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il testo è un autobiografia di Bianca Pitzorno.
Tipologia: Sintesi del corso
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I criteri con cui si può riconoscere un libro per bambini da un libro per adulti: può essere che quelli per bambini sono pieni di illustrazioni,ma in realtà l’unica vera differenza riscontrata è l’assenza in quelli per bambini di erotismo descritto o riferito in modo esplicito. Quando si rivolge a bambini e ragazzi sotto i 12 anni l’amore viene descritto in modo platonico,forse il vero motivo non nasce tanto dalla paura dell’adulto quanto dall’indifferenza del bambino stesso sull’argomento. Sono i ragazzi stessi a selezionare e scartare ciò che non li riguarda. I bambini molte volte si appropriano dei libri per adulti ma non si lasciano turbare ne dai dettagli ne dalle crudezze,forse saltano le pagine o sorvolano con nonchalance.
Dal punto di vista di Bianca Pitzorno ai bambini interessa prima di tutto il suo oggi,le domande e i dolori di oggi ma anche i ogni e desideri del domani.
Il primo a pubblicare un volume dedicato esplicitamente ai bambini fu l’italiano Giovanbattista Basile che nel 600 scrive una raccolta di fiabe e racconti chiamata il Pentamerone, il testo però era scritto in lingua barocca e conteneva una mescolanza di elementi della cultura letteraria e della fantasia popolare,tanto che non proprio dai bambini fu letto,ma dagli adulti.
Solo dopo 40 anni in Francia venne pubblicato il primo libro di narrativa che venne consumato anche dai bambini: i racconti di mia madre l’oca di Perrault. Perrault li aveva scritti ispirandosi alla narrativa di tradizione popolare,ma li ha scritti anche per gli adulti nascondendo nella morale finale un’allusione maliziosa alle vicende ma soprattutto agli intrighi amorosi. Quello che molti storici considerano effettivamente il primo libro per bambini comparirà 2 anni dopo i racconti di Perrault,si tratta del romanzo le avventure di Telemaco che il francese Fènelon scrisse nel 1699 dedicando e destinando al piccolo duca di borgogna, l’intento non era quello di divertire il lettore,ma di educarlo.
La seconda metà del dell’800 fu il momento d’oro per la letteratura per ragazzi,dopo la prima guerra mondiale ci fu in Europa una grande fioritura di libri per ragazzi favorita dalla scolarizzazione e dal diminuire dell’analfabetismo.
Lo scrittore per ragazzi di ogni parola che scrive deve rendere conto a educatori o psicologi improvvisati,se qualcuno legge i testi,giudica il comportamento dei personaggi non per la coerenza interna al romanzo,ma per il buono o cattivo esempio che può dare ai piccoli lettori. La scrittura di questi autori risente di 2 pregiudizi più diffusi:
La pedagogia di scrittrice della Pitzorno in senso etimologico è quello di camminare al suo fianco di condurlo per il mondo, parlando con lui del mondo.
La pedagogia richiesta da certi educatori e da certi critici è intesa come un condurre il bambino dove vogliamo noi grandi,il fine è quello di imbrogliarlo insegnandogli che i grandi hanno sempre ragione.
La Pitzorno deve ai libri la sua sete di giustizia e i 2 sentimenti che hanno sempre guidato la sua vita:
Perché un bambino possa apprezzare i libri è indispensabile che prima abbia raggiunto il gusto della parola parlata e del racconto orale e non necessariamente il racconto orale deve essere una favola,anzi nelle sue prime fasi è quasi sempre realistico una sorta di romanzo personale o familiare che vede il bambino e la famiglia protagonisti.
Tutti i bambini sono stati abituati fin da piccoli a partecipare insieme ai grandi a vari giochi di parole che aiutavano a far passare il tempo: - i giochi d’attenzione
Senza che ce ne accorgessimo con questi giochi il nostro vocabolario si arricchiva,ma incontravamo anche molte parole d cui ignoravamo il significato.
Molti scrittori sono convinti che per piacere ad un pubblico di ragazzi lo scrittore deve tenersi aggiornato sul gergo giovanile e usarlo in abbondanza soprattutto nei dialoghi,ma questo rischia di rendere il testo estremamente datato e quindi presto obsoleto. Uno scrittore deve mirare lontano,la scelta di mettere in bocca ai personaggi una lingua gergale deve nascere dalle esigenze interne della storia non dalla volontà di lusingare i desideri consumistici del lettore.
L’autore che produce storie di parole ha tutto il materiale necessario al discorso dentro di se:memoria,fantasia,opinioni,nozioni che gli permettono collegamenti da cui nasce la storia inventata, e poi il patrimonio lessicale nomi,aggettivi,avverbi,padronanza della sintassi a livello espressivo.
Mentre l’autore che produce storie di immagini si trova in una posizione completamente diversa:non tutto di trova dentro di lui,l’idea iniziale nasce all’interno della sua mente,ma i segni per esprimerla stanno fuori e devono essere catturati e fissati sulla pellicola con procedimenti tecnici. L’inventore di storie di immagini non può lavorare da solo,per questo vedrà la sua idea iniziale modificata più volte a seconda delle idee del regista.
La prima domanda a cui deve rispondere un autore per ragazzi è: per chi scrivo? Per me stesso o per i miei lettori? Chi sono realmente i miei lettori? Lo scrittore per l’infanzia non può dimenticare il suo pubblico,per quanto possa sentirsi vicino al mondo dell’infanzia rimane il fatto che lui è un adulto e che la sua esperienza di vita è più vasta e che i suoi strumenti per comunicare sono più ricchi e complessi.
L’età non può essere considerata un indicatore per il mercato editoriale,è comodo etichettare i liri in fasce rigide spesso legate alla classe scolastica frequentata,è comodo anche per la pigrizia degli adulti,insegnanti che non vogliono sforzarsi a indagare sulle capacità e sui gusti del bambino. Bisogna tener conto anche di un altro fattore che viene spesso trascurato,che anche i bambini sono individui con gusti e interessi diversi nonostante la stessa età. Non ci si chiede se il futuro lettore sia un tipo dinamico e pratico,se sia un sognatore o amante della storia antica,basta che il libro abbia l’etichetta per bambini (juvenilia) perché lo si ritenga adatto a lui e se non gli piace vuol dire che è svogliato.
leggere indipendentemente dal sesso del protagonista,mentre i maschi rifiutano con disprezzo qualsiasi romanzo con protagonista femmina.
La differenza tra scrittore per ragazzi e scrittore per adulti:
C’è un problema che di solito fa soffrire lo scrittore per bambini: le illustrazioni,perché molto spesso non trova corrispondenza tra le immagini mentali che si era fatto e quelle realizzate dall’illustratore. Anche il lettore adulto come lo scrittore resta deluso quando si appassiona al personaggio di un romanzo e poi vede la trasposizione cinematografica che non combacia con l’immagine mentale che si era fatto.
Il tema più diffuso nella letteratura per l’infanzia è quello della mamma perfetta,se poi sono morte ancora meglio,perché nel ricordo degli orfani perche oltre che belle sono anche dolci,veri angeli che proteggono i loro bambini dal cielo.
Senza orfanezza nei libri dell’infanzia del passato,non c’era quasi mai avventura.
Che il rapporto madre-figlio sia uno dei più intensi,contraddittori e nevrotici,gli scrittori per adulti lo sanno bene,per questo non esitano a raccontarlo nei loro romanzi,non si fanno scrupoli di raccontare storie in cui le madri vengono trascurate o di madri ossessive ma soprattutto del rapporto conflittuale tra madre e figlia adolescente.
Mentre gli scrittori per ragazzi raccontano di figli che spezzano il cuore alla propria mamma,non si vuole riconoscere che molte volte siano proprio le madri a spezzare i cuori dei figli.
Nel caso delle pubblicità gli educatori sono d’accordo con la proposta dei falsi stereotipi e riconoscono che il bambino si sentirà comunque ingannato sia che ritiene la sua famiglia non all’altezza del modello proposto,sia che trovi fasullo il modello pubblicitario.
Io credo sia meglio mostrare ai più giovani le cose come stanno,esattamente come gli adulti,perché l’inganno anche a fin di bene non ha mai dato buoni risultati.
La fiaba e la favola sono generi letterari con caratteristiche molto precise e non è detto che siano destinate sempre a un pubblico di bambini.
Fiaba e favola non sono la stessa cosa:
Se la storia fosse vero-simile sarebbe un racconto o una novella
La brevità è un’altra caratteristica ESSENZIALE della fiaba:perché deriva dai tempi in cui queste storie di origine popolare venivano tramandate oralmente e quindi la narrazione doveva avvenire in un unico lasso di tempo per non spezzare il racconto e rimandarlo all’indomani.
La brevità costringe anche il narratore/scrittore a disegnare i personaggi nella loro essenzialità descrivendo solo le caratteristiche funzionali,necessarie per lo svolgersi dei fatti. Un’altra caratteristica delle fiabe è che la storia non avviene ne oggi,ne qui. C’èra una volta-> l’incipit classico avverte subito il lettore che la vicenda accade altrove.
Il romanzo è una lunga meditazione sull’esistenza vista attraverso personaggi immaginari,racconta la vita con tutti i suoi errori e contraddizioni. Lo scrittore cerca di indagarle ragioni più profonde di un’azione,e magari anche il dolore che le conseguenze possono portare.,ma sa anche che nella vita non sempre le persone buone vengono premiate e quelle cattive vengono punite,e che molte volte il dolore colpisce chi non ha fatto niente per meritarselo.
PROBLEM BOOK : libri sui problemi come la droga,il razzismo,genitori divorziati ecc… l’equivalente moderno dei libri con la morale ottocenteschi. Di solito nessuno di questi libri nasce per intima necessità dell’autore,sono libri scritti su commissione o per furbizia alla ricerca di un successo immediato. Quasi tutti i problem book sono falsi e superficiali eppure molti insegnanti li preferiscono alla narrativa,l’importante è che susciti la discussione su quel problema,quando il problema qualunque esso sia può essere affrontato a casa e a scuola partendo dalla cronaca e poi arricchito con ricerche scientifiche. È il termine problema a rendere falsi i problem book perché ogni problema presuppone una soluzione e lo scrittore sente il dovere di inventarne una,perché se il problema è di attualità vuol dire che una soluzione non è stata ancora trovata.
I romanzi ambientati nel passato in un’epoca che precede lo scrittore di almeno 2 generazioni,vengono definiti romanzi storici,mentre le storie ambientate nel futuro sono romanzi di fantascienza. Solitamente lo scrittore per adulti che scrive un romanzo storico lo fa perché trova affinità o riferimenti ai problemi del presente oppure perché rifiuta il presente e cerca un’altra epoca più consona in cui rifugiarsi.
Lo scrittore per ragazzi difficilmente scrive un romanzo storico di sua iniziativa ,può capitargli di ambientare le sue storie nel passato ma solo per ottenere dal contrasto tra le abitudini di ieri e di oggi effetti umoristici o comici. Nelle librerie però si può constatare che molti autori per ragazzi hanno molti romanzi storici,soprattutto in edizione scolastica,sono libri che come i problem book sono scritti su commissione,perché alcuni insegnanti pensano che si può insegnare più facilmente la storia ai ragazzi con la narrativa piuttosto che con i manuali.