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Tesi su mindfulness, Tesi di laurea di Psicologia Generale

Nella presente ricerca ci si è posti l’obiettivo di indagare l’influenza che il grado di comprensione delle proprie emozioni ha sul benessere individuale. Si è andati ad analizzare la correlazione tra mindfulness – consapevolezza e le variabili legate alla regolazione cognitiva ed emotiva

Tipologia: Tesi di laurea

2019/2020

Caricato il 02/07/2020

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martina_meloni 🇮🇹

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA
DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA, SOCIOLOGIA, PEDAGOGIA E PSICOLOGIA
APPLICATA
CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE PSICOLOGICHE
SOCIALI E DEL LAVORO
LA MINDFULNESS: EFFETTI SUL BENESSERE E SULLA
REGOLAZIONE COGNITIVA E DELLE EMOZIONI.
Mindfulness: effects on well-being and on cognitive and emotion regulation.
Relatore: Prof. Alberto Voci Laureanda: Meloni Martina
Matricola n°: 1119416
Anno Accademico 2017/2018
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA, SOCIOLOGIA, PEDAGOGIA E PSICOLOGIA

APPLICATA

CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE PSICOLOGICHE

SOCIALI E DEL LAVORO

LA MINDFULNESS: EFFETTI SUL BENESSERE E SULLA

REGOLAZIONE COGNITIVA E DELLE EMOZIONI.

Mindfulness: effects on well-being and on cognitive and emotion regulation.

Relatore: Prof. Alberto Voci Laureanda: Meloni Martina

Matricola n°: 1119416

Anno Accademico 2017/

Primo capitolo COS’È LA MINDFULNESS? 1.1. CENNI STORICI È opportuno citare le origini di questa pratica laica che “non sono riconducibili esclusivamente ad un solo contesto ma sono rintracciabili, con nomi differenti a seconda delle differenze di cultura e tradizioni, in un amplissimo territorio compreso tra la Cina e la Grecia: il tempo fu quello tra 2.800 e 2.200 anni fa. Il monoteismo di Zarathustra in quella terra che è stata a lungo chiamata Persia, il Giainismo di Mahavira e Parshava e il Buddhismo in India, il Confucianesimo e il Taoismo in Cina, i profeti ebraici in Palestina, i filosofi greci: tutti contribuirono, con modalità e forme diverse, originariamente indipendenti le une dalle altre, a quel che Karen Armstrong (2006) [...] chiama ‘una pausa di libertà, un respiro profondo che porta con sé una consapevolezza estremamente lucida’” (Amadei, 2013 , p. 155 ). Il termine mindfulness deriva dalla parola “Sati” in lingua Pali. Sati fa riferimento a uno stato caratterizzato da “presenza mentale” in cui i fenomeni interni ed esterni, da un lato vengono visti come realmente sono (privi di un sé intrinseco e sofferenza) e dall’altro, si fa distinzione tra i fenomeni e le proprie proiezioni e distorsioni mentali. Lo sviluppo della “nuda attenzione” e della “consapevolezza pura” come spesso è descritta la mindfulness, porta all’aumento della consapevolezza delle proprie intenzioni, emozioni, pensieri, parole e azioni e delle conseguenze che possono avere su di sé e sugli altri. Gran parte delle idee, delle pratiche e degli interventi che oggi vanno sotto il nome di mindfulness sono il frutto di un percorso iniziato con gli studi pionieristici di Jon Kabat- Zinn, un biologo e professore della School of Medicine dell’Università del Massachussets che, a partire dal 1979, ha sviluppato un protocollo per introdurre la meditazione di consapevolezza come intervento in contesti clinici.

Meditazione sul camminare che porta ad avere consapevolezza delle sensazioni sulla pianta del piede in movimento durante la camminata. 1.3. SELF-COMPASSION Un’altra caratteristica disposizionale derivante dalla tradizione Buddista, che si affianca alla Mindfulness, è la Self-compassion: l’autocompassione (Neff, 2003). La definizione è collegata a quella più generale di “compassione”. La compassione implica essere toccati dalla sofferenza degli altri, aprendo la consapevolezza al dolore altrui e non evitando o scollegandosi da esso, in modo che emergano sentimenti di bontà verso gli altri e il desiderio di alleviare la loro sofferenza. Significa anche offrire comprensione non giudicante a coloro che falliscono o sbagliano, in modo che le loro azioni e i loro comportamenti siano visti nel contesto della fallibilità umana condivisa. L’autocompassione, quindi, implica essere aperti alla propria sofferenza, non evitarla, generando il desiderio di alleviare la propria sofferenza e di guarire se stessi con bontà. La compassione implica anche l’offerta di una comprensione non giudicante al proprio dolore, alle proprie inadeguatezze e ai propri fallimenti, in modo che la propria esperienza sia vista come parte della più ampia condizione umana. L’autocompassione rafforza i sentimenti di compassione e di preoccupazione per gli altri poiché essa porta a vedere la propria esperienza alla luce della comune esperienza umana, riconoscere che la sofferenza, il fallimento e le inadeguatezze sono parte della condizione umana e che tutte le persone sono degne di compassione. La compassione non si estende a se stessi perché uno è superiore o più meritevole degli altri, ma è fatta proprio perché l’individuo riconosce la sua interconnessione e uguaglianza con gli altri. Avere compassione di sé significa perdonare i propri fallimenti e le proprie debolezze, rispettare se stessi come esseri pienamente umani, quindi limitati ed imperfetti. Dando compassione a se stessi si fornisce la sicurezza emotiva necessaria per vedere chiaramente se stessi senza paura di auto- condannarsi, permettendo all’individuo di percepire e correggere più accuratamente modelli disadattivi di pensiero, sentimento e comportamento. Essa fornisce una potente forza motivante per la crescita e il cambiamento. L’autocompassione è ben distinta dall’autocommiserazione. Quando gli individui sentono pietà per gli altri si sentono in genere molto separati e scollegati tra loro, mentre nel caso della compassione gli individui si sentono collegati agli altri e sono consapevoli che la sofferenza è qualcosa che tutti gli essere umani sperimentano. Allo stesso modo quando gli individui hanno pietà di sé stessi, si immergono nei propri problemi e si dimenticano che gli altri hanno problemi simili.

L’autocommiserazione tende a enfatizzare i sentimenti egocentrici di separazione dagli altri e ad esagerare la portata della sofferenza personale. L’autocompassione, dall’altra parte, permette di vedere le relative esperienze senza questo tipo di distorsione e disconnessione. Un’altra distinzione riguarda la misura in cui gli individui si identificano con il proprio dolore e sofferenza. Pur sperimentando l’autocommiserazione, gli individui vengono completamente assorbiti dai propri sentimenti. Questo processo può essere definito “identificazione eccessiva”, in quanto gli individui diventano così immersi nelle loro attuali reazioni emotive che altri aspetti della persona, quelle capaci di risposte emotive alternative o di interpretazioni mentali, sono inaccessibili. L’autocompassione richiede invece che gli individui non si identifichino eccessivamente con le proprie emozioni, in modo che vi sia uno “spazio mentale” in cui estendere la propria gentilezza e riconoscere il più ampio contesto umano della propria esperienza. Un atteggiamento compassionevole verso sé stessi richiede la prospettiva mentale equilibrata nota come consapevolezza. In sintesi, di fronte alle esperienze di sofferenza o di fallimento personale, la compassione di sé comporta tre componenti fondamentali:  Self-kindness, ovvero la capacità di trattarsi con gentilezza e accettazione senza dare giudizi troppo severi nei momenti di difficoltà e debolezza;  Common Humanity , la capacità di riconoscere i propri errori e i propri fallimenti come appartenenti a tutto il genere umano;  Mindfulness , la capacità di accettare i propri sentimenti di dolore senza negarli o esagerarli. Possiamo riscontrare che in questo caso la Mindfulness non ha lo stesso significato della variabile descritta in precedenza ovvero di un particolare tipo di consapevolezza, ma viene considerata come la capacità di mantenere in equilibrio la consapevolezza dei propri sentimenti e delle proprie emozioni in momenti di difficoltà. 1.4. CONSAPEVOLEZZA E BENESSERE La Mindfulness riguarda una chiara consapevolezza dei propri mondi interiori ed esteriori, inclusi pensieri, emozioni, sensazioni, azioni che esistono in un dato momento. Leary (2004) osserva che “praticamente ogni teoria della salute mentale presuppone che avere una visione accurata della realtà sia un segno distintivo dell’adattamento psicologico”.

Secondo Capitolo IL METODO 2.1. OBIETTIVO Nella presente ricerca ci si è posti l’obiettivo di indagare l’influenza che il grado di comprensione delle proprie emozioni ha sul benessere individuale. Si è andati ad analizzare la correlazione tra mindfulness – consapevolezza e le variabili legate alla regolazione cognitiva ed emotiva (incolpare sé stessi, incolpare gli altri, accettazione, rifocalizzarsi sull’operato, rifocalizzazione positiva, ruminazione, riconsiderazione positiva, cambiare prospettiva, catastrofizzare), le quali a loro volta influenzano il benessere soggettivo. L’ipotesi è che alti livelli di comprensione delle emozioni siano correlati positivamente con il benessere.

2. 2. PARTECIPANTI Il questionario utilizzato per la presente ricerca è stato somministrato ad un campione di 53 soggetti italiani, di cui 24 di sesso maschile e 29 di sesso femminile. L’età è compresa tra 19 e 68 anni, con una media di 29.46 e una deviazione standard pari a 11.18. I soggetti sono stati reclutati tramite conoscenze. In seguito, a coloro che hanno dimostrato la disponibilità alla partecipazione è stato mandato il link del questionario. Ai partecipanti è stata chiesta la loro professione, la quale è stata codificata con una scala a 6 livelli. I livelli sono stati classificati e codificati in base al tipo di lavoro, se manuale o impiegatizio, specializzato o generico, dipendente (di privati o enti pubblici) o in proprio, associando ad esso il titolo di studio di cui si è in possesso. Tra i 3 livelli troviamo: livello inferiore (codice 1 e 2) corrisponde a operai generici, dipendenti pubblici o privati, lavoranti a domicilio; livello medio (codice 3 e 4) corrisponde ad artigiani, commercianti, titolari di piccole imprese; livello superiore (codice 5 e 6) corrisponde a liberi professionisti, imprenditori di medie e grandi imprese, dirigenti di enti pubblici e servizi, insegnanti delle scuole medie e superiori e i docenti universitari. Sono poi stati utilizzati i codici 0, 7 e 9: il primo per casalinghe, il secondo per persone disoccupate o pensionate e il terzo per gli studenti. Il grado di istruzione è stato invece codificato con una scala a 4 livelli: il codice 1 corrisponde alla licenza elementare, il codice 2 alla licenza media, il codice 3 alla licenza superiore e il codice 4 al titolo di laurea.

Nello studio presentato la maggior parte dei soggetti sono studenti (25), di cui 5 con la laurea, 19 con la licenza superiore, e 1 persona con la licenza media; molti dei studenti sono universitari e quindi in procinto di conseguire il titolo di studio elevato. A seguire 3 partecipanti appartengono al livello superiore con possesso di titolo di laurea. 11 partecipanti appartengono al livello medio di cui 6 laureati, 4 con licenza superiore e 1 con licenza elementare. 4 partecipanti appartengono al livello inferiore di cui 2 con il titolo di licenza media e 2 con licenza superiore. 2 partecipanti rientrano nella categoria con codice 0 di cui uno con il titolo di laurea e uno con licenza media. 3 partecipanti rientrano nella categoria con codice 7 di cui uno con licenza media, uno con licenza superiore e uno con titolo di laurea. Infine 5 partecipanti non hanno specificato la loro professione. Il questionario chiedeva, inoltre, ai soggetti se avevano avuto esperienza di yoga, meditazione, mindfulness, Tai chi e qualche altra pratica da specificare e indicare per quanto tempo. Più della metà dei soggetti ha dichiarato di non aver mai praticato nessuna di queste discipline; invece 17 soggetti hanno praticato almeno una di queste esperienze. Tra questi 6 persone hanno dichiarato di aver praticato yoga rispettivamente per 2, 2, 3, 6, 12 e 12 mesi; 9 persone hanno praticato meditazione per 1, 2, 2, 36, 36, 48, 60 e 240 mesi; 2 persone hanno praticato mindfulness per 1 e 18 mesi; 4 persone hanno praticato Tai chi per 2, 12, 36 e 36 mesi; e 5 persone hanno dichiarato di aver avuto esperienza di altre pratiche. Una persona training autogeno per 2 mesi, una arte terapia per 168 mesi, una ha intrapreso un percorso per la conoscenza di sé per 36 mesi, una Buddhismo per 360 mesi e una preghiera per 96 mesi. Si è riscontrata qualche difficoltà per la rilevazione dei dati in quanto il questionario veniva ritenuto troppo lungo e i soggetti hanno avuto necessità di continue sollecitazioni per portarlo a termine. 2.3. METODOLOGIA E STRUMENTI DI RICERCA Lo strumento utilizzato per la seguente ricerca è un questionario self-report composto da due sezioni. La prima sezione è composta da 13 scale che misurano la consapevolezza, la regolazione emotiva, strategie cognitive adottate nell’affrontare eventi o situazioni stressanti, la soppressione del pensiero e i tentativi di evitare i pensieri indesiderati, la ruminazione,

Cognitive Emotion Regulation Questionnaire (CERQ) (Garnefski et al. 2001) Strumento self-report composto da 36 item (le risposte sono organizzate su una scala Likert da 1 a 5, ossia da “mai o quasi mai” a “ sempre o quasi sempre”). Può essere utilizzato per misurare strategie cognitive adottate, che caratterizzano lo stile individuale, nell’affrontare eventi o situazioni stressanti. Indaga l’uso di nove strategie cognitive di regolazione delle emozioni:

  • Self-blame , riferito a pensieri nei quali si incolpa sé stessi per ciò che si è vissuto. - Other-blame , riferito a pensieri nei quali si incolpano gli altri per ciò che si è esperito - Rumination , si riferisce al pensare alle sensazioni e ai pensieri associati all'evento negativo - Catastrophizing , si riferisce a pensieri in cui si enfatizza esplicitamente il terrore di un'esperienza - Putting into perspective , si riferisce al pensiero di minimizzare la gravità dell'evento o enfatizzare la sua relatività rispetto ad altri eventi. - Positive refocusing , si riferisce al pensare a situazioni gioiose e piacevoli invece di pensare all'evento reale. Rifocalizzarsi su cose positive può essere considerato una forma di "disimpegno mentale" - Positive reappraisal , si riferisce all’attribuire un significato positivo all'evento in termini di crescita personale. - Acceptance , si riferisce a pensieri di accettazione su ciò che si è vissuto e rassegnazione a ciò che è successo. - Refocus on planning , si riferisce ai pensieri rivolti ai passi da intraprendere e come gestire l'evento negativo. È la parte cognitiva del coping focalizzato sull'azione, che non implica automaticamente che il comportamento attuale verrà eseguito. La peculiarità di questa misura consiste nel suo riferimento esclusivo a pensieri che insorgono dopo l'esperienza di un evento negativo. Esempi di item sono “Penso a qualcosa di bello, invece che a quanto è successo”, “Penso che altre persone affrontano esperienze molto peggiori”, “Penso continuamente a quanto è stata terribile la situazione”, “Penso che posso imparare qualcosa dalla situazione.”  Soppressione dei pensieri – White Bear Suppression Inventory (WBSI; Wegner & Zanakos, 1994) Strumento self-report composto da 15 item valutati in una scala a 5 passi che vanno da “Fortemente in disaccordo” a “Fortemente d’accordo”.

Misura la soppressione del pensiero, e i tentativi da parte del soggetto di evitare i pensieri indesiderati. Il primo fattore misura l’intrusività dei pensieri non voluti, il secondo misura la soppressione dei pensieri non voluti. Esempi di item sono “Vorrei riuscire a smettere di pensare ad alcune cose”, “Spesso mi tengo impegnato per distrarmi dai miei pensieri”, “Ho pensieri che cerco di evitare”.  Rumination-Reflection Questionnaire ( RRQ - Trapnell & Campbell, 1999) Strumento self-report composto da 12 item valutati in una scala da 1 a 7 (in cui sono segnate solo le estremità con “Totale disaccordo” e “Totale accordo”). Utilizzata per misurare la tendenza a tornare ripetutamente con la mente alle sensazioni e ai pensieri associati a eventi negativi passati. Esempi di item sono “Tendo a rimuginare o soffermarmi sulle cose che mi accadono per molto tempo”, “Spesso mi trovo a valutare di nuovo qualcosa che ho fatto”, “Spesso rifletto su episodi nella mia vita di cui non dovrei più preoccuparmi”.  Regolazione delle emozioni – Reappraisal – Suppression (ERQ, Gross e John, 2003) Scala self-report di 10 item valutati in una scala da 1 a 7 (in cui sono segnate solo le estremità con “Totale disaccordo” e “Totale accordo”). Costruita al fine di valutare le differenze individuali nei due processi di regolazione emozionale (la valutazione cognitiva e la soppressione espressiva), attraverso due sotto-scale corrispondenti a due differenti strategie di regolazione emozionale: Cognitive Reappraisal ( ristrutturazione cognitiva - 6 item) ed Expressive Suppression (soppressione della risposta - 4 item). Esempi di item sono “Quando sto provando emozioni positive, sono attento/a a non farlo vedere”, “Quando voglio provare più emozioni positive, cambio il modo di pensare alla situazione che sto vivendo”.  Consapevolezza emotiva (CE, Veneziani, 2015) Scala composta da 6 item che ha lo scopo di misurare la disposizione personale e le differenze individuali nell'abilità di comprendere le proprie emozioni. Le affermazioni sono formulate in modo da rilevare l’abilità disposizionale di mostrare piena consapevolezza delle proprie emozioni, e quindi a saperle comprendere, sentire e vivere appieno, senza negarle o ignorarle anche qualora non fossero piacevoli, come ad esempio durante eventi negativi o di difficoltà.

Esempi di item sono “Cerco di essere comprensivo/a e paziente verso quegli aspetti della mia personalità che non mi piacciono”, “Quando non riesco in qualcosa di importante per me, tendo a sentirmi solo/a nel mio fallimento”, “Quando mi sento inadeguato/a, in qualche modo cerco di ricordare a me stesso/a che i sentimenti di inadeguatezza sono condivisi dalla maggior parte delle persone”.  Positive Affect and Negative Affect Scales (PANAS, Watson, Clark, Tellegen nel 1988) Strumento utilizzato per valutare gli stati affettivi positivi e negativi. Il PANAS misura due dimensioni distinte e indipendenti: l’affetto positivo e l’affetto negativo. La scala è composta da 20 aggettivi, 10 per la sottoscala di affetto positivo (PA) e 10 per la sottoscala di affetto negativo (NA). La sottoscala PA riflette il grado in cui una persona si sente entusiasta, attiva e determinata; la sottoscala NA fa riferimento ad alcuni stati spiacevoli generali come la rabbia, la colpa e la paura. Il soggetto deve valutare quanto si sente generalmente nel modo descritto dall’aggettivo, rispondendo su una scala Likert a 5 punti (1= per nulla, 2=poco, 3=moderatamente, 40abbastanza, 5=molto). Esempi di aggettivi sono “interessato”, “entusiasta”, “deciso”, “angosciato”, “ostile” e “nervoso”.  Satisfaction With Life Scale ( SWLS Diener, Emmons, Larsen & Griffin, 1985 ) 5 item valutati in una scala da 1 a 7 (in cui sono segnate solo le estremità con “Fortemente in disaccordo” e “Fortemente d’accordo”). Teorie e ricerche suggeriscono almeno tre componenti del benessere: l’affetto positivo, l’affetto negativo e la soddisfazione di vita. Tale componente si riferisce all’aspetto cognitivo del benessere. I soggetti, nel formulare la risposta, confrontano le proprie circostanze di vita percepite con uno standard che si costruiscono e che ritengono appropriato per se stessi; il livello di soddisfazione è quindi tanto più elevato quanto maggiormente le condizioni di vita vi si avvicinano. L’analisi fattoriale iniziale rilevò una struttura a tre fattori con 10 item che rappresentavano la componente cognitiva del benessere ; siccome alcuni di questi item avevano lo stesso significato, ne furono presi in considerazione solo 5 che vanno a formare l’attuale SWLS;

alcuni esempi di item sono: “Per la maggior parte la mia vita si avvicina al mio ideale” o “Le mie condizioni di vita sono eccellenti”. I soggetti devono indicare il proprio grado di accordo su una scala Likert a 7 punti (da “per niente d’accordo” a “molto d’accordo”) e i punteggi vengono successivamente sommati per ricavarne un indice complessivo.  Psychological Well-being (PWB, Ryff,1995) Scala che si propone di valutare il benessere psicologico. Secondo l’autrice, il benessere è un processo multidimensionale e dinamico composto da 6 dimensioni:

  1. autoaccettazione,
  2. relazioni interpersonali positive,
  3. autonomia,
  4. controllo ambientale,
  5. crescita personale
  6. scopo nella vita. Esistono diverse versioni di questo test, quella utilizzata è la versione a 18 item di cui 3 per ogni dimensione. I soggetti devono esprimere il loro grado di accordo con le affermazioni riportate; esempi di item sono “Non ho paura di esprimere le mie opinioni, anche se esse sono contrarie a quelle della maggior parte delle altre persone”, “Ho la sensazione che molte persone che conosco abbiano ricevuto di più nella vita rispetto a quello che ho ricevuto io”, “Mi sento frustrato quando cerco di pianificare le mie attività quotidiane perché non porto mai a termine le cose che mi propongo di compiere”. I punteggi agli item sono attribuiti in base ad una scala Likert a 6 punti che ( =completamente in disaccordo, 6 = completamente d’accordo)  Balanced Inventory of Desirable Responding Short Form (BIDR-16; Bobbio e Manganelli, 2011) La desiderabilità sociale è comunemente vista come la tendenza degli individui a proiettare immagini di se stessi positive e favorevoli durante le interazioni sociali. Gli item presentano comportamenti sia socialmente e culturalmente desiderabili e appropriati ma improbabili e poco comuni fra le persone, sia comportamenti considerati inaccettabili e indesiderabili socialmente ma molto comuni. Il bisogno di approvazione è definito dal grado in cui il soggetto ricerca l’approvazione degli altri e l’evitamento del loro disaccordo.

Terzo capitolo ANALISI DEI DATI 3.1 ATTENDIBILITÀ DELLE SCALE La prima analisi compiuta è stata la verifica dell’attendibilità delle scale utilizzate per rilevare i dati. Per attendibilità si intende il grado di precisione di una misura, “il grado in cui i punteggi dei test sono liberi dagli errori di misura” (APA). Possiamo considerare l’attendibilità come coerenza interna, cioè come il grado di accordo tra gli item del questionario e si può misure attraverso il coefficiente Alpha di Cronbach. Tale indice può assumere valori che vanno da 0 a 1. Si ha una sufficiente coerenza interna quando il valore supera .60, se è al di sopra di .70 i valori sono buoni mentre uguale o superiore a .90 è indice di un’eccellente coerenza interna. Prima di calcolare questo coefficiente è stato necessario ricodificare i punteggi di alcuni item perché espressi in forma negativa rispetto alla scala di appartenenza. Di seguito sono presentati gli item ricodificati.  per la scala FFMQ gli item 3, 5, 8, 10, 12, 13, 14, 16, 17, 18, 22, 23, 25, 28, 30, 34, 35, 38,

 per la scala RRQ gli item 5, 8, 9.  per la scala CE gli item 3 e 6.  per la scala SCa gli item 2, 4, 7, 8.  per la scala PE l’item 5.  per la scala SCS gli item 1, 4, 8, 9, 11, 12.  per la scala PWB gli item 2, 4, 5, 9, 11, 14, 15, 18.  per la scala BIDR gli item 2, 4, 8, 12, 14, 16. Le scale componenti il questionario risultano essere attendibili eccetto la dimensione della gestione delle impressioni del Balanced Inventory of Desirable Responding Short Form (α=.593), la quale è di poco sotto il valore di coerenza interna sufficiente. Generalmente l’alpha è nella maggior parte dei casi sopra il valore .70 quindi tutte le scale sono da ritenere attendibili.

SCALA

  • PRIMO CAPITOLO – Inquadramento teorico...............................................
    • 1.1. Cenni storici.............................................................................................
    • 1.2. Cos’è la Mindfulness?..............................................................................
    • 1.3. Self-compassion.......................................................................................
    • 1.4. Consapevolezza e benessere......................................................................
  • SECONDO CAPITOLO - Il metodo...............................................................
    • 2.1 Obiettivo.................................................................................................
    • 2.2. Partecipanti.............................................................................................
    • 2.3. Metodologia e strumenti di ricerca.........................................................
  • TERZO CAPITOLO - Analisi dati..................................................................
    • 3.1. Attendibilità delle scale..........................................................................
    • 3.2. Medie e differenze dei costrutti..............................................................
    • 3.3. Analisi delle correlazioni.......................................................................
  • CONCLUSIONI................................................................................................
  • BIBLIOGRAFIA...............................................................................................
  • Five Facet Mindfulness Questionnaire (FFMQ)^39. ITEM ALPHA
  • FFMQ: Non reattività 7.
  • FFMQ: Osservare 8.
  • FFMQ: Agire consapevolmente 8.
  • FFMQ: Descrivere 8.
  • FFMQ: Non giudicare 8.
  • CERQ: Self blame 4. Cognitive Emotion Regulation Questionnaire (CERQ)
  • CERQ: Acceptance 4.
  • CERQ: Rumination or focus on thought 4.
  • CERQ: Positve refocusing 4.
  • CERQ: Refocus on planning 4.
  • CERQ: Positive reappraisal 4.
  • CERQ: Putting into perspective 4.
  • CERQ: Catastrophising 4.
  • CERQ: Blaming others 4.
  • Rumination-Reflection Questionnaire (RRQ)^12.
  • Soppressione dei pensieri – White Bear Suppression Inventory (WBSI) 15.
  • ERQ: Reappraisal 6. Regolazione delle emozioni – Reappraisal – Suppression (ERQ)
  • ERQ: Suppression 4.
  • Consapevolezza emotiva (CE) 6.
  • Self-Caring (SCa) 8.
  • Self-Compassion Scale Short Form (SCS–SF) 12.
  • Psychological entitlement (PE)^9.
  • PANAS positivo 10. Positive Affect and Negative Affect Scales (PANAS)
  • PANAS negativo 10.
  • Psychological Well-being (PWB) 18.
  • Satisfaction With Life Scale (SWLS)^5.
  • BIDR-16: Auto-inganno 8. Balanced Inventory of Desirable Responding Short Form (BIDR-16)
  • BIRD-16: Gestione delle impressioni 8.