorizza la
modificazione delle domande e delle eccezioni, a meno che non vi siano gravi motivi, autorizza
l'indicazione di nuovi mezzi di prova, a meno che le parti non dimostrino di non averle potute produrre in
giudizio per causa a sè non imputabile = ciò significa, che tutta la fase dedicata all'individuazione del
thema decidendum e del thema probandum è già avvenuta prima.
Nel processo di cognizione ciò non accade. La prima udienza di trattazione = oltre a costituire il primo
momento di contatto tra il giudice e le parti, rappresenta uno snodo fondamentale per far giungere il
processo nella sua fase istruttoria (laddove sia necessaria l'ammissione di mezzi di prova) o nella sua fase
decisoria, ma comunque dopo che sia stata individuata con precisione la quantità e la qualità della
cognizione richiesta dall'organo giudicante. L'art. 183 è una norma particolarmente lunga, ma si possono
distinguere le attività, che si svolgono nella prima udienza di trattazione in 3 tipi =
1) attività riservate al giudice;
2) attività riservate al solo attore;
1
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Compiti e attività nella prima udienza del processo giudiziario e più Appunti in PDF di Diritto solo su Docsity!

Lezione 12.1 IL PROCESSO DI COGNIZIONE (1-5) slide 12.1 (n. 1-5)

La prima udienza di trattazione

L’art.183 disciplina la prima udienza di trattazione, che è il cuore del processo di

cognizione in primo grado. Nell’ambito dell’udienza di trattazione possono essere

distinte 3 tipi di attività riservate 1) al giudice, 2) all’attore o 2) a entrambe le parti.

1) Il giudice all’udienza di trattazione svolge due attività fondamentali: a) emette tutti i

provvedimenti diretti a verificare la regolare costituzione del contraddittorio e sanare i

relativi vizi (per es., art.164, 291, 182, 102, …); b) indica alle parti le questioni rilevabili

di ufficio di cui ritiene opportuna la trattazione, per evitare le cc. dd. sentenze a sorpresa

(o della terza via), nulle ex art.101 c.p.c

Fase del processo chiamata fase della trattazione della causa = si intende tutta quella parte del giudizio, che ha un duplice scopo 1) da un lato l'individuazione precisa del thema decidendum (= cioè l'individuazione di quelle che sono le domande dell'attore ed, eventualmente, del convenuto e dei fatti, su cui le domande stesse si fondano); 2) dall'altro lato l'individuazione del thema probandum (= cioè di quali sono le prove, che vengono richieste e che, se vengono ammesse, danno luogo ad una successiva fase = cioè alla fase istruttoria in senso stretto. Nell'ambito della trattazione della causa, il cuore del processo di cognizione in primo grado è costituito dalla prima udienza di trattazione, disciplinata dall'art. 183. La prima udienza di trattazione costituisce lo snodo fondamentale, attraverso il quale si giunge alla individuazione 1) del thema decidendum e 2) del thema probandum. Per capire l'importanza della prima udienza di trattazione è necessario fare un parallelo con il processo del lavoro. Nel processo del lavoro l'attore deposita il ricorso; il giudice fissa l'udienza, che non viene chiamata udienza di trattazione, ma viene chiamata udienza di discussione = la differenza è che, nell'ambito del processo del lavoro, ci dovrebbe essere una concentrazione di tutte le attività nell'udienza di discussione (= cioè all'udienza di discussione il giudice non autorizza la modificazione delle domande e delle eccezioni, a meno che non vi siano gravi motivi, nè autorizza l'indicazione di nuovi mezzi di prova, a meno che le parti non dimostrino di non averle potute produrre in giudizio per causa a sè non imputabile = ciò significa, che tutta la fase dedicata all'individuazione del thema decidendum e del thema probandum è già avvenuta prima. Nel processo di cognizione ciò non accade. La prima udienza di trattazione = oltre a costituire il primo momento di contatto tra il giudice e le parti, rappresenta uno snodo fondamentale per far giungere il processo nella sua fase istruttoria (laddove sia necessaria l'ammissione di mezzi di prova) o nella sua fase decisoria, ma comunque dopo che sia stata individuata con precisione la quantità e la qualità della cognizione richiesta dall'organo giudicante. L'art. 183 è una norma particolarmente lunga, ma si possono distinguere le attività, che si svolgono nella prima udienza di trattazione in 3 tipi =

  1. attività riservate al giudice;
  2. attività riservate al solo attore;
  1. attività riservate ad entrambe le parti.
  2. Attività riservate al giudice = alla prima udienza di trattazione, il giudice svolge 2 compiti di fondamentale importanza = 1) in primo luogo, il giudice ha l'onere (= il compito) di verificare la regolare costituzione del contraddittorio (= cioè di verificare, che non vi siano vizi del processo tali da impedire poi al processo stesso di concludersi successivamente con una sentenza di merito). Quali sono i provvedimenti, che il giudice è chiamato ad emettere nella prima udienza di trattazione per evitare che vi siano vizi del contraddittorio? 1) Innanzitutto i provvedimenti di cui all'art. 164 = cioè se il giudice rileva l'esistenza di una nullità della citazione, ordina la rinnovazione della citazione 1) nel caso di vizi della vocatio in ius, solo se il convenuto non si è costituito, 2) nel caso di vizi della editio actionis, anche se il convenuto si è costituito; 2) inoltre, ai sensi dell'art. 291, il giudice deve rilevare se vi sia un vizio di notifica dell'atto di citazione, tale da aver impedito al convenuto di avere conoscenza del processo = in presenza di un vizio di notifica, tale da aver impedito al convenuto di avere conoscenza del processo, il giudice ordina la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291, per consentire all'attore di sanare il vizio e al processo di proseguire senza alcuna problematica relativa al contraddittorio; 3) nella prima udienza di trattazione il giudice può ordinare l'integrazione del contraddittorio ai sensi dell'art. 102 (l'art. 102 è una norma, che disciplina il litisconsorzio necessario e prevede che = quando più parti debbono agire o essere convenute nell'ambito dello stesso giudizio e ciò non accade, il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio per consentire la partecipazione al processo di tutte le aprti); 4) nella prima udienza di trattazione il giudice emette i provvedimenti di cui all'art. 182 (l'art. 182 è una norma, che stabilisce = che il giudice assegna un termine perentorio alle parti per sanare vizi di assistenza, rappresentanza o autorizzazione con effetti retroattivi). L'insieme di queste attività non deve essere esercitato dal giudice, a pena di decadenza, entro la prima udienza. Senza dubbio la prima udienza di trattazione è il momento più utile per provvedere alla sanatoria dei vizi del contraddittorio. Per questo motivo il legislatore prevede, che alla prima udienza di trattazione il giudice faccia una verifica preliminare della regolarità del contraddittorio ed emetta, eventualmente, tutti i provvedimenti destinati a sanare i vizi del contraddittorio. Tuttavia queste attività non devono essere compiute obbligatoriamente dal giudice entro la prima udienza perchè, essendo esse dirette ad evitare vizi del processo e, in particolare, della sentenza (= cioè che la sentenza sia emessa in assenza di contraddittorio = cioè senza che vi sia il rispetto del contraddittorio), il giudice può emettere i relativi provvedimenti anche successivamente (es. il giudice non si era reso conto all'inizio dell'esistenza di un litisconsorte pretermesso; nel corso del processo il giudice si rende conto dell'esistenza di un litisconsorte pretermesso e può ordinare l'integrazione del contraddittorio). Invece, a pena di decadenza, entro la prima udienza di trattazione, il giudice deve rilevare l'esistenza di vizi relativi all'incompetenza. Ai sensi dell'art. 38 (incompetenza), l'incompetenza per materia, per valore o per territorio inderogabile è rilevabile anche d'ufficio, ma non oltre la prima udienza di cui all'art. 183 (prima comparizione delle parti e trattazione della causa) (= cioè non oltre (= entro) la prima udienza di trattazione). Quindi decorso il termine di cui all'art. 183, non sarà più possibile per il giudice dichiarare

significa che, laddove il giudice intende porre a fondamento della decisione una questione rilevabile d'ufficio, deve assegnare, a pena della nullità della sentenza, un termine perentorio, entro il quale le parti devono potersi difendere o devono poter prendere posizione sul punto attraverso il deposito di memorie. Quindi l'art. 183 è una norma, che serve ad evitare, che il giudice possa compiere un'attività, che poi renda nulla la sentenza = cioè che il giudice possa porre a fondamento della decisione questioni rilevabili d'ufficio non trattate tra le parti. Quindi a norma dell'art. 183 è onere del giudice della prima udienza verificare se esistono questioni rilevabili d'ufficio ed, eventualmente, sottoporne l'esame alle parti.