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Slide cap11, Appunti di Economia Politica

Slide capitolo 11 Blanchard macroeconomia

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 18/05/2016

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5/12/2016
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Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea, Il Mulino 2014
Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-2010
CapitoloXI
La«granderecessione»:
lacrisidel20072010
Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea, Il Mulino 2014
Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-2010
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Nell’autunnodel2008ilmondoèentratonellarecessionepiù
profondamairegistratadallasecondaguerramondiale.
L’originedellarecessioneèstataunacrisifinanziariainiziatanegli
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Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

Capitolo XI

La «grande recessione»:

la crisi del 2007 ‐ 2010

Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

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Nell’autunno del 2008 il mondo è entrato nella recessione più profonda mai registrata dalla seconda guerra mondiale.

L’origine della recessione è stata una crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti nell’estate del 2007, poi diffusasi in Europa e rapidamente nel mondo intero.

La crisi finanziaria è iniziata nel mercato dei mutui subprime, una piccola parte del mercato immobiliare statunitense che eroga mutui a coloro che hanno una probabilità relativamente alta di non essere poi in grado di ripagare.

Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

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1. “Fin che la barca va… ”

Per capire l’origine della crisi partiamo dai prezzi delle case negli USA dal 1980.

Fig. 11.1 Andamento dei prezzi immobiliari.

Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

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Dal primo decennio di questo secolo i prezzi delle case sono aumentati molto senza alcuna ragione evidente (a differenza dell’aumento avvenuto nel 1940): né i costi di costruzione, né la crescita della popolazione giustificano un tale aumento dei prezzi.

Il crollo dei prezzi delle case, di circa il 30% in media negli Stati Uniti tra il 2006 e il 2009, ha messo in ginocchio l’intera economia.

1. “Fin che la barca va… ”

Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

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L’aumento dei prezzi delle abitazioni è stato la conseguenza di un lungo periodo di tassi di interesse estremamente bassi, che hanno reso molto conveniente prendere a prestito per comprare una casa, soprattutto se si credeva, come allora, che la bolla potesse continuare.

La Fed ha mantenuto bassi i tassi di interesse, perché l’inflazione era bassa. Infatti i prezzi delle case non entrano direttamente nell’indice utilizzato per calcolare l’inflazione.

2. Famiglie con troppi debiti

Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

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Prendere a prestito per comprare una casa è stato incoraggiato anche da un cambiamento delle regole seguite dalle banche per approvare un mutuo, regole che sono diventate molto meno severe.

Fig. 11.3 Percentuale di default sui mutui subprime.

2. Famiglie con troppi debiti

Blanchard Amighini Giavazzi, Macroeconomia – Una prospettiva europea , Il Mulino 2014 Capitolo XI. «La grande recessione»: la crisi del 2007-

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2. Famiglie con troppi debiti

Se le banche non sono abbastanza attente quando erogano un mutuo, nel momento in cui i prezzi delle case iniziano a calare alcune famiglie vanno “in rosso”, nel senso che quanto hanno preso in prestito dalla banca supera il valore di mercato della loro casa.

Può succedere che la famiglia abbandoni la casa o smetta di pagare il mutuo. Alla banca resta la possibilità di riscattare la proprietà della casa. Poiché il valore della casa è inferiore al valore del prestito che è stato inizialmente concesso, la banca registra una perdita.

Questo da solo, però, non è sufficiente a spiegare quanto è successo.

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3. Leva finanziaria e propagazione

Per spiegare perché il crollo dei prezzi si è amplificato bisogna introdurre il concetto di “leva finanziaria”.

Rapporto di leva = Attività/Capitale

Seppur rischioso, alle banche conviene avere un elevato rapporto di leva finanziaria. Quando le cose vanno bene, un elevato rapporto di leva garantisce ritorni molto elevati, ma quando le cose vanno male il capitale per far fronte alle perdite è minimo.

Nel tempo, complice la cattiva regolamentazione, anche le altre istituzioni finanziarie iniziarono ad avere un elevata leva finanziaria.

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3. Leva finanziaria e propagazione

I principali canali attraverso cui la crisi finanziaria ha colpito l’economia reale:

  • la contrazione del credito ha colpito gli investimenti;
  • il calo del mercato azionario (che si aggiunge al calo dei prezzi delle abitazioni) ha ridotto il valore della ricchezza delle famiglie e quindi dei consumi.

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4. L’uso e i limiti della politica

Dal punto di vista macroeconomico, la crisi finanziaria ha avuto un effetto duplice:

  • un elevato aumento del tasso di interesse a cui famiglie ed imprese prendevano denaro a prestito: improvvisamente prendere a prestito per finanziare investimenti è diventato molto difficile.
  • una drammatica diminuzione di fiducia: ciò portò a una netta diminuzione nei consumi, che erano già a un livello basso per la riduzione del prezzo delle case e delle azioni.

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5. Le iniziali risposte di politica

Nel complesso, l’alto costo del denaro, il basso prezzo delle azioni e la minore fiducia hanno causato una diminuzione della domanda di beni, cioè uno spostamento verso il basso della curva IS.

  • Al fine di evitare una corsa agli sportelli, negli USA fu aumentata l’assicurazione sui depositi federali.
  • La FED fornì un’estesa liquidità al sistema finanziario.
  • La FED intervenne con ampi programmi di acquisto di titoli, pubblici e privati.

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5. Le iniziali risposte di politica

  • Il governo americano introdusse un programma per rimuovere dai bilanci delle banche gli asset di cattiva qualità.
  • Il governo americano implementò una politica fiscale espansiva caratterizzata da un aumento della spesa pubblica e da una riduzione delle tasse

Tuttavia, questa combinazione di misure fiscali, monetarie e finanziarie non era abbastanza per evitare il notevole calo dell’output per gli Usa. Il Pil cadde del 3,5% nel 2009 e recuperò solo successivamente con molta lentezza.