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seminario sulle scritture indiane, Appunti di Antropologia Culturale

descrizione della storia e distribuzione delle scritture indiane

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 30/01/2019

GiuliaSalandin
GiuliaSalandin 🇮🇹

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16 documenti

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SEMINARIO SCRITTURA INDIANE
Scritture decodicifcate. Quindi non c’è la vallinda perché non si sa cosa decodifichi. Lingue sul territorio
dell’india.
GENEAOLOGIA SCRITTURE:
250 a.c. BRAHMII (asoka): evolve in due modi. KHAROSTHI (si estingue)
Brahmi (sunga) e brahmi meridionale. Dalla prima derivano tutte le altre scritture indiane.
BRAHMI sunga, kusaana e gupta . sono 3 dinastie diverse, tutte nell’india settentrionale.
Dalla brahmi gupta deriveranno poi altri rami, dalla protosarada che porta alla gurmuti.
Mentre della siddhamatrka nasce la DEVANAGARI e la guaraati attraverso la naagari.
Bentre bengalese e oriya attraverso la protobengalese.
Quasi tutte le scritture sono di natura epigrafica. Incisioni su roccia o metalli. 90 mila iscrizioni.
Scritture settentrionali più spigolose (devanagari e bengalese) rispetto alle scritture meridionali che sono più
tonde (telegu e malayalam) . le settemntrionali si usano le lingue indoeuropee e le meridionali per le lingue
dravidiche.
Le lingue pracrite (medio indoarie) sono state usate per le incisioni.
Rapporto oralità e scrittura. Indiano sono molto reticenti rispetto alle loro scritture, perché la cultura indiana
ha dato molta più importanza alla parola (almeno fino all’impero mogul)
L’apprendimento orale era più usato. La scrittura può finire in mani sbagliate.
BRAHMI E KAROSTI. Unici momi di scritture premoderne che noi conosciamo da fonti autoctone. Gli
altri nomi sono stati coniati dagli studiosi. In maniera arbitraria e non standardizzata. Quindi a volte vengono
usati nomi diversi. Nomi geografici piuttosto che dinastici.
Brahmi da brahman, quindi è la scrittura del brahma, tutto ciò che è sacro. È dunque la scrittura sacra.
Karosti non si sa cosa significhi.
Noi chiamiamo brahmi lingue che non si chiamavano così.
Fano tutte parte delle ABUDGIDA, scrittura alfasillabiche. Tutte le scritture indiane ed etiopiche.
James prinsep ha decifrato la brahmi e la karosti.
Tutte le scrizioni di asoka sono scritte in brahmi tranne nell’area dell’estremo nord est. Li troviamo gredo/
aramaico e karosti. Tuttii testi sono in lingue pracrite (lingue medio indoarie regionali)
La karosti è molto collegata al pracrito del gandhaara, il pracrito gandhaari era scritto con la scrittura karosti.
La karosti si distingue perché si scrive da dx a sinistra.
La karosti non era usata solo nel gandhaara, ma anche a mathuraa. Diffusa anche nel bacino del tarim
(deserti circondato da montagne) città stato lungo le vie della seta. La karosti dura nelle aree centro asiatiche
fino al 7 secolo d.c., adifferenza dell’india che scompare nel 3 secolo.
La karosti è collegata al buddhismo. Le dinastie in gandhaara erano favorevoli al buddismo, e la karosti
nell’asia centrale è un modo per trasmettere il buddhismo.
BRAHMI. Da sx a dx. ci sonod elle scrizioni non commissionate da asoka ma comunque dello stesso
periodo.
La brahmi non è ancora perfezionata in quegli anni, si pensa fosse appena entrata in usa, a differenza della
kharosti che era più rodata.
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SEMINARIO SCRITTURA INDIANE

Scritture decodicifcate. Quindi non c’è la vallinda perché non si sa cosa decodifichi. Lingue sul territorio dell’india.

GENEAOLOGIA SCRITTURE: 250 a.c. BRAHMII (asoka): evolve in due modi. KHAROSTHI (si estingue) Brahmi (sunga) e brahmi meridionale. Dalla prima derivano tutte le altre scritture indiane. BRAHMI sunga, kusaana e gupta. sono 3 dinastie diverse, tutte nell’india settentrionale.

Dalla brahmi gupta deriveranno poi altri rami, dalla protosarada che porta alla gurmuti. Mentre della siddhamatrka nasce la DEVANAGARI e la guaraati attraverso la naagari. Bentre bengalese e oriya attraverso la protobengalese.

Quasi tutte le scritture sono di natura epigrafica. Incisioni su roccia o metalli. 90 mila iscrizioni.

Scritture settentrionali più spigolose (devanagari e bengalese) rispetto alle scritture meridionali che sono più tonde (telegu e malayalam). le settemntrionali si usano le lingue indoeuropee e le meridionali per le lingue dravidiche.

Le lingue pracrite (medio indoarie) sono state usate per le incisioni. Rapporto oralità e scrittura. Indiano sono molto reticenti rispetto alle loro scritture, perché la cultura indiana ha dato molta più importanza alla parola (almeno fino all’impero mogul) L’apprendimento orale era più usato. La scrittura può finire in mani sbagliate.

BRAHMI E KAROSTI. Unici momi di scritture premoderne che noi conosciamo da fonti autoctone. Gli altri nomi sono stati coniati dagli studiosi. In maniera arbitraria e non standardizzata. Quindi a volte vengono usati nomi diversi. Nomi geografici piuttosto che dinastici. Brahmi da brahman, quindi è la scrittura del brahma, tutto ciò che è sacro. È dunque la scrittura sacra. Karosti non si sa cosa significhi. Noi chiamiamo brahmi lingue che non si chiamavano così. Fano tutte parte delle ABUDGIDA, scrittura alfasillabiche. Tutte le scritture indiane ed etiopiche.

James prinsep ha decifrato la brahmi e la karosti. Tutte le scrizioni di asoka sono scritte in brahmi tranne nell’area dell’estremo nord est. Li troviamo gredo/ aramaico e karosti. Tuttii testi sono in lingue pracrite (lingue medio indoarie regionali)

La karosti è molto collegata al pracrito del gandhaara, il pracrito gandhaari era scritto con la scrittura karosti. La karosti si distingue perché si scrive da dx a sinistra. La karosti non era usata solo nel gandhaara, ma anche a mathuraa. Diffusa anche nel bacino del tarim (deserti circondato da montagne) città stato lungo le vie della seta. La karosti dura nelle aree centro asiatiche fino al 7 secolo d.c., adifferenza dell’india che scompare nel 3 secolo. La karosti è collegata al buddhismo. Le dinastie in gandhaara erano favorevoli al buddismo, e la karosti nell’asia centrale è un modo per trasmettere il buddhismo.

BRAHMI. Da sx a dx. ci sonod elle scrizioni non commissionate da asoka ma comunque dello stesso periodo. La brahmi non è ancora perfezionata in quegli anni, si pensa fosse appena entrata in usa, a differenza della kharosti che era più rodata.

Nel periodo sunga (2-1 sec a.c.) Comunque lingue usate in pracrito. Importante colonn di besnagar in bangladesh. Ha molti riferimenti al culto vishnuista, quindi è un’iscrizione induista, la più antica. Il devoto è un ambasciatore indogrego, quindi il culto vishnuita era diffuso la. Abbiamo anche le prime iscrizioni in sanscrito anche se ancor molto pracritizzato. E abbiamo le prime testimonianze di brahmi meriodionale , scritti su reliquiari buddhisti. Non sono testi copiosi, ma piccole frasi. Una riga.

Nel periodo KUSAANA (1-3 Secolo d.c.) Più marccata distinzione tra nord e sud. Assistiamo ad una piccola rivoluzione. Non più solo pracriti ma anche sanscrito e sanscrito-ibrido-epigrafico (commistione di sanscrito e lingue pracrite) è la più usata nelle iscrizioni. Ci sono molte iscrizioni buddiste, ma iniziano anch quelle induiste e jainiste,

iscrizioni rupestri di rudradaaman nel secondo secolo d.c. prima iscrizione in sanscrito relativamente lungs e secono di canoni del kavia, cioè la letteratura artistica indiana. Sono dei panegirici su sé stessi sui canoni della letteratura d’arte d’india, molto complessa e arricchita di elementi poetici.

GUPTA (4-5-seco a.c.) Il sanscrito diventa la lingua epigrafica d’eccellenza. L’epigraifa non meritaa il sanscrito, per questo si usano altre lingue per le epigrafi. Nel periodo gupta continua la diferenziazione regionali per le scritture. SANCHI centro buddhista, iscrizioni. Le iscrizioni su rame vengono usate per le transizioni politiche-economiche. Perfortuna queste lastre venivano poi sotterrate , quindi ci sono giunte.

Cè una forte regionalizzazione delle culture in india. Ogni regione ha le proprie caratteristiche nella lingua, rituali, cibo, abbigliamento etc. SIDDHAMATRKA. Scrittura più importante, diffusa molto nel centro nord, da lei deriveranno tutte le scritture tipo anche la devanagari. Divnets la scrittura epigrafica per eccellenza. Si diffonde anche in asia orientale e in cina dove si usa per i testi buddhisti, e in questi luoghi orientali viene chiamata “siddham”. Siddhamatrka significa “l’alfabeto perfetto, compito” ma siddham è anche una parola di buon auspicio scritto in ogni manoscritto buddhista. È molto angolare e spigolosa. Viene chiamata “scrittura a testa di chiodo” da quella testa di chiodo nasce la linea superiore del sanscrito. Questo perhè viene trascritto dall’inchiostro all’incisione. L’inchiostro fa la macchina, è un errore, ma viene copiato nelle incisioni, e si sviluppa fino a diventare una vera e propria linea. Scrittura gurmukhi, diffusa in panjab , che viene alla protosarada,

dalla SIDHAMATRAA vengono la NAGAARI e la GAUDI dalla NAGARI la devanagari dalla GAUDI la BENGALESE e ORIYAA.

ANCHE IL THAI DERIVA DALLA BRAAHMI.

Civiltà vallinda è la più antica. Non codificata. In quale relazione sta la scrittura vallinda e quelle di asoka? Derivano dalla vallinda? Pare di no perche le valinde sono tra il 3 e il 2 millennio avanti cristo e le aoka tra 3 e 2 a.c. e in mezzo non c’è nulla. Si pensa che sia caduta con la civiltà stessa. Ma se facciamo così supponiamo anche che la civlità vedica è rimasta illetterata. Non c’è nemmeno un riferimento alla scrittura.

Qual è l’origine quindi della brahmi e della kharosthi? KHAROSTI viene dalla scrittura aramaica. Secondo 3 criteri: paleografico strutturale e storico.