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Testo, parafrasi e note di Per fin amore vao sì allegramente di Rinaldo d'Aquino (appunti)
Tipologia: Appunti
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Il poeta sente il bisogno di dichiarare che la donna ha accolto il suo servizio d’amore e che da ciò scaturisce una gioia incommensurabile e ineguagliabile. È però costretto a mantenere nascosto il nome della sua amata. Inoltre, per vedere realizzato il proprio desiderio, è indispensabile il sostegno di Amore, senza il quale non potrebbe raggiungere il suo scopo. Nelle ultime strofe emerge anche un altro tema centrale, quello del servizio d’amore, a cui il poeta resta fedele, pur continuando a invocare l’aiuto di Amore. Metro: è una Canzone composta da quattro strofe, ognuna di quattordici versi – endecasillabi e settenari – collegata a coblas capfinidas
. Schema: A, b, C; A, b, C; d, E, f, G; g, F, e, D. Testo Parafrasi Per fin amore 1 vao sì allegramente ch’io non aggio veduto omo che ’n gio’ mi poss’apareare 2 e paremi che falli malamente^3 omo ch’à riceputo ben da signore e poi lo vol celare. Ma eo no lo celaraio com’altamente Amor m’à meritato^4 , che m’à dato a servire a la fiore 5 di tutta 6 caunoscenza e di valenza, ed a belleze più ch’eo non so dire: Amor m’à sormontato 7 lo core in mante^8 guise e gran gio’ n’agio. II Gio’ aggio più di nul’on certamente, ch’Amor m’à sì ariccuto da ch’ 9 a·llei piace ch’eo la A causa di un nobile amore io vado così allegramente, che io non ho visto nessuno che mi possa uguagliare in felicità; e mi sembra che commetta un grave errore colui che ha ricevuto un bene da un signore e poi lo voglia nascondere. Ma io non nasconderò come nobilmente Amore mi ha ricompensato, poiché mi ha concesso di servire la migliore di ogni conoscenza e di valore, dalle bellezze che non so descrivere: Amore mi ha esaltato il cuore in molti modi e ne ho gran gioia. II Certamente gioisco più di ogni altro poiché Amore mi ha arricchito a tal punto che a lei piace che io la debba amare; dato che delle donne è la più nobile, ho avuto
deggia amare; poi che de le donne è la più gente^10 , sì alto^11 dono aio avuto, d’altro amadore più deggio in gioia stare, ca null’altro coraggio^12 pori’ 13 aver gioia ver’ 14 cor ’namorato. Dunqua, senza fallire^15 , a la mia gioia null’altra gioia s’intenza 16 : nonn-ò temenza^17 ch’altr’amador potesse 18 unque 19 avenire, per suo servire a grato 20 , de lo suo fin amore al meo paraggio 21 . III Para^22 non averia, sì sè valente, che lo mond’à cresciuto lo presio 23 tuo, sì lo sape avanzare: presio d’amore non vale neente, poi donna’à ritenuto 24 un servidore, ch’altro vol pigliare, che l’amoroso usaggio 25 non vol che sia per donna meritato^26 chiù d’uno aritenere^27 ; che altrui ingannare è gran fallenza^28 , in mia parvenza: chi fa dal suo servire dipartire quello ch’assai c’è stato senza malfare, mal fa signoraggio. IV Segnoria vol ch’eo serva lealmente, che mi sia ben renduto 29 bon merito, ch’e’ non un dono così nobile, per il fatto che posso gioire più di ogni altro amante: nessun altro cuore potrebbe gioire rispetto a un cuore innamorato. Quindi, senza dubbio, costui può contendere con la mia (gioia): non temo che nessun altro amante possa mai, con il suo disinteressato servizio, arrivare a essere alla mia altezza col suo fine amore. III Non potrebbe avere una donna pari a te, sebbene sia tu così valoroso che il mondo ha accresciuto il tuo pregio, a tal punto esso è in grado di aumentarlo: il pregio d’amore non ha valore se poi una donna che ha accettato come servitore non vuole ch’egli sia dalla donna ritenuto più uno schiavo; poiché ingannare gli altri è una grave colpa, secondo me: chi fa allontanare il suo servitore, che è stato sempre assai fedele, compie un grave errore. IV La signoria d’amore impone che io serva con lealtà, che mi renda ben meritevole, da non poter essere biasimato; e io mi dichiaro soddisfatto del fatto che io non abbia servito, ma Amore ha iniziato a concedermi merito, e so bene che io sarò ricompensato quando sarò così innalzato da Amore.
15. senza fallire: “senza dubbio” 16. s’intenza: “si mette a disputare” 17. temenza: “timore” 18. potesse: “possa” 19. unque: “mai” 20. a grato: “disinteressatamente” 21. al meo paraggio: “alla mia altezza” **III