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Statistica: principi e metodi Cap. 15 - Popolazione, campione e distribuzioni campionarie
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Inferenza statistica
prodotti elettronici, un campione di prodotti viene messo in funzione e, per ciascun oggetto coinvolto nell'esperimento, viene
dei tempi di vita del campione può essere impiegata per stimare il tempo di vita medio μ dei prodotti considerati.
es4. Prove Cliniche. Lo studio dell'efficacia di nuovi farmaci viene effettuata con esperimenti chiamati prove cliniche. Non potendo somministrare un nuovo farmaco a tutti i soggetti che ne necessitano, il farmaco viene assunto da un numero limitati di pazienti. Viene quindi misurato l'effetto sperimentale su tutti i soggetti del campione. Con questi valori rilevati si stima l'effetto incognito del farmaco.
Esempi di inferenza statistica
Esiste una popolazione costituita da un numero finito di
individui chiaramente individuabili ed etichettabili.
La popolazione di riferimento preesiste all'osservazione che
fornisce i dati campionari.
Selezionando opportunamente una piccola parte di individui, si
rileva su di questi il carattere di interesse.
La caratteristica di interesse nella popolazione, che vogliamo
stimare sulla base delle informazioni parziali che si ottengono dal
campione, prende nome di parametro
Campionamento da popolazioni finite
L’estrazione a sorte di un’unità da una popolazione di N
unità genera una v.c. la cui distribuzione di probabilità
è identica alla distribuzione di frequenza relativa del
carattere nella popolazione.
Le costanti caratteristiche (media, mediana,
deviazione standard) della v.c. X sono uguali a quelle
del carattere X nella popolazione.
Popolazione finita e v.c. associata
all’estrazione a sorte di un’unità
Le n v.c. X 1 , X 2 , …, Xn sono indipendenti ed
identicamente distribuite (i.i.d.)
Popolazione finita e campione
casuale ( semplice con ripetizione)
Supponiamo di considerare un esperimento clinico per valutare
l’effetto di una determinata terapia in termini di guarigione.
L’esito dell’esperimento sul singolo paziente può essere descritto
mediante una v.c. X di Bernoulli che assume valore 1 (guarigione)
con probabilità p e valore 0 (non guarigione) con probabilità 1-p.
Popolazione teorica e v.c. associata
ad un esperimento clinico
X ∼ Ber(p)
La legge di probabilità è data da
( ) ( 1 ) , 0 , 1.
= − =
f x p p x
x x
Supponiamo di sottoporre a terapia n pazienti che presentano caratteristiche similari rispetto a fattori che potrebbero concorrere, insieme alla terapia, a determinare l’esito dell’esperimento. Per ognuno dei pazienti, l’esito è descrivibile da una v.c. X di Bernoulli
Popolazione teorica e campione
casuale: es. esperimento clinico
Xi ∼Ber(p), i=1,..., n
Le n v.c. X 1 , X 2 , …, Xn sono indipendenti ed hanno tutte la
stessa distribuzione di probabilità (i.i.d)
f(x ) p (1 p) , xi 0, 1. x 1 x i = i^ − − i =
Se l’esperimento consiste nel prelevare dalla linea di produzione n
confezioni di pasta, si può assumere che, in assenza di fenomeni
perturbatori del processo produttivo, il peso di ogni confezione si
comporti come una v.c. normale di media μ=500 g e con deviazione
standard σ.
Popolazione teorica e campione
casuale: es. controllo qualità
Xi ∼ N( , ),i=1,..., n
2 μ σ
− ^ − i
σ
x μ 2
1
i^2
Le n v.c. X 1 , X 2 , …, Xn sono indipendenti ed hanno tutte la
stessa distribuzione di probabilità (i.i.d)
Con il termine popolazione si farà riferimento alla
popolazione generatrice dei dati campionari.
Nel campionamento da popolazione finita, la
popolazione generatrice è data dal collettivo statistico costituito dalla “totalità” degli elementi.
Nel campionamento da popolazione teorica, la
popolazione generatrice è data dal modello probabilistico descrittivo della v.c. X associata all’esperimento. Il modello descrittivo della popolazione verrà indicato con fX( x; θ), dove il simbolo θ indica il parametro.
Popolazione
Problema diretto (deduttivo) e
problema inverso (induttivo)
Dato il campione casuale X 1 , X 2 , …, Xn
composto da n v.c. i.i.d., si denomina campione osservabile una specifica realizzazione del campione casuale, ossia una n-upla di numeri che indichiamo con ( x 1 , x 2 , …, xn).
Tutti i possibili campioni osservabili
costituiscono lo spazio campionario.
Spazio campionario
Supponiamo che la durata del periodo di gestazione sia descritta da una v.c. normale con media 265 e deviazione standard 18.
Esempio 2: spazio campionario
continuo
x 1 x 2 x 3 x 4 x 5 282.12 270.60 256.49 300.14 276. 249.42 266.57 303.47 254.40 255. 258.23 259.49 269.54 316.34 240. 253.32 270.59 299.43 250.20 262. 248.62 291.46 264.28 258.52 265. 269.10 232.19 267.01 252.18 256. 257.67 268.41 249.25 284.03 274. 267.99 278.08 297.70 255.91 252. 285.05 278.77 263.28 284.06 249. 272.84 314.08 262.44 306.29 236. 245.23 267.38 274.47 259.49 226. 271.13 291.66 275.40 282.92 305. 229.13 236.71 242.97 280.85 250. 230.88 246.21 262.35 240.61 287. 246.74 262.24 230.28 280.64 291.
Lo spazio campionario dei campioni di ampiezza 5 estraibili da questa popolazione è composto da infiniti campioni , che non sono enumerabili come nell’Esempio
Nella tabella sono riportati 15 campioni di ampiezza 5 estratti casualmente dalla nostra popolazione. Si tratta di un sottoinsieme dell’infinità di campioni di ampiezza 5 che costituiscono lo spazio campionario in questione.
∼ N(265, 18 ) 2 X
Si chiama statistica campionaria o variabile casuale
campionaria una qualsiasi funzione delle v.c. X 1 , X 2 , …, Xn
che compongono il campione casuale.
T=T(X 1 , X 2 , …, Xn )
Ogni statistica campionaria, quale funzione di v.c., è una
variabile casuale.
La distribuzione campionaria di una statistica è la
distribuzione di probabilità (caso discreto) o di densità
di probabilità (caso continuo) dei valori che la statistica
assume nello spazio campionario.
Statistiche campionarie