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Nell'ambito della prima udienza di trattazione, il giudice svolge compiti di fondamentale importanza per verificare la regolare costituzione del contraddittorio e provvedere alla sanatoria dei vizi. Questa fase rappresenta uno snodo fondamentale per far giungere il processo nella sua fase istruttoria o decisoria. In dettaglio le attività svolte dal giudice nella prima udienza di trattazione, tra cui la verifica della regolarità del contraddittorio, l'emissione di provvedimenti per sanare i vizi, l'indicazione delle questioni rilevabili d'ufficio e la rilevanza di incompetenza per materia, valore o territorio inderogabile.
Tipologia: Appunti
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Lezione 12.1 IL PROCESSO DI COGNIZIONE (1-5) slide 12.1 (n. 1-5)
Fase del processo chiamata fase della trattazione della causa = si intende tutta quella parte del giudizio, che ha un duplice scopo 1) da un lato l'individuazione precisa del thema decidendum (= cioè l'individuazione di quelle che sono le domande dell'attore ed, eventualmente, del convenuto e dei fatti, su cui le domande stesse si fondano); 2) dall'altro lato l'individuazione del thema probandum (= cioè di quali sono le prove, che vengono richieste e che, se vengono ammesse, danno luogo ad una successiva fase = cioè alla fase istruttoria in senso stretto. Nell'ambito della trattazione della causa, il cuore del processo di cognizione in primo grado è costituito dalla prima udienza di trattazione, disciplinata dall'art. 183. La prima udienza di trattazione costituisce lo snodo fondamentale, attraverso il quale si giunge alla individuazione 1) del thema decidendum e 2) del thema probandum. Per capire l'importanza della prima udienza di trattazione è necessario fare un parallelo con il processo del lavoro. Nel processo del lavoro l'attore deposita il ricorso; il giudice fissa l'udienza, che non viene chiamata udienza di trattazione, ma viene chiamata udienza di discussione = la differenza è che, nell'ambito del processo del lavoro, ci dovrebbe essere una concentrazione di tutte le attività nell'udienza di discussione (= cioè all'udienza di discussione il giudice non autorizza la modificazione delle domande e delle eccezioni, a meno che non vi siano gravi motivi, nè autorizza l'indicazione di nuovi mezzi di prova, a meno che le parti non dimostrino di non averle potute produrre in giudizio per causa a sè non imputabile = ciò significa, che tutta la fase dedicata all'individuazione del thema decidendum e del thema probandum è già avvenuta prima. Nel processo di cognizione ciò non accade. La prima udienza di trattazione = oltre a costituire il primo momento di contatto tra il giudice e le parti, rappresenta uno snodo fondamentale per far giungere il processo nella sua fase istruttoria (laddove sia necessaria l'ammissione di mezzi di prova) o nella sua fase decisoria, ma comunque dopo che sia stata individuata con precisione la quantità e la qualità della cognizione richiesta dall'organo giudicante. L'art. 183 è una norma particolarmente lunga, ma si possono distinguere le attività, che si svolgono nella prima udienza di trattazione in 3 tipi =
significa che, laddove il giudice intende porre a fondamento della decisione una questione rilevabile d'ufficio, deve assegnare, a pena della nullità della sentenza, un termine perentorio, entro il quale le parti devono potersi difendere o devono poter prendere posizione sul punto attraverso il deposito di memorie. Quindi l'art. 183 è una norma, che serve ad evitare, che il giudice possa compiere un'attività, che poi renda nulla la sentenza = cioè che il giudice possa porre a fondamento della decisione questioni rilevabili d'ufficio non trattate tra le parti. Quindi a norma dell'art. 183 è onere del giudice della prima udienza verificare se esistono questioni rilevabili d'ufficio ed, eventualmente, sottoporne l'esame alle parti.