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Affrontare le Difficoltà: Educazione e Prove - Prof. Zamengo, Sintesi del corso di Pedagogia

Il rapporto tra l'educazione e le prove, sottolineando come l'uomo si trova costantemente sotto esame e come le prove servono a acquisire informazioni e rappresentino lo stare al mondo. Teorie di jean piaget, erik h. Erikson e l.s. Vygotskij sul sviluppo cognitivo e sociale, affrontando il concetto di prova e il ruolo dell'ambiente e dei contesti socio-culturali nel processo di crescita. Inoltre, vengono discusse le sfide e i mutamenti nel corso di vita e come affrontare le prove difficili.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 15/05/2019

Olivia..
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Federico Zamengo
Edizioni Unicopli
AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ
Il rapporto educazione-prove si esprime: - in ambito scolastico
- in età adulta
Cap. 1: educazione e prove
Uomo e prove sono in stretto rapporto: l’uomo si trova costantemente sotto esame.
Le prove sono quotidiane
servono ad acquisire le informazioni su ciò che si sa fare
rappresentano lo stare al mondo
Provare significa cercare di conoscere e sperimentare la capacità di qualcuno; la prova infatti
prevede impegno e fatica (“dar prova di sè”).
L’essere umano è un “soggetto in costruzione” sia dal punto di vista educativo che biologico idea
di essere che si trasforma.
Pe questo sviluppo è importante il ruolo dell’ambiente e dei contesti socio-culturali.
Il luogo entro cui si compie lo sviluppo è la cultura (fondamentale per le traiettorie di crescita).
TEORIE CLASSICHE: fondamentale il “concetto di prova” il bambino va incontro ad
esperienze che gli permettono di
entrare in contatto con il mondo.
Gli adulti impongono i primi limiti e il bambino affronta le prime difficoltà hhhhhhhhhhhh
a) JEAN PIAGET movimenti esplorativi
Ricerche soprattutto sullo sviluppo dell’intelligenza del bambino come adattamento all’ambiente.
Invarianti funzionali: funzioni intellettive per lo sviluppo graduale dell’intelligenza.
Organizzazione: tendenza ad integrare i sistemi di cui è composto.
Adattamento: processo attraverso cui il bambino fa esperienza della realtà. organismo e
ambiente sono considerati un “tutto indissociabile” realizzato attraverso:
- assimilazione: interagire con la realtà secondo schemi cognitivi già posseduti dal bambino.
- accomodamento: riorganizzazione degli schemi cognitivi sulla base di nuove esperienze.
(organizzazione e adattamento sono presenti sia nello sviluppo biologico che intellettivo)
Equilibrazione: quando assimilazione e accomodamento tendono all’equilibrio.
Reazioni circolari: gesti ripetuti più volte (tipici del periodo sensomotorio 0-2 anni).
Primarie: piccole azioni ripetute che non interessano l’ambiente (es: sorriso endogeno a 3 mesi)
Secondarie: piccola prova (casuale) di una modifica dell’ambiente (gesto che fa muovere un
giocattolo)
Terziarie: azioni volontarie per provocare cambiamenti e scoprire delle novità negli oggetti
b) ERIK H. ERIKSON sviluppo come costruzione sociale dell’identità.
Lo sviluppo viene esteso a tutto il corso di vita.
La società e la cultura sono fattori primari e decisivi per lo sviluppo cognitivo-sociale.
Teoria dello sviluppo psico-sociale: prevede 8 fasi in cui, tra una e l’altra, l’individuo deve
affrontare momenti di crisi in cui risolvere le situazioni conflittuali.
c) L. S. VYGOTSKIJ sviluppo come processo storico-culturale.
È il contesto socio-culturale a plasmare l’essere umano.
Sviluppo = processo di adattamento all’ambiente culturale (pointing: il bambino indica casualmente
un oggetto lontano che non riesce a prendere e la madre risponde).
La prova è un continuo misurarsi con la realtà, superando le difficoltà.
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Federico Zamengo Edizioni Unicopli AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ Il rapporto educazione-prove si esprime: - in ambito scolastico

  • in età adulta Cap. 1: educazione e prove Uomo e prove sono in stretto rapporto: l’uomo si trova costantemente sotto esame. Le prove  sono quotidiane  servono ad acquisire le informazioni su ciò che si sa fare  rappresentano lo stare al mondo Provare significa cercare di conoscere e sperimentare la capacità di qualcuno; la prova infatti prevede impegno e fatica (“dar prova di sè”). L’essere umano è un “soggetto in costruzione” sia dal punto di vista educativo che biologico idea di essere che si trasforma. Pe questo sviluppo è importante il ruolo dell’ ambiente e dei contesti socio-culturali. Il luogo entro cui si compie lo sviluppo è la cultura (fondamentale per le traiettorie di crescita). TEORIE CLASSICHE : fondamentale il “concetto di prova”  il bambino va incontro ad esperienze che gli permettono di entrare in contatto con il mondo. Gli adulti impongono i primi limiti e il bambino affronta le prime difficoltà ┘hhhhhhhhhhhh a) JEAN PIAGETmovimenti esplorativi Ricerche soprattutto sullo sviluppo dell’intelligenza del bambino come adattamento all’ambiente.  Invarianti funzionali : funzioni intellettive per lo sviluppo graduale dell’intelligenza.  Organizzazione : tendenza ad integrare i sistemi di cui è composto.  Adattamento : processo attraverso cui il bambino fa esperienza della realtà.  organismo e ambiente sono considerati un “tutto indissociabile” realizzato attraverso:
  • assimilazione : interagire con la realtà secondo schemi cognitivi già posseduti dal bambino.
  • accomodamento : riorganizzazione degli schemi cognitivi sulla base di nuove esperienze. (organizzazione e adattamento sono presenti sia nello sviluppo biologico che intellettivo)  Equilibrazione : quando assimilazione e accomodamento tendono all’equilibrio.  Reazioni circolari : gesti ripetuti più volte (tipici del periodo sensomotorio 0-2 anni).  Primarie: piccole azioni ripetute che non interessano l’ambiente (es: sorriso endogeno a 3 mesi)  Secondarie: piccola prova (casuale) di una modifica dell’ambiente (gesto che fa muovere un giocattolo)  Terziarie: azioni volontarie per provocare cambiamenti e scoprire delle novità negli oggetti b) ERIK H. ERIKSONsviluppo come costruzione sociale dell’identità. Lo sviluppo viene esteso a tutto il corso di vita. La società e la cultura sono fattori primari e decisivi per lo sviluppo cognitivo-sociale.  Teoria dello sviluppo psico-sociale : prevede 8 fasi in cui, tra una e l’altra, l’individuo deve affrontare momenti di crisi in cui risolvere le situazioni conflittuali. c) L. S. VYGOTSKIJ  sviluppo come processo storico-culturale. È il contesto socio-culturale a plasmare l’essere umano. Sviluppo = processo di adattamento all’ambiente culturale (pointing: il bambino indica casualmente un oggetto lontano che non riesce a prendere e la madre risponde). La prova è un continuo misurarsi con la realtà, superando le difficoltà.

Educazione INFORMALE : apporti informativi dalla vita quotidiana (es: famiglia, società, ecc.). Educazione FORMALE : esperienza mediata (es: scuola). Problem solving : capacità di risolvere i problemi che si incontrano nel reale. L’uomo sa distaccarsi dalle situazioni e usare le competenze acquisite. Al docente si chiede di stare al passo con i tempi; la qualità di apprendimento è provata attraverso le verifiche standardizzate il più possibile. Zona di sviluppo prossimale : (Vygotskij) la distanza tra il livello effettivo di sviluppo, determinato da problem solving autonomo, e il livello di sviluppo potenziale, misurato con problem solving sotto una guida adulta. Vygotskij sottolinea quanto i test standardizzati definiscono solo un “primo livello” di sviluppo: il livello si sviluppo effettivo  livello di sviluppo mentale del bambino stabilito come risultato di certi cicli evolutivi già completati. La ZSN definisce quelle funzioni che non sono ancora maturate, ma che sono in maturazione. Scaffolding : (Bruner) processo in cui l’adulto fa da impalcatura per lo sviluppo di conoscenza del bambino. Esso è diverso a seconda dei soggetti coinvolti. Possiede 2 limiti: - aiutare abbastanza;

  • non aiutare troppo. Si tratta di un’impalcatura provvisoria: di aiuto fintanto che il soggetto non è in grado autonomamente di risolvere il compito proposto. Cap. 2: SFIDE E CAMBIAMENTI NEL CICLO DI VITA Per affrontare le prove dell’esistenza è necessario sviluppare una certa stabilità  resilienza (processo che permette la ripresa di uno sviluppo dopo una lacerazione, nonostante tutto). Parlando invece di “capacità di evolvere”, si evidenzia un atteggiamento che matura nell’individuo abilità inaspettate  thriving. Erikson  turning points (punti di svolta) Lo sviluppo sorge dove si verificano delle trasformazioni critiche che portano la persona a delle condizioni di instabilità e disequilibrio, attivando processi di reazione. Il tempo influisce sullo sviluppo, creando dei mutamenti nel corso di vita:  Mutamenti di maturazione : trasformazioni biologiche uguali per tutti e ai quali non ci si può sottrarre (es: pubertà).  Mutamenti sociali normativi : legati all’età e regolati da leggi (es: 18 anni).  Mutamenti quasi normativi : legati all’età ma non regolati da leggi poiché non in tutti sono presenti (es: laurea).  Mutamenti non normativi : trasformazioni complesse legate a poche persone, essi si possono suddividere in: - mutamenti fuoritempo;
  • mutamenti storici;
  • mutamenti particolari;
  • mutamenti provocati dall’individuo;
  • non eventi. Il senso di auto-efficacia è l’insieme delle convinzioni sulle proprie capacità per raggiungere le mete fissate. Esso si acquisisce nei primi mesi di vita e ha origine da 4 fonti principali:
  1. Esperienza di gestione efficace : l’individuo sperimenta direttamente la propria capacità di superare gli ostacoli (se il risultato è negativo può portare a problemi per lo sviluppo).
  2. Esperienza vicaria : osservazione di altre persone da prendere come riferimento.

Quanto sono ancora reali il soggetto e la realtà?  Per Jean Baudrillard  il mondo degli oggetti industrializzati crea falsa realtà che con la sua invadenza diventa l’unica realtà.  “segno-valore” = un prodotto diventa il simbolo di altre peculiarità (es: status).  Esiste una: - realtà apparente;

  • realtà ideale. Cap. 4 : QUANDO LE PROVE SI FANNO DIFFICILI La prova è volta al riconoscimento di sé e delle proprie debolezze che porta l’essere umano a sentirsi spaesato. Spaesamento = luogo e occasione attraverso cui costruire uno spazio di azione.  Heidegger  spaesamento come sensazione sorta dopo aver perso la dimora + angoscia. └ fonda il concetto di “ deizione ” = modo esistenziale di stare al mondo.  Freud  il perturbante è spavento proveniente da cose familiari, che si rivelano essere angoscianti. └ il perturbante è un “ritorno al rimossp” che rimanda alla nozione di “ coazione a ripetere ” = comportamento messo in atto dal soggetto e riconducibile ad esperienze infantili. └ non sono l’incerto e l’inconsueto a generare spavento e angoscia, ma la natura stessa di ciò che è quotidiano. Sia per Heidegger che per Freud l’angoscia esprime uno stato di allerta di fronte all’ignoto (un allarme che invita a prestare attenzione). Il compito dell’educazione diventa quello di accogliere il disagio. Non tutto ciò che spaesa può essere fonte di frustrazione, ma molte situazioni percepite come frustranti possono provocare inquietudine. La frustrazione si presenta quando una persona è ostacolata nel soddisfacimento di un bisogno (non è sempre negativa  Freud parla di ruolo determinante per lo sviluppo di una tolleranza verso una mancanza). La gratificazione differita si verifica in situazioni in cui il soddisfacimento non avviene immediatamente ma in un tempo leggermente posticipato. Esperimento: “The Stanford Marshmallow Experiment”. Loss avversion = limite mostrato dal rilascio di dopamina.