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Appunti del libro Hinduismo del professor Alberto Pellissaro
Tipologia: Appunti
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Capitolo 1 Il nome e la sua storia Il termine “hinduismo” non ha origine indiana bensi persiana. Deriva dal vocabolo iranico che indica la provincia orientale dell’impero achemenide sotto Dario a sua volta dal sancrito sindhu : nome generico per indicare un fiume, passato in latino tramite il greco come nome proprio “Indus” il fiume che oggi chiamiamo Indo. Non ha quindi valenza religiosa ma geografica in quanto indica le popolazioni che abitano il bacino di un certo corso d’acqua. Quando è stato impiegato in accezione religiosa da parte di popolazioni di provenienza extraindiana ha subito assunto valore residuale, passando ad indicare quelle popolazini di una certa regione, L’india, che non sono seguaci di una delle religioni del Libro – ? Come chiamano allora gli indiani la loro religione indiana tradizionale , quella che affonda le proprie origine in un passato immemorabile e che non ha fondatore storico (contrariamente al Busshismo e il jainismo) SANATANA DHARMA Norma immortale o legge imperitura fonte : Mahabharata Il nome ci dice qualcosa su chi possano essere gli Hinduisiti : sono gli indiani che non sono seguaci di una religione o di una delle religioni di origine indiana con un fondatore storico ma di un legamen con un origine autoctona indiana del fenomeno religioso che va sotto il nome di hinduismo Periodo storico Esistono tre macroperiodi:
Perché ciascuno di essi viene associato a un colore simbolico
1. I Sacerdoti Brāhmana Il cui compito sociale consiste nel ricevere e trasmettere conoscenza colore simbolico BIANCO Purezza. 2. I Guerrieri Ksatriya il cui compito sociale consiste nel difendere la società dai nemici interni ed esterni colore simbolico ROSSO Sangue 3. I Produttori e scambiatori di beni, la gente del popolo Vaisya unici produttori di ricchezza, gruppo ampio che comprende: agricoltori, artigiani, mercanti, banchieri il cui compito sociale consiste nel produrre e nell’aumentare la ricchezza della società Colore simbolico GIALLO Messi e Oro. 4. I Servitori Sudra compito sociale servire i tre gruppi superiori prestatori di opera libera .. non schiavi il colore simbolico è NERO TERRA. Tutti coloro che non rientrano in questo sistema, e sono la stragrande maggioranza sono definitivi: AVARNA Senza colore Il sistema dei varna, (Veda fa cenno) prende via via piede fino a diventare una vera e propria gerarchia di segregazione, che separa drasticamente i diversi settori della società indiana tradizionale. I principali parametri segregazionalistici sono : Prescrizioni dietetiche ( piu si è in alto più il vegetarianesimo diviene obbligatorio- chi sta in basso tendenzialmente onnivoro, può cibarsi di carne e pesce) Obblighi a sposare persone appartenenti al proprio colore I varna engogamici vengono segmentati in “recinti di vacche” GOTRA. Al sistema dei varna si sovrappone quello delle “nascite” le JĀTI Gruppi sociali su base occupazionale termine che i primi colonizzatori europei resero con “casta” a indicare un gruppo sociale chiuso cui si appartiene per nascita, di rilevanza locale e definito su base occupazionale. Pescatore figlio di pescatore appartenente ad una specifica Jati. Il sistema dei varna e della jāti garantisce una forma gerarchica coesa e coerente. Se la mobilità sociale individuale è preclusa, non vale lo stesso per quella di gruppo. Se un jat si accorge di stare scendendo nel “borsino sociale” (cioè che nessuno vuole sposare le donne di quella jati) puo tentare fortuna in un altro gruppo jati, ricordandosi la propria provenienza e riprovando secondo alcune accortezze matrimoniali di ricollocarsi in una posizione più vantaggiosa nella piramide sociale
persiste nel costume, specialmente per usanze matrimoniali. Gli esclusi e le altri fonti : Itihāsa e purāna
A loro sono dedicati due gruppi importanti di fonti , che costituiscono il patrimonio della cultura popolare indiana composte da una parte in sanscrito (samskrta) : lingua sacerdotale ed elitaria che etimologicamente vuol dire “ perfetto, completo” e anche “artificiale “che si contrappone alle parlate regionali dette pracriti (prakrta) nel senso di lingua “naturale” /”volgare” ( e non colta). I due gruppi di fonti popolari sono l’epica e le antiche storie, ITIHĀSA Cosi inverò fu. Purāna “ antico racconto”. I Purana “canonici” si dividono in 18 “grandi e 18 “secondari” si tratta di raccolte enciclopediche del sapere tradizionale per quanto può essere utilizzato dal popolo, con particolare attenzione ai temi quali i racconti di miti, il potere dei luoghi santi e il merito religioso legato a pratiche devozionali
Vaisesika deriva dalla parola visesa, cosi chiamata perché si fonda sulle “particolarità” o “specialità”. Carattere distintivo cosa individuale. Il Vaisesika considera le cose tali che sono e non rispetto a la comprensione dell’essere umano. Questo ambito è quello della natura manifestata. La manifestazione universale può essere vista in due modi diversi:
- Sinteticamente : a partire dai principi di cui è costituita e che la determinano in tutti i modi Sankhya - Analiticamente : nella distinzione degli elementi costitutivi multipli. Vaisesika In questo caso quindi è qualcosa di razionale e intellettuale el vero senso del termine. È possibile differenziare 7 categorie PADARTHA del reale fondate sul **Vaisesikasutra di Kanada.
Nyaya = cio tramite il quale la mente viene condotta ad una conclusione. La logica è intesa anzitutto come epistemologia nell’accezione di teoria della conoscenza e dell’errore, ma anche come capacità pratica di convincere l’interlocutore, il giudice arbitro e il pubblico di un dibattito. L’atto conoscitivo implica 4 condizioni : CONOSCITORE PRAMATR CONOSCIBILE PRAMEYA CONOSCENZA PRAMITI MEZZO DI CONOSCENZA PRAMANA Il nyaya è una trattatistica della realtà, un tentativo di inventariare il reale attraverso strumenti conoscitivi adeguati. La liberazione si consegue attraverso una conoscenza autentica della realtà, che a sua volta si può ottenere solo se si sia prima compreso in cosa consista la conoscenza, quali siano le sue fonti, i mezzi attraverso i quali viene raggiunta , e cosa possa distinguere la conoscenza autentica da quella falsa. Le sedici categorie - PADARTHA del Nyaya sono : 1 ). MEZZI DI CONOSCENZA VALIDA (permettono di conoscere la verita e di evitare l’errore comprende quattro tipi : percezione, inferenza, paragone, testimonianza verbale. 2). CONOSCIBILE (La reatlà che è oggetto della conoscenza valida) 3). DUBBIO (Stato di incertezza in cui la mente vaga tra due o piu punti di vista conflittuali relativamente a un medesimo oggetto) 4). SCOPO (oggetto desiderabile o indesiderabile, per conseguire o per evitare il quale il soggetto intraprende un attività) 5 ). ESEMPIO (fatto indiscutibile che illustra una regola generale) 6). CONCLUSIONE DEFINITIVA ( dottrina accolta come autentica da un sistema di pensiero, mediante argomentazioni valide) 7). RIDUZIONE DELL’ASSURDO (Ragionamento ipotetico, modo di pervenire a una conclusione esponendo l’assurdità della tesi contraria) 8). CONOSCENZA DECISIVA (ottenibile attraverso uno dei mezzi d conoscenza valida, solitamente preceduta dal dubbio ) 9). DIBBATTITO (discussione condotta con l’uso dei mezzi di conoscenza valida e del ragionamento ipotetico, in cui le argomentazioni esposte prendono la forma di inferenza; non si propone di contrastare una teoria avversa, ma di accettare la verità fattuale su un dato argomento di discussione ) 10). ERISTICA (discussione insincera in cui le due parti si confrontano animate dal desiderio di spuntare la vittoria una sull’altra anziché dalla brama di accettarne sinceramente la verità) 11). CAVALLI (entrano in ballo quando ci si propone non tanto di sostenere una tesi, ma solo di confutare la tesi avversaria, con un metodo puramente distruttivo) 12). RAGIONI LOGICE FALLACI ( In grado di invalidare un inferenza altrui, quando individuate nella tesi avversa, vengono denunciate come tali) 13). TRAVISAMENTI DELIBERATI ( Risposta sleale a un argomentazione dell’avversario, che non si è in grado di confutare con metodi leali, si fonda sul fraintendimento deliberato e sulla consapevole distorsione del punto di vista altrui) 14). OBIEZIONI FUTILI ( risposta sleale basata su una falsa analogia, che sfrutta futilmente la somiglianza o dissimiglianza tra due cose per controbattere un argomentazione sensata) 15). PUNTI DI IMMOBILITAZIONE (Cio che determina la sconfitta in un dibbattito: se una delle due parti da prova di aver frainteso, malinteso o non compreso la tesi propria o quella avversa, dovrà amemettere sconfitta 3.SAMKHYA Metafisica
Le modificazioni mentali da contrastare sono 5 : - Conoscenza autentica / conoscenza erronea / costruzione mentale/ sonno/ memoria. Per procedere all’arresto Nirodha occorrerà purificare la mente dalli flusso di RAJAS e TAMAS (Moto e stasi) lasciando spazio solo a SATTVA (luce) La schiavitu di Purusa nei confronti di Prakrti si manifesta secondo 5 afflissioni KLESA : nesceinza, egoità,attaccamento, avversione, adesione convulsa all’esisteza. La cessazione delle funzioni mentali ( cervello off) cittavrttirodha (vero obbiettivo della disciplina ) segue 5 livelli detti “ terre mentali” CITTABHUMI dove la mente è rispettivamente irrequieta, torpida, distratta, concentrata in un punto, cessata. Ogni stadio esclude gli altri, i primi tre tipi non conducono allo Yoga e vanno superati per accedere agli ultimi due. Le otto membra ASTANGA della disciplina sono:
- 1. YAMA 5 Astinenze o Proibizioni ( non violenza, verdicità, astensione al furto, astensione al rapporto sessuale, non attaccamento) - 2. NIYAMA 5 Osservanze o Obblighi ( purezza, contentamento, austerità, studio personale, dedizione al signore) - 3. ASANA posture - 4.PRANAYAMA Controllo de respiro - 5. PRATYHARA Ritrazione sensoriale - 6. DHARANA Concentrazione - 7. DHYANA Meditazione - 8. SAMADHI Attenzione concentrata Le prime 5 membra pratica esterna. Le ultime 3 interna unico processo. La pratica dello yoga porta al conseguimento d 8 poteri sovrannaturali detti perfezioni SIDDHI: Sottigliezza, rapidità, grandezza, attingimento, pervasione, signoria soggiogamento, ubiquità. 5. MIMAMSA Esegesi (interpretazione critica di un testo) Mimansa o Purvamimamsa ha come oggetto specifico la componente del VEDA dedicata all’azione rituale. Il sistema si offre come sostegno alla componente ritualistica del Veda offrendone in primo luogo un’esegesi interpretativa che consenta di comprendere le sue ingiunzioni , di armonizzare le apparenti incongruenze o contraddizioni in un quadro unitario coerente. Queste credenze riguardano soprattutto l’esistenza di un Sé che sopravviva alla morte del corpo fisico e che sia in grado di fruire i frutti del rituale da un’esistenza all’altra. La mimansa è pragmatica disposta ad accettare argomentazioni filosofiche purchè non entrino in conflitto con il DHARMA. La parte puramente descrittiva del Veda viene considerata dal mimamsa puramente propedeutica , la parte importante è la descrizione di riti e rituali. Il veda è fonte di conoscenza infallibile. Le categorie sono otto secondo I BATTHA Sostanza, qualità, attività, generalità, inerenza, energia, somiglianza, numero). Le divinità nominate dai Veda si configurano come destinatarie delle offerte rtuali beneficiarie del rito. Sono nulla più che le entità in nome delle quali si compie l’oblazione, da venerare solo perché c’è scritto nel Veda, non in nome di una loro effettiva maestà o capacita di incidere sul reale. Per questo la scuola è sostanzialmente ateistica : gli dei esistono solo in quanto se ne prescrive il culto, ma si potrebbero considerare finzioni conveniente per concretizzare le prescrizioni vediche. Lo scopo primario del rito infatti consiste ne portare a termine un sacrificio, non nel favorire una determinata divinità. Le divinità sono sostanzialmente esseri immaginari, che non hanno consistenza al di la dei mantra loro indirizzati. Il loro corpo è fatto di Parola, non di carne.
6. VEDANTA Mistica Vedanta o Uttaramimansa si fonda sul Brahmasutra , scuola di SANKARA. Il vedanta è la dine dei Veda, inteso in un doppio senso, fine dei testi vedici e la fine/realizzazzione. Trionfo dell’essere SAT -- e all’impossibilità del divenire. Il solo soggetto o realtà è i l sé ATMAN Secondo Potter è possibile sintetizzare tutta la filosofia della scuola di SANKARA in dodici proporzioni fondamentali:
2. Testi vaisnava Visnu samhita La scuola vaisnava si articola in 3 scuole fonti tantriche mitologiche ritualistiche PANACARATRA e VAIKHANASA e fonti non tantriche speculativo-devozionali BHAGAVATA Le principali categorie della teologia vaisnava sono relative ai concetti di “discesa sulla terra” e di “emanazione della divinità” (avatara e vyuha Visnu) 1.Testi saiva Siva agama Anche le fonti saiva si dividono in tantriche e non tantriche. Una delle più importanti è la produzione di Pasupati Pasupatasutra La loro teologia si fonda sulle tre categorie : PATI, PASU, PASA Signore , devoto , il legame che tiene l’uomo impastoiato al ciclo delle rinascite. Le fonti tantriche agamiche possono essere divise in alcune macrocorrenti: ° corrente settentrionale tendenza non dualistica ° corrente meridionale tendenza dualistica ° corrente centromeridionale tendenza devozionale speculativa La dottrina Pasupata con quella della saivasiddhanta la concezione della triade fondamentale, che oppone il Singore, la plutalità dei principi coscienti individuali detti “bestiame legato” e il legame che li incatena. (PATI-PASU-PASA) Pati è la categoria suprema entro la quale si risovlono Pasu e Pasa e pervade le 8 forme ( terra, acqua, fuoco, vento, spazio, sole, luna, e uomo in quanto committente del sacrificio) La carriera d’asceta pasupata si articola secondo 8 pentadi di stadi che riguardano : il suo status AVASTHA all’interno del corpo sociale e dell’ordine ascetico Il luogo DESA in cui si svolge la pratica specifica La forza BALA specifica che viene sviluppata L’impurità MALA che viene di volta in volta superata La purificazione VISSUDHI attraverso la quale si rimuove l’impurità Il mezzo UPAYA di rimozione dell’attingimento conseguito La forza dell’iniziazione diksakara corrispondente Particolare importanza assume il secondo stadio il luogo in cui il devoto vive sotto mentite spoglie tra la gente comune ignara della sua condizione di asceta, e si dedica a una serie di bizzarre pratiche antinomistiche ( es: riso immotivato, sonnolenza simulata, molestie sessuali ai danni di fanciulle, ubriachezza molesta, comportamento disdicevole di vario tipo) che hanno lo scopo preciso di attirare a sé la riprovazione della comunità. questo comportamento innesca un meccaniscmo di trasferimento al KARMAN --> attraverso il quale l'adepto trasferisce a chi lo rimprovera ingiustamente (ignorando la natura simulata del suo agire) i propri demeriti e attira a se i loro meriti. 3.Testi sakta DEA Tantra Le tradizione sakta meno coerenti di vaisnava e saiva (uha uha uha uha ) , vuoi per il sovrapporsi di sistemi tassonomici diversi ( 7 norme di condotta/ 4 troni /6 lignaggi /10 forme della Dea). Si dividono in due orientamenti : -SRIKULA (daksinacara) condotta di destra diffuso in India meridionale -KALIKULA (vamacara) condotta di sinistra Nord-Est Esse fanno riferimento all’uso delle 5 “EMME” PANCAMAKARA ossia i 5 elementi di base del servizio divino PUJA. MADYA Liquore MAMSA Carne MATSYA Pesce MUDRACereali tostati MAITHUNA Coito rituale. Lo Yoga tantrico
Le scuole dello Yoga tantrico si possono ridurre in due varianti principali , intrecciate tra loro: 1° La disciplina fondata sulla forza Hathayoga maestro semileggendario : Matsyendranatha 2° La disciplina della serpe acciambella Kundalini maestro: Goraksanatha 2° Nella disciplina della serpe acciambella sono presenti i capisaldi della scuola o dottrina “fisiologica sottile” che prevede l’interpretazione del corpo come un diagramma attraverso dei “centri” o “ruote” di energia CAKRA e canali NADI attraverso i quali scorrono i diversi soffi vitali (5 principali e 5 secondari)e in cui si può forzare il risveglio e il passaggio di un’energia o potenza normalmente dormiente, detta “serpe acciambella KUNDALINI , situata alla base della colonna spinale. La serpe viene addestrata mediante opportune tecniche a percorrere il transito che la porterà lungo un percorso ascendente su su fino alla fontanella occipitale, il cosidetto foro del Brhama condizione che equivale alla liberazione 1°La lettura dello Hathayoga insiste meno sulla fisiologia sottile e più su pratiche psicofisiche. Non vanno dimenticate le upanisad dello yoga. La dottrina dello Hathayoga e delle scuole collegate è fluida, non sistematica, variabile a seconda delle fonti testuali considerate di volta in volta. Lo stesso termine Hatha “forza” o “sforzo” è un ottimo esempio di tale simbologia. Scomposto dalle due sillabe HA SOLE e THA LUNA. Oltre al riferimento di due entità astronomiche fa riferimento anche al passaggio dell’aria attraverso le narici e alla lateralizzazione del corpo, concepito attraverso una serie di canali NADI in cui circolano diverse forme di energia. Il punto dei canali che si intersecano a più riprese genera le cosiddette ruote energetiche CAKRA.
Il canale (NADI) non è solo un vaso in cui circola il sangue, ma può essere anche molto sottile per consentire il transito di fluidi via via meno grossolani. I Canali più importanti sono 10 ma tra essi 3 CANALI Fondamentali:
Capitolo 2: Principali temi Il sacrificio vedico e la sua interiorizzazione
I riti sacrificali vedici si distinguono in: SOLENNI SRAUTA Intervento di un numero di sacerdoti officianti proporzionale alla solennità del rito tra i riti solenni più importanti il sacrificio del cavallo (da sovrano per dignità monarca universale ) DOMESTICI GRHYA più modesto, compiuto dal capofamiglia senza mediazione sacerdoti. Il sacrificio ( Yajna) più importante delle pratiche religiose vediche è l’immolazione sul fuoco sacrificale di una vittima animale. PRIMO TRASFERIMENTO : L’individuazione di una vittima vicaria per consentire al committente di compiere il sacrificio e contemporaneamente di sopravvivere: -uccisione via soffocamento, no spargimento di sangue che potrebbe contaminare area sacrificale. -Attraverso formule eufemistiche si ottiene consenso dall’anima per essere ucciso, cio permette di distinguere il sacrificio – dall’uccisione. -La vittima va messa al limite tra area consacrate e non consacrata per evitare che contamini la prima e sia estranea alla seconda.
fondi proprio sulla interiorizzazione del sacrificio stesso. QUARTO TRASFERIMENTO: Sacrificio di Sé: Dopo aver rinunciato una volta per sempre al sacrificio come spegnimento di vite. Il sacrificio viene sublimato in sacrificio del Sé ( leggenda macantropo si smembra per dare luogo alla moLteplicità) ovvero rinuncia ai frutti dell’azione. E’ possibile accostare questi 4 trasferimenti ai 4 livelli dei VEDA:
**- SAMHITA
il voto di rinuncia al mondo e diventare 4° Rinunciante SAMNYASIN : indossare veste ocra/ privarsi di ogni legame, proprietà e rinunciare al suo ruolo sociale, morto no cremato ma inumato. PURUSARTHA ( KAMA ,ARTHA, DHARMA, MOKSA ) si coordinano con ASRAMA ( STUDENTE, CAPOFAMIGLIA, EREMITA, SAMNSIASA).
- Nello stadio dello Studente prevale Dharma - Grhastha (capofamiglia ) artha/ profitto (temperato dal dharma) - Samniasin moksa - Kama(piacere) no stadio specifico riservato a donne estranee dai stadi di vita. I riti di passaggio SAMSKARA e i sacrifici La periodizzazione dell’esistenza è una costante dell’hinduismo e si concretizza in una serie di atti codificati Riti di passaggio destinati a segnare le tappe salienti della vita La lista classica comprende 16 preparazioni 16 SAMSKARA : 3 situati nella vita prenatale Concepimento – auspicio della nascita di un maschio – scriminatura dei capelli della puerpera 11 situati nel periodo che va dalla più tenera età fino ad adolescenza nascita / imposizione del nome / uscita dalla camera natale / prima assunzione di cibo solido / tonsura / foratura dei lobi e delle orecchie / inizio dell’apprendimento / iniziazione / inizio dello studio dei Veda/ rasatura della barba / ritorno a casa del discepolo 2 vita adulta matrimonio /riti funebri I riti funebri variano di tempo e di modalità a seconda della classe gerarchica a cui si appartiene. Es: bramhani può durare 11 anni, riti complessi e rigidi. I riti servono a trasformare gradualmente quello che è semplicemente un trapassato (preta) in un antenato (pitr) personaggio destinato a irradiare la propria benefica influenza sulle generazioni ancora in vita della sua stirpe 5 sacrifici quotidiani PANCAYAJNA di derivazione vedica ma perfettamente inseriti del sistema di valori dell’hinduismo : - 1) Sacrificio degli Dei Devayajna : schegge di legno unte di burro fuso offerte del guoco domestico - 2 )Sac. agli antenati pitryajna : offerte d’acqua per placare la sete - 3) Al braham : brahamyajna :studio e recitazione mnemonica di testi sacri o di brevi formuele di preghiera e di invocazione - 4) Agli uomini nryajna : venerazione dell’ospite elemosina verso i poveri - 5 )Agli esseri bhutayajna : offerte di cibo sparse al suolo per gli spiriti e esseri semidivini. 1-2-3 il devoto ripaga il triplice debito originario : rnatraya , contratto dei confronti di tre categorie di esseri : dei, antenati e veggenti Il pellegrinaggio ai guardi (attraversamento testi/persona/posto) sacri Le radici vediche del pellegrinaggio hinduista vanno ricercate nel Rveda in cui compare più volte il termine Tirtha “via /passaggio” oppure “guado/guado sacro” luogo in cui è possibile passare guadando un corso d’acqua e in cui è uso radunarsi in occasione di determinate festività. Origine della pratica del
pellegrinaggio usanza di radunarsi nei punti guadabili di fiumi e torrenti per celebrare una qualche festa periodica. Anche nei Purana ( gruppo di testi sacri Hindu, di carattere principalmente mitico e culturale, destinati anche a donne e sudra (4 casta) invece proibili dei testi SHRUTI ( ascolto – tramandati da veggenti) Le funzioni del pellegrinaggio sono anch’esse molteplici:
- Per individuo pratica di purificazione e via di salvezza - Per intenti di unificazione culturale del mondo indiano potente mezzi di legittimazione Si intravede gia l’esito maturo di questa concezione geopolitica della pratica : il pellegrinaggio sostitutivo permette di conseguire i medesimi risultati del viaggio reale, con evidenti risparmi economi e riduzione dei rischi. I singoli Tirtha sono inseriti armoniosamente in complessi sacri che prendono il nome di campi ksetra ognun dei quali racchiude in sé (un corso d’acqua /montagne/ specie viventi o animali) tutti i diversi Tirtha. Un campo Ksetra diventa così replica su scala minore della geografia sacra dell’intero subcontinente. Il meccanismo in atto è quello gia citato prima del pellegrinaggio sostitutivo, grazie al quale singoli tirtha di uno Ksetra sono collegati tra loro da un itinerario o circuito PARIKRAMA che i pellegrini percorrono fino alla meta finale del viaggio. Ogni Ksetra prevede al suo interno itinerari alternativi, limitati in termini di spazio e di tempo in base alla propria resistenza fisica del pellegrino. Bisogna ricordare che nel Bhagavadgita il termine Ksetra sta per corpo dell’uomo conoscitore del campo analogia tra macrocosmo e microcosmo / tra campo esteriore del pellegrino e campo interiore della coscienza. Luoghi sacri mentali NO FEDE NO EFFETTO : Per poter affrontare il viaggio o fare pellegrinaggio ci vuole una predisposizione di “purezza di cuore “ per poter effettivamente parteciapre a pratiche come dono, sacrificio…. Purezza di cuore, veracità, compassione, perdono, controllo dei sensi qualità morali considerate come luoghi sacri mentali MANASATIRTHA in omaggio al principio secondo il quale ne il pellegrino ne altre pratiche virtuose come dono, sacrificio , ascesi, studio o purificazione rituale possono recare frutto se intrapresi senza fede SRADDHA e ferma risoluzione sankalpa di portarli a termine, La purezza di intensione è l’unica garanzia di efficacio del rito mezzo principale per conseguire la conoscenza del Sommo Signore. Con la speculazione sui luoghi sacri mentali la dimensione interiore si rileva una caratteristica primaria e affianca la pratica apparentemente solo esteriore del pellegrinaggio. Si puo definire paesaggio interiore l’armonica combinazione entro la sfera del sacro (luoghi/tempi/significati/riti/comportamenti) l’ equiparazione tra la dimensione interiore del microcosmo umano e quella esteriore del macrocosmo individuato provvisoriamente nel sito. I concetti macrocosmo Brahmanda l’uovo di Brahma raffigurazione del cosmo in forma embrionale, racchiuso entro un guscio che comprende in sé tutto l’universo conosciuto e microcosmo Pindanda l’uovo fatto da cibo si riferisce al bolo sacrificale PINDA una sorta di polpetta di riso pressato che rappresenta l’offerta fatta ai defunti per consentire loro di trasformarsi in antenati dell’aldilà. Per lo yogin persona che pratica yoga e che quindi ha piena consapevolezza di se e dell suo interno. Ecco dunque che per compiere il pellegrinaggio non solo non è necessario spostarsi dal luogo in cui ci si trova, ma per l’asceta non è neppure necessario volgersi al di fuori del sé: tutto è gia li, nel proprio corpo. La pratica del pellegrinaggio si può risolvere in un viaggio interiore alla scoperta di se stessi, mediante l’esercizio della sovrapposizione mistica, pratica meditativa tantrica che consiste nell’instaurazione di svariati supporti meditativi finalizzati a fini rituali.
Il pellegrino che voglia attribuire particolare valore al proprio pellegrinaggio può compierlo eseguendo una serie ininterrotta di prostrazioni usando il proprio corpo per misurare la distanza che lo separa dalla meta. Tra i preparativi principali figurano: ***L’uso di radersi il capo. *la pratica purificatoria del digiuno
Allestimento di tendopoli, servizi e di regolamentazione d’accesso ai corsi d’acqua per il bagno rituale e sollecitare quanti si attardano per consentire a tutti di immergersi. (Diverse dispunte tra i gruppi di asceti- laici per ultimi) : il posto privilegiato spetta a coloro che osservano la nudità rituale NAGNASADHU La nudità rituale è simbolo di maggiore purità e austerità rispetto agli ordini ascetici che accettano di portare i vestiti Per ultimi sfilano gli asceti eruditi L’imponente flusso umano per quanto sembri spontaneo è in realtà regolamentato. A Prayaga , confluiscono 3 fiumi , due visibili : Ganga e Yamuna e il terzo sotterraneo : Sarasvati la treccia fatta di tre fili. Parallelo con: - i 3 attributi Gunas sattva, rajas e tamas -tre canali :Nadi ida e pingala che si intrecciano sul canale centrale susumma I luoghi sacri: Posto piu sacro VARASI detto anche Kasi -L’antica area urbana di Kasi è il più celebre luogo santo dell’India.
-E’ una delle 7 città sante saptapuri