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tesina sul carcere duro e sui detenuti difficili
Tipologia: Sintesi del corso
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La mia relazione fa riferimento a due tematiche molto importanti e molto dibattuti negli ultimi tempi: “i detenuti difficili “, ovvero quei detenuti che hanno problematiche, o che possono creare problematiche dentro o fuori delle mura degli istituti detntivi; e uno degli articoli dell’ordinamento penitenziario, più discussi degli ultimi anni, il 41 bis meglio conosciuto come “carcere duro”. Parlerò dello sviluppo di questi due argomenti attraverso le tappe più significative di un percorso che tocca le varie riforme, dove si possono vedere lo sviluppo e l’impiego dei vari regimi disciplinari e quelli di sorveglianza particolare, a cui sono tuttora e sono stati nel tempo sottoposti questo genere di detenuti. La prima tappa risale al 1890 con l’introduzione del“ CODICE ZANARDELLI , fondamentale per aver abolito la pena di morte. Un anno dopo viene approvato il primo documento fondamentale inerente alle istituzioni penitenziarie “ IL REGOLAMENTO GENERALE DEI CARCERI E DEI RIFORMATORI GOVERNTIVI”. Negli anni successivi, tutto ciò viene messo in discussione dall’avvento del fascismo, il quale porta una netta degenerazione sul piano carcerario. Il fascismo sosteneva che il “ diritto punitivo era un considerato come un diritto di conservazione e di difesa dello stato; un diritto che aveva come scopo di fornire e assicurare e garantire le condizioni ottimali di vita”. Per i fascisti “ il delinquente è un peccatore criminalizzato, e la pena deve servire come strumento di espiazioni e di rimorso.” Nel 1930 venne approvato il nuovo “codice rocco”, e nel 1931 il nuovo codice di procedura penale. Il codice rocco fu uno dei codici penali più rilevanti, si basava:
Esiste anche un ulteriore tipo di carcere che è quello “GIUDIZIARIO”.
Questo è un tipo di carcere in cui possono essere rinchiusi solo coloro che devono ancora essere giudicati. In questo tipo di carcere, vi sono delle regole molto precise, per iniziare possono essere assegnati solo:
Come ho detto, in questo genere di carcere potevano solo essere presenti tutti coloro che erano in attesa di giudizio, però esisteva in via del tutto eccezionale, poteva essere inclusi i detenuti che che dovevano scontare una pena non superiore ai 2 anni. In questo tipo di carcere era caratterizzato da regole molto severe, vi erano comportamenti consentiti ed altri vietati.
Era severamente vietato:
Queste regole erano severamente puniti.
Era invece concesso:
Le punizioni più comuni in questo tipo di carcere erano:
Ma soprattutto introduce le figure degli OPERATORI, PROFESSIONISTI ESPERTI (come psichiatri, criminologi, assistenti sociali ecc.).
Introduce anche per la prima volta una figura con un ruolo fondamentale, L’EDUCATORE , ovvero colui che si occupa del trattamento rieducativo del detenuto.
Il percorso si conclude con l’introduzione del 41 bis op ; meglio conosciuto come CARCERE DURO; esso fa riferimento ad una disposizione normativa della repubblica italiana previsto dall’ordinamento penitenziario italiano.
E’ stato introdotto dal D.L. N. 306 DEL 1992 , dopo le stragi di mafia di Capaci, dove persero la vita i due giudici Giovanni falcone e paolo borsellino.
Tale articolo fa riferimento alle MISURE DI EMERGENZA, e venne adottato anche per i membri di COSA NOSTRA E TUTTE LE ALTRE ORGANIZZAZIONI MAFFIOSE E TERRORISTICHE.
Ispirato alla carcerazione speciale anti-terrorismo abolita nel 1986, e nato come misura temporanea, il 41-bis è stato periodicamente prorogato fino al 2002, quando con la legge 279 entra stabilmente nel nostro sistema penitenziario.
Il suo compito era quello di ostacolare le comunicazioni dei detenuti con l’esterno, per impedire ai boss, eventuali contatti con le organizzazioni criminali operanti sul territorio italiano e la possibilità di impartire ordini anche durante la detenzione.
In base alle ultime modifiche del 2009, il ministro della giustizia può disporre il carcere duro per qualsiasi detenuto accusato di reati legati al crimine organizzato con un primo decreto della durata di 4 anni, rinnovabile (potenzialmente all'infinito) ogni due anni.
Prevede:
Il condannato al 41 bis vive in un isolamento massimo. Stipato in una cella singola, in questi carceri di massima sicurezza non ci sono spazi pubblici quali palestre e giardini ne vi è la possibilità di poter godere della tradizionale ora d’aria.
I detenuti al carcere duro non hanno alcun contatto fra loro. Sono anche sottoposti ad una stretta sorveglianza.
Ciò significa che vi sono persone apposite e specifiche per ognuno dei prigionieri, facenti parte proprio di una costola specifica della polizia penitenziaria.
Sono i questurini e neppure loro possono avere contatti con le altre guardie della casa circondariale.
Anche i colloqui con persone esterne come i parenti sono molto limitati e controllati. Persino l’avvocato difensore deve attenersi a questa regola.
Possono esserci infatti solo due colloqui in un mese.
Durante i colloqui non c’è alcuna possibilità di contatto fisico.
L’obbligo del vetro divisorio può essere evitato a patto che venga stabilito dal giudice e solo in presenza di minori di 12 anni.
Ai detenuti è concessa una sola telefonata al mese.
Pacchi e buste, lettere ed altre corrispondenze sono aperte e minuziosamente controllate. Inoltre il detenuto non può cucinare.