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Seneca e Petronio (differenze), Appunti di Latino

Seneca, Petronio e l’educazione scolastica

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 02/11/2022

Martina.0
Martina.0 🇮🇹

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Seneca apparteneva a una ricca famiglia provinciale di rango equestre. Molte opere sono state perse ma ci
sono pervenuti vari testi tra cui i trattati, i dialoghi che è una raccolta di 10 opere di argomento filosofico e
varie tragedie.
Seneca si sofferma spesso sul discorso della scuola, su quello dei maestri, sulla cultura e sul discorso dello
stoicismo. Seneca percepisce la vita come un’autoeducazione e un servizio educativo da offrire agli altri. Per
lui il fine educativo è riuscire ad avere una personalità aperta, che abbia il senso dell’uguaglianza e della
fratellanza e che sia contro ogni forma di violenza e crudeltà.
Seneca mira alla cura di sé e all’auto definizione interiore attraverso la filosofia, fattore primario ed
essenziale che porta l’uomo al superamento delle passioni.
Nell’epistolario, chiamate “lettere a Lucilio” Seneca ci trasmette il suo messaggio educativo, cioè il fatto che
ognuno di noi deve impegnarsi nello studio, non per la scuola in sé, ma per un nostro bene principale. Il
pensiero di Seneca è influenzato in particolare dallo stoicismo, l’ideale è quello di raggiungere l’integrità
morale ed intellettuale attraverso l’autocontrollo e il distacco delle cose terrene. Seneca critica anche
l'istruzione fine a se stessa e le arti liberali. Egli definisce in particolare la figura del saggio, controlla le
proprie passioni e con l’uso della ragione accetta il proprio destino; il saggio è il vero maestro del genere
umano. Il suo pensiero quindi non è rivolto alle istituzioni educative, quanto al percorso di autoeducazione
che ciascuno deve compiere.
Di Petronio abbiamo pochi dati autobiografici che si basano principalmente sulla testimonianza di Tacito.
L’opera principale è il Satyricon che descrive le avventure vissute da Encolpio, la voce narrante in
compagnia di un retore Agamennone impegnati in un vivace discussione avvenuta all’uscita della scuola in
una città campana. L’argomento del loro incontro-confronto è proprio l’educazione dei giovani, la
decadenza delle arti e dell’eloquenza.
Encolpio afferma che nelle scuole i ragazzi si disorientano perché non vedono e non sentono quello che
realmente hanno sotto le mani. A forza di sproloqui e di frasi buttate a caso l’effetto finale è quello di farli
sentire in un altro mondo. Incolpa di ciò i retori che hanno rovinato l’eloquenza, con giochetti deliranti e
inutili, perché l’arte della parola non ha bisogno né di trucchi né di gonfiature, ma appare bella per la sua
naturalezza.
Encolpio quindi individua nelle scuole le cause della decadenza dell’eloquenza:
-si scaglia contro l’eloquenza fine a se stessa che non prepara i giovani alla realtà delle cose, quindi
denuncia la lontananza dalla realtà.
Agamennone a differenza di encolpio rovescia la colpa di ciò sui genitori che non vogliono che i loro figli
migliorino. I genitori pur di centrare le loro aspettative, espongono al mondo dei ragazzi immaturi. Lo studio
bisognerebbe integrarlo in modo graduale cosicché i giovani siano in grado di modellare le proprie menti.
Agamennone afferma che i maestri devono imparare a non assecondare i ragazzi ma bensì educarli ed
istruirli e quindi non essere incapaci di contrastarli e i genitori colpevoli perché costringono i figli ad
affrontare la complessa realtà della vita ancora immaturi e senza graduale percorso di studi.
La differenza evidente tra i pensieri sull’istruzione di Seneca e Petronio è che Seneca promuove una cultura
costruita per se stessi non a scopo di qualcosa, per lui è un percorso che ognuno di noi deve fare in modo
individuale.
Nel testo di Petronio viene incolpata la scuola e i maestri per la poca preparazione dei ragazzi ed è più
legato a ciò che il complesso scolastico dovrebbe insegnare ai ragazzi e poi i genitori che dovrebbero dare
tempo ai figli per essere pronti ad affrontare gli studi. Seneca è legato più ai concetti che ognuno dovrebbe
imparare sulle esperienze di vita. Petronio è legato di più ai concetti scolastici.

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Seneca apparteneva a una ricca famiglia provinciale di rango equestre. Molte opere sono state perse ma ci sono pervenuti vari testi tra cui i trattati, i dialoghi che è una raccolta di 10 opere di argomento filosofico e varie tragedie. Seneca si sofferma spesso sul discorso della scuola, su quello dei maestri, sulla cultura e sul discorso dello stoicismo. Seneca percepisce la vita come un’autoeducazione e un servizio educativo da offrire agli altri. Per lui il fine educativo è riuscire ad avere una personalità aperta, che abbia il senso dell’uguaglianza e della fratellanza e che sia contro ogni forma di violenza e crudeltà. Seneca mira alla cura di sé e all’auto definizione interiore attraverso la filosofia, fattore primario ed essenziale che porta l’uomo al superamento delle passioni. Nell’epistolario, chiamate “lettere a Lucilio” Seneca ci trasmette il suo messaggio educativo, cioè il fatto che ognuno di noi deve impegnarsi nello studio, non per la scuola in sé, ma per un nostro bene principale. Il pensiero di Seneca è influenzato in particolare dallo stoicismo, l’ideale è quello di raggiungere l’integrità morale ed intellettuale attraverso l’autocontrollo e il distacco delle cose terrene. Seneca critica anche l'istruzione fine a se stessa e le arti liberali. Egli definisce in particolare la figura del saggio, controlla le proprie passioni e con l’uso della ragione accetta il proprio destino; il saggio è il vero maestro del genere umano. Il suo pensiero quindi non è rivolto alle istituzioni educative, quanto al percorso di autoeducazione che ciascuno deve compiere. Di Petronio abbiamo pochi dati autobiografici che si basano principalmente sulla testimonianza di Tacito. L’opera principale è il Satyricon che descrive le avventure vissute da Encolpio, la voce narrante in compagnia di un retore Agamennone impegnati in un vivace discussione avvenuta all’uscita della scuola in una città campana. L’argomento del loro incontro-confronto è proprio l’educazione dei giovani, la decadenza delle arti e dell’eloquenza. Encolpio afferma che nelle scuole i ragazzi si disorientano perché non vedono e non sentono quello che realmente hanno sotto le mani. A forza di sproloqui e di frasi buttate a caso l’effetto finale è quello di farli sentire in un altro mondo. Incolpa di ciò i retori che hanno rovinato l’eloquenza, con giochetti deliranti e inutili, perché l’arte della parola non ha bisogno né di trucchi né di gonfiature, ma appare bella per la sua naturalezza. Encolpio quindi individua nelle scuole le cause della decadenza dell’eloquenza: -si scaglia contro l’eloquenza fine a se stessa che non prepara i giovani alla realtà delle cose, quindi denuncia la lontananza dalla realtà. Agamennone a differenza di encolpio rovescia la colpa di ciò sui genitori che non vogliono che i loro figli migliorino. I genitori pur di centrare le loro aspettative, espongono al mondo dei ragazzi immaturi. Lo studio bisognerebbe integrarlo in modo graduale cosicché i giovani siano in grado di modellare le proprie menti. Agamennone afferma che i maestri devono imparare a non assecondare i ragazzi ma bensì educarli ed istruirli e quindi non essere incapaci di contrastarli e i genitori colpevoli perché costringono i figli ad affrontare la complessa realtà della vita ancora immaturi e senza graduale percorso di studi. La differenza evidente tra i pensieri sull’istruzione di Seneca e Petronio è che Seneca promuove una cultura costruita per se stessi non a scopo di qualcosa, per lui è un percorso che ognuno di noi deve fare in modo individuale. Nel testo di Petronio viene incolpata la scuola e i maestri per la poca preparazione dei ragazzi ed è più legato a ciò che il complesso scolastico dovrebbe insegnare ai ragazzi e poi i genitori che dovrebbero dare tempo ai figli per essere pronti ad affrontare gli studi. Seneca è legato più ai concetti che ognuno dovrebbe imparare sulle esperienze di vita. Petronio è legato di più ai concetti scolastici.