

















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti delle lezioni del corso Storia e Modelli della TV (CMP), Professoressa Daniela Cardini, Università IULM
Tipologia: Appunti
1 / 25
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


















Proff. Daniela Cardini Comunicazione, media e pubblicità Università IULM PROGRAMMA DA GRANDE (programma finito, Rai Uno, condotto da Alessandro Cattelan) CONDUTTORE: Programma, con Alessandro Cattelan, che proviene da Sky ha deciso di lasciare XFactor e di andare su Rai1, con un programma con due puntate la domenica sera. Conduttore che non assomiglia alla rete: Rai1 è una rete molto adulta, con un pubblico adulto. Ha una profilatura del pubblico che è di mezza età con una cultura medio-bassa. Lui ha 41 anni e proviene da Sky che ha una profilatura diversa: è a pagamento, il che significa che il pubblico decide di pagare in base ai contenuti che gli vengono offerti. Le aspettative dei clienti di Sky nei confronti dei contenuti sono elevate: è un pubblico più esigente, che si aspetta di ricevere un certo tipo i contenuti in ragione a un abbonamento, nemmeno tanto economico. Ale Proviene da X-Factor, un programma che ha un profilo dell’ascoltatore medio, ancora più di nicchia del pubblico della rete in generale. Il pubblico è solitamente intorno ai 35- 40 anni, con un levato libello di scolarità e con delle aspettative piuttosto elevate. EPCC è un programma in cui lui ha raccontato se stesso, con un pubblico ancora più giovane e settoriale di quello di X-Factor. In questo programma Cattelan fa ironia nei confronti di chi lo sta guardando e va contro al tono che utilizza Rai Uno. Nel 2021 Cattelan si sposta da Sky a Rai Uno, perché? Per fare un salto di qualità ed arrivare a condurre Sanremo ed EuroVision, svecchiare la rete e ambisce ad un intrattenimento sulle piattaforme (Netflix, Prime Video). OSPITI: Durante la puntata ci sono molti ospiti molto diversi tra loro, perché si rivolgono a pubblici diversi: Sangiovanni, Elodie, Lillo, Serena Rossi, Tamberi. Sono ospiti che lui non avrebbe scelto pet EPCC, che è un programma più di nicchia. SCENOGRAFIA: Vengono usati colori freddi (blu e viola) e l'abbigliamento è triste e poco piacevole Questo programma non ha funzionato perché? Questo programma andava in onda alle 21.00 su Rai Uno La maggior parte del pubblico serale della rete Rai ha un'età elevata e Cattelan tiene un monologo adatto ad un pubblico giovanile e non di persone anziane, prendendole in giro con ironia. Questo è un programma finito, che tra una settimana nessuno si ricorderà: la televisione invecchia subito, è velocissima nel macinare i suoi contenuti; ha tutta un’altra logica rispetto agli altri media.
Che cos’è e cosa rappresenta la televisione? È tante cosa diverse, non solo l’apparecchio. È cambiato molto negli ultimi 60 anni, è un mezzo di comunicazione che ha una storia molto interessante e molto complessa, aderente alla storia del nostro paese. La sua grande caratteristica è il fatto di sapersi adattare ai cambiamenti sociali e ai tempi. Di cos parliamo quando parliamo di tv? Parliamo di quello che accade nell’apparecchio televisivo, ma anche di tutto ciò che accade nei nostri portatili, nel tablet,… Parliamo di una tv che si sviluppa anche attraverso il digitale, lo streaming. Non è una cosa sola, non si può definire come un mezzo di comunicazione dato per tutto. Nel nostro paese ha avuto sempre una pessima fama, è stata sempre considerata la sorella “povera” del cinema del teatro, considerata pericolosa, troppo semplice, banale, studio; per togliersi di dosso tale etichetta non sono bastati tutti questi anni, è considerata sempre un mezzo di comunicazione di serie b, soprattutto rispetto al cinema. Rispetto al cinema, la tv è sempre stata aderente al suo tempo. Negli ultimi anni l’universo del cinema e della tv si sono avvicinati molti, a volte si sono anche sovrapposti, ma la tv non è rappresentata solo dalle serie tv, anzi svolge ancora un ruolo vivace e estremamente importante. La grande differenza tra il mezzo televisivo e gli altri mezzi audiovisivi è la modalità di fruizione; la tv è in casa, siamo in una situazione in estremo relax, quando siamo in cinema facciamo un’azione volontaria, dobbiamo uscire di casa, e entrare in un luogo sacro: buio, dove si sta in silenzio. La sala cinematografica è un ruolo che si sceglie di frequentare attraverso un atto volontario. L’andare al cinema è un momento in cui ci si fa un po' un regalo, guardare la tv lo si fa in momenti in cui non si è concentrati, a volte lo si fa senza rendercene conto, quasi sempre facendo altro. In alcuni casi si guardare la tv è dispersa nel far altro, ma a differenza del cinema, guardare contenuti televisivi è molto semplice durante la giornata, attraverso l telefono, computer, tablet… la tv è sempre, se si vuole, con noi. Il linguaggio della televisione deve essere semplice , quotidiano, proprio perché la tv ha una fruizione quotidiana. Il confronto tra tv e cinema è inutile, perché sono estremamente diverse, il linguaggio del cinema ha a che fare con l’espressione che costruisce tale film; il linguaggio della televisione è necessariamente livellato verso il basso, deve essere comprensibile a tutti , il film no, può permettersi di parlare a poche persone. La tv non può permetterselo, anche perché si può trovare in case di persone con un livello culturale basso; questa caratteristica è connaturata con la natura del mezzo , con il fatto che la tv si vede sempre. Tutti abbiamo piacere di farci intrattenere da contenuti anche stupidi, facciamo fatica ad ammettere che ci piace qualcosa di basso livello. La televisione è facilmente stigmatizzabile, ma dal punto di vista dell’industri e della produzione, e tra tutti i media attualmente attivi, la televisione è la più ricca , sana , che spesso alimenta anche le altre industrie mediali, come quella cinematografica, radiofonica, stampa… quando parliamo di tv parliamo di un sistema produttivo industriale complesso , un comparto economico della nostra economia che funziona benissimo. Ciò vuol dire che le persone la guardano. Oggi si manifesta in almeno tre modalità:
pubblico di acquirenti, si tratta di formare un pubblico ci cittadini, che acquistano attraverso un contributo dei contenuti, non di intrattenimento, ma di crescita, di miglioramento di se, di istruzione. Lo stato non si può permettere di chiedere una tassa, per poi offrire contenuti per poi fargli comprare un prodotto: al cittadino vengono riconosciti dei diritti. Perché nasce in Europa dopo la 2GM? Perché l’Europa è distrutta economicamente, socialmente, culturalmente, ha bisogno di rialzarsi. Ci sono TRE MODELLI DELLA STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA:
Il Varietà. Ha generato molti dei protagonisti della tv italiana, e il varietà di questo periodo ha una qualità visiva e estetica che oggi è molto difficile da immaginare. Era sempre in diretta, della durata di circa 1’ora. Può essere definito come il riassunto di diversi generi, tra cui il cinema, il teatro e la musica; c’è una grande importanza data alla conduzione, alle scenografie. Il varietà è il momento in cui la tv si veste ed esce di casa, cioè è il momento in cui la tv fa festa, il momento in cui il pubblico in sala rispecchia quanto meno la volontà del pubblico a casa. Il pubblico è molto elegante, si veste bene per andare in tv, ed infatti nei varietà il grandissimo regista, ???? avendo dei fuori classe come Mina, avendo i migliori attori in tv, non per successo, faceva quello che sapeva fare, o recitava, o faceva dei numeri comini, riempiva il tempo mostrando la loro natura. Ad esempio, il regista Antonello Falqui, decise di non nascondere le videocamere, le luci, i microfoni… per mostrare e per dimostrar la modernità e la forza della tv dal punto di vista tecnico, in cui la parte tecnica è strettamente collegata al concetto di progresso.
Fiorello, in cui è il protagonista assoluto molto elegante, con la necessità di dirigere tutto, anche il rapporto tra lui e gli ospiti; anche il programma di Roberto Bolle. Il sabato sera all’epoca era sacra, il livello delle performance era elevatissimo. Quegli anni lì erano difficilissimi dal punto di vista sociale, perché c’era una società molto chiusa dal punto di vista delle regole. Il livello delle esibizioni era molto alto. Giorgio Gaber a Senza Rete, un varietà in cui gli artisti si esibivano al vivo, con l’orchestra del programma. Sono tre minuti con un primo piano fisso; in questo caso la costruzione del programma e del personaggio si effettua solamente attraverso, oltre alla sua bravura e alla sua capacità di recitare, alla rappresentazione del solo primo piano, senza stacchi, senza luci, senza alcun disturbo della performance. Con una base, con un parlato, che sembra totalmente naturate; la tecnologa all’epoca serviva solo per sottolineare la bravura di un personaggio. si vedono poi gli apparati tecnici della tv, si vedono telecamere, personaggi con fogli [l’autore]. In questo caso abbiamo un esempio di cosa significhi festività, perché la tv riesce per chi è a casa a regalare qualcosa in più rispetto a coloro che sono lì in scena, perché permette di vedere l’espressione, l’emotività del personaggio [elementi che dal vivo non si possono notare]. Lo sceneggiato È l’antenato della moderna serialità, della fiction della tv generalista. Parlare di sceneggiato e di fiction può avere una relazione. Lo sceneggiato nasce contemporaneamente con uno scopo preciso, ovvero uno scopo pedagogico, ovvero attraverso lo sceneggiato, la tv italiana, la Rai si fa carico di adattare per il piccolo schermo i grandi romanzi, la letteratura italiana e non solo. Nello sceneggiato la tv si fa carico della dimensione narrativa di quello di cui si occupava il maestro Manzi, ovvero di far conoscere il romanzo a chi non sapeva leggere. Quindi adattare un testo significava renderlo disponibile per coloro che non si sarebbero potuti avvinare alla lettura di ciò. La rai mette insieme per la realizzazione dello sceneggiato, la competenza dei professionisti della tv che derivavano dal cinema e dal teatro; i grandi padri della tv sono stati grandi protagonisti del cinema e del teatro. Ciò lo possiamo vedere molto bene nella scelta della sceneggiatura—il grande potere dell’immagine che si fa carico di tradurre parole che il pubblico dell’epoca non era in grado di capire. La Rai svolge un importante compito di alfabetizzazione nella società. In alcuni casi, andando avanti con gli anni, soprattutto dalla metà degli anni’60, lo sceneggiato diventa più brillante, per il ritmo e per i contenuti e si diversifica dal punto di vista del linguaggio:
Indice di ascolto vs indice di gradimento Quante persone stanno ascoltando/vedendo un determinato programma vs se piace o meno un determinato programma (sistema dei diari). Auditel si basava sul sistema dei Meter e veniva chiesto ad un tot. famiglie in anonimo che programma stesse vedendo, quante persone erano all’ascolto e su che canale. Tutto questo sistema ha l’obiettivo di determinare il costo di uno spazio pubblicitario. LE TV LOCALI Su tutto il territorio nazionale nascono numerose emittenti private con programmazioni legate soprattutto alla commercializzazione di prodotti (es. televendite, aste,…), ma anche con contenuti originali, in un Far West creativo e stimolante da cui emergeranno alcuni dei protagonisti della futura tv del duopolio (come Massimo Boldi, Teo Teocoli, Gianfranco D’Angelo, Ezio Greggio hanno fatto allenamento nelle televisioni private). NASCE LA CONCORRENZA TRA PUBBLICO E PRIVATO (DUOPOLIO, solo in Italia, le due realtà, ovvero, quella pubblica e privata, fin da subito hanno lo stesso peso , mentre nelle altre realtà europee la tv pubblica mantiene sempre un primato, rispetto a quelle private). LE TV PRIVATE Si affermano come una realtà concreta nel panorama televisivo italiano. Nei primi anni 80 si afferma la Fininvest di Silvio Berlusconi. LA RAI Amplia e rafforza l’offerta: aumenta il numero dei programmi nei tre canali e migliora la tecnologia, seppure con dieci anni di ritardo riaspetto all’Europa: nel 1977 adotta il sistema di colore. ALCUNE CARATTERTISTICHE DELLA NEOTELEVISIONE
seguendo) iniziò a dispiegarsi, con uno straordinario contrappunto, insieme alla pubblicità di un deodorante e dei cereali per la colazione e anche con una vicenda sentimentale ambientata a Parigi e l'apparizione di un mostro preistorico che devastava New York. (...) / passaggi dal film alla pubblicità o dal primo film al secondo o al terzo non erano segnalati (...) una sequenza di questo tipo diventa molto difficile da interpretare: ancora oggi non posso ritenermi certo di ciò che ho effettivamente colto di tutto quel flusso. Credo di aver collocato alcuni incidenti nel film sbagliato e di aver inserito personaggi della pubblicità nel film, in ciò che fini par apparirmi In grado le bizzarre incongruenze, come un unico flusso di immagini e di sensazioni" Raymond Williams, Televisione. Tecnologia e forma culturale, Editori Riuniti, Roma 2000, pp. 105- 118 (ed. or. 1974) STRATEGIE DELLA NEOTELEVISIONE
Con Drive in si ha una doppia comicità quella infantile e una un po' più adulta per colpire un pubblico di tutte le età. Programma di innovazione che ha inventato un vero e proprio linguaggio (semplice e rivoluzionario allo stesso tempo che punta a provocare, basata sul cattivo gusto a volte). TV Verità In questo periodo la tv non è solo comicità ma anche altri generi… si afferma sulle reti Rai la TV Verità , che cerca di espandere i propri confini di linguaggio. Fa entrare la cronaca all’interno di un contenitore che non è un telegiornale ma è una specie di genere nuovo a metà fra il talk show e l’informazione. Es. Telefono Giallo: metteva in discorso dei fatti di cronaca e cercava di capire il percorso di un avvenimento di cronaca (Es. data, temi, personaggi, luoghi,…) Es. Storie Maledette, Franca Leusini: Leusini è una signora molto old style che va a ripescare i fatti di cronaca più controversi e i loro protagonisti. Riapre questi casi raccontandoli con uno stile suo. Si munisce di questi faldoni di fogli su cui lei ricostruisce il caso e si mette di fronte ai protagonisti e racconta e si fa raccontare la verità (Es. Caso Sara Scazzi, …) La conduttrice narrativizza la storia ricostruendola a modo suo, quindi è un racconto di un caso. Utilizza un linguaggio molto forbito. In questo periodo la Rai cerca di rinnovarsi, sia a livello di palinsesto di giornata sia a livello di generi. Allo stesso tempo Mediaset cerca di creare il suo pubblico a cui cerca di dare dei contenuti facili e con molta pubblicità. Es. Vermicino, 1981 : in Toscana, un bambino di 6 anni cade in un pozzo artesiano e precipita : da quel momento il fatto viene esposto al telegiornale e l’attenzione del paese si sposta su questo caso. 18 ore di diretta per seguire il caso senza interruzioni. Vengono chiamati i soccorsi e viene anche inserita una elettro-sonda con un microfono per sentire la voce del bambino in diretta. Si decide di fare un buco parallelo con una trivella ma il bambino con le vibrazioni precipita ancora di più e dalla sonda si sentono le urla in diretta tv. Dopo svariati tentativi di salvataggio il bambino muore. Le polemiche furono molte poiché molti pensarono che fu colpa della televisione a far morire il bambino. Vermicino è così importante perché segna un prima e un dopo al diritto di cronaca. Fin dove ci si può spingere? Quanto si può vedere e quanto non si può vedere? Quanto si può raccontare e quanto non si può raccontare? Si discute sul fatto se la tv si dovesse fermare prima o raccontare il tutto, le persone volevano vedere. Tutto era mostrato senza censure, tutti volevano vedere tutto. Questo si ripete 20 anni dopo con le Torri Gemelle, 11 settembre 2001 e con la Guerra del Golfo. Questo periodo della televisione è denso. È importante capire a cosa serve la televisione àintrattenere, informare ma anche scoperchiare delle tensioni.
La tv accende un riflettore sul presente e racconta quello che vede, quello che piace sentirsi raccontare alle persone. Allo stesso tempo è uno strumento che tutti nel corso del tempo hanno acquistato. TV ANNI 90 L’Età dell’abbondanza Scoppia lo scontro tra la tv privata e quella pubblica
1991: nasce Studio Aperto 1992: nasce TG 1992: Emilio Fede passa da Studio Aperto al TG 1996: Fininvest diventa Mediaset e si quota in Borsa PROGRAMMI SIMBOLO
- Il nuovo intrattenimento àKaraoke - Fiorello (Italia 1, 1992-1995), Anima Mia – Fazio e Baglioni (Rai Uno, 1997) Programma musicale di culto televisivo, di culto perché è un programma diverso dal normale intrattenimento. Dove la cifra è l’ironia ma non comica. Baglioni canta ma non le canzoni sue, quelle di altri. Con Anima Mia inizia un nuovo modello di intrattenimento uscendo dal perimetro tradizionale (ovvero un cantante che non canta le sue canzoni ma quelle di altri). - acces prime time àStriscia La Notizia (Canale 5, 1988), Il Fatto - Biagi (Rai Uno, 1995-2000) - preserale àTira E Molla - Bonolis (Canale 5, 1996-1998), Passaparola - Scotti (Canale 5, 1999 - 2008) - seconda serata àMaurizio Costanzo Show (Canale 5, 1982-2005), Porta a Porta (Rai Uno, 1996 - )
- Caduta delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001: la televisione è lì che ci fa vedere e vivere in diretta le immagini Vi è quindi lo sviluppo e crescita delle TV a pagamento che acquisiscono alcuni generi che andavano molto forte nella tv generalista, questo comporta che la tv generalista si impoverisce nei suoi generi di punta – film e sport- e risponde con gli eventi e le grandi serate del sabato. La televisione generalista punta quindi sul talk show politico (bassi costi, buoni ascolti e presa sulla quotidianità). LO SWICH OFF nel 2004 la Legge Gasparri si modifica e sancì che dovevano essere spente tutte le frequenze analogiche per passare al digitale entro il 2006, anche se l’attuazione si conclude in modo concreto nel 2012. ànascono quindi altre TV a pagamento. Se le frequenze televisive passano dall’analogico al digitale la capacità di contenere canali da parte di quest'ultimo aumenta, permette la moltiplicazione dei canali. Questo crea un’offerta ampia ma povera poiché non ha una personalità precisa e il consumatore si trova davanti ad un’offerta smisurata perché non sa più cosa scegliere (pubblica o a pagamento?). GLI ANNI ZERO IN SINTESI Negli anni 2000 si moltiplicano le piattaforme, i contenuti e le possibilità di accesso, le tipologie di palinsesto e le logiche che regolano, le modalità della fruizione televisiva. Auditel inizia a rilevare anche l’ascolto differito oltre a quello live. Ma le date chiave, che sintetizzano e concludono il decennio, sono il 2012 (lo switch off) e il 2013 (il decennale di Sky). A partire da questi anni nasce questo punto di vista sulla televisone, ovvero che la televisione sta morendo, questo non è vero poiché cambia in base alle tecnologie, modella i contenuti in base ai luoghi di fruizione, cambiano le modalità di fruizione e di misurazione. PALINSESTO Palinsesto (dal greco palimpsestos ( palin "di nuovo" e psèstor "rischiato"): manoscritto (pergamena) in cui la scrittura primitiva viene raschiata e sostituita da un'altra. Correzioni, cancellature, sostituzioni perché il contenuto non è dato una volta per tutte ma subisce continuamente aggiustamenti e riscritture. Definizione: "il palinsesto è una sequenza ordinata di programmi e altri materiali (contenuto), disposti in una griglia temporale (forma) secondo differenti logiche (editoriali, commerciali e professionali), mediante l'impiego di apposite tattiche e strategie e sulla base di obiettivi di lungo e breve termine". (Barra, 2015) Il palinsesto è un oggetto instabile, multiforme, e contraddittorio che opera su tre livelli: - (^) Dimensione sintattica: legata alla disposizione degli elementi in un ordine secondo regole e strategie - Dimensione semantica: la disposizione degli elementi testuali influenza il significato dei contenuti - Dimensione pragmatica: gli elementi testuali sono disposti in maniera da stabilire e mantenere un contatto con gli spettatori
Il palinsesto è diviso in quattro fasce: mattina, mezzogiorno, pomeriggio, sera. La giornata televisiva è mimata dal palinsesto, e viceversa. Quest'ultimo regola il nostro tempo quotidiano. Differenza tra Oudience e Share: Oudience: numero totale delle persone che in quel momento stanno guardando il programma (numero assoluto) Share: percentuale di spettatori che sta guardando quel programma in quel particolare momento sul totale della fascia oraria. (percentuale) Come viene venduto il palinsesto? A Giugno o Settembre vengono presentati alla stampa e agli inserzionisti dalle reti i propri palinsesti. Gli inserzionisti devono capire quali spazi pubblicitari acquistare, lo fanno in base all'oudience e alle share previste. Il costo degli spazi pubblicitari possono variare in base all'andamento del programma e dalla concorrenza Ciò che viene inserito prima o appena dopo il telegiornale, avrà successo, perché trascina molta gente. PALINSESTO PAY TV Le pay tv hanno la possibilità a differenza della tv generalista, di creare un contenuto che si ripete nella stessa giornata. La durata dei programmi è di circa 50 minuti, se supera questo minutaggio, spesso vengono programmate più puntate una dopo l'altra (back to back)(es. Gomorra ogni settima a due puntate da 50 minuti ciascuna) È possibile impacchettare questi programmi e ripeterli nel corso della giornata. La tv a pagamento è una multinazionale e i contenuti sono condivisi con il resto del mondo. I contenuti devono funzionare in contesti diversi. La rotazione dei contenuti crea conseguenze riguardo la tipologia dei programmi, molti funzionano perché hanno la possibilità di essere replicati all'infinito (es. le puntate di Masterchef vengono replicate più volte). Questa formula non potrebbe funzionare sulla televisione generalista. Dal punto di vista della produzione e della messa in pagina è diversa. Non vi è un palinsesto orario e mancano dei generi. PALINSESTO PIATTAFORME Le piattaforme hanno di diverso che hanno eliminato completamente la distribuzione. Netflix, ad esempio, ha dato vita a questo modello per cui l'emittente produce e manda in onda i suoi contenuti senza comprarli da nessun'altro, questo per essere nuovi e freschi sulla concorrenza. Acquistano solo alcuni contenuti per fare esclusivamente catalogo. Non vi è un vincolo orario, di giorni ma c'è la necessità di avere un catalogo fresco. La competizione delle piattaforme si gioca sulla novità e la freschezza del catalogo.
Il palinsesto è una forma di scrittura del tempo che si articola su diverse dimensioni: