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Sbobine del corso con Marco Franceschini di Indologia
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Panoramica del programma totale – Sinossi (sguardo d’insieme) del corso Civiltà Vallinda sviluppata dal VI millennio AC con apogeo al III millennio AC, coeva agli egizi e sumeri coi quali ebbe scambi commerciali. La civiltà Vallinda fu riscoperta di recente, grazie a scavi archeologici nel XIX secolo (durante il 1800 ). Si estese fra Pakistan, India nord occidentale, Afghanistan e una parte di Iran. Era una società agricola e commerciale, avanzata sotto diversi aspetti. Salta all’occhio l’organizzazione urbana, ben pianificata e di grandi dimensioni. Della civiltà Vallinda possediamo scritti, ma non decifrabili, perché secondo gli studiosi, non è decifrabile come lingua. Perciò si può parlare di civiltà non storica ma preistorica (per assenza di scritti). Decade attorno al 1900 AC. Attorno al 1500 AC arrivano in India una popolazione chiamati Arya , e tentano a piccoli gruppi di insidiarsi(gli INDO-ARI IN INDIA – PERIODO VEDICO 1500 – 500 AC ). Nel corso del millennio successivo queste genti si stanziano in tutta l’India settentrionale ( pianura gangetica, pianura fertile ). Gli Arya parlavano un gruppo di dialetti Indoeuropei. Essi diedero forma ai Veda (significato: sapienza), il primo monumento letterario indiano. I Veda furono conservati e tramandati in India fino al 1800 DC da maestro a discepolo, oralmente, all’interno di cerchie ristrette. Nel corso del “ millennio vedico” le idee mutano e si sviluppano, la lingua evolve, i testi anche cambiano, così come il tipo di religione seguita. Questo millennio di composizione di Veda si chiama “millennio vedico”. Nella prima parte si chiama di “vedismo arcaico” (1500-900 AC). Dal 900 AC si parla di “Brahmanesimo” che ha come fulcro il rito vedico. Sul piano sociale coincide con la supremazia dei brahmana (sacerdoti), perché gli unici a poter celebrare il rito vedico. Il rito vedico è ciò che ordina il mondo e quindi l’ordine è assicurato e mantenuto. La società indiana è suddivisa in gruppi sociali che sono 4 (da non confondere con le caste che arrivano solo con il periodo volgare).
Sul piano religioso nel periodo Brahmanico (post-vedico) , c’è un grande sviluppo della religione Brahmanica, alla quel appunto si affiancano il Buddhismo e il Jainismo che hanno grande importanza sotto tutti gli aspetti per la storia indiana. Avranno un destino diverso: il Jainismo esiste tutt’ora con pochi fedeli, ma la cui storia continua fino ad oggi. Il Buddhismo si estingue in un certo periodo in India attorno al XIV secolo. Si svilupperà maggiormente altrove (Sud-est asiatico). Il Buddhismo è stato reintrodotto in India recentemente alla metà del secolo scorso da un fuori casta ( Ambedkar ), egli infatti invitò tutti i fuori casta a convertirsi al Buddhismo. Non è stata quindi una conversione religiosa, ma politica, contro le discriminazioni. La transizione dal vedismo all'induismo → cambia tutto, cambiano i testi sacri, gli dei, le modalità di culto. Il vedismo è una religione elitaria, basata sul rito vedico che costa tanto e richiede: clero specializzato, il luogo giusto ed in pochi possono permetterselo. Il rito induista è per tutti, basta l’icona. La transizione è avvenuta senza che la tradizione che stava emergendo rinnegasse quella precedente, almeno formalmente. Nonostante ciò gli antichi testi vedici sono considerati ancora oggi testi di tutto rispetto, perché esiste una sorta di continuità, cosa che non si trova per esempio nella storia occidentale (vedi: Paganesimo-Cristianesimo). Ad un certo momento della storia i costumi sono talmente stati corrotti e degenerati che nessuno poteva più capire i Veda, e quindi si crea la nuova religione, adattata ai tempi di degenerazione (es. I Tantra). Inoltre l’India, invece che l’esclusione tende ad includere ed inglobare le tradizioni passate con le presenti. Nei periodi dei due grandi imperi Màurya e Gupta si ha una stabilità politica e quindi una certa unità e fioritura dei commerci. -Il crollo dell’impero Gupta si ha anche grazie agli incursioni degli Unni (VI secolo DC). Si ha una conseguente frammentazione dell’India. -Poi Impero di Harsavardhana 606-646 DC, ma di breve durata comprendente l’ India del Nord. -Alto medioevo: 510 – 1206 DC → India frammentata in macro-aree in conflitto talvolta fra loro. -Inizio del “Grande sultanato di Delhi” (1206-1526) → 320 anni Area del Tamil Nadu diciamo che è il trampolino di lancio per l’influenza indiana nel Sud-est asiatico. A partire dall’anno 1000 iniziano razzie dal Nord (Afghanistan), ma sono solo razzie, nulla di più.
per la costruzione di massicciate della ferrovia, ma si resero conto che stavano costruendo queste ferrovie con mattoni e non con massi e quindi qualcosa iniziò a puzzare. Ad Harappa (civiltà di Harappa) fu trovato il primo centro, il secondo a Mohenjo-Daro (civiltà di Mohenjo-Daro). Gli scavi stanno tutt’ora proseguendo, ad oggi sono stati scavati più di 1000 siti, in un’area grande come l’Europa Occidentale, quindi un’area estesa. Gli scavi sono stati per la maggiore fatti dopo la seconda guerra mondiale quindi grazie al Pakistan. Si ritiene che molti di questi siti fossero tutti su un fiume vastissimo di grande portata (Sarasvati) che però si è prosciugato nel tempo. Oggi quest’area è desertica. L’apogeo di questa civiltà si verifica fra 2600 e il 1900 AC, ciò che caratterizza maggiormente questa civiltà è l’urbanizzazione, in quanto sono strati ritrovati centri urbani enormi per i tempi e si trovano architetture e strutture molto efficienti (es. Sistemi fognari, paragonabili a quelli romani, molto più giovani). Ciò fa pensare ad un potere centrale forte. La civiltà Vallinda fu molto avanzata su diversi aspetti:
Infatti nonostante il contatto con la civiltà mesopotamica, quindi letterata, non hanno mai appreso quest’arte e fra l’altro poche iscrizioni mesopotamiche sono state trovate, quasi ci fosse un’illegalità, quasi la civiltà Vallinda volesse rimanere civiltà orale , così come ha mostrato la storia dell’India. 16/11/
3. INDOEUROPEI E INDO-ARI Tra il 1500 e il 1200 AC gli Arya penetrarono in India e avrebbero poi dato vita alla cosiddetta civiltà vedica. Il testo più antico è il Rgveda , ma nemmeno qui si trovano indizi sul percorso seguito da queste genti. I veda sono composti in una lingua che fa parte della famiglia linguistica indoeuropea. La famiglia linguistica è un gruppo di lingue con affinità strutturali fra loro. Questa affinità strutturale fra supporre che queste lingue derivino da un antenato comune chiamato protolingua che spesso, in generale, non è direttamente nota. Le lingue vengono confrontate tramite la linguistica comparata, che mira a cercare di ricostruire le lingue e fare ritratti di lingue morte. In un periodo preistorico le popolazioni parlanti questa lingua è stato presupposto che fossero a contatto fra loro, ma poi dispersi in varie direzioni dando poi vita agli evoluti della protolingua fino alle lingue di oggi. La diaspora delle genti indoeuropee→Ipotesi dei Kurgan (la parola significava ed era un tumulo costruito sulla tomba): studiata da una studiosa lituana, Marija Gimbutas a metà Novecento ed è tutt’ora la teoria prevalente. Dieci principali gruppi linguistici indoeuropee sono stati individuati: indo-iranico, italico, armeno, greco, albanese, celtico, germanico, balto-slavo, ittita, tocario. Nella seconda metà del terzo millennio AC mentre la civiltà Vallinda fioriva, molte genti indoeuropee si iniziarono ad insediare in un’area compresa fra Turkmenistan e Afghanistan. Mossero poi verso sud/ sud-est dando vita alla civiltà degli Indo-ari. La letteratura iranica più antica è quella avestica fatta risalire al I millennio AC. La letteratura vedica era più antica. L’induismo ha tanti dei ma al contempo un induista ha la sua preferenza di dio e quindi si dice sia un insieme di monoteismi. Quindi un caleidoscopio di tradizioni che sono frutto di continue interazioni a carattere religioso, filosofico. Le interazioni in india fra culti diversi sono avvenute in maniera pacifica, infatti l’India non è mai stata toccata da guerre religiose. Non esiste un’ortodossia religiosa induista. Alcuni induisti non credono nemmeno in un Dio, ma ad un Atman. Ciò per dire che l’induismo è più un ortoprassi. Ciò che fa sentire una persona induista è la condivisione di valori di carattere socio-culturale (es. Centralità della famiglia, rispetto anche delle caste). Ciò che fa un induista un induista è la non violenza (Ahimsa) cioè il non nuocere ad altri e dire la verità, la veridicità (Satya) quindi essere autentici, da qui deriva l’idea che l’universo derivi dal vero, il fatto di esistere significa che è vero. Il rispetto per la mucca è un tratto antico e caratterizzante della società indiana. L’induismo è un universo variegato aperto a nuovi apporti è ciò che lo rende così caleidoscopico. 18/11/ 4. IL CORPUS VEDICO – Letteratura vedica La penetrazione degli Arya (nobili) in India avviene attorno al II millennio AC , parlanti lingue indoeuropee. Non invasero l’India ma entrarono in clan, quindi non in maniera organizzata.
Gli inni rituali sono volti agli dei dove si incensano e si chiede loro di scendere nel luogo sacrificale e far parte del sacrificio. Hotr: sacerdote principale del Rgveda. 2) Il Samaveda: è la sapienza dei canti vedici rituali. Se il Rgveda prende forma subito dopo le penetrazioni degli Arya, quella del Samaveda arriva dal 1000 AC in poi, per il canto liturgico(litanie) che il sacerdote intona per la celebrazione. Sono essenzialmente inni presi dal Rgveda e riadattati per il canto, ma importante appunto perché è l’esempio più antico di canto liturgico. Sacerdote più importante: **Udgatr.
- BRAHMANA → Sono testi composti dall’VIII secolo AC in poi. Sono testi d’interpretazione della mistica sacrificale vedica. I diversi riti vedici vengono narrati nell’origine, nel significato, nell’efficacia e nelle ragioni. I primi riti furono celebrati dagli dei in un determinato tempo, per un determinato tempo per una determinato scopo. Idea della ciclicità della vita prende forma negli ultimi anni del periodo vedico, infatti vi erano prima riti per la richiesta d’immortalità. Qui si passa dal vedismo arcaico al Brahmanesimo. I testi del Brahmana sono un momento di svolta perché l’importanza del rito vedico raggiunge il culmine. Il rito sacrificale prima era qualcosa celebrato nel Rgveda per ottenere qualcosa dagli dei, qui nel Brahmana assicura la stabilità dell’universo è qualcosa di oltre, superiore, qualcosa di più importante degli dei. Gli dei diventano parte del rituale invitati dal sacerdote che più che invito è un ordine, perché è così che funziona l’universo. Quindi gli dei diventano solo un ingrediente rituale. E’ naturale che aumenta a dismisura l’importanza nella società dei Brahmana, perché gli unici che possano far funzionare correttamente l’universo. All’interno dei Brahmana non si parla solo di riti, ma anche narrazioni di amori, battaglie. I contenuti dei Brahmana saranno poi riprese nelle letterature postere. -ARANYAKA: testi silvestri – Aranya: foresta. Sono testi ritenuti pericolosi e vanno recitati quindi solo nella selva, lontano da tutto. Sono ritenuti pericolosi perché erano ritenuti un mix fra ritualistica brahmana e speculazione filosofica delle Upanisad. Il sacrificio è ancora il topic
principale, ma qui si giunge a conclusione che la celebrazione del sacrificio può avvenire anche solo nel cuore. Questo però mina l’autorità del sacerdote che è fondata sul rito.
agli dei nel fuoco di sacro di famiglia all’alba, mezzogiorno e tramonto) gesti rituali semplici comunque sempre accompagnanti da mantra che erano imparabili dai primi tre gruppi sociali. Ci sono anche 16 riti di passaggio (nei sutra domestici) che vanno dal rito di concepimento, per avere un figlio, la nascita, il primo taglio di capelli, la prima volta che la madre mostra il sole al bambino, la seconda nascita (lo studentato), il matrimonio, riti funerari etc. Il rito più importante è il matrimonio. Il matrimonio ha un’importanza fondamentale in India perché assicura la coesione sociale e nuove nascite. Momento centrale della società indiana. [vedi documento PDF letteratura indologia (1)] → I riti della nascita – Jatakarma Rito molto semplice che però richiede il manuale, per i mantra e per i gesti da compiere. Dharma-Sutra → Più antichi testi indiani di diritto. Nello specifico trattano le norme della vita di ogni individuo in funzione del gruppo sociale di appartenenza. Dopo il Dharma-Sutra verranno composti altri scritti di diritto (Shastra). Questa letteratura è importante anche solo per il nome Dharma (sostegno dell’universo intero, regola che regola il comportamento dell’individuo così come la società, ma che si applica al cosmo intero per il suo corretto funzionamento). Sul Dharma si basa l'ortoprassi indiana. Si è induisti se si segue il Dharma, concetto fondante di tutta la società indiana. Codice di Manu: alla base dei codici indiani fino alla colonizzazione da parte dell’Inghilterra. Nei sutra Vyakarana (grammatica), La definizione del sanscrito nasce da un’opera di Panini, l’Astadhyayi, grande grammatico IV secolo AC. Rgveda → testo isolato delle Samhita, è il testo più antico ed è per la gran parte costituito da inni di carattere ritualistico che servono a lodare gli dei e chiedergli di partecipare al sacrificio. Ma il sacrifico del Rgveda non è conosciuto, che probabilmente è simile al rito iranico, non del tutto separato dal rito indo-iranico. E’ quindi un rituale antico misto. Fra il 100 0 e l’800 AC vengono prodotte le Samaveda e Yajurveda che riguardano il rituale vedico che oggi si conoscono. Il rituale Srauta descritto negli Srauta-Sutra è quello che nasce in particolare da queste scuole (Sama e Yajurveda) ed è trattato nei Brahmana e nella letteratura ritualistica successiva. Il rituale Srauta diventa più importante degli dei stessi, è dato per scontato che nel rituale gli dei scendano, al contrario di quanto avviene nel rituale del Rgveda dove gli dei venivano implorati. Nel Rgveda esiste un principio ordinatore cosmico, precedente quindi al Dharma, la Rta (Rita) identificato con la corretta celebrazione del rito. I Brahmana → testi di ritualistica mistica. Altri testi sul rituale sono gli Srauta-Sutra (manuali che sono veri e propri copioni per il sacerdote che celebra il rituale) Atharvaveda → accettato tardi, per il carattere popolare della magia del dettato suo. Ogni sacerdote ha un suo ruolo nel rito vedico, tranne che il Brahman , sacerdote dell’Atharvaveda, il quale sta fermo, osserva ed osserva tutti gli altri sacerdoti celebrare ed interviene solo se un sacerdote fa un errore, interviene e mediante la recitazione di mantra emendativi il Brahman impedisce che quell’errore si propaghi nel cosmo e che distrugga il committente e lo stesso cosmo. Sutra indica la forma compositiva → nella cultura indiana per significare un insieme di insegnamenti sapienziali espressi in modo breve e sintetico. Il rito solenne vedico → chiamato Srauta, Yajna. Successione di gesti rituali e mantra tratti dalla letteratura vedica. Si svolge in uno spazio rituale, misurato esplicitamente per QUEL rito vedico non in generale. Le dimensioni dipendono dalle misure del committente, perché le misure dello spazio sacro sono funzionali a quelle del committente. Il committente è colui per cui viene celebrato
il rito, è il pagante, significa che tutti i benefici invisibili del rito vanno al committente. (ES. Creazione di corpo immortale, che lo riparerà dalla morte reale). I sacerdoti sono i meri esecutori del rito e ricevono un beneficio in cambio cioè la ricompensa che può essere molto esosa, specialmente in bestiame e oro. I committenti in genere sono sovrani o comunque appartenenti alle classi più alte. I riti vedici sono svolti all’aperto e non esiste un’architettura vedica o templi vedici. Un rito vedico ha una struttura modulare: successione di sotto-riti che prende le mosse da rituali minori e raggiunge a poco a poco il momento culminante che può essere l’uccisione della vittima sacrificale (animale) o della messa a fuoco della sostanza liquida la Soma. Dopo il momento culminate ci sono altri rituali minori per la purificazione fino al termine. Dagli Srauta ci giungono descrizioni di riti Srauta. Ciascun rito richiede la presenza di un numero di sacerdoti che al massimo sono 17 oltre al committente e la moglie (unica donna ammessa nello spazio sacro). La durata può variare da poche ore a mesi o fino ad anni. Esempi di riti Srauta è la consacrazione del sovrano (l’ascesa al trono), plenilunio, novilunio, Asvamedha – rituale del cavallo che poteva durare diversi mesi, con la quale il sovrano si definiva superiore a tutti gli altri sovrani. Il cavallo è una rappresentazione equina del sovrano. E’ molto simbolico, uno dei più ricchi di simbolismi. Una categoria di riti Srauta molto importanti sono quelli del Soma. Il Soma è una bevanda sacra il cui culto risale alla comunità indo-iranica, si sa perché venerata anche in Iran. In origine si trattava di sostanza psicoattiva o inebriante, ottenuta da una pianta o ad un fungo. Non si sa di per certo, ma oggi non ha nessun effetto. Con ogni probabilità la pianta del Soma era disponibile in Asia centrale, ma non più disponibile in India. Per Indra il dio più importante della religione vedica, la bevanda preferita è il Soma. Il rito vedico inizia a declinare in maniera rapida nei primi secoli DC. Sarà occasionalmente riportato in auge dai Gupta attorno al I secolo DC. I riti Srauta sono rimasti più a lungo in certe zone periferiche dell’India, per esempio il Kerala. Oggi vi è ancora un clan vedico ( Nambudiri ) La religione vedica è estremamente elitaria, e lo studio dei veda riguarda solo i maschi delle prime 3 categorie sociali e il rito è prerogativa dei soli Brahmana, sacerdoti. Gli altri, pur guardando con rispetto il rito vedico, avevano altri riti e culti, ma non ci è dato sapere quali, probabilmente atavici. 23/11/ [FILMATO] → Celebrazione rituale vedico in Kerala – scuola Nambudiri, Aprile 1975 – prima volta in cui esterni, non hindu furono ammessi, in cambio di un contributo. Rito dell’altare del fuoco (Agnichayana) che è celebrato fino ad oltre notte, dura 12 giorni e 12 notti senza interruzione che richiede tutto il clero professionista (17 pax), oltre al committente + la moglie. Richiede mesi di preparazione. La prima parte del rito si svolge su questa terra dopodiché tutti i celebranti portano il fuoco sacro e vanno nello spazio divino dove invitano gli dei. Alla fine tutto ciò che rimarrà saranno i tizzoni del fuoco sacro. Il fuoco sacro è portato dal committente. Sono accesi 3 fuochi sacri con 3 funzioni diverse ( 1 x offerte, 1 x capofamiglia, 1x verso sud che serve a proteggere lo spazio sacro da influenze nocive e dove vengono bruciate offerte ai defunti [il Sud rappresenta i defunti] ) Tutto è costruito appositamente per questo rito, pure i mattoni sono cotti appositamente per l’occasione e ciascuno è posizionato insieme alla recitazione di un mantra.
maggior parte di inni del Rgveda = fuoco in tutti i sensi → fuoco di casa, che distrugge, che cucina etc ha tutte le valenze del fuoco. Il Rgveda si apre con un inno ad Agni. Indra è il Giove del pantheon vedico, con il quale si hanno molte analogie (dio della tempesta e la sua arma è la folgora). Indra è descritto tramite iperboli. E’ colui che distrugge le fortezze dei nemici grazie a fuoco ed altri guerrieri divini. E’ legato al Soma, del quale ne beve molto, inoltre è collerico, ma soccorrevole nei confronti dei devoti. Ad Indra sono date caratteristiche cosmogoniche, tipo il sollevamento del cielo dalla terra, rende stabile le montagne (che volavano e si muovevano), poi ci sono altri miti. Nel Rgveda non c’è gerarchia degli dei, infatti le imprese cosmogoniche saranno date anche ad altri dei (separazione del cielo alla terra attribuito anche a Varuna). Indra in Rgveda → liberazione delle rosee vacche.→ uccisione di un gigantesco serpente (Vrtra) che stava in cima alla montagna attorcigliato e con le proprie spire imprigionava le acque, Indra con la sua arma lo fa a pezzi facendo scorrere le acque a valle (forse riferendosi allo scioglimento delle nevi). Dio Varuna → divinità già conosciuta dal mondo iranico, legato alle acque e alla notte, diventa poi dio della giustizia che è onnisciente perché le stelle in cielo sono i suoi occhi. Tipicamente usa un laccio per accalappiare i colpevoli e la punizione è generalmente mortale. Ma se vuole perdona e lascia andare. Quasi tutti gli inni a lui dedicati, tanti , gli si chiede di andare da altri. Varuna è spesso accompagnato da Mitra , la sua controparte buona. E’ il guardiano del cosmo. Il principio di ordine universale nel Rgveda è Rta. Luna → coppa piena di Soma (che è bianco) con luna nuova si vuota ed è compito del sole rimpinzarla. Deva & Asura → sia in Iran che in India. In India i deva sono i luminosi, mente gli Asura sono i possenti, i primi sono i positivi, i secondi iniziano con essere anti-dei e poi proprio demoni. Nella cultura iranica invece è il contrario. Nel Rgveda gli Asura non sono negativi (Agni, Varuna etc), fino a quando Indra dice agli Asura che deve andare dai Deva che hanno trovato la luce e di raggiungerli, si separano così i due. Vayu → Dio del vento Marut → Dei monsonici (solo in India), sono i soldati di Indra, terribili. Parjanya → pioggia benefica che fa nascere e crescere. Yama → dio dei morti perché è il primo morto, e si proclama re. Usas → prima dea femminile, l’alba, a volte sorella a volte amante del sole, ci sono pochi inni a lei dedicati, ma ben riusciti. Visnu → Nel Rgveda già esiste, una delle 3 forme divina del sole e Visnu è la meno importante (più importante Surya proprio come astro) Shiva non esiste nel Rgveda, ma esiste Rudra → divinità terribile che urla, temutissima, dio della tempesta, molto più potente dei Marut, terribile cacciatore. Tutti gli inni dedicati a Rudra sono depecrativi, nel senso di starci lontano. Lo si chiama Shiva nel senso di propizio, quindi Rudra diventa lo Shiva successivo a furia di chiamarlo Shiva, ovviamente dopo anche processi di cambiamento. ATHARVAVEDA → ATHARVAN (sacerdoti di magia bianca) – quelli di magia nera espugnati dal nome. La malattia è considerata qui demoniaca come attacco di entità demoniaca, asurica. Ciò che si combatte è l’effetto sul corpo umano, quindi si usa omeopatia ed allopatia, [Documento letteratura]
La questione politica dell’India verso la fine del periodo vedico. Le tribù nomadi degli Arya sono inizialmente organizzati in famiglie (Jana) che si raggruppano dando forma ai Grama (gruppi di famiglie). Al comando del Grama si pone un Rajan , il governante di questo gruppo, affiancato da un gruppo sacerdotale. Per l’estensione dal Punjab al Bengala si richiede l’intero millennio vedico, una volta la pianura gangetica era forestale. Non conoscevano il ferro, rallentando la loro avanzata. La parola Doab → parola indo-arya per due fiumi e s’intende l’area racchiusa fra il Gange e la Yamuna, molto fertile. Tra VIII e VII secolo AC i clan si sono sedentarizzati e il termine “Grama” che indicava le famiglie in movimento ora indica la realtà sedentarizzata. Nascono dei piccoli regni detti Janapada e ne nascono 16. Questi 16 regni sono chiamati Mahajanapada. Nel corso dei secoli per successive incorporazioni ne emergeranno 4 tutti localizzati in area centro orientale della piana gangetica. Ne rimarranno poi due Kosala e Magadha, a loro volta si fondono diventando regno del Magadha (VI secolo – IV secolo AC). Fu il centro orbitale del potere politico dell’India per un millennio, oggi stato del Bihar che è lo stato più povero della Repubblica Indiana odierna. Il primo sovrano di cui si ha notizia è Bimbisara e avrebbe incontrato Siddhartha che visse in quest’area convertendolo al buddhismo. Gli succede il figlio che fa uccidere il padre per ascendere al trono, il figlio non avrebbe avuto alcun nemico Ajatasatru, famoso per due imprese: avere assoggettato l’area degli avi di Siddhartha e di Siddhartha stesso e la fondazione della capitale a Pataliputra che rimarrà capitale indiana per diversi secoli. In questo stesso periodo ai confini nordoccidentali è fondato l’impero Achemenide in India, fondato da Ciro, che arrivò sino all'Anatolia dall’Iran, coprendo gran parte dell’Asia occidentale e meridionale, molto importante perché confina con l’India l’impero di Ciro. L’impero Achemenide (550 – 330 a.C.) sarà un modello per quelli indiani.
6. JAINISMO E BUDDHISMO Siamo a fine periodo vedico (500 AC circa) , qui fioriscono movimenti shramanici, gli shramana sono coloro che praticano l’ascesi, quindi che si sforzano in vista della liberazione della prigione samsariche. Gli Shramana sono ricercatori spirituali che abbandonano la società e vivono nella selva in solitudine o piccoli gruppi. La base comune è l’accettazione di 3 voti: castità, povertà e un comportamento non violento (Ahimsa – non nuocere). Questi movimenti shramanici condividono l’opposizione al mainstream vedico, quindi gli disconoscono così come l’utilità del rituale vedico e disconoscono pure la suddivisione della società nei 4 gruppi sociali, essi quindi non fanno distinzione di gruppi sociali. Esistono diversi movimenti shramanici tramandati dalla letteratura vedico-brahmanica, dove sono dipinti male, ovviamente. Si formano oltre anche gli: agnostici, materialisti e fatalisti. Questi ultimi pensano che ciò che predicano i Brahmana sia una truffa, per far godere ai sacerdoti il primato sociale, ciò che è reale è solo ciò che è percepibile ai sensi secondo la loro visione. I fatalisti rimasero più a lungo fino al XIV secolo. Non negavano la retribuzione karmica, ma per loro la rinascita non dipendeva del comportamento avuto nella vita prima, ma solo il caso. Jainismo e Buddhismo sono le due correnti che derivano dagli Shramana che si formano in concomitanza con il tempo delle Upanisad attorno al 500 AC. I due fondatori sarebbero vissuti attorno allo stesso periodo ( Siddhartha e Vardhamana ), nella stessa area, appartenevano alla nobiltà guerriera ed entrambi secondo la tradizione avrebbero
Condivide alcuni tratti con il Jainismo: è universalista, cioè si rivolge a tutto il genere umano. E’ un pensiero che si oppone alla religione dei Veda, negandone le basi, l’utilità del rito vedico e la ripartizione della società nei gruppi sociali che sono fondamentali per la tradizione vedica. Al contrario del Jainismo, è una religione molto dinamica, nel senso che muta nel tempo, mentre la prima è fortemente conservazionista. Il Buddhismo si estingue dall’India attorno al 14esimo secolo per poi essere reintrodotta da Ambedkar, ma per fini meramente politici, non di fede. Il Buddhismo quindi scompare dall’India, ma rimane in Indocina (dal Myanmar fino alla Thailandia), Sri-Lanka. All’epoca si espanse anche in Indonesia, Malesia, per poi in alcune zone essere sostituito dall’Islam. Il buddhismo è multiforme, quindi spesso si può trovare la dicitura “i buddhismi”, per le varie declinazioni che ha. Il Buddhismo ha 3 veicoli principali
l’illuminazione Siddhartha riceve l’ultimo attacco da parte del samsara (forze del dio Kama
Parti delle genti che seguirono Alessandro si stabilirono nei regni Greco-bactriani. Questi appena l’impero Mauryia crolla, penetrano in India seguendo i passi Nord-occidentali, qui stabilendosi, dando vita ad entità statali chiamati regni Indo-Greci, tutti i governati erano di origine greca. Questi regni dalla Bactriana si trasferiscono in Gandhara dando anche vita ad una mirabilissima produzione artistica dai tratti misti greco-buddhisti. Il più famoso fra i sovrani è Menandro , convertito al buddhismo da un monaco Nagasena. Il dibattito tra sovrano e il monaco è registrato in un’opera chiamata Milindapanha. Menandro è tutt’oggi considerato un santo buddhista come Asoka. Per 3 secoli l’India è interessata da penetrazioni da parte dei Cinesi. In Cina si erano creati i primi imperi che cacciavano le popolazioni semi-nomadi che quindi marciano forzatamente verso occidente che le porta ad entrare in India. Le popolazioni interessate sono gli Unni che spingono popolazioni turche che spingono popolazioni parlanti il tocario (cinesi) che spingono popolazioni iraniche, che saranno i primi ad entrare in India: gli Saka che si stabiliscono in Gandhara e formeranno un regno iranizzato, ma anche grecizzato, fino a quando l’impero Saka si disintegra in piccoli imperi che sfoceranno poi nell’impero Gupta. I Kushana formano un regno immenso ( I-II secolo dC ) separato in due parti dalla catena himalayana con due capitali: una in Asia centrale e una in India. I Kushana formano un impero di due secoli e fondono elementi indiani-persiani-greci-cinesi. Qui i re vengono divinizzati e presero titoli tipo Maharaja (grande re – indiano), Cesare (romano, intrattenevano rapporti commerciali con l’India). Re Kaniska (II secolo dC) , come altri sovrani abbraccia il buddhismo, ma tutti i sovrani sia Saka che Kushana tendono a tenere in conto tutte le tradizioni religiose dell’India. Tanti diventano buddhisti per accettazione, ma non potendo essere eletti dagli Kshatrya, in quanto non indiani, il buddhismo questo problema non ce l’ha perché rifiuta la divisione in gruppi sociali. Nel 200 dC → Sud dell’India c’è una frammentazione che ha una storia più indipendente rispetto a quello del Nord, quindi ha sviluppato una cultura più propria. 320 dC → impero Gupta che si estende su tutta l’india Settentrionale e centrale
8. RITORNO ALLA STORIA CULTURALE DI PRODUZIONE LETTERARIA Fra il 185 aC e la fondazione dell’impero Gupta 320 dC (5 secoli) sono secoli cruciali per la storia indiana. In questo periodo l’India stringe rapporti commerciali sia con Roma che con il Sud- Est asiatico. Brahmani, monaci, commercianti, dotti inizino ad andare nel sud-est asiatico. Questa emigrazione da le coordinate per costruire le proprie entità statali sulla linea di quella indiana, in sud-est asiatico. Si assiste all’espansione di urbanizzazione e commercio e quindi alla nascita di una proto-borghesia che può dedicarsi ad attività non strettamente inerenti alla sopravvivenza, tipo il Kamasutra. Nasce la scuola artistica Mathura , tipicamente indiana , non più ellenizzata e anche la letteratura fiorisce:
Nei primi secoli dC si inizia a parlare di casta e si iniziano a formare le prime caste di commercianti. Ciò nonostante i Brahmani e gli Ksatrya mantengono i loro poteri, ma il potere si sta incentrando anche alle classi produttive. L’affermazione dei culti settari è un fenomeno religioso importante perché prelude alla nascita dell’induismo come oggi lo conosciamo. Manca ancora la componente dea con tutte le sue manifestazioni (Kali, Durga etc) e mancano ancora i Tantra (modo d’intendere le religioni tutte, che influenzerà le religioni indiane future). Testi fondativi dell’induismo → Purana Qui la religione vedica è decaduta, molti preferiscono il Buddhismo e il Jainismo anche per la questione dei gruppi sociali, mentre i rurali mantengono le loro credenze ancestrali e regionali. I Brahmani in questo periodo si rivolgono alle classi rurali connettendo gli dei rurali a quelli della religione brahmanica. Così il brahmanesimo riguadagna il seguito di masse enormi e però muta anche, da élitaria nella forma vedica fino ad essere per tutti senza esclusione. LETTERATURA DEL TRIVARGA → Nasce l’idea che la vita umana è finalizzata a 4 obiettivi i Purusartha (obbiettivi dell’uomo).