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STORIA E MODELLI DELLA TV Proff. Daniela Cardini, Appunti di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

Appunti delle lezioni del corso Storia e Modelli della TV (CMP), Professoressa Daniela Cardini, Università IULM

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 04/02/2022

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STORIA E MODELLI DELLA TV
Proff. Daniela Cardini
Comunicazione, media e pubblicità
Università IULM
PROGRAMMA DA GRANDE (programma finito, Rai Uno, condotto da Alessandro Cattelan)
CONDUTTORE:
Programma, con Alessandro Cattelan, che proviene da Sky ha deciso di lasciare XFactor e di andare su Rai1,
con un programma con due puntate la domenica sera.
Conduttore che non assomiglia alla rete: Rai1 è una rete molto adulta, con un pubblico adulto. Ha una
profilatura del pubblico che è di mezza età con una cultura medio-bassa. Lui ha 41 anni e proviene da Sky
che ha una profilatura diversa: è a pagamento, il che significa che il pubblico decide di pagare in base ai
contenuti che gli vengono offerti. Le aspettative dei clienti di Sky nei confronti dei contenuti sono elevate: è
un pubblico più esigente, che si aspetta di ricevere un certo tipo i contenuti in ragione a un abbonamento,
nemmeno tanto economico. Ale Proviene da X-Factor, un programma che ha un profilo dell’ascoltatore
medio, ancora più di nicchia del pubblico della rete in generale. Il pubblico è solitamente intorno ai 35-40
anni, con un levato libello di scolarità e con delle aspettative piuttosto elevate.
EPCC è un programma in cui lui ha raccontato se stesso, con un pubblico ancora più giovane e settoriale di
quello di X-Factor.
In questo programma Cattelan fa ironia nei confronti di chi lo sta guardando e va contro al tono che utilizza
Rai Uno.
Nel 2021 Cattelan si sposta da Sky a Rai Uno, perché? Per fare un salto di qualità ed arrivare a condurre
Sanremo ed EuroVision, svecchiare la rete e ambisce ad un intrattenimento sulle piattaforme (Netflix,
Prime Video).
OSPITI:
Durante la puntata ci sono molti ospiti molto diversi tra loro, perché si rivolgono a pubblici diversi:
Sangiovanni, Elodie, Lillo, Serena Rossi, Tamberi. Sono ospiti che lui non avrebbe scelto pet EPCC, che è un
programma più di nicchia.
SCENOGRAFIA: Vengono usati colori freddi (blu e viola) e l'abbigliamento è triste e poco piacevole
Questo programma non ha funzionato perché?
Questo programma andava in onda alle 21.00 su Rai Uno
La maggior parte del pubblico serale della rete Rai ha un'età elevata e Cattelan tiene un monologo adatto
ad un pubblico giovanile e non di persone anziane, prendendole in giro con ironia.
Questo è un programma finito, che tra una settimana nessuno si ricorderà: la televisione invecchia subito, è
velocissima nel macinare i suoi contenuti; ha tutta un’altra logica rispetto agli altri media.
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STORIA E MODELLI DELLA TV

Proff. Daniela Cardini Comunicazione, media e pubblicità Università IULM PROGRAMMA DA GRANDE (programma finito, Rai Uno, condotto da Alessandro Cattelan) CONDUTTORE: Programma, con Alessandro Cattelan, che proviene da Sky ha deciso di lasciare XFactor e di andare su Rai1, con un programma con due puntate la domenica sera. Conduttore che non assomiglia alla rete: Rai1 è una rete molto adulta, con un pubblico adulto. Ha una profilatura del pubblico che è di mezza età con una cultura medio-bassa. Lui ha 41 anni e proviene da Sky che ha una profilatura diversa: è a pagamento, il che significa che il pubblico decide di pagare in base ai contenuti che gli vengono offerti. Le aspettative dei clienti di Sky nei confronti dei contenuti sono elevate: è un pubblico più esigente, che si aspetta di ricevere un certo tipo i contenuti in ragione a un abbonamento, nemmeno tanto economico. Ale Proviene da X-Factor, un programma che ha un profilo dell’ascoltatore medio, ancora più di nicchia del pubblico della rete in generale. Il pubblico è solitamente intorno ai 35- 40 anni, con un levato libello di scolarità e con delle aspettative piuttosto elevate. EPCC è un programma in cui lui ha raccontato se stesso, con un pubblico ancora più giovane e settoriale di quello di X-Factor. In questo programma Cattelan fa ironia nei confronti di chi lo sta guardando e va contro al tono che utilizza Rai Uno. Nel 2021 Cattelan si sposta da Sky a Rai Uno, perché? Per fare un salto di qualità ed arrivare a condurre Sanremo ed EuroVision, svecchiare la rete e ambisce ad un intrattenimento sulle piattaforme (Netflix, Prime Video). OSPITI: Durante la puntata ci sono molti ospiti molto diversi tra loro, perché si rivolgono a pubblici diversi: Sangiovanni, Elodie, Lillo, Serena Rossi, Tamberi. Sono ospiti che lui non avrebbe scelto pet EPCC, che è un programma più di nicchia. SCENOGRAFIA: Vengono usati colori freddi (blu e viola) e l'abbigliamento è triste e poco piacevole Questo programma non ha funzionato perché? Questo programma andava in onda alle 21.00 su Rai Uno La maggior parte del pubblico serale della rete Rai ha un'età elevata e Cattelan tiene un monologo adatto ad un pubblico giovanile e non di persone anziane, prendendole in giro con ironia. Questo è un programma finito, che tra una settimana nessuno si ricorderà: la televisione invecchia subito, è velocissima nel macinare i suoi contenuti; ha tutta un’altra logica rispetto agli altri media.

Che cos’è e cosa rappresenta la televisione? È tante cosa diverse, non solo l’apparecchio. È cambiato molto negli ultimi 60 anni, è un mezzo di comunicazione che ha una storia molto interessante e molto complessa, aderente alla storia del nostro paese. La sua grande caratteristica è il fatto di sapersi adattare ai cambiamenti sociali e ai tempi. Di cos parliamo quando parliamo di tv? Parliamo di quello che accade nell’apparecchio televisivo, ma anche di tutto ciò che accade nei nostri portatili, nel tablet,… Parliamo di una tv che si sviluppa anche attraverso il digitale, lo streaming. Non è una cosa sola, non si può definire come un mezzo di comunicazione dato per tutto. Nel nostro paese ha avuto sempre una pessima fama, è stata sempre considerata la sorella “povera” del cinema del teatro, considerata pericolosa, troppo semplice, banale, studio; per togliersi di dosso tale etichetta non sono bastati tutti questi anni, è considerata sempre un mezzo di comunicazione di serie b, soprattutto rispetto al cinema. Rispetto al cinema, la tv è sempre stata aderente al suo tempo. Negli ultimi anni l’universo del cinema e della tv si sono avvicinati molti, a volte si sono anche sovrapposti, ma la tv non è rappresentata solo dalle serie tv, anzi svolge ancora un ruolo vivace e estremamente importante. La grande differenza tra il mezzo televisivo e gli altri mezzi audiovisivi è la modalità di fruizione; la tv è in casa, siamo in una situazione in estremo relax, quando siamo in cinema facciamo un’azione volontaria, dobbiamo uscire di casa, e entrare in un luogo sacro: buio, dove si sta in silenzio. La sala cinematografica è un ruolo che si sceglie di frequentare attraverso un atto volontario. L’andare al cinema è un momento in cui ci si fa un po' un regalo, guardare la tv lo si fa in momenti in cui non si è concentrati, a volte lo si fa senza rendercene conto, quasi sempre facendo altro. In alcuni casi si guardare la tv è dispersa nel far altro, ma a differenza del cinema, guardare contenuti televisivi è molto semplice durante la giornata, attraverso l telefono, computer, tablet… la tv è sempre, se si vuole, con noi. Il linguaggio della televisione deve essere semplice , quotidiano, proprio perché la tv ha una fruizione quotidiana. Il confronto tra tv e cinema è inutile, perché sono estremamente diverse, il linguaggio del cinema ha a che fare con l’espressione che costruisce tale film; il linguaggio della televisione è necessariamente livellato verso il basso, deve essere comprensibile a tutti , il film no, può permettersi di parlare a poche persone. La tv non può permetterselo, anche perché si può trovare in case di persone con un livello culturale basso; questa caratteristica è connaturata con la natura del mezzo , con il fatto che la tv si vede sempre. Tutti abbiamo piacere di farci intrattenere da contenuti anche stupidi, facciamo fatica ad ammettere che ci piace qualcosa di basso livello. La televisione è facilmente stigmatizzabile, ma dal punto di vista dell’industri e della produzione, e tra tutti i media attualmente attivi, la televisione è la più ricca , sana , che spesso alimenta anche le altre industrie mediali, come quella cinematografica, radiofonica, stampa… quando parliamo di tv parliamo di un sistema produttivo industriale complesso , un comparto economico della nostra economia che funziona benissimo. Ciò vuol dire che le persone la guardano. Oggi si manifesta in almeno tre modalità:

  • Una^ televisione tradizionale , che si identifica molto spesso con la così detta televisione generalista, cioè che si occupa di tutto in maniera trasversale [programmi Rai, Mediaset—che si vedono senza pagare].
  • Una televisione a pagamento , in cui per vedere contenuti si deve pagare un abbonamento. Contenuti presentati come diversi, più pregiati, rispetto ai contenuti proposti normalmente e quotidianamente in tv.
  • Una televisione in streaming , a volte si fa fatica a vedere la televisione dentro ciò; anche qui ci sono contenuti a pagamento [prime Video, Netflix] contenuti che sono una via di mezzo tra cinema e tv. La serialità è tipica del mezzo televisivo, tipica del palinsesto, tipica di una modalità di fruizione quotidiana, ovvero la nostra giornata è scandita attraverso azioni che svolgiamo, e la tv non fa altro se non riprodurre tale divisione, non solo verticalmente [orari] ma anche orizzontalmente [giorni della settimana]. Questa

pubblico di acquirenti, si tratta di formare un pubblico ci cittadini, che acquistano attraverso un contributo dei contenuti, non di intrattenimento, ma di crescita, di miglioramento di se, di istruzione. Lo stato non si può permettere di chiedere una tassa, per poi offrire contenuti per poi fargli comprare un prodotto: al cittadino vengono riconosciti dei diritti. Perché nasce in Europa dopo la 2GM? Perché l’Europa è distrutta economicamente, socialmente, culturalmente, ha bisogno di rialzarsi. Ci sono TRE MODELLI DELLA STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA:

  • La paleotelevisione / vetero-televisione 1954 - 1975. Siamo nell’età del monopolio=momento nel quale c’è un unico emettente – la Rai, l’emittente di stato [vecchia EIAR radiofonica]. In questi 20’anni le caratteristiche sono il fatto che la tecnologia è poco evoluta , in bianco e nero, solitamente non si trova in tutte le case. La funzione della tv è pedagogica , sono contenuti che potevano essere d’aiuto a una popolazione in forte difficoltà economica; il palinsesto è rigido , ovvero c’è un solo canale fino al’61, quando nasce il secondo canale e alla fine del ’75 nasce Rai 3. È rigido perché non c’era concorrenza, c’è una scansione del tempo molto precisa, ma soprattutto la giornata televisiva non era di 24 ore, la tv iniziava nel pomeriggio, andava fino alle 23 e poi nero, c’era il così detto mono-scoppio o l’intervallo [una sequenza di immagini statiche in bianco e nero che raffiguravano dei paesi italiani, sulle note di un clavicembalo e poi si vedevano delle pecore]. Le ore di trasmissione nel tempo erano limitate, per cui le ore di pubblicità occupavano un breve spazio: c’era il Carosello [modo in cui la tv italiana ha accolta la pubblicità, senza dare alla pubblicità stessa un rilievo eccessivo; si parlava dei prodotti senza parlare di tali prodotti. Erano storie che venivano trasmesse poco dopo il telegiornale, che cercavano di “nascondere la pubblicità stessa in quanto tale. I generi erano molto definiti, non c’erano ibridi o altro: c’era l’intrattenimento , l’informazione e la fiction [sceneggiato e tele film di importazione]; erano scatole chiuse, senza sovrapposizione di nulla. In una situazione di questo tipo, che bisogno c’è dell’auditel? Non c’è perché non c’è concorrenza. Sono più tardi con la tv commerciale, arriva il bisogno di misurare gli ascolti, ma prima no. Prima c’era però non la misurazione degli ascolti in termini quantitativi, ma la misurazione del gradimento degli ascolti: si chiedeva alle famiglie di scrivere un diario in cui si mettevano su carta i propri gusti, i propri giudizi, che venivano poi date alla Rai. Questo si poteva fare perché i numeri erano bassi e perché non c’era concorrenza. L’auditel è un mezzo non troppo funzionale—la fruizione televisiva è distratta. Quello che misura l’Auditel è la presenza di quel programma in casa per un lasso di tempo, mentre si fa altro. Allora a cosa serve? Serve perché la pubblicità, caratterizzata ora da spot molto brevi, passa e arriva anche quando noi siamo distratti. Quello che l’Auditel calcola è che se la tv è su un certo programma, io Barilla metto la mia pubblicità, senza tener conto se quel programma piace o no. È quindi un qualcosa di complesso, che misura la quantità di tempo per coloro che mettono la propria pubblicità. Molti generi della tv degli anni’50 sono debitori al teatro, allo sceneggiato [girato in diretta, molto spesso in uno studio che ritraeva uno spazio teatrale] Programmi e generi simbolo della paleotelevisione
  • Non è mai troppo tardi. Corso d’istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta_._ Programma definito come il primo tutorial della televisione italiana , in onda dal lunedì al venerdì nella fascia preserale [prima del tg], tramesso dal 1960-1968. Era condotto dal Maestro Alberto Manzi, che in 484 puntate, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Il pubblico era appunto un pubblico adulto analfabeta, che veniva istruito durante queste puntate, per ottenere la licenza elementare, in un luogo dove non c’erano ancora le scuole; il programma abbassa notevolmente il tasso di analfabetismo in Italia. Ebbe oltre 72 versioni internazionali, e tant’è che nel 2004 venne fatto un remake con Gianni Ippoliti e venne fatta una fiction sulla figura del maestro con Claudio Santamaria e regia di Giacomo Campiotti.
  • Lascia o raddoppia. È un nuovo genere, il quiz, con Mike Buongiorno è stata la figura che ha rappresentato la televisione italiana. Questo programma è il primo esempio di format, che era l’adattamento italiano di un quiz americano La domanda da 64m di dollari ; e questo quiz si diffonde in Italia e andava in onda il giovedì, trasmesso dal 1955-1959. È stato il programma che ha fatto scoprire la tv agli italiani, è stato il primo avvenimento televisivo capace di incidere sul costume, radunando la gente davanti a pochi televisori allora disponibili, sconvolgendo la programmazione dei cinema, imponendo nuove abitudini alla vita sociale. È da definire come il capostipite di tutti i telequiz. Rispetto ai quiz di oggi, che si chiamano ora? il ruolo delle tv era talmente istituzionale che tutto quello che passava in tv era fonte di stupore per un pubblico povero, analfabeta, non acculturato per la maggior parte; il concorrente dei quiz, non era un imbecille che veniva preso in giro, o altro, erano persone migliori dal punto di vista culturale rispetto al pubblico da casa. Lo stupore derivava non dal fatto se sapessi rispondere a quella domanda o meno, ma consisteva nel vedere le persone rispondere, vedere le persone che sapevano molte cose; il concorrente era una persona da ammirare rispetto al pubblico a casa. Il ruolo di Mike Buongiorno è la figura del middle-man, dell’uomo comune: faceva le veci del pubblico a casa, faceva la persona comune, che si stupiva di fronte a questi concorrenti. Lui era l’anello che collegava il pubblico a casa e il concorrente in studio; anche questa sua origine italo-americana era significante.
  • Carosello. Dal 1957 al 1977. Non esiste nulla di questo genere in nessun’altra tv nel mondo, è un prodotto unico, assolutamente originale. La cui originalità ha delle ragioni e ci sono motivi per cui è nato in Italia e per cui ha assunto questa forma. Verrà definita come l’espressione della creatività migliore dell’Italia perché è un qualcosa che non c’era, e che dopo 20’anni non ha lasciato eredi, perché non c’era nulla che potesse essere simile. L’inizio e l fine di Carosello segnano un’epoca. Nasce nel ’57, va in onda tutti i giorni alle 20:50 per 10 minuti dopo il tg della sera. È importante perché diventa un appuntamento fisso attesissimo, soprattutto dai bimbi, molto felici perché i contenuti nonostante si parli di prodotti e pubblicità, sono rivolti spesso a un pubblico infantile data la presenza di personaggi divertenti e cartoon. Il posizionamento in quel punto della serata televisiva evidenza uno dei grandi poteri della tv italiana, una delle grandi caratteristiche, cioè la ritualità, nel senso che Carosello diventa più di ogni altro programma, anche del tg, un momento rituale della serata italiana che segna un momento preciso della giornata, che è quella della chiusura dell’attività dei bimbi, che in seguito al Carosello andavano a dormire. Ritualità vuol dire che la tv entra nella vita delle persone a scandire i momenti in cui la giornata si svolge [17: programmi per i ragazzi, orario in cui i bambini finivano i compiti. Dopo si iniziava con il tg delle 20:00 ed a seguire alle 20.50 il Carosello]. La ritualità si vede anche nei generi che ogni sera si alternano nella serata principale, ad esempio il giovedì era la serata del telequiz, il sabato era la serata del varietà, la domenica c’era lo sceneggiato [la grande fiction], mercoledì c’era lo sport; già dai primi anni c’è ritualità. Alle 20:50 c’è il Carosello in cui si alternano porzioni narrative il cui obbiettivo è quello di pubblicizzare un prodotto senza metterlo troppo in evidenza, poiché la maggior parte della popolazione è povera. Attorno alla tv si costruiscono gli spazi e i tempi degli italiani, è una funzione che svolge ancora tutt’ora. Com’è fatto? Nell’Italia degli anni’50-60 siamo in una situazione economica particolare, l’alfabetizzazione è per pochi, andare a scuola è un privilegio, economicamente ci sono molte difficoltà, quindi comprare degli oggetti di consumo non era un’abitudine, molto spesso non era nemmeno una possibilità, quindi l’esigenza di pubblicizzare prodotti di consumo non era così forte come oggi. La pubblicità svolgeva un ruolo molto diverso rispetto ai giorni d’oggi, aveva una sorta di pudore nel sollecitare acquisti in una popolazione che aveva pochi mezzi. Allo stesso tempo però vero fine anni’50 inizi anni ’60 si verifica il così detto Boom economico, grazie agli aiuti degli Usa nel dopo guerra, e ad una politica di rilancio economica. In una

Il Varietà. Ha generato molti dei protagonisti della tv italiana, e il varietà di questo periodo ha una qualità visiva e estetica che oggi è molto difficile da immaginare. Era sempre in diretta, della durata di circa 1’ora. Può essere definito come il riassunto di diversi generi, tra cui il cinema, il teatro e la musica; c’è una grande importanza data alla conduzione, alle scenografie. Il varietà è il momento in cui la tv si veste ed esce di casa, cioè è il momento in cui la tv fa festa, il momento in cui il pubblico in sala rispecchia quanto meno la volontà del pubblico a casa. Il pubblico è molto elegante, si veste bene per andare in tv, ed infatti nei varietà il grandissimo regista, ???? avendo dei fuori classe come Mina, avendo i migliori attori in tv, non per successo, faceva quello che sapeva fare, o recitava, o faceva dei numeri comini, riempiva il tempo mostrando la loro natura. Ad esempio, il regista Antonello Falqui, decise di non nascondere le videocamere, le luci, i microfoni… per mostrare e per dimostrar la modernità e la forza della tv dal punto di vista tecnico, in cui la parte tecnica è strettamente collegata al concetto di progresso.

  • Studio 1 Molto simile a Che tempo che fa, con Fazio che cerca di imitare l’ingresso, con le forme, le luci. C’era l’orchestra dal vivo sul fondo con il tentativo riuscito di creare una simmetria visiva; ci sono le quinte realizzate con le luci, che si vedono. Si vedono tutte le apparecchiature. La posizione dell’orchestra è stata adottata da un Sanremo di qualche anno fa, e si tratta di una scelta di utilizzare lo spazio dello studio in un modo totalmente diverso—la scenografia è fatta dall’orchestra. Sono vestiti tutti molto eleganti, con i completi. Lo spettacolo viene aperto con un balletto con una scenografia molto essenziale, con un gioco di pannelli che si alzano e si abbassano; gli abito sono abiti da sera molto eleganti. Arriva il conduttore, con una postura molto teatrale, e parla con un ritmo molto più lento rispetto a quello a cui siamo abituati oggi. Parte delle gemelle Kessler. Siamo nel ’66, le gemelle sono l’immaginario erotico nascosto di un’Italia dei piccoli paesi, in cui bisogna stare attenti a comportarsi bene; stesso periodo circa in cui Mina venne cacciata dalla Rai perché ebbe un figlio fuori dal matrimonio. Le gambe soprattutto sono l’immaginario erotico di tutti gli uomini, senza essere mai volgari; niente a che vedere con l’ostentazione del corpo dei giorni d’oggi. Le due ragazze vestite bene cantano e ballano sulle note della canzone La notte è piccola. [In tutto il tempo non ci sono gli stacchi, è tutto un unico piano sequenza]. La funzione del varietà è quello di sostituire ciò che si fa nel tempo libero, il sabato sera la tv era quello che possiamo definire macchina dell’intrattenimento e del passatempo, in una dimensione festiva non quotidiana. Questo spiega un verto tipo di immagine dei conduttori, spiega un certo tipo di immagine dello studio, della regia e la funzione dell’ospite che era chiamato molto spesso a fare qualcosa che non era legato alla sua immagine. L’ospite non era lì per promuovere se stesso, ma per contribuire alla dimensione festiva del programma, alla dimensione dell’eccezionalità del programma. Ciò che vediamo oggi il sabato sera è molto differente: abbiamo raramente la percezione di assistere a un varietà come quello di cui stiamo parlando. Alcune parti del varietà di cui stiamo parlando sono state assorbite da altre trasmissioni. Quello che mancava rispetto a oggi, era la dimensione privata, cioè una cosa come C’è posta per te, in quegli anni non poteva esistere, perché dei fatti personali della gente comune non interessava a nessuno, non era un tema possibile per un tv che aveva come cifra quella di rappresentare un momento di festa, di bellezza, un momento diverso dalla quotidianità, per evadere dalla quotidianità. N quotidianità che non contemplava che i protagonisti fossero persone comuni. Ci sarà un momento in cui in maniera massiccia la gente inizia a entrare massicciamente in tv alla fine della paleotelevisione; in questo momento entrano sul mercato italiano le tv private, fatto che incide enormemente sui generi. Su Rai 1 on il debutto di Ballando con le stelle, è una declinazione del vecchio varietà; c’è una quota di intrattenimento presene, una concezione festiva molto evidente nel programma che è basato sul ballo, basato sul fatto che ci sono ospiti che fanno qualcosa che non è la loro attività quotidiana. L’abbigliamento è molto da sera, il pubblico è simulato dal pubblico a casa; Ballando con le stelle è il programma che si avvicina di più al vecchio Varietà, ma non è l’unico. Ad esempio, ci sono i così detti One Man Show con

Fiorello, in cui è il protagonista assoluto molto elegante, con la necessità di dirigere tutto, anche il rapporto tra lui e gli ospiti; anche il programma di Roberto Bolle. Il sabato sera all’epoca era sacra, il livello delle performance era elevatissimo. Quegli anni lì erano difficilissimi dal punto di vista sociale, perché c’era una società molto chiusa dal punto di vista delle regole. Il livello delle esibizioni era molto alto. Giorgio Gaber a Senza Rete, un varietà in cui gli artisti si esibivano al vivo, con l’orchestra del programma. Sono tre minuti con un primo piano fisso; in questo caso la costruzione del programma e del personaggio si effettua solamente attraverso, oltre alla sua bravura e alla sua capacità di recitare, alla rappresentazione del solo primo piano, senza stacchi, senza luci, senza alcun disturbo della performance. Con una base, con un parlato, che sembra totalmente naturate; la tecnologa all’epoca serviva solo per sottolineare la bravura di un personaggio. si vedono poi gli apparati tecnici della tv, si vedono telecamere, personaggi con fogli [l’autore]. In questo caso abbiamo un esempio di cosa significhi festività, perché la tv riesce per chi è a casa a regalare qualcosa in più rispetto a coloro che sono lì in scena, perché permette di vedere l’espressione, l’emotività del personaggio [elementi che dal vivo non si possono notare]. Lo sceneggiato È l’antenato della moderna serialità, della fiction della tv generalista. Parlare di sceneggiato e di fiction può avere una relazione. Lo sceneggiato nasce contemporaneamente con uno scopo preciso, ovvero uno scopo pedagogico, ovvero attraverso lo sceneggiato, la tv italiana, la Rai si fa carico di adattare per il piccolo schermo i grandi romanzi, la letteratura italiana e non solo. Nello sceneggiato la tv si fa carico della dimensione narrativa di quello di cui si occupava il maestro Manzi, ovvero di far conoscere il romanzo a chi non sapeva leggere. Quindi adattare un testo significava renderlo disponibile per coloro che non si sarebbero potuti avvinare alla lettura di ciò. La rai mette insieme per la realizzazione dello sceneggiato, la competenza dei professionisti della tv che derivavano dal cinema e dal teatro; i grandi padri della tv sono stati grandi protagonisti del cinema e del teatro. Ciò lo possiamo vedere molto bene nella scelta della sceneggiatura—il grande potere dell’immagine che si fa carico di tradurre parole che il pubblico dell’epoca non era in grado di capire. La Rai svolge un importante compito di alfabetizzazione nella società. In alcuni casi, andando avanti con gli anni, soprattutto dalla metà degli anni’60, lo sceneggiato diventa più brillante, per il ritmo e per i contenuti e si diversifica dal punto di vista del linguaggio:

  • Romanzo sceneggiato : adattamento delle opere
  • Originali televisivi : erano dei prodotti narrativi che erano stati scritti appositamente per la tv. La tv è una macchina di racconti in tutti i generi che pratica, la tv macina storie fin dall’inizio della sua vita e lo sceneggiato ne è la conferma. La forma più pura del racconto televisivo è proprio lo sceneggiato in entrambe le sue anime—sono a puntate. La tv e la radio prima di lei, hanno raccontato delle storie a pezzi, ad appuntamenti fissi. Belfagor. È un originale, una storia gialla, un po' horror con questo fantasma del Louvre che risale al ’65. Inizio molto moderno, incalzante, molto cinematografico, si stabilisce dove si svolgerà l’azione; viene raccontato il luogo. È molto parigino il clima, si sente dalla musica, dal clima. La tv raccontava delle storie di genere intrattenendo come il cinema. L’informazione La tv ha svolto un ruolo di testimonianza della modernità. L’informazione del tg è smepre stata un’informazione molto rigida, dove il ruolo delle donne è stato un ruolo marginale per decenni. Nel tg dei primi anni si esibivano questi giornalisti che vengono definiti i mezzi busti, con accanto uno schermo su cui venivano proiettate delle immagini. L’informazione è sempre stato un megafono dei fatti politici, con sfumature differenti. Il ruolo fondamentale che ha avuto la tv nello sviluppo della società lo vediamo con lo sbarco sulla luna del ’69; anno in cui tutto il mondo si ferma per guardare il primo passo sulla luna. È un momento molto emozionante. Lo spazio era il luogo in cui si giocava la modernità tra Usa e Russia [siamo nel mezzo della guerra fredda]. Questo è stato un momento molto forte, che ha testimoniato la potenza del

Indice di ascolto vs indice di gradimento Quante persone stanno ascoltando/vedendo un determinato programma vs se piace o meno un determinato programma (sistema dei diari). Auditel si basava sul sistema dei Meter e veniva chiesto ad un tot. famiglie in anonimo che programma stesse vedendo, quante persone erano all’ascolto e su che canale. Tutto questo sistema ha l’obiettivo di determinare il costo di uno spazio pubblicitario. LE TV LOCALI Su tutto il territorio nazionale nascono numerose emittenti private con programmazioni legate soprattutto alla commercializzazione di prodotti (es. televendite, aste,…), ma anche con contenuti originali, in un Far West creativo e stimolante da cui emergeranno alcuni dei protagonisti della futura tv del duopolio (come Massimo Boldi, Teo Teocoli, Gianfranco D’Angelo, Ezio Greggio hanno fatto allenamento nelle televisioni private). NASCE LA CONCORRENZA TRA PUBBLICO E PRIVATO (DUOPOLIO, solo in Italia, le due realtà, ovvero, quella pubblica e privata, fin da subito hanno lo stesso peso , mentre nelle altre realtà europee la tv pubblica mantiene sempre un primato, rispetto a quelle private). LE TV PRIVATE Si affermano come una realtà concreta nel panorama televisivo italiano. Nei primi anni 80 si afferma la Fininvest di Silvio Berlusconi. LA RAI Amplia e rafforza l’offerta: aumenta il numero dei programmi nei tre canali e migliora la tecnologia, seppure con dieci anni di ritardo riaspetto all’Europa: nel 1977 adotta il sistema di colore. ALCUNE CARATTERTISTICHE DELLA NEOTELEVISIONE

  • la programmazione si fonda prevalentemente sull’intrattenimento, trasversale, leggero, facile, poco impegnativo
  • (^) aumentano le ore di trasmissione , inframmezzate da filmati/spot pubblicitari.
  • si creano contenuti “generalisti” , in grado di accontentare i gusti del maggior numero possibile di spettatori.
  • (^) nel 1968 nasce l’ Auditel , società che si occupa della misurazione quantitativa del pubblico televisivo allo scopo di determinare i costi della pubblicità per le aziende inserzioniste.
  • nasce l’idea di televisione di flusso (Raymond Williams, 1970).
  • (^) la diffusione del telecomando e del videoregistratore modificano profondamente la fruizione televisiva: lo “zapping” tra un canale e l’altro diventa la modalità prevalente e la visione differita dei programmi permette la personalizzazione dei tempi e dei contenuti del consumo televisivo da parte degli spettatori. L’IDEA DI “FLUSSO” "Una notte a Miami, ancora stordito da una settimana di viaggio su un transatlantico, iniziai a guardare un film e, sulle prime, incontrai alcune difficoltà nell'adattarmi alla frequenza molto più elevata delle interruzioni pubblicitarie. Tuttavia, questo non era niente in confronto a quello che accadde in seguito: iniziarono a passare i promo di due film che dovevano andare in onda, sullo stesso canale, le sere successive. Un delitto a San Francisco (il soggetto del film che stavo

seguendo) iniziò a dispiegarsi, con uno straordinario contrappunto, insieme alla pubblicità di un deodorante e dei cereali per la colazione e anche con una vicenda sentimentale ambientata a Parigi e l'apparizione di un mostro preistorico che devastava New York. (...) / passaggi dal film alla pubblicità o dal primo film al secondo o al terzo non erano segnalati (...) una sequenza di questo tipo diventa molto difficile da interpretare: ancora oggi non posso ritenermi certo di ciò che ho effettivamente colto di tutto quel flusso. Credo di aver collocato alcuni incidenti nel film sbagliato e di aver inserito personaggi della pubblicità nel film, in ciò che fini par apparirmi In grado le bizzarre incongruenze, come un unico flusso di immagini e di sensazioni" Raymond Williams, Televisione. Tecnologia e forma culturale, Editori Riuniti, Roma 2000, pp. 105- 118 (ed. or. 1974) STRATEGIE DELLA NEOTELEVISIONE

  • ridurre il rischio di insuccesso economico , usando formule e programmi già andati in onda con successo in altri Paesi (nasce una prima idea di FORMAT)
  • accentuare la componente spettacolare , sia in termini di intrattenimento leggero, sia enfatizzando i toni drammatici ed emotivi per attirare l’attenzione dello spettatore
  • rispecchiare i valori medi della società , puntando sui buoni sentimenti, sulla facilità di coinvolgimento, sul senso comune.
  • costruire una chiara identità di rete , per distinguersi dalla concorrenza, e per questo puntare su volti noti, personaggi amati dal pubblico, contenuti e toni riconoscibili.
  • (^) fare tesoro degli errori della concorrenza , ricorrendo a tattiche e strategie di palinsesto
  • puntare moltissimo sul prime time (prima serata) , l’orario di maggiori ascolti che diventa la fascia più pregiata per gli inserzionisti e dove si scatena la concorrenza più agguerrita tra canali. PROGRAMMI TELEVISIVI Es. Sigla non lo sapessi ma lo so – Boldi e Teocoli (1982) – Antenna Tre, programma della televisione privata su Antenna Tre, coppia comica, che utilizza un linguaggio e un’immagine che non è invecchiata, le parole sono scritti da grandi comici di Zelig. Es. 1977, Portobello, gigante programma nella storia della televisione, programma di nuovo genere della televisione pubblica, viene condotto da Enzo Tortora, viene chiamato anche “mercatino del venerdì”, l’idea di Portobello è una idea nuova, quella di usare la tv come mezzo scambio tra persone comuni con il telefono ed esso permette di rompere lo schermo della televisione. Attraverso il telefono le persone possono entrare in diretta in TV. Tortora in uno studio crea e cuce insieme i racconti di 6/7 persone, ognuno entra in una cabina per cercare determinate persone, pubblicare un’invenzione, per cercare l’anima gemella,… In Portobello ci sono tutti i generi della televisone. Portobello è stato rifatto poco tempo fa dalla Clerici, è stato un flop. Il conduttore è vistito per bene, elegante, il ritmo è lento. Es. Quelli della notte, Rai, 1985 : Arbore, crea tantissimi personaggi, un linguaggio nuovo che in Rai non esisteva, un linguaggio che a che fare con l’uso di buona musica ed ironia. Lui inventa la seconda serata. Le persone facevano quello che volevano e il conduttore dirigeva il traffico. Es. Indietro tutta! (1987), programma televisivo fondato sulla parodia

Con Drive in si ha una doppia comicità quella infantile e una un po' più adulta per colpire un pubblico di tutte le età. Programma di innovazione che ha inventato un vero e proprio linguaggio (semplice e rivoluzionario allo stesso tempo che punta a provocare, basata sul cattivo gusto a volte). TV Verità In questo periodo la tv non è solo comicità ma anche altri generi… si afferma sulle reti Rai la TV Verità , che cerca di espandere i propri confini di linguaggio. Fa entrare la cronaca all’interno di un contenitore che non è un telegiornale ma è una specie di genere nuovo a metà fra il talk show e l’informazione. Es. Telefono Giallo: metteva in discorso dei fatti di cronaca e cercava di capire il percorso di un avvenimento di cronaca (Es. data, temi, personaggi, luoghi,…) Es. Storie Maledette, Franca Leusini: Leusini è una signora molto old style che va a ripescare i fatti di cronaca più controversi e i loro protagonisti. Riapre questi casi raccontandoli con uno stile suo. Si munisce di questi faldoni di fogli su cui lei ricostruisce il caso e si mette di fronte ai protagonisti e racconta e si fa raccontare la verità (Es. Caso Sara Scazzi, …) La conduttrice narrativizza la storia ricostruendola a modo suo, quindi è un racconto di un caso. Utilizza un linguaggio molto forbito. In questo periodo la Rai cerca di rinnovarsi, sia a livello di palinsesto di giornata sia a livello di generi. Allo stesso tempo Mediaset cerca di creare il suo pubblico a cui cerca di dare dei contenuti facili e con molta pubblicità. Es. Vermicino, 1981 : in Toscana, un bambino di 6 anni cade in un pozzo artesiano e precipita : da quel momento il fatto viene esposto al telegiornale e l’attenzione del paese si sposta su questo caso. 18 ore di diretta per seguire il caso senza interruzioni. Vengono chiamati i soccorsi e viene anche inserita una elettro-sonda con un microfono per sentire la voce del bambino in diretta. Si decide di fare un buco parallelo con una trivella ma il bambino con le vibrazioni precipita ancora di più e dalla sonda si sentono le urla in diretta tv. Dopo svariati tentativi di salvataggio il bambino muore. Le polemiche furono molte poiché molti pensarono che fu colpa della televisione a far morire il bambino. Vermicino è così importante perché segna un prima e un dopo al diritto di cronaca. Fin dove ci si può spingere? Quanto si può vedere e quanto non si può vedere? Quanto si può raccontare e quanto non si può raccontare? Si discute sul fatto se la tv si dovesse fermare prima o raccontare il tutto, le persone volevano vedere. Tutto era mostrato senza censure, tutti volevano vedere tutto. Questo si ripete 20 anni dopo con le Torri Gemelle, 11 settembre 2001 e con la Guerra del Golfo. Questo periodo della televisione è denso. È importante capire a cosa serve la televisione àintrattenere, informare ma anche scoperchiare delle tensioni.

La tv accende un riflettore sul presente e racconta quello che vede, quello che piace sentirsi raccontare alle persone. Allo stesso tempo è uno strumento che tutti nel corso del tempo hanno acquistato. TV ANNI 90 L’Età dell’abbondanza Scoppia lo scontro tra la tv privata e quella pubblica

  • nascono nuove tecnologie (satellite, cavo, pay TV,…)
  • legittimazione dell’emittenza privata (1990: Legge Mammì)
  • palinsesto competitivo, un vero e proprio campo di battaglia tra la tv pubblica (Rai) e quella privata (Mediaset) per portarsi a casa più pubblico
  • tre modelli di rapporto economico: canone, pubblicità, pay per view
  • importanza dei generi ibridi
  • indice di ascolto e Auditel 1990: LEGGE MAMMI’ Fino agli anni 90, la Rai era l’unica rete ad avere la diretta e i telegiornali. Con la Legge Mammì vengono messi dei paletti tra tv privata e pubblica:
  • chi è proprietario di tre reti non può possedere quotidiani
  • tutte le reti che hanno la possibilità di trasmettere a livello nazionale devono necessariamente trasmettere anche il telegiornale
  • anche le reti commerciali possono trasmettere in diretta
  • viene stabilito il tetto massimo per la pubblicità, per la Rai era del 12% ogni ora, per la Fininvest il 18%. La legge sancisce quindi l’uguaglianza tra la tv privata e pubblica. Questo solo in Italia. EFFETTI DELLA LEGGE MAMMI’ SULLA TV PRIVATA
  • La diretta
  • Il notiziario Con la Legge Mammì la tv privata si arricchisce e molti personaggi e conduttori che si trovavano in Rai si spostarono su Mediaset, e quindi molti contenuti cambiano ma si creano anche dei nuovi. _Primo programma Mediaset dopo la Legge Mammì
  • Non è la Rai:_ primo programma di Mediaset dopo la Legge Mammì, fatto da ragazzine dove il limite del buon gusto e della censura si sposta. La protagonista era Ambra Angiolini, e Boncompagni attraverso un’auricolare diceva come muoversi, questo fece polemica. _Primo Notiziario dopo la Legge Mammì
  • Guerra del Golfo:_ Emilio Fede annuncia al telegiornale di Mediaset l’inizio della guerra del Golfo. Si apre con lo scoppio di una bomba

GLI ANNI NOVANTA: I TG FININVEST

1991: nasce Studio Aperto 1992: nasce TG 1992: Emilio Fede passa da Studio Aperto al TG 1996: Fininvest diventa Mediaset e si quota in Borsa PROGRAMMI SIMBOLO

- Il nuovo intrattenimento àKaraoke - Fiorello (Italia 1, 1992-1995), Anima Mia – Fazio e Baglioni (Rai Uno, 1997) Programma musicale di culto televisivo, di culto perché è un programma diverso dal normale intrattenimento. Dove la cifra è l’ironia ma non comica. Baglioni canta ma non le canzoni sue, quelle di altri. Con Anima Mia inizia un nuovo modello di intrattenimento uscendo dal perimetro tradizionale (ovvero un cantante che non canta le sue canzoni ma quelle di altri). - acces prime time àStriscia La Notizia (Canale 5, 1988), Il Fatto - Biagi (Rai Uno, 1995-2000) - preserale àTira E Molla - Bonolis (Canale 5, 1996-1998), Passaparola - Scotti (Canale 5, 1999 - 2008) - seconda serata àMaurizio Costanzo Show (Canale 5, 1982-2005), Porta a Porta (Rai Uno, 1996 - )

  • Le nuove forme anni 2000 (Pay tv, OTT-Netflix) LE ALTRE TV La televisone tematica e la pay-per-view diventano modelli complementari alla TV generalista - la tv musicale àCanale Videomusic , 1984, quasi un plagio di MTV, confluisce con TeleMontecarlo nell’esperienza di TMC2 , fino al 2002. - La pay tv àCanale Telepiù , 1990-91, due canali che trasmettevano uno cinema e l'altro calcio a pagamento, nel 1988 cambia nome e diventa Stream (Mediaset, Grande Fratello), poi acquistata da Murdoch. Nel 2003 le reti Telepiù e Stream vengono acquistate da Sky. Il punto di svolta del panorama televisivo coincide esattamente con lo scoccare del nuovo millenio (2000) anno spartiacque, una vera e propria rivoluzione. GLI ANNI ZERO: DUE MOMENTI FONDAMENTALI - Grande Fratello, nasce un nuovo format I personaggi del primo Grande Fratello erano persone comuni che volevano andare in televisione per raccontare emozioni, paure, quotidianità e sensazioni, ed è quel primo Grande Fratello la novità. Il Grande Fratello Vip è un’idea successiva, che nasce con il grande successo del programma Isola Dei Famosi, dove appunto i personaggi sono famosi, vip. In passato i concorrenti erano naturali e veri, non fingevano, mentre oggi nel Grande Fratello Vip i concorrenti essendo personaggi conosciuti e molti avendo anche una carriera attoriale alle spalle, non vivono ma recitano, sono montati. In più in prima vi era il non mostrare toppo, i concorrenti che volevano stare isolati lo facevano escogitando qualsiasi metodo pur di non farsi vedere, mentre oggi è il contrario, più si fa vedere meglio è.

- Caduta delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001: la televisione è lì che ci fa vedere e vivere in diretta le immagini Vi è quindi lo sviluppo e crescita delle TV a pagamento che acquisiscono alcuni generi che andavano molto forte nella tv generalista, questo comporta che la tv generalista si impoverisce nei suoi generi di punta – film e sport- e risponde con gli eventi e le grandi serate del sabato. La televisione generalista punta quindi sul talk show politico (bassi costi, buoni ascolti e presa sulla quotidianità). LO SWICH OFF nel 2004 la Legge Gasparri si modifica e sancì che dovevano essere spente tutte le frequenze analogiche per passare al digitale entro il 2006, anche se l’attuazione si conclude in modo concreto nel 2012. ànascono quindi altre TV a pagamento. Se le frequenze televisive passano dall’analogico al digitale la capacità di contenere canali da parte di quest'ultimo aumenta, permette la moltiplicazione dei canali. Questo crea un’offerta ampia ma povera poiché non ha una personalità precisa e il consumatore si trova davanti ad un’offerta smisurata perché non sa più cosa scegliere (pubblica o a pagamento?). GLI ANNI ZERO IN SINTESI Negli anni 2000 si moltiplicano le piattaforme, i contenuti e le possibilità di accesso, le tipologie di palinsesto e le logiche che regolano, le modalità della fruizione televisiva. Auditel inizia a rilevare anche l’ascolto differito oltre a quello live. Ma le date chiave, che sintetizzano e concludono il decennio, sono il 2012 (lo switch off) e il 2013 (il decennale di Sky). A partire da questi anni nasce questo punto di vista sulla televisone, ovvero che la televisione sta morendo, questo non è vero poiché cambia in base alle tecnologie, modella i contenuti in base ai luoghi di fruizione, cambiano le modalità di fruizione e di misurazione. PALINSESTO Palinsesto (dal greco palimpsestos ( palin "di nuovo" e psèstor "rischiato"): manoscritto (pergamena) in cui la scrittura primitiva viene raschiata e sostituita da un'altra. Correzioni, cancellature, sostituzioni perché il contenuto non è dato una volta per tutte ma subisce continuamente aggiustamenti e riscritture. Definizione: "il palinsesto è una sequenza ordinata di programmi e altri materiali (contenuto), disposti in una griglia temporale (forma) secondo differenti logiche (editoriali, commerciali e professionali), mediante l'impiego di apposite tattiche e strategie e sulla base di obiettivi di lungo e breve termine". (Barra, 2015) Il palinsesto è un oggetto instabile, multiforme, e contraddittorio che opera su tre livelli: - (^) Dimensione sintattica: legata alla disposizione degli elementi in un ordine secondo regole e strategie - Dimensione semantica: la disposizione degli elementi testuali influenza il significato dei contenuti - Dimensione pragmatica: gli elementi testuali sono disposti in maniera da stabilire e mantenere un contatto con gli spettatori

Il palinsesto è diviso in quattro fasce: mattina, mezzogiorno, pomeriggio, sera. La giornata televisiva è mimata dal palinsesto, e viceversa. Quest'ultimo regola il nostro tempo quotidiano. Differenza tra Oudience e Share: Oudience: numero totale delle persone che in quel momento stanno guardando il programma (numero assoluto) Share: percentuale di spettatori che sta guardando quel programma in quel particolare momento sul totale della fascia oraria. (percentuale) Come viene venduto il palinsesto? A Giugno o Settembre vengono presentati alla stampa e agli inserzionisti dalle reti i propri palinsesti. Gli inserzionisti devono capire quali spazi pubblicitari acquistare, lo fanno in base all'oudience e alle share previste. Il costo degli spazi pubblicitari possono variare in base all'andamento del programma e dalla concorrenza Ciò che viene inserito prima o appena dopo il telegiornale, avrà successo, perché trascina molta gente. PALINSESTO PAY TV Le pay tv hanno la possibilità a differenza della tv generalista, di creare un contenuto che si ripete nella stessa giornata. La durata dei programmi è di circa 50 minuti, se supera questo minutaggio, spesso vengono programmate più puntate una dopo l'altra (back to back)(es. Gomorra ogni settima a due puntate da 50 minuti ciascuna) È possibile impacchettare questi programmi e ripeterli nel corso della giornata. La tv a pagamento è una multinazionale e i contenuti sono condivisi con il resto del mondo. I contenuti devono funzionare in contesti diversi. La rotazione dei contenuti crea conseguenze riguardo la tipologia dei programmi, molti funzionano perché hanno la possibilità di essere replicati all'infinito (es. le puntate di Masterchef vengono replicate più volte). Questa formula non potrebbe funzionare sulla televisione generalista. Dal punto di vista della produzione e della messa in pagina è diversa. Non vi è un palinsesto orario e mancano dei generi. PALINSESTO PIATTAFORME Le piattaforme hanno di diverso che hanno eliminato completamente la distribuzione. Netflix, ad esempio, ha dato vita a questo modello per cui l'emittente produce e manda in onda i suoi contenuti senza comprarli da nessun'altro, questo per essere nuovi e freschi sulla concorrenza. Acquistano solo alcuni contenuti per fare esclusivamente catalogo. Non vi è un vincolo orario, di giorni ma c'è la necessità di avere un catalogo fresco. La competizione delle piattaforme si gioca sulla novità e la freschezza del catalogo.

LA FORMA DEL PALINSESTO

Il palinsesto è una forma di scrittura del tempo che si articola su diverse dimensioni:

  • La durata del singolo contenuto
  • La collocazione oraria
  • La sequenza degli elementi che lo seguono e lo precedono
  • La frequenza LE STAGIONI Periodi di garanzia: il pubblico è più numeroso e perciò consentono di calcolare i prezzi di vendita degli spazi pubblicitari ( stagione autunnale (settembre-dicembre), stagione primaverile (gennaio/febbraio-maggio ) Periodi fuori garanzia: dicembre-gennaio: periodo cuscinetto, vacanza, si testano i programmi nuovi. Giugno-settembre : bassa stagione, pausa estiva SETTIMANE E GIORNI La programmazione settimanale si divide in: feriale (lunedì-venerdì) e festiva (sabato-domenica)
  • (^) Daytime: mattutina --> risveglio, fascia meridiana (cucina e TG), pomeridiana --> lifestyle, fiction, preserale --> game show, fiction, TG
  • Prime time: access prime time --> game show, fiction, Striscia, prime time --> fascia più pregiata
  • Night time: seconda-terza serata, notturna LE TECNICHE DI PROGRAMMAZIONE
  • In verticale: traino --> lead in, lead out, hammocking (, tent poling, blocking
  • In orizzontale: striscia, ombrello, hammoking settimanale, back-to-back, rotation, theming TECNICHE DI PROGRAMMAZIONE LA COMPETIZIONE FRA RETI CONCORRENTI
  • Controprogrammazione: offerta di un programma diverso dalla concorrenza per genere, tono o tipologia di pubblico
  • (^) Antiprogrammazione: scontro diretto, muro contro muro: stesso genere, stesso pubblico
  • Stunting: cambiamento dell'ultimo minuto (azzardato e potenzialmente rischioso)
  • Killer application: programma che interviene in modo imprevisto e imprevedibile nella programmazione standard
  • Bridging: anticipare la partenza di programmi concorrenti, soprattutto novità, con propri programmi molto forti