Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Il primo cambiamento economico: dall'agricola all'industriale, Dispense di Storia Economica

Il primo cambiamento strutturale dall'economia agricola all'economia industriale, con un focus sulla fine della guerra e il periodo di ricostruzione economica del sud in Italia. Viene anche discusso il ruolo delle banche e il fenomeno del boom e del panico nel ciclo economico. Il documento include anche informazioni sulle teorie economiche dominanti del tempo e la nascita delle prime facoltà di economia in Italia.

Tipologia: Dispense

2015/2016

Caricato il 15/06/2016

vincenzo.trisciuoglio
vincenzo.trisciuoglio 🇮🇹

1 documento

1 / 47

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
STORIA DELL’ECONOMIA
STORIA DELL’ECONOMIA
Argomenti lezione
1. Che cosa è la storia dell’economia?
2. Che cosa sono i fattori produttivi?
3. Differenza produzione e produttività
1. CHE COSA E’ LA STORIA DELL’ECONOMIA
La storia dell’economia è la storia di quattro aspetti: è la storia dei fatti (economici),
delle istituzioni(economiche), delle teorie(economiche) e delle persone(economiche)
che concorrono e talvolta frenano il cambiamento della base dell’esistenza materiale
e collettiva; l’elemento soggettivo è molto importante.
Una parola chiave nella storia dell’economia è il cambiamentodinamica
economica, non statica si occupa di squilibri, non equilibri come altre materie.
2. FATTORI PRODUTTIVI
Scaletta:
1. Fattori di produzione a livello economico
2. Quali sono i fattori produttivi
3. Che cosa è la produzione e che cos’è la produttività
Il processo economico, essendo un processo si svolge nello spazio e nel tempo,
esistono, per quanto riguarda lo spazio, micro e macro spazio e per quanto riguarda il
tempo esistono tempo congiunto (breve) e tempo di struttura (lungo).
Questo processo è diviso in più fasi:
1. Accumulazione (di capitale),
2. La produzione,
3. La distribuzione (di quei redditi ricevuti dall’economia),
4. Il consumo.
Quando si parla di produzione ci si imbatte sui fattori di produzione ovvero quei beni
e servizi che servono a produrre altri beni; questi possono essere finali: quelli che
costituiscono una finalità in se stessi o intermedi: quelli che servono per produrre altri
beni.
I fattori di produzione, secondo i maggiori economisti, Adam Smith, David Ricardo e
Thomas Robert Maltus, sono tre: la terra, il capitale ed il lavoro.
La terra, in termini moderni, potrebbe indicare le risorse naturali, invece comprende
non solo il terreno ma anche il sottosuolo e ciò che insiste sul terreno come boschi ed
edifici.
Il lavoro è una prestazione fornita da una persona a fronte di una serie di eventi: un
contratto, un compenso o l’assegnazione di un lavoro.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f

Anteprima parziale del testo

Scarica Il primo cambiamento economico: dall'agricola all'industriale e più Dispense in PDF di Storia Economica solo su Docsity!

STORIA DELL’ECONOMIA

STORIA DELL’ECONOMIA

Argomenti lezione

  1. Che cosa è la storia dell’economia?
  2. Che cosa sono i fattori produttivi?
  3. Differenza produzione e produttività
  4. CHE COSA E’ LA STORIA DELL’ECONOMIA La storia dell’economia è la storia di quattro aspetti: è la storia dei fatti (economici), delle istituzioni(economiche), delle teorie(economiche) e delle persone(economiche) che concorrono e talvolta frenano il cambiamento della base dell’esistenza materiale e collettiva; l’elemento soggettivo è molto importante. Una parola chiave nella storia dell’economia è il cambiamento→dinamica economica, non statica→ si occupa di squilibri, non equilibri come altre materie.
  5. FATTORI PRODUTTIVI Scaletta:
  6. Fattori di produzione a livello economico
  7. Quali sono i fattori produttivi
  8. Che cosa è la produzione e che cos’è la produttività Il processo economico, essendo un processo si svolge nello spazio e nel tempo, esistono, per quanto riguarda lo spazio, micro e macro spazio e per quanto riguarda il tempo esistono tempo congiunto (breve) e tempo di struttura (lungo). Questo processo è diviso in più fasi:
  9. Accumulazione (di capitale),
  10. La produzione,
  11. La distribuzione (di quei redditi ricevuti dall’economia),
  12. Il consumo. Quando si parla di produzione ci si imbatte sui fattori di produzione ovvero quei beni e servizi che servono a produrre altri beni; questi possono essere finali: quelli che costituiscono una finalità in se stessi o intermedi: quelli che servono per produrre altri beni. I fattori di produzione, secondo i maggiori economisti, Adam Smith, David Ricardo e Thomas Robert Maltus, sono tre: la terra, il capitale ed il lavoro. La terra, in termini moderni, potrebbe indicare le risorse naturali, invece comprende non solo il terreno ma anche il sottosuolo e ciò che insiste sul terreno come boschi ed edifici. Il lavoro è una prestazione fornita da una persona a fronte di una serie di eventi: un contratto, un compenso o l’assegnazione di un lavoro.

Il capitale è costituito da capitale monetario, rappresentato dalla liquidità, e da capitale produttivo comprendente macchine, macchinari, strumenti e quelle immobilizzazioni fisse che si fanno su un territorio. Il capitale può essere distinto in circolante e fisso, il primo è quello che ha una funzione all’interno di un circuito produttivo, il secondo invece viene usato in più circuiti produttivi. Come qualsiasi cosa il capitale è soggetto all’usura nel tempo ed anche all’obsolescenza, infatti bisogna tenersi al passo con le innovazioni. Ad ognuno di questi fattori corrisponde una tipologia di reddito: alla terra corrisponde la rendita (rent), al capitale corrisponde profitto (profit) , al lavoro corrisponde il salario (wage). Ci sono altri due fattori che si possono ricavare da altri pensieri: il quarto fattore si trova nel pensiero di Schumpeter, uno dei maggior economisti del XX sec ed è l’imprenditorialità (entrepreneurship); questa è la capacità di allocare e gestire in modo creativo i fattori della produzione, per Schumpeter infatti l’imprenditore è un innovatore, che introduce nel mercato cose nuove. Il quinto invece si trova nel pensiero di Carlo Cattaneo ed è l’intelligenza/ conoscenza.

  1. DIFFERENZA PRODUZIONE E PRODUTTIVITA’ Aumento della produzione: aumento del prodotto es. ho un pezzo di terra e nel 2015 riesco a produrre 100 patate, nel 2016 riesco a ricavare 200 patate, la differenza è l’aumento della produzione; quando si parla di aumento della produzione si parla solo di output, prodotti; mente nell’ aumento della produttività si parla di cambiamento sia di input che output: i casi sono 2 : nel primo caso tengo fermo il numero degli input: con le stesse persone il primo anno ho prodotto 100 mentre il secondo 200; il secondo caso: cambio il numero degli input ovvero il primo anno con 10 persone ho fatto 200 patate mentre il secondo con 8 persone ho prodotto lo stesso numero di output. L’aumento della produttività genera effetti congiunturali ed anche a lungo tempo. L’aumento della produttività non si può ottenere senza investimenti, questi si fanno attraverso l’accumulazione. PTF= produttività totale dei fattori (TFP in inglese), in italia la PTF dopo il secondo dopo guerra in poi ha avuto sempre segno positivo, dal 2000 in poi ha cominciato a portare il segno negativo. 18/02/ Argomenti lezione
  2. Che cosa sono i cicli economici?
  3. Tre forme di ciclo economico e come sono stati sviluppati da tre economisti
  4. Alla luce di questi cicli economici si costruirà una cronologia di eventi storici che si seguirà nel programma.
  5. CICLO E TREND (TENDENZA)

Kondratev identifica tre parametri nel ciclo economico, quali sono: livello dell’occupazione che si trova nella fase A ovvero nella fase di espansione; secondo parametro è l’inflazione, quando questa aumenta moderatamente (2/3%) si trova nella fase A, mentre in caso di deflazione si parla, di contrazione, fase B; terzo parametro sono i tassi di interesse, ovvero il tasso di sconto che la banca centrale applica alle banche ed il tasso di interesse che le banche fanno agli ulteriori clienti; mano a mano che gli interessi aumentano siamo in fase di espansione, una fase di surriscaldamento dell’economia che può essere pericolosa per la nascita di nuove bolle come quella degli immobili, allora le banche centrali diminuiscono gli interessi e si entra in fase di contrazione. III. Joseph Schumpeter (1883-1950), scrisse nel 1939 “the business cycles”, ononimo del libro di Mitchell; egli si appoggia alle teorie di Kondratev, dando però delle spiegazioni diverse da quelle dell’economo russo. Il grafico è uguale a quello del primo economo. Egli, per quanto riguarda i punti notevoli nel grafico, non si interessa dei picchi, ma del punto che si forma dall’incontro tra il grafico del ciclo economico ed il grafico del trend; quest’ultimo viene chiamato punto di flesso; quest’ultimo è importante per capire l’accelerazione o la decelerazione del processo di contrazione ed estensione del ciclo economico. Kondratev pone le guerre tra le cause delle fluttuazioni del grafico del ciclo economico, mentre Schumpeter pone le innovazione come causa principale dell’oscillazione; dunque per lui l’andamento dipende dalle innovazione ovvero dai prodotti inseriti nel mercato da parte degli imprenditori, egli chiama un imprenditore che introduce un nuovo elemento nel mercato un “monopolista”. Due sono le possibilità una volta che il prodotto nuovo è stato immesso nel mercato: o l’oggetto viene copiato da altri produttori, generando dunque successo e di conseguenza facendo crescere l’economia o il prodotto non riscontra successo ed il mercato si satura facendi si che si ricada in crisi. La crisi è anche una selezione per Schumpeter, una selezione che dipende dall’intelligenza del soggetto, non dalla natura: il bravo imprenditore sviluppa la sua invenzione e la fa crescere, quello non bravo ed incompetente viene espulso dal mercato. Per l’economo le grandi innovazioni vengono a grappolo, ovvero che portano a loro volta a nuove numerose innovazioni. PERIODIZZAZIONE DALLO STUDIO DEI CICLI LUNGHI: Secondo l’economo Kondratev:

  1. 1789-1815 (fase A) 1815-1848 (fase B)
  2. 1848-1873 (fase A) 1873-1896 (fase B)
  1. 1896-1918 (fase A) 1918-1939 (fase B) → grande depressione
  2. 1939-1973 (fase A) →golden age 1973- 22/02/ Argomenti lezione: 1.L’economia e la società preindustriale 2.La rivoluzione industriale ( che cosa significa, che cosa la ha indotta, geografia della rivoluzione 3.Due modelli interpretativi
  3. L’ECONOMIA E LA SOCIETA’ PREINDUSTRIALE Prima caratteristica di una società preindustriale è che si tratta di un’economia stagnante, colta in una trappola. Questa trappola viene chiamata dagli economisti trappola maltusiana (Maltus), quest’ultima riguarda l’insufficienza dei mezzi di sussistenza a mantenere una determinata popolazione causando malattie, crisi, epidemie.. Un’economia preindustriale è prevalentemente agricola ovvero l’agricoltura consiste nella gran parte della ricchezza della nazione (da 70 a 80% di un ipotetico PIL) Terza caratteristica di un’economia preindustriale è che si tratta di un’economia di sussistenza in cui i luoghi sono poco connessi; un’economia chiusa, un’economia domestica dove gli scambi con l’esterno sono limitati sia nello spazio che nel tempo (economia di antico regime).
  4. LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE La rivoluzione industriale è anticipata da altri eventi di lungo periodo: rivoluzione agricola, rivoluzione demografica, rivoluzione dei trasporti (domanda ipotetica “quali sono i fenomeni che causano la rivoluzione industriale”), questi ovviamente causano o sono causati dalla rivoluzione industriale. Per quanto riguarda la prima rivoluzione industriale si parla dal 1750 al 1850, date coincidenti con il ciclo di Kondratev. La rivoluzione agricola è iniziata almeno un secolo prima. Questa è una rivoluzione nel modo di coltivare la terra, negli attrezzi utilizzati e negli assetti istituzionali in quanto si vengono a favorire i medi grandi proprietari terrieri mentre i piccoli vengono o di fatto o con la forza o attraverso il diritto espulsi dalla terra con la conseguenza che questi si trasferiscono in città favorendo così l’urbanizzazione. La rivoluzione demografica, inizia almeno nel secolo precedente alla rivoluzione industriale, a metà seicento. Durante questo periodo si verifica un incremento della popolazione, derivante o da un aumento della natalità o dalla diminuzione della mortalità; in questa fase il fattore che ha favorito la rivoluzione demografica è il decremento di mortalità dato dai progressi in campo medico, da un miglioramento nell’alimentazione, da un miglioramento degli istituti sanitari.

Rostow ha scritto “Gli stadi dello sviluppo economico” dove l’autore si schiera abbastanza apertamente a livello di politica a differenza di Gerschenkron che,essendo uno storico puro, non prende una posizione politica. Rostow scrive che i paesi in via di sviluppo passano attraverso cinque stadi: società tradizionale, società di transizione, il decollo (il più importante), società o economia matura, società o economia dei consumi di massa. “Decollo” è una parola importante anche in economia (in inglese tradotto “take off”); questo ha la caratteristica dell’irreversibilità, ovvero che una volta che si è “decollati” non si può più tornare indietro, il decollo può essere si lento, ma non reversibile. Gerschenkron assomiglia di più allo studioso puro, egli scrisse “l’arretratezza economica in prospettiva storica”. L’autore aveva ben chiaro in mente ciò che si chiama la schiavitù delle circostanze precedenti, per dire che il tracciato storico è importante. Gerschenkron aveva studiato soprattutto i paesi “second comers” come Russia ed Italia. Le espressioni chiave del libro sono tre: il concetto di arretratezza relativa, i vantaggi dell’arretratezza ed i fattori sostitutivi. Riguardo alle prime due parole chiave si può dire che questi paesi godono di vantaggi particolari come il costo del lavoro più basso rispetto ai paesi industrializzati, l’investimento di capitale più redditizio in quanto più pericoloso, il trovarsi quasi in dote, ovvero che essendo disponibili sul mercato tecnologie che il paese arretrato non ha mai sviluppato, questo ha la possibilità di copiarle senza dover comprarle o idearle da se. Terza parola chiave sono i fattori sostitutivi, assenti nei paesi “first comers” dove il processo di industrializzazione è stato trainato dal mercato mentre presenti nei paesi second comers visto l’inesistenza della classe imprenditoriale che alimentava il mercato. Questi paesi hanno sviluppato tre fattori sostitutivi: lo Stato, che ha accompagnato lo sviluppo in maniera fondamentale, le banche e tutto il sistema bancario (in particolare Gerschenkron pensa alle banche miste) ed infine l’apparire, concetto secondo cui la classe dirigente si mette a carico lo sviluppo del paese a scopo comune. DAL PROTEZIONISMO AL LIBERO SCAMBIO 23/02/ Argomenti lezione:

  1. Periodo 1815-
  2. Gran Bretagna e la storia delle leggi sul grano,
  3. Confederazione germanica, nel 1871 nasce lo stato tedesco,
  4. Francia, rapidissimo cenno. Introduzione:

Modello della stabilità egemonica, chiave di letture secondo cui per ogni periodo storico esiste una potenza egemone che contribuisce all’equilibrio. Le potenze egemoni benevolenti favoriscono i mercati esteri e allo stesso tempo mantengono attivo l’ordine pubblico; possiamo identificare nel 900 gli US come egemoni mentre dall’800 fino alla prima guerra mondiale è la gran Bretagna. 1 / 2. PERIODO 1815-1848 e GRAN BRETAGNA E LE LEGGI SUL GRANO Posizione insulare, possedimenti delle colonie ed altri fattori aiutano la gran Bretagna ad ottenere l’egemonia in Europa. Il regime politico in Inghilterra si può riscontrare nel passato sin dalla scrittura della carta dei diritti del 1212, importante è il ruolo della banca centrale che non è pero la più antica (quella svedese). (1815 Congresso di Vienna e 1848 moti rivoluzionari : date importanti!!!.). Il parlamento inglese nel 1815 approva le leggi sul grano (leggi protezioniste); queste leggi sanciscono che quando il prezzo del grano proveniente da Inghilterra e colonie scende sotto una certa cifra entra in vigore il pagamento di un dazio che serve a non abbassare il valore del grano; ovviamente questa legge essendo protezionista favorisce i produttori e va a danno dei consumatori. Nel 1817 Ricardo scrive il suo capolavoro “i principi di economia politica” che per vent’anni viene considerato il testo di rifermento di tutti gli economisti; Ricardo si scaglia contro i protezionisti infatti nel libro scrive che il protezionismo danneggia sia i piccoli consumatori che tutto il paese poiché può causare l’estinzione dei consumatori stessi considerati dall’economo come i capitalisti. La teoria del commercio internazionale di Ricardo o “teoria dei vantaggi comparati” dice che ciascun paese dovrebbe specializzarsi in particolare nella produzione di un bene che può produrre a costi più bassi di altri paesi grazie a vantaggi geografici ed economico-politici. Il libero scambio secondo Ricardo favorisce chiunque forche coloro che vogliono vivere di rendita. Nel 1832 viene approvata la “reform bill”, una riforma riguardante le elezioni politiche che sancisce la re iscrizione dei collegi elettorali. Con questa riforma entrano in politica anche gli industriali; contemporaneamente nasce anche un nuovo movimento che prende voga in Inghilterra “lega contraria alle leggi” con a capo un vecchio industriale della lana di Manchester, si chiamava Richard Cobden. Egli è molto amico di Bastiat, un liberista economo francese che scrisse “le armonie economiche”. Nel 1845 scoppia la famosa carestia in Irlanda che dura circa 3-4 anni. Il governo Inglese capisce che bisogna aprire le porte al libero scambio per arginare quella situazione; il primo ministro Peel approva l’abolizione delle leggi sul grano solo con i voti dell’opposizione (partito dei Wigs) in seguito si dimette dal partito conservatore e fonda il partito liberalista. Questo mutamento ha conseguenze in tutta l’Europa.

  1. CONFEDERZIONE GERMANICA
  1. Accordo che è importante per questa stagione, coinvolge 2 grandi potenze
  2. Finanziarizzazione
  3. Stati Uniti, storia nel corso dell’
  4. ACCORDO FRANCIA-INGHILTERRA Trattato commerciale tra Francia ed Inghilterra nel 1860, questo accordo è noto anche con il nome dei due firmatari: Cobden-Chevalier; questo trattato è importante per le sue caratteristiche: contiene una clausola della nazione favorita. Questa clausola consiste nel fatto che se uno dei due paesi si impegna a firmare un contratto con un terzo con condizioni favorevoli anche l’altro paese (all’interno del trattato dunque o Francia o Inghilterra) deve godere delle stesse condizioni di contratto favorevoli. In questo periodo i trattati sono bilaterali, tra due potenze, in seguito viene introdotto il multilateralismo, dove l’accordo avviene tra più potenze. Questa clausola comunque da inizio ad una sorta di multilateralismo in quanto gli effetti del contratto bilaterale vengono estesi ad una terza potenza.
  5. FINANZIARIZZAZIONE Napoleone III, parente di Bonaparte, diviene imperatore di Francia e questo periodo viene chiamato II impero che va dal 1852-1870. In questo periodo nasce la borghesia finanziaria, nascono gli istituti bancari che si suddividono in banche di immissione (quelle che emettono le valute) ed in banche commerciali, quelle che hanno come compito il prestare denaro ad altri soggetti. Verso il 1852, due ebrei-francesi, i fratelli Pereire, fondano una banca di investimento; la loro banca si chiama “credito mobiliare”. La loro banca emette obbligazioni che godono della garanzia dello Stato, esse hanno un rendimento fisso ed assicurato dallo Stato. STATI UNITI Nel 1776 Adam Smith scrive “la ricchezze nelle nazioni”, dove esprime concetti riguardo alla situazione economica degli US; altro motivo di importanza di Adam Smith il suo pensiero che ricorda comunque la carta della dichiarazione di indipendenza scritta da Thomas Jefferson. Jefferson visse anche in Francia come ambasciatore americano; qui prende in considerazione le idee dei filosofi francesi, in particolare l’idea del “lasciar fare”, un’altra teoria a cui aderì Jefferson è “il governo migliore è quello che governa di meno”. Il grande avversario di Jefferson è Hamilton, il primo segretario del tesoro degli US, Hamilton aveva il dente avvelenato nei confronti degli inglesi, infatti era contro la politica economica inglese. Egli riteneva importante fondare una banca di emissione Americana, nacque nel
  6. Egli si occupa della questione dei dazi e delle manifatture adottando una politica di stampo protezionista. Nella storia di un paese è essenziale capire qual è il fattore scarso, in questo caso è il lavoro e si può riscontrare negli scritti di Smith, secondo i quali la terra è abbondante

e libera e per questa ragione chi la possiede cerca lavoratori ovunque, retribuendoli con salari vantaggiosi. Istituzioni inclusive ed estrattive sono state introdotte da due economi molto importanti; le istituzioni sono inclusive quando garantiscono la libertà ed invece estrattive quando favoriscono lo sfruttamento infatti queste hanno il ruolo di sfruttare la terra, le miniere, le persone con l’unico scopo di estrarre un capitale; quando si parla delle colonie si dice che hanno avuto successo grazie alle istituzioni inclusive. Il problema degli stati americani del sud è il fenomeno della schiavitù, che è molto più accentuato e impedisce la distinzione delle istituzioni presenti al nord. Nel 1861 viene eletto Abramo Lincoln, che in prima battuta non si presenta come un abolizionista, in realtà lui nasce come anti-schiavista: negli stati di nuova formazione non si accetta il fenomeno della schiavitù. Nonostante la sua idea negli stati del sud questa elezione non viene approvata e da qui nasce la guerra di secessione 1861- che cambia radicalmente il paese. L’America è suddivisa al Nord in un paese libero scambista dove si è gia sviluppato il manifatturismo mentre al Sud in un paese protezionista la cui economia è fondamentalmente basata sull’agricoltura e sullo schiavismo. Lincoln ha come consigliere economico un maggiore esponente del. Negli stati del sud, fino alla virginia, nasce la CSA, confederazione degli stati americani diversa dall’USA (unione stati americani); questa confederazione si avvale di una moneta propria che poco dopo comunque perde valore a causa della crisi economica. La confederazione aveva la propria moneta, la propria casa bianca, il proprio presidente, la propria bandiera. Gli stati del nord fanno una barriera navale che impedisce agli stati del sud di commerciare con l’estero, soprattutto con l’Inghilterra, inducendo la CSA in uno stato di crisi avanzato. Lincoln con l’abolizione della schiavitù al sud del confine ottiene due risultati: sia il fatto di abolire la schiavitù che di procurarsi molti sostenitori del suo regime. Nel 1865 Lincoln viene assassinato, mentre era a teatro da Booth. Con la fine della guerra, si inizia un periodo di ricostruzione dell’economia del sud in quanto notevolmente più arretrata del nord. Argomenti lezione 29/02/

  1. La grande depressione di fine 800: 1873-
  2. tre cause
  3. tre risposte
  4. tre casi nazionali: Germania, Russia e Giappone
  5. LA GRANDE DEPRESSIONE DI FINE 800 La fase di grande depressione di fine 800 coincide con la fase b del ciclo di Kondratev, una fase di contrazione, si tratta comunque di una crisi selettiva. Questa crisi va a causare diminuzioni di reddito, la nascita delle prime organizzazioni sindacali e la nascita dei primi partiti socialisti. Uno delle persone che approva queste

Sistema di cambi fissi ha il pregio della stabilità, ovvero chi commercia ed investe non ha il rischio di cambio del valore dell’investimento; come contro ha che se si vuole aggiustare l’economia senza uscire dal sistema bisogna deflazionare le grandezze reali ovvero reddito ed i salari Sistema dei cambi flessibili invece ha come pro il fatto che se ho problemi nella bilancia estera l’aggiustamento dovrebbe essere in teoria automatico o quasi, il paese mantiene una forma di sovranità monetaria; lo svantaggio è che questo sistema è instabile perché fortemente competitivo. Ci sono tre risposte a queste tre cause appena illustrate:

  1. La prima è un ritorno più o meno profondo al protezionismo, la tecnica del ritorno al protezionismo si adotta in fase di contrazione, il libero scambio invece si adotta in una fase di espansione.
  2. L’aumento delle dimensioni dell’impresa con le quali si cerca di ottenere economie di scala e di scopo, questo aumento è volto anche a diminuire le misure di concorrenza; infatti questo periodo è detto “big business”. Durante questo periodo nascono i primi trust e le leggi anti-trust (L’America prima è il primo stato ad applicarle).
  3. In questo periodo nasce l’imperialismo, che secondo Lenin è l’ultima fase del capitalismo. L’evento chiave è la conferenza di Berlino del 1884, tenuta di Bismark, dove si parla della spartizione dell’Africa. La Germania si appropria dell’attuale Camerun, Tanzania e Namibia. Le colonie sono un canale di approvvigionamento e di sbocco.
  4. TRE CASI IN PARTICOLARE: GERMANIA Nel 1871 nasce l’impero tedesco, d’ora in poi la Germania si presenta come un grande nazione a livello economico in Europa; gode dell’Alsazia e della Lorena, territori molto importanti e strategici per l’abbondanza di bacini carboniferi. I punti di forza della Germania sono le banche che adottano il modello a fattore sostitutivo ovvero che gli istituti bancari compiono tutte le operazioni possibili, non solo per esempio funzioni di investimento. Punto di debolezza è che se la banca è gestita male questa stessa traina nel baratro tutti coloro che hanno il denaro depositato. Un altro punto di forza sono i cartelli, che sono gli accordi tra imprese per limitare la concorrenza, alla fine del secolo si parla di un centinaio di cartelli. Le aziende si mettono d’accordo riguardo ai prezzi di mercato, alle zone di vendita etc per favorire i commerci senza aver concorrenza all’interno della nazione. Il terzo punto di forza sta nello sviluppo dei mezzi e della rete di trasporti; i tedeschi cominciano anche a sviluppare la marina, cominciano a costruire molti transatlantici e sottomarini che incutono molta paura agli inglesi stessi. Quarto ed ultimo punto di forza dello stato tedesco è il ruolo dello stato stesso che assume una posizione di produttore. In particolare si parla di “dumping” ovvero che lo stato vende la merce all’estero ad un prezzo minore che quello fatto all’interno del paese.

RUSSIA

In Russia la servitù della gleba viene abolita nel 1861; nel frattempo nasce un nuovo ceto industriale, mercantile. Nuovo perchè in precedenza la Russia era un paese dove c’era lo Zar al vertice di tutto, poi il clero ed infine la maggior parte della popolazione era costituita dal ceto sociale più basso ovvero i contadini. La Russia diviene un paese industriale grazie allo sviluppo del settore pesante come la siderurgia. GIAPPONE Nel 1853 il Giappone è un paese chiuso, infatti se si vuole uscire si rischia la pena di morte. E’ vietato il commercio con nazioni estere fuorché in un’isola a sud dell’arcipelago in un preciso periodo dell’anno. Quell’anno più navi da guerra americane si presentano al largo della baia di Tokio intimando l’apertura dei porti al mercato, i giapponesi ovviamente rispondono positivamente all’ultimatum degli Americani aprendo il mercato e firmando dei trattati. Questi vengono chiamati “trattati ineguali” e secondo la prima clausola obbligano il Giappone ad abbassare i dazi sul mercato delle merci statali mentre per la seconda si stabilisce che se un soggetto compie un crimine ad un giapponese l’imputato va giudicato da un tribunale della nazione di appartenenza. Nel 1879 avviene la restaurazione Meiji (governo illuminato) ovvero l’imperatore riprende le redini del governo. Primo slogan: “spirito giapponese, tecnica occidentale” ovvero cambiare però restando con le abitudini giapponesi; secondo slogan : “paese ricco, esercito forte”. Nel 1904-1905 il Giappone si fa notare grazie alla vittoria contro la Russia; grazie a ciò l’Europa si accorge della sua rivoluzione industriale. Prima globalizzazione, fase di espansione, prezzi aumentano, prima finanziarizzazione, intensità degli scambi molto profonda tanto che si raggiungerà un livello simile di scambi solo negli anni 70 del 900

  1. piano generale e confronto prima e seconda rivoluzione industriale
  2. due casi nazionali 1/ PRIMA PARTE: settori nuovi come cambia l’impresa attori rilevanti nella società nel tempo ruolo dello stato in economia prima e seconda rivoluzione industriale. Quando si parla della prima vediamo cambiamenti forti nell’industria tessile e nei mezzi di trasporto mentre quando si

ovvero la nostra attuale legge di stabilità, una legge che controlla entrate ed uscite dello stato ed è per il popolo. Essi vogliono portare il prelievo delle imposte sul reddito dal 5% al 7%, azione socialista e rivoluzionaria; i due portano avanti un obiettivo di legislazione sociale sul lavoro e di assicurazioni sul lavoro, per questo si chiama people’s budget; si occupano di una ridistribuzione del reddito. All’epoca la camera dei Lord aveva la possibilità di porre il veto sulle leggi finanziarie perciò era impossibilie realizzare questa legge infatti solo 3 ani dopo quando fu tolto questo potere alla camera dei lord, venne approvato il people’s budget; in seguito nel 1912 venne approvato il national insurance act. Lloyd george aveva l’obiettivo di scacciare la povertà dal paese come i lupi erano stati scacciati dalla città. William Beveridge, il padre del moderno stato sociale, “welfare state” è un membro della fabian society, un movimento intelletuale che prendeva il suo nome da quinto fabio massimo, il temporeggiatore, visto che gli aderenti a questo movimento pensavano che andasse fatto un progresso a tappe come fece il temporeggiatore. STATI UNITI Theodor Roosevelt, entrò in politica con il partito conservatore, diventato subito vice presidente di Mc Kinley, qust’ultimo vinene assassinato e Roosevelt diviene presidente pe rben 8 anni ovvero due mandati. Con Roosevelt vengono approvate varie leggi: voto alle donne, istituzione di parchi nazionali e monumenti nazionali, diritto al lavoro alle donne. La politica di Roosevelt è riassunta come la politica delle tre C: conservation of national resources, control of business corporation, consumer’s protection. Azione di riforma del capitalismo dell’intero stato che aveva creato degli squilibri nella società ed egli voleva garantire lo sviluppo. 3/ DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE ALLA CRISI DEL '29 (1914-1929) A) Introduzione B) La prima guerra mondiale C)conseguenze economiche della guerra PRIMA PARTE: A) Nascono le prime tensioni, con l'Africa e la sua spartizione, Uk e Germania che iniziano il loro declino. Nel 1910 il Giappone annette la Corea a discapito di Cina e Russia. Nel 1916 Lenin durante l'esilio in Svizzera scrive che l'imperialismo è la fase suprema del capitalismo. SECONDA PARTE B)1914-1918 Inizio e fine della guerra. L'Italia entra nel 1915. L'anno di svolta è il

Le potenze europee e Giappone e Cina avevano interessi imperialistici e quindi la guerra coinvolge l'intero mondo. I due schieramenti sono: a. Gli imperi centrali (austro-ungarico e tedesco) b. Intesa (Francia, Russia, Uk). Nel 1915 l'Italia entra con l'Intesa nonostante fosse fino a quel momento legata con un accordo con gli imperi centrali. Nel 1917: Rivoluzione Bolscevica in Russia che porta all'uscita della Russia dalla guerra. Bolscevici erano guidati da Lenin e diventerà la Russia comunista e non più zarista. La rivoluzione porta a guerra civile e firma un trattato separato con la Germania la quale ne ricava giovamento. L'Intesa viene fiancheggiata dagli Stati Uniti che fin allora si erano tenuti fuori dalla guerra anche perché Wilson così aveva promesso. Poco dopo il presidente pubblica i “14 punti”, principi che avrebbero guidato il paese una volta terminata la guerra. Tali principi hanno natura territoriale (principio autodeterminazione dei popoli, numero 3 (canone riguardo la libertà di commercio, volendo superare le barriere protezionistiche: Free Trade) e 14 (istituzione nuova organizzazione internazionale che possa prevenire il rischio di futuri conflitti: l'ONU). Come avviene il FINANZIAMENTO della guerra: esistono quattro metodi:

  • Tasse e imposte: incremento
  • Emissione di debito pubblico: speciali emissioni dette debito di guerra, emissione accompagnata da forte propaganda
  • Prestiti esteri: prestiti tra stati alleati, forma molto rilevante soprattutto nell'Intesa
  • Inflazione: si immette liquidità nelle casse dello stato stampando più carta moneta Cosa cambia nella PRODUZIONE: Si assiste ad un'espansione o rigonfiamento, non naturale ma voluto oltre una normale dinamica di mercato, dell'industria pesante. In particolare la cantieristica navale e l'industria siderurgica. Diventano necessarie più forze lavoro: lavoro femminile e dei ragazzi. Tale attività intensa (insieme all'inflazione) porta a surriscaldamento dell'economia che porta a gravi conseguenze. C)Le conseguenze Possono essere di tipo immediato, già nel 1919, e di medio termine, durante gli anni '20, generali e in particolare in alcuni paesi. Le conseguenze immediate: Alla fine della guerra viene convocata una conferenza di pace a Parigi da cui derivano dei trattati tra i paesi vincitori e i singoli paesi sconfitti. Il principale è quello che riguarda la Germania (l'Impero tedesco, che crolla con la fine della guerra) e l'Intesa: cos'è il trattato di Versailles?
  1. Nasce anche un “ufficio nazionale del lavoro”, detto BIT “boureau international du traballe”, con sede a Losanna in Svizzera e oggi si chiama ILO “International Labour Organization”. É il primo tentativo di rappresentare l'idea che l'assenza di regole sul lavoro in un paese ha effetti negativi anche per altri paesi.
  2. Gli Stati Uniti non ratificano il Trattato di Versailles perché muore Wilson e il governo in maggior parte repubblicano, decide di tornare ad una politica protezionistica. Solo nel 1934 entreranno nell'ufficio internazionale del lavoro. Gli stati uniti firmano con la Germania un trattato diverso, Trattato di Berlino nel 1921. Conseguenze di lungo raggio:
  3. La difficile transizione da un'economia di guerra ad economia di pace: non c'è più un mercato per molte cose necessarie in guerra, falliscono molte banche e imprese generando disoccupazione. Si arriva ad una crisi sociale e molti paesi fanno ricorso alle forze della rivoluzione e o conservazione (regimi). Ci sono sia cause sociali ma anche economiche che portano a regimi estremisti.
  4. La stampa eccessiva di moneta in alcuni paesi aveva obbligato ad abbandonare il gold standard dato impossibile mantenere l'equilibrio con la quantità di oro. Ci si pone il problema di voler tornare a tale standard. Si effettuano molte conferenze tra cui quella di Genova nel 1922 in cui nasce l'impegno di ristabilire tale standard internazionale: Gold Exchange Standard che consiste nel fatto che solo alcune valute chiave sono convertibili in oro. Tali valute sono il Franco francese, la sterlina e il dollaro statunitense. Molti cittadini inizieranno a conservare anche tali nuove valute. Nel 1925 quando l'economia inglese è ancora in difficoltà, Churchill decide di rientrare nel Gold Ex. Standard con la parità ante guerra, come se la grande inflazione della guerra non fosse mai esistita: politica fortemente deflazionistica. Difendere la parità molto onerosa era difficile e quindi si decide tale politica di deflazione salariale, cioè riducendo i salari. Keans scrive “le conseguenze economiche del sig. Churchill”.
  5. La Russia: con la rivoluzione d'ottobre si instaura un sistema economico di comando, contrario alla libera. Abolita la prop. Privata, industrie vengono nazionalizzate e le proprietà agricole sono collettivizzate. Esiste solo la proprietà pubblica. Lenin inizia tale economia intenta all'industrializzazione forzata e Stalin seguirà le orme con un'economia di piano.
  6. La Germania: con il crollo dell'impero si instaura la repubblica federale: periodo della repubblica di Weimar, chiamata così perché nel 1919 a Weimar è scritta la costituzione. Esiste un presidente della repubblica e un primo ministro. Tale periodo termina nel 1933 con Hitler cancelliere e un formale presidente della repubblica. All'inizio di anni '20 c'è emergenza umanitaria di gente che muore per strada, di fame e freddo. Il deterioramento dell'economia tedesca è dovuto da perdite di territorio, dalla bilancia estera che si deteriora, eil pagamento dovuto. Inizia un periodo di iperinflazione dal 1922 al 1925: fenomeno che sfugge, l'inflazione aumenta anche di

100/500% annua. Due piani imposti dalla comunità internazionali di risanamento dell'economia tedesca:

  1. Piano DAWS: da un banchiere americano
  2. Nel 1929: si rivedono i termini del pagamento dovuto, rateizzandolo: piano YOUNG, altro banchiere americano. Tale questione fa nascere la prima organizzazione finanziaria internazionale nel 1930: Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI o BIS bank for international settlement) con sede a Basilea, in Svizzera. Inizialmente partecipano solo alcuni paesi tra cui l'Italia. Partecipano alle riunioni solo i governatori delle banche centrali dei singoli paesi. É considerata la banca centrale delle banche centrali.
  3. La questione del pagamento arriva al 1953 (trattato di londra???), la Germania finisce di pagare le riparazioni nel 2010: Germania è forte grazie al ricordo dell'iperinflazione che cerca sempre di evitare, inoltre hanno l'idea del surplus fondamentale per l'esistenza del paese. 7/03/ Argomenti lezione: USA 1 La crisi come parte del ciclo 2 L’importanza degli US come centro finanziario nel 29 3 Come si è sviluppata la crisi 4 Due possibili alternative interpretazioni della crisi 5 Conseguenze della crisi 1929 SECONDA PARTE: Dopo la fine della guerra parziale si vede un boom economico negli Usa, riguardo a ciò si deve ricordare il libro sulla crisi del 29 “il grande crollo” di Galbraith. Gli US dopo la prima guerra sono diventati il principale paese creditore al mondo, sono a monte di una catena finanziaria che determina le sorti del mondo (i paesi che hanno vinto la guerra sono indebitati ne nei confronti degli Usa); i banchieri americani forniscono quantità ingenti di capitale per ricostruire l’Europa. Quando nel 1929 scoppia la crisi questi capitali rientrano negli Usa, questo rende l’Europa fortemente illiquida causando il dissesto ed il fallimento di alcune banche in particolare nel 1931 in Austria e Germania. Quando fallisce una banca si teme un fallimento a catena poiché gli istituti bancari si prestano denaro tra di loro; per questo motivo i governanti raramente lasciano fallire una. Lo scoppio della crisi negli Usa determina qualcosa che non si sarebbe verificato se la crisi fosse scoppiata in altro paese, in quanto gli US avevano un ruolo cardine nel mondo.