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Riassunto Palestra di Botta e Risposta di Adelino Cattani
Tipologia: Sintesi del corso
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Un’educazione al dibattito può fornire, da un lato, strumenti per valutare e per far fronte agli argomenti, nostri o altri, errati o campati in aria e dall’altro, regole minime, applicabili, di triplice natura: a. Logico-argomentativa b. Dialettica c. Di convivenza Problema rilevante è quello del rapporto tra etica e retorica. La retorica è ritenuta un’arte amorale. L’abilità retorica è considerata come l’esatto opposto della sincerità, dell’onestà, della verità nuda. Molte sono le colpe imputate alla retorica: a. Dal punto di vista cognitivo sarebbe viziata in quanto vuoto verbalismo e perché infondata o fondata sull’irrazionale; avrebbe funzione contraffattoria e non cognitiva. b. Dal punto di vista metodologico sarebbe fallace perché superficiale, che non argomenta da premesse assolutamente certe e sentenziosa. c. Dal punto di vista etico-prescrittivo sia morale-comportamentale sarebbe condannabile perché può sminuire il vero e spacciare il falso per vero. d. Dal punto di vista sociale sarebbe pericolosa in quanto partigiana e arte demagogica, manipolatoria. A questa immagine negativa è oggi subentrata una diversa concezione di retorica: a. Dal punto di vista cognitivo gli schemi argomentativi sono visti come strumenti validi e idonei a cogliere le molteplici sfaccettature del reale. b. Dal punto di vista metodologico la retorica è strettamente connessa con apertura critica, problematicità e antiautoritarismo. c. Dal punto di vista sociale sarebbe una salvaguardia contro tutti i fondamentalismi, in ogni campo. d. Dal punto di vista etico e morale ha valore formativo: è associata a prudenza e promuove decisioni consensualmente assunte dopo un dibattito che non abbia mascherato divergenze. La retorica è indice e promotrice insieme di apertura critica, antidogmatismo, tolleranza e democrazia, perché si può esercitare e sopravvive solo in condizioni di libertà. Cosa in dialogo non può essere: a. Il dialogo non è (solo) una conversazione. Nella conversazione ognuno dice ciò che pensa e poi torna a casa come prima: non gli è chiesto un cambiamento di posizione, di mentalità. Il dialogo non lascia mai come prima, come si era. b. Il dialogo non è (solo) un monologo. L’altro del dialogo non è un’eco, che ripete quello che vorrei sentire e solo quello. c. Il dialogo non è (solo) litigio, anche se contiene necessariamente elementi di polemica e di giudizio. d. Il dialogo non è (solo) uno show. Non è una tribuna per affermare la propria abilità dialettica. I punti fermi positivi del dialogo: a. Il dialogo deve avere sempre un fondamentale rapporto con la verità e con i valori. b. Il dialogo è sempre in rapporto profondo con un’identità: non c’è dialogo se non c’è un io in azione. Il vero dialogo porta sempre a un approfondimento e a un vero arricchimento di sé attraverso l’incontro con qualcosa d’altro da sé.
c. Il dialogo è sempre l’incontro con qualcosa d’altro da sé. Alla base del dialogo c’è quindi una fondamentale dimensione di apertura autentica all’altro e una fondamentale dimensione di curiosità e interesse di conoscenza. d. Il dialogo propone sempre. Il dialogo non sta zitto, di fronte alla realtà non sta zitto e non mente, non fa finta di nulla. Attraverso il dialogo un giudizio che tende a cogliere una verità, viene detto ed esplicitato e, quindi, proposto, non imposto, alla libertà dell’altro. e. Il dialogo vero avviene sempre in una gradualità e in un’approssimazione progressiva. Il dialogo è sempre un esperimento, un tentativo. f. Il dialogo vero è il risultato concreto di un’esperienza. Il dialogo si fa sul campo, su problemi concreti. g. Il dialogo è lo strumento fondamentale dell'inclusione, cioè della vera valorizzazione di ognuno. È la base della democrazia. h. Il vero dialogo è una positività di metodo contro dei precisi virus dell’umanità e della convivenza civile:
■ L’estensione dell’espressione: quando è circoscritta, forse è voluta Come per tutto il linguaggio del corpo, anche in questi casi si conferma l’importanza di usare cautela nel trarre conclusioni, poiché il soggetto osservato potrebbe semplicemente trovare comoda una posizione o assumerla per una sua necessità estranea al contesto di riferimento. È la postura assunta dal corpo e mantenuta per un certo periodo di tempo, dopo il quale si ha necessità di assumerne un’altra, pena formicolii e crampi. In genere denotano un bisogno naturale di distendere i muscoli che hanno consentito una certa posizione per troppo tempo. I movimenti continui o correlati a frasi specifiche possono invece riflettere una tensione. Oltre allo spazio occupato dal corpo, nei rapporti interpersonali ciascuno di noi necessita di un’area ulteriore, la cui ampiezza varia da persona a persona nelle diverse circostanze, influenza gli altri e stabilisce il tipo di rapporto. Espressioni sonore sono le manifestazioni vocali diverse dalle parole. Sospiri, colpetti di tosse e altri rumori che non dipendano dallo stato fisico del soggetto.
Il primo passo è capire in che modo generare i sentimenti e come trasmetterli al pubblico. Sono due gli elementi che originano stati d’animo:
della similitudine tra i due oggetti paragonati. Quella analogica è una forma di ragionamento che possiede delle fragilità e incertezze, per questo un argomento per analogia si può contrastare con facilità:
1.kk. Domande complesse 1.ll.Due neri non fanno un bianco 1.mm. Generalizzazione indebita 1.nn. Fallacia del giocatore d’azzardo 1.oo. Petitio principii 1.pp. Post hoc ergo propter hoc 1.qq. Secundum quid Quando una parte avanza una tesi la controparte può scegliere di: